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Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative

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Alan Lomax e le registrazioni "sul campo"

Di Vincenzo Santoro (del 31/07/2010 @ 16:34:30, in varie ed eventuali, linkato 10 volte)
di Giordano Montecchi
da www.unita.it del 30 luglio 2010

Qualche volta c’è una buona notizia. E spesso a procurarcela è la rete, in virtù di quel suo potere... come definirlo? Rivoluzionario? Ok, diciamo «mediaticamente rivoluzionario», capace di sovvertire regole e discriminazioni in materia di informazione, o meglio, di condivisione dell’informazione. E siccome il potere è quello che sa tutto e i sudditi sono quelli che non sanno niente, se la rete continua di questo passo a divulgare tutto, chissà dove andremo a finire.L’ultima riguarda la musica della quale la rete, checché se ne dica, è una grande benefattrice.
La notizia viene dagli Usa: una parte piccola, ma ciononostante imponente dell’archivio di Alan Lomax – per la precisione 400 ore di filmati registrati per la rete televisiva Pbs fra il 1978 e il 1985 – verranno resi pubblici su un apposito canale di Youtube (www.youtube.com/user/AlanLomaxArchive). Già, Alan Lomax...

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Il Comitato che si sta battendo contro la realizzazione dell'ultimo devastante tratto della superstrada SS 275 Maglie Leuca ha realizzato una video-lettera per il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola:

 

 
Di Vincenzo Santoro (del 26/07/2010 @ 20:54:45, in Appuntamenti, linkato 85 volte)

Lu focu de santu Vitu
Canti, tarantelle e pizziche di Puglia
Tricase, Largo Sant'Angelo, 9 agosto 2010

Partecipano:


Malicanti
Anna Cinzia Villani
Enza Pagliara
Suoni Rurali
Umberto Panico


direttore artistico: Vincenzo Santoro

Alcuni degli interpreti storici della musica tradizionale pugliese si incontrano per uno straordinario progetto speciale dedicato a santu Vitu

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Tar favorevole alle quattro corsie su 275 Magllie-Leuca
Con giudizio di merito, il Tribunale amministrativo leccese ha accolto le istanze delle Provincia di Lecce, respingendo quelle della Regione Puglia e degli ambientalisti. Esulta il centrodestra. La reazione del fronte ambientalista


Il giudizio di merito del Tar di Lecce approva le quattro corsie e dà l’ok alla realizzazione della Maglie-Santa Maria di Leuca: l’ennesimo colpo di scena nella lunga querelle giudiziaria sulla strada del dissenso arriva per riaprire il dibattito ed incrementare le polemiche. Quattro corsie, dunque, fino a Santa Maria di Leuca: per il Tar di Lecce, si può, con buona pace degli ambientalisti e della Regione Puglia, contrari al progetto tout court, perché causerebbe, a loro parere, stravolgimenti sul territorio.
I giudici del Tar hanno sostanzialmente rigettato il ricorso proposto contro il progetto, accogliendo le tesi della Provincia di Lecce che era difesa dall'avvocato Pietro Quinto, rispetto a quelle della Regione

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Di Vincenzo Santoro (del 15/07/2010 @ 10:40:20, in affittasi trullo nel Salento, linkato 2316 volte)

Per le vostre vacanze salentine, affittiamo a Marina di Pescoluse - località della costa jonica, a circa 10 km a nord di Santa Maria di Leuca - un'antica "paiara" (nome un po' impropriamente tradotto nell'italiano "trullo"), pittoresca costruzione in conci di pietra calcarea, situata su una collina a poche centinaia di metri dalle bellissime spiagge, che la gente del posto chiama "Maldive" (la località ha avuto moltissimi prestigiosi riconoscimenti: la Bandiera Blu che certifica la qualità dei servizi e la limpidezza delle acque - recentemente confermata anche per il 2010 -, le tre vele della Guida Blu di Legambiente e del Touring Club Italiano e infine è stata inserita da Lonely Planet fra le 10 spiagge più belle del Mediterraneo).
Dalla terrazza della "paiara" si gode una spettacolare vista panoramica sul meraviglioso mare del Capo di Leuca (di particolare suggestione il tramonto!).
Il tutto immerso in una lussureggiante campagna mediterranea di terra rossa, con "chiusure" di ulivi e macchia delimitate dai muretti a secco.

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Di Vincenzo Santoro (del 14/07/2010 @ 17:00:00, in Il ritorno della taranta, linkato 2315 volte)

Vincenzo Santoro, Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina, con Cd audio, p. 248, Edizioni Squilibri 2009, € 18

Dalle pionieristiche esperienze degli anni Settanta fino all’esplosione degli ultimi anni, la ricostruzione del lungo processo di recupero e riuso dei materiali tradizionali giunto nel Salento a una sorprendente esposizione mediatica le cui ricadute vanno bene oltre i confini regionali. Una storia iniziata poco meno di quarant’anni fa ad opera di una variegata congerie di personaggi locali, spesso singolari e in qualche caso anche stravaganti che, coadiuvati a volte da personalità più blasonate provenienti dall’esterno, sono riusciti a produrre uno dei fenomeni musicali più sorprendenti e clamorosi degli ultimi anni: il “rinascimento della pizzica”

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Di Vincenzo Santoro (del 08/07/2010 @ 08:20:17, in varie ed eventuali, linkato 92 volte)
I morti di Reggio Emilia (7 luglio 1960)
di Fausto Amodei
dal manifesto del 7 luglio 2010

Nell'estate del 1960 ero di leva al Centro addestramento reclute di Montorio Veronese. Avevo già 26 anni, dato che avevo rinviato il servizio militare a dopo la laurea (e - fra l'altro - a dopo un successivo soggiorno di studio in Finlandia) ero quindi circondato da persone molto più giovani, oltretutto provenienti in modo prevalente da zone «bianche», cioè Veneto, dal bresciano e dal bergamasco, con le quali era piuttosto difficile discutere di argomenti politici. Comunque allora ero iscritto al Psi, e seguivo le vicende politiche del momento, benché in caserma fosse proibito introdurre l'Unità e l'Avanti. La nascita del governo Tambroni, e l'ingresso del Msi nella maggioranza, fin dall'inizio mi avevano messo sul chi vive. Dopo i fatti di Genova del 30 giugno correva voce in caserma che noi militari di leva potessimo essere impiegati in servizi di ordine pubblico

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Di Vincenzo Santoro (del 07/07/2010 @ 22:53:27, in Riflessioni sulla Notte della Taranta, linkato 84 volte)

Notte inedita tra elettronica e tradizione. Sul palco ci saranno i Sud Sound System, Dulce Pontes, Savina Yannatou e giovani cantanti salentini selezionati

MELPIGNANO — Per alcuni versi, il morso di Ludovico Einaudi ricorda quello di Stewart Copeland. Non nello stile, ovviamente, ma nell’approccio c’è qualcosa che accomuna i due musicisti pur nelle profonde differenze che li contraddistinguono: entrambi si sono avvicinati alla Notte della Taranta con l’entusiasmo di chi rimane sorpreso di fronte ad una tradizione musicale così strutturata ed entrambi si sono lasciati guidare da quell’impulso quasi medianico con cui questa musica ha contagiato il territorio. All’investitura di maestro concertatore dell’edizione 2010, Einaudi ci è arrivato innanzitutto come architetto, prima ancora che come compositore: «Ho immaginato questa manifestazione come un palazzo da attraversare stanza per stanza, apprezzandone le peculiarità che però fanno parte tutte di uno stesso grande progetto». Il che, nelle intenzioni, dovrebbe garantire al concertone del 28 agosto di procedere senza soluzioni di continuità, «anche se l’esibizione sarà caratterizzata da momenti diversi e dagli ospiti che pure ci accompagneranno in questo percorso

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Di Vincenzo Santoro (del 29/06/2010 @ 12:43:17, in varie ed eventuali, linkato 148 volte)
Uno straordinario affresco di San Paolo
di Sergio Torsello
da “PaeseNostro”, n.73, Ottobre 2009

Egregio direttore,
ho letto con estremo interesse l’accorato appello della signora Maria Luisa Sangiovanni, proprietaria della chiesa di S. Maria di Vereto, raccolto da Antonio De Marco e pubblicato sul numero del 6 Marzo 2009 del giornale da Lei diretto. Da quasi quindici anni frequento per motivi di studio la chiesetta di Vereto e ho particolarmente a cuore le sorti di questo importante monumento salentino. Non tutti sanno infatti che l’edificio conserva al suo interno uno straordinario affresco raffigurante San Paolo. Si tratta di una delle rappresentazioni più antiche e originali tra quelle comprese nel vasto corpus (affreschi, statue, dipinti, edicole votive) dell’iconografia paolina attestata nel Salento. Inserito in un più ampio ciclo agiografico, venuto alla luce in un incasso murario durante lavori di restauro effettuati nel 1954 su iniziativa dell’allora parroco di Patù don Vincenzo Rosafio (si veda V. Rosafio, Vereto, antica città messapica del Basso salento, Lecce, 1968) l’affresco, in buona parte non più leggibile, raffigura San Paolo in una posa solenne e minacciosa con il classico attributo della spada attorno alla quale sono attorcigliati due serpenti. Ai piedi del santo, poi, è raffigurato un piccolo bestiario de venenis: un serpente, uno scorpione e, poco più in alto, due serpenti

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Di Vincenzo Santoro (del 28/06/2010 @ 09:36:12, in Il Salento e le sue musiche, linkato 69 volte)

Dieci anni fa, proprio la vigilia della festa di san Paolo, moriva Luigi Stifani, il mitico violinista terapeuta delle tarantate. Per ricordarlo ripropongo una bella intervista di Chiara Lico a Sandro Portelli, tratta da Caffeuropa del 05/08/2000

Luigi Stifani: la musica e il personaggio

“Tutte le tarantolate che ho curato musicalmente col violino, coll’organetto (...) le ho guarite con la terapia della musica. Dall’età di quattordici anni (...) ne ho guarite oltre una cinquantina”. Luigi Stifani un po’ racconta e un po’ recita di fronte alle telecamere dirette da Edoardo Winspeare nel documentario San Paolo e la taranta. E' il 1991. Nelle sequenze che si avvicendano e che ci regalano il suo autoritratto, Stifani parla in dialetto e gesticola per spiegarsi, ha baffi scuri e un paio di occhiali poggiati sul naso. Accanto, il violino. Che tiene ora sulla spalla, ora in mano, così, giusto per il contatto.
Nove anni dopo, il 28 giugno, quel barbiere, musico e taumaturgo muore. Ironia della sorte: proprio nel giorno della festa di San Paolo a Galatina, quello in cui le sue tarantate guarivano. A raccontare di lui e del confine sottile che separa la parola scritta da quella parlata è oggi il suo diario, che non è una collezione di memorie e non racconta storie, ma è piuttosto un taccuino di viaggio e una rubrica musicale, un promemoria per non dimenticare e uno stralcio di vita solo sua, dove ci sono i testi delle sue canzoni, gli spartiti con le sue note, il suo metodo di scrittura musicale e le storie delle donne che lui ha fatto ballare fino allo sfinimento, fino alla rinascita.
In Io al santo ci credo, curato per le Edizioni Aramirè

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Di Vincenzo Santoro (del 24/06/2010 @ 17:17:12, in emergenza ambiente Salento, linkato 485 volte)

Dal boom dei tumori al business dei certificati verdi. L'inchiesta
di Benedetta Sangirardi
da www.affaritaliani.it del 23 giugno 2010

Brindisi-Taranto, l'asse del male. Territori avvelenati, aria malata, terreni pieni di diossina. E popolazione che muore di tumori. Da quasi 20 anni ci sono dati incontrovertibili che documentano l'aumentata incidenza di malattie tumorali di origine ambientale nella provincia di Lecce. E ci sono dati Istat che indicano come e perché il Salento sia l'area più inquinata della Puglia. Un tasso di mortalità per tumori maligni di trachea, bronchi e polmoni cresciuto vertiginosamente. Le aree interessate sono tutte nel Salento, da Lecce in giù. Maglie il paese più colpito (43 decessi nel 2004, 37 nel 2005), ma anche Gallipoli, Nardò, Tricase, Cutrofiano.
Dati che sforano la media regionale e che indicano, per tutto il Salento, un quadro di eccesso di mortalità attribuibile all'inquinamento ambientale di origine industriale. La provincia di Lecce, stranamente, è l'area a più alta incidenza di cancro della Puglia, secondo le statistiche Istat e le cifre dell'Osservatorio epidemiologico. Ma come? Non era Taranto la città più inquinata d'Europa a causa dell'Ilva e delle emissioni di diossina. E come mai i grandi colossi industriali si trovano a Brindisi (il Petrolchimico) e a Taranto (l'Ilva) e le gente muore di tumore a Lecce e provincia? La risposta è da cercare nel vento

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Di Vincenzo Santoro (del 23/06/2010 @ 14:03:00, in varie ed eventuali, linkato 151 volte)
di Alessandro Portelli
dal manifesto del 23 giugno 2010

“Io entravo nelle case dei contadini pugliesi come un ‘compagno’, come un cercatore di uomini e di umane dimenticate istorie, che al tempo stesso spia e controlla la sua propria umanità, e che vuol rendersi partecipe, insieme agli uomini incontrati, della fondazione di un mondo migliore, in cui migliori saremmo diventati tutti, io che cercavo e loro che ritrovavo”.
Nel 1953 Ernesto de Martino la parola “compagno” la pronunciava fra virgolette: forse per marcare la propria dualità di studioso e di militante, che metteva in discussione non il rigore della ricerca e della politica ma la separatezza del ricercatore e del politico dall’umanità che cercava di rappresentare – scrivendone nei suoi libri e esprimendone le rivendicazioni nelle istituzioni. Compagno voleva dire uno con cui si divide il pane, e uno con cui si divide il cammino. Chiunque ha fatto lavoro sul campo – di ricerca etnografica come di organizzazione politica – sa che entrare nelle case delle persone di cui si cerca la voce significa in primo luogo accettare un’offerta di cibo – un biscotto o un caffé – e in secondo luogo ascoltare una storia. Essere “compagni”, cioè sperimentare nel tempo dell’incontro un’uguaglianza che la società nega nel tempo dell’ordinario. Come spiegava de Martino: “l’essere fra noi ‘compagni’, cioè l’incontrarci per tentare di essere insieme in una stessa storia”

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Di Vincenzo Santoro (del 05/06/2010 @ 17:15:01, in casa Di Vittorio, linkato 187 volte)


Anche quest’anno l’Associazione “Casa Di Vittorio” è lieta di poter bandire il concorso a una borsa di studio annuale intitolata a Giuseppe Di Vittorio, destinata
a chi abbia studiato, e intenda continuare ad approfondire, l’opera, la vicenda e il pensiero dell'insigne sindacalista e uomo politico cerignolano, la storia politica e sociale della Puglia e del Mezzogiorno nel secolo XX (con i connessi fenomeni dell’emigrazione e dell’immigrazione), con particolare attenzione alla storia del movimento sindacale, alle lotte contadine, alle forme organizzative del movimento operaio, alla trasformazione del lavoro e delle forme di produzione.

La borsa, dell’ammontare di 7.000 euro, è bandita grazie al sostegno della Fondazione Unipolis. Al concorso possono partecipare giovani laureati e dottori di ricerca, in discipline storiche, economiche, sociologiche, pedagogiche e antropologiche che abbiano discusso la tesi di laurea magistrale o di dottorato entro la data di scadenza del presente bando e che alla stessa data non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età.


Bando

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di Alberto Selvaggi
da www.lagazzettadelmezzogiorno.it del 30 maggio 2010

«Zinghe e zanghe, zinghe e zang». Come scusa? «Zinghe e zanghe, zinghe e zang». Ah, bello questo brano, me ne fate ascoltare un altro, ragazzi? «Certo: zinghe e zanghe, zinghe e zange, zinghe e zanghe, zinghe e zang». Mh… Continuate, orsù. «Zinghe e zang, zinghe e zang».
Trovomi in un pub barivecchiano, ingollo tranquillo parmigiana. Quand’ecco che quattro giovani dal look vendoliano s’aggrumano al centro della sala e, «zinghe e zanghe, zinghe e zang», attaccano a suonare pizzica indemoniata.
Maledizione; non sono che baresi travestiti da salentini del cavolo. Veggio tremolare la barbula del taverniere, salto su rappreso in viso da una maschera di sbigottimento, ma clienti in abiti d’artisti di strada, o impastranati in collettoni tamarri si levano dai tavoli dimenandosi. Dentro lo mucchio di vesti e di calcagni s’immortalano due vegliardi e una vecchia che niuno, in vero, a consesso avea chiamato. Sono più sincronizzati dei pronipoti che d’attorno sarabandano

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Di Vincenzo Santoro (del 23/05/2010 @ 15:07:37, in Il Salento e le sue musiche, linkato 465 volte)

di Pierpaolo Spada, da Il Paese Nuovo del 23 maggio 2010
Flop sul palco, dentro e fuori il festival dell’Energia. Soprattutto se per convincere la gente ad aprire le orecchi per ascoltare quanto conveniente sia il nucleare si utilizza pure la pizzica. Il Salento fischia sonoramente. Gli organizzatori ci hanno provato, ma l'esperimento di fusione ‘pizzica nucleare’ ha dato esito negatiivo. La gente non balla, ma, per fortuna, reagisce. Come quei relatori pugliesi invitati al festival che, dissentendo dalla spinta nucleare che da corpo al festival, hanno indossato mascherina, impugnato bandiera, e si sono recati sotto il palco con gli ambientalisti per protestare: contro il nucleare e contro l’invasione selvaggia di impianti per la produzione di energie rinnovabili.

Bastava affacciarsi qualche minuto in piazza Sant’Oronzo, ieri sera, per verificare quanto silenzioso il concerto di Ambrogio Sparagna, ex maestro dell’orchestra della Notte della Taranta, si sia rivelato

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