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Di solaricco
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Il 26 settembre, a Roma, presso l'Alpheus (via del Commercio 36, zona Ostiense) si svolgerà un importante concertone di beneficienza, con allcuni dei gruppi più rappresentativi della musica popolare pugliese, il cui ricavato verrà destinato al restauro dell'affresco di "san Paolo dei Serpenti" che si trova nella chiesa di Santa Maria di Vereto a Patù, nel Capo di Leuca.
L'affresco è importante perché conserva una delle più antiche rappresentazioni di San Paolo nell'iconografia "popolaresca" che si riferisce all'antichissima credenza relativa alle capacità del Santo (e dei suoi "adepti") di curare gli effetti velenosi del morso di alcuni animali, tra cui i serpenti e gli scorpioni, da cui deriverà anche il patronato paolino sugli uomini e le donne "morse dalla taranta".
Maggiori informazioni sull'affresco
A grande richiesta si ripete il corso di pizzica salentina a Roma
Il corso - rivolto ai neofiti e a chi vuole affinare il proprio stile di ballo - si svolgerà alla Casa della Pace, via di Monte Testaccio 22, mercoledì 22 e giovedì 23 settembre 2010, dalle dalle ore 19,30 alle ore 22.30.
Per ogni giornata, nelle prime due ore e mezzo si svolgerenno le lezioni pratiche, tenute da Franca Tarantino, in cui verranno descritti e praticati i rudimenti del ballo della pizzica-pizzica salentina (i passi, le posture, la dinamica della danza, la coreografia, l'uso del fazzoletto ecc).
Gli ultimi 30 minuti saranno invece dedicati a degli approfondimenti teorici, curati da Vincenzo Santoro, che riguarderanno i seguenti argomenti:
1. le forme della tradizione coreutica e musicale del Salento (pizzica pizzica, pizzica tarantata e danza scherma, canti polivocali "alla stisa", canti d'amore, canti di protesta, nenie funebri ecc.);
di Vincenzo Santoro, 28 agosto 2010
Ci voleva tutta lo stile e la sensibilità musicale di un artista eterodosso come Ludovico Einaudi per far ritrovare al Concertone della Notte della taranta i caratteri originari dell’evento - a cavallo fra recupero della tradizione e sua rielaborazione contemporanea - mantenendo però un livello di qualità musicale come ci si aspetterebbe da una manifestazione così famosa e celebrata.Einaudi è riuscito infatti, partendo evidentemente da uno studio approfondito delle “fonti” della musica salentina, nell’arduo compito di elevare un’architettura musicale raffinata ed intrigante, allo stesso tempo rispettosa della tradizione (cioè del suo spirito profondo) ma anche innovativa, con esiti sempre come minimo di buon livello, sia quando a prevalere è stato l’approccio più onirico e suggestivo (potremmo dire tipicamente “einaudiano”), guidato spesso dagli inconfondibili fraseggi del pianoforte, sia quando l’artista torinese ha premuto l’acceleratore sulle contaminazioni più spinte (in particolare etno-trance ed elettroniche).
Per fare questo, ha proceduto a decostruire l’impalcatura sonora derivante dalle esperienze con i maestri concertatori precedenti
Vincenzo Santoro, Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina, con Cd audio, p. 248, Edizioni Squilibri 2009, € 18
Dalle pionieristiche esperienze degli anni Settanta fino all’esplosione degli ultimi anni, la ricostruzione del lungo processo di recupero e riuso dei materiali tradizionali giunto nel Salento a una sorprendente esposizione mediatica le cui ricadute vanno bene oltre i confini regionali. Una storia iniziata poco meno di quarant’anni fa ad opera di una variegata congerie di personaggi locali, spesso singolari e in qualche caso anche stravaganti che, coadiuvati a volte da personalità più blasonate provenienti dall’esterno, sono riusciti a produrre uno dei fenomeni musicali più sorprendenti e clamorosi degli ultimi anni: il “rinascimento della pizzica”
di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella
dal Corriere della Sera del 28 agosto 2010
Tira una brutta aria eolica, per le ninfe e i fanciulli che da millenni vivono tra gli ulivi secolari del meraviglioso colle San Giovanni a Giuggianello: non hanno i timbri in regola. C'è chi dirà: ma se ne hanno scritto Nicandro e Ovidio e probabilmente pure Aristotele! Fa niente: non hanno i timbri in regola. Lo dice una sentenza del Consiglio di Stato. Secondo il quale un posto può anche essere la culla della memoria magica di un popolo ma se non ha le carte in regola, cioè un timbro della sovrintendenza che dice che effettivamente è la culla della memoria magica di un popolo, non ha diritto a tutele. Testuale: «A prescindere dal fatto che tali miti e leggende non risultano essere stati individuati da un provvedimento legislativo, non si vede come l'impianto degli aerogeneratori possa interferire su tale patrimonio culturale».
Appunto: «non si vede». Nel senso che i giudici non hanno «visto» l'area in cui dovrebbero sorgere le immense pale eoliche se non sulla carta
da La Gazzetta del Mezzogiorno del 28 agosto 2010
Da tredici anni il Salento vede il ripetersi di un impetuoso «convenire a festa» verso l’area interna della Grecìa. Iniziato nel 1998, in un clima di acceso dibattito, come esperienza di valorizzazione delle musiche locali ma anche come aspirazione al confronto tra queste e le altre musiche del mondo, il festival «La notte della taranta» ha messo in febbrile movimento enormi energie e numerosi attori sociali: turisti e cultori della folkyness, musicisti, danzatori, amministratori, operatori culturali, imprenditori, commercianti e fornitori di servizi molteplici, espositori, osservatori e studiosi. Assai interessante è l’evoluzione che ha subìto la percezione della taranta, il «mitico» agente patogeno del tarantismo: da remoto segno di malattia e povertà, il ragno è oggi inteso quale simbolo di rinascita e bellezza. Una trasformazione formidabile, accolta nel sistema mediale: con l’espressione «la taranta»
di Bruno Ruffilli
da La Stampa del 27 agosto 2010
La leggenda, antichissima, narra di un ragno che morde le persone e le fa cadere in un'irrefrenabile smania di ballare. La realtà, recente, racconta di 80 mila persone arrivate a Melpignano, nella Grecìa salentina, lo scorso anno per la Notte della Taranta: altrettante sono attese domani per la tredicesima edizione, per cui sono stati anche approntati treni speciali.Maestro concertatore sarà Ludovico Einaudi, intellettuale prestato alla musica, autore di composizioni minimaliste e rarefatte. Ma nel suo ultimo album, Nightbook, uscito nell'ottobre 2009, c'era già un brano vicino al folk del Salento: «Allora non pensavo alla taranta - spiega - l'invito è arrivato a marzo, quando ero a Londra per una serie di concerti. In Eros ci sono parti per tamburelli suonate da Mauro Durante, leader del Canzoniere Grecanico Salentino»
di Sergio Torsello
da “PaeseNostro”, n.73, Ottobre 2009
Egregio direttore,ho letto con estremo interesse l’accorato appello della signora Maria Luisa Sangiovanni, proprietaria della chiesa di S. Maria di Vereto, raccolto da Antonio De Marco e pubblicato sul numero del 6 Marzo 2009 del giornale da Lei diretto. Da quasi quindici anni frequento per motivi di studio la chiesetta di Vereto e ho particolarmente a cuore le sorti di questo importante monumento salentino. Non tutti sanno infatti che l’edificio conserva al suo interno uno straordinario affresco raffigurante San Paolo. Si tratta di una delle rappresentazioni più antiche e originali tra quelle comprese nel vasto corpus (affreschi, statue, dipinti, edicole votive) dell’iconografia paolina attestata nel Salento. Inserito in un più ampio ciclo agiografico, venuto alla luce in un incasso murario durante lavori di restauro effettuati nel 1954 su iniziativa dell’allora parroco di Patù don Vincenzo Rosafio (si veda V. Rosafio, Vereto, antica città messapica del Basso salento, Lecce, 1968) l’affresco, in buona parte non più leggibile, raffigura San Paolo in una posa solenne e minacciosa con il classico attributo della spada attorno alla quale sono attorcigliati due serpenti. Ai piedi del santo, poi, è raffigurato un piccolo bestiario de venenis: un serpente, uno scorpione e, poco più in alto, due serpenti
di Mastru Brunu Blues
da La riviera on line del 23 agosto 2010
E siamo alla guerra delle tarantelle. C’era da aspettarselo, per esempio a Napoli la parola Tarantelle non evoca il ballo di cui siamo innamorati -e che non c’entra niente con la pugliese Taranta- ma appunto la lite, quella che da noi si chiama "sciarra" e che a Milano prende il nome di "storie tese". E tarantelle siano, quindi. Perché si dà il caso che in questi giorni si svolgano nella zona ben due manifestazioni dedicate alla musica e al ballo popolare. C’è il Kaulonia tarantella festival, appunto a Caulonia superiore. Rassegna bella,
dal manifesto del 21 agosto 2010
Quando mi chiedono di parlare della Notte della Taranta, penso a Bob Dylan, che peraltro vedrei bene come maestro concertatore. Mi spiegherò, sapendo che parlare di salvaguardia di una storia popolare fatta di dolori, capolarati, religioni annichilenti, libertà delle donne è sempre delicato. Peraltro non so se sia io la persona giusta. Ho unito la parmigiana a Coltrane e il polpo in pignata ai Clash e sopratutto mi sono permesso di dire che le ragioni alle origini del tarantismo andrebbero cercate nello strutto dei pasticciotti piuttosto che nella chiesa di San Pietro e Paolo.Può sembrare idea balzana, e in parte lo è, ma lo era anche la Notte della Taranta, nata a Melpignano e non a Galatina o a Torrepaduli, dove quella cultura era stata salvaguardata per anni.
A che serviva salvare una tradizione scomparsa? Ritorno a Bob Dylan. Quando fece Like a Rolling Stone
di Joel Weickgenant
dal Wall Street Journal del 13 agosto 2010
Like the blues of the Mississippi delta, the musical form -- baked under the cruel sun of this extreme southeastern limb of Italy -- took root in the fields. It was a tautly-wound, fiercely upbeat musical release valve from the inescapable pressures of a life of hard work, under a rigid social system.Like the blues, the pizzica has a myth surrounding its creation: nothing so concrete as the devil at the crossroads, but several centuries more ancient. The music was viewed as the means to heal the bite of the taranta, a legendary spider who bit workers -- especially women and most often during the months of harvest -- and whose exorcism required multiple hours-long sessions of trance-induced ritual dancing.
Like the blues
da www.unita.it del 21 agosto 2010
«Impossibile non perdersi nell’orizzonte dei due mari che si incrociano all’estrema punta d’Italia e diventano Mediterraneo, su quel promontorio che è custode geloso della cultura del Salento». Il Comune di Castrignano del capo ha scelto il motto latino «De finibus terrae» per raccontare cosa sia quel tratto di mondo.
Nel piazzale di Santa Maria di Leuca si innalzano due monumenti simbolo di molte terre di mare. Uno religioso, su una colonna altissima, con Maria che vigila sui pellegrini e sui tanti turisti, credenti o meno. L’altro, laico, essenziale riferimento per i naviganti, spicca per la classica bellezza. Il faro da sempre indica la costa, prima che arrivassero i satelliti a fornire le coordinate per la gente di mare.
Mi perdo in quell’orizzonte
Il Mei e Terra di musiche presentano il primo riconoscimento dedicato alla musica folk, world ed etno.
Si è insediata la giuria del PIMPI - Premio Italiano Musica Popolare Indipendente, istituito dal MEI, a seguito della positiva esperienza di Terra di musiche, la sezione dedicata alla musica folk, world ed etnica inaugurata nell'edizione 2009 del Meeting Faentino e che, per l'edizione 2010, si terrà a Faenza nelle date 26/27/28 Novembre
La giuria che avrà la direzione artistica di Marco Bartolini e il coordinamento tecnico di Giordano Sangiorgi (Organizzatore del Mei - Meeting degli Indipendenti), è composta di dieci giurati: Marco Bartolini (Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli), Giordano Sangiorgi (Organizzatore del Mei - Meeting degli Indipendenti), Valerio Corzani (Radio Tre Rai), Anna Galletti (Edizioni Galletti-Boston), Franco Masotti (direttore artistico Ravenna Festival), Rebecca Bottoni (direzione artistica Ferrara Busker Festival), Gian Carlo Nostrini (la Sacca del Diavolo - Radio Popolare Milano), Aldo Foschini (la musica nelle Aie), Vincenzo Santoro (ANCI), Beppe Greppi (Felmay) che - con altre integrazioni che saranno rese note - segnaleranno i papabili vincitori per le cinque categorie del premio: La migliore produzione Etno / Folk revival, La migliore produzione Tradizionale, Il miglior gruppo, La migliore autoproduzione, Il miglior album d'esordio.
Il P.I.M.P.I. è votato a valorizzare e premiare le realtà musicali che operano in ambito folk, etno world music italiane
Giuseppe Papa, bracciante, dirigente politico e sindacale, sindaco per 12 anni della sua Lucera, ci ha lasciati il 7 agosto scorso. In suo ricordo, pubblichiamo una lunga intervista concessa a Giovanni Rinaldi.
di Giovanni Rinaldida "Sudest Quaderni", n. 14, maggio 2006, pp. 92-97
In una caldissima serata estiva arrivo a Motta Montecorvino. Ho appuntamento con Giuseppe Papa, al quale il suo paese natale tributa una corale festa di riconoscimento. Peppino ha da poco ricevuto dal Presidente Ciampi l'onorificenza e il titolo di commendatore. E' un percorso insolito il suo: da bracciante agricolo, attraversando tanti mestieri - guardiano di animali, stalliere, buttero, aratore e tracciatore di solchi - e tanta militanza e attivismo politico e sindacale, nel partito comunista, nel sindacato, fino a diventare sindaco di Lucera per 12 anni e poi consigliere regionale. A questa sua vita così intensamente vissuta
di Luca Zanini
da www.corriere.it del 16 agosto 2010
La taranta conquista anche il mondo dei tech-maniaci: da oggi è disponibile l'applicazione ufficiale per I-phone della «Notte della Taranta 2010» in programma nel cuore del Salento, a Melpignano, il prossimo 28 agosto. Una notte di festa e spettacolo che sarà trasmessa in diretta streaming sul sito di Corriere.it.Realizzata dalla società romana Made in Tomorrow, già nota nel settore del software per cellulari, l'applicazione ha appena ricevuto la «benedizione» dei vertici della Apple. I manager di Cupertino, infatti, hanno detto sì soltanto a Ferragosto, ad un mese dalla richiesta ufficiale di autorizzazione. L'applicazione sarà presto disponibile anche per iPad.
TAMBURELLI DIGITALI - Scaricare la singolare applicazione sull'iPhone è gratuito. Digitando «taranta»
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