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Ninnamorella, il nuovo disco di Anna Cinzia Villani
Di Vincenzo Santoro (del 28/07/2008 @ 11:20:03, in I miei articoli, linkato 1081 volte)
Uno dei lavori più importanti della scena salentina degli ultimi anni
di Vincenzo Santoro
di Vincenzo Santoro
La vicenda artistica di Anna Cinzia Villani è emblematica del percorso di formazione di molti dei protagonisti principali del “movimento della pizzica”. Partita a metà degli anni Novanta - molto giovane - dalla frequentazione del fitto mosaico di feste auto-organizzate che era il Salento “pizzicato” prima dell’avvento dei grandi Festival, Anna Cinzia si trova presto ad emergere per la sua versatilità musicale e in particolare per la sua voce straordinaria, “antica”, che le permette di interpretare i canti tradizionali con grande forza ed espressività. Il suo repertorio, come per quasi tutti i giovani di quella generazione, è fondato soprattutto sulle riesecuzioni dei gruppi di riproposta allora attivi, limitandosi quindi a pochi canti già di “seconda mano”. In quel crogiuolo di esperienze e di creatività, la Villani comincia un percorso quasi di iniziazione, collaborando con diversi gruppi, ma soprattutto cominciando a frequentare assiduamente alcuni anziani “alberi di canto”, custodi dei “segreti” della musica salentina, con cui, per la sua particolare sensibilità – musicale e umana – riesce a costruire dei bellissimi rapporti, basati in primo luogo sulla condivisione di sentimenti e amicizia. Anna Cinzia con gli anziani riesce a cantarci e a suonarci insieme, esperienza molto più rara di quello che si potrebbe pensare nell’ambiente della musica salentina. Questi incontri - che spesso sono documentati da registrazioni audio e video - permettono all’artista di arricchire il repertorio e di affinare le proprie tecniche di esecuzione vocale e strumentale, e in qualche modo anche di assorbire lo “spirito” e la “cultura” che sta alla base dei suoni e dei canti della tradizione. Questo complesso percorso artistico e umano trova una sua sintesi nel cd Ninnamorella (edito da AnimaMundi nella solita elegantissima veste grafica), progetto che segna la raggiunta maturità artistica della Villani. Per la prima volta, la sua ricca ed eclettica personalità musicale emerge in tutte le sfumature: il cd comprende tre esecuzioni soliste (una Pizzica pizzica per voce, tamburo e armonica a bocca, una bella versione de La tabbaccara con un testo differente da quello più noto degli Ucci, e a conclusione del cd, Ninnamorella, una ninna nanna solo voce da brividi), dei meravigliosi canti eseguiti insieme a grandi cantatori “tradizionali” (L’aria a tre, La cerva), e alcune perle del repertorio praticato con Gianni Amati, Annamaria Bagorda e Maria Mazzotta, tre giovani musicisti che con lei si esibiscono spesso in concerto (La cupa cupa vene de Pasticcia, gli Stornelli e la strepitosa Pizzica pizzica di Nardò - un vero capolavoro per intensità e perizia esecutiva – su cui aleggia lo spirito di Salvatora Marzo e dell’orchestrina terapeutica di Luigi Stifani). Ma oltre a questi canti, eseguiti in maniera molto rispettosa dei modi della tradizione, il cd è arricchito anche da Mamma la luna - Amame beddhu, L'aria de lu trainieri e ‘Ntunucciu (anche questa in verione "alternativa"), brani di grande intensità, arrangiati in maniera più sperimentale e creativa – tra suggestioni contemporanee e jazz - frutto della collaborazione con Valerio Daniele, Redi Hasa, Antonio Esperti e Vito De Lorenzi. Su tutto risalta la voce straordinaria della Villani, raffinata e ricca di pathos, capace di virtuosismi estremi, ma anche di trasmettere emozione, passione e sentimento.
Si compone così uno splendido affresco musicale, che rimanda ad una rappresentazione della tradizione salentina molto più ricca e vitale di quella a cui siamo abituati di solito, fornendo anche interessanti stimoli per i percorsi futuri.
Ninnamorella riesce ad essere allo stesso tempo tradizionale e moderno, radicale e godibile, ricco di memoria viva ma anche capace di parlare alla irrequieta sensibilità contemporanea. Per tutte queste ragioni penso che si tratti di uno dei lavori discografici più importanti della scena “popolare” salentina degli ultimi anni.
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