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Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative

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Corso di pizzica salentina a Roma - gennaio e febbraio 2012

Di Vincenzo Santoro (del 30/01/2012 @ 10:49:44, in Laboratori e corsi, linkato 18090 volte)


A grande richiesta si ripete
a Roma il corso di pizzica salentina (impropriamente chiamata anche "taranta")

Il corso - rivolto ai neofiti e a chi vuole affinare il proprio stile di ballo - si svolgerà alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio, piazza Giustiniani 4/a,  sabato 25  e domenica 26 febbraio (dalle 11 alle 14).

Per ogni giornata, nelle prime due ore e mezzo si svolgerenno le lezioni pratiche, tenute da Franca Tarantino, in cui verranno descritti e praticati i rudimenti del ballo della pizzica-pizzica salentina (i passi, le posture, la dinamica della danza, la coreografia, l'uso del fazzoletto ecc).

Gli ultimi 30 minuti saranno invece dedicati a degli approfondimenti teorici, curati da Vincenzo Santoro, che riguarderanno i seguenti argomenti:

1. le forme della tradizione coreutica e musicale del Salento (pizzica pizzica, pizzica tarantata e danza scherma, canti polivocali "alla stisa", canti d'amore, canti di protesta, nenie funebri ecc.);

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Di Vincenzo Santoro (del 28/01/2012 @ 09:51:59, in Il Salento e le sue musiche, linkato 99 volte)


di Vincenzo Santoro
da Il Paese Nuovo, 28 gennaio 2012

Sente la voce mia, la riconosce è un cofanetto, pubblicato da qualche settimana e disponibile nelle librerie specializzate, di tre documentari, realizzati da Marcello Fersini, Roberto Inciocchi e Luis Padilla, che propongono un viaggio nella musica salentina attraverso i racconti dei suoi protagonisti. Analogamente all’opera complessiva, i tre DVD hanno titoli che sono tratti da strofe di canti tradizionali: Cu li trapassa l’anima e lu core
(realizzato nel 2005),  Ci no lla vidi la senti cantare (2009) e infine Ca quannu canta tremula la voce (2011).
La sostanza e la storia della musica popolare salentina vengono

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Di Vincenzo Santoro (del 20/01/2012 @ 15:49:36, in Appuntamenti, linkato 120 volte)
Il 13 febbraio, alle ore 18.30, presso la libreria Idrusa di Alessano (Le), l'Associazione Officine Filosofiche di Terra d'Otranto organizza la presentazione del prezioso volume curato da Mario Carparelli

Giulio Cesare Vanini
Morire allegramente da filosofi. Piccolo catechismo per atei
Editrice Il Prato Padova

partecipa Vincenzo Santoro

Giulio Cesare Vanini, originario di Taurisano, in Terra D'Otranto, fu giustiziato per ateismo a Tolosa il 9 febbraio 1619. Diciannove anni dopo Giordano Bruno. Gli strapparono la lingua, lo impiccarono alla forca e infine lo bruciarono sul rogo. In punto di morte esclamò con fierezza: “Andiamo, andiamo allegramente a morire da filosofo”. Aveva solo 34 anni.
La sua figura, tornata in auge mezzo secolo fa, ha goduto in passato di una grande popolarità. Di lui si è detto di tutto, nel bene e nel male. Anche che fosse l’Anticristo.
In realtà fu solo un filosofo. Un filosofo “più facile da bruciare che da confutare” (A. Schopenhauer). Questo “Piccolo catechismo per atei”, che raccoglie ed isola per la prima volta le sue idee filosofiche più

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Di Vincenzo Santoro (del 11/01/2012 @ 15:38:20, in emergenza ambiente Salento, linkato 556 volte)
Ad una multinazionale del settore immobiliare di Bruxelles il via libera alla copertura del terrazzo dello storico Palazzo Sangiovanni di Alessano
Paola Colaci
da Il paese Nuovo dell'11 dicembre 2011

Abusivismo edilizio nel complesso archeologico-monumentale e lo storico Palazzo Sangiovanni “piegato” agli interessi dei privati. Ad Alessano opposizione sul piede di guerra contro l'amministrazione comunale guidata da Osvaldo Stendardo.
Città Democratica, che rappresenta l'opposizione di centrosinistra al Comune, sottolinea come mercoledì 30 novembre si sia tenuto un Consiglio Comunale in cui la maggioranza, oltre a non rispondere in aula a un'interrogazione sui casi di abusivismo edilizio e di totale incuria e abbandono dell'area del complesso archeologico-monumentale di Santa Barbara, sarebbe

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Di Vincenzo Santoro (del 10/01/2012 @ 22:53:02, in Il Salento e le sue musiche, linkato 273 volte)
Così è capitato ai musicisti ingaggiati dalla Cgil per il primo maggio del 2010, ma il sindacato chiama in causa la Provincia. Non è l'unico caso... Un costume diffuso che non premia gli importanti risultati che il territorio raggiunge grazie allopera degli interpreti della cultura
di Luisa Ruggio
da Il Paese Nuovo di martedì 10 gennaio 2012

Un’ampia fetta di lavoratori ci ha fatto il callo, prima di essere pagati dovranno attendere, spesso si tratta di mesi, a volte addirittura anni e, nei casi peggiori, la retribuzione dovuta non arriverà mai. Cade, allora, sul danno di aver prestato servizio a vuoto, un silenzio imbarazzato che è la cifra di un disagio diffuso di cui nessuno parla. Solo pochi, pochissimi anzi, alzano la voce per chiedere quel che gli spetta, mosche bianche che sembrano uscite dalla penna di Vittorini e non si lasciano sfiancare dalla politica inquietante di quanti si fanno desiderare quando si tratta di dare risposte e denari. Tra i lavoratori più colpiti da questo fenomeno ci sono i musicisti, i tecnici del suono, gli attori, gli operatori culturali, un lungo elenco di artisti, liberi professionisti, che vivono onestamente del proprio lavoro e non si sentono tutelati. Agli sforzi che derivano dall’essere rimasti a militare nella propria terra vedono aggiungersi il peso di un malcostume che ha radici profonde negli enti pubblici. Parla chiaro la segnalazione resa da Vincenzo Santoro (che dal 2007 è coordinatore dell’Archivio Sonoro delle tradizioni musicali pugliesi) e dalla cantautrice salentina Anna Cinzia Villani alle prese con un contenzioso contro la Cgil Lecce che

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Vincenzo Santoro
da Il Paese Nuovo del 6 dicembre 2011

A meno di due anni dalla costituzione, l’Archivio Sonoro della Puglia si fa sempre più consistente, muovendo altri decisivi passi verso una sistematica raccolta di documentazione sonora, audiovisiva e fotografica riguardanti le musiche tradizionali della regione, dai primi anni ’50 fino ai nostri giorni.
Il 7 dicembre verrà presentata la versione aggiornata dell’Archivio, che, collocato presso la Cittadella della Cultura di Bari (sede dell’Archivio di Stato e della Biblioteca Nazionale), consentirà l’accesso diretto e completo ad oltre 5.000 documenti, in gran parte inediti. Il nuovo sistema di consultazione permetterà inoltre, collegandosi all’indirizzo

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Di Vincenzo Santoro (del 05/01/2012 @ 17:00:00, in Il ritorno della taranta, linkato 5453 volte)

Vincenzo Santoro, Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina, con Cd audio, p. 248, Edizioni Squilibri 2009, € 18

Dalle pionieristiche esperienze degli anni Settanta fino all’esplosione degli ultimi anni, la ricostruzione del lungo processo di recupero e riuso dei materiali tradizionali giunto nel Salento a una sorprendente esposizione mediatica le cui ricadute vanno bene oltre i confini regionali. Una storia iniziata poco meno di quarant’anni fa ad opera di una variegata congerie di personaggi locali, spesso singolari e in qualche caso anche stravaganti che, coadiuvati a volte da personalità più blasonate provenienti dall’esterno, sono riusciti a produrre uno dei fenomeni musicali più sorprendenti e clamorosi degli ultimi anni: il “rinascimento della pizzica”

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Di Vincenzo Santoro (del 05/01/2012 @ 15:56:36, in Riflessioni sulla Notte della Taranta, linkato 234 volte)

E' da poco disponibile sul sito www.arcoiris.tv "Attraverso la Notte della Taranta", un documentario che propone una interessante e articolata riflessione a più voci sul grande festival e sul movimento musicale salentino, realizzato da Paolo Mongiorgi e Luisa Barbieri, che ha scritto queste "note di campo" che riportiamo di seguito.

<< Il loro sguardo “straniero” è stato … >>
Come scrive il giornalista salentino Pierpaolo Lala riferendosi alla piccola troupe che si è impegnata nella realizzazione di un documentario sulla Notte della Taranta, grande manifestazione che da 14 anni accende il Salento e lo fa risuonare di una eco antica, seppur proiettata nella modernità, in effetti siamo stati “catapultati” in una situazione a noi completamente sconosciuta: dovevamo

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di Vincenzo Santoro
da Paese Nuovo del 27 gennaio 2011

Brigante se more. Viaggio nella musica del Sud, di Eugenio Bennato, dato alle stampe da pochi mesi dall’editorie Coniglio, è un libro composito, che ha al centro la singolare storia della famosa canzone, diventata negli anni una sorta di “inno alternativo” del Sud, ma che arriva anche a formulare, proprio a partire da una rivisitazione dell’epopea del brigantaggio meridionale post-unitario (e dei suoi leggendari protagonisti Carmine Crocco, Ninco Nanco e Michelina De Cesare), una valutazione fortemente critica sulle forme con cui si è realizzata l’unificazione nazionale e l’“annessione” delle terre del Sud. Si collega in questo, anche se con tratti peculiari, a molta letteratura “revisionistica”, che negli ultimi tempi sta avendo un grande successo editoriale, e di cui l’esempio più eclatante è sicuramente costituito dal controverso best-seller Terroni di Pino Aprile.
Dicevamo della storia della canzone, composta nel 1979 da Bennato insieme a Carlo d’Angiò - suo compagno nell’avventura di Musicanova, uno dei gruppi fondamentali del folk revival italiano - per la colonna sonora dello sceneggiato televisivo L’eredità della priora, tratto da un romanzo

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Di Vincenzo Santoro (del 02/01/2012 @ 16:07:52, in I miei articoli, linkato 1007 volte)
A quarant'anni dalla prima edizione in vinile, riedito il fondamentale L’Italia cantata dal Sud di Otello Profazio
di Vincenzo Santoro
da Il Paese Nuovo del 24 luglio 2011

Come è noto, le modalità contraddittorie con cui si è realizzato il processo di unificazione nazionale, soprattutto per quanto riguarda la confluenza del vecchio regno del Sud nel nuovo Stato, hanno dato origine a correnti di pensiero fortemente critiche rispetto all’esito della vicenda risorgimentale. Per quanto minoritarie, queste correnti sono sempre state molto presenti nel dibattito culturale nazionale (si pensi, per fare solo un celebre esempio, al lapidario giudizio di Antonio Gramsci, per cui “Lo stato italiano è stato una feroce dittatura che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale, squartato, fucilato, seppellito vivi poveri contadini che scrittori salariati hanno infamato col marchio di briganti”), ma proprio negli ultimi tempi per varie ragioni stanno godendo di un grande successo mediatico ed editoriale (non si contano più le pubblicazioni “revisionistiche”, a partire dal best-seller Terroni di Pino Aprile), e pare in atto anche un tentativo di darne uno sbocco politico, con la costituzione di un vero e proprio “partito del Sud”).
Questo dibattito non ha però coinvolto solo studiosi e politici vecchi e nuovi, ma ha avuto anche un interessante sviluppo nel campo della musica popolare

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Di Vincenzo Santoro (del 01/01/2012 @ 12:40:20, in affittasi trullo nel Salento, linkato 4298 volte)

Per le vostre vacanze salentine, affittiamo a Marina di Pescoluse - località della costa jonica, a circa 10 km a nord di Santa Maria di Leuca - un'antica "paiara" (nome un po' impropriamente tradotto nell'italiano "trullo"), pittoresca costruzione in conci di pietra calcarea, situata su una collina a poche centinaia di metri dalle bellissime spiagge, che la gente del posto chiama "Maldive" (la località ha avuto moltissimi prestigiosi riconoscimenti: la Bandiera Blu che certifica la qualità dei servizi e la limpidezza delle acque - confermata anche per il 2011 -, le tre vele della Guida Blu di Legambiente e del Touring Club Italiano e infine è stata inserita da Lonely Planet fra le 10 spiagge più belle del Mediterraneo).
Dalla terrazza della "paiara" si gode una spettacolare vista panoramica sul meraviglioso mare del Capo di Leuca (di particolare suggestione il tramonto!).
Il tutto immerso in una lussureggiante campagna mediterranea di terra rossa, con "chiusure" di ulivi e macchia delimitate dai muretti a secco.

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Dopo l'appuntamento di Bari del 19 novembre, di Lecce del 23 dicembre e di Carpino del 7 gennaio, la proposta di Legge Regionale sulla tutela e valorizzazione della musica pugliese di tradizione che il consigliere Sergio Blasi ha presentato al Consiglio Regionale della Puglia sarà discussa a ...

Interverranno (oltre a una serie di operatori impegnati nel movimento musicale pugliese): Sergio Blasi, consigliere regionale e segretario del Pd pugliese; Sergio Torsello, direttore artistico del Festival La Notte della Taranta; Vincenzo Santoro, operatore culturale, consulente per l'estensione della legge

Testo della legge

Interventi regionali di tutela e valorizzazione delle musiche e delle danze popolari di tradizione orale

Art. 1.(Oggetto della legge)
1. La Regione Puglia, in attuazione della convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, tutela e valorizza la memoria culturale delle musiche e delle danze popolari di tradizione orale storicamente originatesi nei suoi territori, e contribuisce allo sviluppo della pratica musicale promuovendo iniziative e facilitandone l’esercizio al fine di garantire la più ampia diffusione nell’ambito delle comunità locali

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I nove cieli di Casaranello
di Carlo Vulpio
da La lettura, inserto culturale del Corriere della Sera, 24 dicembre 2011

«Tra Adriatico e Ionio, a mezza via nella penisola salentina, in una piccola chiesa di Casaranello, il più prezioso dei mosaici bizantini pugliesi». Con queste parole Guido Piovene, nel 1954, condusse i lettori nel suo ancora attuale Viaggio in Italia nella chiesa di Santa Maria della Croce di Casaranello, dove si trova uno dei più antichi e meravigliosi mosaici paleocristiani d'Europa.
Casaranello è il nucleo originario della odierna Casarano, da cui col tempo è stato completamente assorbito. Il suo nome è un diminutivo, poiché deriva da Caesaranum Parvum,

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Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento
a cura di Vincenzo Santoro, libro con cd audio, Squilibri editore

Nell'intreccio di musica tradizionale e racconto orale, un viaggio nella memoria del lavoro nel Salento della prima metà del Novecento, dalla "rivolta di Tricase" del 15 maggio 1935, con la feroce repressione di una manifestazione di piazza delle tabacchine dello stabilimento "Acait", all'occupazione del feudo d'Arneo nel 1949-51, la più eclatante delle azioni intraprese dal movimento sindacale e contadino.
Attraverso la viva voce dei protagonisti e un ricco apparato di immagini, si delinea così un vivido spaccato su un'indimenticabile stagione di lotte sociali che, nel cd allegato, restituisce all'ascolto anche la ruvida materialità di canti e musiche di straordinaria bellezza ma ricolmi di aneliti di riscatto, di cui si è perso persino il ricordo nelle levigate operazioni di riproposta dei repertori popolari salentini.

Nel cd
Vincenzo Santoro, Anna Cinzia Villani: voci narranti
Anna Cinzia Villani: voce, organetto diatonico, tamburello
Daniele Girasoli: voce, tamburelo, cucchiai, cupa-cupa, armonica a bocca
Maria Mazzotta: voce, tamburello
Enrico Noviello: voce, chitarra, chitarra battente, tamburello

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Di Vincenzo Santoro (del 22/12/2011 @ 15:39:04, in I miei articoli, linkato 534 volte)
Dall’editore Nota di Udine, Mascarà mascarà me n’a fatto ‘nnamorà. Le tarantelle e i canti di Montemarano, un libro con due cd audio a cura di Luigi D’Agnese e Giovanni Giuriati
di Vincenzo Santoro
da Il Paese Nuovo, sabato 22 ottobre 2011

Montemarano è un piccolo borgo di poco più di tremila abitanti dell’Alta Irpinia, noto agli appassionati di cultura popolare per il suo Carnevale, in cui i tradizionali cortei mascherati sfilano lungo il paese danzando al ritmo di una frenetica tarantella, nota appunto come “montemaranese”. Si tratta, per usare le parole dell’etnocoreologo G. M. Gala, di “un vero laboratorio antropologico in funzione, un interessantissimo centro di osservazione su scala nazionale, in cui musica e danze vengono continuamente rielaborate senza perdere i tratti della propria identità”, che non a caso ha attirato fin dagli anni Cinquanta studiosi di fama internazionale (tra gli altri Alan Lomax, Diego Carpitella, Annabella Rossi e Roberto De Simone).
A Montemarano ancora oggi la ritualità del Carnevale inizia il

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