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<title>GiovanniCassano.it</title><link>http://www.vincenzosantoro.it/dblog/</link>
<description>VincenzoSantoro.it</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[per la Taranta nella rete seminario concerto di Otello Profazio]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><img width="396" height="296" align="left" src="/public/dblog/image/profazio2.jpg" alt="" /></font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">A Melpignano, presso il Convento degli Agostiniani, alle ore 17 di venerd&igrave; 12 marzo, nell'ambito del progetto <strong>La taranta nella rete</strong>, si svolger&agrave; un seminario-concerto di <strong><font size="4" color="#ff0000">Otello Profazio</font></strong>, l&rsquo;antesignano del folk-revival in Italia che, da pi&ugrave; di mezzo secolo, costituisce un fenomeno unico nel panorama della musica popolare.<br />
Quando Profazio iniziava la sua carriera artistica, il festival di Sanremo contava infatti tre anni di vita, i dischi erano a 78 giri e la televisione non era ancora nata. Dell&rsquo;Italia vera, ingombra delle macerie della guerra e flagellata da un&rsquo;emigrazione biblica, poco o nulla trapelava nelle canzoni dell&rsquo;epoca, dominate da amori struggenti e &ldquo;papere e papaveri&rdquo;. Con una precisa intenzione demistificante, il suo esordio discografico, <strong><em>&lsquo;U ciucciu</em></strong>, cantava invece le vicende di un uomo che, ancor pi&ugrave; della moglie, rimpiangeva il suo asino, animale per definizione prosaico e legato al mondo della terra. Iniziava cos&igrave; una carriera originalissima che, nel corso dei decenni, si sarebbe mantenuta sempre fedele alla sua vocazione originaria. La fantasia visionaria delle storie e leggende del Sud, il fatalismo di contadini traditi dalla storia hanno cos&igrave; trovato un moderno cantastorie capace di coniugare impegno e ironia ma anche di esaltare pagine di grandissima poesia, come &egrave; avvenuto soprattutto nella collaborazione con <strong>Ignazio Buttitta</strong>. Nell&rsquo;incontro con il grande poeta siciliano confluivano i temi di un&rsquo;irripetibile stagione di impegno meridionalistico inaugurata da <strong>Carlo Levi</strong> con <em>Cristo si &egrave; fermato a Eboli</em>. Il dramma dell&rsquo;emigrazione, le lotte dei braccianti per la terra e il flagello della mafia entravano a far parte del repertorio del canto popolare, in una concezione viva e attuale e non pi&ugrave; sterilmente museale del folklore. L&rsquo;appassionata fede comunista dell&rsquo;uno e l&rsquo;individualismo libertario dell&rsquo;altro si combinavano alla perfezione nel segno di una convinta adesione all&rsquo;immaginario popolare e della comune passione per il mondo dei cantastorie.<br />
L&rsquo;estraneit&agrave; delle masse meridionali allo Stato unitario &egrave;, in ogni caso, il tema dominante dei lavori di Profazio, a partire da <strong><em>Il brigante Musolino</em></strong> del 1963, una sorta di autobiografia in musica dell&rsquo;ultimo dei briganti, fino a <em><strong>L&rsquo;Italia cantata dal Sud</strong></em>, un&rsquo;organica controstoria d&rsquo;Italia in cui invettiva ed ironia si fondono mirabilmente senza mai scadere nella nostalgia reazionaria. Allo stesso clima &egrave; riconducibile anche <em><strong>Qua si campa d&rsquo;aria</strong></em>, primo LP di musica popolare premiato con il Disco d&rsquo;oro per avere superato le centomila copie, in cui lo scetticismo verso le mirabili sorti riservate al meridione nei tanti interventi speciali si combina alla perfezione con la sferzante considerazione dei vizi atavici di tanti meridionali sui quali la peggiore classe politica del paese ha per decenni fondato il proprio alibi. Non a caso la dimensione pi&ugrave; autentica di Otello, cui neanche i dischi migliori rendono interamente giustizia, &egrave; proprio quella del concerto con cui questo irriducibile individualista ha incontrato le comunit&agrave; di emigranti sparsi ai quattro angoli della Terra e ha tratto ispirazione per le sue cose migliori, in un scambio ininterrotto con il pubblico che perdura tuttora in un susseguirsi di spettacoli superiori ancora oggi a quelli delle pi&ugrave; celebrate formazioni del momento.</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><span>Recentemente, per l&rsquo;editore Squilibri, sono state pubblicati due libri con cd che contengono in qualche modo il bilancio della sua straordinaria carriera: <em><strong>A viva voce</strong></em> (con due cd antologici) e &ldquo;<em>Il poeta e il cantastorie. Prefazio canta Buttitta</em>&rdquo; (con le interpretazioni di Profazio delle liriche del celebre poeta siciliano, uno dei punti pi&ugrave; alti della sua carriera).</span></font></p>
<p><a href="http://www.latarantanellarete.it"><font size="3" face="Arial" color="#000000"><span>www.latarantanellarete.it</span></font></a></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>

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]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=465]]></link>
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	<dc:date>2010-03-07T13:19:41+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La taranta nella rete - programma 2010]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000"><img width="407" height="333" align="left" src="/public/dblog/image/la_taranta_nella_rete_2010.jpg" alt="" />Una mappa sonora territoriale, un concorso per band musicali, borse di studio, workshop e incontri d’autore: dal 5 marzo riprendono le attivit&agrave; del progetto <font color="#ff0000"><strong>La Taranta nella Rete</strong></font>, </font><font size="3" face="Arial" color="#000000">progetto biennale del Comune di Melpignano e dell’Istituto Diego Carpitella, a cura di <strong>Vincenzo Santoro</strong> e <strong>Sergio Torsello</strong>, volto alla conoscenza, alla conservazione e alla valorizzazione delle musiche e delle culture di tradizione orale</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">, all'interno del programma </font><font size="3" face="Arial" color="#ff0000"><strong>Rete dei Festival aperti ai giovani</strong></font><font size="3" face="Arial" color="#000000">, promosso dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e sostenuto dal Ministro della Giovent&ugrave; <strong>Giorgia Meloni</strong>.</font></div>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">Il programma del 2010 prende il via con tre incontri d’autore che coinvolgeranno l'organettista e gi&agrave; maestro Concertatore della Notte della Taranta <strong>Ambrogio Sparagna</strong> (5 marzo ad Alessano), il cantastorie calabrese <strong>Otello Profazio</strong> (12 marzo a Melpignano), il cantautore lombardo <strong>Davide Van De Sfroos</strong> (21 aprile a Melpignano) che racconteranno il loro rapporto con la musica tradizionale. <br />
<br />
Dal 23 al 25 aprile (dalle 16.30 alle 19.30) presso le Officine Cantelmo a Lecce si terr&agrave; invece il seminario <font color="#ff0000"><em>Nuove prospettive della ricerca sui patrimoni musicali tradizionali</em></font> con la partecipazione di <strong>Flavia Gervasi</strong> (Salento), <strong>Alessandro Mazziotti</strong> (Lazio), <strong>Nicola Scaldaferri</strong>, <strong>Quirino Valvano</strong>, <strong>Alberico Larato</strong> (Lucania), <strong>Valentino Santagati</strong> (Calabria), <strong>Marcello Marras</strong> (Sardegna).<br />
<br />
Dal 14 al 16 maggio si torna invece a Melpignano con il laboratorio di danza <font color="#ff0000"><em>La pizzica-pizzica tra oblio e rinnovamento</em></font> a cura di <strong>Anna Cinzia Villani</strong> e <strong>Franca Tarantino</strong>. <br />
<br />
Dalla danza al cinema, torna per il secondo anno consecutivo <font color="#ff0000"><em>Musik&igrave;. Filmare la musica e il territorio</em></font>, a cura di <strong>Paolo Pisanelli</strong> e con il coordinamento di Big Sur e Cinema del reale, con un workshop (che si terr&agrave; a Specchia dal 29 maggio al 2 giugno) e una <font color="#ff0000"><strong>Notte bianca</strong></font> (che si svolger&agrave; a Sternatia alla fine di giugno). Il workshop mira ad approfondire poetiche e pratiche dell’attivit&agrave; di filmaker in percorsi di sguardo e di ascolto, finalizzato all’esplorazione filmica del territorio e alla realizzazione di esercitazioni di ripresa e realizzazione di cortometraggi su cantori e musicisti di musica tradizionale. <br />
<br />
Ad agosto, come per lo scorso anno, torna l’appuntamento con <font color="#ff0000"><strong>Note per la notte</strong></font> all’interno del festival <strong><font color="#ff0000">La Notte della Taranta</font></strong>. Quest’anno le 5 band selezionate si esibiranno dal vivo in una tappa del festival e una di esse sar&agrave; contestualmente scelta per l’apertura del Concertone di Melpignano. Le prime dieci classificate inoltre, saranno incluse in una compilation, a cura dell’Istituto Diego Carpitella, che raccoglier&agrave; i migliori gruppi partecipanti alle edizioni 2009-2010 del concorso. C’&egrave; tempo sino al 15 maggio per partecipare al concorso.<br />
<br />
A settembre presso la Mediateca “Peppino Impastato” di Melpignano l’Associazione Follevola presenter&agrave; i risultati del progetto <font color="#ff0000"><strong>Mappa Sonora</strong></font>, realizzato con Kurumuny e Associazione Ernesto De Martino.<br />
<br />
Il progetto biennale si chiuder&agrave; ad ottobre a Melpignano con una tre giorni di incontri. Il primo giorno si terr&agrave; un seminario dal titolo <font color="#ff0000"><em>Le fonti letterarie della musica popolare salentina</em></font> con la presentazione di <font color="#ff0000"><strong>Danzare col ragno</strong></font> di <strong>Brizio Montinaro</strong> che si esibir&agrave; anche in uno spettacolo finale insieme all'<strong>Ensemble Terra d'Otranto</strong>. Il secondo giorno spazio al seminario sul <font color="#ff0000"><em>Canto di lavoro e canto sociale in Puglia</em></font>, con la presentazione di <font color="#ff0000"><strong>Muretti a Secco</strong></font> di <strong>Francesco Sossio Sacchetti</strong> (ricerca sul canto sociale in Puglia realizzata in occasione del centenario della CGIL) e della ricerca sul canto di lavoro di Gianni Amati, e allo spettacolo <font color="#ff0000"><strong>Memorie della terra. Canti e racconti di lavoro e di lotta del Salento</strong></font>. Nella giornata conclusiva saranno illustrati i risultati finali del progetto. In particolare saranno presentati: il cd che raccoglie i 20 brani selezionati nel corso dei due anni del concorso <font color="#ff0000"><strong>Note per la Notte</strong></font>. Il cd sar&agrave; confezionato assieme ad un opuscolo con le informazioni dei gruppi; del volume che raccoglie i tre articoli tratti dalle tesi di laurea selezionate nel concorso <font color="#ff0000"><strong>La taranta laureata</strong></font>; il dvd <font color="#ff0000"><strong>Musik&igrave;</strong></font> (2009/2010).<br />
<br />
La frequenza ai seminari &egrave; gratuita. <br />
<br />
Per i nati dal 01/01/1979 in poi, non residenti nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto, &egrave; possibile richiedere una borsa di studio di 250 euro a copertura delle spese. <br />
<br />
<strong> La web-tv della Taranta nella rete</strong><br />
La Taranta nella Rete potr&agrave; essere seguita sul canale di <a href="http://www.salentoweb.tv/canali/taranta-nella-rete">www.salentoweb.tv</a>, la web tv salentina che ha attivato una sezione del sito interamente dedicata al progetto, dove sar&agrave; possibile visionare in streaming i video degli incontri, gli eventi, i workshop.<br />
<br />
Coordinamento e organizzazione<br />
Societ&agrave; Cooperativa Coolclub<br />
c/o Manifatture Knos<br />
Via Vecchia Frigole 34, 73100 Lecce<br />
Tel e Fax: 0832303707<br />
<br />
Ufficio Stampa<br />
ufficiostampa@coolclub.it - 0832303707<br />
Antonietta Rosato – 3404722974, Ada Martella<br />
<br />
<a href="http://www.latarantanellarete.it">www.latarantanellarete.it</a><br />
</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000"><a href="http://www.laretedeifestival.eu">www.laretedeifestival.eu</a></font></p>
<p align="justify"> </p>

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	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=463]]></link>
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	<dc:date>2010-03-05T05:21:28+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[E' finita la controra]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">venerd&igrave; 5 marzo, ore 18.30, Biblioteca Rispoli, Piazza Grazioli 4, Roma</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000"><img width="192" height="274" align="left" alt="" src="/public/dblog/image/b_978-88-6266-218-5.jpg" /><strong>Filippo La Porta</strong></font></p>
<p align="justify"><font size="4" color="#ff0000"><em><strong><font face="Arial">E' finita la controra. La nuova narrativa in Puglia</font></strong></em><font face="Arial"><font color="#000000"> (Manni editori)<br />
</font></font></font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">Con <strong>La Porta</strong> intervengono</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000"><strong>Vito Bruno</strong>, <strong>Carlo D'Amicis</strong>, <strong>Angela Scarparo</strong></font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">Coordina</font></p>
<p align="justify"><strong><font size="3" face="Arial" color="#000000">Vincenzo Santoro</font></strong></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">Segue la proiezione di</font></p>
<p align="justify"><font size="4" color="#ff0000"><strong><font face="Arial">Focaccia Blues</font></strong></font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">un film di <strong>Nico Cirasola</strong></font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">E infine</font></p>
<p align="justify"><strong><font size="3" face="Arial" color="#000000">FocacciaBuffet</font></strong></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">In questa antologia La Porta fa il punto sulla narrativa pugliese che, a partire dagli anni Novanta, vive una sua Nouvelle vague, o Rinascimento, o in qualunque modo lo si voglia chiamare.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">19 autori nati tra il 1956 e il 1986 provano a dare un senso, anzi sensi diversi alla mutazione delle Puglie.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">Raccontano delle contraddizioni e dell&rsquo;incanto di una terra che pu&ograve; declinarsi al plurale; e di fallimenti che non sono solo dissipazione ma anche creativit&agrave; ed epica.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">Si legge una inconsapevole opposizione alla modernit&agrave; e un suo irresistibile, inquietante, fascino.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">Brani dai romanzi di Cosimo Argentina, Vito Bruno, Gianrico Carofiglio, Carlo D'Amicis, Giancarlo De Cataldo, Girolamo De Michele, Mario Desiati, Omar Di Monopoli, Nicola Lagioia, Alessandro Leogrande, Elisabetta Liguori, Annalucia Lomunno, Flavia Piccinni, Andrea Piva, Emiliano Poddi, Pulsatilla, Angelo Roma, Livio Romano, Angela Scarparo.</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=464]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=464</guid>
	<dc:date>2010-03-02T20:14:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Corso di pizzica salentina a Roma - marzo 2010]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: justify; font-family: Arial;"><font size="2"><font size="3" style="color: rgb(255, 0, 0); font-family: Arial;"><span style="font-weight: bold;"><img hspace="5" align="left" alt="" src="/public/DSC00053.JPG" style="width: 336px; height: 447px;" /><br />
<font size="4">A grande richiesta si ripete il corso di pizzica salentina a Roma</font><br />
</span></font></font><font size="3"><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(0, 0, 0);">Il corso - rivolto ai <span style="font-weight: bold;">neofiti</span> e a <span style="font-weight: bold;">chi vuole affinare il proprio stile di ballo</span> - si svolger&agrave; alla <a href="http://www.casadellapace.com">Casa della Pace</a>, via di Monte Testaccio 22, sabato 6 e domenica 7 marzo</span></font><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> 2010</span></font><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">, dalle </span></font><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">dalle ore 14,30 alle ore 17.30</span></font><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">.</span><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(0, 0, 0);">Per ogni giornata, nelle prime due ore e mezzo si svolgerenno le lezioni pratiche, tenute da <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">Franca Tarantino</span>, in cui verranno descritti e praticati <span style="font-weight: bold;">i rudimenti del ballo della pizzica-pizzica salentina</span> (i passi, le posture, la dinamica della danza, la coreografia, l'uso del fazzoletto ecc).</span><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(0, 0, 0);">Gli ultimi 30 minuti saranno invece dedicati a degli <span style="font-weight: bold;">approfondimenti teorici</span>, curati da <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">Vincenzo Santoro</span>, che riguarderanno i seguenti argomenti:</span><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(0, 0, 0);">1. <span style="font-weight: bold;">le forme della tradizione coreutica e musicale del Salento</span> (pizzica pizzica, pizzica tarantata e danza scherma, canti polivocali "alla stisa", canti d'amore, canti di protesta, nenie funebri ecc.);</span></font><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"></span></font><font size="3"><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(0, 0, 0);">2. <span style="font-weight: bold;">gli studi sul tarantismo e sulla musica tradizionale salentina</span>;</span><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(0, 0, 0);">3. <span style="font-weight: bold;">la storia del "folk revival" salentino</span> e la produzione culturale (libri, film, cd ecc) che si &egrave; sviluppata negli ultimi anni attorno al movimento della pizzica.<br />
<br />
</span></font><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Si raccomanda l'uso di scarpe comode a tacco basso.</span><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
</font><font size="3"><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(0, 0, 0);">Durante il corso sar&agrave; anche allestito un <span style="font-weight: bold;">bookshop sulla tradizione musicale salentina</span>.</span><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(0, 0, 0);">Il costo complessivo del corso &egrave; di <strong><font color="#ff0000">5<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">0 euro</span></font></strong>. Per iscriversi occorre <span style="font-weight: bold;">versare la quota nei giorni precedenti all'inizio del corso</span>. <span style="font-weight: bold;">Non saranno accettati pi&ugrave; di 25 iscritti</span>, </span></font><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">quindi per non rischiare di rimanere esclusi consigliamo vivamente di formalizzare l'iscrizione con il dovuto anticipo</span></font><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">.<br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
</span><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(51, 102, 255); font-weight: bold;">Info e iscrizioni: 339.3237105, </span><a href="mailto:vincenzo_santoro@hotmail.com"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">vincenzo_santoro@hotmail.com</span></a></font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=360]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=360</guid>
	<dc:date>2010-02-25T00:49:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Trincee, svincoli e piloni:  così la 275 violerà il Salento]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">di <strong>Tonio Tondo</strong>, da <em>La Gazzetta del Mezzogiorno</em> del 21 febbraio 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><img width="280" height="221" align="left" src="/public/dblog/image/34077.jpg" alt="" />Oltre un milione e 100mila metri cubi di materiali da movimentare, 16 svincoli, uno ogni due chilometri e mezzo, chilometri di trincee in alcuni punti fino a otto metri, un viadotto con 26 piloni e due teste di ponte, una grande rotatoria sul promontorio &ldquo;Li Munti&rdquo; di Santa Maria di Leuca. Sono alcune delle opere contenute nel progetto definitivo dell&rsquo;ammodernamento della Ma glie-Santa Maria di Leuca posto a base della gara d&rsquo;appalto dell&rsquo;Anas scaduta l&rsquo;8 febbraio. Sono una trentina le imprese o raggruppamenti e consorzi che hanno presentato le offerte. </font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><font color="#ff0000"><strong>Un bilancio ambientale durissimo per il Salento</strong></font>, soprattutto nel terzo tronco della 275 che parte da Montesano con un tracciato nuovo diverso dall&rsquo;attuale fino a Leuca. Una ventina di chilometri con una struttura delle quattro corsie, sui 40 complessivi, destinata a stravolgere un territorio bello e fragile. E poteva andare peggio, perch&egrave; il progetto preliminare della Pro.Sal (Progettazione salentine) era ancora pi&ugrave; rovinoso: prevedeva venti svincoli, sette solo per la tangenziale ovest di Maglie, e la movimentazione di quattro milioni di metri cubi di materiali. E&rsquo; stato il ministero delle infrastrutture, paradossalmente, a dimostrare la maggiore preoccupazione e a fissare prescrizioni &laquo;ecologiche&raquo; ai progettisti. L&rsquo;adozione di buone pratiche dal punto di vista dell&rsquo;ingegneria ambientale, misure di compensazione, uno studio pi&ugrave; attento dei livelli altimetrici del tracciato, i ri pristini della vegetazione, una maggio re attenzione ai materiali: le prescri zioni sono servite ad attenuare un im patto ancora pi&ugrave; devastante. </font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">LE TRINCEE - Il progetto iniziale prevedeva terrapieni ancora pi&ugrave; invasivi. Solo nel tratto di Tricase Ovest erano previsti 2800 metri di trincee con un&rsquo;al tezza superiore a 8 metri. Adesso &egrave; un po&rsquo; meglio, ma si tratta sempre di un terrapieno di circa un chilometro e mezzo, un brutto impatto per un territorio stretto, delicato e a dimensione umana. Opere di questa natura, in un territorio pianeggiante, stravolgono la realt&agrave; anche visiva. Ma non c&rsquo;&egrave; solo questo. Oltre alle conseguenze paesag gistiche &egrave; da registrare la caduta, anzi il vero e proprio fallimento dell&rsquo;attenzione antropologica. Il terrapieno che divide le comunit&agrave; di Gagliano del Capo e di Salignano rappresenta una ferita che occorre sanare perch&eacute; altera la vita stessa degli abitanti, le loro relazioni sociali e le loro abitudini. </font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">VIADOTTO E NON SOLO - Dice la relazione allegata al progetto: &laquo;La realizzazione del viadotto di 450 metri per superare un dislivello di 25 metri &egrave; stato necessario per evitare rilevati alti sino a 13 metri&raquo;. In realt&agrave;, i rilevati o terrapieni non sono stati sostituiti dal viadotto. Pi&ugrave; precisamente, il viadotto &egrave; preceduto in localit&agrave; Macurano da un rilevato alto cinque metri e lungo 500 ed &egrave; seguito da un&rsquo;altra trincea anch&rsquo;essa alta cinque metri e lunga 500. Il viadotto ha una struttura con tre impalcati di acciaio con due campate di 45 metri e una di 60 per scavalcare la ferrovia Sud-Est e 11 impalcati da 30 metri. Alla fine abbiamo trincee e viadotto. Quello della 275 &egrave; il pi&ugrave; grosso appalto mai destinato al Salento, con un finanziamento di 288 milioni. Un affare la cui storia &egrave; cominciata pi&ugrave; di 15 anni fa, con un progetto sicuramente meno preten zioso, ma molto pi&ugrave; rispettoso del ter ritorio. </font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">L'APPALTO ANAS - L&rsquo;opera fa parte dell&rsquo;elenco delle infrastrutture strate iche decise dal Cipe nel 2001 in base alle legge obiettivo 443. Due i canali di finanziamento: il programma operativo nazionale trasporti con 152,4 milioni gi&agrave; assegnati alla regione e 135,3 milioni a valere sui fondi Fas, per l&rsquo;85 per cento destinati alle regioni meridionali. Questi soldi non sono stati ancora assegnati alla Puglia. Tanto che, nel bando di gara, l&rsquo;Anas si mantiene le mani libere. La societ&agrave; dice che &laquo;si riserva espressamente la possibilit&agrave; di annullare la gara o di modificarne o rinviarne i termini in qualsiasi momento e a suo insin dacabile giudizio, senza che i candidati possano avanzare pretese di qualsiasi genere e natura&raquo;. L&rsquo;aggiudicazione definitiva dell&rsquo;appalto rimane subordinata all&rsquo;efficacia del disciplinare stipulato con la regione e della delibera Cipe di approvazione del progetto. Insomma, i 135 milioni ancora non ci sono e quindi l&rsquo;aggiudicazione definitiva &egrave; subordinata &laquo;al totale finanziamento dell&rsquo;appalto&raquo;. </font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">VARIANTI INAMMISSIBILI - L&rsquo;appalto &egrave; unico, malgrado le richieste di molte imprese di dividerlo in tre lotti. Per questo il terzo tronco, comprensivo di viadotto, trincea di Gagliano-Salignano e rotatoria a grande diametro (circa 500 metri) di Leuca, non pu&ograve; essere soggetto a modifiche con la presentazione del progetto esecutivo da parte dell&rsquo;impresa o del gruppo di imprese che si aggiudicher&agrave; la gara. E&rsquo; la grana pi&ugrave; spinosa per Provincia e Regione che si sono impegnate, in un&rsquo;affollata assemblea a Gagliano, a chiedere la modifica del progetto.</font></p>
<p><em><font size="3" face="Arial" color="#000000">chi volesse saperne di pi&ugrave; sulla storia dell'ecomostro pi&ugrave; bipartizan d'Italia pu&ograve; andare nell'apposita sezione del blog (cliccando <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/storico.asp?s=cronache+dell'eco-mostro+ss+275">qui</a> )</font></em></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=462]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=462</guid>
	<dc:date>2010-02-21T20:25:34+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La mega rotatoria ingoierà la collina  di Santa Maria di Leuca]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">di <strong>Tonio Tondo</strong>; da La Gazzetta del Mezzogiorno del 18 febbraio 2010</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000"><img width="300" height="187" align="left" src="/public/dblog/image/34042.jpg" alt="" />S. MARIA DI LEUCA - Un diametro di 450 metri, una circonferenza di 1.413 metri che intrappola all&rsquo;interno un&rsquo;area di circa 159mila metri quadrati, quasi quanto 23 campi di calcio. E poi svincoli e strade di servizio. Hanno fatto le cose in grande i progettisti per segnare il punto estremo della 275: una grande rotatoria in onore della civilt&agrave; automobilistica. La pi&ugrave; grande, sicuramente, della Puglia. Dicono d&rsquo;Italia, ma non abbiamo riscontri. <br />
Una sorta di firma, comunque, per il De finibus terrae della rete autostradale, in questo caso delle superstrade, del Bel Paese, sempre pi&ugrave; martoriato da scelte scriteriate. Le quattro corsie della 275, un nastro d&rsquo;asfalto largo una trentina di metri, irrompono in contrada Li Munti, il luogo panoramico pi&ugrave; bello di Leuca, senza preoccuparsi dello stato del territorio. In realt&agrave;, il territorio &egrave; raffigurato nei suoi simboli tecnici sulle carte topografiche con scala uno a cinquemila: le altimetrie, le connessioni con le strade attuali, la grandezza e la presunzione dell&rsquo;opera, nuovo palcoscenico sospeso in uno spazio tra cielo e mare. Opera laica che offusca il santuario della Madonna, visibile a distanza. Le due corsie di destra portano a Leuca e si innestano con la statale 274 che prosegue con due corsie per Gallipoli, le altre due servono per il rientro sull&rsquo;arteria tornando da Leuca. <br />
Tutto preciso, tutto programmato per aprire i cantieri. Ma la topografia non racconta l&rsquo;uomo nella sua azione di redenzione dalle difficolt&agrave;. Come sentinelle sulla cresta del promontorio, i carrubi, le querce e gli olivi piantati nei terrazzamenti vigilano e raccontano. L&rsquo;uomo ha piantato le sue tracce: pajare di pietra, una chiesetta ristoratrice dedicata alla Madonna della Rasca da tempo abbandonata, cisterne scavate nella roccia affiorante per la raccolta dell&rsquo;acqua piovana, gli eterni muretti a secco per trattenere terra e umidit&agrave;, una piccola masseria, gi&ugrave; verso l&rsquo;abitato di Leuca, e poi le nuove abitazioni sorte su vecchi ruderi. La natura, il passato e la contemporaneit&agrave; s&rsquo;incontrano formando un equilibrio unico. La brezza che sale dal mare incontra il vento da Nord. Microclima ideale per i mandorli e i peschi in fiore. Non c&rsquo;&egrave; nulla, altrove, che assomigli a Li Munti. <br />
In questo pezzo di paradiso, a un chilometro da Leuca, fanno il loro ingresso tumultuoso la 275 e la rotatoria. Anche le case autorizzate dal comune di Castrignano del Capo dovranno venire gi&ugrave;. Per colmare i gradini altimetrici da 115 a 89 metri occorrer&agrave; sbancare e realizzare terrapieni. Il tracciato disegnato sulla carta sar&agrave; aperto da bulldozer, escavatori, ruspe di ogni stazza in un luogo che il Padreterno ha voluto sublime. Abbiamo fatto il conto delle strade che porteranno a Leuca, da Alessano in poi. Sono 14: le due litoranee, la vecchia 275, due vie che attraversano Castrignano, alcuni percorsi di campagna con strade asfaltate, pi&ugrave; le quattro corsie e le complanari. Per gli ultimi dieci chilometri, in una stretta striscia di territorio ci sar&agrave; l&rsquo;intasamento pi&ugrave; alto d&rsquo;Italia. E tutto questo per pochi giorni di traffico all&rsquo;anno, attorno a Ferragosto. <br />
Siamo stati due giorni a Li Monti, lungo la deviazione dell&rsquo;attuale 275 in direzione Gallipoli. In un&rsquo;ora abbiamo contato una quindicina di auto e la giornata era anche bella. Abbiamo immaginato le quattro corsie per l&rsquo;intero anno, la grande rotatoria e il traffico. Un monumento allo spreco, un&rsquo;opera inutile che far&agrave; arrabbiare molta gente, a partire dai turisti intelligenti. Eppure, c&rsquo;&egrave; stata una stagione in cui il Salento si era immaginato diverso da quello che in realt&agrave; si sta costruendo. Un Salento dolce e gentile, accogliente e premuroso, creativo e tollerante. Un Salento attento a valorizzare le sue bellezze ambientali che non rappresentano un bene inesauribile. Questi valori vengono fuori dal piano territoriale della Provincia curato da un urbanista di valore, Bernardo Secchi. Come volete la vostra terra? E Secchi, pensando di avere intuito i sentimenti veri, proprio per il Capo di Leuca aveva previsto una realt&agrave; diversa: superstrada fino a Montesano, poi una strada-parco costruita a raso, con piccole rotatorie e svincoli di sicurezza fino a Leuca. Una strada a dimensione di territorio, con il paesaggio al centro dell&rsquo;attenzione. Pi&ugrave; le piste ciclabili per attirare un turismo intelligente e gli attraversamenti per il ripopolamento faunistico. Una filosofia opposta a quella attuale che esalta la velocit&agrave; e il consumo rapido di ogni capacit&agrave; dello sguardo di ammirare il paesaggio. <br />
Al comune di Castrignano del Capo che sovrintende a Leuca sono stati gentili, il sindaco Antonio Ferraro in testa. Il geometra Fernando Vallo ci ha accompagnato a Li Munti e a Salignano, dove &egrave; previsto un terrapieno alto cinque metri che spezza in due la strada per Gagliano. Il dirigente dell&rsquo;ufficio tecnico, architetto Lucio Ricciardi, ha espresso le sue contestazioni al progetto. Non va bene la rotatoria, cos&igrave; ampia e distruttiva, non va bene il terrapieno. Contestazioni che si uniscono a quelle del sindaco di Alessano contro il viadotto di 500 metri con 26 piloni alti 12 metri. Ma progettisti e Anas, finora, non hanno neanche risposto</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=460]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=460</guid>
	<dc:date>2010-02-19T08:22:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Tarantamuffin]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p><font color="#000000"><font size="3"><font face="Arial">di <font color="#ff0000"><strong>Pierpaolo Lala</strong></font></font></font></font><font size="3" face="Arial" color="#000000">; da <a href="http://Coolclub.it"><strong>Coolclub.it</strong></a> di febbraio 2010</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><img width="334" height="244" align="left" alt="" src="/public/dblog/image/sud-sound-system-papa-gianni-05-08.jpg" /></font><font size="3" face="Arial" color="#000000">Se parliamo di musica in Puglia e nel Salento un posto d&rsquo;onore deve essere riservato a <strong>reggae</strong> e <strong>musica popolare</strong>, due generi distanti e distinti, ma uniti da molti punti di contatto, grazie ai quali la musica si &egrave; legata indissolubilmente al turismo e al marketing territoriale. Negli ultimi venti anni (o gi&ugrave; di l&igrave;) il reggae, prima, e la musica popolare, subito dopo, hanno contribuito notevolmente alla conoscenza e alla riscoperta di un territorio, parlo soprattutto del Salento, fino ad allora emarginato e poco &ldquo;battuto&rdquo; dai turisti. Mentre le coste pugliesi erano prese d&rsquo;assalto dai profughi albanesi e jugoslavi, nascevano e si consolidavano man mano due fenomeni, musicali e culturali: quello del reggae, capeggiato dai <strong>Sud Sound System</strong> e foraggiato dai pugliesi sparsi in giro per l&rsquo;Italia, e quello della riscoperta delle tradizioni popolari guidato da un manipolo di giovani &ldquo;pizzicati&rdquo; e di ricercatori ed osteggiato da una certa fetta di politica. Entrambi i &ldquo;movimenti&rdquo; erano caratterizzati dalla riscoperta e dall&rsquo;uso massiccio del dialetto salentino.</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
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</font><strong><font size="3" face="Arial" color="#000000">La consacrazione della Taranta</font></strong><font face="Arial" color="#000000"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">Negli ultimi cinque anni questi due fenomeni si sono consolidati e sono ulteriormente cresciuti, facendo un salto di qualit&agrave;. Un ruolo fondamentale &egrave; stato svolto dalla <strong>Notte della Taranta</strong>, che si &egrave; affermato come uno degli eventi dedicati alla musica popolare pi&ugrave; importanti in Italia e non solo. L&rsquo;idea, nata nel 1998 da alcuni studiosi e da giovani amministratori, primo su tutti <strong>Sergio Blasi</strong>, &egrave; cresciuta anno per anno fino a superare le 130 mila persone. Dopo un&rsquo;entusiasmante edizione guidata da <strong>Stewart Copeland</strong> e <strong>Vittorio Cosma</strong>, dal 2004 ad oggi si sono succeduti due maestri concertatori: <strong>Ambrogio Sparagna</strong> e <strong>Mauro Pagani</strong>. Un triennio a testa per questi due musicisti molto diversi per stile, genere, personalit&agrave;. I musicisti e le voci locali &ndash; di molti parleremo dopo &ndash; sono stati affiancati nelle ultime sei edizioni da nomi altisonanti della musica italiana e internazionale tra i quali <strong>Francesco De Gregori</strong>, <strong>Lucio Dalla</strong>, <strong>Carmen Consoli</strong>, <strong>Buena Vista Social Club</strong>, <strong>Morgan</strong>, <strong>Badar&agrave; Seck</strong>, <strong>Orchestra di Piazza Vittorio</strong>, <strong>Vinicio Capossela</strong>, <strong>Rokia Traor&egrave;</strong>, <strong>Richard Galliano</strong>, <strong>Angelique Kidjo</strong>, <strong>Eugenio Finardi</strong>, <strong>Simone Cristicchi</strong>, <strong>Z-Star</strong>. Ma il concertone &egrave; stato anche la consacrazione per numerosi musicisti pugliesi saliti su quel palco per onorare, ognuno a suo modo, le nostre radici. Cos&igrave; nel 2008 &egrave; stata pensata una vera e propria sezione pugliese con <strong>Sud Sound System</strong> (gi&agrave; presenti nel 2005), <strong>Caparezza</strong>, <strong>Radiodervish</strong> (gi&agrave; sul palco nel 2003) e <strong>Apr&egrave;s La Classe</strong>. Il leader dei <strong>Negramaro Giuliano Sangiorgi </strong>si &egrave; esibito al fianco del maestro Pagani nel 2007, mentre nell&rsquo;ultima edizione, pur con qualche polemica, sul palco &egrave; salita <strong>Alessandra Amoroso</strong>, vincitrice del talent show <strong>Amici</strong>.</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
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</font><strong><font size="3" face="Arial" color="#000000">In cerca di ricerca</font></strong><font face="Arial" color="#000000"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">&ldquo;Da pi&ugrave; di mezzo secolo il Salento &egrave; una delle &ldquo;patrie culturali&rdquo; dell&rsquo;antropologia italiana dopo la celebre inchiesta demartiniana sul tarantismo i cui risultati confluirono nella <em>Terra del rimorso</em>, apparsa nel 1961. Questo importante patrimonio culturale caratterizzato dalla presenza di un peculiare repertorio coreutico/musicale legato al rituale (la pizzica tarantata, filiazione locale della pi&ugrave; ampia famiglia della tarantella) &egrave; oggetto da pi&ugrave; di quindici anni di iniziative di recupero, reinvenzione e valorizzazione&rdquo;, sottolinea <strong>Sergio Torsello</strong>, giornalista e studioso, direttore artistico della <strong>Notte della Taranta</strong>. &ldquo;Un fenomeno complesso che ha avuto il merito di accendere i riflettori sul Salento  favorendone la scoperta da parte di un variegato pubblico di operatori culturali e addetti del settore, con un notevole incremento dei flussi turistici. La <strong>Notte della Taranta</strong> costituisce l&rsquo;apice di questo fenomeno, un evento studiato in universit&agrave; italiane ed europee come uno degli esempi pi&ugrave; significativi di intervento pubblico nel campo della valorizzazione dei patrimoni tradizionali. E oggi il turismo legato all&rsquo;attrazione esercitata dal revival della pizzica &egrave; senza dubbio una delle voci pi&ugrave; importanti dell&rsquo;economia salentina. Ma ci&ograve; che &egrave; emerso in questi anni di dibattito anche acceso tra gli operatori locali &egrave; la vistosa difficolt&agrave; ad avviare una politica istituzionale complessiva di valorizzazione del patrimonio etnografico locale. Il recupero a scopo turistico delle culture popolari &egrave; infatti uno degli aspetti pi&ugrave; controversi dei fenomeni di revival se non &egrave; collegato con una pi&ugrave; ampia strategia di sviluppo e valorizzazione dei territori interessati&rdquo;, precisa Torsello. &ldquo;Alle istituzioni locali spetta ora un ruolo decisivo di connessione, di facilitazione, di sostegno e incentivo non solo alle eccellenze emerse in questi anni ma anche alla pluralit&agrave; delle realt&agrave; presenti sul territorio. Da tempo, un composito movimento giovanile sorto in modo spontaneo negli anni &rsquo;90, attende politiche istituzionali di sostegno nel campo della ricerca, della documentazione, della formazione, delle produzioni musicali e dell&rsquo;infrastrutturazione culturale. Solo cos&igrave;, forse, la fertile primavera salentina (nella quale tanta parte ha avuto la riscoperta del patrimonio etnomusicale) non si risolver&agrave; in un&rsquo;altra, bruciante, occasione mancata&rdquo;.</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
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</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">Un pensiero condiviso anche da <strong>Giancarlo Nostrini</strong>, giornalista milanese che da anni conduce la trasmissione <em>La sacca del diavolo</em> su <strong>Radio Popolare</strong>, dedicata alla musica etnica. &ldquo;A questo punto diventa fondamentale il lavoro di catalogazione e raccolta di tutti i materiali originali. Sarebbe meglio che le istituzioni realizzassero un ufficio di cultura popolare che diventi catalizzatore di produzioni editoriali e musicali, e che si realizzi un archivio veramente fruibile&rdquo;. Un <strong>Archivio sonoro pugliese</strong> &egrave; gi&agrave; nato, circa un anno fa (<a href="http://www.archiviosonoro.org/puglia">archiviosonoro.org/puglia</a>), presso la Biblioteca Nazionale di Bari ed &egrave; coordinato da <strong>Domenico Ferraro</strong> e <strong>Vincenzo Santoro</strong>, gi&agrave; animatore del sito <a href="http://www.pizzicata.it">Pizzicata.it</a> e autore del recente volume <font color="#ff0000"><em>Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina </em></font>(Squilibri) che racconta la nascita e la crescita di questo eclettico movimento. &ldquo;Credo che il meccanismo effettivo di questa deflagrazione sia partito dalla danza e solo successivamente si sia esteso alle tecniche strumentali e alla musica&rdquo;, prosegue Nostrini. &ldquo;A Milano uno stage di danze francesi, bretoni, emiliane ha sicuramente meno iscritti e desta meno interesse rispetto ad un analogo corso di pizzica. Lo stesso discorso vale per i concerti: la pizzica propone elementi di nuova aggregazione, soprattutto giovanile, simili a quelli che spingono ad andare in discoteca&rdquo;. In effetti la pizzica e la musica popolare hanno un grande appeal nella dimensione live ma poche &ldquo;presenze&rdquo; radiofoniche. &ldquo;Secondo me in Puglia ci sono musicisti molto bravi che partendo dalla musica popolare, hanno una capacit&agrave; di proposta tale da raggiungere livelli esecutivi o compositivi molto innovativi. Nel Salento i punti di riferimento pi&ugrave; interessanti mi sembrano <strong>Kurumuny</strong> - e prima ancora <strong>Aramir&egrave;</strong> - per l&rsquo;ambito di ricerca e studio, e l&rsquo;etichetta <strong>Anima Mundi</strong>, dal punto di vista musicale. Oggi il panorama &egrave; estremamente ricco, oltre al consolidamento del movimento revivalistico, che ha luci e ombre, ci sono molti musicisti bravi che superano la tradizione. In Puglia il mondo musicale &egrave; molto vario e quindi pu&ograve; soddisfare il panorama e appagare i vari gusti&rdquo;.</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
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</font><strong><font size="3" face="Arial" color="#000000">Una nuova scuola pugliese?</font></strong><font face="Arial" color="#000000"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">La scena musicale &egrave; fiorente e molto attiva ma rischia di esaurire la sua forza propulsiva se non sorretta da una ricerca forte e autorevole. Dal punto di vista musicale &egrave; difficile, se non impossibile, fare un censimento dei gruppi attivi in tutta la Puglia (solo nel Salento sono un centinaio) che si muovono lungo almeno tre direzioni.  Mi scuso sin da ora per omissioni e intrusioni.</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
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</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">La prima &egrave; quella che potremmo definire &ldquo;tradizionale&rdquo; con gruppi che propongono pizziche, stornelli, canti d&rsquo;amore e di lavoro senza grande sforzo di riproposizione (e molti a dire il vero senza un grande lavoro di ricerca alle spalle). Su tutti in questa prima categoria bisogna citare i vecchi cantori come <strong>Uccio Aloisi</strong>, i <strong>Cantori di Carpino</strong>, i <strong>Cantori di Villa Castelli</strong>, <strong>Menamenam&ograve;</strong>, tutti molto attivi in questi anni. L&rsquo;ostunese Tonino Zurlo nel 2007 ha pubblicato <em>Nuzzole e pparolu</em> (Anima Mundi). Da segnalare anche le esperienze di <strong>Arakne Mediterranea</strong>, <strong>Ghetonia</strong> (<em>Terra e sale</em>, 2005 e <em>Riza - Live</em>, 2008), <strong>Tamburellisti di Torrepaduli</strong>.</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
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</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">Il secondo filone &egrave; quello della &ldquo;contaminazione&rdquo; nel quale rientrano: i <strong>Mascarimir&igrave;</strong> di <strong>Claudio Cavallo Giagnotti</strong> che negli ultimi anni hanno prodotto molti lavori discografici; il trombettista <strong>Cesare Dell&rsquo;Anna</strong> che, con i suoi progetti <em>Tarantavirus</em> e <em>Girodibanda</em>, ha messo al servizio della musica tradizionale tutto il suo estro; l&rsquo;organettista <strong>Claudio Prima </strong>che con <strong>Adria</strong> e <strong>Bandatriatica</strong> ha realizzato un incontro di culture e provenienze sotto il segno del Mar Adriatico. Longeva e consolidata l&rsquo;attivit&agrave; di <strong>Alessandro Coppola</strong> e dei suoi <strong>Nidi D&rsquo;Arac</strong> che, tra i primi, hanno messo insieme musica tradizionale ed elettronica. In quest&rsquo;ambito di commistione segnaliamo anche il lavoro dei <strong>Kamafei</strong> (gi&agrave; <strong>Kumenei</strong>), dei <strong>Transalento</strong>, dei <strong>Crifiu</strong> (anche se il gruppo ha virato verso sonorit&agrave; pi&ugrave; rock), della <strong>Municipale Balcanica</strong>.</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
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</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">La terza direzione coinvolge molti giovani ricercatori che in qualche modo sono vicini alla figura dei &ldquo;colleghi&rdquo; degli anni &rsquo;70 anche se con un approccio &ldquo;politicamente&rdquo; meno disinvolto che in passato. Tra i nomi da segnalare <strong>Anna Cinzia Villani </strong>(che ha pubblicato <em>Ninnamorella</em>), <strong>Enza Pagliara</strong> (<em>Frunte de luna</em>), <strong>Massimiliano Morabito </strong>(<em>Sende na rionette sun&agrave;</em>), <strong>Dario Muc</strong>i (con <em>Mandatari</em> e <strong>Salentorkestra</strong>), <strong>Malicanti</strong> (<em>Tarantelle e canti tradizionali delle Puglie</em>).</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">E poi ci sono grandi musicisti e grandi interpreti come il violinista, tamburellista e percussionista <strong>Mauro Durante</strong>, che ha preso in mano le redini del <strong>Canzoniere Grecanico Salentino</strong> ed &egrave; ora impegnato in tour con <strong>Ludovico Einaudi</strong>; <strong>Alessia Tondo</strong>, che lanciata a 14 anni sul palco della <strong>Notte della Taranta</strong> &egrave; diventata una delle voci pi&ugrave; richieste; <strong>Antonio Castrignan&ograve;</strong>, che nel 2006 ha firmato la colonna sonora di Nuovomondo di E<strong>manuele Crialese</strong>; la cantante <strong>Maria Mazzotta</strong>, il tamburellista <strong>Riccardo Lagan&agrave;</strong>, l&rsquo;eclettico <strong>Mimmo Epifani</strong>, che tramanda la tradizione della mandola di San Vito dei Normanni; <strong>Raffaella Aprile</strong>, che recentemente ha pubblicato il cd <em>Papagna</em> e ha firmato con <strong>Antongiulio Galeandro</strong> la sonorizzazione del documentario <em>Radio Egnatia</em> dei <strong>Flud Video Crew</strong>, <strong>Ninfa Giannuzzi</strong>, che nel 2007 ha pubblicato <em>Tis Kl&egrave;i</em>. Come esempio di interessanti &ldquo;rivisitazioni d&rsquo;autore&rdquo; segnaliamo anche il lavoro di <strong>Umberto Sangiovanni &amp; Daunia Orchestra</strong>, <strong>Faraualla</strong>, <strong>Radicanto</strong> e <strong>Rosapaeda</strong>.</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
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</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><strong>Pizzicati dal reggae</strong></font><font face="Arial" color="#000000"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">&ldquo;Tutto &egrave; iniziato molti anni fa. Una storia che ormai ha assunto, nel corso del tempo, i colori acidi e visionari della leggenda lisergica. Lo scenario &egrave; ormai entrato nell&rsquo;immaginario delle &ldquo;subculture&rdquo; italiane. I campi di tabacchi, le distese verdi, le masserie diroccate, due casse, un generatore e un mixer, qualche microfono per mettere in scena le prime dancehall del S<strong>ud Sound System</strong>, dialetto salentino e una &ldquo;Giamaica interiore&rdquo;; tradizione e modernit&agrave;, il culto quasi ossessivo, maniacale, delle radici proiettate tra i suoni futuri della pista da ballo. La <strong>Notte della Taranta</strong> &egrave; nata qui, tra le casse devastate dai bassi profondi, tra i Technics traballanti e le rime di <strong>Gigi D.</strong>, che cantava dello &ldquo;spirito della Taranta&rdquo; che lo possedeva&rdquo;, scrive nel 2004 sul Manifesto il giornalista Pierfrancesco Pacoda.</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
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</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">Considerati dei neo tarantati da <strong>Georges Lapassade</strong> (studioso scomparso nel 2008), i S<strong>ud Sound System</strong> sono diventati i portabandiera del Salento e sono una palestra di nuove generazioni di talenti. Nel 2007 &egrave; uscita la terza versione del loro <em>Salento Show Case</em> che racchiude alcune delle pi&ugrave; talentuose voci della nuova scena pugliese. Come ogni storia che si rispetti anche quella dei Sud &egrave; stata costellata da una serie di cambi di formazione. L&rsquo;uscita pi&ugrave; recente ed eclatante &egrave; stata quella di <strong>Antonio Treble Petrachi </strong>detto <strong>Lu professore</strong>, che nel corso degli anni aveva scritto molti dei brani dei Sud. Treble non solo ha avviato una sua carriera solista ma ha anche dato il via ad un suo Studio (in collaborazione con Elianto) che, come per <strong>Salento Show Case</strong>, ospita nuovi giovani talenti, e ha pubblicato <em>Pi&ugrave; Amore</em> (2007) e <em>Il ritmo del Drago</em> (2009). Da segnalare anche il lavoro di <strong>Dj War</strong>, che come <strong>WarSound</strong> e in coproduzione con <strong>Segnale Digitale</strong>, ha gi&agrave; pubblicato tre compilation.</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
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</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><strong>Oltre la vecchia guardia</strong></font><font face="Arial" color="#000000"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">Ovviamente il movimento non passa solo da queste &ldquo;collettive&rdquo; ma da produzioni che si sono affermate anche in giro per l&rsquo;Italia. &Egrave; il caso dei brindisini <strong>Boom Da Bash</strong> considerati come uno dei migliori gruppi reggae italiani, che nel 2008 hanno pubblicato <em>Uno</em>. Sempre a Brindisi sono attivi <strong>Mauro Petri</strong>, che ha spiccato il Volo per la 11/8 records, e <strong>Mama roots</strong>, che nel 2008 sono usciti con <em>Citt&agrave; di uomini</em>.</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
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</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">Dal sud Salento arrivano invece gli <strong>Steela</strong> che hanno esordito nel 2006 con l&rsquo;album <em>I Livello</em>, prodotto dal leader degli <strong>Africa Unite Madaski</strong>, per l&rsquo;etichetta Casasonica. La band ha anche accompagnato in un lungo tour <strong>Raiz</strong>, ex leader degli <strong>Almamegretta</strong>. Da Taranto, dove &egrave; attivo un movimento pi&ugrave; legato all&rsquo;aspetto sociale e politico, arrivano invece <strong>Fido Guido</strong>, considerato il neomelodico del reggae, e <strong>DonCiccioman</strong>. Nel barese segnaliamo <strong>Rosapaeda Soundsystem</strong> (della quale abbiamo gi&agrave; parlato qualche rigo pi&ugrave; su) e <strong>Suoni Mud&ugrave;</strong> guidati da <strong>Nico Caldarulo</strong>. Nel foggiano spazio a <strong>Miki Soulijahr</strong>, che faceva parte della <strong>Dreed Inna Babylon</strong>.</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
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</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">I nomi da fare sarebbero tantissimi, proviamo a citare: <strong>Mulinu</strong>, <strong>Sandrino e Strunizzu</strong>, <strong>Afro Bamba</strong>, <strong>Lu Dottore</strong>, <strong>Kaya Killa</strong>, <strong>Hot Fire</strong>, <strong>RankinLele</strong>, <strong>PapaLeu</strong>, <strong>Marina</strong>, <strong>Italo</strong>, <strong>Terequeia</strong>, <strong>Ghetto Eden</strong>, <strong>Ghetto Child</strong>, <strong>RoozBand</strong>, <strong>Dani Silk</strong>, <strong>Big Matata</strong>, <strong>Lu Marra</strong>, <strong>Red Hot House</strong>, <strong>Lu Rudy</strong>, <strong>Heart On Fire</strong>, <strong>Ena Ghema</strong>, <strong>Pantu</strong>, <strong>Plata Smoka</strong>, <strong>Zona 45</strong> e i sound system <strong>Black Star Line</strong>, <strong>Angel Dub Sound System</strong>, <strong>I Militant</strong>.</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
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</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">Sempre attivi, anche se con attitudini e sfumature notevolmente diverse, <strong>Dj War</strong> (di cui abbiamo gi&agrave; parlato prima) e <strong>Gopher Wastasi</strong> che, lasciati i Sud nel 1998, ha prodotto alcuni cd e molte compilation. Dopo i due lavori come <strong>Unto Ke</strong>, (<em>Jet Five</em>, 2005 e <em>Coco and dust</em>, 2006) ha pubblicato come <strong>King Bleso</strong> i cd Dub Jazz e <em>Eco of blue</em> e per maggio uscir&agrave; come <em>King Bleso and Woodo Soul Unlimited</em>. Segnaliamo anche una scena hip hop molto ricca che comprende <strong>Trinketto</strong>, <strong>Puglia tribe</strong>, <strong>Amici d&rsquo;Abbash</strong>, <strong>Sona Sl&egrave;</strong>, <strong>Avatar</strong>, <strong>Platform</strong>, <strong>Skema</strong>, <strong>Aban</strong>.</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
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</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">La scena reggae, raccontata da <strong>Tommaso Manfredi</strong> nel volume <em>Dai Caraibi al Salento, nascita evoluzione e identit&agrave; del Reggae in Puglia</em>, uscito un paio di anni fa, &egrave; poi alimentata da numerosi concerti, dance hall e festival su tutto il territorio pugliese, anche e soprattutto grazie a festival che da molti anni a questa parte hanno condotto in Puglia e, nel Salento in particolare, il meglio del reggae mondiale come <strong>Gusto Dopa al Sole</strong> (con la direzione artistica di <strong>Dj Gruff</strong>), <strong>Salento Summer Festival</strong>, <strong>Puglia Reggae Festival </strong>e molti altri. </font></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=459]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=459</guid>
	<dc:date>2010-02-16T20:38:49+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Una antica "paiara" per le vacanze salentine]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: justify; font-family: Arial; color: rgb(0, 0, 0);"><img align="left" src="/public/GetAttachment-4.jpg" style="width: 322px; height: 239px;" alt="" /><font size="3">P</font><font size="3">er le vostre vacanze salentine, affittiamo </font><font size="3">a <strong><font color="#ff0000">Marina di Pescoluse</font></strong><span style="color: rgb(255, 0, 0);"> </span>- localit&agrave; della costa jonica, a circa 10 km a nord di <span style="color: rgb(255, 0, 0);">Santa Maria di Leuca<span style="color: rgb(0, 0, 0);"> - </span></span></font><font size="3">un'antica &quot;<span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;">paiara</span>&quot; (nome un po' impropriamente tradotto nell'italiano &quot;<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">trullo</span>&quot;), pittoresca costruzione in conci di pietra calcarea, </font><font size="3">situata su una collina a poche centinaia di metri dalle bellissime spiagge, che la gente del posto chiama &quot;<font color="#ff0000"><em>Maldive</em></font>&quot; (la localit&agrave; per il 2009 ha avuto moltissimi prestigiosi riconoscimenti: la <strong>Bandiera Blu</strong> che certifica la qualit&agrave; dei servizi e la limpidezza delle acque, le <strong>tre vele</strong> della Guida Blu di Legambiente e del Touring Club Italiano e infine &egrave; stata inserita da Lonely Planet fra le 1<strong>0 spiagge pi&ugrave; belle del Mediterraneo</strong></font><font size="3">). </font><font size="2"><font size="3"><br />
</font><font size="3">Dalla terrazza della &quot;paiara&quot; si gode una spettacolare vista panoramica </font><font size="3">sul meraviglioso mare del <font color="#ff0000"><strong>Capo di Leuca</strong></font> (di particolare suggestione il tramonto!).<br />
</font><font size="2"><font size="2"><font size="3">Il tutto immerso in una lussureggiante campagna mediterranea di terra rossa, con &quot;chiusure&quot; di ulivi e macchia delimitate dai muretti a secco.</font><font size="3"><br />
</font><font size="2"><font size="3"><br />
Accanto all'edificio antico, </font><font size="3">ristrutturato e reso idoneo al vivere moderno (ci possono dormire dentro fino a 4 persone), rispettando al massimo le arti costruttive tradizionali (in particolare la caratteristica tecnica &quot;a tholos&quot;), </font><font size="3">dal rudere di un'altra costruzione in pietra &egrave; stata ricavata una piccola abitazione, in cui sono disponibili uno spazio per il riposo (per ulteriori 4 posti letto in due matrimoniali), i servizi igienici e la cucina. Intorno all'edificio, un bel giardino di circa 500 mq (in cui &egrave; disponibile anche un piccolo forno a legna).<br />
<br />
</font><font size="2"><font size="3">E' possibile affittare a partire da aprile 2010. Per informazioni 339.3237105, <a href="mailto:svincen@libero.it">vincenzo_santoro@hotmail.com</a></font><br />
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<img align="left" alt="" src="/public/GetAttachment-1.jpg" /><img align="left" alt="" src="/public/GetAttachment-3.jpg" /><br />
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	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=325]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=325</guid>
	<dc:date>2010-02-15T10:23:20+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il morso che pizzica. Tra Otranto e Lecce è caccia alla taranta]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">di <font color="#ff0000"><strong>Michele Fumagallo</strong></font></font><font face="Arial" color="#000000"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">da <em><strong>Alias</strong></em>, inserto culturale del <strong><em>manifesto</em></strong>, 13 febbraio 2009</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
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</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><img width="240" height="180" align="left" alt="" src="/public/dblog/image/20041231-rinap.jpg" />Da anni, in agosto, si rinnova l&rsquo;appuntamento a Melpignano in Puglia, con la taranta che culmina con la ormai famosa &laquo;Notte&raquo;. Anni che hanno portato la riscoperta e il revival dei ritmi della pizzica, iniziati tempo prima, all&rsquo;esplosione che abbiamo visto tutti per questa musica. E quindi non pu&ograve; che venire a puntino questo libro di <strong>Vincenzo Santoro</strong> che, con il titolo de <em><font color="#ff0000">Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</font> </em>(libro + cd, Squilibri editore, euro 18) ripercorre tutte le tappe della riscoperta di una delle musiche pi&ugrave; ricche e coinvolgenti del nostro Sud. Dalle pionieristiche esperienze dei Settanta del secolo scorso fino agli ultimi anni segnati persino da una burocratizzazione della riscoperta stessa (quindi bisognosa di essere criticata in quanto tale da altri e diversi pionieri), la ricerca di Santoro affronta il viaggio dentro questa musica cos&igrave; corporea, cercando il segreto di un successo davvero sorprendente, se si pensa alla esposizione mediatica degli ultimi tempi. Un successo inimmaginabile se si torna indietro nel tempo all&rsquo;originario &laquo;mucchio selvaggio&raquo; di musicisti e personaggi locali persino eccentrici, magari coadiuvati da qualche personalit&agrave; esterna, che, poco meno di quarant&rsquo;anni fa, ebbero l&rsquo;intuizione del valore di questo fenomeno musicale e antropologico e dettero vita a quello che &egrave; stato chiamato in seguito &laquo;rinascimento della pizzica&raquo;. Il merito del libro di Santoro non sta soltanto nella ricca documentazione storica (e antropologica) del passaggio del fenomeno dal letargo locale (spesso prigioniero di gruppi che tendevano all&rsquo;edulcorazione dei testi) al successo internazionale, ma &egrave; la sua capacit&agrave; di non chiudere gli occhi sulla degenerazione che a volte ha preso molti interessati riscopritori. E giova ricordare, altro merito del libro, che la riscoperta di tante cose del nostro Sud (non solo la musica, ma i prodotti tipici) &egrave; stata opera dal basso, le istituzioni sono giunte in ritardo a porvi un cappello, spesso pi&ugrave; dannoso che proficuo. &Egrave; curioso che molti, anche in ambienti progressisti, dimentichino questo aspetto decisivo del problema. &laquo;Nessun simbolo combina natura, folklore e povert&agrave; come la taranta, icona del revival salentino&raquo; ricorda <strong>Sandro Portelli</strong> nella bella introduzione al volume. E in un racconto che si fa spesso leggenda (in senso buono) ritornano i personaggi che hanno fatto la storia di questa vicenda: da <strong>Rina Durante </strong>a <strong>Giovanna Marini</strong>, da <strong>Eugenio Barba</strong> a <strong>Edoardo Winspeare</strong>, dal <strong>Canzoniere Grecanico Salentino</strong> all&rsquo;<strong>Officina Zo&egrave;</strong>, da <strong>Eugenio Bennato</strong> a <strong>Georges Lapassade</strong>, dal <strong>Canzoniere di Terra d&rsquo;Otranto</strong> agli <strong>Aramir&egrave;</strong>. E la capacit&agrave; di molti musicisti (non tutti, &egrave; sempre pi&ugrave; urgente scegliere) &egrave; stata quella di misurarsi col mondo contemporaneo senza nulla togliere alla ricchezza della tradizione. Nel cd allegato al volume, che scorre come una colonna sonora del libro, ci sono molti pezzi inediti che comprendono le registrazioni del <strong>Nuovo Canzoniere del Salento</strong>, della Marini, degli Aramir&egrave;, e tanti altri. Con la chicca di <em>Luna Otrantina</em> appositamente realizzata dal gruppo delle &laquo;<strong>Donne Belle</strong>&raquo; sul testo originario di <strong>Rina Durante</strong>, giornalista, ma soprattutto esponente scomparsa della cultura salentina e pioniera di queste riscoperte.</font><font face="Arial" color="#000000"><br />
</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=458]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=458</guid>
	<dc:date>2010-02-13T17:56:12+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il ritorno della taranta]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><img width="267" height="371" align="left" src="/public/dblog/image/copertina taranta.jpg" alt="" />Da giugno nelle librerie:<br />
</font></font></p>
<p><font size="4" color="#000000"><font face="Arial">Vincenzo Santoro</font></font><font size="4" color="#000000"><font face="Arial">, <font color="#ff0000"><em>Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</em></font>, con Cd audio, p. 248, Edizioni Squilibri</font></font><font size="4" color="#000000"> 2009, &euro; 18</font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial">Dalle pionieristiche esperienze degli anni Settanta fino all’esplosione degli ultimi anni, la ricostruzione del lungo processo di recupero e riuso dei materiali tradizionali giunto nel Salento a una sorprendente esposizione mediatica le cui ricadute vanno bene oltre i confini regionali. Una storia iniziata poco meno di quarant’anni fa ad opera di una variegata congerie di personaggi locali, spesso singolari e in qualche caso anche stravaganti che, coadiuvati a volte da personalit&agrave; pi&ugrave; blasonate provenienti dall’esterno, sono riusciti a produrre uno dei fenomeni musicali pi&ugrave; sorprendenti e clamorosi degli ultimi anni: il “rinascimento della pizzica”</font></font><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"></font></font><font size="3" color="#000000"><font face="Arial">.</font></font><font size="3" color="#000000"><br />
</font><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"> In un avvincente racconto corale, una vicenda senza riscontri sul piano nazionale &egrave; ripercorsa dalla “viva voce” dei suoi protagonisti, da <strong>Rina Durante</strong> a <strong>Giovanna Marini</strong>, dal <strong>Canzoniere Grecanico Salentino</strong> ad <strong>Officina Zo&egrave;</strong></font></font><font size="3" color="#000000"><font face="Arial">, da <strong>Eugenio Barba</strong> a <strong>Edoardo Winspeare</strong>, dal <strong>Canzoniere di Terra d’Otranto</strong> agli <strong>Aramir&egrave;</strong>, da <strong>Eugenio Bennato</strong> a <strong>Georges Lapassade</strong> fino all’</font></font><font size="3" color="#000000"><font face="Arial">attuale dilagare di tarante a tutte le latitudini  e nelle pi&ugrave; svariate combinazioni.</font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><br />
</font><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"> Nel cd allegato al volume una significativa selezione di brani musicali che, con numerosi inediti, offre un’efficace rappresentazione sonora del movimento che, prima ancora dell’intervento delle istituzioni, ha reso possibile il “miracoloso”, anche se non privo di contraddizioni, recupero di una tradizione  ormai prossima a scomparire.</font></font></p>
<p> </p>
<p><font color="#000000"><font size="3"><font face="Arial">Per il calendario delle presentazioni premere <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=421">qui</a></font></font></font></p>
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<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"> </font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>Indice</strong></font></font></p>
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<font size="3" color="#000000"><font face="Arial">Prefazione di Alessandro Portelli</font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>Introduzione</strong>. <strong>1. I pionieri</strong> (Il canto militante. Rina Durante e la nascita del f<em>olk revival</em> salentino; L’intervento di Giovanna Marini; Il Nuovo canzoniere del Salento). </font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>2. Il Canzoniere Grecanico Salentino</strong> (La ricostruzione del gruppo; Il primo disco; Le ricerche di Brizio Montinaro; La cooperativa culturale, la rottura col PCI, la crisi).</font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>3. La via perugina alla pizzica </strong>(Percorsi alternativi; La pizzica sbarca a Perugia). </font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>4. Gli anni Ottanta: la gestazione</strong> (Pierpaolo De Giorgi; Radici e Donatello Pisanello). </font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>5. Vecchie e nuove feste</strong> (Eugenio Barba, l’Odin Teatret e la Festa te lu mieru; Ritorno a San Rocco). </font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>6. La rinascita</strong> (La reinvenzione del ballo tradizionale; Edoardo Winspeare e Pizzicata; Il Canzoniere di Terra d’Otranto; Il movimento salentino e i “discorsi” sul tarantismo). </font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>7. Il sociologo e la taranta</strong> (Georges Lapassade e il Salento; Il ragno del dio che danza; I Sud Sound System e il tarantamuffin salentino; Transe, tarantismo e neotarantismo). </font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>8. L’esplosione </strong>(Il “Sangue vivo” degli Officina Zo&egrave;; L’intervento delle istituzioni: nasce la Notte della Taranta; Un progetto di intervento culturale “dal basso”; Taranta Power; La seconda vita dell’ultimo patriarca della pizzica; Il web e l’osteria). </font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>9. Dilagano le tarante</strong> (Salento scenario ideale?; Il Salento immaginato; La bellezza sotto assedio; Gli sviluppi del movimento)</font></font></p>
<p> </p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><strong>Cd audio</strong></font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">1. <font color="#ff0000">Moretto</font>, <strong>Nuovo Canzoniere del Salento</strong> (trad.), inedito (1972)<br />
(Luigi Lezzi: chitarra e voce, Anna D’Ignazio: voce, Bucci Caldarulo: voce) <br />
<br />
2. <font color="#ff0000">Ntunucciu</font>, <strong>Nuovo Canzoniere del Salento</strong> (trad.), inedito (1972)<br />
(Luigi Lezzi: voce e chitarra, Anna D’Ignazio: voce, Bucci Caldarulo: voce)<br />
<br />
3. <font color="#ff0000">Fimmini cu fimmini</font>, <strong>Giovanna Marini </strong>(trad.), registrato dal vivo a Siena il 3 settembre 1973<br />
(voci: Giovanna Marini; Elena Morandi; Piero Brega; Francesco Giannattasio; Carlo Siliotto; Sara Modigliani; Gianni Nebbiosi)<br />
<br />
4. <font color="#ff0000">Giulia di Fornovo</font>, <strong>Giovanna Marini</strong> (trad.), registrato dal vivo a Montreal nel 1985</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
(Giovanna Marini: voce e chitarra; Lucilla Galeazzi: voce; Patrizia Nasini: voce; Maria Longo Tommaso: voce)<br />
<br />
5. <font color="#ff0000">Pizzica</font>, <strong>Canzoniere Grecanico Salentino</strong> (trad.)<br />
da <em>Canti di Terra d’Otranto e della Grec&igrave;a Salentina</em>, Fonit Cetra (1977)<br />
(Bucci Caldarulo: voce; Luigi Chiriatti: voce e tamburello; Daniele Durante: voce e chitarra; Roberto Licci: voce e chitarra; Rossella Pinto: voce)<br />
<br />
6. <font color="#ff0000">Caru Patrunu</font>, <strong>Radici</strong> (trad.), inedito, registrato dal vivo all’universit&agrave; di Lecce nel 1981 <br />
(Claudio Miggiano: voce e tamburello; Valerio Spennato: chitarra e mandolino; Lorenzo Crespino tamburello e percussioni; Quintino Sicuro: voce e armonica a bocca; Donatello Pisanello: chitarra; Luigi Corvaglia; flauti dolci; Tiziana Bruno: voce)<br />
<br />
7. <font color="#ff0000">Santu Paulu</font>, <strong>Radici</strong> (trad), inedito, registrato dal vivo all’universit&agrave; di Lecce nel 1981 <br />
(Claudio Miggiano: voce e tamburello; Valerio Spennato: chitarra e mandolino; Lorenzo Crespino: tamburello e percussioni; Quintino Sicuro: voce e armonica a bocca; Donatello Pisanello: chitarra; Luigi Corvaglia; flauti dolci; Tiziana Bruno: voce)<br />
<br />
8. <font color="#ff0000">Vita Maria</font>, <strong>Canzoniere di Terra d’Otranto</strong> (trad.)<br />
da <em>Bassa musica</em>, autoproduzione (1994)<br />
(Luigi Chiriatti: tamburello; Alessandro Girasoli: fisarmonica; Per Luigi Lopalco: mandolino, mandola, concertina; Roberto Raheli: chitarra, flauto, voce; Franco Teodoro Tommasi: violino, voce; Raffaella Tommasi: voce)<br />
<br />
9.<em> </em><font color="#ff0000">La turtura</font>, <strong>Canzoniere di Terra d’Otranto</strong> (trad.), inedito, registrato dal vivo a San Cesario nel 1996<br />
(Luigi Chiriatti, Alessandro Girasoli, Pier Luigi Lopalco, Roberto Raheli, Franco Teodoro Tommasi: voci)<br />
<br />
10. <font color="#ff0000">Sale</font>, <strong>Officina Zo&egrave;</strong> (trad.)										9.05<br />
da <em>Sangue Vivo</em>, CNT - Cantoberon (2000)<br />
(Cinzia Marzo: voce, flauto e tamburello; Donatello Pisanello: organetto diatonico; Ambrogio De Nicola: chitarra classica; Raffaella Aprile: voci e castagnette; Claudio Miggiano: violino, chitarra e tres, Lamberto Probo: tamburello, voce, tamburi e cupa cupa; Pino Zimba: tamburello, voce, castagnette e violino a sonagli)<br />
<br />
11. <font color="#ff0000">Allu sciardinu</font>, <strong>Officina Zo&egrave;</strong> (trad.)<br />
da <em>Crita</em>, Polosud Records (2004)<br />
(Lamberto Probo: voce, chitarra battente, tamburelli; Cinzia Marzo: voce, tiritacchete; Donatello Pisanello: organetti diatonici; Antonio Palma: voce; Dario Muci: voce)<br />
<br />
12. <font color="#ff0000">Opillopillop&igrave;</font>, <strong>Aramir&egrave;</strong> (testo Cafaro, Caldarazzo, Raheli)<br />
da <em>Vent’anni e pi&ugrave; di…</em>, Materiali musicali del manifesto (2002)<br />
(Roberto Raheli, voce e armonica; Mauro Toma: chitarra; Raffaele Passiante: coro e mandolino; Roberto Corciulo: fisarmonica; Anna Cinzia Villani: voce; Samuele Tommasi: tamburello)<br />
<br />
13. <font color="#ff0000">Jomoso</font>, <strong>Aramir&egrave;</strong> (musica Alessandro Girasoli, testo Cesare De Santis), inedito (2004)<br />
(Roberto Raheli, voce; Mauro Toma: voce e chitarra; Raffaele Passiante: chitarra, mandolino; Roberto Corciulo: fisarmonica; Stefania Morciano: voce; Samuele Tommasi: tamburello)<br />
<br />
14. <font color="#ff0000">Mazzate Pesanti</font>, <strong>Aramir&egrave;</strong> (testo e musica Roberto Raheli)<br />
da <em>Mazzate Pesanti</em>, Edizioni Aramir&egrave; (2004)<br />
(Roberto Raheli: voce e chitarra; Roberto Corciulo: fisarmonica; Stefania Morciano: tamburello e coro; Samuele Tommasi: tamburello)<br />
<br />
15. <font color="#ff0000">Klama</font>, <strong>Orchextra Terrestre</strong> (testo e musiche Franco Corlian&ograve;)<br />
da <em>Musiche dell’altro mondo</em>, Naturalmente (2007)<br />
(Aleksej Asenov: fisarmonica; Zaharina Asenova: voce; Vicente Cossa: chitarra; Sara Giovinazzi: voce; Irener&igrave;: contrabbasso; John Salins: dollak, djamb&egrave; e altre percussioni; Elisa Amistadi: cori; Andrea Maia: cori; Giordano Angeli; chitarra; Carlo La Manna: batteria; Corrado Bungaro: violino, voci)<br />
<br />
16. <font color="#ff0000">Tarantella tonum phrigium</font>, <strong>Ensemble Terra d’Otranto</strong> (trad.)<br />
da <em>Danzare col ragno</em>, Argo (2007)<br />
<br />
17. <font color="#ff0000">Pizzica pizzica di Ostuni</font>, <strong>Massimiliano Morabito</strong> (trad.)<br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">da <em>Sendë na rionettë sun&agrave;</em>, Squilibri (2008)<br />
(Enza Pagliara, voce; Attilio Turrisi: chitarra battente; Pietro Balsamo: voce e tamburello; Massimiliano Morabito: organetto</font>)<br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
18. <font color="#ff0000">Pizzica di Nard&ograve;</font>, <strong>Anna Cinzia Villani</strong> (trad.)<br />
da <em>Ninnamorella</em>, AnimaMundi (2008)<br />
(Anna Cinzia Villani: voce; Annamaria Bagorda: organetto; Gianni Amati: tamburello)<br />
<br />
19. <font color="#ff0000">Luna Otrantina</font>, <strong>Le donne belle</strong> (testo Rina Durante), inedito (2009)<br />
(Carla Maniglio, Maria Mazzotta, Anna Cinzia Villani, voci)</font></p>
<p> </p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">per ordinare il libro: Squilibri, 06.44340148; info@squilibri.it; <a href="http://www.squilibri.it">www.squilibri.it</a></font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">oppure Libreria Idrusa di Alessano (Le), 0833.781747, <a href="mailto:libreriaidrusa@libero.it">libreriaidrusa@libero.it</a></font></p>
<p> </p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">recensioni e articoli sul libro:</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=416">La musica popolare nel Salento, rinata col ragno</a></em>, di Gino L. Di Mitri, da <strong>La Gazzetta del Mezzogiorno</strong> del 27 giugno 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=420">In principio fu la pizzica...</a></em>, di Dario Quarta, </font><font size="3" face="Arial" color="#000000">da <strong>Qui Salento</strong> del 16 luglio – 1 agosto 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=415">video-intervista su Salentoweb.tv</a> del 26 giugno 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=440">Prima della Notte c'era la Taranta</a></em>, di Francesco Farina, dal <strong>Corriere del Mezzogiorno</strong>, edizione pugliese, del 28 ottobre 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=441">Cos&igrave; &egrave; tornata la Taranta</a></em>, di Sergio Torsello, dal <strong>Quotidiano di Lecce</strong> del 2 novembre 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.martelive.it/it/martemagazine/martemagazine-recensioni/5244-vincenzo-santoro-il-ritorno-della-taranta">Recensione della presentazione all'Auditorium di Roma</a></em>, di Daniela Cutolo, dal <strong>Marte Magazine</strong> del 7 novembre 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=446">Taranta Story. Alle radici della pizzica nella terra sospesa tra mag&igrave;a e deserto</a></em>, di Mario Desiati, da <strong>La Repubblica di Bari</strong> del 22 novembre 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=457">viatico necessario per chi vuole conoscere i segreti della "musica del ragno"</a></em>, di Guido festinese, da <strong>Modus Vivendi</strong> del novembre 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=456">Taranta forever</a></em>, di Ciro De Rosa, dal Giornale della <em>m</em>usica di febbraio 2010</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=458">Il morso che pizzica. Tra Otranto e Lecce &egrave; caccia alla taranta</a></em>, di Michele Fumagallo, da<strong> Alias</strong>, inserto culturale del <strong>manifesto</strong> del 13 febbraio 2010</font></p>
<p> </p>
<p> </p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=407]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=407</guid>
	<dc:date>2010-02-11T17:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[viatico necessario per chi vuole conoscere i segreti della "musica del ragno"]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">di <font color="#ff0000"><strong>Guido Festinese</strong></font></font><font color="#000000"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">da <a href="http://www.modusvivendi.it"><em><font color="#000000">Modus Vivendi</font></em></a>, n. 10, novembre 2009</font><font color="#000000"><br />
<br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><img width="343" height="87" align="left" src="/public/dblog/image/modus-vivendi-logo.gif" alt="" /></font><em><font size="3" face="Arial" color="#000000">Un libro, con uno splendido cd, racconta i misteri di questa musica antica del Salento che oggi fa di nuovo ballare decine di migliaia di persone</font></em><font color="#000000"><br />
<br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">&Egrave; una domanda forse retorica, per i lettori di <em>Modus Vivendi</em>, ma comunque necessaria. se vi chiedessero &laquo;cos&rsquo;&egrave; che fa notizia, oggi?&raquo; in uno di quei sondaggi che il nostro premier sbandiera ad ogni pi&egrave; sospinto, la maggior parte delle persone (intendendo quell&rsquo;ottanta per cento abbondante di persone che ricavano notizie solo da una fonte: la televisione) vi risponderebbe qualcosa di simile a: &laquo;quello che sta nei titoli di testa dei tg&raquo;. Se la domanda avesse anche qualche velleit&agrave; culturale, e fosse formulata cos&igrave;: &laquo;Cos&rsquo;&egrave; che fa notizia, oggi, nel mondo della cultura? E della musica in particolare?&raquo;, oltre ad un fuggi fuggi generale, un &laquo;non so, non ricordo&raquo;, di sicuro si andrebbe ad incappare in una bella, demenziale parata di soliti noti. Ovvero che la cultura &egrave; il ritorno di quel rocker che imita talmente bene se stesso che ormai recita s&eacute; medesimo, che &egrave; il nuovo singolo del cantante con un nome simile ad un amaro, che &egrave; l&rsquo;ennesimo rapper in crisi di simulata cattiveria, o la polemica stantia che quel teatro lirico l&agrave; proprio non ce la fa a tirare avanti con quella miseria di milioni di euro che arrivano ogni anno. </font><font color="#000000"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">Qui ci fermiamo, anche per non tirare acqua al mulino di un &ldquo;nazional.popolare&rdquo; oggi declinato in formule ancora pi&ugrave; retrive, ancora pi&ugrave; classiste. Per&ograve;. C&rsquo;&egrave; sempre un &ldquo;per&ograve;&rdquo;. Chi ha buona memoria (anche televisiva, si intende) si sar&agrave; accorto che, perfino dal piatto schermo al plasma, a cristalli liquidi, ai fermenti vivi e a quant&rsquo;altre diavolerie vorranno inventarsi per tenerci bloccati l&igrave;, afasici e intimiditi, almeno una volta ogni anno di un fenomeno &ldquo;vero&rdquo; si parla: con curioso stupore. &Egrave; la &ldquo;notte della taranta&rdquo;. Quando decine di migliaia (non scriviamo centinaia per pudore) di persone convergono nel Salento pugliese, e per una notte e oltre si balla e si canta. Su uno dei ritmi pi&ugrave; antichi del Mediterraneo, su un battere estenuante e meraviglioso di strumenti semplici (ormai affiancati a qualsiasi diavoleria tecnologica, sia chiaro) che proprio non pu&ograve; non smuovere arti, cuore e cervello.</font><font color="#000000"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">&Egrave; una cosa complessa, la &ldquo;notte della taranta&rdquo;, che ha visto avvicendarsi direttori artistici diversi, musicisti spesso agli antipodi, ma anche tanti crudi e puri &ldquo;testimoni&rdquo; della vera &ldquo;pizzica&rdquo;, ma a sua volta fenomeno figlio di un evento ben pi&ugrave; grande, questo s&igrave; sotto traccia, nel gran brusio vacuo dei media: la rinascita degli ultimi decenni della &ldquo;Taranta&rdquo;. Con decine di gruppi, solisti, appassionati, ricercatori, semplici entusiasti che nella &ldquo;iatromusica&rdquo;, la musica che cura, hanno trovato gran conforto contro la asimmetrie dolorose della vita contemporanea.</font><font color="#000000"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">Se quanto fin qui descritto vi ha minimamente incuriosito, correte a comprare un libro bello e importante, uscito di recente, che alle pagine scritte con grazia leggera da Vincenzo Santoro (grazia che nasconde una documentazione imponente) affianca uno splendido cd con diciannove tracce. Viatico necessario per che vuole conoscere i misteri della &ldquo;musica del ragno&rdquo;. Il testo si intitola <font color="#ff0000"><em><strong>Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</strong></em></font> (Ed. Squilibri). La prefazione &egrave; di <strong>Alessandro Portelli</strong>, altro grande della ricerca su questi temi. Abballati!</font></p>
<p><font color="#000000"><font size="3">info varie sul libro (scheda, recensioni, p</font></font><font size="3" color="#000000">rossime presentazioni ecc.) all'indirizzo: <a href="www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=407">www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=407</a></font></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=457]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=457</guid>
	<dc:date>2010-02-10T21:21:37+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Taranta forever]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p><font size="3" color="#000000"><img width="200" height="68" align="left" alt="" src="/public/dblog/image/wwwgdm.jpg" /></font><font size="3" color="#000000">di <font color="#ff0000"><strong>Ciro De Rosa</strong></font><br />
da <em><a href="http://www.giornaledellamusica.it">il giornale della musica</a></em>, n. 267, febbraio 2009<br />
<br />
</font><font size="3" color="#000000">Abbracciando un arco che dalle ricerche sul campo e dalle rielaborazioni artistiche degli anni Settanta arriva fino all&rsquo;odierno fenomeno della &ldquo;taranta&rdquo;, Santoro, responsabile dell&rsquo;Ufficio Cultura dell&rsquo;Associazione Nazionale Comuni Italiani, offre un&rsquo;analisi puntuale e scorrevole dell&rsquo;exploit della musica popolare salentina. Dando voce ai protagonisti del revival, l&rsquo;indagine fa luce sull&rsquo;articolato processo di risignificazione di una parte della tradizione musicale di terra d&rsquo;Otranto come espressione di appartenenza locale e per l&rsquo;uso e il consumo contemporanei, segnalando, al contempo, contraddizioni e, in qualche misura, derive azzardate. Lettura utile agli studiosi e appassionati delle musiche di tradizione orale, ai cronisti ancora convinti che quello della &ldquo;<strong>Notte della taranta</strong>&rdquo; sia un rituale arcaico; ma anche agli operatori e agli intellettuali che pensano si possa tradurre altrove il successo della &ldquo;taranta&rdquo; attraverso una mera operazione di marketing culturale: dimenticando che il movimento salentino, inizialmente, nasce dal basso, anche se le pratiche di reinvenzione della musica salentina hanno poi incontrato i discorsi accademici e se ne sono alimentate, prima di condizionare la politiche culturali delle istituzioni pubbliche. Correda il saggio un cd: arricchito da &ldquo;<font color="#ff0000"><strong>Luna otrantina</strong></font>&rdquo;, su testo di <strong>Rina Durante</strong>, inciso appositamente, il florilegio di brani sottolinea alcuni passaggi cruciali del movimento salentino, anche con registrazioni inedite e in qualche caso rare.</font></p>
<p><font color="#000000"><font size="3">info varie sul libro (scheda, recensioni, p</font></font><font size="3" color="#000000">rossime presentazioni ecc.) all'indirizzo: <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=407">www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=407</a><br />
</font></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=456]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=456</guid>
	<dc:date>2010-02-09T18:59:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[a Bari i suoni e i canti delle Puglie]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><img width="415" height="288" align="left" src="/public/dblog/image/sentitebg3.jpg" alt="" />A meno di un anno dall’inaugurazione, l’<a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/storico.asp?s=Archivio+sonoro+della+Puglia"><font color="#ff0000"><strong>Archivio Sonoro della Puglia</strong></font></a> raddoppia (con altre postazioni presso l’Archivio di Stato), si estende ai fondi audiovisivi e fotografici (con importanti collaborazioni con le Teche Rai, il Museo delle Arti e Tradizioni e l’Archivio Luce), si rinnova (con un nuovo sistema di fruizione e consultazione locale e in rete), avvia una collana editoriale e altre importanti iniziative (una rassegna annuale di canti tradizionali e un concorso per le scuole della regione) perch&eacute; un patrimonio culturale di inestimabile valore diventi un bene condiviso e partecipato.<br />
<br />
Le nuove attivit&agrave; dell'Archivio verranno presentate il 6 febbraio 2010 presso la <font color="#ff0000"><strong>Cittadella della Cultura </strong></font>di Bari, Auditorium Archivio di Stato, via Pietro Oreste 45, con inizio alle ore 17,30<br />
<br />
Programma </font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">Introduzione</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
<strong>Luciano Scala</strong> (Direttore Generale Archivi-Ministero Beni Culturali): <em>Dalla Puglia, un progetto di valenza nazionale per la costituzione di una “rete degli archivi sonori”  </em><br />
<strong>Silvia Godelli</strong> (Assessore al mediterraneo Regione Puglia): <em>Per il recupero di una memoria sonora collettiva</em><br />
<strong>Nicola Scaldaferri</strong> (Universit&agrave; di Milano): <em>Il nuovo sistema di consultazione e fruizione dell’Archivio Sonoro</em><br />
<br />
<font size="4" color="#0000ff"><strong>Musiche su pellicola</strong></font><br />
Come gustoso assaggio delle nuove acquisizioni audiovisive….<br />
<font size="3"><em><strong><font color="#ff0000">Sentite buona gente</font></strong></em> di Roberto Leydi</font><br />
La sezione pugliese del memorabile spettacolo che, nel 1967, portava a Milano una dinamica rappresentazione delle musiche di tradizione italiane (con i <strong>Cantori di Carpino</strong> e l'orchestrina "terapeutica" del tarantismo diretta da <strong>Luigi Stifani</strong>)<br />
<em><font size="3"><strong><font color="#ff0000">Omaggio a Matteo Salvatore </font></strong></font></em><br />
Dagli scrigni delle Teche Rai, straordinari documenti inediti sull’indimenticabile cantore di Apricena con la testimonianza di Otello Profazio che eseguir&agrave; dal vivo alcune delle sue pi&ugrave; celebri canzoni.<br />
<br />
<font size="4"><strong><font color="#0000ff">Adotta un canto, scopri una tradizione</font></strong></font><br />
Presentazione del concorso rivolto a tutte le scuole della Puglia, chiamate a misurarsi con le musiche tradizionale della propria terra con visite guidate, seminari, incontri con suonatori e costruttori tradizionali, lezioni-concerto e molto altro ancora.<br />
<br />
<font size="4" color="#0000ff"><strong>Suoni di terra</strong></font><br />
Presentazione della rassegna annuale di canti e musiche tradizionali, in programma alla Cittadella della Cultura nel mese di maggio.<br />
<br />
<font size="4"><strong><font color="#0000ff">Musiche su carta</font></strong></font><br />
Presentazione del volume con cd allegato di <strong>Vincenzo Santoro</strong>, <em>Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</em> che ha avviato le attivit&agrave; editoriali dell’Archivio.<br />
<br />
Concerto dei </font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><font size="5"><strong><font color="#ff0000">Malicanti</font></strong></font> con le signore del canto salentino (<font color="#ff0000"><strong>Anna Cinzia Villani</strong></font> ed <strong><font color="#ff0000">Enza Pagliara</font></strong>) e <font color="#ff0000"><strong>Pio Gravina</strong></font> dal Gargano<br />
<br />
coordinamento del progetto: <strong>Domenico Ferraro</strong> e <strong>Vincenzo Santoro</strong><br />
Info: <a href="http://www.squilibri.it">www.squilibri.it</a>; info@squilibri.it; <a href="http://www.archiviosonoro.org/puglia">www.archiviosonoro.org/puglia</a><br />
</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">Ingresso gratuito<br />
</font></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=454]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=454</guid>
	<dc:date>2010-02-03T17:10:58+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Note per la Notte II Edizione]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><img width="388" height="227" align="left" alt="" src="/public/dblog/image/dsc_5743_30.jpg" />&Egrave; stato fissato al 15 maggio 2010 il termine ultimo per partecipare alla seconda edizione di <font color="#ff0000"><strong>Note per la Notte</strong></font>, concorso rivolto a giovani band italiane che interpretano o rielaborano le musiche di tradizione. </font><font face="Arial"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"> Il concorso nasce per promuovere i giovani talenti italiani che si cimentano nella rielaborazione creativa delle musiche di tradizione, tra le band che parteciperanno cinque avranno diritto a esibirsi in una delle tappe del festival itinerante della <font color="#ff0000"><strong>Notte della Taranta</strong></font>, e una di esse sar&agrave; contestualmente scelta per l'apertura del Concertone finale.</font><font face="Arial"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"> Le prime dieci classificate inoltre, saranno incluse in una compilation (a cura dell'Istituto Diego Carpitella) che raccoglier&agrave; i migliori gruppi partecipanti alle edizioni 2009-2010 del concorso.</font><font face="Arial"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"> Il bando per accedere alla seconda edizione di <strong>Note per la Notte</strong> &egrave; pubblicato sul sito ufficiale della Taranta nella Rete all'indirizzo <a href="http://www.latarantanellarete.it">www.latarantanellarete.it</a>, per partecipare &egrave; sufficiente che la band abbia un'et&agrave; media non superiore ai trentacinque anni e che partecipi con tre brani appartenenti al genere &quot;Musiche tradizionali e loro rielaborazione&quot;.</font><font face="Arial"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">L'edizione 2009 del concorso, al quale hanno aderito band provenienti da ogni parte d'Italia, ha assegnato il principale riconoscimento a <strong>Iubal Kollettivo Musicale</strong>, giovane band di Aosta che ha avuto la possibilit&agrave; di esibirsi lo scorso 22 agosto sul palco del Concertone finale della <font color="#ff0000"><strong>Notte della Taranta</strong></font> nel piazzale dell'Ex Convento degli Agostiniani a Melpignano, davanti a oltre centomila spettatori.</font><font face="Arial"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">Come nella scorsa edizione la giuria del concorso &egrave; composta da <strong>Sergio Blasi </strong>- Sindaco del Comune di Melpignano, dai curatori del progetto &quot;La Taranta nella Rete&quot; <strong>Sergio Torsello</strong> - consulente scientifico dell'Istituto Diego Carpitella e <strong>Vincenzo Santoro</strong> - responsabile ufficio cultura dell'ANCI, <strong>Nando Popu</strong> - voce dei Sud Sound Sistem, <strong>Osvaldo Piliego</strong> - direttore della rivista musicale CoolClub.it, <strong>Francesco Farina</strong> - giornalista del Corriere del Mezzogiorno e <strong>Giordano Sangiorgi</strong> - direttore del MEI.</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">L'iniziativa, realizzata in collaborazione con il <strong>Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza</strong>, rientra nell'ambito del progetto <font color="#ff0000"><strong>La Taranta nella Rete</strong></font> organizzato dal Comune di Melpignano (Le) e dall'Istituto Diego Carpitella, a cura di <strong>Vincenzo Santoro</strong> (Responsabile Ufficio Cultura e Politiche Giovanili Anci) e <strong>Sergio Torsello</strong> (Responsabile Scientifico dell'Istituto Diego Carpitella), all'interno del programma Rete dei Festival aperti ai giovani, promosso dall'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e sostenuto dal Ministro della Giovent&ugrave; <strong>Giorgia Meloni</strong> e con il quale la &quot;Notte della Taranta&quot; entra a far parte del circuito nazionale dei festival italiani.</font><font face="Arial"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"> Con &quot;Note per la Notte&quot;, prende il via la seconda parte di questo progetto biennale che nel corso del 2009 ha coinvolto numerosi comuni salentini attraverso seminari, workshop, incontri d'autore e iniziative culturali volte alla conoscenza, alla conservazione e alla valorizzazione delle musiche e delle culture di tradizione orale che hanno ospitato, tra gli altri, <strong>Alessandro Portelli</strong>, <strong>Anna Cinzia Villani</strong>, <strong>Franca Tarantino</strong>, <strong>Maurizio Agamennone</strong>, <strong>Brizio Montinaro</strong>, <strong>Luigi Cinque</strong>.</font><font face="Arial"><br />
</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000"> Con la Taranta nella Rete la Notte della Taranta entra a far parte del circuito nazionale dei festival insieme al Meeting delle etichette indipendenti di Faenza Festival, il Festival della letteratura di Mantova, Lucca Comics, Veneto Jazz, Festival dell'energia, solo per citare alcune delle pi&ugrave; note manifestazioni che hanno aderito alla Rete, un sistema che nasce con l'intento di promuovere e potenziare le esperienze dei festival pi&ugrave; importanti d'Italia, per valorizzare la creativit&agrave; e i giovani talenti.</font><font face="Arial"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"> Per informazioni basta visitare il sito <a href="http://www.latarantanellarete.it">www.latarantanellarete.it</a> o scrivere a infotnr@gmail.com</font><font face="Arial"><br />
<br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"> La web-tv della Taranta nella rete</font><font face="Arial"><br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"> Tutti gli appuntamenti della Taranta nella Rete potranno essere seguiti su <a href="http://www.salentoweb.tv">www.salentoweb.tv</a>, la web tv salentina che ha attivato una sezione del sito interamente dedicata al progetto, dove sar&agrave; possibile visionare in streaming i video degli incontri, gli eventi, i workshop. </font></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=455]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=455</guid>
	<dc:date>2010-01-31T13:58:04+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Checco Zalone: tutto è partito con la manìa della sinistra snob per la pizzica]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p><font color="#ff0000"><strong><font size="3" face="Arial">Dalla D'Addario a Cassano. La (mia) Puglia al centro del mondo</font></strong></font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">di <em>Pierluigi Battista</em></font><font color="#000000"><br />
</font> <font size="3" face="Arial" color="#000000">dal Corriere della Sera del 27 dicembre 2009</font><font color="#000000"><br />
<br />
</font>  <font size="3" face="Arial" color="#000000"><img width="400" height="300" align="left" alt="" src="/public/dblog/image/7243.jpg" />La Puglia va di moda. L'anno che si chiude, il 2009, l'ha consacrata. E' diventata meta di un turismo sofisticato che apprezza l'atmosfera neo-bucolica delle sue masserie. Parla attraverso le gesta e i gesti di Cassano e l'infinita polemica sulla sua (non) convocazione in Nazionale. Si impone nella cronaca istituzional-gossipara con le imprese di Patrizia D'Addario a Palazzo Grazioli, in quella giudiziaria con le inchieste sul malaffare sanitario, in quella politica come laboratorio delle future alleanze grazie allo scontro tra Emiliano e Vendola. E poi fa il boom sul piano del gusto collettivo, dello spettacolo e dell'antropologia comica attraverso l'esplosione di Luca Medici, in arte Checco Zalone: da «che cozzalone», versione pugliese del tamarro, che spopola con i suoi speciali in tv e trionfa al botteghino con il suo «Cado dalle nubi».</font><font color="#000000"><br />
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<em><font size="3" face="Arial">A lei, signor Checco Zalone, il compito di spiegarci come mai la Puglia &egrave; diventata quest'anno cos&igrave; mitopoietica.</font></em><br />
</font>   <font size="3" face="Arial" color="#000000">Dicono che uso troppo il turpiloquio, ma "mitopoietica" &egrave; una parolaccia che non ho mai detto, giuro.</font></p>
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<em><font size="3" face="Arial">Non &egrave; una parolaccia. Vuol dire che la Puglia all'improvviso &egrave; diventato un mito. Fa tendenza. Crea atmosfera. Piace. Come piace lei con le sue parodie e i suoi film in puro stile pugliese.</font></em><br />
</font>  <font size="3" face="Arial" color="#000000">Ma io questa mitopoietica la vedevo gi&agrave; con il mio cabaret. A Venezia trovi in prima fila il pugliese. A Milano senti pi&ugrave; barese che a Bari. I pugliesi sono dappertutto, pure a Cuneo. Non ho mai sentito un senso di inferiorit&agrave;. La Puglia ha dato pi&ugrave; emigranti di tutti. Non c'&egrave; posto in Italia dove non senti il nostro accento. Certo, solo ora posso fare un film con cui celebrare Polignano, la terra che ha dato i natali a un gigante come Domenico Modugno. Peccato che per colpa dei pugliesi non ho potuto inginocchiarmi davanti alla sua statua in "Cado dalle nubi".</font></p>
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<em><font size="3" face="Arial">E perch&eacute;?</font></em><br />
</font>  <font size="3" face="Arial" color="#000000">Ma perch&eacute; si sono messi a litigare il Comune e la famiglia. La famiglia voleva che la statua guardasse il mare. Il Comune non voleva che, guardando il mare, la statua desse le spalle al paese. Tira e molla, tira e molla, questa statua l'hanno inaugurata due mesi dopo la fine della lavorazione del film. E me la sono presa....</font></p>
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<em><font size="3" face="Arial">No. Non se la doveva prendere. La Puglia sta sempre sulle prime pagine dei giornali.</font></em><br />
</font>  <font size="3" face="Arial" color="#000000">S&igrave;, per quattro ragioni almeno.</font></p>
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</font> <font size="3" face="Arial" color="#000000">La prima.</font><font color="#000000"><br />
</font> <font size="3" face="Arial" color="#000000">La prima &egrave; questa mania della sinistra snob per la taranta, anzi per la pizzica. Fa tanto folk, fa tanto popolare. Ma &egrave; una mistificazione. A loro piace la musica che fa "popolare", ma non sopportano la massa, che non &egrave; il popolo come piace a loro: che non danza la taranta, ma va a Capitolo, vicino Monopoli, nel divertimentificio dove un uomo tanto colto e raffinato come Nichi Vendola non metterebbe mai piede. E poi tutti 'sti fricchettoni sono un po' maleducati. Durante una sagra, quella della lumaca, stavamo provando sul palco e questi ballavano con la loro taranta che fa tanto folk di sinistra. Per questo mi sono incaz.., vabb&eacute; mi sono arrabbiato e ho cominciato una pizzica con "Viva Berlusconi".</font></p>
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<em><font size="3" face="Arial">E nacque la "Taranta del centrodestra". La Gelmini si &egrave; arrabbiata?</font></em><br />
</font>  <font size="3" face="Arial" color="#000000">«No, ma quale arrabbiata. Anzi, una sera Ignazio Baldelli, un giovane berlusconiano amico di Francesco Boccia (quello che &egrave; stato fregato alle primarie del centrosinistra da Vendola), mi ha detto che dalle sue parti politiche si sono divertiti.</font></p>
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<em><font size="3" face="Arial">La seconda ragione.</font></em><br />
</font>  <font size="3" face="Arial" color="#000000">L'aspetto mignottistico.</font></p>
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<em><font size="3" face="Arial">La prego, Zalone.</font></em><br />
</font>  <font size="3" face="Arial" color="#000000">D'accordo, le donne che fanno quel mestiere e sono diventate famose. Ma le pugliesi dovrebbero essere famose perch&eacute; sono le migliori. Niente eguaglia la bellezza della salentina, lo dico io che sono straniero di Bari. Ma nel Salento sono le pi&ugrave; bone, indiscutibilmente e statisticamente. Mi dispiace il contesto in cui la cosa &egrave; avvenuta, tutta quella storia di registrazioni e di lettoni di Putin, ma era doveroso che la Puglia diventasse famosa per una sua femmina. La Puglia dovrebbe andarne fiera, come per la sua arte culinaria.</font></p>
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<em><font size="3" face="Arial">Le donne, non le femmine, non credo gradiscano.</font></em><br />
</font>  <font size="3" face="Arial" color="#000000">E perch&eacute; non dovrebbero? No, anzi lo capisco. Capisco anche che Daria Bignardi, che ha avuto la gentilezza di ospitarmi nella sua trasmissione, si sia sentita a disagio per questa mia visione delle cose. Ma io sono un uomo, e un animale, sincero.</font></p>
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<em><font size="3" face="Arial">La terza.</font></em><br />
</font>  <font size="3" face="Arial" color="#000000">Cassano. Lui &egrave; il barese per eccellenza, figlio di Bari e del suo modo di essere. Arrogante, arrogantissimo, arroganza allo stato puro. Schietto e ruspante, barese perfetto. Passionale che piange durante le interviste. Pi&ugrave; che meridionale, barese. Il barese crede di essere pi&ugrave; furbo e pi&ugrave; intelligente di tutti. Con quella faccia, di dove poteva essere uno come Cassano?</font></p>
<p><font color="#000000"><br />
<em><font size="3" face="Arial">La quarta.</font></em><br />
</font>  <font size="3" face="Arial" color="#000000">Io.</font></p>
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<em><font size="3" face="Arial">Modesto.</font></em><br />
</font>  <font size="3" face="Arial" color="#000000">Pugliese. Arrogante. Figlio del mangiare pi&ugrave; buono che c'&egrave; al mondo: le orecchiette, il pesce cucinato in modo inimitabile, riso patate e cozze, burratina, panzerotti, stracciatella, focaccia. Dove si mangia meglio, me lo dica lei col suo mitopoietico? E il paesaggio? Lei sa che tra baresi e leccesi non corre buon sangue, ma mi deve indicare una citt&agrave; pi&ugrave; bella di Lecce. Quando vado in Grecia mi dico sempre: Gallipoli &egrave; meglio.</font></p>
<p><font color="#000000"><em><font size="3" face="Arial">E che &egrave;, uno spot della regione.</font></em><br />
</font> <font size="3" face="Arial" color="#000000">Ma no, &egrave; che spesso nei romanzi e nei film si vedono dei lati della Puglia che ci sono, ma non sono tutta la Puglia. Film bellissimi, come quelli di Rubini. O romanzi che mi sono piaciuti, come "Il passato &egrave; una terra straniera" di Gianrico Carofiglio. Bello, non dico di no, ma a un certo punto, per far vedere a che punto la Puglia sia inquinata dalla criminalit&agrave;, presenta una bisca clandestina in una nave attraccata in un porto. Ma chi l'ha vista mai, una cosa del genere. Qui c'&egrave; la rapina, lo scippo, il teppismo di strada nelle zone malfamate, ma non la grande criminalit&agrave; organizzata. Questa &egrave; zona di ceto medio ricco, vestono tutti con la griffe. C'&egrave; pi&ugrave; griffe a Bari che a Milano.</font></p>
<p><font color="#000000"><br />
<em><font size="3" face="Arial">Ma da Milano vengono per le vostre masserie, la vostra natura, il vostro paesaggio.</font></em><br />
</font>  <font size="3" face="Arial" color="#000000">Pensano di trovare la vita bucolica. E poi costa meno una masseria qui che settanta metri quadri a Milano Lambrate. Bello eh, ma noioso. Forse quando avr&ograve; sessant'anni ci andr&ograve; anche io nelle masserie. Adesso preferisco le discoteche di Capitolo schifate dagli amanti della taranta.</font></p>
<p><font color="#000000"><br />
<em><font size="3" face="Arial">Resta il fatto che sinora siete stati in secondo piano rispetto, che so, a Napoli o alla Sicilia. </font><font size="3" face="Arial">Perch&eacute;?</font></em><br />
</font>  <font size="3" face="Arial" color="#000000">E che ne so.</font></p>
<p><font color="#000000"><br />
<em><font size="3" face="Arial">Dica quello che sa.</font></em><br />
</font>  <font size="3" face="Arial" color="#000000">Parlo solo delle cose che so. Nell'ambito della musica, per esempio, forse la colpa &egrave; della nostra lingua dura, poco musicale, un po' sguaiata, non morbida e calorosa come quella napoletana. Anche se un Al Bano se lo scordano. E pure nella comicit&agrave;. Che vi credevate, che il pugliese erano i vezzeggiativi di Lino Banfi?</font></p>
<p><font color="#000000"><br />
<em><font size="3" face="Arial">Le piace il trionfo del 2009 pugliese?</font></em><br />
</font>  <font size="3" face="Arial" color="#000000">Certo. Mi dispiace solo che per i noti e deprecabili fatti ultimamente il simbolo del trullo &egrave; stato messo in secondo piano dal Duomo di Milano. Personalmente sono felice del mio successo. Anche se mia madre ha pubblicamente chiesto "l'indennit&agrave; di figlio famoso" e un mio fratello esige che gli trovi un lavoro. Meglio la pizzica, quasi quasi.</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">per ascoltare la pizzica di centrodestra cliccare <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=370">qui</a></font></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=453]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=453</guid>
	<dc:date>2009-12-27T14:42:39+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
	</channel></rss>