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<title>VincenzoSantoro.it</title><link>http://www.vincenzosantoro.it/dblog/</link>
<description>VincenzoSantoro.it</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Salento. Nel paese di san Donato]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p><font size="3" color="#000000">per gentile concessione di <font color="#ff0000"><strong>Franco Arminio</strong></font>, riprendiamo questo testo di &quot;paesologia salentina&quot; tratto suo libro <font color="#800000"><em>Terracarne. Viaggio nei paesi invisibili e nei paesi giganti del Sud Italia</em></font>, Mondadori 2011, che verr&agrave; presentato sabato 19 maggio alle ore 20 a Montesano Salentino, presso Palazzo Bitonti<br />
<br />
<img height="219" width="300" align="left" src="/public/dblog/image/sandonato.jpg" alt="" />Sono stato due giorni nel <strong>Salento </strong>per tenere un corso di paesologia. Il paese si chiama <strong>Montesano</strong>, vicino <strong>Santa Maria di Leuca</strong>. &Egrave; il paese di <font color="#993300"><strong>san Donato</strong></font>. Negli anni Sessanta, <strong><font color="#ff0000">Luigi Di Gianni</font></strong> gli dedic&ograve; un bellissimo documentario. Era il <strong>Salento</strong> di <em>Sud e magia</em>, il <strong>Salento </strong>di san Paolo, quando la pizzica era ancora una cura per la malattia e non una calamita per turisti, e la terra era bianca e poverissima. Non c&rsquo;erano Suv in giro, non c&rsquo;erano i grandi cartelloni che annunciano i concerti di agosto.<br />
Prima che a sud, il <strong>Salento </strong>&egrave; il punto pi&ugrave; orientale dell&rsquo;Italia. Mare a sud, mare a est, mare a ovest. L&rsquo;unica via di fuga &egrave; verso nord. Forse per questo vogliono fare una strada a quattro corsie che colleghi <strong>Santa Maria di Leuca </strong>a <strong>Maglie</strong>, un modo per avere la sensazione di uscire pi&ugrave; presto dal pozzo. Ma &egrave; un pozzo dove non si sta male. Il Salento &egrave; un grande orto con dei paesi in mezzo e il mare intorno. Per capire questa terra bisogna capire il mare e io il mare non lo capisco. E poi mancano le tegole, mancano le alture. Insomma, non &egrave; il Sud dell&rsquo;Appennino.<br />
Fa caldo, alcuni anziani stanno seduti sugli scalini della chiesa. Anche qui la vita sociale si risolve nella partita a carte. E la scena &egrave; tutta degli anziani. I giovani si svegliano tardi o forse sono al mare o ancora devono arrivare dal Nord dove lavorano o studiano. Non posso dire di essere tornato dal <strong>Salento </strong>con acquisizioni particolari sui luoghi. Mi hanno colpito due storie. Quella di <font color="#ff0000"><strong>Riccardo</strong></font>, il tutor del corso. Aveva undici anni quando suo padre fu investito. Mi dice del senso di colpa per il fatto che il padre era tornato in macchina a togliere le chiavi dal quadro temendo che lui potesse combinare guai. Il guaio arriv&ograve; dalla figlia della persona che il padre di <font color="#ff0000"><strong>Riccardo </strong></font>stava andando a incontrare. La seconda storia &egrave; quella di un falegname che stava insieme a un altro anziano davanti alla porta di casa. Colorito da malato, ma un malato iroso, cupo, come se ce l&rsquo;avesse con tutto e con tutti. Ci dice anche dove si &egrave; operato, a Padova, al settimo piano. Se fossi stato da solo mi sarei fermato di pi&ugrave; a parlare con lui. Ha un tumore e forse anche un brutto carattere, insomma le sue saranno ore nerissime. Sicuramente molte volte si far&agrave; questa domanda: perch&eacute; a me e non a un altro?<br />
C&rsquo;&egrave; anche una terza storia che mi porto dietro dal <strong>Salento</strong>. Entrando in una casa vedo una nicchia con una fotografia. Si tratta evidentemente di una persona deceduta. Chiedo se &egrave; stato un incidente e mi viene risposto che &egrave; stato un aneurisma. Eccola la risposta che non ci voleva. Una risposta che mi allontana ancora di pi&ugrave; dal <strong>Salento</strong>. Parlo di paesologia coi ragazzi, loro sono interessanti, io cammino barcollando. Ci vorrebbe per riprendermi uno spirito che non ho, uno spirito come quello di <font color="#ff0000"><strong>don Tonino Bello</strong></font>. Non sapevo che fosse di questo paese. Pensavo fosse di <strong>Molfetta</strong>, dove faceva il vescovo lontano dal clericume dominante. Provo a distrarmi, &egrave; arrivato <font color="#ff0000"><strong>Vincenzo Santoro</strong></font>, uno che sa molte cose su questa terra e me le dice. Gli scrittori salentini e una sua teoria sul perch&eacute; si fermano un po&rsquo; a mezz&rsquo;altezza, la fine del tabacco e poi della maglieria, la paura che il territorio sia svenduto alle logiche di un turismo d&rsquo;assalto, il rapporto con la tradizione.<br />
Cerco di ascoltare, ma in questi giorni faccio fatica a dialogare con le persone. Le parole che dico mi tolgono il respiro. Mi sento spaesato e questo d&agrave; al mio corso un tono pi&ugrave; credibile. Non sono venuto a portare assiomi e certezze, ma un corpo che sbanda, un cuore perplesso. Sono un perfetto insegnante, mi dice un&rsquo;antropologa francese. Potrei anche essere contento. Qui si mangia bene, la calura non &egrave; insopportabile. Eppure anche qui ho dato la caccia ai segni dello sfinimento. Ho fatto la mia solita ricerca del punto che non tiene. E la conclusione &egrave; sempre la stessa. A parte il sole e la pizzica, il male dell&rsquo;Occidente &egrave; calato con tutte le sue milizie. Ognuno gli d&agrave; il nome che vuole. Io penso che mi possa venire un ictus da un momento all&rsquo;altro. Chi si lamenta per la strada che non c&rsquo;&egrave;, chi si lamenta per la disoccupazione o per le olive che non rendono. Siamo gli epilettici dell&rsquo;autismo corale. E <font color="#993300"><strong>san Donato</strong></font> non pu&ograve; farci niente.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><font size="3" color="#000000">per avere maggiori informazioni sulla presentazione e sul libro premere <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=664">qui</a></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><br />
</font></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=704]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=704</guid>
	<dc:date>2012-05-16T18:26:25+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La rinascita della musica popolare italiana al Pisa Folk Festival 2012]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p><font size="3" color="#000000"><img align="left" width="250" height="250" src="/public/dblog/image/pf12_s1_web.jpg" alt="" /></font><font size="3" color="#000000">A Pisa, sabato 26 maggio, in occasione della decima edizione del <font color="#0000ff"><strong>Pisa Folk Festival,</strong></font> presso il palazzo della Sapienza, alle ore 18, si terr&agrave; una conferenza sul tema:</font><font size="3"><br />
<br />
</font><font size="4" color="#993300">La rinascita della musica popolare italiana. Il caso del Pisa Folk Festival</font><font size="3"><br />
<br />
</font><font size="3" color="#000000">Parteciperanno:</font><font size="3"><br />
</font><font size="3" color="#000000"><font color="#ff0000"><strong>Vincenzo Santoro</strong></font>, studioso di musica popolare</font><font size="3"><br />
</font><font size="3" color="#000000"><font color="#ff0000"><strong>Ivan Stomeo</strong></font>, sindaco di Melpignano (Le) e presidente dell'Istituto &quot;Diego Carpitella&quot;</font><font size="3"><br />
</font><font size="3" color="#000000"><font color="#ff0000"><strong>Luciano Castelluccia</strong></font> e <font color="#ff0000"><strong>Alessandro Sinigagliese</strong></font>, Carpino Folk Festival</font><font size="3"><br />
<br />
</font><font size="3" color="#000000">A seguire, presso il parco della Cittadella, concerto de</font><font size="3"><br />
<br />
</font><font size="3" color="#000000"><font size="5" color="#993300"><strong>I Malicanti</strong></font> con <font size="5" color="#993300"><strong>Enza Pagliara</strong></font> e <font size="5" color="#993300"><strong>Anna Cinzia Villani</strong></font></font><font size="3"><br />
<br />
</font><font size="3" color="#000000"><font color="#ff0000"><strong>I Malicanti</strong></font>. Il gruppo esegue musiche e canti tradizionali del mondo contadino della Puglia, appresi direttamente dagli anziani cantori. Il repertorio &egrave; composto da tarantelle, canti &ldquo;alla stisa&rdquo;, canti d&rsquo;amore, stornelli, canti di lavoro, e da musiche che consentono di ballare, tra cui la pizzica-tarantata, la musica che nella cultura contadina veniva usata nella cura magica degli effetti del morso della mitica &ldquo;taranta&rdquo; e che oggi &egrave; diventata il simbolo del rinascimento musicale salentino. Per Finisterre hanno pubblicato il cd &quot;Tarantelle e canti tradizionali delle Puglie&quot;. Ospiti speciali della serata saranno due delle pi&ugrave; intense e affermate interpreti della nuova musica popolare del Tacco d'Italia, <font color="#ff0000"><strong>Enza Pagliara</strong></font> ed <font color="#ff0000"><strong>Anna Cinzia Villani</strong></font>.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><font size="3">Organizzazione: <font color="#0000ff"><strong>Associazione Pisa Folk<br />
</strong></font></font></p>
<p><font size="3">Per consultare il programma completo del <font color="#993300"><strong>Pisa Folk Festival 2012</strong></font> premere <a href="http://www.pisafolk.org/">qui</a><br />
</font></p>
<p><font size="3"><br />
<br />
</font></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=703]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=703</guid>
	<dc:date>2012-05-13T09:49:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Memorie della terra salentina per il Maggio dei libri]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000"><img width="219" height="219" align="left" alt="" src="/public/dblog/image/il-maggio-dei-libri-2012.jpg" />A Campi Salentina, venerd&igrave; 18 maggio alle 20, in piazza Libert&agrave;, in occasione della rassegna <font color="#993300"><strong>il Maggio dei libri</strong></font>, organizzata dalla <strong>Fondazione Citt&agrave; del libro</strong>, sar&agrave; presentato il libro/cd di <font color="#ff0000"><strong>Vincenzo Santoro</strong></font></font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000"> </font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000"> <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=550"><font color="#993300"><em><strong><font size="4">Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento</font></strong></em></font></a></font><font size="3" color="#000000">, Squilibri Editore</font><br />
<br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000"> </font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">Dialogher&agrave; con l'autore il giornalista <font color="#ff0000"><strong>Massimo Melillo</strong></font></font></div>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">A seguire, </font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><font color="#ff0000"><strong>Vincenzo Santoro</strong><font color="#000000"> ed <font color="#ff0000"><strong>Anna Cinzia Villani</strong></font> presenteranno un intervento in racconto e musica</font><strong> </strong></font>tratto dal libro/cd</font>.</p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">_______________</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">Il volume con cd  allegato,  propone, nell'intreccio di musica  tradizionale e racconto  orale, un  viaggio nella memoria del lavoro nel  Salento della prima met&agrave;  del  Novecento, dalla "rivolta di Tricase" del  15 maggio 1935, con la   feroce repressione di una manifestazione di  piazza delle tabacchine   dello stabilimento "Acait",all'occupazione del  feudo d'Arneo nel</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"></font><font size="3" face="Arial" color="#000000">  1</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">949-51, la pi&ugrave; eclatante delle azioni intraprese dal  movimento</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">  sindacale e contadino.</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000"> Attraverso la viva voce dei  protagonisti e un ricco apparato di   immagini, si delinea cos&igrave; un  vivido spaccato su un'indimenticabile   stagione di lotte sociali che,  nel cd allegato, restituisce all'ascolto   anche la ruvida materialit&agrave;  di canti e musiche di straordinaria  bellezza  ma ricolmi di aneliti di  riscatto, di cui si &egrave; perso persino  il ricordo  nelle levigate  operazioni di riproposta dei repertori  popolari  salentini,</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">  rieseguiti da un ensemble composto da <font color="#ff0000"><strong>Daniele Girasoli</strong></font>, <strong><font color="#ff0000">Maria Mazzotta</font></strong>, <font color="#ff0000"><strong>Enrico Noviello</strong></font>, <font color="#ff0000"><strong>Anna Cinzia Villani </strong></font></font></p>
<p> </p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">per maggiori info sul libro premere <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=550">qui</a><br />
<br />
per maggiori info sullo spettacolo da cui &egrave; tratto il libro, con tante foto e video, premere <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=347">qui</a><br />
<br />
</font><font color="#000000"><font size="3"><font face="Arial">invece,  sulla vicenda storica della coltivazione del tabacco nel Salento (e  sulle emigrazioni connesse), si pu&ograve; consultare il libro <a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=7&id_recensione=7"><em>Il Salento levantino. Memoria e racconto del tabacco a Tricase e in terra d'Otranto</em></a></font></font></font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=701]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=701</guid>
	<dc:date>2012-05-11T15:14:47+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Terracarne. La geografia paesologica del nostro Sud]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p><font size="3" color="#000000">sabato 19 maggio, a <strong>Montesano Salentino</strong> (Le), alle ore 20, presso Palazzo Bitonti, sar&agrave; presentato il nuovo libro di <font color="#ff0000"><strong>Franco Arminio</strong></font></font><br />
<br />
<strong><font size="4" color="#993300">Terracarne. Viaggio nei paesi invisibili e nei paesi giganti del Sud Italia </font></strong><font size="4" color="#993300"><font color="#000000">(Mondadori 2011)</font></font><br />
<br />
<font size="3" color="#000000">(libro che prevede anche la partecipazione straordinaria di <font color="#0000ff"><strong>san Donato</strong></font>...)</font></p>
<p><font size="3" color="#000000">ne discutono con l'autore <font color="#ff0000"><strong>Vincenzo Santoro</strong></font> e <font color="#ff0000"><strong>Mauro Marino</strong></font></font><br />
<font size="3" color="#000000">______</font><br />
<font size="3" color="#000000"><img height="277" width="200" align="left" alt="" src="/public/dblog/image/tc.jpg" />&quot;La paesologia &egrave; una via di mezzo tra l'etnologia e la poesia. Non &egrave; una scienza umana, &egrave; una scienza arresa, utile a restare inermi, immaturi. La paesologia non &egrave; altro che il passare del mio corpo nel paesaggio e il passare del paesaggio nel mio corpo. &Egrave; una disciplina fondata sulla terra e sulla carne. &Egrave; semplicemente la scrittura che viene dopo aver bagnato il corpo nella luce di un luogo.&quot; La paesologia &egrave; la scienza di <font color="#ff0000"><strong>Franco Arminio</strong></font>. Una scienza inafferrabile eppure concretissima, umorale ma a modo suo esatta. Una disciplina in cui si fondono poesia e geografia: la poesia di una scrittura limpida e visionaria, lavorata col puntiglio e la cura propri della grande letteratura; la geografia del nostro Sud. Arminio gira per i paesi della sua <strong>Irpinia</strong>, per quelli della <strong>Lucania</strong> e della <strong>Daunia</strong> (i paesi invisibili) e della cintura napoletana (i paesi giganti), sconfina in <strong>Molise</strong>, in <strong>Abruzzo</strong>, in <strong>Salento</strong>, si allontana fino alle <strong>Marche</strong> e al <strong>Trentino</strong>, e ovunque applica il suo metodo, mette in pratica il suo particolare modo di attraversare i territori e di raccontarli. Il suo sguardo non trascura nulla: le piazze, le strade, i bar, i cimiteri, i paesaggi pi&ugrave; sublimi e gli scempi della modernit&agrave;, lo sfinimento e la desolazione, i lampi e gli slanci. Ne viene fuori un referto preciso e accorato della situazione del Mezzogiorno d'Italia. Un referto che e questa &egrave; una delle singolarit&agrave; del &quot;metodo Arminio&quot; - prevede annotazioni anche su chi la visita la fa: sull'autore stesso e il suo io errante.</font><br />
<br />
<font size="3" color="#000000"><font color="#ff0000"><strong>Franco Arminio</strong></font> vive a Bisaccia, nell&rsquo;&ldquo;Irpinia d&rsquo;Oriente&rdquo;, in provincia di Avellino. Animatore culturale, poeta e scrittore, ha all&rsquo;attivo numerose pubblicazioni tra cui <font color="#0000ff"><em>Viaggio nel cratere</em></font> (Sironi 2003), <font color="#ff0000"><font color="#0000ff"><em>Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia </em></font></font></font><font size="3" color="#000000">(Laterza 2008),  </font><font size="3" color="#000000"><font color="#0000ff"><em>Nevica e ho le prove. Cronache dal paese della cicuta</em></font> (Laterza 2009); <font color="#0000ff"><em>Cartoline dai morti</em></font> (Nottetempo 2010) &ndash; che &egrave; appena stato insignito del Premio Stephen Dedalus 2011, categoria Narrativa/Altre scritture, il libro con DVD <font color="#0000ff"><em>Di mestiere faccio il paesologo</em></font> (Derive Approdi 2011) e il libro di poesie &quot;paesologiche&quot;&nbsp; <font color="#0000ff"><em>Stato in luogo</em></font> (Transeuropa). <em><font color="#0000ff">Terracarne</font></em> &egrave; recentemente stato insignito del premio &quot;Carlo Levi&quot;. <font color="#ff0000"><strong>Roberto Saviano</strong></font>, che ha letto una sua poesia nella celebre trasmissione <em>Vieni via con me</em>, l&rsquo;ha definito &laquo;uno dei poeti pi&ugrave; importanti di questo paese, il migliore che abbia mai raccontato il terremoto e ci&ograve; che ha generato&raquo;.</font></p>
<p><font color="#000000"><font size="3">Il programma completo delle iniziative di <font color="#993300"><strong>Salento Creativo</strong></font> (che prevedono anche un seminario di paesologia con Franco Arminio&quot; si pu&ograve; consultare cliccando <a href="http://www.salentocreativo.it/75/">qui</a></font></font><br />
<br />
<font size="3" color="#000000">Un bel frammento paesologico sul Salento di Franco Arminio si pu&ograve; leggere qui: <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=626">www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=626</a></font></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=664]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=664</guid>
	<dc:date>2012-05-11T13:45:38+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Fimmina mare e focu, c'è da scherzare pocu!!!]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p><font size="3" color="#000000">di <font color="#ff0000"><strong>Vincenzo Santoro</strong></font></font><font size="3"><br />
</font><font size="3" color="#000000">da <strong>Il Paese Nuovo</strong> del 6 maggio 2012</font><font size="3"><br />
<br />
</font><font size="3" color="#000000"><strong><font color="#993300"><em><img align="left" width="320" height="290" alt="" src="/public/dblog/image/fmfocu.jpg" />Fimmina, mare e focu!</em></font></strong>, il nuovo cd di <font color="#ff0000"><strong>Anna Cinzia Villani</strong></font>, edito da AnimaMundi (in una veste grafica al solito di altissima qualit&agrave;, con in copertina la riproduzione di una preziosa opera di <font color="#ff0000"><strong>Teresa Ciulli</strong></font>), &egrave; un lavoro discografico complesso e raffinato, che trova una collocazione decisamen</font><font size="3" color="#000000">te originale nel panorama della nuova musica popolare salentina, in tutte le sue declinazioni e varianti.</font><font size="3"><br />
</font><font size="3" color="#000000">Si tratta innanzitutto di un disco &ldquo;a tema&rdquo; - anzi, per usare un vocabolario rock, di un &ldquo;concept album&rdquo; - sull&rsquo;universo femminile. Delle &ldquo;fimmine&rdquo; del <strong>Salento</strong>, il cd indaga le passioni e le storie, le emozioni e i sentimenti, anche a partire dallo sguardo non sempre benevolo che gli uomini rivolgono alle donne, in un continuo movimento fra la memoria orale, che deriva dai canti della tradizione, e alcuni interessanti interventi compositivi dell&rsquo;artista (con due brani completamente &ldquo;nuovi&rdquo; in testo e musica, <font color="#993300"><em>Tridici stelle</em></font> e <em><font color="#800000">Luntananza</font></em>). </font><font size="3"><br />
</font><font size="3" color="#000000">Per realizzare questo vivido affresco sonoro al femminile la <font color="#ff0000"><strong>Villani </strong></font>mette a frutto il grande lavoro di scavo nei recessi pi&ugrave; profondi dei repertori tradizionali salentini, in cui &egrave; impegnata da molti anni, restituendoci delle autentiche perle, apprese nel corso delle sue assidue frequentazioni con gli anziani &ldquo;alberi di canto&rdquo; della tradizione, ma anche attraverso lo studio attento e consapevole degli archivi dei grandi ricercatori.   &Egrave; il caso di <font color="#800000"><em>Mujerima pe&rsquo; la musica &egrave; pazza pazza</em></font>, estrapolata dalle rilevazioni di <font color="#ff0000"><strong>Diego Carpitella</strong></font> a <strong>Muro Leccese</strong> nel 1960, della bellissima <font color="#800000"><em>Intra &lsquo;sta curte stannu li bellizzi</em></font>, proveniente dalle registrazioni delle sorelle <font color="#ff0000"><strong>Mariuccia</strong></font> e <font color="#ff0000"><strong>Rosina Chiriac&ograve;</strong></font> effettuate da <font color="#ff0000"><strong>Giovanna Marini</strong></font> con <strong><font color="#ff0000">Rina Durante</font></strong> a <strong>Sternat&igrave;a </strong>nel 1972 &ndash; e rieseguita dalla <font color="#ff0000"><strong>Marini </strong></font>stessa dal vivo e per il disco <em>L'eroe</em> (1974), in una versione dal testo un po&rsquo; fantasioso, e in</font><font size="3" color="#000000">fine di <font color="#993300"><em>Serenata</em></font> e di <em><font color="#993300">Puccia canaja</font></em>, un insolito canto del repertorio degli <font color="#ff0000"><strong>Ucci</strong></font> di <strong>Cutrofiano</strong>, che racconta, con toni ironici &ndash; probabilmente i testi sono stati a suo tempo inventati da <font color="#ff0000"><strong>Bandello </strong></font>e <strong><font color="#ff0000">Aloisi </font></strong>&ndash; e sul ritmo di un valzer, la storia di una &ldquo;donna di facili costumi&rdquo;, brani entrambi tratti dalle campagne di ricerca condotte da <font color="#ff0000"><strong>Brizio Montinaro</strong></font> negli anni Settanta. </font><font size="3"><br />
</font><font size="3" color="#000000">In altri casi la <font color="#ff0000"><strong>Villani </strong></font>utilizza liberamente frammenti di canti e melodie tradizionali, a volte inserendo anche strofe di suo pugno, per &ldquo;assemblare&rdquo; nuove composizioni: questo succede nell&rsquo;esilarante brano che d&agrave; il titolo al cd (ottenuto giustapponendo funambolicamente una serie di proverbi e di frasi della &ldquo;saggezza&rdquo; popolare sul ritmo di pizzica), ma anche in <font color="#993300"><em>Farnaru farnareddhu</em></font>, il cui viene descritto il modo in cui l&rsquo;attrezzo contadino viene interrogato, usando un rito antico, da una donna con tanti pretendenti per scegliersi il pi&ugrave; adatto.</font><font size="3"><br />
</font><font size="3" color="#000000">Ma oltre alla ricchezza dei testi e della ricerca musicale, dall&rsquo;ascolto delle 13 canzoni che compongono il cd, emergono soprattutto le capacit&agrave; interpretative e le straordinarie qualit&agrave; vocali di <font color="#ff0000"><strong>Anna Cinzia Villani</strong></font>, capace di spaziare dai virtuosismi aggressivi e &ldquo;siderali&rdquo; de <font color="#800000"><em>Lu desideriu miu cu bessu cozza</em></font> e della <em><font color="#993300">Pizzica pizzica di Copertino</font></em> (un brano dalla irresistibile trama ritmico/vocale/strumentale guidata dal riff di organetto &ldquo;archetipico&rdquo; della bravissima <font color="#ff0000"><strong>Annamaria Bagorda</strong></font>) alle malinconie incantatorie de <font color="#993300"><em>La partenza</em></font>, struggente canto sul tema dell&rsquo;emigrazione impreziosito da un cameo della scrittrice <font color="#ff0000"><strong>Luisa Ruggio</strong></font>, fino ai due brani a due voci, ricchi di &ldquo;colore&rdquo; e dall&rsquo;andamento pi&ugrave; disteso, dove la Villani interpreta la &ldquo;seconda voce&rdquo; rispetto alla &ldquo;prima&rdquo;, molto calda ed espressiva, di <font color="#ff0000"><strong>Daniele Girasoli</strong></font> (la gi&agrave; citata <font color="#993300"><em>Puccia canaja</em></font> e <em><font color="#993300">E na </font></em></font><font size="3" color="#000000"><em><font color="#993300">na stasira vegnu</font></em>).</font><font size="3"><br />
</font><font size="3" color="#000000">In questo viaggio musicale, l&rsquo;artista &egrave; accompagnata da un variegato ensemble di musicisti di varia estrazione, denominato <font color="#ff0000"><strong>MacuranOrchestra</strong></font> dal nome della localit&agrave; nel comune di <strong>Alessano </strong>dove &egrave; ubicata la <strong>masseria Santa Lucia</strong> in cui il cd &egrave; stato registrato, sapientemente guidati da <font color="#ff0000"><strong>Valerio Daniele</strong></font>, che garantiscono al lavoro un sound fortemente radicato nella tradizione, ma dandogli anche un sapore &ldquo;etno-jazz&rdquo; pi&ugrave; contemporaneo, in un&rsquo;alchimia a mio parere quasi sempre riuscita ed efficace, pur se non particolarmente originale (trattandosi peraltro di soluzioni gi&agrave; sperimentate in cd di altri musicisti salentini).</font><font size="3"><br />
</font><font size="3" color="#000000">Infine, a ulteriore testimonianza della poliedricit&agrave; dell&rsquo;artista, occorre segnalare la piacevole sorpresa di <font color="#993300"><em>Ijo pucan&egrave;</em></font>, un brano decisamente eccentrico rispetto al resto del cd, che <font color="#ff0000"><strong>Piero Milesi</strong></font> compose per la <strong>Notte della Taranta 2001</strong> a partire da un testo in grico di <font color="#ff0000"><strong>Gianni De Santis</strong></font>, incentrato su una suggestiva interpretazione vocale </font><font size="3" color="#000000">della <font color="#ff0000"><strong>Villani</strong></font>, che lo ha voluto inserire come pezzo d&rsquo;apertura proprio come omaggio al musicista milanese da poco prematuramente scomparso.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><font size="3">per leggere la recensione del cd scritta da Luisa Ruggio premere <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=698">qui</a></font><font size="3"><br />
<br />
</font><font size="3">per leggere la mia recensione del precedente cd di <font color="#ff0000"><strong>Anna Cinzia Villani,</strong></font> <font color="#993300"><strong><em>Ninnamorella</em></strong></font>, premere <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=345">qui</a></font></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=702]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=702</guid>
	<dc:date>2012-05-07T14:36:56+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Corso di pizzica salentina a Roma - 16/17 giugno 2012]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: justify; font-family: Arial;">
<p><font size="2"><font size="3" style="color: rgb(255, 0, 0); font-family: Arial;"><span style="font-weight: bold;"><br />
<font size="4">A grande richiesta si ripete </font></span></font></font><font size="2"><font size="3" style="color: rgb(255, 0, 0); font-family: Arial;"><span style="font-weight: bold;"><font size="4">a Roma </font></span></font></font><font size="2"><font size="3" style="color: rgb(255, 0, 0); font-family: Arial;"><span style="font-weight: bold;"><font size="4">il corso di pizzica salentina <strong><font color="#000000">(impropriamente chiamata anche &quot;taranta&quot;)</font></strong> </font><br />
</span></font></font><font size="3"><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
</font><font size="2"><font size="3" style="color: rgb(255, 0, 0); font-family: Arial;"><span style="font-weight: bold;"><img width="300" height="199" align="left" alt="" src="/public/dblog/image/alessano19.jpg" /></span></font></font><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Il corso - rivolto ai <span style="font-weight: bold;">neofiti</span> e a <span style="font-weight: bold;">chi vuole affinare il proprio stile di ballo</span> - si svolger&agrave; alla <a href="http://www.scuolamusicatestaccio.it/">Scuola Popolare di Musica di Testaccio</a>, piazza Giustiniani 4/a,&nbsp; </span></font><font color="#ff0000"><strong><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">sabato 16 </span></font></strong></font><font color="#ff0000"><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">e</span></font><strong><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> domenica&nbsp; </span></font></strong></font><font color="#ff0000"><strong><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">17 giugno </span></font></strong></font><font color="#ff0000"><strong><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">(dalle 11 alle 14</span></font></strong></font><font color="#ff0000"><strong><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">).</span></font></strong></font><font size="3"> <br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(0, 0, 0);">Per ogni giornata, nelle prime due ore e mezzo si svolgerenno le lezioni pratiche, tenute da <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">Franca Tarantino</span>, in cui verranno descritti e praticati <span style="font-weight: bold;">i rudimenti del ballo della pizzica-pizzica salentina</span> (i passi, le posture, la dinamica della danza, la coreografia, l'uso del fazzoletto ecc).</span><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(0, 0, 0);">Gli ultimi 30 minuti saranno invece dedicati a degli <span style="font-weight: bold;">approfondimenti teorici</span>, curati da <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">Vincenzo Santoro</span>, che riguarderanno i seguenti argomenti:</span><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(0, 0, 0);">1. <span style="font-weight: bold;">le forme della tradizione coreutica e musicale del Salento</span> (pizzica pizzica, pizzica tarantata e danza scherma, canti polivocali &quot;alla stisa&quot;, canti d'amore, canti di protesta, nenie funebri ecc.);</span></font><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"></span></font><font size="3"><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(0, 0, 0);">2. <span style="font-weight: bold;">gli studi sul tarantismo e sulla musica tradizionale salentina</span>;</span><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(0, 0, 0);">3. <span style="font-weight: bold;">la storia del &quot;folk revival&quot; salentino</span> e la produzione culturale (libri, film, cd ecc) che si &egrave; sviluppata negli ultimi anni attorno al movimento della pizzica.<br />
<br />
</span></font><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Si raccomanda l'uso di scarpe comode a tacco basso, e, per le donne, di una gonna lunga. Inoltre, visto che nel corso del laboratorio si suda molto, si consiglia di venire muniti di adeguata scorta d'acqua ed eventualmente del cambio dei vestiti.</span><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
</font><font size="3"><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(0, 0, 0);">Durante il corso sar&agrave; anche allestito un <span style="font-weight: bold;">bookshop sulla tradizione musicale salentina</span>.</span><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(0, 0, 0);">Il costo complessivo del corso &egrave; di <font color="#ff0000"><strong>6</strong></font><strong><font color="#ff0000"><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">0 euro</span></font></strong>. Per iscriversi occorre <span style="font-weight: bold;">versare la quota nei giorni precedenti all'inizio del corso</span>. <span style="font-weight: bold;">Il corso &egrave; a numero chiuso</span> (max 20 persone), </span></font><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">quindi per non rischiare di rimanere esclusi consigliamo vivamente di formalizzare l'iscrizione con il dovuto anticipo</span></font><font size="3"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">. <br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
</span><br style="color: rgb(0, 0, 0);" />
<span style="color: rgb(51, 102, 255); font-weight: bold;">Info e iscrizioni: 339.3237105, </span><a href="mailto:vincenzo_santoro@hotmail.com"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">vincenzo_santoro@hotmail.com</span></a></font></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=360]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=360</guid>
	<dc:date>2012-05-02T10:49:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Una legge regionale per la musica di tradizione pugliese ]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="right">
<div align="justify">&nbsp;<font size="3" face="Arial" color="#000000">La <font color="#993300">proposta di Legge Regionale sulla tutela e valorizzazione della musica pugliese di tradizione</font> che il consigliere <font color="#ff0000"><strong>Sergio Blasi</strong></font> ha presentato al Consiglio Regionale della Puglia, e il cui testo &egrave; stato preparato dallo sudioso </font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><strong><font color="#ff0000">Vincenzo Santoro<font color="#000000">,</font> </font></strong></font><font size="3" face="Arial" color="#000000">approder&agrave; in Commissione Cultura il 10 maggio 2012. Visto che tutti i gruppi consiliari si sono in linea di massima dichiarati d'accordo con la proposta, ci sono tutti i presupposti perch&eacute; diventi legge entro l'estate. <br />
</font></div>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000"> Il testo &egrave; stato presentato e discusso in tre dibattiti pubblici (a </font><font size="3" face="Arial" color="#000000">Bari il 19 novembre, a Lecce il 23 dicembre e di Carpino il 7 gennaio)</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"> a cui hanno partecipato</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"> (oltre a una serie di operatori impegnati nel movimento musicale pugliese):<font color="#ff0000"><strong> Sergio Blasi</strong></font>, consigliere regionale e segretario del Pd pugliese;<font color="#ff0000"><strong> Sergio Torsello</strong></font>, direttore artistico del Festival La Notte della Taranta;<font color="#ff0000"><strong> </strong></font></font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><strong><font color="#ff0000">Vincenzo Santoro</font></strong></font><font size="3" face="Arial" color="#000000">, operatore culturale, consulente per l'estensione della legge.<br />
<br />
<img width="350" height="180" align="left" src="/public/dblog/image/-1(2).jpg" alt="" />Testo della legge<br />
<br />
<font color="#ff0000"><em>Interventi regionali di tutela e valorizzazione delle musiche e delle danze popolari di tradizione orale</em></font><br />
<br />
<font size="2">Art. 1.(Oggetto della legge)<br />
1. La Regione Puglia, in attuazione della convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, tutela e valorizza la memoria culturale delle musiche e delle danze popolari di tradizione orale storicamente originatesi nei suoi territori, e contribuisce allo sviluppo della pratica musicale promuovendo iniziative e facilitandone l&rsquo;esercizio al fine di garantire la pi&ugrave; ampia diffusione nell&rsquo;ambito delle comunit&agrave; locali.<br />
<br />
<br />
Art. 2. (Programma pluriennale di intervento)<br />
1. Al fine di coordinare in un quadro programmatico organico gli interventi regionali nel settore, la Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente, approva il programma triennale integrato di intervento nel settore della musica popolare e indica le risorse finanziarie da stanziare nei bilanci annuali di previsione in apposito capitolo di spesa.<br />
<br />
<br />
Art. 3. (Albo regionale)<br />
1. La Regione provvede ad istituire un albo regionale dei soggetti che svolgono attivit&agrave; musicali popolari al quale potranno aderire associazioni e gruppi autonomi costituiti a norma di legge e senza scopo di lucro.<br />
<br />
<br />
Art. 4. (Contributi a favore di gruppi e associazioni)<br />
1. La Regione, sulla base della programmazione pluriennale di cui all&rsquo;articolo 2, concede annualmente contributi in favore dei gruppi e delle associazioni iscritti all&rsquo;albo regionale di cui all&rsquo;articolo 3:<br />
<br />
a) per l&rsquo;acquisto, il miglioramento ed il completamento di attrezzature musicali fisse e mobili, nella misura massima del 20% della spesa ritenuta ammissibile;<br />
<br />
b) per lo svolgimento di attivit&agrave; culturali e di spettacolo fuori dai confini regionali, nella misura massima del 20% della spesa ritenuta ammissibile;<br />
<br />
c) per la realizzazione di percorsi di formazione e approfondimento della conoscenza delle pratiche musicali e coreutiche tradizionale, con particolare attenzione al coinvolgimento degli anziani depositari dei saperi tradizionali, nella misura massima del 50% della spesa ritenuta ammissibile;<br />
<br />
d) per la realizzazione di cd e dvd contenenti produzioni musicali originali dei gruppi, nella misura massima del 20% della spesa ritenuta ammissibile. <br />
<br />
<br />
Art. 5. (Contributi a favore di Enti Locali)<br />
1. La Regione, sulla base della programmazione pluriennale di cui all&rsquo;articolo 3, concede annualmente contributi in favore degli Enti Locali singoli o associati:<br />
<br />
a) per la realizzazione di archivi e biblioteche multimediali specializzati, anche a partire da percorsi di ricerca sul campo, in coordinamento e connessione con il Sistema archivistico regionale e il Sistema bibliotecario regionale, nella misura massima del 50% della spesa ritenuta ammissibile;<br />
<br />
b) per la realizzazione di festival, raduni e analoghe iniziative di spettacolo nel campo delle musiche e delle danze popolari di tradizione orale, anche in collaborazioni con i soggetti associazionistici e privati operanti nel settore, nella misura massima del 30% della spesa ritenuta ammissibile.<br />
<br />
<br />
Art. 6. (Contributi a favore dell&rsquo;editoria specializzata)<br />
1. La Regione, sulla base della programmazione pluriennale di cui all&rsquo;articolo 3, concede annualmente contributi in favore di case editrici ed etichette discografiche per la pubblicazione di studi e ricerche nel campo delle tradizioni musicali e coreutiche della Puglia, con particolare attenzione alle opere multimediali che consentono l&rsquo;ascolto diretto di registrazioni di interesse storico e risultato di ricerche di carattere antropologico ed etnomusicologico.<br />
<br />
<br />
Art. 7. (Adempimenti dei soggetti richiedenti i contributi)<br />
</font></font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><font size="2">1. Entro il 15 marzo di ogni anno i gruppi e le associazioni di cui all&rsquo;articolo 2 devono presentare all&rsquo;assessorato regionale competente apposite domande scritte dalle quali risulti:<br />
a) l&rsquo;esatta denominazione dell&rsquo;ente, la sede ed il legale rappresentante;<br />
b) i programmi di attivit&agrave; dell&rsquo;anno ed eventualmente quelli di valenza pluriennale;<br />
c) i preventivi di spesa articolati secondo quanto stabilito nell&rsquo;articolo 4 al fine di valutare le relative ammissibilit&agrave; ai contributi.<br />
<br />
2. Entro il 15 marzo di ogni anno gli Enti Locali singoli o associati devono presentare all&rsquo;assessorato regionale competente apposite domande scritte dalle quali risulti:<br />
a) l&rsquo;esatta denominazione dell&rsquo;ente, la sede ed il legale rappresentante;<br />
b) il progetto che si intende realizzare;<br />
c) i preventivi di spesa articolati secondo quanto stabilito nell&rsquo;articolo 5 al fine di valutare le relative ammissibilit&agrave; ai contributi.<br />
<br />
3. Entro il 15 marzo di ogni anno le case editrici e le etichette discografiche devono presentare all&rsquo;assessorato regionale competente apposite domande scritte dalle quali risulti:<br />
a) l&rsquo;esatta denominazione del soggetto, la sede ed il legale rappresentante;<br />
b) il progetto editoriale che si intende realizzare;<br />
c) i preventivi di spesa articolati secondo quanto stabilito nell&rsquo;articolo 5 al fine di valutare le relative ammissibilit&agrave; ai contributi.<br />
<br />
<br />
Art. 8. (Adempimenti della Regione)<br />
1. Entro il 30 settembre di ogni anno la Giunta regionale approva il piano annuale di attribuzione dei contributi ai soggetti che abbiano presentato regolare domanda con la richiesta documentazione di cui agli articoli 5, 6 e 7.<br />
2. La Regione, attraverso i propri uffici o delegando tale incarico ai Comuni pu&ograve; svolgere la funzione amministrativa di controllo e la vigilanza sull&rsquo;attuazione dei piani e dei programmi.<br />
<br />
<br />
Art. 8. (Vincolo di destinazione dei contributi)<br />
1. I contributi di cui alla presente legge sono erogati per le finalit&agrave; di cui agli articoli 4, 5, 6 e non possono essere utilizzati per altre finalit&agrave;.<br />
<br />
2. I soggetti beneficiati, entro il 31 luglio dell&rsquo;anno successivo, devono presentare il rendiconto completo delle attivit&agrave; finanziate, dal quale risulti anche ogni altro contributo eventualmente percepito a sostegno dell&rsquo;attivit&agrave; di cui si tratta.<br />
<br />
<br />
Art. 9. (Finanziamento degli interventi)<br />
<br />
<br />
<br />
Relazione<br />
<br />
La presente proposta di legge regionale contiene disposizioni per la tutela e la valorizzazione di un elemento fondamentale del patrimonio culturale &ldquo;immateriale&rdquo; della Puglia, quello connesso alle musiche e alle danze tradizionali, che negli ultimi anni ha costituito anche un importante fattore di promozione, sia in Italia che all&rsquo;estero, dell&rsquo;immagine della Regione &ndash; unanimemente riconosciuta come la &ldquo;patria elettiva&rdquo; della musica tradizionale &ndash; producendo anche significative ricadute in tema di attrazione turistica.<br />
Con questo intervento normativo, la Regione, in accordo con le disposizioni della Convenzione dell&rsquo;Unesco sulla salvaguardia dei patrimoni immateriali, approvata a Parigi il 17 ottobre 2003 e ratificata dal Parlamento Italiano con la legge n. 167 del 27 settembre 2007, vuole mettere in campo una serie di interventi rivolti al sostegno dell&rsquo;insieme variegato di soggetti che, a vario titolo (associazioni culturali, gruppi musicali, case editrici specializzate, enti locali ecc) operano sul territorio con iniziative di salvaguardia e promozione delle musiche e delle danze tradizionali. <br />
Particolare attenzione viene data al problema della salvaguardia della &ldquo;memoria musicale&rdquo;, attraverso il sostegno alla ricerca e alla pubblicazione di &ldquo;documenti originali&rdquo;, cio&egrave; delle registrazione delle performance degli anziani cantori, i veri depositari di saperi musicali che sono quasi del tutto attinenti alla tradizione orale, e la realizzazione di una rete di archivi multimediali dove questo straordinario patrimonio possa essere conservato e fruito dalla collettivit&agrave;.<br />
Riteniamo poi molto significativi gli specifici interventi previsti a favore delle iniziative che, tramite lo strumento della musica, promuovono l&rsquo;immagine della cultura pugliese in altre Regioni e Paesi. Si ritiene infatti che queste attivit&agrave; (concerti, iniziative culturali, corsi di danza ecc) costituiscano un efficacissimo (anche perch&eacute; fortemente mirato) strumento di marketing territoriale, a favore di un turismo culturale attento ai valori del territorio. <br />
All&rsquo;interno dell&rsquo;articolato legislativo, dopo la definizione dell&rsquo;oggetto della legge (art. 1), per definire un quadro organico di interventi, si propone di utilizzare lo strumento del &ldquo;Programma pluriennale&rdquo; (art. 2), adottato dalla giunta regionale su parere della commissione consiliare competente, in cui vengono definite le linee di attivit&agrave; e le risorse finanziarie.<br />
I soggetti non pubblici abilitati ad usufruire del sostegno regionale confluiscono in un apposito Albo regionale (art. 3).<br />
Per quanto riguarda i gruppi e le associazioni operanti nel settore, sono previsti (art. 4) contributi economici per l&rsquo;acquisto, il miglioramento e il completamento delle attrezzature musicali (nella misura massima del 20% della spesa), per lo svolgimento di attivit&agrave; fuori dai confini regionali (nella misura del 20% della spesa), per la realizzazione di percorsi di formazione e apprendimento sulle pratiche musicali tradizionali, in particolare mediante il coinvolgimento degli anziani &ldquo;depositari&rdquo; (nella misura del 50% della spesa) e per la realizzazione delle produzioni musicali dei gruppi su cd o dvd (nella misura del 20% della spesa).<br />
Per quanto riguarda gli Enti Locali, sono invece previsti contributi economici (art. 5) per la realizzazione di Archivi e Biblioteche multimediali, in raccordo con le reti archivistiche e bibliotecarie regionali (nella misura del 50% della spesa) e per la realizzazione di festival e raduni (nella misura del 30% della spesa).<br />
Inoltre, sono previsti contributi a favore dell&rsquo;editoria specializzata (art. 6) per la pubblicazione di studi e ricerche, con particolare attenzione alle opere multimediali che consentono un accesso diretto alle &ldquo;fonti&rdquo; storiche della tradizione musicale e coreutica regionale.<br />
Gli articoli 7 e 8 disciplinano poi le procedure con le quali i soggetti interessati possono richiedere i contributi e gli adempimenti della Regione.<br />
Infine, l&rsquo;art. 9 impone che i contributi erogati ai sensi della presente legge non possono essere utilizzati per altre finalit&agrave;.</font></font></p>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<p align="justify">&nbsp;</p>
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<p align="justify"><strong><em><font size="3" face="Arial" color="#000000">Una politica pubblica per il movimento della musica popolare</font></em></strong></p>
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<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">Vincenzo Santoro</font></p>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">La <font color="#ff0000"><strong>Puglia </strong></font>&egrave;  certamente una delle regioni pi&ugrave; attive e creative in ambito nazionale e  internazionale nel campo della musica tradizionale e delle sue  rielaborazioni. Negli ultimi anni, per l&rsquo;azione dei gruppi di base e per  il tumultuoso successo delle grandi iniziative spettacolari estive, si &egrave;  creato un vero e proprio &ldquo;movimento&rdquo; musicale, che costituisce, per le  ricadute dirette in termini di occasioni lavorative, ma anche come  effetto di promozione complessiva del &ldquo;brand Puglia&rdquo;, un importante  volano di sviluppo economico. Forse anche il &ldquo;cambio di paradigma&rdquo; del  turismo pugliese, avvenuto negli ultimi anni, che ha visto l&rsquo;esplosione  dei flussi di visitatori interessati non pi&ugrave; solo al mare ma anche al  patrimonio culturale diffuso, non sarebbe stato possibile in tali  dimensioni senza la spinta &ldquo;reticolare&rdquo; di questo movimento, che  attraverso le centinaia di concerti, i corsi di ballo,  gli eventi  culturali che si svolgono in continuazione in tantissimi centri grandi e  piccoli d&rsquo;Italia e d&rsquo;Europa, svolge un efficacissimo, capillare,  instancabile e gratuito lavoro di promozione e marketing territoriale. <br />
A fronte di questa straordinaria ricchezza e vivacit&agrave;, da parte delle  istituzioni non &egrave; stata ancora messa in campo una politica organica e  coerente di sostegno al movimento musicale (nonostante gli indiscutibili  passi in avanti fatti in questi anni, a partire dalle risorse molto pi&ugrave;  ingenti destinate dall&rsquo;ente regione a diverse iniziative di settore),  che ne riconosca le peculiarit&agrave; - che sono solo in parte riconducibili  alle altre forme di spettacolo dal vivo - e che contempli interventi  sistematici anche nei campi della ricerca, della didattica musicale,  della costruzione degli strumenti tradizionali, delle pubblicazioni  specializzate, del sostegno agli artisti e alla produzione discografica,  degli archivi e delle biblioteche a tema e cos&igrave; via. Con la dovuta  attenzione al problema pi&ugrave; urgente, quello della creazione di strutture  diffuse per la conservazione e la fruizione della &ldquo;memoria sonora&rdquo; della  Puglia, a partire dal grande patrimonio costituito dalle &ldquo;registrazioni  sul campo&rdquo;, effettuate nei decenni scorsi da importanti ricercatori  (tra i pi&ugrave; noti <strong>Alan Lomax</strong>, <strong>Diego Carpitella</strong>, <strong>Roberto Leydi</strong>)  interpellando direttamente gli &ldquo;esecutori tradizionali&rdquo;, che  costituiscono una documentazione fondamentale sulle forme reali della  musica di tradizione orale del nostro territorio, la cui conoscenza  approfondita &egrave; imprescindibile per ogni operazione artistica che non sia  solo banale &ldquo;mercificazione&rdquo; o un effimero seguire le mode del momento.<br />
Questa proposta di Legge regionale - che ho scritto prendendo spunto da  analoghe esperienze di altre regioni, e che deriva da una ampia  discussione fra alcuni operatori del settore (partita nell&rsquo;ormai lontano  febbraio 2004 da un convegno organizzato ad <strong>Alessano </strong>dalla Web-Community <a href="http://www.pizzicata.it">www.pizzicata.it</a>)  - ha l&rsquo;obiettivo di completare il complesso delle politiche pubbliche  in opera nella nostra regione, che finora si sono concentrate  soprattutto nella costruzione di grandi eventi spettacolari, prevedendo  in particolare misure di sostegno al mondo degli operatori di base, che  si occupano attivamente della tutela e della valorizzazione delle  musiche e delle danze &ldquo;di tradizione orale&rdquo; (musicisti, danzatori,  costruttori di strumenti tradizionali, ricercatori, insegnanti, editori  specializzati ecc), riprendendo in questo lo spirito profondo della  Convenzione Unesco sul &ldquo;patrimonio immateriale&rdquo;.<br />
Si intende cos&igrave; dotare la Puglia, anche in questo settore cos&igrave;  importante e strategico, di strumenti operativi all&rsquo;altezza delle  pulsioni culturali, artistiche e creative che la attraversano e che  sempre di pi&ugrave; la caratterizzano come una straordinaria &ldquo;isola sonante&rdquo;.</font></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><strong>Una legge per la tradizione musicale pugliese</strong></em><br />
di <font color="#ff0000"><strong>Sergio Blasi</strong></font><br />
Non ho mai pensato alla musica di tradizione come a qualcosa di marginale legato<br />
al tempo libero, utile a riempire momenti di convivialit&agrave; e di festa. La musica di<br />
tradizione, la danza, la musica popolare, le ho sempre intese come il segno<br />
genetico di una terra, di un popolo, le radici profonde di un territorio che grazie a<br />
questa identit&agrave;, a questa specificit&agrave;, &egrave; in grado di stare nella globalizzazione in<br />
maniera pi&ugrave; stabile, con meno insicurezze e malesseri. Non &egrave; mai stato il folklore<br />
una cartolina da consegnare a comitive di turisti attratti dalla magia esotica di una<br />
terra come la Puglia, ma come lo straordinario sapere di un popolo. Dunque la<br />
tradizione non come un&rsquo;ingessatura, una palla al piede, un ostacolo, non catene<br />
strette che ti tengono legate al passato, ma un repertorio di soluzioni, un<br />
portafoglio in grado di segnare in questo tempo confuso e intricato un modello di<br />
sviluppo dove la sostenibilit&agrave; dell&rsquo;ambiente si lega alla storia e alla vicenda di un<br />
popolo, di una terra, dei suoi beni da mettere al servizio della sua crescita, del suo<br />
sviluppo, del suo benessere. La Puglia di oggi &egrave; stata fortemente segnata dal<br />
ritorno del folk revival dai gruppi della riproposta che da Carpino al Salento e agli<br />
organetti di Villa Castelli ne hanno raccontato all&rsquo;Italia e al mondo la sua<br />
fisionomia, il suo profilo, dediti all&rsquo;investimento sull&rsquo;innovazione, sulla ricerca,<br />
sull&rsquo;invenzione creativa. Oggi tutto questo non pu&ograve; essere consegnato allo spirito<br />
volontario e all&rsquo;abnegazione di colti e tenaci operatori, di musicisti appassionati,<br />
di amministratori locali lungimiranti e preparati; le istituzioni devono saper<br />
cogliere l&rsquo;opportunit&agrave; di questo scrigno prezioso, frutto del lavoro volontario e di<br />
tante energie, sapendolo riconoscere, promuovere, valorizzare e tutelare<br />
.La legge che ho presentato (con l&rsquo;indispensabile lavoro di consulenza e scrittura<br />
di Vincenzo Santoro e le elaborazioni teoriche ed erudite di Sergio Torsello)<br />
punta alla tutela e alla valorizzazione di un elemento fondamentale del patrimonio<br />
culturale e &ldquo;immateriale&rdquo; della Puglia, quello connesso alle musiche e alle danze<br />
tradizionali, che negli ultimi anni ha costituito anche un importante fattore di<br />
promozione, sia in Italia che all&rsquo;estero, dell&rsquo;immagine della Regione -<br />
unanimemente riconosciuta come la &ldquo;patria elettiva&rdquo; della musica tradizionale -<br />
producendo anche significative ricadute in tema di attrazione turistica.<br />
Con questo intervento normativo, la Regione, in accordo con le disposizioni della<br />
Convenzione dell&rsquo;Unesco sulla salvaguardia dei patrimoni immateriali, approvata<br />
a Parigi il 17 ottobre 2003 e ratificata dal Parlamento Italiano con legge n. 167 del<br />
27 settembre 2007, vuole mettere in campo una serie di interventi rivolti al<br />
sostegno dell&rsquo;insieme variegato di soggetti che, a vario titolo (associazioni<br />
culturali, gruppi musicali, case editrici specializzate, enti locali ecc.) operano sul<br />
territorio con iniziative di salvaguardia e promozione delle musiche e delle danze<br />
tradizionali.<br />
Particolare attenzione viene data al problema della salvaguardia della &ldquo;memoria<br />
musicale&rdquo;, attraverso il sostegno alla ricerca e alla pubblicazione di &ldquo;documenti<br />
originali&rdquo;, cio&egrave; delle registrazioni delle performance degli anziani cantori, i veri<br />
depositari di saperi musicali che sono quasi del tutto attinenti alla tradizione orale,<br />
e alla realizzazione di una rete di archivi multimediali dove questo straordinario<br />
patrimonio possa essere conservato e fruito dalla collettivit&agrave;.<br />
Ritengo poi molto significativi gli specifici interventi previsti a favore delle<br />
iniziative che, tramite lo strumento della musica, promuovono l&rsquo;immagine della<br />
cultura pugliese in altre Regioni e Paesi. Credo infatti che queste attivit&agrave; (concerti,<br />
iniziative culturali, corsi di danza ecc) costituiscano un efficacissimo (anche<br />
perch&eacute; fortemente mirato) strumento di promozione territoriale, a favore di un<br />
turismo culturale attento ai valori del territorio.<br />
In conclusione, ritengo che il testo di legge rappresenti una straordinaria novit&agrave;<br />
per l Regione Puglia: le istituzioni, in maniera convinta e concreta, si fanno carico<br />
di riconoscere il valore di uomini e donne che per la loro condizione sociale ed<br />
economica non avevano trovato posto nella storia.</font></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<div align="justify"><strong><em><font size="3" face="Arial" color="#000000">L'uso pubblico della cultura popolare in Puglia</font></em></strong><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">di <font color="#ff0000"><strong>Sergio Torsello</strong></font></font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">&ldquo;La taranta pizzica ancora, ma il suo morso fa fare salti di gioia&rdquo;. Con questa</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">battuta fulminante, capace di condensare in poche righe un intero universo di</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">senso e al tempo stesso un radicale mutamento di paradigma, l&rsquo;antropologo</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">Marino Niola apriva nell&rsquo;estate scorsa sul &ldquo;Venerd&igrave;&rdquo; di Repubblica una raffinata</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">riflessione a cinquant&rsquo;anni dalla pubblicazione del libro pi&ugrave; noto di Ernesto De</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">Martino, <em>La Terra del rimorso</em>. Questa severa monografia antropologica, a lungo</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">ignorata nel panorama accademico italiano, agli inizi degli anni &rsquo;90 &egrave; diventata</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">una potente risorsa simbolica cui si sono ispirate nuove pratiche reiventive di</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">tradizioni locali da tempo in disuso (come la musica e la danza), dando origine ad</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">uno dei fenomeni socioantropologici pi&ugrave; interessanti tra quelli emersi sulla scena</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">mondiale negli ultimi quindici anni. Un movimento giovanile informale, fluido,</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">&ldquo;interstiziale&rdquo;, come lo definisce Piero Fumarola, ha individuato proprio nella</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">musica tradizionale una via privilegiata per un nuovo senso di appartenenza e un</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">ritrovato amor loci trasformando in breve il Salento in una sorta di &ldquo;patria</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">culturale&rdquo;, un esempio da imitare nel campo della valorizzazione dei patrimoni</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">tradizionali. La stessa Notte della Taranta, l&rsquo;evento pi&ugrave; eclatante di questo</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">fermento culturale, non solo nasce in questo contesto appena accennato , ma</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">addirittura ne costituisce il prodotto pi&ugrave; emblematico. Non &egrave; il caso in questa sede</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">di ripercorrere la storia di un fenomeno sul quale esiste ormai una abbondante</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">letteratura (locale e accademica). Ma alcuni dati oggettivi vanno almeno</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">sottolineati. Tra i tanti meriti del &ldquo;movimento&rdquo; che sostiene il revival salentino</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">della pizzica uno mi sembra particolarmente importante, quello di aver aperto un</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">dibattito ( talvolta anche acceso ) su un tema cruciale: l&rsquo;&rdquo;uso pubblico della</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">cultura popolare&rdquo;, per usare una felice espressione di Fabio Dei, ossia &ldquo;l&rsquo;uso della</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">cultura popolare all&rsquo;interno di politiche territoriali di tutela e valorizzazione del</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">patrimonio etnografico e delle identit&agrave; locali&rdquo;. A distanza di anni, tuttavia, gli esiti</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">di quel dibattito sono ancora aperti, non si sono tradotti com&rsquo;era logico attendersi</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">in un nuovo linguaggio e in una nuova pratica politica capace di valorizzare gli</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">aspetti positivi di tali processi, pensiamo su tutti alla domanda di tutela dei &ldquo;beni</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">comuni&rdquo; emersa con forza in questi anni nelle pratiche politiche adottate dal</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">&ldquo;movimento&rdquo; (la cura delle risorse naturali e del patrimonio culturale, ma</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">aggiungerei anche la memoria e il sapere critico come suggerisce il recente bel</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">&ldquo;manifesto&rdquo; dei beni comuni di Ugo Mattei). Molti importanti risultati sono stati</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">raggiunti in questi anni in termini di marketing territoriale, di ricaduta economica,</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">di creazione di nuovo capitale sociale, e certo non sono mancati ingenti</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">investimenti pubblici a favore dei grandi eventi di spettacolo come la Notte della</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">Taranta e, sia pur in misura minore la Focara di Novoli, la Festa di San Rocco a</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">Torrepaduli, il Folk Festival di Carpino sul Gargano. Ma paradossalmente la</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">cultura popolare sembra oggi quasi espunta dal dibattito locale. Rimane l&rsquo;unanime</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">riconoscimento dell&rsquo;importanza dei grandi attrattori turistici. Ma il ruolo del</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">patrimonio tradizionale, nel quadro delle politiche della cultura locali,che pure nel</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">corso degli anni si era guadagnato uno spazio di riconoscibilit&agrave; pubblica, sembra</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">oggi relegato in una posizione pi&ugrave; defilata, se non addirittura marginale. Questa</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">proposta di legge di tutela della musica di tradizione orale pugliese contiene</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">dunque molti motivi di interesse. Se da un lato colloca la Puglia al livello delle</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">pi&ugrave; avanzate esperienze legislative regionali in materia di tutela dei patrimoni</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">immateriali, dall&rsquo;altro sposta il focus dell&rsquo;attenzione dalle iniziative di spettacolo</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">alle attivit&agrave; di ricerca e documentazione ponendosi di fatto come una nuova</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">opportunit&agrave; di dialogo tra il mondo istituzionale e il multiforme universo degli</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">operatori di settore.</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">In questa nuova fase infatti alle istituzioni locali spetta un compito fondamentale</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">di connessione, di facilitazione e di sostegno non solo alle eccellenze emerse in</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">questi anni ma anche alla pluralit&agrave; dei soggetti impegnati nel settore. Solo cos&igrave;,</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">forse, la fertile primavera pugliese, nella quale tanta parte ha avuto il movimento</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">di riscoperta della musica tradizionale salentina, non si risolver&agrave; in un&rsquo;altra</font><br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000">bruciante occasione mancata.</font></div>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000"> <br />
<br />
</font></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=671]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=671</guid>
	<dc:date>2012-04-26T08:06:11+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Fermiamo la nuova 275 a Montesano]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p><font size="3"><img width="250" height="250" align="left" alt="" src="/public/dblog/image/logo_per_web.jpg" /></font><font size="3"><font color="#000000"><em>A Montesano il 25 aprile dalle ore 9 un grande raduno contro la strada ecomostro che distrugger&agrave; la bellezza del Capo di Leuca</em><br />
Hanno aderito:</font> <font color="#ff0000"><strong>Robba de Smuju</strong></font>, <font color="#ff0000"><strong>Livio Romano</strong></font>, <font color="#ff0000"><strong>Paolo Pisanelli</strong></font>, <font color="#ff0000"><strong>Omar Di Monopoli</strong></font><font color="#000000">,</font> <font color="#ff0000"><strong>Enza Pagliara e le Zie</strong></font>, <font color="#ff0000"><strong>Anna Cinzia Villani</strong></font>, <font color="#ff0000"><strong>Officina Zo&egrave;</strong></font>, <font color="#ff0000"><strong>Claudio Cavallo</strong></font>, <font color="#ff0000"><strong>S</strong><strong>alvatore Brigante</strong></font>, <font color="#ff0000"><strong>Silvia Lodi</strong></font>, <font color="#ff0000"><strong>Insintesi Dub</strong></font>, <font color="#ff0000"><strong>Lara Savoia</strong></font>, <font color="#ff0000"><strong>Giuseppe Cristaldi</strong></font>, <font color="#ff0000"><strong>Ibn Kalb</strong></font>, <font color="#ff0000"><strong>Mario Carparelli</strong></font>, <font color="#ff0000"><strong>Daniele Gabriele</strong></font> <font color="#000000">e tanti altri. Coordina</font> <font color="#ff0000"><strong>Mauro Marino</strong></font><font color="#000000">, direttore de Il Paese Nuovo<br />
<br />
L'osceno coacervo di interessi bipartizan (anzi, tripartizan...) che sta alla base del progetto dell'ecomostro <strong>SS 275 Maglie Leuca</strong> sta gradualmente venendo fuori, e, con le ultime rivelazioni sulle modalit&agrave; di aggiudicazione dell'appalto, incredibilmente la realt&agrave; sembra superare la fantasia. </font> </font><font size="3" color="#000000">Come spiega il comitato SOS 275,  "La <strong>Igeco</strong>, fresca di condanna in primo grado a Milano per corruzione, si &egrave; aggiudicato l'appalto per il progetto esecutivo e la realizzazione della nuova 275. Ha vinto in cordata con la <strong>Ccc</strong> di Bologna, ossia le cooperative rosse gi&agrave; impegnate nella Tav, il cui vice presidente &egrave; indagato dalla Procura di Monza per il giro di tangenti sull'area ex Falck di Sesto San Giovanni (2,4 mln di euro) e in gruppo <strong>Intini</strong> di Noci. <strong>Enrico Intini</strong> &egrave; indagato dalla procura di Bari per turbativa d'asta nel settore della Sanit&agrave; e anche lui &egrave; coinvolto nel "Sistema Sesto" su cui indaga la Procura di Monza. Questa triade riunita in Ati ha vinto la gara d'appalto con un ribasso d'asta del 46%, tradotto: la 275 pu&ograve; essere realizzata con quasi met&agrave; dell'importo".<br />
Per contrastare questo scempio del territorio e delle regole</font><font size="3" color="#000000"> a</font><font size="3" color="#000000"> Montesano </font><font size="3" color="#000000">si festegger&agrave; il 25 aprile con un grande esercizio di democrazia e di partecipazione... tutti coloro che hanno a cuore il destino della nostra terra sono invitati.</font></p>
<p><font size="3"><font color="#000000">Per maggiori info sull'evento e sulla storia dell'ecomostro ss 275:</font> <a href="http://www.sos275.it">www.sos275.it</a></font></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=699]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=699</guid>
	<dc:date>2012-04-24T17:54:07+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Nel dono della voce]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p><font size="4" face="Arial" color="#000000"><em><img height="448" width="269" align="left" src="/public/dblog/image/acvll.jpg" alt="" /></em></font><font size="4" face="Arial" color="#000000"><font color="#993300"><em><strong>Fimmana, mare e focu!</strong></em></font> di <strong><font color="#ff0000">Anna Cinzia Villani</font> </strong>e<strong> <font color="#ff0000">Macurano Orchestra</font></strong> da <font color="#ff0000"><strong>AnimaMundi</strong></font><br />
<em>La voce antica, si e&#768; riempita di sfumature e di storie, ha assorbito le cellule vitali di un archivio sonoro fatto di voci, di esperienze e di singhiozzi... Di tempo trascorso ad ascoltare...</em><br />
di <strong>Luisa Ruggio</strong><br />
da <a href="http://www.ilpaesenuovo.it">Il Paese Nuovo</a> del 21 aprile 2012<br />
<br />
Quando ero alle elementari, la parola &ldquo;ricerca&rdquo; mi faceva venire i brividi: si trattava di aprire la cassapanca di mia madre e scavare tra scampoli di stoffe lise, lenzuola ricamate a mano, lettere tenute insieme da un nastro di raso azzurro e vecchi libri di scuola, i suoi. Il profumo di quella carta era saturo come le arance, quando raggiungono il massimo grado di maturazione e si staccano dal ramo, rotolando nei giardini segreti. Non avevamo una vera enciclopedia in casa, eppure quelli erano gli anni delle enciclopedie comprate a rate dai commessi viaggiatori, uomini di mezza eta&#768; che bussavano alla porta mentre si cuoceva il ragu&#768;, si toglievano il cappello e spiegavano l&rsquo;importanza di uno strumento di ricerca diviso in volumi illustrati. Il fatto e&#768; che mia madre aveva ereditato un cospicuo numero di libri scappando di casa a diciotto anni, mia nonna glieli aveva tirati dietro appena la rivide: quei libri erano quanto di piu&#768; lussuoso si fosse mai concessa, rompendo con la tradizione degli antenati analfabeti che si contentavano di tramandarsi storie del cuscino da raccontare vicino al fuoco e rimedi magici contro il mal d&rsquo;amore e i fascini.<br />
Durante l&rsquo;adolescenza, mia madre era riuscita a riempire interi scaffali da cucina coi libri dalla copertina azzurra che la Mondadori mandava in edicola per poche lire, mentre la sua collezione si arricchiva, mia nonna cercava altri posti per i mortai, i barattoli, i macini. Tra i libri che presero spazio c&rsquo;era anche un&rsquo;enciclopedia a colori, una specie di antesignana de I Quindici, l&rsquo;enciclopedia per ragazzi che spopolo&#768; negli anni Settanta. Quando la maestra dettava i compiti per il giorno dopo e si soffermava sulla parola &ldquo;ricerca&rdquo;, sapevo che avrei trascorso il pomeriggio tuffandomi a capofitto in quei volumi dai bordi ingialliti. E quando quei libri non rispondevano ai miei interrogativi e la ricerca risultava vaga, tormentavo tutti quelli che mi capitavano a tiro, con le mie domande su questo o quello. Era un modo di fermare con un gesto ultimo tutto quello che alla ricerca cercava di sottrarsi, scivolando nell&rsquo;oblio, un angolo temporale pieno di cose smarrite.<br />
Chi cerca in quell&rsquo;angolo per fare i compiti del giorno dopo e&#768; uno scolaro, chi cerca in quell&rsquo;angolo tutta la vita e&#768; un palombaro. Se penso a un palombaro salentino, mi viene in mente <font color="#ff0000"><strong>Anna Cinzia Villani</strong></font> - cantante, danzatrice, tamburellista e ricercatrice - e penso a che cosa deve essere stata la sua ricerca paziente dei suoni e dei canti della tradizione musicale popolare, un tessuto sonoro trasmesso da donne che sono diventate centenarie, con le loro facce del secolo scorso ereditato da ritratti color seppia, dagherrotipi, camei. <font color="#ff0000"><strong>Anna Cinzia Villani</strong></font> ha fatto della ricerca sul campo la sua ragion d&rsquo;essere, ha cominciato bussando alla porta dei cantori popolari che da tempo si erano chiusi in un silenzio mnemonico, mossi dal rifiuto di rinvangare i tempi di una miseria endemica, i canti che lei gli chiedeva di ricordare, infatti, erano la cifra della fatica di vivere. Durante le feste e i raduni, lo spirito di quegli uomini si ravvivava come la brace e lei poteva attingere a piene mani, con un piccolo registratore e un orecchio raffinato. Erano gli anni Novanta, anni in cui il fermento della riscoperta delle vecchie tradizioni musicali nasceva da una costola degli anni Settanta, quando gruppi ancora attivi, come il <font color="#ff0000"><strong>Canzoniere Grecanico Salentino</strong></font>, si rimboccarono le maniche per salvare quello che poi da altri sarebbe stato travisato.<br />
Da allora, la voce antica di <font color="#ff0000"><strong>Anna Cinzia Villani</strong></font>, si e&#768; riempita di sfumature e di storie, ha assorbito le cellule vitali di un archivio sonoro fatto di singhiozzi, improvvisazioni, scarno, privo di arrangiamenti artefatti. La sua ricerca e la sua voce sono un dono per il Salento, nel senso piu&#768; poetico del termine: questa artista ha conquistato la scena dopo aver parlato con le nostre nonne, depositarie di ore leggendarie, intagliate nella stessa sostanza dei loro canti che ci parlano delle calde esalazioni dei gerani, delle corti in cui si arrampicava l&rsquo;amore, dell&rsquo;alba sui binari sovraccarichi di partenze senza ritorno, dei grilli stonati nell&rsquo;aria di una serenata, dell&rsquo;odio per la terra e dei capricci del destino. Da poco e&#768; uscito il nuovo lavoro di <font color="#ff0000"><strong>Anna Cinzia Villani </strong></font>e <font color="#ff0000"><strong>MacuranOrchestra</strong></font>, si tratta del disco <font color="#993300"><strong><em>Fimmana, mare e focu!</em></strong></font>, promosso da <strong>AnimaMundi</strong>: un percorso nuovo, che racconta il Salento al femminile ma da una prospettiva diversa, non piu&#768; quindi attraverso lo sguardo dell&rsquo;uomo innamorato. A parlare, nelle tracce che compongono il disco - a firmarne la direzione musicale e&#768; un altro grandissimo della scena musicale contemporanea, <font color="#ff0000"><strong>Valerio Daniele</strong></font> - sono donne dall&rsquo;erotismo ironico e disperato, &ldquo;femmine&rdquo; che hanno mancato il loro destino come l&rsquo;autrice sottolinea nelle liriche <font color="#993300"><em>Luntananza</em></font> e <font color="#993300"><em>Tridici stelle</em></font>. La forza della musica popolare si combina con arrangiamenti che sono capolavori.<br />
L'apertura e&#768; un sentito omaggio al compianto <font color="#ff0000"><strong>Piero Milesi</strong></font>. <font color="#993300"><em>I&#768;jo pucane&#768;</em></font>, brano dal sapore molto diverso dal resto del disco, il cui testo e&#768; stato scritto da <font color="#ff0000"><strong>Gianni De Santis</strong></font>, fu arrangiato dal maestro Milesi per la voce della Villani e divenne la sigla di apertura de <font color="#ff0000"><strong>La Notte della Taranta</strong></font> del 2001. Il packaging, in carta riciclata, ospita in copertina un particolare di <em>Scarpette rosse</em> (2006), un&rsquo;opera di carta di <font color="#ff0000"><strong>Teresa Ciulli</strong></font> (<a href="http://www.teresaciulli.blogspot.com">teresaciulli.blogspot.com</a>), mentre il libretto interno di sedici pagine contiene le traduzioni in italiano e in inglese di tutti i testi. Tra i musicisti, oltre alla Villani (voce e tamburello), compaiono <font color="#ff0000"><strong>Annamaria Bagorda</strong></font> (organetto), <strong><font color="#ff0000">V</font><font color="#ff0000">ito De Lorenzi</font></strong> (batteria etnica, tamburello, percussioni), <font color="#ff0000"><strong>Valerio Daniele</strong></font> (chitarra acustica, direzione musicale), <font color="#ff0000"><strong>Giorgio Vendola</strong></font> (contrabbasso), Daniele Girasoli (voce, violino, armonica, marranzano), <strong><font color="#ff0000">G</font><font color="#ff0000">iorgio Distante</font></strong> (tromba), <font color="#ff0000"><strong>G</strong><strong>aetano Carrozzo</strong></font> (trombone). Cosi&#768;, in questo implacabile passaggio alla maturita&#768;, <font color="#ff0000"><strong>Anna Cinzia Villani</strong></font> ci consegna la ricerca di una vita che ha tentato di risalire, con successo, l&rsquo;albero di una genealogia musicale che culmina in un ignoto punto della nostra storia.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><font size="4" face="Arial" color="#000000">per leggere la recensione del cd scritta da Vincenzo Santoro cliccare <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=702">qui</a></font></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=698]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=698</guid>
	<dc:date>2012-04-24T08:58:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'Archivio Sonoro Pugliese su Rai3]]></title>
	<description><![CDATA[<iframe src="http://player.vimeo.com/video/40394741?title=0&byline=0&portrait=0" width="400" height="225" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe><p><a href="http://vimeo.com/40394741">Tgr Puglia Il Settimanale 14 aprile 2012 - Archivio Sonoro Pugliese</a> from <a href="http://vimeo.com/user7246464">Carpino Folk Festival</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<div align="justify">
<p> </p>
<p><font size="3" color="#000000">Ecco l'ampio servizio realizzato sull'<a href="http://www.archiviosonoro.org/puglia">Archivio Sonoro Pugliese</a>, ospitato a Bari presso la <strong>Cittadella della Cultura</strong>, realizzato da <font color="#ff0000"><strong>Nicolai Ciannamea</strong></font> per il Settimanale del Tg Regionale, e trasmesso sabato 14 aprile 2012. Vengono descritti gli obiettivi e i contenuti dell'<font color="#800000"><strong>Archivio</strong></font>, con una rassegna dei  materiali pi&ugrave; significativi, dal <em>Sentite Buona Gente</em> di <font color="#ff0000"><strong>Roberto Leydi</strong></font> a <em>Il Messia</em> di <font color="#ff0000"><strong>Luigi Di Gianni</strong></font>, dalla documentazione sul canto sociale nel <strong>Tavoliere</strong> proveniente dal fondo di <font color="#ff0000"><strong>Giovanni Rinaldi</strong></font> fino alle apparizioni televisive di <font color="#ff0000"><strong>Matteo Salvatore</strong></font>, per arrivare alle vastissime testimonianze sul tarantismo e la tradizione musicale salentina, con un riferimento particolare alla documentazione sull'esperienza dell'Odin Teatret di Eugenio Barba in alcuni paesini del Salento (1974), in cui venne sperimentata la formula del "baratto culturale" fra il gruppo teatrale danese e i cntadini del luogo. Uno straordinario "tesoro culturale", ora finalmente a disposizione degli appassionati e degli studiosi.<br />
<br />
Per maggiori info sul progetto dell'Archivio cliccare <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/storico.asp?s=Archivio+sonoro+della+Puglia">qui</a></font></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=696]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=696</guid>
	<dc:date>2012-04-21T09:45:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento. Il cd/libro]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font size="3" face="Arial"><img width="249" height="347" align="left" alt="" src="/public/dblog/image/memorie.jpg" /></font><font size="3" face="Arial"><font size="4" color="#993300"><strong>Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento</strong></font><br />
<font color="#000000">a cura di</font> <font color="#ff0000"><strong>Vincenzo Santoro</strong></font><font color="#000000">, libro con cd audio, Squilibri editore</font></font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">Nell'intreccio di musica tradizionale e racconto orale, un viaggio nella memoria del lavoro nel Salento della prima met&agrave; del Novecento, dalla "rivolta di Tricase" del 15 maggio 1935, con la feroce repressione di una manifestazione di piazza delle tabacchine dello stabilimento "Acait", all'occupazione del feudo d'Arneo nel 1949-51, la pi&ugrave; eclatante delle azioni intraprese dal movimento sindacale e contadino.</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
Attraverso la viva voce dei protagonisti e un ricco apparato di immagini, si delinea cos&igrave; un vivido spaccato su un'indimenticabile stagione di lotte sociali che, nel cd allegato, restituisce all'ascolto anche la ruvida materialit&agrave; di canti e musiche di straordinaria bellezza ma ricolmi di aneliti di riscatto, di cui si &egrave; perso persino il ricordo nelle levigate operazioni di riproposta dei repertori popolari salentini.<br />
<br />
Nel cd<br />
<strong>Vincenzo Santoro</strong>, <strong>Anna Cinzia Villani</strong>: voci narranti<br />
<strong>Anna Cinzia Villani</strong>: voce, organetto diatonico, tamburello<br />
<strong>Daniele Girasoli</strong>: voce, tamburelo, cucchiai, cupa-cupa, armonica a bocca<br />
<strong>Maria Mazzotta</strong>: voce, tamburello<br />
<strong>Enrico Noviell</strong>o: voce, chitarra, chitarra battente, tamburello</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"></font></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">recensioni: </font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000"><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=599"><em>Il Salento cantato e raccontato</em></a>, di <strong>Viviana Leo</strong>, da Qui Salento, febbraio 2011</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000"><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=611"><em>Memorie della terra su Folk Geneticamente Modificato</em></a>, di <strong>Luca Ferrari</strong>, 19 febbraio 2011</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000"><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=610"><em>Il Salento di lavoro e di lotta</em></a>, di <strong>Gino L. Di Mitri</strong>, da La Gazzetta del Mezzigiorno, 21 marzo 2011</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000"><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=668"><em>La taranta magica di Sanguineti</em></a>, di <strong>Michele Fumagallo</strong>, da Alias, inserto culturale del manifesto, 29 ottobre 2011<br />
</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial"><font color="#000000">cliccando</font> <a href="http://www.squilibri.it/libri/interferenze/memorie-della-terra-312.html">qui</a> <font color="#000000">si pu&ograve; ascoltare il brano "Le tabbacchine di Aradeo" sulla pagina delle edizioni Squilibri</font></font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial"><font color="#000000">maggiori info sullo spettacolo (con foto e video) si possono trovare invece qui: </font><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=347">www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=347</a></font></p>
<p align="justify"><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=347"><font size="3" face="Arial" color="#000000">per ordinare il libro: </font></a><font size="3" face="Arial" color="#000000"><a href="mailto:vincenzo_santoro@hotmail.com">vincenzo_santoro@hotmail.com</a>, oppure Squilibri, 06.44340148; info@squilibri.it; <a href="http://www.squilibri.it/">www.squilibri.it</a></font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">oppure Libreria Idrusa di Alessano (Le), 0833.781747, <a href="http://www.libreriaidrusa.it/">www.libreriaidrusa.it,</a> <a href="mailto:libreriaidrusa@libero.it">libreriaidrusa@libero.it</a></font></p>
<p> </p>
<p><font color="#000000"><font size="3"><font face="Arial">qui un bel video in cui Daniele Girasoli ci racconta dello spettacolo:</font></font></font></p>
<p> </p>
<p><iframe width="420" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="" src="http://www.youtube.com/embed/axI7GR8EO6M"></iframe></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=550]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=550</guid>
	<dc:date>2012-04-19T02:57:12+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Athanasius Kircher e il tarantismo nella cultura meridionale ]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><font size="3" color="#000000">di <strong>Francesco Barreca</strong><br />
da <a href="http://www.ilvizzarro.it/athanasius-kircher-e-il-tarantismo-nella-cultura-meridionale.html">Il Vizzarro.it</a>, 30 marzo 2012<br />
<br />
Ne</font><font size="3" color="#000000"><img height="305" width="197" align="left" src="/public/dblog/image/154px-Athanasius_Kircher.jpg" alt="" /></font><font size="3" color="#000000">ll'importante saggio del 1961 <font color="#993300"><em>La terra del rimorso</em></font>, recentemente ripubblicato da Feltrinelli, <font color="#ff0000"><strong>Ernesto De Martino</strong></font> individua nel gesuita tedesco <font color="#993300"><strong>Athanasius Kircher</strong></font> (1602-1680) uno dei primi autori ad affrontare in maniera sistematica il tema del tarantismo nella cultura meridionale e in particolare salentina. Egli, scrive De Martino, &laquo;per esser spesso ingenuamente partecipe rispetto alle tradizioni locali, ha finito per conservarci sul fenomeno culturale del tarantismo molto di pi&ugrave; di quanto non abbiano fatto medici e naturalisti&raquo;.<br />
</font><font size="3" color="#000000">Singolare figura di poligrafo dedito agli studi pi&ugrave; vari e disparati -dalla geologia alla matematica, dall'architettura alla crittologia, dalla botanica alle lingue asiatiche e ai geroglifici- Kircher nutre un profondo interesse nei confronti della musica. Come diversi intellettuali suoi contemporanei (<strong>Johannes Kepler</strong>, <strong>Robert Fludd</strong>, <strong>Marin Mersenne</strong>, solo per citarne alcuni), anche Kircher &egrave; convinto che l'ordine del mondo abbia carattere sostanzialmente musicale; nella sua opera principale dedicata all'argomento, la <font color="#993300"><em>Musurgia Universalis</em></font> (1650), egli rappresenta infatti Dio come &quot;un musico supremo&quot; che, accordando e suonando un organo a canne, aveva creato il cosmo e determinato la disposizione armonica dei suoi elementi.<br />
Non &egrave; nella <font color="#993300"><em>Musurgia Universali</em><em>s</em></font>, tuttavia, che Kircher tratta estesamente del tarantismo (sebbene vi sia una sezione ad esso dedicata nel libro IX), n&eacute; nella <em><font color="#993300">Phonurgia nova</font></em> (1673, dove pure vi sono diversi cenni), bens&igrave; nel <font color="#993300"><em>Magnes sive de arte magnetica</em></font>, pubblicato nel 1641, nove anni prima della Musurgia, e dedicato al magnetismo inteso nella sua accezione pi&ugrave; generale.<br />
Le propriet&agrave; magnetiche di alcuni minerali erano ben note gi&agrave; agli antichi, e nel Medioevo e Rinascimento avevano attirato l'attenzione di quei filosofi pi&ugrave; inclini ad interpretare le dinamiche naturali in termini di simpatia/antipatia tra gli enti (ad esempio <strong>Pietro Peregrino</strong>, <strong>Girolamo Fracastoro</strong>, <strong>Giambattista Della Porta</strong>), ma fu solo con la pubblicazione del <font color="#993300"><em>De magnete</em></font> di <strong>William Gilbert</strong>, nel 1600, che le conoscenze intorno ai fenomeni magnetici furono organizzate in un corpus organico e sperimentalmente corroborato. Nella sua opera Gilbert non solo dimostrava che la Terra stessa era un enorme magnete, ma suggeriva anche l'idea che il magnetismo potesse fornire un modello dinamico adeguato per la rappresentazione dei moti celesti, una tesi che fu poi ripresa e approfondita da Kepler nell'<font color="#993300"><em>Astronomia Nova</em></font> (1609).<br />
Nel <font color="#993300"><em>Magnes</em></font>, Kircher si spinge ancora oltre, riconoscendo nel magnetismo un principio universale che lega intimamente tutte le cose create preservando cos&igrave; l'armonia del mondo, come si pu&ograve; evincere dal frontespizio dell'opera, dove intorno all'occhio divino sono disposti il mondo sublunare, quello celeste e l'uomo (il &quot;microcosmo&quot;) reciprocamente connessi da &quot;catene magnetiche&quot; che a loro volta li legano alle diverse scienze ad essi inerenti: omnia nodis arcanis connexa quiescunt. Il magnetismo &quot;elementale&quot; preso in considerazione da Gilbert &egrave; dunque, secondo Kircher, solo una delle possibili manifestazioni di questo principio universale. Oltre ad esso (come spiegato nel III libro del <font color="#800000"><em>Magnes</em></font>, &quot;<font color="#993300"><em>Mundus sive catena magnetica</em></font>&quot;) vi sono infatti le forme del magnetismo vegetale, animale, medicinale, musicale e dell'amore.<br />
Il caso del <font color="#ff0000"><strong>tarantismo </strong></font>e della relativa cura per mezzo della musica rientra per Kircher all'interno del magnetismo musicale, e riveste particolare importanza perch&eacute; collega quest'ultimo al magnetismo medicinale e a quello animale. Secondo Kircher, il <font color="#ff0000"><strong>morso della tarantola </strong></font>trasmette all'essere umano un veleno che si va ad annidare nelle profondit&agrave; delle fibre muscolari. Tale veleno &egrave; dotato del medesimo magnetismo della tarantola, la cui principale caratteristica &egrave; quella d'esser sensibile al magnetismo musicale: come la tarantola, il veleno &egrave; perci&ograve; attratto da particolari tipi di musica e repulso da altri. Una musica appropriata causa dei movimenti armonici dell'aria che, penetrando nel corpo umano attraverso l'orecchio, affligono lo spirito -il mezzo grazie al quale l'anima tiene in vita il corpo e ne amministra le funzioni. Il movimento armonico &egrave; successivamente trasmesso ai muscoli, dove il veleno, stimolato magneticamente, comincia esso stesso a muoversi e a dirigersi verso la fonte musicale, suscitando nell'ospite una serie di movimenti irrefrenabili che a loro volta, distendendo e riscaldando il corpo, aprono i pori e permettono al veleno di evaporare. Perch&eacute; tutto ci&ograve; avvenga &egrave; tuttavia necessario suonare la musica appropriata, ed &egrave; necessario, in primo luogo, che essa sia adatta a suscitare il calore necessario per dilatare i pori e far evaporare il veleno.<br />
Sin dall'antica tradizione greca, ad ogni specifico modo musicale era stato associato un particolare ethos, un carattere proprio capace di modificare l'intelletto e la volont&agrave;. Per Kircher, &egrave; proprio nei diversi ethoi dei modi musicali si realizzano le diverse forme di magnetismo che suscitano un naturale moto di simpatia/antipatia nell'animo umano e in ultima analisi determinano i diversi stili. Questa dottrina degli affetti, risalente al periodo greco, era stata in gran parte preservata attraverso le successive modificazioni della teoria armonica la quale, dopo le formulazioni di <strong>Tolomeo </strong>e <strong>Boezio </strong>era stata codificata, intorno al IX secolo, nella teoria degli otto modi ecclesiastici: quattro autentici (dorico, frigio, lidio, missolidio) e quattro plagali (ipodorico, ipofrigio, ipolidio, ipomissolidio) ottenuti trasponendo gli autentici alla quarta inferiore. &laquo;L&rsquo;autentico &ndash;scrive <strong>Giovanni Maria Bononcini</strong> nel <font color="#993300"><em>Musico prattico</em></font> (1673)&ndash; ha propriet&agrave; di fugar verso l&rsquo;acuto, &amp; il plagale verso il grave; l&rsquo;autentico (secondo alcuni) &egrave; di natura vivace, &amp; il plagale &egrave; di natura mesta&raquo;. Caratteristiche generali della musica da suonare per guarire il morso della tarantola o <font color="#ff0000"><strong>tarantella </strong></font>sono, secondo Kircher, il modo <font color="#ff0000"><em>frigio </em></font>(scala da mi a mi, con repercussio in do) -tradizionalmente associato ai culti dionisiaci, ai cortei bacchici e alla sfrenatezza- e il modo <font color="#ff0000"><em>ipodorico</em></font>, ad esso affine (da la a la, con repercussio in fa e finalis in re, essendo questo un modo plagale), di carattere pi&ugrave; austero, grandioso e statico. La posizione dei due rispettivi semitoni in queste scale (tra 1&deg; e 2&deg; grado e 5&deg; e 6&deg; nel frigio, tra 2&deg; e 3&deg; e 5&deg; e 6&deg; nell&rsquo;ipodorico) sarebbe all&rsquo;origine, per Kircher, della loro particolare capacit&agrave; di muovere gli affetti e suscitare il movimento nei tarantolati. Al di l&agrave; di queste indicazioni generali, per i <font color="#ff0000"><strong>taranti</strong></font> (suonatori di tarantella) &egrave; comunque fondamentale saper realizzare d'improvviso le necessarie armonizzazioni (in analogia alla pratica corrente del continuo) a partire da un repertorio pi&ugrave; o meno fisso di strutture melodiche semplici, e basandosi sull'osservazione caso per caso dei sintomi presenti nel tarantolato, ricavarne lo specifico temperamento.<br />
Dal punto di vista di Kircher, le propriet&agrave; magnetiche (e terapeutiche) della musica hanno del resto una precisa base fisiologica. La scienza medica del tempo &egrave; infatti ancora largamente fondata sulla dottrina galenica dei 4 umori fondamentali, in base alla quale dalla combinazione (temperamento) di quattro fluidi corporei (sangue, flemma, atrabile o bile gialla, bile nera) dipenderebbe in ultima istanza lo stato di salute del corpo. Quando i fluidi sono ben temperati (eucrasia), il corpo gode di buona salute; quando invece uno di essi prevale sugli altri si verifica una situazione di anormalit&agrave; (discrasia), che pu&ograve; condurre a uno stato patologico; il morso della tarantola altera la giusta proporzione degli umori turbando cos&igrave; il normale temperamento. L'eccesso di sangue, flemma, atrabile o bile nera determina rispettivamente i temperamenti sanguigno, flemmatico, collerico o melancolico, cui sono a loro volta associate le qualit&agrave; naturali di caldo-umido (sanguigno), freddo-umido (flemmatico), caldo-secco (collerico) e freddo-secco (melancolico). I taranti devono essere in grado di riconoscere la specifica discrasia umorale del tarantolato e predisporre la strumentazione adatta alla guarigione. Infatti, spiega Kircher, gli umori freddi (bile nera e flemma), essendo pi&ugrave; lenti e pesanti, rendono necessario tutto il clangore e la forza degli strumenti a percussione; sangue e atrabile, al contrario leggeri e caldi, vengono pi&ugrave; facilmente influenzati dagli strumenti a corde e dai fiati. La possibilit&agrave; di diverse combinazioni di tali strumenti (oltre, naturalmente, al canto) garantisce cos&igrave; un&rsquo;ampia versatilit&agrave; di formazioni per affrontare le pi&ugrave; svariate forme di tarantismo.<br />
Come nel caso dei modi, anche le indicazioni riguardanti la scelta degli strumenti hanno carattere generale e valore puramente orientativo. Diversi tipi di tarantole determinano sintomi differenti in ogni singola persona, cos&igrave; che l&rsquo;efficacia della cura dipende in ultima analisi dalla capacit&agrave; degli esecutori di interpretare i segni e le reazioni del tarantolato contemporaneamente all&rsquo;esecuzione. Sul piano musicale, ci&ograve; si traduce in una certa fluidit&agrave;, se non occasionalit&agrave;, della forma musicale della tarantella: i <strong><font color="#ff0000">taranti </font></strong>devono infatti essere in grado di realizzare continue variazioni melodiche, ritmiche e metriche in funzione della risposta osservata nel tarantolato. Lo scopo &egrave; quello di individuare il modulo musicale &laquo;proporzionato&raquo; al veleno, in un processo che pu&ograve; eventualmente condurre allo sviluppo, nella medesima esecuzione, di variazioni di tempo, spostamenti d&rsquo;accento e modificazioni, anche ad effetto poliritmico, su disegni armonici ostinati in 4/4.<br />
<br />
</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=695]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=695</guid>
	<dc:date>2012-04-02T18:24:10+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Una antica "paiara" per le vacanze salentine]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: justify; font-family: Arial; color: rgb(0, 0, 0);">
<p><img align="left" alt="" style="width: 322px; height: 239px;" src="/public/GetAttachment-4.jpg" /><font size="3">P</font><font size="3">er le vostre vacanze salentine, affittiamo </font><font size="3">a <strong><font color="#ff0000">Marina di Pescoluse</font></strong><span style="color: rgb(255, 0, 0);"> </span>- localit&agrave; della costa jonica, a circa 10 km a nord di <span style="color: rgb(255, 0, 0);">Santa Maria di Leuca<span style="color: rgb(0, 0, 0);"> - </span></span></font><font size="3">un'antica &quot;<span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;">paiara</span>&quot; (nome un po' impropriamente tradotto nell'italiano &quot;<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">trullo</span>&quot;), pittoresca costruzione in conci di pietra calcarea, </font><font size="3">situata su una collina a poche centinaia di metri dalle bellissime spiagge, che la gente del posto chiama &quot;<font color="#ff0000"><em>Maldive</em></font>&quot; (la localit&agrave; ha avuto moltissimi prestigiosi riconoscimenti: la <font color="#0000ff"><strong>Bandiera Blu</strong></font> che certifica la qualit&agrave; dei servizi e la limpidezza delle acque - confermata anche per il 2012 -, le <font color="#0000ff"><strong>tre vele</strong></font> della <strong>Guida Blu di Legambiente </strong>e <strong>del Touring Club Italiano</strong> e infine &egrave; stata inserita da <strong>Lonely Planet</strong> fra le <font color="#0000ff"><strong>10 spiagge pi&ugrave; belle del Mediterraneo</strong></font></font><font size="3">). </font><font size="2"><font size="3"><br />
</font><font size="3">Dalla terrazza della &quot;paiara&quot; si gode una spettacolare vista panoramica </font><font size="3">sul meraviglioso mare del <font color="#ff0000"><strong>Capo di Leuca</strong></font> (di particolare suggestione il tramonto!).<br />
</font><font size="2"><font size="2"><font size="3">Il tutto immerso in una lussureggiante campagna mediterranea di terra rossa, con &quot;chiusure&quot; di ulivi e macchia delimitate dai muretti a secco.</font><font size="3"><br />
</font><font size="2"><font size="3"><br />
<iframe scrolling="no" height="350" frameborder="0" width="425" src="http://maps.google.it/maps?client=safari&amp;q=pescoluse&amp;oe=UTF-8&amp;ie=UTF8&amp;hl=it&amp;hq=&amp;hnear=Marina+di+Pescoluse,+Salve+Lecce,+Puglia&amp;t=h&amp;source=embed&amp;ll=39.838134,18.264599&amp;spn=0.023067,0.036478&amp;z=14&amp;iwloc=A&amp;output=embed" marginwidth="0" marginheight="0"></iframe><br />
<small><a style="color: rgb(0, 0, 255); text-align: left;" href="http://maps.google.it/maps?client=safari&amp;q=pescoluse&amp;oe=UTF-8&amp;ie=UTF8&amp;hl=it&amp;hq=&amp;hnear=Marina+di+Pescoluse,+Salve+Lecce,+Puglia&amp;t=h&amp;source=embed&amp;ll=39.838134,18.264599&amp;spn=0.023067,0.036478&amp;z=14&amp;iwloc=A">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small>  <br />
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Accanto all'edificio antico, </font><font size="3">ristrutturato e reso idoneo al vivere moderno (ci possono dormire dentro fino a 4 persone, nei letti che seguono l'andamento circolare dell'edificio), rispettando al massimo le arti costruttive tradizionali (in particolare la caratteristica tecnica &quot;a tholos&quot;), </font><font size="3">dal rudere di un'altra costruzione in pietra &egrave; stata ricavata una piccola abitazione, in cui sono disponibili uno spazio per il riposo (per ulteriori 4 posti letto in due letti matrimoniali), i servizi igienici e la cucina. Intorno ai due edifici, un bel giardino di circa 500 mq (in cui &egrave; disponibile anche un piccolo forno a legna).<br />
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</font><font size="2"><font size="3">E' possibile affittare a partire da maggio 2012. Per ulteriori informazioni (anche sui prezzi) premere <a href="http://dimoranelsalento.it/immobile/82">qui</a><br />
</font></font></font></font></font></font></p>
<p><font size="2"><font size="2"><font size="2"><font size="2"><font size="2"><font size="3">Per prenotare chiamare Andrea 347.2307709, <a href="mailto:svincen@libero.it">andrea.imperato@hotmail.it</a></font><br />
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<img align="left" src="/public/GetAttachment-1.jpg" alt="" /><img align="left" src="/public/GetAttachment-3.jpg" alt="" /><br />
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</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=325]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=325</guid>
	<dc:date>2012-04-01T12:40:20+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Taranta balcanica]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="3" color="#000000"><em>Sar&agrave; Goran Bregovic il maestro concertatore della<font color="#993300"><strong> Notte della taranta 2012</strong></font></em><br />
di <strong>Francesco Farina</strong><br />
dal <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/arte_e_cultura/2012/29-marzo-2012/sara-goran-bregovic-maestroconcertatore-notte-2012-2003879356928.shtml">Corriere del Mezzogiorno</a> del 29 marzo 2012<br />
<br />
<img height="448" width="328" align="left" src="/public/dblog/image/Goran2.jpg" alt="" />&Egrave; ufficiale. <font color="#ff0000"><strong>Goran Bregovic</strong></font> diriger&agrave; l&rsquo;<font color="#993300"><strong>Orchestra della Notte della Taranta</strong></font> la sera del 25 agosto a <strong>Melpignano</strong>. Dopo le insistenti voci che scommettevano sulla sua investitura in seguito all&rsquo;incontro voluto dallo stesso musicista di Sarajevo nella sede della Fondazione della Notte della Taranta il 18 marzo, la conferma &egrave; arrivata nel tardo pomeriggio di ieri. Bregovic, annuncia la nota ufficiale della Fondazione, dar&agrave; &laquo;vita ad un progetto musicale originale, in cui le musiche delle due sponde dell&rsquo;Adriatico si mescoleranno nella meravigliosa cornice del Convento degli Agostiniani&raquo;. Ma &egrave; naturalmente ancora troppo presto per entrare nei dettagli artistici di quello che accadr&agrave; sul palco di Melpignano nella quindicesima edizione del Concertone, anche se &egrave; certo che l&rsquo;autore di tante colonne sonore di film memorabili (come Il<em> tempo dei gitani</em> e <em>Underground</em>, di <font color="#ff0000"><strong>Kusturica</strong></font>, o L<em>a Regina Margot</em>, di <font color="#ff0000"><strong>Chereau</strong></font>) trover&agrave; terreno fertile, in Salento, per spaziare dalla musica popolare alla riproposta dei ritmi balcanici che tanti musicisti del luogo hanno coltivato negli ultimi dieci anni: <font color="#ff0000"><strong>Cesare Dell&rsquo;Anna</strong></font> e i suoi <strong><font color="#ff0000">Opa Cupa</font> </strong>in testa. Insomma, Bregovic potrebbe sentirsi quasi a casa passeggiando per Melpignano.<br />
Senza contare la vox populi che da almeno una decina di edizioni a questa parte (anche se di nomi ne sono stati fatti tanti) invoca la sua prova sul palco di piazza degli Agostiniani. Si tratta, non c&rsquo;&egrave; dubbio, di una scelta popolare. Niente a che vedere con l&rsquo;irruzione di <font color="#ff0000"><strong>Mauro Pagani</strong></font> o con la sfida di <font color="#ff0000"><strong>Ludovico Einaudi</strong></font> che, sulla carta, rappresentavano svolte molto pi&ugrave; azzardate. Bregovic, peraltro, una svolta l&rsquo;anticipa comunque perch&eacute; mette fine alla triennalit&agrave; dell&rsquo;investitura dei maestri concertatori, inaugurata da <strong><font color="#ff0000">Ambrogio Sparagna</font></strong> e poi proseguita da Pagani. A dirla tutta, &egrave; stato Einaudi ad interrompere la serie. Ed anche questa &egrave; una circostanza non del tutto imprevista: al musicista torinese non deve essere andato a genio il pasticcio dello scorso anno, quando le leggerezze della produzione gli lasciarono scappare dal palco uno dei gruppi di punta della quattordicesima edizione, i <font color="#ff0000"><strong>Chieftains</strong></font>. Una piazza di centomila persone &egrave; una motivazione appetitosa per qualunque musicista. Ma lo sono anche la correttezza e la professionalit&agrave;, oltre al fatto che Einaudi non ha certo bisogno di correre dietro a nessuno, visto che nel frattempo ha pubblicato un doppio album di successo (<em>Islands</em>), composto la colonna sonora di uno dei maggiori successi cinematografici della stagione (<em>Quasi amici</em>) e si accinge a scrivere il pezzo per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi 2012 di Londra. Bregovic, invece, succede ad Einaudi in un momento delicato per la manifestazione pi&ugrave; seguita dell&rsquo;estate pugliese, che da qualche anno mostra segni quasi impercettibili di usura, al punto che <strong>Sergio Blasi</strong>, lo scorso anno, aveva pi&ugrave; volte lasciato affiorare la possibilit&agrave; di prendere in considerazione una pausa di riflessione per approfondire la destinazione futura della Notte della Taranta. E a Blasi, che l&rsquo;ha vista nascere, non &egrave; certo sfuggito che la manifestazione, dopo le progressioni esponenziali delle prime dieci edizioni, si &egrave; attestata da qualche tempo sulle centomila presenze. Che non sono certo poche, intendiamoci, ma sono comunque un segnale di staticit&agrave;. Quello che &egrave; incontestabile &egrave; che in tutti questi anni la Notte della Taranta &egrave; stata una virtuosa palestra per molti artisti del luogo, al punto da dare vita ad un&rsquo;orchestra unica nel suo genere, capace di far salire la febbre della piazza gi&agrave; dalle prime note: ecco, questo &egrave; un altro dei tesori che Goran Bregovic avr&agrave; modo di scoprire nelle sue prossime sortite salentine, quando comincer&agrave; a lavorare su quel progetto musicale ambizioso che vuole fondere le due sponde dell&rsquo;Adriatico. E chiss&agrave; che la &laquo;pizzica balcanica&raquo; non sia la ricetta giusta per ridare smalto e nuova risolutezza al futuro della Notte della Taranta.<br />
</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=694]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=694</guid>
	<dc:date>2012-03-30T11:22:21+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il ritorno della taranta]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p><font size="4" color="#000000"><font face="Arial"><img width="267" height="371" align="left" alt="" src="/public/dblog/image/copertina taranta.jpg" />Vincenzo Santoro</font></font><font size="4" color="#000000"><font face="Arial">, <font color="#ff0000"><em>Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</em></font>, con Cd audio, p. 248, Edizioni Squilibri</font></font><font size="4" color="#000000"> 2009, &euro; 18</font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial">Dalle pionieristiche esperienze degli anni Settanta fino all’esplosione degli ultimi anni, la ricostruzione del lungo processo di recupero e riuso dei materiali tradizionali giunto nel Salento a una sorprendente esposizione mediatica le cui ricadute vanno bene oltre i confini regionali. Una storia iniziata poco meno di quarant’anni fa ad opera di una variegata congerie di personaggi locali, spesso singolari e in qualche caso anche stravaganti che, coadiuvati a volte da personalit&agrave; pi&ugrave; blasonate provenienti dall’esterno, sono riusciti a produrre uno dei fenomeni musicali pi&ugrave; sorprendenti e clamorosi degli ultimi anni: il “rinascimento della pizzica”</font></font><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"></font></font><font size="3" color="#000000"><font face="Arial">.</font></font><font size="3" color="#000000"><br />
</font><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"> In un avvincente racconto corale, una vicenda senza riscontri sul piano nazionale &egrave; ripercorsa dalla “viva voce” dei suoi protagonisti, da <strong>Rina Durante</strong> a <strong>Giovanna Marini</strong>, dal <strong>Canzoniere Grecanico Salentino</strong> ad <strong>Officina Zo&egrave;</strong></font></font><font size="3" color="#000000"><font face="Arial">, da <strong>Eugenio Barba</strong> a <strong>Edoardo Winspeare</strong>, dal <strong>Canzoniere di Terra d’Otranto</strong> agli <strong>Aramir&egrave;</strong>, da <strong>Eugenio Bennato</strong> a <strong>Georges Lapassade</strong> fino all’</font></font><font size="3" color="#000000"><font face="Arial">attuale dilagare di tarante a tutte le latitudini  e nelle pi&ugrave; svariate combinazioni.</font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><br />
</font><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"> Nel cd allegato al volume una significativa selezione di brani musicali che, con numerosi inediti, offre un’efficace rappresentazione sonora del movimento che, prima ancora dell’intervento delle istituzioni, ha reso possibile il “miracoloso”, anche se non privo di contraddizioni, recupero di una tradizione  ormai prossima a scomparire.</font></font></p>
<p>  </p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"> </font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>Indice</strong></font></font></p>
<p><br />
<font size="3" color="#000000"><font face="Arial">Prefazione di Alessandro Portelli</font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>Introduzione</strong>. <strong>1. I pionieri</strong> (Il canto militante. Rina Durante e la nascita del f<em>olk revival</em> salentino; L’intervento di Giovanna Marini; Il Nuovo canzoniere del Salento). </font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>2. Il Canzoniere Grecanico Salentino</strong> (La ricostruzione del gruppo; Il primo disco; Le ricerche di Brizio Montinaro; La cooperativa culturale, la rottura col PCI, la crisi).</font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>3. La via perugina alla pizzica </strong>(Percorsi alternativi; La pizzica sbarca a Perugia). </font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>4. Gli anni Ottanta: la gestazione</strong> (Pierpaolo De Giorgi; Radici e Donatello Pisanello). </font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>5. Vecchie e nuove feste</strong> (Eugenio Barba, l’Odin Teatret e la Festa te lu mieru; Ritorno a San Rocco). </font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>6. La rinascita</strong> (La reinvenzione del ballo tradizionale; Edoardo Winspeare e Pizzicata; Il Canzoniere di Terra d’Otranto; Il movimento salentino e i “discorsi” sul tarantismo). </font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>7. Il sociologo e la taranta</strong> (Georges Lapassade e il Salento; Il ragno del dio che danza; I Sud Sound System e il tarantamuffin salentino; Transe, tarantismo e neotarantismo). </font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>8. L’esplosione </strong>(Il “Sangue vivo” degli Officina Zo&egrave;; L’intervento delle istituzioni: nasce la Notte della Taranta; Un progetto di intervento culturale “dal basso”; Taranta Power; La seconda vita dell’ultimo patriarca della pizzica; Il web e l’osteria). </font></font></p>
<p><font size="3" color="#000000"><font face="Arial"><strong>9. Dilagano le tarante</strong> (Salento scenario ideale?; Il Salento immaginato; La bellezza sotto assedio; Gli sviluppi del movimento)</font></font></p>
<p> </p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><strong>Cd audio</strong></font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">1. <font color="#ff0000">Moretto</font>, <strong>Nuovo Canzoniere del Salento</strong> (trad.), inedito (1972)<br />
(Luigi Lezzi: chitarra e voce, Anna D’Ignazio: voce, Bucci Caldarulo: voce) <br />
<br />
2. <font color="#ff0000">Ntunucciu</font>, <strong>Nuovo Canzoniere del Salento</strong> (trad.), inedito (1972)<br />
(Luigi Lezzi: voce e chitarra, Anna D’Ignazio: voce, Bucci Caldarulo: voce)<br />
<br />
3. <font color="#ff0000">Fimmini cu fimmini</font>, <strong>Giovanna Marini </strong>(trad.), registrato dal vivo a Siena il 3 settembre 1973<br />
(voci: Giovanna Marini; Elena Morandi; Piero Brega; Francesco Giannattasio; Carlo Siliotto; Sara Modigliani; Gianni Nebbiosi)<br />
<br />
4. <font color="#ff0000">Giulia di Fornovo</font>, <strong>Giovanna Marini</strong> (trad.), registrato dal vivo a Montreal nel 1985</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
(Giovanna Marini: voce e chitarra; Lucilla Galeazzi: voce; Patrizia Nasini: voce; Maria Longo Tommaso: voce)<br />
<br />
5. <font color="#ff0000">Pizzica</font>, <strong>Canzoniere Grecanico Salentino</strong> (trad.)<br />
da <em>Canti di Terra d’Otranto e della Grec&igrave;a Salentina</em>, Fonit Cetra (1977)<br />
(Bucci Caldarulo: voce; Luigi Chiriatti: voce e tamburello; Daniele Durante: voce e chitarra; Roberto Licci: voce e chitarra; Rossella Pinto: voce)<br />
<br />
6. <font color="#ff0000">Caru Patrunu</font>, <strong>Radici</strong> (trad.), inedito, registrato dal vivo all’universit&agrave; di Lecce nel 1981 <br />
(Claudio Miggiano: voce e tamburello; Valerio Spennato: chitarra e mandolino; Lorenzo Crespino tamburello e percussioni; Quintino Sicuro: voce e armonica a bocca; Donatello Pisanello: chitarra; Luigi Corvaglia; flauti dolci; Tiziana Bruno: voce)<br />
<br />
7. <font color="#ff0000">Santu Paulu</font>, <strong>Radici</strong> (trad), inedito, registrato dal vivo all’universit&agrave; di Lecce nel 1981 <br />
(Claudio Miggiano: voce e tamburello; Valerio Spennato: chitarra e mandolino; Lorenzo Crespino: tamburello e percussioni; Quintino Sicuro: voce e armonica a bocca; Donatello Pisanello: chitarra; Luigi Corvaglia; flauti dolci; Tiziana Bruno: voce)<br />
<br />
8. <font color="#ff0000">Vita Maria</font>, <strong>Canzoniere di Terra d’Otranto</strong> (trad.)<br />
da <em>Bassa musica</em>, autoproduzione (1994)<br />
(Luigi Chiriatti: tamburello; Alessandro Girasoli: fisarmonica; Per Luigi Lopalco: mandolino, mandola, concertina; Roberto Raheli: chitarra, flauto, voce; Franco Teodoro Tommasi: violino, voce; Raffaella Tommasi: voce)<br />
<br />
9.<em> </em><font color="#ff0000">La turtura</font>, <strong>Canzoniere di Terra d’Otranto</strong> (trad.), inedito, registrato dal vivo a San Cesario nel 1996<br />
(Luigi Chiriatti, Alessandro Girasoli, Pier Luigi Lopalco, Roberto Raheli, Franco Teodoro Tommasi: voci)<br />
<br />
10. <font color="#ff0000">Sale</font>, <strong>Officina Zo&egrave;</strong> (trad.)										9.05<br />
da <em>Sangue Vivo</em>, CNT - Cantoberon (2000)<br />
(Cinzia Marzo: voce, flauto e tamburello; Donatello Pisanello: organetto diatonico; Ambrogio De Nicola: chitarra classica; Raffaella Aprile: voci e castagnette; Claudio Miggiano: violino, chitarra e tres, Lamberto Probo: tamburello, voce, tamburi e cupa cupa; Pino Zimba: tamburello, voce, castagnette e violino a sonagli)<br />
<br />
11. <font color="#ff0000">Allu sciardinu</font>, <strong>Officina Zo&egrave;</strong> (trad.)<br />
da <em>Crita</em>, Polosud Records (2004)<br />
(Lamberto Probo: voce, chitarra battente, tamburelli; Cinzia Marzo: voce, tiritacchete; Donatello Pisanello: organetti diatonici; Antonio Palma: voce; Dario Muci: voce)<br />
<br />
12. <font color="#ff0000">Opillopillop&igrave;</font>, <strong>Aramir&egrave;</strong> (testo Cafaro, Caldarazzo, Raheli)<br />
da <em>Vent’anni e pi&ugrave; di…</em>, Materiali musicali del manifesto (2002)<br />
(Roberto Raheli, voce e armonica; Mauro Toma: chitarra; Raffaele Passiante: coro e mandolino; Roberto Corciulo: fisarmonica; Anna Cinzia Villani: voce; Samuele Tommasi: tamburello)<br />
<br />
13. <font color="#ff0000">Jomoso</font>, <strong>Aramir&egrave;</strong> (musica Alessandro Girasoli, testo Cesare De Santis), inedito (2004)<br />
(Roberto Raheli, voce; Mauro Toma: voce e chitarra; Raffaele Passiante: chitarra, mandolino; Roberto Corciulo: fisarmonica; Stefania Morciano: voce; Samuele Tommasi: tamburello)<br />
<br />
14. <font color="#ff0000">Mazzate Pesanti</font>, <strong>Aramir&egrave;</strong> (testo e musica Roberto Raheli)<br />
da <em>Mazzate Pesanti</em>, Edizioni Aramir&egrave; (2004)<br />
(Roberto Raheli: voce e chitarra; Roberto Corciulo: fisarmonica; Stefania Morciano: tamburello e coro; Samuele Tommasi: tamburello)<br />
<br />
15. <font color="#ff0000">Klama</font>, <strong>Orchextra Terrestre</strong> (testo e musiche Franco Corlian&ograve;)<br />
da <em>Musiche dell’altro mondo</em>, Naturalmente (2007)<br />
(Aleksej Asenov: fisarmonica; Zaharina Asenova: voce; Vicente Cossa: chitarra; Sara Giovinazzi: voce; Irener&igrave;: contrabbasso; John Salins: dollak, djamb&egrave; e altre percussioni; Elisa Amistadi: cori; Andrea Maia: cori; Giordano Angeli; chitarra; Carlo La Manna: batteria; Corrado Bungaro: violino, voci)<br />
<br />
16. <font color="#ff0000">Tarantella tonum phrigium</font>, <strong>Ensemble Terra d’Otranto</strong> (trad.)<br />
da <em>Danzare col ragno</em>, Argo (2007)<br />
<br />
17. <font color="#ff0000">Pizzica pizzica di Ostuni</font>, <strong>Massimiliano Morabito</strong> (trad.)<br />
</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">da <em>Sendë na rionettë sun&agrave;</em>, Squilibri (2008)<br />
(Enza Pagliara, voce; Attilio Turrisi: chitarra battente; Pietro Balsamo: voce e tamburello; Massimiliano Morabito: organetto</font>)<br />
<font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
18. <font color="#ff0000">Pizzica di Nard&ograve;</font>, <strong>Anna Cinzia Villani</strong> (trad.)<br />
da <em>Ninnamorella</em>, AnimaMundi (2008)<br />
(Anna Cinzia Villani: voce; Annamaria Bagorda: organetto; Gianni Amati: tamburello)<br />
<br />
19. <font color="#ff0000">Luna Otrantina</font>, <strong>Le donne belle</strong> (testo Rina Durante), inedito (2009)<br />
(Carla Maniglio, Maria Mazzotta, Anna Cinzia Villani, voci)</font></p>
<p> </p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">per ordinare il libro: <a href="mailto:vincenzo_santoro@hotmail.com">vincenzo_santoro@hotmail.com</a>, oppure Squilibri, 06.44340148; info@squilibri.it; <a href="http://www.squilibri.it">www.squilibri.it</a></font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">oppure Libreria Idrusa di Alessano (Le), 0833.781747, <a href="http://www.libreriaidrusa.it">www.libreriaidrusa.it,</a> <a href="mailto:libreriaidrusa@libero.it">libreriaidrusa@libero.it<br />
</a></font></p>
<p> </p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">recensioni e articoli sul libro:</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=416">La musica popolare nel Salento, rinata col ragno</a></em>, di Gino L. Di Mitri, da <strong>La Gazzetta del Mezzogiorno</strong> del 27 giugno 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=420">In principio fu la pizzica...</a></em>, di Dario Quarta, </font><font size="3" face="Arial" color="#000000">da <strong>Qui Salento</strong> del 16 luglio – 1 agosto 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=415">video-intervista su Salentoweb.tv</a> del 26 giugno 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=440">Prima della Notte c'era la Taranta</a></em>, di Francesco Farina, dal <strong>Corriere del Mezzogiorno</strong>, edizione pugliese, del 28 ottobre 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=441">Cos&igrave; &egrave; tornata la Taranta</a></em>, di Sergio Torsello, dal <strong>Quotidiano di Lecce</strong> del 2 novembre 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.martelive.it/it/martemagazine/martemagazine-recensioni/5244-vincenzo-santoro-il-ritorno-della-taranta">Recensione della presentazione all'Auditorium di Roma</a></em>, di Daniela Cutolo, dal <strong>Marte Magazine</strong> del 7 novembre 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=446">Taranta Story. Alle radici della pizzica nella terra sospesa tra mag&igrave;a e deserto</a></em>, di Mario Desiati, da <strong>La Repubblica di Bari</strong> del 22 novembre 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=457">viatico necessario per chi vuole conoscere i segreti della "musica del ragno"</a></em>, di Guido festinese, da <strong>Modus Vivendi</strong> del novembre 2009</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=456">Taranta forever</a></em>, di Ciro De Rosa, dal Giornale della <em>m</em>usica di febbraio 2010</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=458">Il morso che pizzica. Tra Otranto e Lecce &egrave; caccia alla taranta</a></em>, di Michele Fumagallo, da<strong> Alias</strong>, inserto culturale del <strong>manifesto</strong> del 13 febbraio 2010</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=525">Recensione su Blogfolk</a>, di Salvatore Esposito, </font><font size="3" face="Arial" color="#000000">da <a href="http://www.blogfoolk.blogspot.com/">www.blogfoolk.blogspot.com</a> del 14 maggio 2010</font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
</font></p>
<p> <font size="3" face="Arial"><em><font color="#000000">prossime presentazioni:</font></em></font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
</font></p>
<div align="justify"><a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=617"> <font size="4" face="Arial" color="#ff0000">27 agosto,</font><strong><font size="4" face="Arial" color="#ff0000"> Melpignano</font></strong></a><font size="4" face="Arial" color="#ff0000"><a href="javascript:void(0);/*1302850600511*/">, spazio Kurumuny presso la Notte della taranta</a>. Partecipa Luigi Chiriatti</font><strong><font size="4" face="Arial" color="#ff0000"><br />
</font></strong></div>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial"><em><font color="#000000">presentazione svolte:</font></em></font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
</font></p>
<div align="justify"><strong> <font size="3" face="Arial" color="#0000ff">2009</font></strong></div>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial"> </font><font size="3" face="Arial" color="#000000">27 giugno, <strong>Galatina (Le)</strong></font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">16 luglio, <strong>Viterbo</strong></font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">primo agosto, Libri &amp; Musica, via Indipendenza,</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"> <strong>Maglie (Le)</strong></font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">3 agosto, <strong>Carpino Folk Festival</strong></font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">13 agosto, <strong>Alessano (Le)</strong>, Palazzo Legari. Partecipano Sergio Blasi, Edoardo Winspeare, Pierpaolo Lala</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">21 agosto, <strong>Specchia (Le)</strong>, Palazzo Risolo. Partecipano Maurizio Agamennone, Edoardo Winspeare e Gino Di Mitri</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">26 agosto, <strong>Tuglie (Le)</strong></font></p>
<div align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">primo settembre, <strong>Otranto (Le)</strong>, molo del porto, c/o il Bar Maestrale</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">. Introduce Renato Grilli. Inizio ore 20,30</font></div>
<div align="justify">
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">21 settembre, <strong>Lecce</strong>, Officine Cantelmo</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">. Partecipano Alessandro Portelli, Dario Quarta, Angelo Salento. A seguire concerto di Anna Cinzia Villani e Suoni Rurali. Inizio ore 21</font></p>
</div>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">25 settembre, <strong>Taranto</strong>, Biblioteca comunale</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">, ore 17. Partecipano Roberto Nistri e Alessandro Langiu. A seguire concerto di Massimiliano Morabito Ensemble </font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">24 ottobre, <strong>Pisa</strong>, Universit&agrave;</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">, Polo didattico Carmignani, piazza dei Cavalieri.  </font><font size="3" face="Arial">Partecipano Tommaso Greco e Gabriele Mina. A seguire concerto di Gianni Amati, Annamaria Bagorda e Mauro Semeraro. Inizio ore 21.15</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">28 ottobre, <strong>Roma</strong>, Auditorium Parco della musica</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><font size="4" color="#000000">, sala Teatro Studio</font>. Partecipano Curzio Maltese, Alessandro Portelli, Giovanna Bandini ed Edoardo Winspeare. A seguire concerto dei Malicanti + Anna Cinzia Villani, Maria Mazzotta, Enza Pagliara</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">. Inizio ore 21</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><br />
</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000"><font size="3"><font size="3" color="#000000">31 ottobre, <strong>Perugia</strong>, auditorium di Santa Cecilia</font>, via Fratti<strong>. </strong></font></font><font size="3" face="Arial" color="#000000">Partecipano Gianni Pizza, Valentina Locchi, Fulvio Forcignan&ograve;. </font><font size="3" face="Arial" color="#000000">A seguire concerto di </font><font size="3" face="Arial"><font color="#000000">Gianni Amati, Annamaria Bagorda e Mauro Semeraro. Inizio ore 18</font></font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000"><font size="4"><font size="3">14 Novembre, </font></font><strong><font size="4">Calimera (Le)</font></strong><font size="3">, bibliomediateca</font>. Partecipano </font><font size="3" face="Arial" color="#000000">Franco Corlian&ograve;, Roberto Guido e Leo Palumbo. Inizio ore 18,30</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">11 dicembre, <strong>Roma, associazione Altrevie, via Caffaro 10 (Garbatella)</strong>. </font><font size="3" face="Arial" color="#000000">Partecipano Claudio Bocci, Gianmaria Nerli, Antonio Russo. A seguire concerto dei Malicanti. Inizio ore 20,30</font><font size="4" face="Arial"><font color="#000000"><br />
</font></font></p>
<div align="justify">
<p> <font size="3" face="Arial" color="#000000">29 dicembre, </font><font size="3" face="Arial" color="#000000"><strong>Sant'Agata di Puglia</strong><strong>, Capodanze</strong>. Inizio ore 16.30 </font></p>
<p> </p>
<div align="justify"><strong> <font size="3" face="Arial" color="#0000ff">2010</font></strong></div>
</div>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">23</font><font size="3" face="Arial" color="#000000"> gennaio<strong>, Roma</strong><strong>, </strong>CIP, via delle Ciliegie 42<strong> </strong>(Centocelle - Alessandrino). Partecipa Franca Tarantino. Inizio ore 21.30<strong><br />
</strong></font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial"><font color="#000000"><font color="#000000">6 febbraio<strong>, Bari</strong><strong>, </strong>Cittadella della cultura</font>. Inizio ore 20.00 </font></font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">5 aprile</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">, <strong>Giuggianello</strong><strong>, </strong>Pasquetta salentina presso la Grotta San Giovanni<strong> </strong>(prov. Palmeriggi - Giuggianello)<strong><br />
</strong></font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">27 aprile, <strong>Napoli</strong><strong>, </strong>Maschio Angioino. Partecipano Marino Niola e Daniele Sepe. Inizio ore 17.00 </font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">18 giugno</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">, <strong>Bologna</strong><strong>, </strong>Cineteca comunale, via Riva di reno 72. Inizio ore 18.00</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">9 ottobre, <strong>Zurigo</strong>, Scuola Statale "Casa d'Italia"</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000">24 ottobre</font><font size="3" face="Arial" color="#000000">, <strong>Roma</strong><strong>, </strong>Blurry, via San Crisogono 33/35 (Trastevere). Partecipano Enrico Pulsoni e </font><font size="3" face="Arial" color="#000000">Riccardo Finocchi</font></p>
<p align="justify"><font size="3" color="#000000"><font face="Arial">28 novembre, </font><strong><font face="Arial">Campi Salentina</font></strong><font face="Arial">, XVI edizione di "Citt&agrave; del Libro". Partecipa Sergio Torsello</font></font></p>
<p align="justify"><font size="3" color="#000000"><font face="Arial">29 dicembre, </font><strong><font face="Arial">Camigliatello Silano</font></strong><font face="Arial">, Casa del Forestiero, ore 18. A seguire concerto de Li Strittuli</font></font></p>
<div align="justify">
<p> </p>
<p><strong> <font size="3" face="Arial" color="#0000ff">2011</font></strong></p>
</div>
<p align="justify"><font size="3" face="Arial" color="#000000"> </font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000">7 febbraio, <strong>Roma</strong>, Scuola di musica di Testaccio, ore 20,15 </font></p>
<p><font size="3" face="Arial" color="#000000"><a href="javascript:void(0);/*1302850600511*/">8 maggio, <strong>Roma</strong>, Casa della Sinistra</a>,  via Zabaglia 46 (Testaccio). Partecipa Cecilia D'Elia, assessore alla  Cultura della Provincia di Roma. Introduce Luana Di Molfetta</font><strong><font size="4" face="Arial" color="#ff0000"><br />
</font></strong></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=407]]></link>
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	<dc:date>2012-03-29T17:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vincenzo Santoro</dc:creator>
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	</channel></rss>
