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di Giovanna Zunino
La voce degli esclusi
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- Canti popolari e lotte contadine
- Memoria dei luoghi, le storie personali: alla ricerca dei libri non ancora scritti
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- La nuova edizione de "La memoria che resta" sulle storie dei braccianti nel Tavoliere di Puglia
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- La memoria dei braccianti patrimonio dimenticato
- La memoria che ritorna
- Storie di braccianti, presentata nuova edizione de 'La memoria che resta'
Recensioni La memoria che resta
Una ricerca sulla nostra storia
Non è ancora conosciuto e letto come meriterebbe. Eppure La Memoria che resta ha il sapore di un romanzo storico dal quale “arrivano le voci della cultura della terra, della fame solidale" come sostiene Alessandro Piva nella prefazione.La memoria che resta contiene i risultati della vasta ricerca sul campo, realizzata tra il 1974 e il 1980, tra i braccianti del Tavoliere di Puglia. Braccianti che non sapendo scrivere e leggere hanno “solo” potuto narrare la loro storia di vita e di lavoro. E le tante storie personali raccolte nel libro sono restituite ai protagonisti, ma anche a tutti noi: “la nostra storia”. Non c’è futuro senza radici e quindi non possiamo permetterci distrazioni e perdere memoria! Lo sa bene Giovanni Rinaldi uno degli autori che, 25 anni or sono, alla presentazione della prima edizione del libro a Cerignola, suo paese natale, raccolse, oltre agli onori, anche l’onere di “non mollare questa appassionata ricerca”, sollecitato, tra gli altri, da Baldina Di Vittorio, figlia di quel Giuseppe che, rivendicando il diritto dei braccianti ad essere riconosciuti come persone e non solo come “braccia da lavoro” ne riscattò la dignità. Giuseppe Di Vittorio in La memoria che resta è raccontato dalle voci di coloro per i quali ha combattuto per tutta la vita. Questo libro è la più importante ricerca che sia stata fatta nel nostro paese su una zona di bracciantato agricolo, è uno studio commovente e fondamentale che ci consente di partecipare con emozione, attraverso canti e racconti, ad avvenimenti che sono stati dei nostri padri e dei nostri nonni.
I percorsi della ricerca partono dagli inizi del '900 giungendo sino agli anni '70: la fatica quotidiana, la conquista dei diritti, la festa del Primo Maggio. Il volume contiene una importante bibliografia curata da Linda Giuva, 60 narrazioni e storie di vita, 53 canti proposti da più di cento lavoratori agricoli, fotografie d'epoca, reportages fotografici e contiene 2 CD audio con 23 racconti e 42 canti.
“Il valore di questa ricerca sta nella sua completezza” è questo anche il parere di Ivan Della Mea, cantautore e direttore dell’Istituto Ernesto de Martino di Sesto Fiorentino. “Un progetto così compiuto, è difficile trovarlo. Ci sono i testi, ci sono le foto, ci sono le interviste, ci sono le canzoni […] lavori come questo mostrano che c’è anche una cultura diversa da quella alta; una cultura che esprime un punto di vista differente, e che alle volte è contestazione e rivolta. E che può generare anche nuova produzione culturale. È un progetto politico-culturale al quale, però, manca spesso la parte finale, quella che consentirebbe di chiudere il circolo virtuoso aperto con gli studi, e, quindi, restituire al ”popolo” quello che gli si è preso: attivando le scuole, i circoli culturali, le istituzioni […] Altrove, penso alla Francia, si cerca di sostenere iniziative del genere, pur con mille limiti. Un libro come questo, riconosciuto di particolare interesse culturale, viene distribuito in tutte le biblioteche […] E invece solitamente questo non accade […] Basti pensare che Ernesto de Martino, per poter continuare le sue ricerche in Puglia, fu aiutato finanziariamente da Di Vittorio. Lui, il sindacalista di Cerignola, aveva capito l’importanza di certi studi. Chi è venuto dopo, no”.
E come non dare ragione, certo con l’amaro in bocca, a Ivan Della Mea?
Ma la rassegnazione è un connotato che non appartiene a Giovanni Rinaldi come sa chi è rimasto quasi incantato dal patrimonio culturale che ha raccolto nel suo archivio. L’Archivio Di Vittorio di Giovanni Rinaldi può essere, in parte, consultato sul sito http://utenti.lycos.it/giovannirinaldie messo a disposizione di tutti.