« Riflessioni sulla Notte della Taranta | Main
3 settembre 2005 di Biagio Ciardo (Responsabile Enti Locali AN di Lecce)
«La sinistra ci ha dato una lezione»
- La Notte della Taranta a Roma, 29 giugno 2006
- La California italiana si gioca il futuro sull’high tech
- La Notte della taranta sbarca in Cina
- Il sindaco e la Notte della Taranta
- Roma nella tela della Taranta Nuovi orizzonti per la «Notte»
- «É il folk scoperto dai giovani»
- «La sinistra ci ha dato una lezione»
- L'identità della Taranta
- Una grande, organizzatissima festa
- Notte della Taranta, un successo che ha cambiato la politica
- Taranta, incrocio di razze e ritmi la musica popolare sceglie il Salento
- OLTRE LA NOTTE. Il brivido caldo dei Sud Sound System
- La Taranta «morde» e ipnotizza ancora
- Taranta, una notte per cantare l'Italia
- È la notte della taranta, che pizzica
- «Chi ha paura della taranta? La nostra terra è questo e altro»
- Notte della Taranta, tutto fa audience
- Il ri-morso della Taranta
- «La pizzica è poesia perchè stravolgerla?»
- Quella Notte è una lunga stagione
- Notte della Taranta, dalla Sicilia alla Lombardia sul filo della pizzica
- La Notte della taranta di Sparagna "Unisce l'Italia, da Sud a Nord"
- Ma la Notte della Taranta ha ucciso la cultura salentina
- Ottava edizione della Notte della Taranta nel Salento con De Gregori e Pelù
- Una moda ma anche una passione
Lungo lo stivale impazza la taranta - «La mia orchestra non va in trance»
- Le tensioni creative del Salento
- Turismo, l'oro del Salento?
- La Taranta siamo noi
- "Su etnicu 'ncazzatu" anch'io: il Salento e le ambiguitá del 'neotarantismo'
- La pizzica? È di Copeland, del Salento e di tutti
Altri articoli su la NdT
Caro direttore,
la posizione dell'amico Baldassarre, a proposito della Notte della Taranta è da condividere, almeno nella parte relativa all'analisi del fenomeno.
Ciò che mi stupisce invece è il suo «stupore», quando con una conclusiva frase ad effetto, dice che si sta sovrapponendo al «tamburello e al mandolino» la «falce e il martello».
Ma come, caro Raffaele, quando mai la sinistra ha rinunciato a mettere il proprio marchio su tutto ciò che ha gestito? A maggior ragione in questa circostanza nella quale, bisogna dare atto, ha vuto il merito di partorire, allattare e crescere la sua creatura. E hai voglia a dire che la cultura non ha confini, non ha padri, non ha padroni, ma appartiene all'umanità intera. Molto spesso non è così. In questo caso certo non lo è. Ma dal consigliere regionale e dirigente di Forza Italia Baldassarre, mi aspettavo una diversa conclusione del suo pensiero.
La sua analisi è infatti monca. Manca la domanda di fondo: perchè tutto ciò è accaduto? Come mail il centrodestra pugliese, in particolare salentino, che ha al suo interno una classe dirigente di altissimo profilo; che intercetta un'opinione pubblica numericamente e qualitativamente di alto spessore; che si avvale di associazioni e movimenti culturali che esprimono filoni di qualità e di novità; che godeva e gode di presenze istituzionali comunali, regionali (sino a ieri), nazionali che avrebbero potuto facilmente percepire il fenomeno e portarli alla ribalta; che avrebbero potuto utilizzare finanziamenti oculati e mirati, che non sarebbero mancati, vuoi per quelli derivanti dalla mano pubblica, vuoi per quelli privati; come mai non ha operato al massimo delle sue possibilità? Come mai tutte queste potenzialità non sono state capaci di tradursi in valide iniziative culturali che tutto in mondo attende ormai da tempo?
Ecco perchè dalla Notte della Taranta emerge una sinistra faziosa ma capace, e una destra corretta ma incapace. Magra consolazione. Almeno tutto ciò ci serva come lezione.
tratto da Corriere del Mezzogiorno
pubblicato il 03/09/2005