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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Archivio Sonoro Campania</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
	<lastBuildDate>Fri, 09 Oct 2026 13:04:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il tarantismo: un viaggio in parole e musica dal Salento al Cilento</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2021 07:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Archivio Sonoro Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; Seminario di studi con Vincenzo Santoro Lunedì 25 gennaio 2021, ore 18, piattaforma Zoom Coordina l&#8217;evento Anna Maria Vitale seguirà discussione con i gruppi di lettura Fenomeno storico-religioso nato nel Medioevo da eredità rituali pagane, il tarantismo ha avuto la Puglia &#8211; e il Salento in modo particolare come sua “area elettiva”, ma era diffuso anche in un... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/01/23/il-tarantismo-un-viaggio-in-parole-e-musica-dal-salento-al-cilento/">Read more &#187;</a></p>
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<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/01/141239600_3394348767344182_1408020426206548195_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3769" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/01/141239600_3394348767344182_1408020426206548195_n-212x300.jpg" alt="141239600_3394348767344182_1408020426206548195_n" width="212" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #800000;">Seminario di studi con <span style="color: #993300;">Vincenzo Santoro</span></span></p>
<p>Lunedì 25 gennaio 2021, ore 18, piattaforma Zoom</p>
<p>Coordina l&#8217;evento <span style="color: #993300;">Anna Maria Vitale</span></p>
<p>seguirà discussione con i gruppi di lettura</p>
<p>Fenomeno storico-religioso nato nel Medioevo da eredità rituali pagane, il tarantismo ha avuto la Puglia &#8211; e il Salento in modo particolare come sua “area elettiva”, ma era diffuso anche in un ambito mediterraneo più ampio, che comprendeva tutta l’Italia meridionale, la Sardegna e la Spagna. Prevalentemente contadino, anche se un tempo coinvolgeva i ceti più elevati, era caratterizzato dal simbolismo della “taranta” – il mitico ragno &#8211; che morde e avvelena, e della musica, della danza e dei colori che liberano dal suo morso avvelenato.</p>
<div>Per le sue peculiarità il fenomeno ha suscitato sempre grande curiosità fra gli eruditi, che ne hanno dato interpretazioni diverse secondo lo spirito dei tempi, costituendo un ricchissimo corpus di studi che ha un punto di partenza nel tardo Medioevo e che di fatto continua ancora oggi.</div>
<div>Nel 1959 l’antropologo <span style="color: #993300;">Ernesto de Martino</span> giunse nel Salento con una équipe interdisciplinare per studiare gli ultimi “relitti” osservabili dell’antico rito. Da quell’esperienza è nato, per i tipi del Saggiatore, il volume<i> <span style="color: #ff0000;">La terra del rimorso</span></i>, in cui l’interpretazione del fenomeno è sviluppata dal punto di vista culturale, storico e religioso.</div>
<div>Anche a Napoli, capitale del Regno, si ritrova fin da tempi molto remoti un dibattito intellettuale sul morbo pugliese, a cui parteciparono personaggi di grande rilievo. Questo vivace dibattito però fino alla metà del 1600 riguarda un fenomeno considerato solo pugliese. Solo a partire dall&#8217;opera dell&#8217;erudito gesuita <span style="color: #993300;">Athanasius Kircher</span> cominceranno le testimonianze del rito anche in Campania, dove in particolare, a partire dal &#8216;700, la <em>tarantella</em>, prenderà piede in maniera talmente clamorosa da diventare nel corso del tempo quasi un emblema della <em>napolitanetà</em>, non senza subire trasformazioni sostanziali, nella doppia direzione -privata della sua componente &#8220;curativa&#8221; &#8211; del ballo ludico e di corteggiamento (spesso ad uso e consumo di un turismo estero alla perenne ricerca dell&#8217;esotico e del pittoresco) e della musica colta, influenzando in questo caso alcuni fra i più grandi musicisti europei.</div>
<div><span style="color: #993300;"><span style="color: #333333;">Le ultime tracce del tarantismo nella memoria popolare campana furono rintracciate da</span> Annabella Rossi</span>, antropologa allieva di <span style="color: #993300;">Ernesto de Martino</span>, che nell’ambito del suo insegnamento presso l’Università di Salerno promosse nel 1975-76 con i suoi studenti una ricerca praticata soprattutto con interviste ad anziani e musicisti popolari. Tale ricerca, che non fu completata per l’improvvisa scomparsa della studiosa, mise in luce la presenza del fenomeno – almeno fino agli anni ’60 del ‘900 &#8211; anche nel <strong>Cilento</strong> e in alcuni paesi della provincia di Caserta (in particolare nei Comuni di Albanella, Battipaglia, Borgo San Cesareo, Capaccio, Contursi, Fasani, Giungano, Gromola, Matinella, Paestum, Roccadaspide, Sanza, Tempalta e Trentinara), con caratteristiche in parte originali rispetto a quello &#8220;classico&#8221; pugliese. I risultati furono pubblicati a cura di alcune collaboratrici della Rossi, in un volume dal titolo <span style="color: #ff0000;"><i>E il mondo si fece giallo. Il tarantismo in Campania</i></span> (Jaca Book 1991).</div>
<div>Oggi il tarantismo non esiste più. È finito insieme alla civiltà contadina della cui cultura faceva parte. Eppure, questo singolare fenomeno non ha mai smesso di affascinare e anzi negli ultimi anni l’interesse intorno ad esso è tornato impetuosamente a crescere, anche grazie all’affermarsi del movimento musicale che si è sviluppato nel Salento, che ha al centro anche la musica che veniva usata nella “cura” del morso della taranta, .</div>
<div>Nel corso dell&#8217;incontro verrà presentato un itinerario di conoscenza del fenomeno, nella sua evoluzione storica, e nella sua diffusione territoriale, partendo dalla sua “area elettiva”, la Puglia, per arrivare alla Campania e al Cilento. Verranno ampiamente utilizzate le fonti storiche e il materiale fotografico, sonoro e video reperito dagli studiosi durante le indagini “sul campo” (con una particolare attenzione ai repertori musicali che venivano usati per la “cura” degli effetti del morso del ragno).</div>
<div></div>
<div>Evento organizzato da Gunaikes Cooperativa Sociale</div>
<div></div>
<div>Per partecipare: <a href="https://us02web.zoom.us/j/83044095861?pwd=QXVFMEVnSW1KdFAwYnpNVWFkbEhydz09&amp;fbclid=IwAR2YwFjxVUkm3GgwAMnoFwyIhkAQAPiOXobyctE6bJuE2CJED9hCy3opZxk#success">https://us02web.zoom.us/j/83044095861?pwd=QXVFMEVnSW1KdFAwYnpNVWFkbEhydz09&amp;fbclid=IwAR2YwFjxVUkm3GgwAMnoFwyIhkAQAPiOXobyctE6bJuE2CJED9hCy3opZxk#success</a></div>
<div></div>
<div>
<div dir="auto">ID riunione: 830 4409 5861</div>
<div dir="auto">Passcode: 380540</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div dir="auto">Impegnato da molti anni in iniziative per la valorizzazione della cultura popolare e della musica del Sud, <span style="color: #993300;"><strong>Vincenzo Santoro</strong> </span>è responsabile del Dipartimento Cultura e Turismo dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (per maggiori informazioni cliccare <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/chi-sono/">qui</a>) . Le sue principali pubblicazioni su questi temi sono:</div>
<div dir="auto">
<p><a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=2&amp;id_recensione=2">Il ritmo meridiano. La pizzica e le identità danzanti del Salento</a>, Aramirè, Lecce 2002 (con Sergio Torsello),  <a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=5&amp;id_recensione=5">Tabacco e tabacchine nella memoria storica. Una ricerca di storia orale a Tricase e nel Salento</a>, Manni, Lecce 2002 (con Sergio Torsello); , <em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=3&amp;id_recensione=3">Uccio Aloisi. I colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare</a></em>, Aramirè, Lecce 2004 (con Roberto Raheli e Sergio Torsello); <em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=4&amp;id_recensione=4">Il Salento di Giovanna Marini</a>, </em>cd doppio, Aramirè, Lecce 2004 (con Roberto Raheli), <em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=7&amp;id_recensione=7">Il Salento levantino. Memoria e racconto del tabacco a Tricase e in Terra d´Otranto</a></em>, Aramirè, Lecce 2005 (con Sergio Torsello); <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=407">Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</a>, libro+ cd audio, Squilibri, Roma 2009; <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=550"><em>Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento</em></a>, libro+cd audio, Squilibri, Roma 2010;  <em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2017/06/07/odino-nelle-terre-del-rimorso/">Odino nelle terre del rimorso. Eugenio Barba e l’Odin Teatret in Salento e Sardegna (1973-1975)</a>, libro+dvd, </em>Squilibri, Roma 2017; <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2019/04/18/rito-e-passione-conversazioni-intorno-alla-musica-popolare-salentina/"><em>Rito e passione. Conversazioni intorno alla musica popolare salentina</em></a>, Itinerarti, Alessano (Le) 2019; <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2019/08/06/il-ballo-della-pizzica-pizzica/"><em>Il ballo della pizzica pizzica</em></a>, Itinerarti, Alessano (Le) 2019 (con Franca Tarantino).</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>L&#8217;Archivio Sonoro della Campania e le registrazioni di Roberto de Simone</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 19:32:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Alan Lomax]]></category>
		<category><![CDATA[Archivio Sonoro Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Carpitella]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto De Simone]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Teatro San Carlo, Napoli, 2 dicembre 2010, ore 17,30 Dopo i lusinghieri riscontri avuti con l’Archivio Sonoro della Puglia, attivo presso la Cittadella della Cultura di Bari e ricco di un’ingente documentazione sonora, fotografica ed audiovisiva che dal 1950 giunge ai giorni nostri, l’associazione culturale Altrosud, d’intesa con la Direzione Generale per gli Archivi del MiBAC, promuove un analogo progetto... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/11/20/larchivio-sonoro-della-campania-e-le-registrazioni-di-roberto-de-simone/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/11/Locandina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1744" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/11/Locandina-141x300.jpg" alt="Locandina" width="141" height="300" /></a>Teatro San Carlo, Napoli, 2 dicembre 2010, ore 17,30</span></p>
<p align="justify">
<p>Dopo i lusinghieri riscontri avuti con l’<span style="color: #ff0000;"><strong>Archivio Sonoro della Puglia</strong></span>, attivo presso la <strong>Cittadella della Cultura di Bari</strong> e ricco di un’ingente documentazione sonora, fotografica ed audiovisiva che dal 1950 giunge ai giorni nostri, l’associazione culturale Altrosud, d’intesa con la Direzione Generale per gli Archivi del MiBAC, promuove un analogo progetto per la Campania, finalizzato allo stesso modo a restituire alle comunità originarie, facilitandone la consultazione a studiosi ed appassionati, documenti sonori, fotografici e audiovisivi particolarmente rappresentativi delle proprie tradizioni culturali.</p>
<p>Il 2 dicembre, alle ore 17,30, al <strong>San Carlo di Napoli</strong>, sarà presentato l’<span style="color: #993300; font-size: large;"><strong>Archivio Sonoro della Campania</strong></span> che, dalle pioneristiche rilevazioni di <strong>Alan Lomax</strong> e <strong>Diego Carpitella</strong> fino alle più recenti ricerche condotte da numerosi studiosi su tutto il territorio regionale,  si prefigge di offrire una rappresentazione in presa diretta di una vivacissima cultura musicale che, per la peculiarità dei propri repertori, ha esercitato e continua ad esercitare una notevole influenza su tutta la produzione musicale meridionale. Semplicemente strepitoso l’esordio del costituendo Archivio che avvia le proprie attività con la presentazione della monumentale opera di <strong>Roberto De Simone</strong>, <span style="color: #ff0000;"><em>Son sei sorelle. Canti e rituali della tradizione in Campania</em></span>, un volume con sette cd allegati che, edito da Squilibri, raccoglie le memorabili registrazioni realizzate in studio negli anni ’70 assieme ad altrettanto materiale inedito, raccolto sul campo nel corso di una pluridecennale ricerca estesa a tutto il territorio regionale. Secondo l’inarrivabile sensibilità musicale dell’autore de <strong>La gatta cenerentola</strong>, registrazioni in studio e riprese sul campo sono ordinate come una straordinaria sinfonia che restituisce all’ascolto il canto corale di un popolo, l’anima e il cuore palpitante <span id="more-202"></span>di una tradizione. Dalla leggenda delle sette sorelle, “sei belle e una brutta e nera” rifugiatasi poi a <strong>Montevergine</strong> dove ebbe inizio il culto alla “mamma Schiavona”, ai possenti canti sul tamburo, con le diverse varianti a seconda dell’area culturale, fino a una insospettata tradizione di canto sociale e politico, è un susseguirsi di emozioni che emanano da brani che, di uno straordinario valore documentario, risaltano per la loro rara bellezza, essendo eseguiti dai più autentici rappresentanti di una cultura millenaria, oggi quasi tutti defunti.</p>
<p>Attività dell’Archivio e volume saranno presentati da <strong>Luciano Scala</strong>, Direttore Generale per gli Archivi, <strong>Domenico Ferraro</strong>, presidente di Altrosud, <strong>Vincenzo Santoro</strong>, Responsabile Ufficio Cultura dell’ANCI, <strong>Maurizio Agamennone</strong>, Università di Firenze, e <strong>Paolo Apolito</strong>, Università di Roma Tre. Dopo le conclusioni, affidate a <strong>Roberto De Simone</strong>, <span style="color: #993300; font-size: large;"><em><strong>In morte di una tarantola </strong></em></span>suite per pianoforte, clarinetto, violino e violoncello dello stesso <strong>De Simone</strong>, ispirata ai moduli espressivi della tradizione meridionale, ed eseguito da <strong>Il Circolo Artistico Ensemble</strong>.</p>
<p>Quest’ulteriore attestazione della possibilità di riuso dei materiali della tradizione indica allo stesso tempo una delle direttrici fondamentali dell’<strong>Archivio Sonoro</strong> che, nel salvaguardare la memoria sonora dei diversi territori, vorrebbe anche riavviare un dialogo tra il mondo della ricerca e quello della riproposta che, negli anni ’70, ha sortito risultati straordinari, costituendo dunque una lezione esemplare da riprendere e rinnovare.</p>
<p align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">per la scheda del libro di de Simone: <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=568">www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=568</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial;">Ingresso gratuito</span></span></span></p>
<p>info:altrosud@altrosud.it, 0984-578154</p>
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