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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Folk Geneticamente Modificato</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Memorie della terra su Folk Geneticamente Modificato</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 22:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[canti e racconti di lavoro e di lotta del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Folk Geneticamente Modificato]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie della Terra]]></category>
		<category><![CDATA[Tricase]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Luca Ferrari da Folk Geneticamente Modificato, 19 febbraio 2011 Dopo un notevole saggio sulla storia del folk revival salentino edito da Squilibri nel 2009 (&#8220;Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina&#8220;), che ha avuto il raro merito di affrontare di petto uno dei fenomeni più controversi emersi negli utlimi anni in ambito folk, il ricercatore... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/03/22/memorie-della-terra-su-folk-geneticamente-modificato/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <strong>Luca Ferrari</strong></span></p>
<p>da <a href="http://folkgeneticamentemodificato.blogspot.com/2011/02/cura-di-vincenzo-santoro-memorie-della.html">Folk Geneticamente Modificato</a>, 19 febbraio 2011</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/03/mdtiec.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1801" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/03/mdtiec-300x201.jpg" alt="mdtiec" width="300" height="201" /></a>Dopo un notevole saggio sulla storia del folk revival salentino edito da Squilibri nel 2009 (&#8220;<span style="color: #ff0000;"><em>I</em><em>l ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</em></span>&#8220;), che ha avuto il raro merito di affrontare di petto uno dei fenomeni più controversi emersi negli utlimi anni in ambito folk, il ricercatore <span style="color: #993300;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span> propone un altro spaccato della storia folclorica dell&#8217;area indagando la dimensione del lavoro, circoscritta alla prima metà del secolo scorso.</p>
<p>Come spiega bene il curatore nell&#8217;introduzione al volume, &#8220;l&#8217;idea di <span style="color: #ff0000;"><em>Memorie della terra </em></span>nasce fondamentalmente da due esigenze. Da una parte si voleva tradurre in una forma &#8220;spettacolare&#8221; il materiale narrativo frutto di due distinte ricerche sul campo, che hanno documentato, utilizzando la metodologia della &#8220;storia orale&#8221;, la stagione delle lotte contadine e del tabacco nel Salento. (&#8230;) L&#8217;altra esigenza era <span id="more-183"></span>quella di rivolgere uno sguardo anche a una forma specifica della tradizione musicale di questo territorio: quella attinente al &#8220;lavoro&#8221;, dai canti eseguiti durante i lavori agricoli, fino ai veri e propri canti di tema politico e sociale, che spesso furono &#8220;composti&#8221; proprio in occasione delle manifestazioni contadine, di cui costituirono una sorta di colonna sonora&#8221;.</p>
<p>L&#8217;intento di <strong>Santoro</strong>, coerente con l&#8217;implicita denuncia del saggio del 2009, è quello di interpretare il revival del tradizionale che ha interessato il Salento nell&#8217;ultimo decennio con coraggioso e opportuno distacco per demistificare &#8220;l&#8217;immagine di un mondo contadino bucolico e pacificato, pervaso di pratiche e significati magici&#8221; che oscura &#8220;le accezioni negative che tali usanze avevano per i suoi protagonisti concreti (emblematico è proprio il caso del fenomeno culturale del tarantismo, trasformato da simbolo di dolore e sofferenza sociale in una sorta di feticcio new-age funzionale allo &#8220;sballo&#8221;), rimuovendo anche la memoria delle condizioni reali in cui si trovavano a vivere i contadini, che nella maggior parte dei casi conducevano una vita di stenti e di fatica, sottoposti a sfruttamento e umiliazioni continue da parte dei pochi proprietari terrieri e notabili locali che avevano saldamente in mano le redini del potere economico e politico&#8221; (pag. 14).</p>
<p>Le 77 pagine del libro, allora, basate sulle memorie dirette di alcuni dei protagonisti di quell&#8217;epoca (tratte da interviste originali o da raccolte/saggi preesistenti), diventano la sceneggiatura di un affascinante percorso di riscoperta &#8211; che si fa spettacolo, appunto, rappresentato nei teatri &#8211; delle storie &#8216;minori&#8217; collegate all&#8217;economia povera della regione: la coltivazione del tabacco (evento choc la rivolta delle tabacchine dell&#8217;Acait di <strong>Tricase</strong> soffocata con il sangue nel 1935&#8230;), la dura repressione degli scioperi, l&#8217;occupazione delle terre, gli attentati di piazza, la caduta del Fascismo diventano la nobile tessitura di questa storia non ufficiale, ma autentica, profondamente segnata nell&#8217;anima e nei corpi della gente, affidata ai testi dei canti, alle musiche e alle voci narranti del CD allegato. Nel glorioso solco di spettacoli popolari come &#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong>Bella Ciao</strong></span>&#8221; (1964) e &#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong>Ci ragiono e canto</strong></span>&#8221; (1966), che inaugurarono simbolicamente in Italia la stagione della rinascita della cultura folk, in cui obiettivo degli organizzatori era quello di divulgare in modo rispettoso e filologicamente corretto esperienze emblematiche delle tradizioni locali del Paese.</p>
<p>Qui, merito di un ottimo gruppo di interpreti (tra cui, oltre a <strong>Santoro</strong>, spicca la bravissima <strong>Anna Cinzia Villani</strong>) che ripropone, in riletture assolutamente godibili, &#8216;classici&#8217; del repertorio salentino quali &#8220;<span style="color: #ff0000;"><em>Fimmene fimmene</em></span>&#8220;, &#8220;<span style="color: #ff0000;"><em>La tabaccara</em></span>&#8221; e &#8220;<span style="color: #ff0000;"><em>La Ceserina</em></span>&#8220;, restituendoli a una più aderente dimensione della memoria, liberati dalla fastidiosa patina del merchandising culturale che, purtroppo, li ha resi famosi nel mondo sotto ben altre vesti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">per la scheda completa del libro cliccare <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2014/10/29/memorie-della-terra-racconti-e-canti-di-lavoro-e-di-lotta-del-salento-il-cdlibro/">qui</a></span></p>
</div>
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