<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Vincenzo Santoro &#187; folksong</title>
	<atom:link href="https://www.vincenzosantoro.it/tag/folksong/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.vincenzosantoro.it</link>
	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
	<lastBuildDate>Sun, 13 Sep 2026 07:17:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Alan Lomax e le registrazioni &#8220;sul campo&#8221;</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2010/07/31/alan-lomax-e-le-registrazioni-sul-campo/</link>
		<comments>https://www.vincenzosantoro.it/2010/07/31/alan-lomax-e-le-registrazioni-sul-campo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 14:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[Alan Lomax]]></category>
		<category><![CDATA[Bob Dylan]]></category>
		<category><![CDATA[folk]]></category>
		<category><![CDATA[folksong]]></category>
		<category><![CDATA[l'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[Lomax]]></category>
		<category><![CDATA[Miles Davis]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.vincenzosantoro.it/2010/07/31/alan-lomax-e-le-registrazioni-sul-campo/</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Giordano Montecchi da www.unita.it del 30 luglio 2010Qualche volta c’è una buona notizia. E spesso a procurarcela è la rete, in virtù di quel suo potere&#8230; come definirlo? Rivoluzionario? Ok, diciamo «mediaticamente rivoluzionario», capace di sovvertire regole e discriminazioni in materia di informazione, o meglio, di condivisione dell’informazione. E siccome il potere è quello che sa tutto e i... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/07/31/alan-lomax-e-le-registrazioni-sul-campo/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/07/31/alan-lomax-e-le-registrazioni-sul-campo/">Alan Lomax e le registrazioni &#8220;sul campo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <strong>Giordano Montecchi</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">da <a href="http://www.unita.it">www.unita.it</a> del 30 luglio 2010<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/07/hero-11-alan-lomax.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1648" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/07/hero-11-alan-lomax-300x199.jpg" alt="hero-11-alan-lomax" width="300" height="199" /></a></span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Qualche volta c’è una buona notizia. E spesso a procurarcela è la rete, in virtù di quel suo potere&#8230; come definirlo? Rivoluzionario? Ok, diciamo «mediaticamente rivoluzionario», capace di sovvertire regole e discriminazioni in materia di informazione, o meglio, di condivisione dell’informazione. E siccome il potere è quello che sa tutto e i sudditi sono quelli che non sanno niente, se la rete continua di questo passo a divulgare tutto, chissà dove andremo a finire.L’ultima riguarda la musica della quale la rete, checché se ne dica, è una grande benefattrice.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">La notizia viene dagli Usa: una parte piccola, ma ciononostante imponente dell’archivio di <strong>Alan Lomax</strong> – per la precisione 400 ore di filmati registrati per la rete televisiva Pbs fra il 1978 e il 1985 – verranno resi pubblici su un apposito canale di Youtube (<a href="http://www.youtube.com/user/AlanLomaxArchive">www.youtube.com/user/AlanLomaxArchive</a>). Già, <strong>Alan Lomax&#8230;</strong> <span id="more-238"></span>Molti anni fa, in tanti, appassionati di musica, quando andavamo scartabellando per dischi, cercando le cose più preziose del jazz, del blues, del rock, del folk, ebbene, una volta sì e l’altra pure saltava sempre fuori questo nome: <strong>Alan Lomax.</strong>.. <strong>Alan Lomax</strong>. Non era un musicista, né un musicologo, né uno storico della musica, né un produttore nel senso usuale del termine, forse perché era tutte queste cose insieme. Perché <strong>Alan Lomax </strong>ha passato la vita a registrare e poi a filmare il mondo, il mondo dei diseredati, dei dimenticati, dei carcerati, il mondo delle musiche minacciate di estinzione.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Con un termine oggi troppo abusato si potrebbe definirlo uno «storico orale», cioè uno che invece delle fonti scritte, cerca la gente e ne raccoglie le testimonianze. Lomax registrava e archiviava, e una parte di quelle registrazioni finiva su disco. Non erano dischi molto vendibili. Ma i musicisti, da <strong>Miles Davis</strong> a <strong>Bob Dylan</strong>, questi dischi li ascoltavano eccome, e rimanevano folgorati dalla forza prepotente di quelle voci, di quei suoni usciti da chissà dove: terra nera, carni macerate, memorie irremovibili, anime ribelli, canti da mozzare il fiato. Per questo sul retro del disco il grazie a chi aveva fornito quella presiosissima «materia prima» non mancava mai. Difficile dire il valore dell’eredità che <strong>Alan Lomax</strong> ha consegnato alla storia del XX secolo. Quel che è certo è che questo texano di Austin nato nel 1915 e spentosi nel luglio del 2002, ci lascia una documentazione monumentale, raccolta in quasi settant’anni di attività instancabile. Cominciò nel 1933, a diciotto anni, seguendo il padre, responsabile dell’<span style="color: #ff0000;"><strong>Archive of Folksongs della Library of Congress</strong></span>. All’epoca i Lomax si portavano dietro qualcosa come duecento chili di attrezzatura che consentiva loro di incidere grandi dischi di alluminio o di acetato capaci di contenere 15 minuti di musica. Negli anni prima della guerra il loro archivio era già una miniera: <strong>Leadbelly</strong>, <strong>Jelly Roll Morton</strong>, <strong>Memphis Slim</strong>, <strong>Woody Guthrie</strong>, <strong>Big Bill Broonzy</strong>, <strong>McKinley Morganfield</strong> divenuto poi celeberrimo come <strong>Muddy Waters</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">E già iniziavano i ringraziamenti, perché alcuni di questi artisti devono l’avvio della loro ascesa proprio ai Lomax. Prima col padre poi con altri collaboratori, <strong>Alan Lomax </strong>ha battuto palmo a palmo gli <span style="color: #ff0000;"><strong>Stati Uniti</strong></span>: tradizioni folkloriche, i canti di lavoro, la musica dei diversi, degli emarginati, ma soprattutto la musica dei neri. Occorreva pazienza, fatica e molto coraggio perché l’ostilità, le minacce e talvolta le violenze in un sud razzista, ancora feudale erano sempre in agguato, perché un «amico dei negri» era (?) visto peggio di un negro. Snobbato dagli etnomusicologi e dai folkloristi per la sua dichiarata solidarietà coi soggetti delle sue ricerche (<span style="color: #ff0000;"><strong>il folklorista</strong><span style="color: #000000;">, era solito ripetere, </span><strong>deve farsi avvocato delle culture popolari</strong></span>) <strong>Alan Lomax</strong> è stato un grande pioniere della diversità culturale come valore da difendere e preservare e nella sua veste un benefattore delle musiche folkloriche di mezzo mondo: <span style="color: #ff0000;"><strong>Stati Uniti</strong></span>, <strong><span style="color: #ff0000;">Caraibi</span></strong>, <span style="color: #ff0000;"><strong>Inghilterra</strong></span>, <strong><span style="color: #ff0000;">Spagna</span></strong>, <strong><span style="color: #ff0000;">Urss</span></strong> e anche <span style="color: #ff0000;"><strong>Italia</strong></span>, dove viaggiò nel 1954–55 con <strong>Diego Carpitella</strong> registrando una collezione di canti delle diverse regioni di valore – e bellezza – inestimabile.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Non è retorica. Lo dicono i numeri del Lomax Archive acquisito nel 2004 dall’<span style="color: #ff0000;"><strong>American Folklife Center</strong></span> della <strong><span style="color: #ff0000;">Library of Congress</span></strong>: più di 5000 ore di registrazioni audio, 2500 videotapes, circa 120 mila chilometri di pellicola girata, una quarantina di metri di scaffali pieni di appunti e manoscritti vari, oltre a una biblioteca di migliaia di volumi e molta altra documentazione. A tutto questo andrebbe poi aggiunta la sterminata discografia nella quale Lomax ha avuto un ruolo come ricercatore, produttore o consulente scientifico e che allinea centinaia di titoli, 78 giri, long playing, cd. A parte le decine di registrazioni fornite dagli appassionati che già Youtube ospita da anni, ora ci sono i documenti dell’Archivio, queste registrazioni degli anni Ottanta, un’epoca nella quale le mitografie, le epopee eroiche alla <strong>Leadbelly</strong> o <strong>Robert Johnson</strong> sono ormai fuori luogo.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Eppure <strong>Alan Lomax</strong> è il ricercatore, è colui che, appunto, sa cercare e sa trovare. E anche quando l’età dell’oro è tramontata eccolo denudare le radici ancora vive, là dove nessun talent scout, nessun discografico si sarebbe mai avventurato: i sermoni alla St. James Missionary Baptist Church Congregation o il blues di R.L Burnside: sì la chitarra è elettrica ma, sullo sfondo, la povera campagna e il filo spinato dicono che il tempo non è mai trascorso e forse non passerà mai. Questi e altri documenti inestimabili di umanità oggi vanno su Youtube; platea: il mondo. Chissà chi vincerà, se l’umanità o il business.</span></p>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F07%2F31%2Falan-lomax-e-le-registrazioni-sul-campo%2F&amp;linkname=Alan%20Lomax%20e%20le%20registrazioni%20%E2%80%9Csul%20campo%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F07%2F31%2Falan-lomax-e-le-registrazioni-sul-campo%2F&amp;linkname=Alan%20Lomax%20e%20le%20registrazioni%20%E2%80%9Csul%20campo%E2%80%9D" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F07%2F31%2Falan-lomax-e-le-registrazioni-sul-campo%2F&amp;linkname=Alan%20Lomax%20e%20le%20registrazioni%20%E2%80%9Csul%20campo%E2%80%9D" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F07%2F31%2Falan-lomax-e-le-registrazioni-sul-campo%2F&amp;linkname=Alan%20Lomax%20e%20le%20registrazioni%20%E2%80%9Csul%20campo%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F07%2F31%2Falan-lomax-e-le-registrazioni-sul-campo%2F&amp;linkname=Alan%20Lomax%20e%20le%20registrazioni%20%E2%80%9Csul%20campo%E2%80%9D" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F07%2F31%2Falan-lomax-e-le-registrazioni-sul-campo%2F&amp;title=Alan%20Lomax%20e%20le%20registrazioni%20%E2%80%9Csul%20campo%E2%80%9D" id="wpa2a_2">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/07/31/alan-lomax-e-le-registrazioni-sul-campo/">Alan Lomax e le registrazioni &#8220;sul campo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.vincenzosantoro.it/2010/07/31/alan-lomax-e-le-registrazioni-sul-campo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
