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	<title>Vincenzo Santoro &#187; fotovoltaico</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Eolico e fotovoltaico selvaggio. Il Salento  rischia lo sfascio</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 16:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[emergenza ambiente Salento]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[La Gazzetta del Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Tonio Tondo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Mega torri eoliche stanno sorgendo e molte altre sono programmate sulle Serre, a Oriente e a Occidente, tra uliveti secolari, casali, antiche masserie, menhir, dolmen e grotte preistoriche, tutti luoghi nei quali si sono costruite la mitologia e la storia delle comunità locali e dei territori di Tonio Tondo da La Gazzetta del Mezzogiorno del 18 dicembre 2010 Governo contro... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/12/18/eolico-e-fotovoltaico-selvaggio-il-salento-rischia-lo-sfascio/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Mega torri eoliche stanno sorgendo e molte altre sono programmate sulle Serre, a Oriente e a Occidente, tra uliveti secolari, casali, antiche masserie, menhir, dolmen e grotte preistoriche, tutti luoghi nei quali si sono costruite la mitologia e la storia delle comunità locali e dei territori</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <strong>Tonio Tondo</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">da <a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=390509&amp;IDCategoria=1">La Gazzetta del Mezzogiorno</a> del 18 dicembre 2010</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/12/Impianto_fotovoltaico_sul_sito_grotte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1756" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/12/Impianto_fotovoltaico_sul_sito_grotte-300x194.jpg" alt="Impianto_fotovoltaico_sul_sito_grotte" width="300" height="194" /></a>Governo contro Regione, conflitti sull’interpretazione dell’articolo 117 della Costituzione in materia di legislazione concorrente sull’energia, ricorsi e sentenze della Consulta che sanzionano la giunta pugliese, norme che s’inseguono e cambiano lo scenario: le energie rinnovabili, insieme ai primati pugliesi, sono anche fonte di litigi politici e giudiziari. Nell’incertezza e nella confusione, iniziative spregiudicate di forti gruppi hanno preso di mira i luoghi simbolo del Salento, le Serre e gli uliveti secolari. </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Lo scontro di potere tra giunta regionale e governo centrale ha finito con il favorire società finanziarie e fondi di investimento, molti con sede nei paradisi fiscali,<span id="more-198"></span> da Panama a Cipro, che in nome della guerra ai gas serra, operano con forti capacità operative. Mega torri eoliche stanno sorgendo e molte altre sono programmate sulle Serre, a Oriente e a Occidente, tra uliveti secolari, casali, antiche masserie, menhir, dolmen e grotte preistoriche, tutti luoghi nei quali si sono costruite la mitologia e la storia delle comunità locali e dei territori. </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Per evitare lo scempio gruppi di ambientalisti si appellano a Ovidio e alla Collina dei fanciulli e delle ninfe per addolcire il cuore di politici e imprenditori e salvare le Serre di Giuggianello. E altri esaltano le Veneri di Parabita per salvare i rilievi che si affacciano sulla piana di Gallipoli. I richiami alla letteratura antica forse non sono argomenti decisivi, ma sicuramente possono fornire elementi per scongiurare l’installazione degli aerogeneratori nei luoghi più suggestivi e più amati dai visitatori e dagli stessi salentini. </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Ma non sono solo le torri a minacciare il territorio più prezioso. Pervasivi campi di pannelli fotovoltaici si diffondono ovunque, in modo spropositato e senza un minimo di programmazione, anche in aree ad alto pregio ambientale, con vincoli paesistici, e in territori di qualità produttiva. Insieme a questi «laghi» di alluminio e silicio arriveranno, abbondanti, i diserbanti che avveleneranno i terreni per impedire la crescita dell’erba tra i filari di pannelli. </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Rischia grosso il Salento. Dopo aver conquistato gradini su gradini nelle classifiche dei luoghi più ambiti, può diventare ostaggio di società anonime e non. Per prime si sono affacciate le società finanziarie e le aziende del Nord, poi i fondi inglesi e irlandesi, adesso è la volta di cinesi e sudcoreani che si stanno muovendo in modo massiccio con ingenti capitali. In questo notevole flusso di denaro, è arrivato puntuale l’allarme dell’Antimafia: il Salento è a forte rischio, in bilico fra terra integra e resistente alle infiltrazioni criminali e luogo di intrecci affaristici nel nome del vento e del sole. </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">E’ anche in bilico tra una crescita sostenibile, con una equilibrata e oculata presenza di impianti energetici alternativi, e lo scadimento qualitativo del territorio rurale e della macchia boschiva. Ad essere colpiti, in modo irrimediabile, i luoghi più belli: le dolci colline, gli unici rilievi del Salento, vere e proprie terrazze verso il mare. Insieme alle Serre occorre salvare gli uliveti storici che hanno sostituito i boschi nel corso dei secoli. </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Se dovessero essere piantati tutti gli aerogeneratori autorizzati e in attesa del via libera, il Salento sarebbe una foresta di torri eoliche. Le cifre vanno dalle 500 alle 1000, ma c’è chi sostiene che sono di più. Numeri record anche per il fotovoltaico, attirato dalle ore sole del Salento e da una legislazione permissiva. Migliaia di ettari stanno cambiando destinazione, da agricola a industriale. Gli agricoltori, alle prese con una durissima crisi, cedono i terreni in affitto (dai quattro ai seimila euro a ettaro) oppure vendono alle «società sviluppatrici», cioè ai rappresentanti dei gruppi finanziari. </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">L’assalto del fotovoltaico sta mettendo a dura prova anche la tenuta delle associazioni ambientaliste. Legambiente rischia di dividersi a causa di un progetto per circa 5 Megawatt su 26 ettari a Cutrofiano, presentato da «AzzeroCo2 srl», una società formata da Kyoto club, Ambiente Italia e dalla stessa Legambiente. Alcuni circoli, in testa i toscani e i milanesi, contestano la scelta della presidenza nazionale e parlano di «conflitto d’interesse». </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Volano parole grosse: il business del fotovoltaico fa vittime anche fra gli ecologisti chiamati a tutelare il territorio e a fare le pulci ai progetti. Il Salento è un marchio internazionale in forte espansione. Negli ultimi anni la presenza dei turisti è sempre cresciuta, grazie alle bellezze naturalistiche e al patrimonio artistico e storico. In pericolo è il paesaggio. Siti ambientalisti danesi hanno lanciato l’allarme sugli attacchi in atto al paesaggio e alla natura che tanto successo hanno fra gli europei. Inglesi e tedeschi che hanno scelto il Salento come seconda casa, e molti per viverci tutto l’anno, chiedono di difendere il territorio e di evitare stravolgimenti ambientali. </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Consentire l’aggressione alle Serre, alte fino a 200 metri, perché le pale eoliche, alte più di 100 metri, possano intercettare i venti più intensi e continui, è un errore che non possiamo commettere.</span></p>
</div>
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		<title>Via dalle campagne i pannelli solari stanno meglio in citt&#224;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 07:12:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[emergenza ambiente Salento]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Petrini]]></category>
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		<category><![CDATA[laRepubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Carlo Petrini da La Repubblica del 17 aprile 2010 Il fotovoltaico va concentrato nei centri urbani, per non danneggiare le biodiversità. L&#8217;automatismo per cui l&#8217;energia rinnovabile è sempre sostenibile è sbagliato Il fotovoltaico è diventato una delle tecnologie portanti del nuovo modello energetico che si sta affacciando grazie alla terza rivoluzione industriale, la &#8220;rivoluzione verde&#8221;. Vi sono tuttavia crescenti... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/04/17/via-dalle-campagne-i-pannelli-solari-stanno-meglio-in-citt/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <strong>Carlo Petrini</strong></span></p>
<p>da La Repubblica del 17 aprile 2010</p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/04/eolico-fotovoltaico-eroei-lecce-fv-rid-600x450.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1618" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/04/eolico-fotovoltaico-eroei-lecce-fv-rid-600x450-300x225.jpg" alt="eolico-fotovoltaico-eroei-lecce-fv-rid-600x450" width="300" height="225" /></a>Il fotovoltaico va concentrato nei centri urbani, per non danneggiare le biodiversità. L&#8217;automatismo per cui l&#8217;energia rinnovabile è sempre sostenibile è sbagliato</em></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Il fotovoltaico è diventato una delle tecnologie portanti del nuovo modello energetico che si sta affacciando grazie alla terza rivoluzione industriale, la &#8220;rivoluzione verde&#8221;. Vi sono tuttavia crescenti perplessità sul suo uso intensivo e centralizzato, che coinvolge molti terreni agricoli d´Italia e d´Europa.</span></p>
<p>Se si configura secondo il modello energetico cui siamo stati abituati, il fotovoltaico rischia infatti di fare danni quali erosione dei suoli, perdita di fertilità, di terreni agricoli, di biodiversità, cibi e sovranità alimentare.</p>
<p>Sia chiaro: il fotovoltaico rimane centrale nella rivoluzione energetica, bisogna soltanto fare in modo che non comprometta altre risorse utili e sfrutti invece la miriade di spazi a lui più adatti. Sono questioni che vanno prese seriamente come dimostra uno studio scientifico dell´Arpa Puglia inviato alla Regione il 2 marzo scorso. Nel 2009 la stima dell´Arpa è che siano stati installati in Puglia impianti fotovoltaici per 738 MW, impegnando una superficie agricola di circa 2.214 ettari, mentre nei primi due mesi del 2010 sono giunte richieste d´installazioni a fronte di altri possibili 1217 ettari rubati all´agricoltura<span id="more-251"></span>: un vero boom, giustificato dallo sforzo dell´amministrazione di portarsi avanti nel raggiungimento del famoso obiettivo 20-20-20 (la riduzione del venti per cento delle emissioni di CO2 e l´implementazione del 20 per cento dell´energia totale prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020). Sforzo apprezzabile ma che in questo caso merita cautela: questi impianti hanno un impatto ambientale da tenere assolutamente in considerazione se, come sta avvenendo, sono fortemente concentrati in alcune aree.</p>
<p>Con distese enormi di pannelli fotovoltaici i suoli sottostanti perdono permeabilità; l´attività biologica tende a morire dando luogo a fenomeni di desertificazione che ne decreterebbero l´infertilità e aumenterebbero il pericolo di alluvioni. Inoltre non si può calcolare che succederà quando tutti questi pannelli andranno smaltiti.</p>
<p>Si tenga poi conto che le reti energetiche che abbiamo non sono ancora pronte a tali incrementi: basti il dato che in Puglia le perdite di energia per trasmissione sulla rete ammontano a circa il 70 per cento dell´energia prodotta da fonti rinnovabili.</p>
<p>&#8220;Andiamoci piano con i pannelli&#8221;, verrebbe da dire, ma il problema vero non sono i pannelli: è una visione che risente ancora della vecchia logica centralistica delle energie fossili, secondo cui bisogna &#8220;concentrare&#8221; in poche centrali la produzione, quando invece le fonti del 20-20-20 (il sole, il vento, l´acqua, la biomassa) sono per loro natura distribuite e non concentrate come l´uranio, il gas, il carbone o il petrolio.</p>
<p>Questa idea che le energie rinnovabili vadano raccolte in &#8220;grandi centrali&#8221; anziché in milioni di piccole installazioni distribuite, è l´ibrido per cui le energie del futuro andrebbero prodotte secondo le logiche del passato. Ciò provoca l´equivoco di fondo secondo cui l´energia rinnovabile sarebbe &#8220;sostenibile&#8221; per definizione, mentre non è così. Se si creano dei danni ambientali, anche il fotovoltaico (e qualunque altra tecnologia rinnovabile) diventa &#8220;insostenibile&#8221;.</p>
<p>In realtà c´è un modo sostenibile di inserire il fotovoltaico nel mix energetico e nel contesto agricolo. Per farlo bisogna privilegiare l´autoconsumo e la produzione più distribuita possibile. In pratica questo si traduce con politiche mirate a portare il fotovoltaico sui tetti in ambito urbano e industriale &#8211; e in luoghi abbandonati, come capannoni o strade dismesse &#8211; mentre per quanto riguarda l´ambito agricolo, a seguire regole che lo rendono compatibile con la sovranità alimentare del territorio e la produzione locale del cibo.</p>
<p>Esistono oggi tecnologie come il fotovoltaico su serra; quello per azionare pompe irrigue e sistemi di refrigerazione o altri consumi legati alla trasformazione: sono sostenibili. Per quanto riguarda i terreni coltivati poi, nulla vieta di utilizzare pannelli montati su piloni abbastanza alti da permettere la coltivazione dei prodotti nella terra sottostante.</p>
<p>All´impiego in aree agricole bisogna però aggiungere le enormi potenzialità in ambito urbano e industriale: da uno studio condotto in Sicilia, emerge che anche utilizzando soltanto il 6,5 per cento delle superfici disponibili su fabbricati sia residenziali, sia industriali nella regione, si potrebbe ottenere una potenza superiore a quella complessiva già installata su tutto il territorio nazionale.</p>
<p>Un modello distributivo di questo tipo, oltre a permettere un´integrazione nel tessuto urbano, industriale e rurale, garantisce anche un altro enorme vantaggio: la redistribuzione della ricchezza prodotta dall´energia. Si darà lavoro a migliaia di piccole e medie aziende installatrici e se ne creeranno di nuove; ma anche il cittadino, il piccolo imprenditore e chiunque disponga di una superficie adatta, potranno godere del reddito supplementare ventennale garantito dall´incentivo statale.</p>
<p>La sfida futura per i governi sarà quella di promuovere un modello distribuito: le regioni che per prime lo implementeranno permetteranno a tutti, e non solo ai grandi gruppi finanziari e alle banche, una reale uscita dalla crisi e una crescita duratura e legata alle risorse del territorio, a sistemi di economia locale.</p>
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