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	<title>Vincenzo Santoro &#187; il Fatto Quotidiano</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Lucio Dalla: “Matteo Salvatore, fondatore della musica italiana”</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 16:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[il Fatto Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Lucio Dalla]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Salvatore]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Gireremo la sua storia ne &#8216;Il bene mio&#8217; come ha fatto John Turturro con Napoli&#8221; di Federico Mello da Il Fatto Quotidiano del 14 settembre 2011“È stato il precursore di tutti i cantautori italiani” chiarisce subito Lucio Dalla. Eppure se si seguisse una logica strettamente commerciale, Matteo Salvatore non avrebbe alcuno spazio nella storia della musica italiana. Chi, &#8211; verrebbe... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/09/14/lucio-dalla-matteo-salvatore-fondatore-della-musica-italiana/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/09/14/lucio-dalla-matteo-salvatore-fondatore-della-musica-italiana/">Lucio Dalla: “Matteo Salvatore, fondatore della musica italiana”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="color: #000000; font-size: medium;"><em>&#8220;Gireremo la sua storia ne &#8216;Il bene mio&#8217; come ha fatto John Turturro con Napoli&#8221;</em></span></span></p>
<p>di <strong><span style="color: #ff0000;">Federico Mello</span></strong></p>
<p>da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a> del 14 settembre 2011<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/07/3_matteo-salvatore.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1951" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/07/3_matteo-salvatore.jpg" alt="3_matteo-salvatore" width="204" height="153" /></a>“È stato il precursore di tutti i cantautori italiani” chiarisce subito <strong><span style="color: #ff0000;">Lucio Dalla</span></strong>. Eppure se si seguisse una logica strettamente commerciale, <span style="color: #993300;"><strong>Matteo Salvatore</strong></span> non avrebbe alcuno spazio nella storia della musica italiana. Chi, &#8211; verrebbe da chiedersi – comprerebbe le sue nenie che grondano fame, fatica, morte, miseria e ribellione? Ma se le logiche delle major crollano miseramente all’ascolto dei suoi brani: la sua voce profonda e cupa ha il suono di un tempo ancestrale, come se la terra dura della sua Apricena, delle sue campagne foggiane, si fosse fatta canzone. “<strong><span style="color: #993300;">Le parole di Matteo Salvatore le dobbiamo ancora inventare</span></strong>” disse</p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span id="more-1950"></span></span><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="color: #000000; font-size: medium;"> Italo Calvino. A sei anni dalla morte, questa sera Dalla sarà a Manfredonia per ricordarlo insieme a <strong>Renzo Arbore</strong>, <strong>Moni Ovadia</strong>, <strong>Teresa De Sio</strong>, <strong>Marco Alemanno</strong> e numerosi altri musicisti in un evento speciale titolato “Il bene mio”. Dal progetto, verrà tratto un film e lo stesso Dalla, da <strong>Manfredonia</strong>, ci racconta il senso di questa riscoperta che vuole essere anche culturale.</span></span><em>Musica di fatica ma anche “politica”.</em></p>
<p>I cantanti alla Pietrangeli facevano lotta politica, lui faceva politica e basta. Scriveva canzoni che erano l’espressione più alta delle istanze del popolo.</p>
<p><em>Un precursore o l’ultimo dei cantori popolari?</em></p>
<p>Non esiste una prova di anticipazione dei tempi e dei linguaggi come la sua. Anche dei grandi cantautori che sono venuti dopo, non ce n’è nessuno così moderno e attuale. È un precursore, anzi, un fondatore.</p>
<p><em>Con un seguito negli anni?</em></p>
<p>La sua capacità vocale era straordinaria, ma la sua vera invenzione era quella di cantare una grande sensibilità senza retorica. Capiva che la gente avrebbe parlato come lui scriveva. Questo i cantautori hanno cominciato a farlo solo dopo: se prendi un mio testo come “L’anno che verrà” è uno dei più vicini a quella sensibilità.</p>
<p><em>Ha ancora un’attualità?</em></p>
<p>Stai scherzando? Parli con Vinicio Capossela, tra i numeri uno di oggi, e ti dice che è stato il suo ispiratore.</p>
<p><em>E l’evento di questa sera?</em></p>
<p>Utilizziamo il <span style="color: #ff0000;"><strong>premio Matteo Salvatore</strong></span> per lanciare il film che seguirà. Spero anche che la parte funzionante delle istituzioni aiuti le economie necessarie per realizzarlo. Sarà una pellicola che punta a far capire una cultura, pugliese ma non solo, così come ha fatto John Turturro per Napoli con il suo “Passione”.</p>
<p><em>A proposito di Puglia: nel 2006 hai partecipato alla <span style="color: #ff0000;"><strong>Notte della Taranta</strong></span>, ormai un evento internazionale.</em></p>
<p>Anche quello è un fenomeno, dove sono stato testimone di un evento incredibile. I centomila presenti si sono divertiti quando ho fatto “Disperato Erotico Stomp” in versione pizzica ma è stato incredibile come sono rimasti in silenzio ad ascoltare cinque testi nell’antico dialetto locale, il “grico”, letti da Marco Alemanno: una cosa che mai sarebbe successa in un’altra parte d’Italia. Centomila persone con un tasso alcolico piuttosto alto, hanno avuto la curiosità e l’educazione di stare in silenzio ed ascoltare cinque testi della loro cultura.</p>
<p><em>È una sorta di Buena Vista Social Club italiano?</em></p>
<p>No. È molto di più. I Buena Vista colpivano anche per decadenza fisica dei protagonisti, nel caso di Matteo Salvatore ci troviamo di fronte a una forza energetica dove c’è tutto tranne la malinconia. Il suo livello è altissimo anche in confronto con i grandi della letteratura. E il popolo pugliese dovrebbe avere coscienza di questo patrimonio.</p>
<p><em>Anche all’epoca di Facebook i ragazzi sembrano riscoprire la cultura popolare.</em></p>
<p>Il fatto che i giovani sentano loro la cultura popolare non smentisce i codici della modernità, piuttosto permette di arrivare alla propria natura che non può fare a meno di un supporto di fede, di tradizione. Matteo Salvatore era del tutto laico, ma esprimeva una religiosità profonda: forniva un supporto per vivere il lato sociale della propria esistenza.</p>
<p><em>Un messaggio importante…</em></p>
<p>Importante non solo per la Puglia, ma anche per quello che riguarda la nostra società che viene confusa, distratta, svilita dal rapporto televisivo, dalle puttanate che ci vengono fatte vedere ogni giorno, da questa sorta di ricatto che dobbiamo subire e che vi vuole obbligare a vivere per la pubblicità, per la merda che ci propinano ogni giorno.</p>
<p><em>Stasera, è tutt’altro.</em></p>
<p>Lo è di partenza e lo sarà di arrivo. Come il film, avrà un valore storico come tutto ciò che parla di comunità. E in Puglia, evidentemente, funziona.</p>
</div>
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		<title>Radio Padania Libera occupa il Salento</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 13:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[Alessano]]></category>
		<category><![CDATA[il Fatto Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Con Radio Maria è l&#8217;unica emittente &#8220;comunitaria&#8221;. E così può prendersi le frequenze di Pierluigi Giordano Carbone da Il Fatto Quotidiano del 6 gennaio 2010 “Ho sentito che Vendola è stato svegliato nel cuore della notte da alcuni manifestanti del Pdl e che è cascato dalle scale. Purtroppo non ha avuto danni permanenti”: la simpatia del giovane consigliere provinciale varesino... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/01/06/radio-padania-libera-occupa-il-salento/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Con Radio Maria è l&#8217;unica emittente &#8220;comunitaria&#8221;. E così può prendersi le frequenze</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <strong>Pierluigi Giordano Carbone</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/06/radio-padania-libera-occupa-il-salento/85030/">Il Fatto Quotidiano</a> del 6 gennaio 2010</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/01/radiopadania.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1765" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/01/radiopadania.jpg" alt="radiopadania" width="220" height="96" /></a>“Ho sentito che <strong>Vendola</strong> è stato svegliato nel cuore della notte da alcuni manifestanti del Pdl e che è cascato dalle scale. Purtroppo non ha avuto danni permanenti”: la simpatia del giovane consigliere provinciale varesino Marco Pinti è stata certamente apprezzata dagli ascoltatori di <strong>Radio Padania Libera</strong>. Non da tutti, però. L’emittente di Bossi, infatti, dal 17 dicembre ha iniziato a trasmettere anche nel <span style="color: #ff0000;"><strong>Salento</strong></span>, ad <span style="color: #ff0000;"><strong>Alessano</strong></span>, dove ha occupato una nuova frequenza <span id="more-195"></span>(la 105,600 Mhz). Come si spiega l’ultima conquista geografica del verbo leghi-sta? A sentire Cesare Bossetti, amministratore unico di Rpl, tutto nasce dall’esigenza di far conoscere le idee della Lega sul federalismo; per Matteo Salvini (europarlamentare e direttore dell’emittente), invece, la scelta dipenderebbe da una semplice simpatia verso i salentini, che guarda caso in questo periodo stanno cercando di staccarsi da Bari. Solo motivi politici, quindi? Sembrerebbe proprio di no. Ad avvalorare la tesi, un’intervista rilasciata tempo fa al Corriere Economia da Bossetti, che ha parlato dello sbarco di radio Padania al sud in termini di “shopping meridionale”.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">In pratica, si tratterebbe di una mera strategia economico-commerciale. E sì, perché in barba al decennale stallo del mercato dell’etere, Radio Padania può agire in regime di semi-monopolio, occupando, valorizzando, permutando o rivendendo le frequenze che sceglie di utilizzare. Non c’è nessun illecito: lo permette la legge. Radio Padania Libera, infatti, secondo lo Stato fa parte di una categoria in via d’estinzione: le radio comunitarie, quelle senza scopo di lucro (in un’ora di trasmissioni non possono superare il 5% di pubblicità), che producono contenuti culturali, etnici e religiosi per aree geografiche e popolazioni minoritarie e che favoriscono il pluralismo di un etere dominato dalle radio commerciali.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">In Italia sono solo due: Radio Padania e, udite udite, Radio Maria…. La svolta risale a undici anni fa. Era il 2001, infatti, quando un emendamento alla Finanziaria – presentato dal deputato leghista Davide Caparini – fece stappare lo champagne nella sede dell’emittente leghista: le radio comunitarie, al fine di completare la copertura nazionale, divennero le uniche a poter occupare le frequenze, a patto di non interferire con le altre emittenti. Bastava solo un avviso di attivazione al ministero delle Comunicazioni e il gioco era fatto. Non solo. Trascorsi 90 giorni e in mancanza di segnalazioni di interferenze, le radio comunitarie erano autorizzate all’uso della nuova frequenza, il che significa che potevano anche venderla o permutarla, magari dopo averne migliorato il valore di mercato. Dal 2001 ad oggi nulla è cambiato. Ora, considerato che nell’asfittico mercato dell’etere italiano ogni frequenza ha un valore di mercato altissimo e comunque non calcolabile con esattezza (dipende dall’esigenza di chi compra) e che dal 2002 Radio Padania Libera ha occupato un numero di frequenze che oscilla tra le 200 e le 250, è facile intuire i motivi della discesa al Sud dell’emittente leghista, che con il sistema dell’occupazione-permuta delle frequenze ha raggiunto un duplice obiettivo: trasmettere quasi in tutta Italia e acquisire un’enorme forza commerciale. Sarà un caso, ma dai 109 mila euro del 2006 il fatturato di Rpl è passato a quasi due milioni di euro nel 2008. Non male per chi può contare sul 5% di pubblicità per ogni ora di trasmissione. Al danno per il mercato dell’etere, inoltre, sei anni fa si è aggiunta anche la beffa politica. La Finanziaria del 2005, infatti, ha regalato alle radio comunitarie un milione di euro l’anno, quindi 500mila a Radio Maria e altrettanti a Radio Padania Libera. Chi ha presentato l’emendamento in questione? Davide Caparini, il benefattore delle radio comunitarie. E “Roma Ladrona”? Sempre sulla stessa linea d’onda.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Per approfondire l&#8217;argomento cliccare <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=578">qui</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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