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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Mario Desiati</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Pane, amore e lotte. Il realismo poetico che racconta l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Aug 2011 11:40:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alberto Asor Rosa]]></category>
		<category><![CDATA[laRepubblica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La Puglia, l&#8217;emigrazione, l&#8217;amianto nel romanzo di Desiati. Tra forze arcaiche e passioni di oggi, una favola dolorosa di Alberto Asor Rosa da Repubblica del 26 marzo 2011 “Ternitti” è la versione dialettale pugliese di “eternit”, il micidiale materiale costituito da una mescola di cemento e fibre di amianto, usato in genere per la fabbricazione di lastre di copertura, prefabbricati,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/08/21/pane-amore-e-lotte-il-realismo-poetico-che-racconta-litalia/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><em><span style="color: #000000; font-size: medium;">La Puglia, l&#8217;emigrazione, l&#8217;amianto nel romanzo di Desiati. Tra forze arcaiche e passioni di oggi, una favola dolorosa</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">di <strong>Alberto Asor Rosa</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">da Repubblica del 26 marzo 2011</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/08/ternitti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1869" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/08/ternitti.jpg" alt="ternitti" width="141" height="220" /></a>“<span style="color: #993300;"><strong>Ternitti</strong></span>” è la versione dialettale pugliese di “eternit”, il micidiale materiale costituito da una mescola di cemento e fibre di amianto, usato in genere per la fabbricazione di lastre di copertura, prefabbricati, tubi, ecc.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Ma anche, sempre in dialetto pugliese, è l&#8217;equivalente di “tetto” (ma “eternit” allude anche, con tragica presa in giro, a “eterno”, quello che non muore mai: mentre qui non si fa che morire). E in effetti, tra una fabbrica svizzera di eternit, dove lavora un nutrito gruppo di operai italiani e of course pugliesi, e il tetto di un cravattificio sito in territorio pugliese, si svolge l&#8217;intera vicenda di <strong><span style="color: #993300;"><em>Ternitti</em></span></strong>, ultimo romanzo del giovane scrittore pugliese <span style="color: #ff0000;"><strong>Mario Desiati </strong></span>(nato nel 1977, sicché l&#8217;espressione giovane scrittorre non è, come ormai capita sovente, solo metaforica), apparso da Mondadori, (pp. 258, euro 18,50).</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Mi accorgo di aver usato più volte, in queste poche righe, la specificazione “pugliese”. È avvenuto casualmente, ma non </span><span style="color: #000000; font-size: medium;">senza ragioni.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Anzi, la prima cosa da dire è questa: Desiati, &#8211; almeno per quanto ci ha fatto vedere finora, &#8211; è avvinto in maniera quasi ossessiva alla sua terra d&#8217;origine, la Puglia, più precisamente quella parte della <strong>Puglia</strong>, che quasi sembra precipitare e immergersi nel Mediterraneo, stretta dal mare sia ad oriente sia a occidente, fino a formare quello che gli italiani chiamano &#8216;<strong>il tacco</strong>&#8216; della penisola, terra di paesi dai nomi incantati, <strong>Tricase</strong>, <strong>Andrano</strong>, <strong>Ruffano</strong>, <strong>Leuca</strong>, <strong>Torrepaduli</strong>&#8230; <span id="more-160"></span>Il misto inesauribile di realtà, &#8211; anche la realtà più povera, disgraziata, violenta, &#8211; e di favola, &#8211; una favola carica di sensi misteriosi, magici, &#8211; che caratterizza il mondo poetico di Desiati, nasce dalla inesausta contemplazione e dalla profonda metabolizzazione, densa di suggestioni, di questo mondo arcaico, originario, il mondo in cui risuona, per usare le parole dello stesso Desiati, la “voce delle madri”, “la voce degli antenati”: la voce che, da lontano, arriva e può recare “in dono”, inaspettatamente e qualche volta anche inspiegabilmente, “la salvezza”.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Tempo fa ascrissi Mario Desiati a quella nouvelle vague della nostra narrativa, che si faceva portatrice di un&#8217;istanza di nuovo realismo italiano.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="color: #993300;"><em>Ternitti</em></span> ci consente di precisare meglio questo giudizio.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><em><span style="color: #993300;">Ternitti</span></em> è, classicamente, una storia di amore e di morte, &#8211; anzi, per restare nell&#8217;ordine sostanziale che la storia ci impone, &#8211; di morte e di amore.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">L&#8217;amianto, lavorato imprudentemente in una fabbrica svizzera, conduce implacabilmente alla morte quanti, &#8211; in primo luogo gli operai pugliesi, che sono tra i protagonisti di questo racconto, &#8211; hanno avuto a che fare con il demoniaco composto. Nelle sette sezioni di cui il libro è formato, anche cronologicamente ordinate (sono trentasei anni di storia, dal 1975 al 2011), la scomparsa degli uomini, &#8211; e poi delle loro donne che hanno contratto il contagio dai loro vestiti e dalle loro pelli, &#8211; è seguita con l&#8217;angosciosa certezza della scomparsa.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">In direzione contraria, e sia pure disordinatamente, confusamente e disperatamente, insomma come si può, &#8211; si muove l&#8217;amore, che lotta contro la dissoluzione, il distacco, la perdita, e alla fine, anche se forse proprio nel momento in cui è diventato inutile farcela, ce la fa. A interpretare il ruolo della “passione”, che è “contagio felice, un germe trasmesso da chi si ama”, &#8211; ruolo che nel Paese delle spose infelici, il precedente romanzo di Desiati, era stato di un altro personaggio straordinario, ANNALISA D&#8217;EFEBO (tutto in maiuscolo perché traiamo i dati da una lastra tombale), viene caricato ora sulle spalle esili ma profondamente seducenti e robuste di Domenica Orlando, la bimba-ragazza-donna, la figlia-madre-amante, alle cui infinite capacità di avventura e di sopravvivenza si deve se la compagine umana prefigurata, invece di sfidarsi e dissolversi, tiene.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Ora, tutto questo, me ne rendo conto, avrebbe poco senso, se non si dicesse l&#8217;essenziale. Desiati lavora alla sua materia come sospeso a mezz&#8217;aria: da una parte c&#8217;è la realtà nuda e cruda, disincantata e feroce; dall&#8217;altra c&#8217;è un vento fantastico che la raccoglie e le dà un senso e, senza toglierle verità, le conferisce il ritmo e le movenze di un&#8217;antica fiaba, d&#8217;una canzone popolare, di un sussurro scambiato tra amanti nel buio.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">È questo amalgama stilistico, fra realismo e poesia, fra narrazione e folgorazione, che fa il bello della prosa del nostro giovane scrittore. Non stare né qui né lì, ma contemporaneamente da tutt&#8217;e due le parti. Può anche darsi che in certi brevi momenti l&#8217;amalgama si smagli e si avvertano cedimenti nel delicato organismo (o troppo realismo cronichistico, documentario e magari di denuncia o troppa invenzione gratuita in quanto oltre i limti delle situazioni e dei personaggi). Ma la soffice cantilena affabulatoria del narratore, il suo stare sopra le cose, guardarle dall&#8217;alto con affetto, e contemporaneamente dentro, nella loro buia, inquietante profondità, sovrasta tutto, e fa l&#8217;unità del libro. Ed è ciò che serve per goderselo come merita.</span></p>
</div>
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		<title>Vittorio Bodini torna in Puglia</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 08:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Salento e le sue musiche]]></category>
		<category><![CDATA[Carmelo Bene]]></category>
		<category><![CDATA[Girolamo Comi]]></category>
		<category><![CDATA[laRepubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Desiati]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Bodini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Le spoglie nel cimitero di Lecce. Domenica ricorre il quarantesimo anniversario della morte e sarà un´occasione importante per poterlo ricordare e farlo conoscere a chi non lo ha mai letto di Mario Desiati da www.repubblica.it del 17 dicembre 2010Vittorio Bodini è tornato in Puglia in questi giorni. Le spoglie del poeta mercoledì sono state trasferite a Lecce, la sua città,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/12/19/vittorio-bodini-torna-in-puglia/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><em>Le spoglie nel cimitero di Lecce. Domenica ricorre il quarantesimo anniversario della morte e sarà un´occasione importante per poterlo ricordare e farlo conoscere a chi non lo ha mai letto</em></span></span></p>
<p>di <strong>Mario Desiati</strong></p>
<p>da <a href="http://bari.repubblica.it/cronaca/2010/12/17/news/vittorio_bodini_torna_in_puglia_sar_sepolto_accanto_a_schipa-10303058/">www.repubblica.it</a> del 17 dicembre 2010<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/12/074234075-5c43cf3b-6f81-495a-a69e-7ae9676d419b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1760" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/12/074234075-5c43cf3b-6f81-495a-a69e-7ae9676d419b-221x300.jpg" alt="074234075-5c43cf3b-6f81-495a-a69e-7ae9676d419b" width="221" height="300" /></a><span style="color: #800000;"><strong>Vittorio Bodini</strong></span> è tornato in <strong>Puglia</strong> in questi giorni. Le spoglie del poeta mercoledì sono state trasferite a <strong>Lecce</strong>, la sua città, e saranno tumulate accanto a quelle di Tito Schipa. Il 19 dicembre ricorrerà il quarantesimo anniversario della morte e sarà un´occasione importante per poterlo ricordare e farlo conoscere a chi non lo ha mai letto. Nato a Bari, ma cresciuto nel Salento, spagnolo d´adozione, <strong><span style="color: #800000;">Vittorio Bodini</span></strong> figura tra i maggiori poeti del secolo scorso e rappresenta una delle voci letterarie più importanti della nostra terra. Inizialmente fu conosciuto a livello nazionale per il suo lavoro sulla letteratura spagnola.</p>
<p>Un insegnamento di cui nel 1950 ricoprì la cattedra presso l´Università di Bari. La sua poesia oggi è diventata per chiunque si occupi di arte, cinema e letteratura nel nostro territorio, una delle ragioni di questo immaginario vincente della Puglia. <span style="color: #800000;"><strong>Bodini</strong></span> insieme a <span style="color: #800000;"><strong>Carmelo Bene </strong></span>e <span style="color: #800000;"><strong>Girolamo Comi</strong></span> è tra i padri della nostra coscienza letteraria.</p>
<p>Nei versi di una sua poesia della <span style="color: #ff0000;"><em>Luna dei Borboni</em></span> (Besa editore) ci sono i frammenti che compongono il mosaico dell´Heimat pugliese: i colori, il paesaggio, la cornice campestre, i frutti della terra e infine la nostra identità. <em>Cade a pezzi a quest´ora sulle terre del Sud/ un tramonto da bestia macellata/ L´aria è piena di sangue/ e gli ulivi, e le foglie del tabacco/ e ancora non s´accende un lume</em>. Da versi sanguinosi e dolenti come <span id="more-197"></span>questi nasce un´idea del luogo natale che scuote e commuove sia chi è nato e cresciuto a Sud, ma anche chi è vissuto e poi partito. A quarant´anni dalla sua scomparsa, l´editore <strong>Livio Muci </strong>con la sua casa editrice <strong>Besa</strong> e il critico letterario <strong>Antonio Mangione</strong> che dirige la collana bodiniana, hanno ripubblicato l´opera di <strong><span style="color: #993300;">Vittorio Bodini</span></strong>. Il poeta leccese è autore di culto nei nostri confini, ma ancora troppo poco conosciuto al di là della Daunia. Dal Capo sino all´Ofanto ci sono stati importanti convegni, affollati reading, ma ancora <strong><span style="color: #993300;">Bodini</span></strong> rappresenta un autore tabù per le antologie ufficiali. Paga una sua attitudine alla rissa: <span style="color: #800000;"><strong>Bodini</strong></span> sentiva di condividere con il suo santo di appartenenza, il focoso <strong>San Giuseppe di Copertino</strong>, la potenza e l´irruenza. Il non mandarle a dire era una vena importante del carattere del poeta che dedicò al santo un verso nella Luna dei Borboni: &#8220;<em>Un santo rissoso vola tra gli alberi</em>&#8220;.</p>
<p>Bodini è simbolo della nostra terra, l´autore di una strofa popolarissima, che tanti emigrati dell´ultima generazione conoscono, ma che non riescono ad associare ancora al suo autore: <em>Tu non conosci il Sud, le case di calce/ da cui uscivamo al sole come numeri /dalla faccia d´un dado…</em> Il tu non conosci il Sud può anche rappresentare un motto, il segno fondante in questi anni, di un Sud Italia con la lettera minuscola che spesso viene umiliato, costretto a vergognarsi e nascondersi. Ci vorrebbe una provocazione urgente, ma forse basta anche un piccolo gesto, legato alla coscienza dell´origine. I genitori che hanno i loro figli che sono partiti spesso preparano grandi pacchi e cesti di pasta, confetture, barattoli di prelibatezze sotto olio, gli immancabili taralli, eppure tra i tanti pezzi di Meridione che uno vorrebbe portarsi su, c´è sempre il mare, l´odore della campagna, i frantumi dei muretti a secco, un frammento di terra su cui hai camminato quando eri un bambino.</p>
<p>Se pensi a Bodini si può fare, basta mettere un suo libro di poesie dentro un cesto che viaggia da Sud a Nord assieme alle vivande: ci saranno i suoi versi e i suoi colori, che poi sono i nostri, quelli che ci accompagnano sempre. A maggior ragione adesso che lui è tornato qui. A casa.</p>
</div>
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		<title>Puglia sopra le righe</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 17:26:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo D'Amicis]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>È in distribuzione gratuita &#8211; in provincia di Lecce, Brindisi, Taranto, Bari e in altre città d’Italia – Puglia sopra le righe il numero di aprile (63) di Coolclub.it, mensile di musica, libri, cinema, cultura e appuntamenti, diretto da Osvaldo Piliego, con il coordinamento di Dario Goffredo e Pierpaolo Lala. Si conclude la “trilogia” dedicata al meglio della produzione culturale... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/02/23/puglia-sopra-le-righe/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/02/coolclub.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1575" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/02/coolclub-210x300.jpg" alt="coolclub" width="210" height="300" /></a>È in distribuzione gratuita &#8211; in provincia di Lecce, Brindisi, Taranto, Bari e in altre città d’Italia – <span style="color: #ff0000;"><strong>Puglia sopra le righe</strong></span> il numero di aprile (63) di <strong>Coolclub.it</strong>, mensile di musica, libri, cinema, cultura e appuntamenti, diretto da Osvaldo Piliego, con il coordinamento di Dario Goffredo e Pierpaolo Lala.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Si conclude la “trilogia” dedicata al meglio della produzione culturale in Puglia negli ultimi cinque anni. Il viaggio partito con la musica (febbraio) e proseguito con cinema e teatro (marzo), si conclude con questo numero dedicato alla letteratura.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">La prima parte di “Puglia sopra le righe” ospita le interviste a tre scrittori che da anni vivono e lavorano a Roma: <strong>Carlo D&#8217;Amicis</strong>, redattore della trasmissione radiofonica Fahreneit di Radio Tre, </span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><strong>Mario Desiati</strong>,</span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"> direttore editoriale di Fandango Libri, <strong>Nicola Lagioia</strong>, editor di minimum fax. Inoltre Coolclub.it ospita l&#8217;intervista al critico letterario <strong>Filippo Laporta</strong> e due pezzi di <strong>Mara Barone</strong> (<em>Nati in Puglia. E allora? Piccola rassegna di letteratura in Puglia e letteratura pugliese</em>) e <span style="color: #ff0000;"><strong>Vincenzo Santoro</strong><em> (La Puglia immaginata. Una regione scritta da altrove</em>)</span> <span id="more-267"></span>.</span></p>
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<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">La sezione musica si apre con gli inglesi Two door cinema club e prosegue con le interviste a Robin Proper-Sheppard, già voce dei God Machine e ora anima del progetto Sophia e che sarà in concerto a Lecce il 29 aprile, ai Tre allegri ragazzi Morti e a Nicola Manzan anima di Bologna Violenta. Inoltre spazio alle rubriche Avanti Pop, Dammi una spinta, Salto nell’indie (dedicata alla Indie Box) e alle recensioni dei recenti cd di Black Rebel Motorcycle Club, The Knife, Xiu Xiu, Calibro 35, Gorillaz, Brad Mehldau, Jimi Hendrix, Goldfrap, Caribou, Davide Tosches, Dee Dee Bridgewater, Nina Zilli, Grimoon, Eugene Chadbourne, Barnetti Bros Band, Mascarimirì, Noyz Narcos, Marla Singer, Cant&#8217; stop the music, Dakota days, Baby Dee, Chapleier fou, Vivianne Viveur, Avi Buffalo, Miss Fraulein.</span></p>
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<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Nei libri spazio al regista barese Sergio Rubini, che ha pubblicato con Manni il volume &#8220;Il cattivo soggetto&#8221;, scritto con Domenico Starnone e Carla Cavalluzzi, a Carlotta De Melas, autrice di Randagi, al poeta Enzo Mansueto e a Fernando Coratelli. Tra le recensioni le ultime uscite di Lara Carrozzo, Hugues Pagan, Victor Gischler, Gianrico Carofiglio, James Ellroy, mentre il nostro viaggio tra le case editrici prosegue con Book Brothers.</span></p>
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<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">La sezione cinema, teatro e arte ospita una presentazione del film Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek, e le interviste a Nicola Nocella, tra i protagonisti dell&#8217;ultimo film di Pupi Avati, e all&#8217;attore napoletano Arturo Cirillo, in scena a Bari e Nardò con lo spettacolo &#8220;Fatto di cronaca di Raffaele Viviani a Scampia&#8221;.</span></p>
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<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Sessantaquattro pagine di appuntamenti, commenti, interviste e molto altro&#8230;</span></p>
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<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Il giornale è sfogliabile on line e scarcabile in pdf sul sito <a href="http://www.coolclub.it">www.coolclub.it</a></span></p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F02%2F23%2Fpuglia-sopra-le-righe%2F&amp;linkname=Puglia%20sopra%20le%20righe" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F02%2F23%2Fpuglia-sopra-le-righe%2F&amp;linkname=Puglia%20sopra%20le%20righe" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F02%2F23%2Fpuglia-sopra-le-righe%2F&amp;linkname=Puglia%20sopra%20le%20righe" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F02%2F23%2Fpuglia-sopra-le-righe%2F&amp;linkname=Puglia%20sopra%20le%20righe" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F02%2F23%2Fpuglia-sopra-le-righe%2F&amp;linkname=Puglia%20sopra%20le%20righe" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F02%2F23%2Fpuglia-sopra-le-righe%2F&amp;title=Puglia%20sopra%20le%20righe" id="wpa2a_6">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/02/23/puglia-sopra-le-righe/">Puglia sopra le righe</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Taranta Story. Alle radici della pizzica nella terra sospesa tra magia e deserto</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 19:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il ritorno della taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Winspeare]]></category>
		<category><![CDATA[Il ritorno della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[laRepubblica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Mario Desiati racconta le radici della pizzica attraverso il nuovo saggio di Vincenzo Santoro di Mario Desiati da La Repubblica di Bari del 22 novembre 2009Tempo fa denunciammo il rischio di una deriva cialtronesca della tradizione etno-musicale del Salento. Era il 2005 e la moda della Taranta era al suo acme. Nel dibattito intervenne Vincenzo Santoro, studioso che con rigore... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2009/11/23/taranta-story-alle-radici-della-pizzica-nella-terra-sospesa-tra-magia-e-deserto/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Mario Desiati racconta le radici della pizzica attraverso il nuovo saggio di Vincenzo Santoro</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <strong>Mario Desiati</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">da La Repubblica di Bari del 22 novembre 2009<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2009/11/pizzicata3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1532" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2009/11/pizzicata3-300x240.jpg" alt="pizzicata3" width="300" height="240" /></a></span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Tempo fa denunciammo il rischio di una deriva cialtronesca della tradizione etno-musicale del Salento. Era il 2005 e la moda della Taranta era al suo acme. Nel dibattito intervenne <span style="color: #ff0000;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span>, studioso che con rigore ha curato il libro <em>Il ritorno della Taranta</em> per l’editore Squilibri e che il 28 ottobre è stato al centro di un dibattito all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il saggio non è soltanto la storia della rinascita della musica popolare nel Salento come lascia intendere il sottotitolo, ma soprattutto una disamina attenta e accurata di quello che oggi è presente nell’immaginario contemporaneo del fenomeno musicale e popolare più di tutti sugli scudi. Santoro individua un periodo storico nel quale si consolida il fenomeno<span id="more-282"></span>: “Con la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta si registra un progressivo ritorno di interesse per i ritmi e i suoni della tradizione da parte di musicisti più giovani che, insieme ad alcuni importanti protagonisti delle esperienze precedenti, iniziano una nuova stagione di <em>revival</em> della musica salentina, dando vita a un nuovo movimento destinato a sviluparsi in maniera tumultuosa negli anni a venire”.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Protagonista di questa rinascita è certamente <strong>Edoardo Winspeare</strong>, il regista di Depressa, borgo vicino a Tricase, di cui Santoro traccia un profilo biografico e il percorso che ha portato al primo film “<span style="color: #ff0000;">Pizzicata</span>”, diventato subito il veicolo più potente a livello nazionale della nuova pizzica. Winspeare è giovanissimo, ha 24 anni nel 1989, quando gira il suo primo documentario “<span style="color: #ff0000;">San Paolo e la tarantola</span>”, un medio metraggio che gli permette di conoscere musicisti storici salentini e non di musica tradizionale. Tra tutti i medaglioni in questa pellicola, spicca <strong>Luigi Stifani</strong>, barbiere e dunque cerusico. E come la tradizione meridionale comanda, il cerusico barbiere è anche un santone, il depositario della cura di un piccolo paese e della sua comunità. </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Chi ha visto il frammento di quel documentario di Winspeare in cui appare Stifani, può comprendere il fascino che poteva esercitare quell’uomo anziano, con occhi scuri e profondi, un baffetto demonico e la voce impostata come se stesse recitando. Stifani narra in modo avvincente di come attraverso il suo violino curò oltre 50 tarantolate. Affascinato dalla cultura contadina, Winspeare compara le epserienze del suo Salento con quelle del mondo che lui gira e conosce attraverso l’esperienza di assistente alla regia e fonico. Grazie a queste esperienze, ad esempio, si ritroverà a collaborare a un documentario sugli tzigani in Spagna che molte connessioni sembrano avere con la nostra musica tradizionale. Comincia così un periodo di frenetico attivismo, in cui Winspeare spende molte energie ad organizzare grandi feste in campagna, in cui invita a suonare gli anziani cantori ma anche alcuni musicisti e appassionati più giovani che si sono avvicinati alla musica tradizionale.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Racconta il regista: “La musica salentina non è solo pizzica, ma a noi serviva la pizzica, perché la pizzica smuove, scuote, e noi eravamo interessati non solo agli aspetti musicali, ma anche a quelli sociali. Il canto alla stisa interessa gli intenditori, mentre la pizzica interessa tutti. Con questa scelta abbiamo fatto un gesto politico, perché volevamo cambiare l’idea della nostra terra che avevamo avuto fino ad allora”.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Ma non c’è solo Winspeare con i suoi film e le sue feste. Santoro parte dal film “Pizzicata” del 1995 e arriva ai giorni nostri facendo gli esempi di come nel cinema, nella letteratura, nelle arti visive e ovviemente nella musica contemporanea, anche dei gruppi più giovani, ci siano influssi della Taranta e della nuova pizzica. Poche settimane dopo la pubblicazione di questo libro che ripensa e riposiziona in un quadro storico il “fenomeno Taranta”, è uscito il disco di Raffaella Aprile, una delle sue più intense interpreti. Non è un caso che l’album prodotto da Anima Mundi si chiami “Papagna”, come il fiore che seda e stordisce: un disco tra nenia e ricerca che reinterpreta in una chiave più eterogenea la tradizione della musica tradizionale salentina, alternando stornelli, filastrocche, pizziche.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Ma accanto a questa anima di servizio, nel libro di Santoro ce n’è pure una più pugnace e polemica. L’autore si addentra nei rischi dell’eccessiva deriva turistica del fenomeno; le pagine su cosa sia diventata la festa di San Rocco a Torrepaduli e la leggendaria battaglia delle spade sono amare e malinconiche, il ritratto di questa terra in bilico perenne tra magia e deserto.</span></p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2009%2F11%2F23%2Ftaranta-story-alle-radici-della-pizzica-nella-terra-sospesa-tra-magia-e-deserto%2F&amp;linkname=Taranta%20Story.%20Alle%20radici%20della%20pizzica%20nella%20terra%20sospesa%20tra%20magia%20e%20deserto" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2009%2F11%2F23%2Ftaranta-story-alle-radici-della-pizzica-nella-terra-sospesa-tra-magia-e-deserto%2F&amp;linkname=Taranta%20Story.%20Alle%20radici%20della%20pizzica%20nella%20terra%20sospesa%20tra%20magia%20e%20deserto" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2009%2F11%2F23%2Ftaranta-story-alle-radici-della-pizzica-nella-terra-sospesa-tra-magia-e-deserto%2F&amp;linkname=Taranta%20Story.%20Alle%20radici%20della%20pizzica%20nella%20terra%20sospesa%20tra%20magia%20e%20deserto" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2009%2F11%2F23%2Ftaranta-story-alle-radici-della-pizzica-nella-terra-sospesa-tra-magia-e-deserto%2F&amp;linkname=Taranta%20Story.%20Alle%20radici%20della%20pizzica%20nella%20terra%20sospesa%20tra%20magia%20e%20deserto" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2009%2F11%2F23%2Ftaranta-story-alle-radici-della-pizzica-nella-terra-sospesa-tra-magia-e-deserto%2F&amp;linkname=Taranta%20Story.%20Alle%20radici%20della%20pizzica%20nella%20terra%20sospesa%20tra%20magia%20e%20deserto" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2009%2F11%2F23%2Ftaranta-story-alle-radici-della-pizzica-nella-terra-sospesa-tra-magia-e-deserto%2F&amp;title=Taranta%20Story.%20Alle%20radici%20della%20pizzica%20nella%20terra%20sospesa%20tra%20magia%20e%20deserto" id="wpa2a_8">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2009/11/23/taranta-story-alle-radici-della-pizzica-nella-terra-sospesa-tra-magia-e-deserto/">Taranta Story. Alle radici della pizzica nella terra sospesa tra magia e deserto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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