<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Vincenzo Santoro &#187; Marotto</title>
	<atom:link href="https://www.vincenzosantoro.it/tag/marotto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.vincenzosantoro.it</link>
	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
	<lastBuildDate>Sun, 13 Sep 2026 07:17:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Peppino Marotto: un non violento ucciso dalla violenza</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2008/01/03/peppino-marotto-un-non-violento-ucciso-dalla-violenza/</link>
		<comments>https://www.vincenzosantoro.it/2008/01/03/peppino-marotto-un-non-violento-ucciso-dalla-violenza/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 20:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[Gramsci]]></category>
		<category><![CDATA[Liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Marotto]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.vincenzosantoro.it/2008/01/03/peppino-marotto-un-non-violento-ucciso-dalla-violenza/</guid>
		<description><![CDATA[<p>Poeta, scrittore, ex sindacalista, l&#8217;anziano intellettuale, vittima i giorni scorsi di un&#8217;aggressione, avrebbe preso parte oggi alla nascita di &#8220;Terra Gramsci&#8221;, una rete associativa sarda da lui fondata alla cui presidenza siedono Eric Hobsbawn e Maria Lai di Giorgio Baratta da Liberazione di giovedì 3 gennaio 2008 Sei finito sotto terra Peppino. Ma noi ti vediamo (col pensiero, col ricordo,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/01/03/peppino-marotto-un-non-violento-ucciso-dalla-violenza/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/01/03/peppino-marotto-un-non-violento-ucciso-dalla-violenza/">Peppino Marotto: un non violento ucciso dalla violenza</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-style: italic;">Poeta, scrittore, ex sindacalista, l&#8217;anziano intellettuale, vittima i giorni scorsi di un&#8217;aggressione, avrebbe preso parte oggi alla nascita di &#8220;Terra Gramsci&#8221;, una rete associativa sarda da lui fondata alla cui presidenza siedono Eric Hobsbawn e Maria Lai</span></p>
<p>di <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Giorgio Baratta</span><br />
da <span style="font-weight: bold;">Liberazione</span> di giovedì 3 gennaio 2008<br />
<img src="/public/antoniogramsci_tesserinaw270.jpg" alt="" width="150" height="NaN" align="left" />Sei finito sotto terra Peppino. Ma noi ti vediamo (col pensiero, col ricordo, con la forza della disperazione) passeggiare sopra la terra, terra di Gramsci, Terra Gramsci, col tuo incedere altero tranquillo, col tuo sguardo dolce sanguigno, con il sorriso dei buoni. Ti hanno ammazzato come un cane. Ma se penso a quel bel cane bianco che scondinzolava, un anno fa, per le strade del tuo paese, vicino al luogo dove ti hanno fatto fuori, quando venimmo a trovarti con Nelson Pereira dos Santos, il grande regista brasiliano, autore di <span style="font-style: italic;">Vidas Secas</span>, il film gemello di <span style="font-style: italic;">Banditi a Orgosolo</span>, di Vittorio De Seta, provo una ripugnanza a usare questo paragone. No: non ti hanno ammazzato come un cane; piuttosto come un sardo cittadino del mondo, come tu eri, uno che viveva la vita quale un bene comune, e la sentiva con un senso comune, senso barbaricino, senso della tua gente, senso di tutti. Forse, tutto sommato, ti hanno ammazzato proprio perché, come disse Nelson, lasciando Orgosolo dopo ore di pepe e di miele passate con te, «Peppino Marotto è l&#8217;ultimo comunista della storia». <span id="more-380"></span>Perché in realtà ti abbiano ammazzato io non lo so, né lo voglio, in questo momento, sapere. Ma quale che sia il cosiddetto motivo, so che chi ti ha ammazzato rappresenta un senso anch&#8217;esso comune, ma diverso dal tuo, un modo di essere, una cultura, che fa parte di quelle che Gramsci chiamava «le miserie della Sardegna», lui che amava la sua terra come amava sua madre, che fu per lui cuore, cervello, volontà. Oggi pomeriggio, quando, col sindaco di Orgosolo, di Austis e di Gavoi (la tua Barbagia), di Ales e di Ghilarza (i luoghi del filosofo), e con altre/altri amici, compagni, intellettuali e semplici, abitanti del Centro della Sardegna, e con qualcuno di fuori, come me, abitante del resto della Sardegna o del Pianeta, verrà costituita formalmente &#8220;Terra Gramsci, rete associativa/scuola itinerante fondata da Peppino Marotto&#8221;, (ore 16 presso l&#8217;Università di Cagliari), il nostro sarà insieme un sentimento di dolore e di orgoglio. Il progetto associativo deve moltissimo a te, a cominciare da quella indimenticabile serata, vent&#8217;anni fa, al Circolo degli immigrati sardi &#8220;Grazia Deledda&#8221; di Wolfsburg, in Germania, quando insieme a Mimma Paulesu e a Gianni Amico e a me, che giravamo per la Rai &#8220;Gramsci, l&#8217;ho visto così&#8221;, decidemmo con te che «se riusciremo a organizzare una associazione gramsciana internazionale» (che sarà poi la International Gramsci Society), «la sede più intensa dovremo impiantarla tra le pietre di Gramsci». Da oggi in poi, Peppino, lavorare a questa piccola impresa &#8211; nata allo scopo di portare il pensiero di Gramsci fuori delle università (ove oramai in tanti Paesi è valorizzato, e quasi quasi persino in Italia), cioè portarlo nelle scuole, tra i cittadini comuni, tra i giovani e anche tra i bambini &#8211; lavorare a &#8220;Terra Gramsci -Igs Sardegna&#8221; implica una più forte responsabilità e un impegno ancora più grande. &#8220;Terra Gramsci&#8221;, frutto del radicamento ottenuto dalla International Gramsci Society nell&#8217;Isola, ha adottato uno slogan ambizioso: dalla Sardegna al mondo, dal mondo alla Sardegna. Vuole essere un percorso, un vento, un contrappunto: insieme di diverse cose, tenute insieme da un&#8217;anima a double face, come era la tua, fatta di energia sociale politica morale, ma anche di vena artistica poetica musicale. Sarà una &#8220;rete associativa&#8221; alla quale potranno aderire singoli, gruppi di persone e istituzioni o organismi, in particolare del Centro della Sardegna, ma con l&#8217;adesione anche di sedi nazionali o internazionali partecipi del progetto nella sua peculiarità: come il gruppo guidato da Francisco F. Buey, che tanti anni fa fondò a Barcellona la Igs-Catalogna, il Circolo Bolivariano di Caracas, impegnato nell&#8217;uso politico e culturale di Gramsci in Venezuela, e la sezione &#8220;Terra Gramsci&#8221; del Network &#8220;Transito Atlantico&#8221; coordinato tra Napoli, Salvador di Bahia e Rio/Niteroi. Terra Gramsci sarà anche una «scuola itinerante per un nuovo senso comune». In settembre c&#8217;è stata una prima esperienza felicemente realizzata di questo progetto. A Gavoi e ad Austis si è tematizzato in due circoli cittadini, con la partecipazione dei Comuni e delle Scuole, l&#8217;impatto del pensiero di Gramsci su alcuni &#8220;beni comuni&#8221;: gli &#8220;usi civici&#8221; delle &#8220;terre comuni&#8221;, l&#8217;acqua, i bambini. A Orgosolo si è festeggiato l&#8217;88° compleanno di Maria Lai, la deliziosa artista visiva di Ulassai, che con Eric Hobsbawm condivide la presidenza onoraria di Terra Gramsci. C&#8217;eri tu, Peppino, che insieme ad Antonio Gramsci jr. hai rappresentato metaforicamente quello straordinario poemetto di Edoardo Sanguineti dal titolo Ballata dell&#8217;incanto buono, ove il vecchio e il giovane compagno entrano in un dialogo particolarissimo, che si conclude con il canto/incanto della &#8220;lotta di classe&#8221;.<br />
Peppino, Peppino. Avremo modo di parlare di te specificamente nel futuro più immediato. A Carnevale è prevista ad Orgosolo, con Nelson Pereira dos Santos e Vittorio de Seta, la seconda fase del percorso Sardegna-Sertão, Gramsci-Ramos (Graciliano Ramos fu un Gramsci brasiliano, autore dei libri <span style="font-style: italic;">Vidas Secas</span> e <span style="font-style: italic;">Memorias do carcere</span>). Avevamo deciso insieme con te, sapendo di far cosa gradita a Vittorio e preziosa per Nelson, di diffondere per questa occasione l&#8217;illuminante <span style="font-style: italic;">Intervista su Orgosolo</span> di Antonio Pigliaru, del 1962. Lo faremo, con l&#8217;aiuto di Rina Pigliaru. che incontreremo domani (e ti ricorderemo!). E&#8217; un&#8217;ironia della sorte, un gioco del destino, queste concomitanze, che noi dobbiamo cogliere come un monito ma anche come un dono o un&#8217;eredità. Pigliaru è stato il più grande intellettuale gramsciano sardo, morto nel 1964, alla stessa età ben prematura nella quale era morto Gramsci: fu autore di un libro straordinario, <span style="font-style: italic;">Il codice della vendetta barbaricina</span>, e di saggi penetranti sul banditismo sardo, come la citata <span style="font-style: italic;">Intervista</span>. Il grande evento dialettico che Pigliaru realizzò con <span style="font-style: italic;">Il codice</span> è non aver abbandonato la vendetta barbaricina a se stessa, a un fantomatico impero del male, ma di averla condannata storicizzandola fino a farne emblema di un paradosso etico-giuridico: affine a quella che Jean-Paul Sartre tematizzò quando svolse l&#8217;analisi della potenza impotente della ribellione violenta nei <span style="font-style: italic;">Quaderni per una morale</span> e che Antonio Gramsci intuì a tutto tondo quando indicò la necessità di elaborare e tradurre nella «riforma morale e intellettuale» un insieme ampissimo e contraddittorio di impulsi, di azioni e reazioni.<br />
Peppino Marotto: sei stato un grande avversario, l&#8217;antidoto allo stato puro, l&#8217;alterità rispetto alla logica della vendetta e della violenza, che non è stata ancora estirpata, in Sardegna come nel mondo.</p>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2008%2F01%2F03%2Fpeppino-marotto-un-non-violento-ucciso-dalla-violenza%2F&amp;linkname=Peppino%20Marotto%3A%20un%20non%20violento%20ucciso%20dalla%20violenza" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2008%2F01%2F03%2Fpeppino-marotto-un-non-violento-ucciso-dalla-violenza%2F&amp;linkname=Peppino%20Marotto%3A%20un%20non%20violento%20ucciso%20dalla%20violenza" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2008%2F01%2F03%2Fpeppino-marotto-un-non-violento-ucciso-dalla-violenza%2F&amp;linkname=Peppino%20Marotto%3A%20un%20non%20violento%20ucciso%20dalla%20violenza" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2008%2F01%2F03%2Fpeppino-marotto-un-non-violento-ucciso-dalla-violenza%2F&amp;linkname=Peppino%20Marotto%3A%20un%20non%20violento%20ucciso%20dalla%20violenza" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2008%2F01%2F03%2Fpeppino-marotto-un-non-violento-ucciso-dalla-violenza%2F&amp;linkname=Peppino%20Marotto%3A%20un%20non%20violento%20ucciso%20dalla%20violenza" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2008%2F01%2F03%2Fpeppino-marotto-un-non-violento-ucciso-dalla-violenza%2F&amp;title=Peppino%20Marotto%3A%20un%20non%20violento%20ucciso%20dalla%20violenza" id="wpa2a_2">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/01/03/peppino-marotto-un-non-violento-ucciso-dalla-violenza/">Peppino Marotto: un non violento ucciso dalla violenza</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.vincenzosantoro.it/2008/01/03/peppino-marotto-un-non-violento-ucciso-dalla-violenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In memoria di Peppino Marotto</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/31/in-memoria-di-peppino-marotto/</link>
		<comments>https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/31/in-memoria-di-peppino-marotto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 12:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[Gramsci]]></category>
		<category><![CDATA[il manifesto]]></category>
		<category><![CDATA[Marotto]]></category>
		<category><![CDATA[Orgosolo]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.vincenzosantoro.it/2007/12/31/in-memoria-di-peppino-marotto/</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Giovanna Marini da il manifesto di domenica 30 dicembre 2007 «Peppino Marotto ucciso nel suo paese Orgosolo», così mi arriva la notizia. Peppino Marotto era un poeta, quando in un paese si uccidono i poeti vuol dire che quel paese è malato. L’Italia è sensibilmente malata dal 1975, quando fu ucciso Pasolini. Peppino era un poeta popolare, cantava le... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/31/in-memoria-di-peppino-marotto/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/31/in-memoria-di-peppino-marotto/">In memoria di Peppino Marotto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>di <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Giovanna Marini</span></p>
<div style="text-align: justify;">
<p>da <span style="font-weight: bold;">il manifesto </span>di domenica 30 dicembre 2007</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/12/thumbnail_320_240_26288_marotto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1285" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/12/thumbnail_320_240_26288_marotto.jpg" alt="thumbnail_320_240_26288_marotto" width="173" height="240" /></a>«<span style="color: #000000;">Peppino Marotto ucciso nel suo paese Orgosolo</span>», così mi arriva la notizia. Peppino Marotto era un poeta, quando in un paese si uccidono i poeti vuol dire che quel paese è malato. L’Italia è sensibilmente malata dal 1975, quando fu ucciso Pasolini. Peppino era un poeta popolare, cantava le sue rime in ottava con il suo coro, non era un uomo qualsiasi, per me Peppino era un profeta, era un grande. La sua vita dedicata all’impegno politico, ancora ieri, ottantenne, saliva ogni giorno alla Camera del Lavoro di Orgosolo che possiamo proprio definire «la sua camera del Lavoro» e la teneva aperta, lì, tutto solo, per essere disponibile ai lavoratori che avessero qualche problema da esporgli, qualche denuncia da fare al proprio sindacato, qualche padrone prepotente e inadempiente. Peppino non si era mai tirato indietro di fronte alle lotte per la sua terra, per il lavoro, cantava la vita di Gramsci e al popolo insegnava i sentimenti. <span id="more-383"></span>«Peppino non era il cantore di una Sardegna passata, ha sempre cantato per la Sardegna del futuro» così mi dice Ivan Della Mea anche lui distrutto dalla notizia che ci è appena giunta, e per questo mondo del futuro era abituato Peppino, come tanti altri, a lottare. Insegnava ai giovani attraverso la sua poesia come si devono amare i grandi, come si deve riconoscere il valore di chi combatte per una vita giusta, contro la sopraffazione dell’uomo sull’uomo. Peppino non è mai invecchiato nella sua testa, oggi seguiva i fatti politici del nostro paese e parlava dello stato del mondo con termini illuminati, fedeli al suo credo di vecchio comunista, che aveva subito riconosciuto l’importanza della nascita della democrazia in Italia, della costruzione del paese fatta a partire dalla Costituzione.<br />
L’importanza del sacrosanto valore della Resistenza in cui abbiamo tutti creduto educati proprio da persone come Peppino e gli altri grandi combattenti che stanno scomparendo purtroppo uno ad uno nel nostro malato paese. Malato perché è malata la vita dappertutto, per come nel mondo hanno vinto gli interessi delle multinazionali e quindi per come ha vinto, dovunque, lo sfacciato egoismo del singolo contro l’interesse dell’umanità . Peppino Marotto ha sempre lottato, l’hanno mandato al confino durante il fascismo e in carcere durante il governo di Scelba, sempre perché proclamava il suo credo e la sua ferma volontà nell’impedire che nel paese accadesse quello che accade adesso. La disgregazione degli ideali naturali dell’uomo, il lento progredire del male cioè dell’irreale contro il bene cioè la realtà. Con Peppino ho passato momenti magnifici, e mi ha insegnato sempre tanto. Abbiamo viaggiato e cantato insieme in Europa, era un fratello maggiore per me e un grande Maestro.<br />
Quando Peppino tornava verso casa, la sera, anche adesso, dopo una brutta bronchite che lo lasciava senza respiro, dalla sua Camera del Lavoro, lui ogni volta si fermava prima della salita verso casa dove un terrazzino, sorta di piccolo promontorio, permette di guardare tutta la valle su Ogliena, si fermava lì per ammirare la sua valle. Peppino aveva ottantadue anni, ottantadue anni di una vita militante, ricca di tanta sapienza e generosità, ma chi ha potuto anche solo pensare di uccidere un uomo simile? Ma dove stiamo vivendo? Ma che paese è l’Italia?<br />
I giovani non conoscono Peppino Marotto, da ora in poi sarà nostro dovere, di noi vecchi, dovere morale di farlo conoscere.</p>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F12%2F31%2Fin-memoria-di-peppino-marotto%2F&amp;linkname=In%20memoria%20di%20Peppino%20Marotto" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F12%2F31%2Fin-memoria-di-peppino-marotto%2F&amp;linkname=In%20memoria%20di%20Peppino%20Marotto" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F12%2F31%2Fin-memoria-di-peppino-marotto%2F&amp;linkname=In%20memoria%20di%20Peppino%20Marotto" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F12%2F31%2Fin-memoria-di-peppino-marotto%2F&amp;linkname=In%20memoria%20di%20Peppino%20Marotto" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F12%2F31%2Fin-memoria-di-peppino-marotto%2F&amp;linkname=In%20memoria%20di%20Peppino%20Marotto" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F12%2F31%2Fin-memoria-di-peppino-marotto%2F&amp;title=In%20memoria%20di%20Peppino%20Marotto" id="wpa2a_4">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/31/in-memoria-di-peppino-marotto/">In memoria di Peppino Marotto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/31/in-memoria-di-peppino-marotto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Orgosolo, ucciso poeta sindacalista</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/31/orgosolo-ucciso-poeta-sindacalista/</link>
		<comments>https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/31/orgosolo-ucciso-poeta-sindacalista/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 12:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[il manifesto]]></category>
		<category><![CDATA[Marotto]]></category>
		<category><![CDATA[Orgosolo]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.vincenzosantoro.it/2007/12/31/orgosolo-ucciso-poeta-sindacalista/</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Costantino Cossu da il manifesto di domenica 30 dicembre 2007 «Sono nato ad Orgosolo da genitori poveri, quarto dei sette figli di un boscaiolo e di una casalinga figlia di pastori». Così scrive Peppino Marotto nella breve autobiografia che introduce le sue «Cantones politicas sardas». Era l’inverno del 1925 quando l’arco della vita di Marotto si apriva; ieri mattina,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/31/orgosolo-ucciso-poeta-sindacalista/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/31/orgosolo-ucciso-poeta-sindacalista/">Orgosolo, ucciso poeta sindacalista</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<p>di <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Costantino Cossu</span><br />
da <span style="font-weight: bold;">il manifesto</span> di domenica 30 dicembre 2007</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/12/murales_orgosolo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1282" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/12/murales_orgosolo-300x225.jpg" alt="murales_orgosolo" width="300" height="225" /></a>«Sono nato ad Orgosolo da genitori poveri, quarto dei sette figli di un boscaiolo e di una casalinga figlia di pastori». Così scrive Peppino Marotto nella breve autobiografia che introduce le sue «Cantones politicas sardas». Era l’inverno del 1925 quando l’arco della vita di Marotto si apriva; ieri mattina, poco prima delle 10, è stato chiuso da cinque colpi di pistola, sparati alle spalle mentre lui entrava nell’edicola dove tutti i giorni comperava i quotidiani. Il killer è sparito prima che arrivassero carabinieri e polizia. Nessuno lo ha visto. Sul movente il buio è, per il momento, assoluto.<br />
Era un comunista, Peppino Marotto. Lo è stato per tutta la vita in un posto dove avere la tessera del Pci e quella della Cgil era una faccenda complicata, rischiosa. La sua storia lo dimostra. <span id="more-384"></span>Con gli studi Peppino non va oltre la seconda elementare. L’istruzione è un lusso che i suoi non possono concedersi. A otto anni comincia a lavorare come «anzoneddàru», pastore di agnelli, alle dipendenze di uno zio. Il suo primo vero padrone lo incontra a dieci anni, quando va a fare il servo sul Supramonte: «Lui mi dava – racconta Marotto a Giuseppe Fiori nel libro “La società del malessere” &#8211; tre pecore all’anno, più il mangiare, che era questo: “orzatu”, il pane d’orzo, e sa “frure”, il latte cagliato». Nel 1945 il servizio di leva, fuori dal cerchio dell’ovile dove il tempo resta fermo, nell’Italia devastata dalla guerra. «Ho visto i paesi completamente rasi al suolo e dappertutto, nelle campagne, donne scheletriche fasciate di stracci, con bambini sfigurati dal poco alimento. Fu allora che imparai il comunismo».<br />
Quando Peppino rientra a casa, nel 1947, trova una Barbagia ancora più povera di come l’aveva lasciata. Nella provincia di Nuoro il reddito individuale medio era di 80.000 lire all’anno contro le 164.000 della media nazionale. Miseria ed esplosioni di ribellismo individuale, violento quanto sterile: nessuna vera prospettiva di cambiare davvero le cose. Questo erano Orgosolo e l’intera Sardegna centrale in quegli anni. Insieme ad un gruppo di pastori e di contadini senza terra, nel 1948 Marotto dà vita ad una cooperativa, «La popolare». Chiedono, lui e gli altri, che venga loro concessa una piccola parte dei tanti latifondi incolti. Ma senza esito. Si inventano allora, nel marzo 1950, uno sciopero alla rovescia: costruire una strada che colleghi il paese ai pascoli, opera utile che nessun potere pubblico riesce a realizzare. Per qualche giorno li lasciano lavorare. Poi arrivano i carabinieri e li costringono a smettere. Poco dopo, a settembre, ad Orgosolo viene ucciso un uomo, Nicola Taras. La polizia mette sotto assedio il paese e arresta decine di persone. Marotto viene prima fermato e poi spedito al confino a Ustica. L’accusa, generica, è di favoreggiamento degli assassini di Taras. «Arrivati a Ustica – racconta – ci mettono a gruppi in cameroni che erano scuderie per cavalli. Fossa di insetti, chiamavano il nostro». Torna a casa nel settembre del 1952. Comincia il suo impegno nella Cgil, in poco tempo diventa segretario della Camera del lavoro di Orgosolo. Organizza i disoccupati e prova a dare una coscienza sindacale a giovani abituati ad avere come unico punto di riferimento il codice di guerra che regola i rapporti tra i clan familiari, il codice che in Barbagia prevede, come supremo elemento regolatore, la vendetta violenta, dallo sgarettamento del bestiame sino all’omicidio. È un’impresa quasi disperata. In quegli anni il paese è insanguinato da una delle più spietate faide che la Sardegna abbia mai conosciuto. «Ogni famiglia – ricorda Marotto – aveva almeno due o tre omicidi ricevuti o inflitti».<br />
Il clima è pesantissimo. Alla fine del 1953 viene ucciso un carabiniere e Marotto, temendo di essere rispedito senza colpe a Ustica, si dà alla latitanza. Si costituisce dopo alcuni mesi, viene spedito al confino in Molise e poche settimane dopo viene arrestato, accusato di un omicidio e di una rapina avvenuti in Barbagia durante la sua latitanza. Inutili le sue proteste d’innocenza. Re-sta in galera, prima a Nuoro, poi ad Orvieto e a Spoleto, sino al 1962. Quando esce, va a vivere in Lombardia, dove lavora come stalliere. Alla fine del 1966 ritorna in Sardegna: «Dovevo farlo: mi sembrava di essere diviso in due. La società del benessere assicura il necessario, non dico di no, e ai più fortunati anche il superfluo. Solo non ci si trova spontaneità, rapporti umani sinceri, l’amicizia capace di sacrificio. A Orgosolo è un’altra cosa. Senti una voce in campagna e subito capisci. Vedi in paese una luce accendersi e di quella casa immagini tutto. Esistiamo insieme, ecco la diversità».<br />
Di nuovo a casa, Peppino Marotto continua scommettere sul riscatto di una terra difficile. Ancora sindacato, la tessera del Pci e, insieme, la scrittura, le raccolte di poesie in lingua sarda, soprattutto «Su pianeta ’e Supramonte» e «Cantadas in sardu». Di cui l’antropologo Alberto Maria Cirese scrive: «La specificità della condizione sarda, senza perdersi, s’incorpora nell’unità di ideali più vasti, nella grande unità della cultura del movimento operaio».<br />
«Esistiamo insieme». Questo era l’orizzonte di vita al quale Peppino Marotto ha sempre guardato. Cinque colpi di pistola lo hanno cancellato. Almeno per lui; perché ad Orgosolo il gusto di sfidare il mondo così com’è fatto (male) Peppino lo ha contagiato a tanti.</p>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F12%2F31%2Forgosolo-ucciso-poeta-sindacalista%2F&amp;linkname=Orgosolo%2C%20ucciso%20poeta%20sindacalista" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F12%2F31%2Forgosolo-ucciso-poeta-sindacalista%2F&amp;linkname=Orgosolo%2C%20ucciso%20poeta%20sindacalista" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F12%2F31%2Forgosolo-ucciso-poeta-sindacalista%2F&amp;linkname=Orgosolo%2C%20ucciso%20poeta%20sindacalista" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F12%2F31%2Forgosolo-ucciso-poeta-sindacalista%2F&amp;linkname=Orgosolo%2C%20ucciso%20poeta%20sindacalista" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F12%2F31%2Forgosolo-ucciso-poeta-sindacalista%2F&amp;linkname=Orgosolo%2C%20ucciso%20poeta%20sindacalista" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F12%2F31%2Forgosolo-ucciso-poeta-sindacalista%2F&amp;title=Orgosolo%2C%20ucciso%20poeta%20sindacalista" id="wpa2a_6">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/31/orgosolo-ucciso-poeta-sindacalista/">Orgosolo, ucciso poeta sindacalista</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/31/orgosolo-ucciso-poeta-sindacalista/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
