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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Mimmo Ferraro</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Salvati i brani della tradizione popolare</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 18:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio sonoro della Puglia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Antonella Gaeta da Repubblica di Bari di giovedì 26 marzo 2009 Andrea Sacco, anziano cantore di Carpino, ne aveva fatto una massima di vita: &#8220;Chi suona e canta non muore mai&#8220;. Ma il patrimonio sonoro della tradizione pugliese ha rischiato molte volte di morire, dissolto nell´indifferenza, ignorato dalla cattiva cultura. Intanto, studiosi indipendenti hanno continuato a registrare, catalogare, inventariare... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2009/03/26/salvati-i-brani-della-tradizione-popolare/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify; color: #000000; font-family: Arial;">
<p><span style="font-size: medium;">di <span style="font-weight: bold;">Antonella Gaeta</span><br />
da Repubblica di Bari di giovedì 26 marzo 2009</span></p>
<p><span style="font-weight: bold;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2009/03/lomax3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1451" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2009/03/lomax3-300x210.jpg" alt="lomax3" width="300" height="210" /></a>Andrea Sacco</span>, anziano cantore di Carpino, ne aveva fatto una massima di vita: &#8220;<span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Chi suona e canta non muore mai</span>&#8220;. Ma il patrimonio sonoro della tradizione pugliese ha rischiato molte volte di morire, dissolto nell´indifferenza, ignorato dalla cattiva cultura. Intanto, studiosi indipendenti hanno continuato a registrare, catalogare, inventariare e, dunque, a preservare canti, nenie, serenate, tesori. Poi sono venuti gli anni della riscoperta e le piazze si sono riempite di quegli stessi suoni che adesso sappiamo riconoscere e (forse) amare. Il momento giusto, insomma, per un bell´<span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Archivio sonoro della Puglia </span><span style="color: #000000;">che lunedì sarà inaugurato alla <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Cittadella della cultura di Bari</span>. Con una festa straordinaria che, tra Biblioteca nazionale e Archivio di stato, schiererà sessanta cantori della tradizione, da Grumo a Zollino, da San Giovanni Rotondo ad Altamura.</span><span style="font-size: medium;"><br />
Grande risultato l´archivio che porta la firma di un caparbio e appassionato etnomusicologo, <span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span><span id="more-317"></span>, dell´associazione Altrosud di <span style="font-weight: bold;">Mimmo Ferraro</span> con il sostegno del ministero per i Beni culturali e dell´assessorato alla Cultura della Regione. Tre le postazioni che, al momento, saranno allestite nella Biblioteca nazionale, terminali soltanto della ricerca. Perché l´ottimo sito www.archiviosonoro.org/puglia offre agili possibilità di consultazione da casa (la parte tecnica la cura il laboratorio Leav dell´Università di Milano). Basta inserire nel motore di ricerca il titolo di un pezzo, il nome di un´artista, di un ricercatore e si apre mezzo secolo di storia sotto gli occhi. Voci antiche si schiudono assicurando l´effetto viaggio nel tempo come accade con la festa di san Rocco in Salento raccolta da D<span style="font-weight: bold;">iego Carpitella</span>. Un affaccio su un mondo scomparso.<br />
Sul sito si ha tutto a disposizione con assaggio di ascolto da 40 secondi. Per completarlo occorre raggiungere Bari. A disposizione, per il momento ci sono 1500 pezzi catalogati, ma quando l´archivio andrà a regime ce ne saranno 4000 e il successivo passo sarà quello di decentrarlo in sedi territoriali. E veniamo al patrimonio catalogato che va dalla primissima campagna mai effettuata nel 1950 dal tarantino Alfredo Majorano alle celeberrime campagne di ricerca di <span style="font-weight: bold;">Alan Lomax</span> e <span style="font-weight: bold;">Carpitella</span> nel 1954, passando per rarità come le registrazioni del ´64 di Leo Levi nella comunità neo-ebraica di <span style="font-weight: bold;">Sannicandro Garganico</span> e attraverso l´esplorazione del tarantismo lungo gli anni Sessanta di <span style="font-weight: bold;">Annabella Rossi</span>, fino alle più recenti rilevazioni sulla Murgia di <span style="font-weight: bold;">Massimiliano Morabito</span>, <span style="font-weight: bold;">Annamaria Bagorda</span> e <span style="font-weight: bold;">Gianni Amati</span>. Sette in tutto i fondi a disposizione. Quello dell´Accademia nazionale di Santa Cecilia con 467 documenti di <span style="font-weight: bold;">Lomax-Carpitella</span> e di <span style="font-weight: bold;">Remigio De Cristofaro</span> tra ´54 e´66. Il fondo D<span style="font-weight: bold;">e Carolis</span> dedicato a Sannicandro Garganico e Carpino. Il fondo <span style="font-weight: bold;">Leydi</span>, uno dei più ricchi, depositato nel 2003 in Svizzera, con quarant´anni di rilevazioni dal ´64 al 2000 su tutto il territorio regionale. Il fondo <span style="font-weight: bold;">Profazio</span> che offre delle rarità su <span style="font-weight: bold;">Matteo Salvatore</span> che lo stesso <span style="font-weight: bold;">Otello Profazio</span> registrò nel corso di trasmissioni radiofoniche negli anni ´60. E, ancora, il fondo Rinaldi realizzato alla fine degli anni Settanta da <span style="font-weight: bold;">Giovanni Rinaldi</span> e <span style="font-weight: bold;">Paola Sobrero</span> con un´inchiesta sulla memoria storica dei braccianti del Tavoliere. E, per finire, i più recenti, il fondo <span style="font-weight: bold;">Morabito</span> e l´<span style="font-weight: bold;">Amati-Bagorda</span> composto percorrendo dagli anni Novanta, Puglia centrale e Murgia. Tre le macro-aree di suddivisione: Capitanata, Puglia centrale e Murgia, Salento che consentono anche un passaggio attraverso il lavoro di ricerca di fondamentali studiosi come <span style="font-weight: bold;">Ernesto De Martino</span>, <span style="font-weight: bold;">Giovanna Marini</span>, <span style="font-weight: bold;">Gianni Bosio</span>, <span style="font-weight: bold;">Brizio Montinaro</span>, <span style="font-weight: bold;">Salvatore Villani</span>, <span style="font-weight: bold;">Luigi Chiriatti</span>, <span style="font-weight: bold;">Ivan Della Mea</span>, <span style="font-weight: bold;">Clara Longhini</span>.</span></p>
</div>
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		<title>Un archivio digitale salver&#224; 50 anni di musica pugliese</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Oct 2007 13:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio sonoro della Puglia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Il progetto sarà presentato il 13 ottobre dai curatori Mimmo Ferraro e Vincenzo Santoro. A sostenerlo la Regione e lo Stato di Antonella Gaeta da La Repubblica di Bari, sabato 6 ottobre 2007 Non sarà più e solo la buona sorte a decidere se una serenata di cent´anni fa ne viaggerà altri cento. Si tratterà di trattenere scientificamente, per questa... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/10/06/un-archivio-digitale-salver-50-anni-di-musica-pugliese/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size: small;"><strong><span style="color: #ff0000; font-size: medium;"> </span></strong><em>Il progetto sarà presentato il 13 ottobre dai curatori <strong>Mimmo Ferraro</strong> e <strong>Vincenzo Santoro</strong>. A sostenerlo la Regione e lo Stato</em></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: small;">di <strong>Antonella Gaeta</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: small;">da <strong>La Repubblica di Bari</strong>, sabato 6 ottobre 2007</span></p>
<p>Non sarà più e solo la buona sorte a decidere se una serenata di cent´anni fa ne viaggerà altri cento. Si tratterà di trattenere scientificamente, per questa e per le future generazioni, quel che finora è stato complicatissimo, talora impossibile preservare. Un <strong>Archivio delle musiche di tradizione della Puglia</strong> con sede nella biblioteca nazionale di Bari, nella Cittadella della Cultura. Il progetto, vero e proprio <em>work in progress</em>, tanto atteso da studiosi e operatori culturali e dalle migliaia di appassionati, sarà presentato sabato 13 ottobre nella sua futura sede. E sarà la prima iniziativa a livello nazionale che segue di misura la ratifica in Parlamento della convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. <span id="more-408"></span><br />
L´Archivio nasce da un progetto, coordinato da <strong>Vincenzo Santoro</strong> ed elaborato dall´<strong>associazione Altrosud</strong>, d´intesa con il Ministero per i Beni Culturali e la Regione. Centomila euro per cominciare a dar vita a questa teca della memoria sonora, la prima mai realizzata in Puglia e della quale si saggeranno gli effetti a fine 2008. E sarà solo l´inizio. «Perché quello di Bari sarà il primo cuore centrale e propulsore di un espansione che s´immagina territoriale, capillare» spiega Santoro che ricorda come la battaglia dell´archiviazione risalga all´impegno di <strong>Rina Durante</strong>, a più di quarant´anni fa. Un punto di partenza, dunque, ma anche un importante approdo. Tre ambienti saranno allestiti nella Cittadella. Uno, il più importante, conterrà un grande computer, un enorme database in cui saranno riversati tutti i materiali acquisiti, catalogati e conservati nel tempo. Un &#8220;cervello elettronico&#8221; con una serie di terminali collegati e accessibili agli utenti. Il tutto sarà completato da sale d´ascolto con cuffie, biblioteche dotate anche di materiali fotografici e video. Le informazioni saranno acquisite direttamente in loco o collegandosi a un sito internet che proporrà anche veri e propri percorsi tematici. Racconta Santoro: «Per quel che riguarda la ricerca di Lomax e Carpitella, sarà possibile collegarsi ad altri sottotesti come quello sull´uso del tamburello in Puglia con la mappa dei luoghi, dei costruttori con gli indirizzi, delle diverse tipologie e modi di suonarli». L´effetto più importante di questo lavoro d´archiviazione sarà il collegamento con patrimoni storici come quello dell´Accademia di Santa Cecilia o della Discoteca di Stato, anche tramite collegamenti diretti. Si procederà quindi &#8211; in pieno spirito di tangibilità dell´intangibile &#8211; ad acquisire le raccolte di privati, tra queste, la più importante è quella di Giovanni Rinaldi dedicata ai canti sociali della Puglia settentrionale, grande testimonianza delle lotte bracciantili animate da Giuseppe Di Vittorio. Sempre restando sul Gargano, si acquisiranno le registrazioni effettuate da Otello Profazio e, come sottolinea Santoro, si cercherà di «colmare la grande lacuna di originali che riguarda Matteo Salvatore». Quindi, le raccolte private datate anni Ottanta e Novanta, come quella in area Murgia e Salento all´incrocio tra Taranto, Brindisi e Lecce assicurata da Gianni Amati e Massimiliano Morabito. <span style="font-size: small;"><br />
Per quel che riguarda il Salento leccese, ricorda il coordinatore del progetto, invece la maggior parte è stato pubblicato e rientrerà nella sezione specifica dedicata alle raccolte editate. Com´è già accaduto per le ricerche di Lomax-Carpitella del ´54 e quelle di Carpitella-De Martino nel ´59-´60. Quindi, i lavori di registrazione successivi, risalenti agli anni Sessanta e Settanta in epoca di folk revival fino ad arrivare ai giorni nostri, nelle più diverse declinazioni dal jazz al dub. Qui s´inserisce tutto il movimento di cosiddetta riproposta della musica tradizionale con una schedatura e una raccolta di cd che supera i quattrocento pezzi. Dal primordiale <strong>Gruppo Folk del Salento</strong> di Luigi Lezzi e collegato a Giovanna Marini, nato nel 1971, fino ad arrivare ai più recenti approdi. Con una rarità: la biblioteca tematica sul tarantismo, la prima in Puglia, con testi, studi e tesi di laurea pubblicate sull´argomento.<br />
</span></p>
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