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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Nuova Compagnia di Canto Popolare</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Il sentire di un maestro: da Roberto De Simone un monumento sonoro alla tradizione campana</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 18:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[il Paese Nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Compagnia di Canto Popolare]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;editore Squilibri con il titolo Son sei sorelle. Canti e rituali della tradizione in Campania, un &#8220;monumento sonoro alla tradizione musicale e al lavoro di Roberto De Simone. Un sontuoso volume a cui è allegato un cofanetto con sette cd audio, che raccoglie le memorabili registrazioni degli anni &#8217;70 assieme ad altrettanto materiale inedito, ripreso &#8220;sul campo&#8221; proprio nei momenti... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/01/21/il-sentire-di-un-maestro/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"><em><span style="color: #000000;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/01/desimone_sonseisorelle.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2325" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/01/desimone_sonseisorelle-298x300.jpg" alt="desimone_sonseisorelle" width="298" height="300" /></a>Dall&#8217;editore Squilibri con il titolo </span></em><span style="color: #993300;"><strong>Son sei sorelle. Canti e rituali della tradizione in Campania</strong></span><em><span style="color: #000000;">, un &#8220;monumento sonoro alla tradizione musicale e al lavoro di <strong>Roberto De Simone</strong>. Un sontuoso volume a cui è allegato un cofanetto con sette cd audio, che raccoglie le memorabili registrazioni degli anni &#8217;70 assieme ad altrettanto materiale inedito, ripreso &#8220;sul campo&#8221; proprio nei momenti rituali delle feste&#8230;</span></em></span></p>
<p>di <span style="color: #993300;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> da <strong>Il Paese Nuovo</strong> del 21 gennaio 2011</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Roberto De Simone</span></strong><span style="color: #000000;"> è senza dubbio uno dei maggiori protagonisti della cultura napoletana e italiana degli ultimi decenni. Intellettuale eclettico e raffinato, musicologo, compositore e regista teatrale, ha anche lavorato in maniera non episodica sui temi della cultura popolare, come studioso e come autore, ma anche come fondatore e “direttore artistico” della <strong>Nuova Compagnia di Canto Popolare</strong>, una delle esperienze più significative e seminali del folk revival italiano.</span></p>
<p>A partire dall’inizio degli anni ‘70 del secolo scorso, De Simone effettuò anche una vasta “ricerca sul campo” sulla tradizione musicale orale della Campania, compiuta recandosi a più riprese a studiare le espressioni più vitali e significative di questa antichissima forma culturale &#8211; che stava velocemente depauperandosi sotto la spinta omologatrice del “progresso” &#8211; nei <span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span id="more-193"></span></span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">suoi luoghi elettivi, sparsi per tutta la regione: feste, pellegrinaggi, carnevali, riti della Passione, ma anche momenti dei lavori agricoli che venivano accompagnati dal canto, individuale e collettivo.</span></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1771" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/01/1259772623630_petruz0-300x200.jpg" alt="1259772623630_petruz0" width="300" height="200" />Sulla scorta di quelle ricerche, De Simone produsse, alla fine degli anni ‘70, un volume con sette dischi in vinile, contenenti registrazioni effettuate in studio dagli interpreti più significativi della tradizione, che intendevano dare una rappresentazione il più possibile completa ed esaustiva di un “mondo culturale” ancora pienamente funzionante. Questo lavoro di ricerca fu poi ampiamente utilizzato da De Simone per una delle opere teatrali più ambiziose e di maggiore successo, La gatta Cenerentola.</p>
<p>Oggi quella pubblicazione, che rappresentò una pietra miliare della ricerca antropologica ed etnomusicologica nel nostro Paese, viene finalmente riedita dall’editore <strong>Squilibri</strong> con il titolo <span style="color: #993300;"><strong><em>Son sei sorelle. Canti e rituali della tradizione in Campania</em></strong></span>, in un sontuoso volume a cui è allegato un cofanetto con ben sette cd audio, che raccoglie le memorabili registrazioni degli anni ‘70 assieme ad altrettanto materiale inedito, ripreso “sul campo” proprio nei momenti rituali delle feste.</p>
<p>Secondo l’inarrivabile sensibilità musicale dell’autore, la sequenza delle registrazioni è ordinata come una straordinaria sinfonia che restituisce all’ascolto – con una qualità audio di altissimo livello &#8211; il canto corale di un popolo, l’anima e il cuore palpitante di una tradizione. Dalla leggenda delle sette sorelle, “sei belle e una brutta e nera” rifugiatasi poi a <strong>Montevergine</strong> dove ebbe inizio il culto della “mamma Schiavona”, alle lunghe (alcune superiori ai 20 minuti) e frenetiche performance dei possenti “canti sul tamburo” (oggi chiamati impropriamente “tammurriate”), con le diverse varianti a seconda dell’area culturale, fino a una insospettata tradizione di canto sociale e politico, è un susseguirsi di emozioni che emanano da brani che risaltano per la loro bellezza, essendo eseguiti dai più autentici rappresentanti di una cultura millenaria (tra cui Giovanni Coffarelli, che collaborò alla ricerca, <strong>Rosa Noverino</strong>, <strong>Lucia D’Alterio</strong>, <strong>Antonio Torre</strong> e <strong>Giovanni Del Sorbo</strong>, solo per citarne alcuni) oggi quasi tutti defunti.</p>
<p>Il volume contiene tutte le trascrizioni e le traduzioni dei canti, un puntuale apparato che interpreta e contestualizza i materiali sonori, e un lucido e commovente saggio dell’autore, che descrive il volume come “la celebrazione dell’assenza” di una tradizione antichissima che “si è spenta di colpo, di botto, come colpita al cuore da un infarto culturale, fulminata da ischemia alle coronarie cui non giungeva più il sangue puro della collettività, cui quelle espressioni erano necessarie come l’ossigeno alle vie respiratorie della propria identità”. E in quel momento “La Campania ha perso un bene inestimabile, un’anima culturale da considerarsi patrimonio dell’umanità”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Il volume di De Simone sarà presentato il 10 febbraio alle ore 18,30 a Roma presso l&#8217;Auditorum Parco della Musica, il 21 al teatro La Pergola di Firenze e, dopo aver toccato altre città, il giro di presentazioni si concluderà il 30 marzo alla Sala Napoleonica dell&#8217;Univeristà di Milano</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Un&#8217;ampia scheda sul libro, comprendente anche l&#8217;elenco dei canti, si può trovare a questo indirizzo: </span><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2010/11/20/finalmente-ripubblicato-il-monumentale-lavoro-di-roberto-de-simone-sulla-tradizione-campana/">http://lnx.vincenzosantoro.it/2010/11/20/finalmente-ripubblicato-il-monumentale-lavoro-di-roberto-de-simone-sulla-tradizione-campana/</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Napoli &#232; la musica. Viaggio nel tempo con de Simone</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 23:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[laRepubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Mimmo Jodice]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Compagnia di Canto Popolare]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto De Simone]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dopo trent’anni l’artista pubblica una nuova e più ricca edizione del suo lavoro sulla canzone popolare campana. Un lavoro imponente, accompagnato da dette cd, condotto in solitudine: «L’assenza delle istituzioni è una vergogna» dal Venerdì di Repubblica del 17 dicembre 2010 Per chi era giovane negli anni Settanta erano I sette microsolchi di Roberto de Simone. Per i ragazzi di... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/12/18/napoli-la-musica-viaggio-nel-tempo-con-de-simone/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Dopo trent’anni l’artista pubblica una nuova e più ricca edizione del suo lavoro sulla canzone popolare campana. Un lavoro imponente, accompagnato da dette cd, condotto in solitudine: «L’assenza delle istituzioni è una vergogna»</span></em></p>
<p>dal<strong> Venerdì di Repubblica</strong> del 17 dicembre 2010</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/12/url-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1753" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/12/url-1-300x225.jpg" alt="url-1" width="300" height="225" /></a></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Per chi era giovane negli anni Settanta erano <em>I sette microsolchi </em>di <strong>Roberto de Simone</strong>. Per i ragazzi di oggi e domani sarà <em>Son sei sorelle</em>. Dopo trentun anni, grazie all’editore Squilibri e all’Accademia di Santa Cecilia, torna alla luce il tesoro di musica popolare che l’etnomusicologo e compositore napoletano aveva pubblicato per la prima volta nel 1979.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">All’epoca, il progetto includeva sette vinili di mezz’ora ciascuno, ai quali erano allegati pochi apunti tecnici. Stavolta la documentazione si moltiplica: un cofanetto di sette cd (tanti gli inediti registrati nelgi anni Ottana e Novanta), e un libro che racconta le ricerche sul campo, le caratteristiche dei canti e dei loro esecutori, nonché le tipologie dei diversi strumenti.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><em>Son sei sorelle – rituali e canti della tradizione in Campania</em>, può essere stimata come l’opera omnia di<span id="more-199"></span> de Simone, ma non è il suo testamento: «Questo progetto sintetizza quarant’anni di lavoro» racconta il maestro, «sentivo la necessità di ripubblicarlo perché volevo comunicare a tutti questa ricerca sull’identità napoletana. Magari servirà a costruire un progetto politico e sociale in chiave gramsciana. Cosa che le istituzioni locali hanno sempre evitato. Negli ultimi quindici anni Bassolino e i suoi hanno badato a resuscitare una effimera festa di Piedigrotta con Carreras e Elton John ma non ad accompagnare un viaggio-analisi nelle musiche, nella lingua e nella cultura popolare come fa questa collezione di dischi. Mi dispiace che che un’editore e un’accademia romani siano i soli ad aver preso a cuore l’idea. Non volevo mica denaro per me, ma che la Regione non figuri fra i partner è un segno di vergogna storica».</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Settentasette anni, intatta la verve polemica. Altrettanto la creatività, che il 21 gennaio porterà il musicista al San Carlo con l’<em>Olimpiade</em> di Pergolesi, una sua revisione che inaugura la stagione d’opera. Altro progetto, che prossimamente vedrà impegnato il co-fondatore della <strong>Nuova Compagnia di Canto Popolare</strong> (1969), autore dell’osannata <strong><em>Gatta Cenerentola</em></strong> (1976), saranno un libro e un dvd sui canti di dolore della Via Crucis di Minori. «Un’avventura legata alla coralità, che documenterà i riti della settimana pasquale. Il video è indispensabile per evitare una lettura parziale del fenomeno, anche perché in costiera o nel Cilento ci sono alcuni tra i canti più rari».</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">E di rarità si compone la riedizione di <em>Son sei sorelle</em>, supportata dalle fotografie di <strong>Mimmo Jodice</strong>. «Le prime ricerche le feci negli anni Sessanta, con apparecchi rudimentali» ricorda de Simone «a mano a mano mi hanno affiancato alcune spie (fra queste il drammaturgo Annibale Ruccello), che si recavano sui luoghi e cercavano i cantori. Poi insieme ci siamo chiusi in sala di registrazione, perché pensavo che la pulizia sonora del mezzo moderno avrebbe giovato all’ascolto e all’estetica. Ciò avveniva sempre nei giorni di festa, perché gli esecutori sentissero davvero nel profondo il momento del rito, senza forzature intellettuali. Anzi: spesso davanti al mixer i canti diventavano danze collettive. Mangiavamo pane e vino, si ricreava la festa, il banchetto cantato con una coreutica esplicita. Quando le paranze erano più numerose ero io che andavo da loro. Ricordo che una volta riscostruimmo addirittura un carro e lo mettemmo su una strada non asfaltata a Somma Vesuviana, poiché i carrettieri per cantare avevano bisogno della loro dimensione reale. O quando registrai in un ristorante avellinese il <em>Rosario carnevalesco</em>, tra parolacce, doppi sensi e risate».</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Sesso, invocazioni di grazia, barzellette in rima. E ancora: saltarelli nuziali, canti lirici di vendemmia, ritmo di morte e di pastellessa, canti di carcerati e per le sette madonne, in particolare per quella di Montevergine, la Madonna nera. «Un repertorio che fa capo a un mondo completamente scomparso» sottolinea de Simone, «così come sono defunte le feste. Tanti, oggi, si atteggiano a schiaffeggiare il tamburo in eventi modaioli, ma manca quella collettività, quei valori comunitari. Quel vissuto di religiosità che possa restituire un puro linguaggio sonoro affinché si produca la socializzazione della musica. Quei canti rituali non sono qualcosa che si inventa. Derivano da un canzoniere di varianti che è impossibile eseguire senza averli praticati per venti o trent’anni. Un po’ come avviene nel jazz: c’è la tradizione, si, ma si improvvisa solo quando quel mondo ti appartiene nelle viscere. Ecco perché gli interpreti – cito Giovanni Coffarelli, Giulia Ciletti, Antonio Torre, Rosa Noverino – sono a loro volta esecutori-compositori di brani irripetibili. Esiste una sola versione una, di ogni loro <em>fronna</em> o ninna nanna, talvolta con esasperate emissioni vocali e prive di una perfetta espressione tecnica. Ma indiscutibilmente vere a livello linguistico, perché il canto rivela un momento panico. È per questo che <em>Son sei sorelle,</em> in qualche modo, diventa la celebrazione dell’assenza».</span></p>
<p>Per leggere la scheda del libro cliccare <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=568">qui</a></p>
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