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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Sarah Scazzi</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Il dramma di Sarah, la speranza dell&#8217;«orchestra sparagnina»</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 19:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Ambrogio Sparagna]]></category>
		<category><![CDATA[Sarah Scazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Mentre loro imparavano a cantare, lei doveva imparare troppo in fretta a morire. Non è, poi, lontano Corigliano d’Otranto da Avetrana. Pezzi di terra dura di Davide Rondoni da l&#8217;Avvenire del 27 ottobre 2010 Mentre loro imparavano a cantare, lei doveva imparare troppo in fretta a morire. Non è, poi, lontano Corigliano d’Otranto da Avetrana. Pezzi di terra dura. Ma... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/10/27/il-dramma-di-sarah-la-speranza-dellorchestra-sparagnina/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000;"><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Mentre loro imparavano a cantare, lei doveva imparare troppo in fretta a morire. Non è, poi, lontano Corigliano d’Otranto da Avetrana. Pezzi di terra dura</span></em></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/07/ambrogio-sparagna_big.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1972" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/07/ambrogio-sparagna_big-300x225.jpg" alt="ambrogio-sparagna_big" width="300" height="225" /></a>di <strong>Davide Rondoni</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">da l&#8217;<span style="color: #ff0000;">Avvenire</span> del 27 ottobre 2010</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Mentre loro imparavano a cantare, lei doveva imparare troppo in fretta a morire. Non è, poi, lontano <strong>Corigliano d’Otranto</strong> da <strong>Avetrana</strong>. Pezzi di terra dura. Ma un posto è divenuto tristemente noto per l’omicidio e il buio che ci sta dietro e dentro, quel buio che ora i media tendono con pasto infame a moltiplicare. L’altro posto invece è stato protagonista qualche giorno fa su un altro palco, diverso da quelli luccicosi e freddissimi delle tv. Un gruppo di ragazzi di Corigliano infatti stava sul palco dell’Auditorium della Musica di Roma, insieme al maestro <strong>Ambrogio Sparagna</strong>, noto cultore e musico delle tradizioni italiane, l’uomo che ha reinventato la taranta e tanti altri canti popolari nostri.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">L’auditorium era tutto esaurito per <span id="more-1971"></span>un appuntamento della <strong>Ottobrata romana</strong> che il maestro dedica alla riscoperta delle canzoni italiane. E quei ragazzi portati fin lì per esibirsi, dopo aver lavorato con i loro insegnanti coordinati da Sparagna, riscoprendo il grico, la lingua che da quelle parti è sedimento e gloria di qualcosa di remoto e di futuro, ecco quei ragazzi erano uguali a lei che fu Sarah, ragazzina simbolo di una provincia italica che ha voglia di esser protagonista, di svelarsi, di esistere. Ma loro hanno incontrato degli adulti disposti a compromettersi con loro, adulti vicini come gli insegnanti, e poi un maestro, uno che poteva anche non farlo, che non ha bisogno di farlo se non per comunicare una positività che gli brucia le vene, lo fa cantare e gli fa amare il passato come il futuro.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">La differenza sta qui. Nell’aver i nostri ragazzi davanti degli adulti interessati a loro oppure no, o interessati a trarne solo profitto di vario genere. Quanti adulti lucrano sui ragazzini?</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Inventando per loro marchingegni e mode, roba che fa mercato certo, ma anche fa vuoto. Quanti adulti siedono in consigli di amministrazione che ingrassano sui consumi inebetiti di ragazzini a cui rari adulti si accostano con la pazienza e la passione di trasmettere qualcosa per cui valga la pena vivere? L’alternativa andata in scena tra i grandi palchi televisivi pieni di parole e di niente e il palco pieno di musica e di cuore è l’alternativa di sempre. Da un lato il vuoto che inghiotte, dall’altra la pazienza che valorizza.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">L’hanno chiamata «orchestra sparagnina», come piccolo simpatico omaggio al loro maestro. Un gesto di gratitudine per un adulto che si implica con dei ragazzi e sceglie di farlo indicando una postività dell’essere protagonisti. Non l’inseguimento delle luci della ribalta, ma lo scavo dentro di sé e dentro la propria storia e tradizione per avere più forte il senso e la pietà per quel che siamo e dovremo essere. Di Sarah e del suo strazio continueranno a parlare straziandola ancora adulti a cui non interessa niente dei ragazzini. Usano lei ancora per fare audience per i loro programmi. Usano i ragazzini per fare audience, per farli sembrare cantanti in miniatura, in una &#8216;pedofilia&#8217; dell’immagine che fa ribrezzo, e usano i ragazzini per riempirsi le tasche. Buttano i riflettori su di loro per succhiare loro l’anima e i soldi. Di questi altri, invece, contenti d’aver cantato, dei ragazzi di Corigliano noi vogliamo parlare e degli adulti che li stanno accompagnando.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Perché indicare la strada da riprendere sempre è il modo migliore, l’unico vero modo per stare di fronte anche alle tragedie, per onorarne le vittime e per non lasciar spazio al nostro borghessissimo, comodo e mostruoso spirito che orrendo si commuove tanto e poi lascia tutto come prima…</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Mentre loro imparavano a cantare, lei doveva imparare troppo in fretta a morire. Non è, poi, lontano Corigliano d’Otranto da Avetrana. Pezzi di terra dura</span></p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F27%2Fil-dramma-di-sarah-la-speranza-dellorchestra-sparagnina%2F&amp;linkname=Il%20dramma%20di%20Sarah%2C%20la%20speranza%20dell%E2%80%99%C2%ABorchestra%20sparagnina%C2%BB" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F27%2Fil-dramma-di-sarah-la-speranza-dellorchestra-sparagnina%2F&amp;linkname=Il%20dramma%20di%20Sarah%2C%20la%20speranza%20dell%E2%80%99%C2%ABorchestra%20sparagnina%C2%BB" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F27%2Fil-dramma-di-sarah-la-speranza-dellorchestra-sparagnina%2F&amp;linkname=Il%20dramma%20di%20Sarah%2C%20la%20speranza%20dell%E2%80%99%C2%ABorchestra%20sparagnina%C2%BB" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F27%2Fil-dramma-di-sarah-la-speranza-dellorchestra-sparagnina%2F&amp;linkname=Il%20dramma%20di%20Sarah%2C%20la%20speranza%20dell%E2%80%99%C2%ABorchestra%20sparagnina%C2%BB" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F27%2Fil-dramma-di-sarah-la-speranza-dellorchestra-sparagnina%2F&amp;linkname=Il%20dramma%20di%20Sarah%2C%20la%20speranza%20dell%E2%80%99%C2%ABorchestra%20sparagnina%C2%BB" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F27%2Fil-dramma-di-sarah-la-speranza-dellorchestra-sparagnina%2F&amp;title=Il%20dramma%20di%20Sarah%2C%20la%20speranza%20dell%E2%80%99%C2%ABorchestra%20sparagnina%C2%BB" id="wpa2a_2">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/10/27/il-dramma-di-sarah-la-speranza-dellorchestra-sparagnina/">Il dramma di Sarah, la speranza dell&#8217;«orchestra sparagnina»</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Perch&#233; la Puglia non &#232; solo pizzica e taranta&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 17:52:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[Avetrana]]></category>
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		<category><![CDATA[Omar Di Monopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Sarah/ &#8220;Un delitto che va oltre la fiction&#8221; Il cantore del Salento noir Omar Di Monopoli: &#8220;Un delitto che va oltre la fiction, la realtà supera qualsiasi tipo di racconto immaginato. Il dramma porta alla ribalta i paesi umili e dimenticati come Avetrana: realtà di confine che vivono nell&#8217;oblio. Perché la Puglia non è solo pizzica e taranta&#8230;&#8221; &#160; di... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/10/21/perch-la-puglia-non-solo-pizzica-e-taranta/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #993300; font-size: large;"><strong><span style="font-family: Arial;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/10/omar-di-monopoli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1713" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/10/omar-di-monopoli-300x200.jpg" alt="omar-di-monopoli" width="300" height="200" /></a>Sarah/ &#8220;Un delitto che va oltre la fiction&#8221;</span></strong></span></p>
<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Il cantore del Salento noir Omar Di Monopoli: &#8220;Un delitto che va oltre la fiction, la realtà supera qualsiasi tipo di racconto immaginato. Il dramma porta alla ribalta i paesi umili e dimenticati come Avetrana: realtà di confine che vivono nell&#8217;oblio. Perché la Puglia non è solo pizzica e taranta&#8230;&#8221;</span></em></p>
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<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <strong>Maria Carla Rota</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">da <a href="http://www.affaritaliani.it/cronache/salento_noir_di_monopoli201010.html">www.affaritaliani.it</a> del 20 ottobre 2010</span></p>
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<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Lo scrittore <strong>Omar Di Monopoli</strong>, classe 1971, è il cantore del <strong>Salento</strong> noir, inventore del western pugliese e autore della trilogia <span style="color: #ff0000;"><em><strong>Uomini e cani</strong></em></span> (Premio Kihlgren &#8217;07), <span style="color: #ff0000;"><em><strong>Ferro e fuoco</strong></em></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong><em>La legge di Fonzi</em></strong></span> (edita da Isbn). Vive a <strong>Manduria</strong>, pochi chilometri da <strong>Avetrana</strong>, ed è abituato a &#8220;una <strong>Puglia</strong> che non è solo quella &#8216;da cartolina&#8217;, tutta &#8216;pizzica e taranta&#8217;, che le agenzie turistiche vanno vendendo da anni. Io racconto il lato oscuro della mia regione&#8230;&#8221;<span id="more-214"></span>.</span></p>
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<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Ma questa volta la realtà del delitto di <strong>Sarah Scazzi</strong> sembra andare oltre la fiction&#8230;</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">&#8220;Questo è un caso in cui il classico luogo comune della realtà che supera la fantasia si avvera. Nel mio libro &#8220;Uomini e Cani&#8221; uno dei personaggi si nasconde in un tunnel sotterraneo sotto una masseria abbandonata, come quella in cui Misseri ha nascosto il corpo della povera Sarah. Quello che io avevo immaginato come possibile nascondiglio è stato visto con facilità anche da un contadino semi-analfabeta&#8221;.</span></p>
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<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Come la Puglia sta vivendo l&#8217;omicidio?</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">&#8220;C&#8217;è una sensazione di profondo sgomento. Perché oltre all&#8217;orrore insito nella storia, che la accomuna ad altri delitti come quello di Cogne o di Erba, qui c&#8217;è la vicinanza geografica, che scombussola parecchio. Io sono stato spesso attaccato per una visione violenta e cruenta della Puglia, ma tutto questo supera qualsiasi tipo di racconto immaginato. Quello che resta è l&#8217;impatto mediatico&#8221;.</span></p>
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<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">La televisione sembra quasi appropriarsi della realtà&#8230;</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">&#8220;Direi che non c&#8217;è più la tv-verità, ma la verità della tv. Si rincorrono teorie, si susseguono colpi di scena, che sembrano veri solo se accadono in televisione. E la gente è sospinta a far parte di questo grande melodramma mediatico. Ho visto miei concittadini spingere per entrare nell&#8217;inquadratura delle telecamere, quasi non esistessero se non riuscivano ad andare in video. Io vivo a Manduria e conosco Avetrana molto bene. Ho frequentato questo paese per anni, passavo spesso nella strada dove è sparita Sarah, conoscevo di vista la famiglia Misseri. Ma me ne tengo alla larga, come chiunque non voglia entrare in questo teatrino, che fa paura&#8221;.</span></p>
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<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">In che senso?</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">&#8220;Da autoctono vedo rincorrersi questi giornalisti &#8216;santoni dell&#8217;anima&#8217; che scansionano la vita della gente senza aver mai vissuto qui. E&#8217; tutto un grande gioco artificiale nel quale la verità è lontanissima. Non sto mettendo in discussione il fatto che i mass media se ne occupino, ma il modo in cui lo fanno. La tv è colpevole, ma non è l&#8217;unica responsabile. Infatti, di &#8216;turismo dell&#8217;orrore&#8217; si parlava già nel secolo scorso. Nel 1932 negli Stati Uniti il figlio di Lindbergh fu rapito e già allora si ebbe il pellegrinaggio dell&#8217;orrore&#8221;.</span></p>
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<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Che paese è Avetrana?</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">&#8220;Una realtà umile e invisibile. Io dicevo, soprattutto quando ancora non si sapeva della morte di Sarah, che la sua scomparsa era stata preceduta in qualche maniera dalla scomparsa di un&#8217;intera fetta di popolazione meridionale, che è quella che si riconosce in paesini come Avetrana. La Puglia vive una contraddizione enorme da un decennio a questa parte: gli uffici turistici sono stati bravissimi a vendere questo luogo come una sorta di Sud bonificato&#8230; il Salento, la pizzica, la cultura. Però esistono realtà di confine, come Avetrana e migliaia di piccoli paesi, che hanno continuato a vivere nell&#8217;oblio. Erano vent&#8217;anni che non si sentiva parlare di Avetrana, da quando negli Anni Ottanta fu protagonista di una grande battaglia sul nucleare. C&#8217;è una serie sterminata di piccole realtà pugliesi scomparse, e non è possibile che tornino alla ribalta solo per l&#8217;orrore. Una condizione che deve farci pensare&#8221;.</span></p>
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<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">I Misseri che famiglia sono?</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Premetto che il delitto conferma innanzitutto il dato statistico secondo cui questi omicidi avvengono in famiglia, a prescindere dalla vicinanza geografica. Fin dalle prime interviste dei Misseri avevamo avuto il sentore che fosse una questione di info negate, che fossero una famiglia inaffettiva. Emerge un analfabetismo affettivo tra familiari, che è un problema più complesso e generale che va al di là di Avetrana, è il problema di questi tempi. Ora aspettiamo gli sviluppi: ho idea che essendo in mano agli avvocati, alla ricerca di uno sconto della pena, le cose tenderanno a diventare più fumose.</span></p>
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