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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Sparagna</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Avvelenati dalla Taranta</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 17:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
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		<category><![CDATA[Sergio Blasi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Intervista di Antonio Ancora a Sergio Blasi da La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 15 dicembre 2007 «Sono contento che l&#8217;opposizione&#8217; provinciale ci faccia le pulci. Più lo fanno e più salta agli occhi la mediocrità di quella classe dirigente». Risponde a muso duro il sindaco di Melpignano Sergio Blasi alle accuse lanciate dal centrodestra di Palazzo Dei Celestini, in... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/16/avvelenati-dalla-taranta/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Intervista di <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Antonio Ancora</span> a <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Sergio Blasi</span></span></div>
<div style="font-family: Arial; text-align: justify;">
<p><span style="font-size: small;">da La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 15 dicembre 2007</span></p>
<p>«Sono contento che l&#8217;opposizione&#8217; provinciale ci faccia le pulci. Più lo fanno e più salta agli occhi la mediocrità di quella classe dirigente». Risponde a muso duro <span style="color: #0000ff; font-weight: bold;">il sindaco di Melpignano Sergio Blasi</span> alle accuse lanciate dal centrodestra di Palazzo Dei Celestini, in una conferenza stampa, sulle omissioni e le opacità dei bilanci della Notte della Taranta».<span id="more-388"></span></p>
<p><span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Sindaco Blasi, il, centrodestra vuole vedere chiaro nei conti della Notte della Taranta che, a sentire qualche detrattore, sembra diventata la Notte dei debiti.</span><br />
Noi non siamo la Notte dei debiti, semmai siamo la Notte dei crediti. Infatti, aspettiamo ancora il versamento di un milione di euro da parte di enti pubblici e privati che sostengono la Notte. Non abbiamo ancora avuto un euro per l’edizione di quest’anno e dobbiamo avere ancora qualcosa per l’edizione del 2006.<br />
Ma oltre, ai crediti economici, vantiamo crediti anche dal punto di vista turistico; culurale, promozionale e politico. La mediocre classe dirigente che ci fa le pulci vola tanto basso da rischiare di sbattere il muso sui sassi e di farsi molto male. Vogliono scoprire il trucco della Notte della Taranta? Semplice: mentre la politica parla di fare sistema, noi dell&#8217;Unione dei Comuni della Grecia Salentina la facciamo veramente dal 1995. Si parla di area vasta? Noi facciamo un governo di area vasta, mettendo da parte gli sterili campanilismi, ormai da 12 anni. La Grecìa, terra di emigranti, era una delle zone più povere del Salento. Ora siamo fra le zone più ricche. E non abbiamo né il mare, né i martiri di Otranto.</p>
<p><span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Com&#8217;è che i resoconti della Notte della Taranta sono parziali? Se ne era lamentato già Lorenzo Ria, se ne lamentano i consiglieri del centrodestra.</span><br />
E&#8217; assolutamente falso che i resoconti della Notte della Taranta siano parziali. Quelli completi sono a disposizione di tutti, presso tutti i Comuni della Grecìa Salentina, nelle sedi dell&#8217;Unione e della Camera di Commercio, e alla Regione. Gli altri enti, come la Provincia, hanno avuto soltanto delle pezze giustificative pari al loro contributo. Quanto al resoconto dell&#8217;edizione di quest&#8217;anno, contiamo di completarlo entro la prossima primavera, quando speriamo saranno arrivati i frnaziamenti promessi da vari enti.</p>
<p><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Comunque i conti non tornano. Anche perché lievitano tanto per spese che il centrodestra ha definito incongruenti e senza evidenza pubblica.</span><br />
Dalla loro conferenza emerge la falsità di Forza Italia. Hanno affermato, per esempio, che i condizionatori d&#8217;aria per gli uffici della bibliomediateca di Melpignano siano stati pagati con i soldi della Notte della Taranta. Niente di più falso. Sarebbe bastato che leggessero bene la delibera e avrebbero capito che quelle spese erano a carico del Comune. Evidentemente, questo hanno voluto tenerlo nascosto. I costi della manifestazione sono lievitati perché a differenza del 2004, in cui non abbiamo avuto nemmeno una lira di contributo dalla Regione Puglia dell&#8217;allora presidente Raffaele Fitto, dal 2005, con il presidente Nichi Vendola, abbiamo ottenuto dalla Regione altri 200mila euro da investire. E negli anni i fans della Notte si sono quintuplicati ed ora in un paesino di duemila anime, per due giorni all&#8217;anno ospitiamo addirittura 150mila persone da tutta Italia. Tutelare l&#8217;incolumità di questa gente costa. Noi abbiamo investito tanto nella sicurezza, nell&#8217;adeguamento dello spazio che ospita il concertone finale del festival. E sono stati soldi spesi bene. Lo dimostra il fatto che durante la manifestazione non si è mai verificato un incidente Più il festival avrà successo attirando gente e più dovremo investire per garantire sicurezza ed efficienza. Ma i costi della Notte della Taranta non aumentano solo per questo motivo. Aumentano anche perché ogni anno aumentano i Comuni partecipanti quest&#8217;anno abbiamo aggiunto Otranto ed Andrano, e quindi aumentano le spese minute, per i palchi, per i gruppi, passati da due a quattro per serata.</p>
<p><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Da quanto dichiarato tempo fa da Lorenzo Ria in Consiglio, ed ora ripreso dal Centrodestra, sembra che voi abbiate distratto delle somme destinate ad insegnare il griko nelle scuole per fimanziare invece la Notte della Taranta, Come stanno le cose?</span><br />
Che la Grecia Salentina abbia distratto fondi destinati all&#8217;insegnamento del griko nelle scuole, per pagare Sparagna e Princigalli, è una sciocchezza. Gli articoli 5 e 20 a della legge 482/99 sull&#8217;insegnamento del griko nelle scuole spiegano come i fondi arrivino agli istituti scolastici direttamente dal Ministero della Pubblica Istruzione in base alle richieste dei dirigenti scolastici. E il dirigente capofila dei Comuni dell&#8217;Unione grika e coordinatore dei fondi è Luigi Martano di Corigliano d&#8217;Otranto. I pochi soldi che sono serviti per pagare in minima parte Sparagna e Princigalli sono stati attinti dai finanziamenti disciplinati invece dall&#8217;articolo 15 della stessa legge, quelli destinati alla &#8220;tutela e valorizzazione della lingua e della cultura del territorio&#8221;.<br />
Il progetto speciale Notte della Taranta ha ricevuto per questo i finanziamenti direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Oltre al festival, con questi finanziamenti abbiamo anche redatti riviste di promozione della Grecia Salentina che hanno avuto come ditettore; fra gli altri, anche Tullio De Mauro, ex ministro della Pubblica Istruzione. Abbiamo finanziato anche il Tg in griko e un master universitario di II livello. Altro che distratto i fondi. Chi lo dice non sa di che parla.</p>
<p><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">E che dice dei musicisti che ancora non sono stati pagati, come i Ghetonia?</span><br />
Che ci sia qualche ritardo nei pagamenti del concerto dei Ghetonia ad Andrano del 12 agosto è vero, ma qual&#8217;è l&#8217;ente pubblico che paga a tamburo battente? Li pagheremo senz&#8217;altro presto, appena arriveranno i soldi che aspettiamo dagli enti.</p>
<p><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Da quello che lei dice, si .ricava che le prospettive per la Notte della Taranta sono rosee, è così?</span><br />
Certamente. E&#8217; un&#8217;iniziativa che è destinata a crescere ancora, grazie alla nuova classe dirigente cresciuta nell&#8217;Unione della Grecia Salentina e composta da giovani sindaci che, uniti, hanno studiato, si sono impegnati e non si sono certo risparmiati per far crescere questa terra. La cosiddetta Terra del Rimorso è diventata, grazie al nostro impegno, una terra che ha cominciato a mordere progresso, innovazione, sviluppo. L&#8217;ambasciatore italiano in Spagna ha affermato che se pensa ad una nuova funzione geopolitica per il Salento, pensa alla Notte della Taranta. E poi, ci arrivano false accuse da parte di una maldestra classe dirigente che invece di godersi le centinaia di migliaia di turisti che ogni anno inondano i Comuni griki in occasione del festival, vivono la Notte della Taranta avvelenati dalla bile, con invidia, gelosia, da mediocri.<br />
E si sappia che noi dell&#8217;Unione non ci fermeremo: abbiamo pronta la nuova scommessa che saranno i Canti di Passione. Cercheremo di portare il turismo in una settimana dèll&#8217;anno in cui scarseggia per far conoscere il Salento in un periodo diverso da quello estivo, con altri colori e sapori.</p>
</div>
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		<title>Risposta di Sparagna a Durante</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Aug 2007 15:52:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Riportiamo la risposta di Ambrogio Sparagna all&#8217;articolo con cui Daniele Durante denunciava una sorta di appropriazione indebita di alcuni brani della tradizione salentina nei credits del disco contenente il concertone della Notte della taranta del 2006. L&#8217;impressione è, che a naso, questa volta abbia ragione Sparagna, perché non dei brani in sé stiamo parlando, ma di loro riarrangiamenti (che poi... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/08/12/risposta-di-sparagna-a-durante/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/08/12/risposta-di-sparagna-a-durante/">Risposta di Sparagna a Durante</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify; font-family: Arial;"><span style="font-style: italic; font-size: small;">Riportiamo la risposta di <span style="font-weight: bold;">Ambrogio Sparagna</span> all&#8217;<a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=254">articolo</a> con cui <span style="font-weight: bold;">Daniele Durante</span> denunciava una sorta di appropriazione indebita di alcuni brani della tradizione salentina nei </span><span style="font-size: small;">credits</span><span style="font-style: italic; font-size: small;"> del disco contenente il concertone della <span style="font-weight: bold;">Notte della taranta</span> del 2006. L&#8217;impressione è, che a naso, questa volta abbia ragione Sparagna, perché non dei brani in sé stiamo parlando, ma di loro riarrangiamenti (che poi possono piacere o meno, ma questo è un altro discorso). D&#8217;altra parte, sono decenni che alla Siae vengono registrati brani popolari </span><span style="font-style: italic; font-size: small;">come propri </span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: italic;">(attenzione: proprio i brani, non i nuovi arrangiamenti) da parte di musicisti noti e meno noti (e notissimi&#8230;), salentini e non; quindi, di che cosa ci stupiamo?</span><br />
</span></div>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"> </span></p>
<div style="text-align: justify; font-family: Arial;">
<p><span style="font-size: small;"><br />
<span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: bold; color: #800000;">La Cultura Popolare e la creatività artistica</span></span><br />
di <span style="font-style: italic;">Ambrogio Sparagna</span><br />
da </span><span style="font-weight: bold;">La Gazzetta del Mezzogiorno</span> di sabato 11 Agosto 2007</p>
<p><span style="font-size: small;">Osservo da lontano che, come ogni anno, con il sopraggiungere del <span style="font-weight: bold;">Festival della Notte della Taranta</span>, si surriscalda il clima fra gli “addetti ai lavori” che operano nell&#8217;ambito del recupero delle tradizioni popolari locali. Questo è un segnale importante, evidenzia la grande attenzione che il territorio pone a questo evento e costituisce un’occasione utile, se applicata con garbo e  intelligenza, per affrontare alcune questioni culturali che da sempre caratterizzano il dibattito sull’uso appropriato delle fonti nell’ambito dei processi di recupero delle tradizioni popolari.<span id="more-419"></span></span></p>
<p>Approfitto perciò dell’occasione della pubblicazione dell’articolo del M°Durante pubblicato nei giorni scorsi per portare anch’io un contributo a questa <span style="font-style: italic;">querelle</span> che da anni infiamma tutta la scena culturale della riproposta delle tradizioni popolari. Nel suo articolo il M° Durante solleva una questione importante che ha implicazioni sia di carattere etnomusicologico che artistico: è lecito trasformare la linea melodica di un canto popolare applicando un’altra melodia al testo originario? La domanda è complessa e proverò ad illustrare brevemente il mio punto di vista a riguardo. Voglio partire dalla mia esperienza di ricercatore. Mi è capitato molte volte di sentire tante versioni melodiche di un identico canto, vale a dire dello stesso testo poetico. Ho osservato questo fenomeno sia nei repertori di canti narrativi che in quelli religiosi. Cito come esempio: la versione melodica di <span style="font-style: italic;">Sia benedetto ci fice lu munnu</span> (che ho elaborato per l’edizione della Notte della Taranta del 2005) è profondamente diversa dalle tante ancora largamente in uso in Sicilia e in tante altri parti d’Italia, in particolare nel Lazio, dove addirittura è presente in raccolte antologiche storiche come quelle di Gigi Zanazzo e di Eugenio Cirese.</p>
<p>Uno dei procedimenti tipici della creatività popolare è proprio quello di caratterizzare con proprie melodie il testo di un canto. La versione di <span style="font-style: italic;">Donna lombarda</span> di Spongano, ad esempio, ha lo stesso testo tipico delle tante ballate diffuse in tutto il territorio nazionale ma possiede una melodia propria. Questo a sottolineare come in ambito popolare si verifichi spesso che ad un testo di un canto si applichino diverse linee melodiche, a seconda dei luoghi in cui quel brano si diffonde. La ricchezza del patrimonio sonoro etnomusicologico, conservata sia negli archivi che pubblicata nelle varie raccolte discografiche, manifesta la varietà di queste versioni, rivela l’appartenenza identitaria di un canto e rappresenta uno straordinario strumento di comparazione culturale.</p>
<p>La pubblicazione delle tante raccolte antologiche di canti popolari eseguite direttamente dalla viva voce di “alberi di canto” rappresenta perciò uno strumento di grande valore, non solo documentale ma favorisce anche l’ispirazione poetica di chi vuole, partendo da questo repertorio, creare un proprio percorso artistico e costruire una poetica musicale personale. La varietà delle fonti etnomusicali realizzate nel Salento, grazie all’opera di valenti ricercatori e all’attenzione degli Enti locali, è molto ricca e ha consentito il proliferare di numerose elaborazioni di canti popolari, alcune delle quali realizzate dallo stesso M°Durante. La rielaborazione dei canti salentini, e colgo qui l’occasione per ricordare come la nozione di «rielaborazione popolare» sia centrale negli studi demologici ed etnomusicolgici, ha trovato nella Notte della Taranta il fulcro centrale di questo grande movimento e il filo rosso che ha unito tanti Maestri concertatori che si sono avvicendati sul palco a Melpignano. Nel mio caso ho realizzato durante i tre anni della mia permanenza nel Salento una serie di elaborazioni per una grande Orchestra di strumenti popolari. La tipologia dell’organico impiegato ha condizionato la modalità del mio intervento. In particolare nella scrittura dell’orchestrazione dell’elaborazione. In alcuni casi ho utilizzato alcune linee melodiche tradizionali in modo integrale, in altri ho conservato solo una parte della linea originale del canto arricchendo il brano con interludi strumentali, in altri ancora ho utilizzato del brano solo il testo poetico e ho composto una melodia originale specifica. Questa modalità l’ho applicata non solo per testi privi di una versione melodica, ma anche per alcuni canti dove si ha la testimonianza di una serie di trascrizioni musicali che confermano la fonte originaria.</p>
<p>Dato che il mio intervento su questi brani non è stato solo di rielaborazione ma anche di profonda riscrittura melodica, in quanto partendo dal testo originario ho trasformato sensibilmente la melodia da cui avevo tratto ispirazione (cambiandola per esempio da un modo maggiore ad un modo minore), ho voluto evidenziare, per rispetto delle fonti tradizionali di riferimento, l’originalità e la differenza del mio lavoro artistico. Tutto questo è stato fatto nel rispetto della “tradizione”.</p>
<p>Ho potuto infatti realizzare la mia versione del canto dei carcerati di Lecce proprio in quanto quella del grande Uccio Bandello è “tutelata” negli archivi e dalle numerose pubblicazioni largamente diffuse. Il canto tradizionale salentino di San Franciscu è quello di Uccio, mentre la mia è una versione personale, originale, che si ispira liberamente a quella tradizionale ascoltata dalla viva voce del grande cantore salentino. E questo va chiarito per non generare confusioni fra quello che è il prodotto “autentico” della cultura popolare e quello che è invece il frutto della sensibilità creativa di un artista. Questo è stato il mio proponimento che, se necessario, potrà essere ulteriormente esplicitato anche con altre modalità. Ho grande rispetto per i cantori popolari: sono i miei maestri. Sono un musicista in cerca di un proprio linguaggio creativo autonomo che durante questo entusiasmante cammino incontra rischi e difficoltà ma che affronta il rapporto con la “Tradizione” con rispetto, entusiasmo e passione.</p>
</div>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"> </span></p>
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