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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Carpino Folk Festival</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Rinaldi: &#8220;Vi spiego perché è meglio il Carpino Folk della Notte della Taranta&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 18:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Salento e le sue musiche]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[archivio sonoro]]></category>
		<category><![CDATA[Carpino Folk Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Rinaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Lo storico e ricercatore non ha dubbi: “A Melpignano la musica popolare è usata come merce, prodotto di marketing territoriale, tradendone i valori originari. Il CFF invece resiste&#8221;.  di Lucia Piemontese, da l’Attacco, sabato 12 dicembre 2015 Parole, suoni e immagini, per raccontare “il lungo silenzio della gente del Sud”. Una serata unica e irripetibile registrata su un Uher 4400 da... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2015/12/14/rinaldi-vi-spiego-perche-e-meglio-il-carpino-folk-della-notte-della-taranta/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><i><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/12/8952_909873749063991_1399856977943245814_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2343" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/12/8952_909873749063991_1399856977943245814_n-300x200.jpg" alt="8952_909873749063991_1399856977943245814_n" width="300" height="200" /></a></i><em><span style="line-height: 1.714285714; font-size: 1rem;">Lo storico e ricercatore non ha dubbi: </span></em><em><span style="line-height: 1.714285714; font-size: 1rem;">“A Melpignano la musica popolare è usata come merce, prodotto di marketing territoriale, tradendone i valori originari. Il CFF invece resiste&#8221;. </span></em></p>
<p><span style="line-height: 1.714285714; font-size: 1rem;">di <span style="color: #ff0000;">Lucia Piemontese</span>, </span><i>da l’Attacco, sabato 12 dicembre 2015</i></p>
<p>Parole, suoni e immagini, per raccontare “il lungo silenzio della gente del Sud”. Una serata unica e irripetibile registrata su un Uher 4400 da un giovane ricercatore, <span style="color: #ff0000;"><b>Giovanni Rinaldi</b></span>, presente il 14 gennaio del 1978 nella Biblioteca Provinciale De Gemmis di Bari. Fu lì che <b>Matteo Salvatore</b>, il cantore di Apricena, prese parte ad un evento irripetibile, rendendolo ancora più unico con la sua musica e con le sue parole. È tutto in <span style="color: #993300;"><b><i>A Sud. Il racconto del lungo silenzio</i></b></span>, edito da <b>SquiLibri</b>, straordinario documento audio, testuale e fotografico a cura dello storico e autore cerignolano Giovanni Rinaldi, protagonista giovedì sera nello spazio live della Ubik di Foggia, per la presentazione di questo lavoro editoriale. Testimone e autore delle registrazioni conservate nell’Archivio Sonoro della Puglia, Rinaldi ha ripercorso con i lettori della libreria questo appassionante reading multimediale che, oltre alla musica di <span style="color: #ff0000;"><strong>Matteo Salvatore</strong></span>, accoglie anche la voce di <span style="color: #ff0000;">Riccardo Cucciolla</span> e le fotografie di <span style="color: #ff0000;">Paolo Longo</span>.</p>
<p>Per Matteo Salvatore si trattò del coronamento di un sogno: quello di suonare in una biblioteca e l’ascolto ci restituisce il confronto e l’incontro tra il punto di vista della ricerca meridionalistica, e la prospettiva di chi era parte di quel mondo popolare oggetto di studio. La voce di Cucciolla è lo strumento attraverso il quale <span style="color: #ff0000;">De Martino</span> incontra Matteo Salvatore, il quale non si risparmia nello snocciolare storie, ricordi e canzoni, partendo dalla forte senso religioso popolare, passando per il lavoro nei campi, e per concludere con un paio di classici del suo repertorio.<br />
L’ascolto regala così perle rare come la dolce ninna nanna <span style="color: #993300;"><em>La leggenda di San Nicola</em></span>, i canti devozionali <span style="color: #993300;"><em>Maria Santissima Incoronata</em></span>, <em><span style="color: #993300;">San Lazzaro </span>e <span style="color: #993300;">San Luca</span></em>, pittoreschi spaccati della realtà di paese come <span style="color: #993300;"><em>Il Venditore Ambulante</em></span>, l’ammiccante <em><span style="color: #993300;">Il Pescivendolo</span></em>, e Arrecunète, <span style="color: #993300;"><em>Lu Bene Mio</em></span> e <span style="color: #993300;"><em>Il Forestiero</em></span>. L’occasione per ascoltare una delle performance più intense ed ispirate di Matteo Salvatore.<br />
“Matteo Salvatore è citato e ricordato sempre per le canzoni più conosciute e com- merciali, che non sono necessariamente le migliori”, ha spiegato Rinaldi a l’Attacco. “Le sue cose migliori stanno in dischi non più rieditati. E’ come se Sinatra fosse ricordato solo per <span style="color: #993300;"><em>My way</em></span>. In questo libro, ad esempio, cito 3-4 canti religiosi conosciuti pochissimo, dedicati a San Nicola di Bari, alla Madonna dell’Incoronata, alla chiesa di San Nazario a Sannicandro. Ci sono pezzi di poesia pura in musica, buona parte dei quali fanno parte di archivi privati, o si trovano nell’<em><b><a href="www.archiviosonoro.org/puglia">Archivio sonoro di Puglia</a></b></em>, o infine in questo mio libro. Sono molto contento anche perché nel ’78 Matteo Salvatore aveva ancora la sua voce, col famoso falsetto, come pure per il fatto che si tratta di una delle poche registrazioni dal vivo in un contesto collettivo, davanti a circa 200 persone. Erano gli anni in cui era preso a modello della cultura popolare, in un contesto intellettuale che lo amava e studiava”. Il giudizio di Rinaldi sulla maniera in cui oggi viene usata la musica popolare è netto. “Matteo Salvatore rappresentava tutta la cultura popolare, che non può essere utilizzata solo come strumento di marketing territoriale. Farlo significa svilirla a merce. Certo, da una parte tale uso è servito a conservare questi pezzi di storia, ma dall’altro si è verificato talvolta un eccesso di commercializzazione della cultura popolare. Il rischio è quello di proporre un prodotto finalizzato alla massima partecipazione e al ritorno economico, quando invece queste cose arcaiche vanno per prima cosa capite. E’ un fenomeno che la Notte della Taranta ha portato all’esasperazione, facendo diventare moda ciò che moda non era. Il 90% dei valori trasmessi non ha più nulla a che fare con l’origine, col serio rischio del livellamento di massa anziché recupero”. Non a caso sono state molteplici le polemiche suscitate dall’ultima edizione della fortunatissima manifestazione di Melpignano, sia per la presenza del rocker emiliano Ligabue sia per l’addio tumultuoso del suo inventore, <span style="color: #ff0000;">Sergio Blasi</span>.<br />
“Certamente usare la musica popolare così come fa la Notte della Taranta porta posti di lavoro, ma così la si riduce a prodotto, a merce”, prosegue lo storico e ricercatore ceri- gnolano.<br />
“Quanto al Carpino Folk Festival, vive di alti e bassi. Ma la cosa più importante è che riesce a resistere alla massificazione, un po’ perché non può permettersela, visti gli spazi contenuti a disposizioni, un po’ perché è stata fatta una scelta diversa. A Carpino la contaminazione non è solo musicale, ma fa parte del metodo di lavoro. Ci sono ad ogni edizione tanti eventi di vario tipo, che arrivano a più fasce di pubblico. Penso ad esempio all’idea della <i>festa della transumanza</i>, che trovo bellissima. Il Carpino Folk Festival riesce a non farsi travolgere dall’aspetto mass-mediatico, invece la Notte della Taranta vive dei mass media. Ma la cultura popolare racconta spesso il dolore, la sofferenza, la povertà. Ed è qualcosa di opposto al potere”.</p>
<p>Per informazioni sulle pubblicazioni e ricerche di Giovanni Rinaldi, a partire dalla sua fondamentale opera sulla memoria dei braccianti del Tavoliere, cliccare <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2005/03/08/la-memoria-che-resta/">qui</a></p>
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		<title>L&#8217;archivio sonoro della Puglia al Carpino Folk Festival</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 14:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio sonoro della Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Annamaria Bagorda]]></category>
		<category><![CDATA[archivio sonoro della Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Carpino Folk Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Amati]]></category>
		<category><![CDATA[Il ritorno della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Squilibri]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Lunedì 3 agosto, a Carpino (Fg), in Largo San Nicola, ore 22, nell&#8217;ambito del Carpino Folk Festival, si svolgerà una presentazione del progetto dell&#8217;Archivio Sonoro della Puglia (a cura di Vincenzo Santoro), articolata in tre momenti: &#160; 1. proiezione del video &#160; Sentite buona gente a cura di Roberto Leydi, con la collaborazione di Diego Carpitella, regia di Alberto Negrin Il... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2009/07/31/larchivio-sonoro-della-puglia-al-carpino-folk-festival/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2009/07/31/larchivio-sonoro-della-puglia-al-carpino-folk-festival/">L&#8217;archivio sonoro della Puglia al Carpino Folk Festival</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Lunedì 3 agosto, a Carpino (Fg), in Largo San Nicola, ore 22</span><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="font-family: Arial;">, nell&#8217;ambito del <span style="color: #800000;"><strong>Carpino Folk Festival</strong></span>, si svolgerà una presentazione del progetto dell&#8217;<a href="http://www.archiviosonoro.org/puglia">Archivio Sonoro della Puglia</a></span></span> <span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="font-family: Arial;">(a cura di <strong>Vincenzo Santoro</strong>)</span></span><span style="color: #000000;">,</span><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="font-family: Arial;"> articolata in tre momenti:</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium; color: #000000; font-family: Arial;">1. proiezione del video</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium; color: #000000; font-family: Arial;"><em><span style="font-size: large;"><strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2009/07/2846-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1491" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2009/07/2846-1-300x208.jpg" alt="2846-1" width="300" height="208" /></a>Sentite buona gente</span></strong></span></em></span></p>
<p><span style="font-size: medium; color: #000000; font-family: Arial;"><span style="font-size: large;"> <span style="font-size: medium;">a cura di <strong>Roberto Leydi</strong>, </span></span></span><span style="font-size: medium; color: #000000; font-family: Arial;"><span style="font-size: large;"><span style="font-size: medium;">con la collaborazione di <strong>Diego Carpitella</strong>, regia di <strong>Alberto Negrin</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium; color: #000000; font-family: Arial;">Il video, inedito, rappresenta uno spettacolo sulle musiche tradizionali d&#8217;Italia con la partecipazione di diversi gruppi rappresentativi delle diverse aree, tenutosi al Lirico di Milano, per la stagione del Piccolo teatro tra il </span><span style="font-size: medium; color: #000000; font-family: Arial;">dicembre 1966 e </span><span style="font-size: medium; color: #000000; font-family: Arial;"> il febbraio 1967. Realizzato per la Rai per una trasmissione televisiva che non è mai stata mandata in onda.</span></p>
<p><span style="font-size: medium; color: #000000; font-family: Arial;">La Puglia era rappresentata da due gruppi, <strong>i <span style="color: #800000;">suonatori di Carpino</span> </strong>(Andrea Sacco, Gaetano Basanisi, Rocco Di Mauro, Giuseppe Conforte, Angela Gentile e Antonio Di Cosimo) e <span style="color: #800000;"><strong>i musici del Salento</strong></span> (Luigi Stifani, Pasquale Zizzari, Giuseppe Ingusci e Salvatora Marzo “Za’ Tora”), che si esibiscono con diversi esempi tratti dai repertori musicali dei due &#8220;estremi&#8221; della Puglia. Nella parte garganica ci sono anche delle splendide scene di danza. Si tratta di una testimonianza straordinaria di due strepitosi gruppi di musicisti tradizionali, al massimo del loro vigore espressivo e performativo, ripresi con mezzi tecnici adeguati.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium; color: #000000; font-family: Arial;">Nel corso dell&#8217;iniziativa verrà proiettato lo spezzone relativo alla Puglia (la cui durata è di circa 35 min).</span></p>
<p><span style="font-size: medium; color: #000000; font-family: Arial;">2. a seguire</span><span style="font-size: medium; color: #000000;"><span style="font-family: Arial;">, </span></span><span style="font-size: medium; color: #000000; font-family: Arial;">presentazione del libro</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial;">Vincenzo Santoro</span></span></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial;"> <span style="font-size: large;"><em>Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</em></span></span></span></strong><span id="more-298"></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium; color: #000000;"><span style="font-family: Arial;"> con Cd audio, Edizioni Squilibri</span></span><span style="font-size: large; color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> 2009</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium; color: #000000; font-family: Arial;">infine:</span></p>
<p><span style="font-size: medium; color: #000000; font-family: Arial;">3. intervento musicale dei </span><span style="font-size: medium; color: #000000; font-family: Arial;"><span style="color: #ff0000; font-size: x-large;"><strong>Suoni Rurali </strong></span>(<strong>Gianni Amati</strong> e <strong>Annamaria Bagorda</strong>), due giovani musicisti, ricercatori e collaboratori dell&#8217;Archivio, che proporrano alcuni esempi di musiche contenute nelle raccolte storiche</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Per maggiori info sull&#8217;Archivio premere <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/storico.asp?s=archivio+delle+tradizioni+musicali+della+Puglia">qui</a></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">info e programma completo del festival <a href="http://www.carpinofolkfestival.com">www.carpinofolkfestival.com</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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