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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Giovanna Bandini</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>La Puglia immaginata. Una regione scritta da altrove</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 06:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Vincenzo Santoro da Coolclub.it n. 63 di aprile 2010 (Puglia sopra le righe) Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli scrittori pugliesi che si sono imposti alla ribalta nazionale, arrivando a pubblicare anche per case editrici importanti. Occorre tener presente però che, in molti casi, questi scrittori vivono ormai da anni (a volte da moltissimi anni) fuori dalla Puglia,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/07/02/la-puglia-immaginata-una-regione-scritta-da-altrove/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <strong>Vincenzo Santoro</strong></span></p>
<p>da Coolclub.it n. 63 di aprile 2010 (<em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2010/02/23/puglia-sopra-le-righe/">Puglia sopra le righe</a></em>)</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/07/mdab.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1838" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/07/mdab-300x297.jpg" alt="mdab" width="300" height="297" /></a>Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli scrittori pugliesi che si sono imposti alla ribalta nazionale, arrivando a pubblicare anche per case editrici importanti. Occorre tener presente però che, in molti casi, questi scrittori vivono ormai da anni (a volte da moltissimi anni) fuori dalla Puglia, per cui forse la categoria di “scrittore pugliese” andrebbe usata con più cautela.</p>
<p>Uno sguardo alla Puglia come nuova location di un certo immaginario letterario non può però a mio avviso prescindere da un altro fenomeno, che riguarda invece numerosi scrittori che, pur non pugliesi, hanno scelto la nostra regione – che è diventata per loro quasi una “seconda patria”, e in cui risiedono per lunghi periodi dell’anno -, per ambientare le loro opere. Questo fenomeno riguarda soprattutto il Salento che pare essere diventato un vero e proprio “scenario ideale” per romanzi, ma anche per opere teatrali, film, fiction televisive. In molti casi, questa produzione letteraria si muove in parallelo con la tumultuosa “rinascita della pizzica” degli ultimi anni, per cui le opere di questi scrittori, singolarmente, fanno in vario modo riferimento proprio al “Salento pizzicato”, con i suoi luoghi, i suoi protagonisti e i suoi riti<span id="more-171"></span>.</p>
<p>A voler dare una parziale rassegna, possiamo cominciare, in ordine cronologico, dal romanzo <span style="color: #ff0000;"><em>Delle volte il vento</em></span>, della bolognese <strong>Milena Magnani </strong>(Vallecchi 1996), ambientato a Otranto, nel periodo di maggiore intensità degli sbarchi dei “migranti”, che descrive, attraverso la storia di un’amicizia difficile tra una donna del posto e un’“albanese”, le conseguenze dello sradicamento e dell’esilio forzato. Nei dialoghi troviamo spesso l’uso del dialetto salentino e nella narrazione sono continui i riferimenti ad elementi della cultura popolare locale.</p>
<p>Sempre sulla città adriatica, non si può non citare <span style="color: #ff0000;"><em>Otranto</em></span> di <strong>Roberto Cotroneo</strong> (Mondadori 1997), scrittore che ha col Salento e con la città idruntina un legame speciale. Il libro, chiaramente debitore verso <em>L’ora di tutti</em> di <strong>Maria Corti</strong>, descrive Otranto come una città onirica, metafisica, carica della presenza costante delle memorie dei tragici avvenimenti che vi si sono svolti.</p>
<p>L’ambientazione salentina e le suggestioni del tarantismo le troviamo successivamente in <span style="color: #ff0000;"><em>Casa rossa</em></span> di <strong>Francesca Marciano</strong> (Longanesi 2003), complesso affresco narrativo che attraversa la storia italiana dagli anni ’30 ai giorni nostri, ambientato tra Roma, New York e la Casa Rossa della famiglia della protagonista, situata nel Sud Salento. Il libro contiene numerosi riferirapia domiciliare di una tarantata, ambientata negli anni ’50, chiaramente ispirata alle descrizioni demartiniane.</p>
<p>Il testo più spiazzante fra quelli da noi considerati è certamente <span style="color: #ff0000;"><em>Rosso taranta</em></span>, di <strong>Angelo Morino</strong> (Sellerio 2006), in cui l’autore rilegge, ancora una volta, La terra del rimorso, e, contemporaneamente, dopo una visita nel Salento nel giugno del 2001, ripercorre in prima persona le tappe della ricerca dell’etnologo napoletano, riportando lo svolgimento del suo viaggio in una sorta di singolare “diario sul campo”. Ne deriva un libro inquietante e controverso, in cui in molti casi l’autore pare forzare i dati della realtà, alla ricerca di quelle che appaiono sue personali ossessioni.</p>
<p>Di tutt’altro tenore è invece <span style="color: #ff0000;"><em>Il bacio della tarantola</em></span> di <strong>Giovanna Bandini</strong> (Newton Compton 2006), che, senza mediazioni di sorta, cerca di sintonizzarsi con il movimento musicale salentino (e in particolare con la rappresentazione che ne dà <strong>Edoardo Winspeare</strong> in <em>Sangue Vivo</em>), con i suoi protagonisti, i sui luoghi topici, il suo linguaggio e, naturalmente, con la sua musica e la sua danza. La trama appare quasi come un pretesto per descrivere “quel” Salento, profondamente vissuto e amato dall’autrice. Da notare inoltre la presenza frequente di espressioni del dialetto del Capo di Leuca, quasi sempre usato in maniera pertinente e corretta.</p>
<p>Per concludere la nostra rassegna, dobbiamo citare l’importante primo romanzo della musicista <strong>Teresa De Sio</strong>, <span style="color: #ff0000;"><em>Metti il diavolo a ballare</em></span> (Einaudi 2009), ambientato nel Salento degli anni ’50, che descrive una terribile vicenda di soprusi a cui è sottoposta una bambina di origini umili, che, per sfuggire alla propria condizione e “espiare” il proprio male, a un certo punto diventa tarantata, e viene costretta a “curarsi” con la musica. Anche in questo caso, le descrizioni dell’esorcismo domiciliare risentono in maniera evidente dello “sguardo” demartiniano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Ndr: a questi romanzi ne va aggiunto uno uscito per Adelphi nel giugno 2011, <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=628"><span style="color: #ff0000;"><em>Lu campo de girasoli</em></span></a> di <strong>Andrej Longo</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>L&#8217;antico sapore delle more di gelso</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 16:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Anima Mundi]]></category>
		<category><![CDATA[Besa]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Luigi Lubello]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Bandini]]></category>
		<category><![CDATA[Salento Domani]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Roma, sabato 19 aprile, ore 18.30, libreria Anima Mundi, via dei Rutoli 13 (zona San Lorenzo) presentazione del libro Carlo Luigi Lubello L&#8217;antico sapore delle more di gelso Il Salento nei ricordi, negli aneddoti e nei proverbi Prefazione di Pierpaolo De Giorgi Besa Editrice Partecipano: Giovanna Bandini, scrittrice Vincenzo Santoro, studioso di cultura popolare salentina a seguire suoni e canti... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/04/17/lantico-sapore-delle-more-di-gelso/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify; font-family: Arial;">
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2008/04/copertina-libro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1360" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2008/04/copertina-libro-214x300.jpg" alt="copertina libro" width="214" height="300" /></a>Roma, sabato 19 aprile, ore 18.30, <span style="font-weight: bold;">libreria Anima Mundi</span>, via dei Rutoli 13 (zona San Lorenzo)<br />
presentazione del libro<br />
</span><span style="font-weight: bold; font-size: small;">Carlo Luigi Lubello</span><br />
<span style="font-size: small;"><span style="font-weight: bold; color: #ff0000; font-size: medium;">L&#8217;antico sapore delle more di gelso</span><br />
<span style="font-style: italic;">Il Salento nei ricordi, negli aneddoti e nei proverbi</span><br />
Prefazione di Pierpaolo De Giorgi<br />
Besa Editrice</span></p>
<p>Partecipano:<br />
<span style="font-weight: bold;">Giovanna Bandini</span>, scrittrice<br />
<span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span>, studioso di cultura popolare salentina</p>
<p>a seguire suoni e canti della tradizione salentina a cura di <span style="font-weight: bold;">Carlo Luigi Lubello</span> e <span style="font-weight: bold;">Luigi Marzo</span><br />
____________________________<br />
Il gusto forte del Salento, la dolcezza del ricordo figurato con simpatica ironia, il realismo dei detti popolari incasellati in un contesto di fresca narrazione, è questa la sintesi del contenuto de <span style="font-style: italic;">L’antico sapore delle more di gelso</span>. <span id="more-356"></span>Non un libro di tradizioni popolari o un resoconto nostalgico di un tempo perduto, bensì un racconto entusiasmante in cui si coniugano armonicamente ricordi, tradizioni e cambiamenti, in un’esposizione concatenata da condensati di saggezza del pensiero collettivo.<br />
Il volume descrive gli scenari di un passato che agli inizi degli anni Sessanta non era ancora del tutto passato, e raffigura situazioni di vita inimmaginabili per le generazioni del duemila.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">CARLO LUIGI LUBELLO</span>, nato a Presicce (Le), vive e lavora a Perugia. Da sempre cultore della tradizione popolare salentina e della storia del Salento, sul finire degli anni ’60 è stato promotore &#8211; insieme a Luigi Marzo &#8211; di un gruppo di ricerca e di interpretazione della musica popolare (<span style="font-weight: bold;">Salento Domani </span>) che ha rappresentato un punto di riferimento per diverse compagnie costituitesi in seguito.</p>
<p>info: <a href="mailto:animamundiroma@suonidalmondo.com">animamundiroma@suonidalmondo.com</a>, 329.7759149<br />
<span style="font-size: small;"><br />
_______________________________<br />
</span></p>
</div>
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		<title>Taranta, la prima musica di stato</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2008/02/19/taranta-la-prima-musica-di-stato/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 19:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Salento e le sue musiche]]></category>
		<category><![CDATA[Danzare col ragno]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto de Martino]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Bandini]]></category>
		<category><![CDATA[Liberazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Annamaria Rivera da Liberazione di venerdì 15 febbraio 2008 E&#8217; da un certo numero di anni che si è affermata in Italia la moda del tarantismo, per meglio dire, il revival della pizzica-taranta, che ha dato luogo a un vero e proprio genere, a una miriade di fermenti e iniziative culturali, anche editoriali. Si tratta ormai di una tendenza... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/02/19/taranta-la-prima-musica-di-stato/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify; font-family: Arial;">
<p><span style="font-size: small;">di <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Annamaria Rivera</span><br />
da <span style="font-weight: bold;">Liberazione</span> di venerdì 15 febbraio 2008</span></p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/06/Shelling-Unatarantata19690002.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1189" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/06/Shelling-Unatarantata19690002-300x211.jpg" alt="Shelling-Unatarantata19690002" width="300" height="211" /></a>E&#8217; da un certo numero di anni che si è affermata in Italia la moda del <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">tarantismo</span>, per meglio dire, il revival della pizzica-taranta, che ha dato luogo a un vero e proprio genere, a una miriade di fermenti e iniziative culturali, anche editoriali. Si tratta ormai di una tendenza consolidata che va al di là del Salento e della Puglia: da molti anni in Italia non v&#8217;è luogo di aggregazione giovanile in cui una volta o l&#8217;altra non si propongano serate o corsi dedicati alla pizzica-taranta. Questo revival, sorto anche grazie all&#8217;opera di intellettuali locali e rivelatosi meno effimero di quanto si potesse prevedere, è il frutto della tardiva scoperta di un tarantismo per lo più &#8220;senza Ernesto de Martino&#8221;, quindi in qualche misura de-problematizzato e de-storicizzato, perfino de-simbolizzato.<span id="more-372"></span><br />
All&#8217;opera di Ernesto de Martino, grande intellettuale europeo e meridionalista, etnologo che coniugò la ricerca di campo con la riflessione teorica e l&#8217;impegno civile e politico in favore del riscatto delle &#8220;plebi meridionali&#8221;, dobbiamo, infatti, quell&#8217;interpretazione del tarantismo in chiave di &#8220;autonomia simbolica&#8221; che ancor oggi sembra essere l&#8217;unica attendibile. Il tarantismo interpretato da de Martino nella Terra del rimorso (Milano 1961) è un complesso mitico-rituale che, attribuendo al morso di un mitico ragno &#8211; la taranta &#8211; crisi psico-fisiche ricorrenti stagionalmente e non riducibili a sindromi da avvelenamento né a malattia psichica, prevede una complessa terapia costituita da dispositivi musicali, coreutici e cromatici. Essa produceva l&#8217;effetto di far cadere la vittima del morso simbolico (che un tempo era reale) in stato di trance attraverso la danza, a sua volta indotta dai colori, dalla musica e dal ritmo, ossessivo e ipnotico, degli strumenti, in particolare del violino e del tamburo. Tale &#8220;istituto culturale&#8221; &#8211; un rito esorcistico forse d&#8217;origine dionisiaca, che si diffuse in un&#8217;ampia area del Mediterraneo, ben oltre i confini italici ed anche europei &#8211; in Italia si legò tardivamente con la figura e il culto di San Paolo, con la pratica e il calendario liturgici cristiani, condannandosi così a un progressivo disfacimento e declino.<br />
La premessa è utile a segnalare una pubblicazione recente, d&#8217;ispirazione demartiniana, che si sottrae decisamente alle suggestioni della moda, pur essendo destinata a un pubblico vasto. <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Danzare col ragno. Musica e letteratura sul tarantismo dal XV al XX secolo</span> (Argo, Lecce 2007, pp. 140, euro 18) di Brizio Montinaro &#8211; singolare figura di attore, scrittore, intellettuale &#8211; non è un saggio sul tarantismo, ma la trascrizione -impreziosita da illustrazioni, fotografie, testimonianze storiche, partiture musicali &#8211; di uno spettacolo teatrale scritto e interpretato dallo stesso autore, con l&#8217;accompagnamento musicale dell&#8217;Ensemble Terra d&#8217;Otranto. Il merito principale del volumetto (che contiene un cd con la registrazione integrale dello spettacolo) è la capacità di coniugare un certo rigore -storiografico, filologico, etnologico &#8211; con la piacevolezza della struttura e della scrittura. Montinaro vi ha raccolto alcune testimonianze di eruditi, medici, filosofi, letterati, uomini di chiesa, studiosi: a partire da un brano del Quattrocento fino a una pagina tratta dalla Terra del rimorso . Insieme a queste, le partiture originali di motivi musicali, italiani e spagnoli, usati per l&#8217;esorcismo della taranta. Queste, probabilmente, saranno una sorpresa per il pubblico dei non-specialisti, che scopriranno «la grande molteplicità di modelli musicali utilizzati per la terapia del tarantismo», per lo più non coincidenti con la classica tarantella, ancor meno con la pizzica-pizzica: quest&#8217;ultima, puntualizza l&#8217;autore, era in realtà il ballo usato nelle feste e nei matrimoni.<br />
E&#8217; una scelta opportuna, data l&#8217;assoluta centralità della musica nel tarantismo. Basta ricordare che, secondo una notizia del Seicento, a quel tempo a Taranto i suonatori specializzati, abili nel trovare la musica &#8220;giusta&#8221;, arte che si tramandavano da padre in figlio, erano addirittura pubblici funzionari, regolarmente stipendiati, onde sollevare i più poveri dalle ingenti spese occorrenti per eseguire il rituale: una precoce anticipazione del welfare state, si potrebbe dire per scherzare, di sicuro più intelligente di tante odierne politiche che vorrebbero abbandonare i ceti popolari al loro destino.</p>
<p>Il libro <span style="font-weight: bold;">Danzare col ragno</span> verrà presentato venerdì 22 febbraio, alle ore 18, presso la libreria Mel Bookstore di Roma (via Nazionale 252). <span style="font-size: small;">Ne parleranno con l&#8217;autore: <span style="font-weight: bold;">Maurizio Agamennone</span> docente di Etnomusicologia presso l&#8217;Università di Firenze<span style="font-weight: bold;">, Giovanna Bandini </span>scrittrice<span style="font-weight: bold;">, Vincenzo Santoro</span> responsabile dell&#8217;Ufficio Cultura dell&#8217;ANCI.</span></p>
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		<title>Danzare col ragno a Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 17:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Brizio Montinaro]]></category>
		<category><![CDATA[Ensemble Terra d'Otranto]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Bandini]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Agamennone]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160; Venerdì 22 febbraio, ore 18,00 alla Libreria Melbookstore di Via Nazionale 252 a Roma sarà presentato il libro di Brizio Montinaro Danzare col ragno Musica e letteratura sul tarantismo dal XV al XX secolo edito da Argo. Ne parleranno con l&#8217;autore: Maurizio Agamennone docente di Etnomusicologia presso l&#8217;Università di Firenze Giovanna Bandini scrittrice Vincenzo Santoro responsabile dell&#8217;Ufficio Cultura dell&#8217;ANCI.... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/02/10/danzare-col-ragno-a-roma/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify; font-family: Arial;">
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2008/02/Copertina-Danzare-col-ragno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1310" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2008/02/Copertina-Danzare-col-ragno-199x300.jpg" alt="Copertina Danzare col ragno" width="199" height="300" /></a>Venerdì 22 febbraio, ore 18,00<br />
alla <span style="font-weight: bold;">Libreria Melbookstore</span> di Via Nazionale 252 a Roma<br />
sarà presentato il libro di <span style="font-weight: bold;">Brizio Montinaro</span><br />
<span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Danzare col ragno</span></span><br />
<span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Musica e letteratura sul tarantismo dal XV al XX secolo </span><br />
edito da Argo.</p>
<p>Ne parleranno con l&#8217;autore:<br />
<span style="font-weight: bold;">Maurizio Agamennone</span> docente di Etnomusicologia presso l&#8217;Università di Firenze<br />
<span style="font-weight: bold;">Giovanna Bandini </span>scrittrice<br />
<span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span> responsabile dell&#8217;Ufficio Cultura dell&#8217;ANCI.</p>
<p>Dallo spettacolo teatrale <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=237"><span style="font-weight: bold;">Danzare col ragno</span></a>, interpretato da <span style="font-weight: bold;">Brizio Montinaro</span> con l’<span style="font-weight: bold;">Ensemble Terra d’Otranto</span>, il libro che propone un viaggio affascinante attraverso la letteratura e la musica che dal XV secolo ad oggi hanno segnato le tappe importanti di una delle tradizioni popolari più misteriose dell’area del Mediterraneo.<span id="more-374"></span></p>
<p>Gli sguardi sul tarantismo di uomini di chiesa, medici, filosofi, viaggiatori, narratori, antropologi. Di volta in volta velenosi, sapienti, stupefatti, ironici, consapevoli.</p>
<p>Le musiche antiche tutte certificate da testimoni come musiche veramente eseguite per il ballo delle tarantate: languide, malinconiche o variamente ritmate del passato, scatenate fino al parossismo tragico dell’oggi.</p>
<p>L’iconografia della taranta dei secoli scorsi e le recenti foto “rubate” a Galatina da Brizio Montinaro durante il rito del tarantismo ormai in pieno disfacimento e declino.</p>
<p>Le fonti con le partiture originali note, rare e inedite delle musiche italiane e spagnole usate per l’esorcismo della taranta.</p>
<p>Il cd con la registrazione integrale dello spettacolo <span style="font-weight: bold;">Danzare col ragno</span>.</p>
</div>
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