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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Matteo Salvatore</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Giovanna Marini canta Matteo Salvatore</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2020 07:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Marini]]></category>
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		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Edizioni Nota 2019, Booklet + 1 CD – 32 pagine, €15,00 Introduzione di Vincenzo Santoro* Degli artisti emersi dalla lunga e complessa stagione del folk revival italiano degli anni sessanta-settanta, Matteo Salvatore è stato fra quelli che hanno raggiunto i vertici qualitativi più elevati. Nell’ambito di una produzione bulimica, compulsiva e molto diseguale (e difficile anche solo da ricostruire), le... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2020/05/20/giovanna-marini-canta-matteo-salvatore/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2020/05/GiovannMarini-MatteoSalvatore.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3654" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2020/05/GiovannMarini-MatteoSalvatore-245x300.jpg" alt="GiovannMarini-MatteoSalvatore" width="245" height="300" /></a></p>
<p><a href="https://www.notamusic.com/prodotto/giovanna-marini-canta-matteo-salvatore/">Edizioni Nota 2019</a>, Booklet + 1 CD – 32 pagine, €15,00</p>
<p>Introduzione di Vincenzo Santoro*</p>
<p>Degli artisti emersi dalla lunga e complessa stagione del <em>folk revival</em> italiano degli anni sessanta-settanta, <strong><span style="color: #993300;">Matteo Salvatore</span></strong> è stato fra quelli che hanno raggiunto i vertici qualitativi più elevati. Nell’ambito di una produzione bulimica, compulsiva e molto diseguale (e difficile anche solo da ricostruire), le sue venti canzoni maggiormente significative, sono sicuramente fra le più straordinarie composizioni italiane del dopoguerra.</p>
<p>Queste ballate intense e dolenti traggono origine dalla tradizione pugliese (e non solo), ma sono reinterpretate e adattate da Salvatore secondo il suo personalissimo stile, in un procedimento che unisce le modalità tipiche dell’oralità con le esigenze della produzione discografica, dando così vita a “canzoni” affascinanti e indimenticabili. Il musicista di Apricena ha saputo rappresentare come nessun altro la sofferenza e la desolazione della vita dei contadini e dei braccianti del Sud, sottoposti a condizioni di sfruttamento disumano, con lo sguardo dall’interno, di chi quelle cose le ha vissute sulla propria pelle.</p>
<p>A quel corpus favoloso si sono ispirati negli ultimi anni molti artisti (per citarne solo alcuni, <span style="color: #993300;">Daniele Sepe</span>, <span style="color: #993300;">Vinicio Capossela</span>, <span style="color: #993300;">Massimo Ferrante</span>, <span style="color: #993300;">Teresa De Sio</span>, <span style="color: #993300;">Andrea Satta</span>, <span style="color: #993300;">Eugenio Bennato</span>), che ne hanno dato interpretazioni varie e diversamente riuscite, ma sempre improntate alla celebrazione della grandezza del “cantante popolare” di Apricena, intorno alla cui figura continua a rimanere un alone di leggenda e un grande interesse.</p>
<p>Anche <strong><span style="color: #993300;">Giovanna Marini</span></strong>, in questo splendido lavoro, riprende in gran parte quel repertorio, senza evitare incursioni nel Matteo Salvatore più “spiritoso” e forse dozzinale, che riesce sempre a interpretare con grande rispetto e con la necessaria ironia. Ai canti si alternano – senza soluzione di continuità, come se si trattasse di una registrazione in presa diretta di uno spettacolo, con tutti i difetti e la spontaneità del caso – alcune illuminanti affabulazioni riguardanti la biografia del nostro: l’infanzia poverissima nelle desolate terre del Gargano, l’apprendistato musicale con il suo maestro violinista cieco, il mitico <strong><span style="color: #993300;">Vincenzo Pizzicoli</span></strong>, la “scoperta” da parte del regista De Santis, i primi successi, le sempre più frequenti apparizioni televisive, la difficile relazione con la compagna <span style="color: #993300;">Adriana Doriani</span>, a cui era legato da un rapporto morboso e sempre più violento, l’episodio del Cantagiro, in cui venne sonoramente fischiato da un pubblico che non si riconosceva nelle sue canzoni, fino all’orribile omicidio della Doriani, prima di un concerto a San Marino, il 26 agosto 1973.</p>
<p>La tesi di fondo di questi racconti, costruiti – in maniera un po’ romanzata, ma ci sta – sui ricordi personali degli innumerevoli incontri avuti con Salvatore, che la Marini frequenta assiduamente dalla metà degli anni sessanta, è che il cantore di Apricena sia stato in qualche modo vittima del suo stesso successo nello scintillante mondo dello spettacolo, in particolare televisivo; un mondo che però non lo accettò mai veramente, per la sua evidente “diversità”. Una tesi suggestiva, che però riesce solo in parte a spiegare il gesto estremo ed efferato che costituì il culmine della “follia” di Matteo Salvatore.</p>
<p>Negli episodi descritti dalla Marini emerge un altro aspetto importante, che ci illumina sulle dinamiche di quegli anni: il legame di Matteo Salvatore, “portatore” eccelso di culturale popolare, col circuito del <em>folk revival</em> più politicizzato, con gli artisti e la <em>intellighenzia</em> di sinistra che ne faceva parte. In particolare, è interessante notare come a spingerlo verso un repertorio più “impegnato” siano state proprio le insistenze di alcuni esponenti di questo mondo, mentre la sua indole di “intrattenitore” e forse anche le esigenze televisive lo facevano propendere verso la sua produzione più leggera e disimpegnata.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Giovanna canta Matteo</em></span> è dunque un disco intenso e importante, che restituisce, con uno sguardo delicato e un’interpretazione ricca di poesia e di pathos, la complessa e controversa figura di un grandissimo artista, ma che rappresenta anche un documento significativo di un momento di notevole interesse della storia culturale italiana.</p>
<p>*testo introduttivo del booklet</p>
<p>L&#8217;opera si può acquistare sul sito dell&#8217;editore Nota (cliccare <a href="https://www.notamusic.com/prodotto/giovanna-marini-canta-matteo-salvatore/">qui</a> )</p>
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		<title>Lucio Dalla: “Matteo Salvatore, fondatore della musica italiana”</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 16:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[il Fatto Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Lucio Dalla]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Salvatore]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Gireremo la sua storia ne &#8216;Il bene mio&#8217; come ha fatto John Turturro con Napoli&#8221; di Federico Mello da Il Fatto Quotidiano del 14 settembre 2011“È stato il precursore di tutti i cantautori italiani” chiarisce subito Lucio Dalla. Eppure se si seguisse una logica strettamente commerciale, Matteo Salvatore non avrebbe alcuno spazio nella storia della musica italiana. Chi, &#8211; verrebbe... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/09/14/lucio-dalla-matteo-salvatore-fondatore-della-musica-italiana/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="color: #000000; font-size: medium;"><em>&#8220;Gireremo la sua storia ne &#8216;Il bene mio&#8217; come ha fatto John Turturro con Napoli&#8221;</em></span></span></p>
<p>di <strong><span style="color: #ff0000;">Federico Mello</span></strong></p>
<p>da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a> del 14 settembre 2011<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/07/3_matteo-salvatore.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1951" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/07/3_matteo-salvatore.jpg" alt="3_matteo-salvatore" width="204" height="153" /></a>“È stato il precursore di tutti i cantautori italiani” chiarisce subito <strong><span style="color: #ff0000;">Lucio Dalla</span></strong>. Eppure se si seguisse una logica strettamente commerciale, <span style="color: #993300;"><strong>Matteo Salvatore</strong></span> non avrebbe alcuno spazio nella storia della musica italiana. Chi, &#8211; verrebbe da chiedersi – comprerebbe le sue nenie che grondano fame, fatica, morte, miseria e ribellione? Ma se le logiche delle major crollano miseramente all’ascolto dei suoi brani: la sua voce profonda e cupa ha il suono di un tempo ancestrale, come se la terra dura della sua Apricena, delle sue campagne foggiane, si fosse fatta canzone. “<strong><span style="color: #993300;">Le parole di Matteo Salvatore le dobbiamo ancora inventare</span></strong>” disse</p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span id="more-1950"></span></span><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="color: #000000; font-size: medium;"> Italo Calvino. A sei anni dalla morte, questa sera Dalla sarà a Manfredonia per ricordarlo insieme a <strong>Renzo Arbore</strong>, <strong>Moni Ovadia</strong>, <strong>Teresa De Sio</strong>, <strong>Marco Alemanno</strong> e numerosi altri musicisti in un evento speciale titolato “Il bene mio”. Dal progetto, verrà tratto un film e lo stesso Dalla, da <strong>Manfredonia</strong>, ci racconta il senso di questa riscoperta che vuole essere anche culturale.</span></span><em>Musica di fatica ma anche “politica”.</em></p>
<p>I cantanti alla Pietrangeli facevano lotta politica, lui faceva politica e basta. Scriveva canzoni che erano l’espressione più alta delle istanze del popolo.</p>
<p><em>Un precursore o l’ultimo dei cantori popolari?</em></p>
<p>Non esiste una prova di anticipazione dei tempi e dei linguaggi come la sua. Anche dei grandi cantautori che sono venuti dopo, non ce n’è nessuno così moderno e attuale. È un precursore, anzi, un fondatore.</p>
<p><em>Con un seguito negli anni?</em></p>
<p>La sua capacità vocale era straordinaria, ma la sua vera invenzione era quella di cantare una grande sensibilità senza retorica. Capiva che la gente avrebbe parlato come lui scriveva. Questo i cantautori hanno cominciato a farlo solo dopo: se prendi un mio testo come “L’anno che verrà” è uno dei più vicini a quella sensibilità.</p>
<p><em>Ha ancora un’attualità?</em></p>
<p>Stai scherzando? Parli con Vinicio Capossela, tra i numeri uno di oggi, e ti dice che è stato il suo ispiratore.</p>
<p><em>E l’evento di questa sera?</em></p>
<p>Utilizziamo il <span style="color: #ff0000;"><strong>premio Matteo Salvatore</strong></span> per lanciare il film che seguirà. Spero anche che la parte funzionante delle istituzioni aiuti le economie necessarie per realizzarlo. Sarà una pellicola che punta a far capire una cultura, pugliese ma non solo, così come ha fatto John Turturro per Napoli con il suo “Passione”.</p>
<p><em>A proposito di Puglia: nel 2006 hai partecipato alla <span style="color: #ff0000;"><strong>Notte della Taranta</strong></span>, ormai un evento internazionale.</em></p>
<p>Anche quello è un fenomeno, dove sono stato testimone di un evento incredibile. I centomila presenti si sono divertiti quando ho fatto “Disperato Erotico Stomp” in versione pizzica ma è stato incredibile come sono rimasti in silenzio ad ascoltare cinque testi nell’antico dialetto locale, il “grico”, letti da Marco Alemanno: una cosa che mai sarebbe successa in un’altra parte d’Italia. Centomila persone con un tasso alcolico piuttosto alto, hanno avuto la curiosità e l’educazione di stare in silenzio ed ascoltare cinque testi della loro cultura.</p>
<p><em>È una sorta di Buena Vista Social Club italiano?</em></p>
<p>No. È molto di più. I Buena Vista colpivano anche per decadenza fisica dei protagonisti, nel caso di Matteo Salvatore ci troviamo di fronte a una forza energetica dove c’è tutto tranne la malinconia. Il suo livello è altissimo anche in confronto con i grandi della letteratura. E il popolo pugliese dovrebbe avere coscienza di questo patrimonio.</p>
<p><em>Anche all’epoca di Facebook i ragazzi sembrano riscoprire la cultura popolare.</em></p>
<p>Il fatto che i giovani sentano loro la cultura popolare non smentisce i codici della modernità, piuttosto permette di arrivare alla propria natura che non può fare a meno di un supporto di fede, di tradizione. Matteo Salvatore era del tutto laico, ma esprimeva una religiosità profonda: forniva un supporto per vivere il lato sociale della propria esistenza.</p>
<p><em>Un messaggio importante…</em></p>
<p>Importante non solo per la Puglia, ma anche per quello che riguarda la nostra società che viene confusa, distratta, svilita dal rapporto televisivo, dalle puttanate che ci vengono fatte vedere ogni giorno, da questa sorta di ricatto che dobbiamo subire e che vi vuole obbligare a vivere per la pubblicità, per la merda che ci propinano ogni giorno.</p>
<p><em>Stasera, è tutt’altro.</em></p>
<p>Lo è di partenza e lo sarà di arrivo. Come il film, avrà un valore storico come tutto ciò che parla di comunità. E in Puglia, evidentemente, funziona.</p>
</div>
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		<title>Vinicio Capossela: &#8220;Il mio sogno? Una pizzeria nel Salento&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 08:14:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Salento e le sue musiche]]></category>
		<category><![CDATA[Capossela]]></category>
		<category><![CDATA[Don Pasta]]></category>
		<category><![CDATA[laRepubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Salvatore]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Don Pasta tratto da Repubblica di Bari del 12 dicembre 2008 «Che bello. E’ arrivato l’inverno anche in Salento. Sarebbe meno credibile il mio spettacolo, che è tutto basato sul freddo e sui maglioni pesanti». Inizia così la sua intervista Vinicio Capossela, felice, quasi incredulo, di suonare al Politeama Greco per il Da solo tour (stasera alle 21,30 la... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/12/14/vinicio-capossela-il-mio-sogno-una-pizzeria-nel-salento/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/12/14/vinicio-capossela-il-mio-sogno-una-pizzeria-nel-salento/">Vinicio Capossela: &#8220;Il mio sogno? Una pizzeria nel Salento&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify; color: #000000;">
<p><span style="font-size: small;">di <a><span style="font-weight: bold;">Don Pasta</span></a><br />
tratto da <span style="font-weight: bold;">Repubblica di Bari</span> del 12 dicembre 2008</span></p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2008/12/dasolo2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1418" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2008/12/dasolo2-300x129.jpg" alt="dasolo2" width="300" height="129" /></a>«Che bello. E’ arrivato l’inverno anche in Salento. Sarebbe meno credibile il mio spettacolo, che è tutto basato sul freddo e sui maglioni pesanti». Inizia così la sua intervista <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Vinicio Capossela</span>, felice, quasi incredulo, di suonare al Politeama Greco per il <span style="font-weight: bold;">Da solo tour</span> (stasera alle 21,30 la replica). Da circa un mese è iniziato il tour che lo porterà a suonare in tutti i più importanti teatri d’Italia. «Sembra quasi che Tito Schipa passeggi ancora beato nel foyer», dice. Il cambio di attitudine da <span style="font-weight: bold;">Ovunque proteggi</span> a <span style="font-weight: bold;">Da solo</span> è stato radicale. Che cibo e che vino abbineresti a questi due dischi? <span style="font-size: small;"><span id="more-332"></span></span><span style="font-size: small;">«Ovunque proteggi è un disco indigesto. Perché ci sono dentro zoccoli, corna, campanacci. E’ un disco sulla carne grondante sangue. Fatto in una macelleria. Carne fatta alla maniera pagana. Profanazione della sacralità. E’ un disco sul nostro essere di carne. Arrostita con quello che c’è». «Ma è un disco anche di solo osso da brandire &#8211; spiega Capossela &#8211; Ovviamente, da bere, direi un Nero di Troia. Ci ho anche fatto una canzone su Troia che brucia. &#8220;Da solo&#8221; è invece un disco assolutamente invernale. Inutile dire che non c´è niente di meglio di un brodo ben caldo di questa stagione. E´ un piatto perfetto quando si è stati troppo in giro. Questo è un disco sacrificale. Mi sono esposto al sacrificio e il brodo è l´unica cosa che può metterti a posto. Lo accompagnerei con un Barbaresco, un rosso corposo e caldo».<br />
Però Capossela è della terra del Lambrusco. E´ un vino notoriamente bistrattato, rinomato per essere vino industriale, ma ora iniziano a farsi cose interessanti. E poi pare sia proprio l´ideale per un brodo ben grasso come si usa nella valle del Po.<br />
«È vero, il Lambrusco è un vino che mi appartiene. E´ lo champagne del contadino. Il problema è che ormai è conosciuto a tutti come un vino industriale disgustoso venduto in cartone. Ma il Lambrusco appartiene alla sfera contadina dove sono cresciuto, nella campagna di Reggio Emilia. Il sobborgo di campagna dove Oliviero, vecchio partigiano si occupava del vino. La vite del Lambrusco è molto alta, non come qui da voi. E così la gradazione alcolica è bassa, ma fa cose straordinarie, perché viene fuori un vino gasato, esplosivo. Lo so, non si può fare un grande Lambrusco, ma è un vino che sarà sempre un vino sincero, contadino. E poi, adesso che ci penso, io resto figlio di Vito che invece aveva tendenza a mescolarli i vini. Se era troppo acido li univa con quelli meno forti, facendo combinazioni apparentemente improbabili. Un giorno gli chiesi se non facesse male mischiare così i vini. Figurati, mi ha detto che faceva benissimo».<br />
Il legame di Capossela alla cultura contadina si sente spesso nelle sue storie e nei suoi suoni. In Ovunque proteggi i riferimenti erano pressoché integralmente basati sui paganesimi della cultura rurale. Poco tempo fa è morto <span style="font-weight: bold;">Matteo Salvatore</span> cui hai reso omaggio al festival di Carpino la scorsa estate. Cosa vi lega?<br />
«Sono stupito dal fatto che sia forse più conosciuto all´estero e non qua e che non ci sia un archivio musicale in suo onore. Penso che dovrebbe essere una priorità e probabilmente mi investirò personalmente a tal proposito. <span style="font-weight: bold;">Matteo Salvatore</span> aveva intanto il pregio unico di saper scrivere. Sapeva parlare di amore senza privazione di retorica. Era inoltre estremamente piccante e divertente, come nel testo sul Pescivendolo. Ma soprattutto, era assolutamente pragmatico e senza indulgenza quando parlava della miseria contadina. Proprio come i veri contadini. Non è gente che si perde in fronzoli. Ma affrontava tutto con ironia per raccontare il dolore, come nella ballata della gatta traditrice che mangia la salsiccia proprio mentre la vedova piange la morte del suo uomo. Era il nostro <span style="font-weight: bold;">Robert Johnson</span>, ma il problema è che la nostra musica folk è stata folklorizzata, mentre le cose che vengono dalla terra sono cose sacrali».<br />
Questa estate hai suonato alla <span style="font-weight: bold;">Notte della Taranta</span>. Come hai trovato lo stato di salute della musica tradizionale in Salento?<br />
«Sono rimasto sorpreso dalla qualità delle voci femminili. E´ pieno di giovani innamorati della tradizione ma che hanno voglia di non fermarsi li. C´è una etichetta a Otranto che mi sembra stia facendo un lavoro molto bello».<br />
Tante cose ti legano sin dall´inizio della tua carriera al Salento. Molti ti hanno visto almeno una volta suonare in modo molto informale all´<span style="font-weight: bold; font-style: italic;">On the road</span> al <span style="font-weight: bold;">Capo di Leuca</span>, che ora purtroppo non c´è più.<br />
«Io l´ho detto ad <span style="font-weight: bold;">Antonio De Marco</span>, mio grande amico, che per risollevare le sorti dell´On the road potremmo aprire una pizzeria con il Mighty Wurlitzer, che può avere la doppia funzione dell´organetto e dello sfornapizza. Si, il mio sogno è di aprire un Pizza House laggiù al capo».</span></p>
</div>
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		<title>La memoria di Matteo Salvatore</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 20:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[ANCI]]></category>
		<category><![CDATA[archivio sonoro]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Rinaldi]]></category>
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		<category><![CDATA[Matteo Salvatore]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Longo]]></category>
		<category><![CDATA[Rione Junno]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ultimo appuntamento per Leggere la fatica di leggere ad Apricena. ll prossimo 13 novembre, martedì, alle 19,30, nell’ex sede del Consorzio Agrario si svolgerà la serata dedicata agli Archivi della memoria, nella quale sarà presentato il volume che presenta i risultati delle ricerche condotte sulla musica popolare in Capitanata negli anni ’70 da Giovanni Rinaldi e Paola Sobrero. Ospiti della... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/11/09/la-memoria-di-matteo-salvatore/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Ultimo appuntamento per <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Leggere la fatica di leggere</span> ad <span style="font-weight: bold;">Apricena</span>. </span><span style="font-family: Arial; font-size: small;">ll prossimo 13 novembre, martedì, alle 19,30, nell’ex sede del Consorzio Agrario si svolgerà la serata dedicata agli <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Archivi della memoria</span>, nella quale sarà presentato il volume che presenta i risultati delle ricerche condotte sulla musica popolare in Capitanata negli anni ’70 da <span style="font-weight: bold;">Giovanni Rinaldi</span> e <span style="font-weight: bold;">Paola Sobrero</span>. Ospiti della serata <span style="font-weight: bold;">Ivan Della Mea</span>, storico cantautore e presidente dell’Istituto Ernesto de Martino e <span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span>, ricercatore salentino e resp. Ufficio Cultura dell’ANCI nazionale. </span></p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/11/normal_matteo-salvatore1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1255" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/11/normal_matteo-salvatore1-300x266.jpg" alt="normal_matteo-salvatore1" width="300" height="266" /></a>Nel corso della sera Rinaldi farà ascoltare delle <span style="font-weight: bold;">registrazioni inedite di <a href="http://digilander.libero.it/gianni61dgl/matteosalvatore.htm"><span style="color: #ff0000;">Matteo Salvatore</span></a></span>.<span style="font-family: Arial; font-size: small;"> Queste registrazioni furono effettuate da Rinaldi nel 1978 all’interno della Biblioteca Provinciale “De Gemmis”, nell’ambito di una serie di iniziative sui temi della cultura popolare nel Sud d’Italia. L’incontro a cui partecip</span><span style="font-family: Arial; font-size: small;">ava Matteo Salvatore si configurò come un vero e proprio reading musicale e multimediale ante litteram, in quanto vedeva la partecipazione di <span style="font-weight: bold;">Riccardo Cucciola</span> nelle letture da testi di antropologia, folklore e meridionalismo, intervallate dai canti di Matteo e accompagnate dalle fotografie delle cerimonie di ritualità popolare pugliese realizzate da <span style="font-weight: bold;">Paolo Longo</span> (attuale corrispondente Rai da Pechino). Un vero e proprio ‘evento’ mai più ripetuto che dimostrava l’attenzione che in quel periodo si dava a questi temi e queste personalità culturali.</span><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><span id="more-398"></span></span><br />
<span style="font-family: Arial; font-size: small;"><br />
</span><span style="font-family: Arial; font-size: small;">La serata si chiude con un concerto dei <span style="font-weight: bold;">Rione Junno</span> che oltre al loro repertorio presenteranno anche alcune rielaborazioni di brani tradizionali tratti sempre dall’Archivio sonoro Rinaldi. </span><br />
<span style="font-family: Arial; font-size: small;">Sempre presenti il banco delle degustazioni gastronomiche e il banco libri.</span></p>
<p>Programma:</p>
<p>Leggere la fatica di leggere (II edizione, 2007)<br />
Con la musica e le parole alle radici della storia e della cultura popolare del Sud.<br />
Progetto promosso da Istituto per il Libro (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) in collaborazione con ANCI, Comune di Foggia, Comune di Cerignola, Comune di Apricena, Comune di San Paolo di Civitate.</p>
<p>APRICENA – Martedì 13 NOVEMBRE 2007, ore 19.30<br />
Ex Consorzio Agrario, Via Giuseppe Di Vittorio</p>
<p>ARCHIVI DELLA MEMORIA. Archivi sonori e cultura del territorio<br />
Presentazione del libro<br />
<span style="font-size: medium;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Canti sociali nella Puglia settentrionale. L’Archivio Rinaldi &#8211; Sobrero (1977-1978) </span></span><br />
a cura di GIOVANNI RINALDI, Squilibri editore<br />
partecipano<br />
IVAN DELLA MEA, presidente Istituto E. de Martino<br />
VINCENZO SANTORO, Ufficio Cultura A.N.C.I.</p>
<p>Presentazione di alcune registrazioni originali inedite di MATTEO SALVATORE<br />
(dall&#8217;Archivio sonoro Rinaldi).<br />
a seguire concerto dei<br />
RIONE JUNNO taranta power</p>
<p>Saranno offerte degustazioni gastronomiche.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Giovanni Rinaldi</span><br />
Progetto, direzione artistica e coordinamento</p>
<p>Organizzazione e cura degli eventi<br />
<span style="font-weight: bold;">Associazione La controra</span>, Roma</p>
<p>INFO 335.441100 &#8211; 347.6543093<br />
<a href="http://www.casadivittorio.it">www.casadivittorio.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Leggere la fatica di leggere</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 06:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[casa Di Vittorio]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Rinaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Di Vittorio]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Salvatore]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[RaiTrade]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Sangiovanni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>leggere la fatica di leggere© (II edizione, 2007) Con la musica e le parole alle radici della storia e della cultura popolare del Sud 26 ottobre &#8211; 8 novembre 2007 Foggia, Cerignola, Apricena, San Paolo di Civitate Il progetto “leggere la fatica di leggere“ è nato nel 2006 a Cerignola: terra di Nicola Zingarelli, autore del Vocabolario della lingua italiana,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/10/18/leggere-la-fatica-di-leggere/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify; font-family: Arial;">
<p><span style="font-size: small;"><span style="color: #ff0000; font-size: large;"><span style="font-weight: bold;">leggere la fatica di leggere© (II edizione, 2007) </span></span><br />
<span style="font-style: italic; color: #000000;">Con la musica e le parole alle radici della storia e della cultura popolare del Sud</span><br />
26 ottobre &#8211; 8 novembre 2007<br />
</span><span style="font-size: small;">Foggia, </span><span style="font-size: small;">Cerignola, Apricena, San Paolo di Civitate</span><br />
<span style="font-size: small;"><br />
Il progetto “leggere la fatica di leggere“ è nato nel 2006 a <span style="font-weight: bold;">Cerignola</span>: terra di <span style="font-weight: bold;">Nicola Zingarelli</span>, autore del Vocabolario della lingua italiana, e terra di <span style="font-weight: bold;">Giuseppe Di Vittorio</span> che con un vocabolario cominciò la sua battaglia contro le ingiustizie e lo sfruttamento dei braccianti agricoli.<br />
Quest&#8217;anno è proprio la musica il filo conduttore del progetto, interpretando e sostendendo argomenti quali l&#8217;emigrazione, i canti sociali e politici, la storia e all&#8217;epopea del movimento bracciantile con Giuseppe Di Vittorio.<br />
Il progetto si estende anche territorialmente &#8211; su proposta del Comune di <span style="font-weight: bold;">Foggia</span> e del suo assessorato alle politiche giovanili &#8211; dal Basso all&#8217;Alto Tavoliere (Cerignola, Foggia, Apricena, San Paolo di Civitate). Ogni territorio, ogni comunità ha una sua storia e una sua identità e queste nella musica spesso si raccontano e rappresentano. “leggere la fatica di leggere“ compirà quest&#8217;anno un viaggio geografico e un viaggio nei generi &#8211;<span style="font-weight: bold;">la musica popolare dal canto sociale e politico alla musica jazz e contemporanea</span>-; nelle modalità di rappresentazione -presentazioni di libri, letture con musica, presentazioni multimediali, concerti; nelle differenti culture del cibo e dei prodotti genuini. <span id="more-404"></span>Uno spazio particolare sarà organizzato per i giovani autori con letture e presentazione di inediti letterari. Partiamo da San Paolo di Civitate dove la cultura del movimento bracciantile ha permeato la storia dell&#8217;intera collettività; passiamo da Foggia città capoluogo al centro del Tavoliere, luogo di incontro di culture diverse, città di migranti e di immigrati; proseguiamo per Cerignola, in cui la cultura e la storia delle classi popolari si sono rispecchiate nella storia personale del grande sindacalista Giuseppe Di Vittorio, del quale proprio quest&#8217;anno il 3 novembre ricorre il 50° anniversario dalla morte; concludiamo ad Apricena, città natale di <span style="font-weight: bold;">Matteo Salvatore</span>, che attorno ai temi della musica popolare sta sviluppando un progetto autonomo di identità e cultura.<br />
Gli incontri sono organizzati in luoghi differenti: uno stabilimento tipografico, una segheria della pietra, in un conservificio oleario, in una scuola elementare. Al termine degli eventi al pubblico presente saranno offerti prodotti della gastronomia locale, mentre nello stand dei libri saranno offerte proposte librarie con particolare attenzione ai temi e agli autori ospiti. </span></p>
<p>Programma</p>
<p>SAN PAOLO DI CIVITATE &#8211; Venerdì 26 OTTOBRE 2007 ore 19.30<br />
Scuola elementare “Mucedola“, Via Piave<br />
<span style="color: #ff0000; font-size: medium;">CALASOLE. Realtà e sogno dei braccianti nel Tavoliere </span><br />
Reading concerto<br />
Musiche di <span style="font-weight: bold;">Umberto Sangiovanni</span>, al pianoforte, voce <span style="font-weight: bold;">Rossella Ruini</span>, percussioni <span style="font-weight: bold;">Alfredo Ricciardi </span><br />
Letture e videoproiezioni di <span style="font-weight: bold;">Giovanni Rinaldi </span><br />
I brani interpretati da <span style="font-weight: bold;">Umberto Sangiovanni</span> sono tratti dai cd “La controra“ (RaiTrade 2004) e “Calasole“ (RaiTrade / Casa Di Vittorio, 2006).<br />
I testi letti da Giovanni Rinaldi sono di <span style="font-weight: bold;">Ivan Della Mea</span>, <span style="font-weight: bold;">Giovanni Mascolo</span> (da Tommaso Fiore, <span style="font-style: italic;">Il cafone all&#8217;inferno</span>, Palomar, Bari 2003), <span style="font-weight: bold;">Giuseppe Angione</span>, <span style="font-weight: bold;">Michele Sacco</span>, <span style="font-weight: bold;">Maria Manzi</span>, <span style="font-weight: bold;">Lucia Barbarossa</span>, <span style="font-weight: bold;">Carmine Giordano</span>, <span style="font-weight: bold;">Giuseppe Murgolo</span>, <span style="font-weight: bold;">Emanuele Monaco</span>, <span style="font-weight: bold;">Giuseppe Papa</span> (da G. Rinaldi &#8211; P. Sobrero, <span style="font-style: italic;">La memoria che resta</span>, Edizioni Aramiré, Lecce, 2004).</p>
<p><span style="font-style: italic;">Saranno offerte degustazioni di prodotti tipici. </span></p>
<p>___________________________________________________________________________<br />
FOGGIA &#8211; Domenica 28 OTTOBRE 2007 ore 19.30<br />
Centro Grafico Francescano, Via Manfredonia, prima traversa<br />
<span style="color: #ff0000; font-size: medium;"><span style="font-weight: bold;">MEMORIE DELLA TERRA. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento </span></span><br />
Reading in musica<br />
Testi di <span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span><br />
Voci narranti: Vincenzo Santoro e <span style="font-weight: bold;">Anna Cinzia Villani </span><br />
Canti eseguiti da <span style="font-weight: bold;">Daniele Girasoli</span>, <span style="font-weight: bold;">Maria Mazzotta</span>, <span style="font-weight: bold;">Enrico Noviello</span>, <span style="font-weight: bold;">Anna Cinzia Villani </span></p>
<p>I volumi da cui sono tratti i racconti<br />
<span style="font-style: italic;">Il Salento Levantino. Memoria e racconto del tabacco a Tricase e in Terra d&#8217;Otranto</span>, a cura di Vincenzo Santoro e Sergio Torsello, Edizioni Aramirè<br />
Grazia Prontera, <span style="font-style: italic;">Una memoria interrotta. Lotte contadine e nascita della democrazia. Il Salento 1944- 1951</span>, Edizioni Aramirè</p>
<p><span style="font-style: italic;">Saranno offerte degustazioni di prodotti tipici. </span></p>
<p>___________________________________________________________________________<br />
FOGGIA &#8211; Lunedì 29 OTTOBRE 2007 ore 17.30<br />
Cortile del Palazzo di Città<br />
<span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">LA CORTE DELLE PAROLE </span></span><br />
Incontro di giovani scrittori, libri, letture, libere presentazioni di testi inediti, bookcrossing</p>
<p>FOGGIA &#8211; Lunedì 29 OTTOBRE 2007 ore 20.30<br />
Centro Grafico Francescano, Via Manfredonia, prima traversa<br />
<span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">NELLA TERRA DEI MIGRANTI</span></span><br />
Incontro con <span style="font-weight: bold;">Carmine Abate </span><br />
Introduce <span style="font-weight: bold;">Sergio D&#8217;Amaro</span> Scrittore, direttore del CDEC Centro di Documentazione sull&#8217;Emigrazione in Capitanata<br />
A seguire<br />
<span style="font-weight: bold; color: #ff0000; font-size: medium;">LA FESTA DEL RITORNO </span><br />
Reading-concerto sui testi di <span style="font-weight: bold;">Carmine Abate</span> con musiche dell&#8217;<span style="font-weight: bold;">Ensemble di Cataldo Perri </span><br />
Voce narrante Carmine Abate</p>
<p><span style="font-style: italic;">Saranno offerte degustazioni di prodotti tipici</span></p>
<p><span style="font-size: small;">___________________________________________________________________________</span><br />
<span style="font-size: small;">CERIGNOLA &#8211; Giovedì 3 NOVEMBRE 2007 ore 16.00<br />
(per il 50° anniversario dalla morte di Giuseppe Di Vittorio)<br />
Teatro Mercadante, Piazza Matteotti<br />
Inaugurazione mostra fotografica a cura di “Rassegna Sindacale“ e “Casa Di Vittorio“.<br />
<span style="font-weight: bold; color: #ff0000; font-size: medium;">SULLE TRACCE DI GIUSEPPE DI VITTORIO </span><br />
Fotografie di <span style="font-weight: bold;">Mario Dondero </span><br />
La mostra rimarrà aperta fino al 17 novembre 2007. </span></p>
<p>CERIGNOLA &#8211; Giovedì 8 NOVEMBRE 2007 ore 19,30<br />
Azienda Santo Stefano, Consorzio &#8216;La Bella di Cerignola&#8217;, Strada vic. S. Leonardo, 16<br />
Presentazione del volume<br />
<span style="font-weight: bold; color: #ff0000; font-size: medium;">DI VITTORIO A MEMORIA. Un documentario di parole</span><br />
di Angelo Ferracuti con fotografie di Mario Dondero, Edizioni Rassegna Sindacale<br />
Introduce Tarcisio Tarquini, giornalista, direttore “Rassegna Sindacale“</p>
<p><span style="font-weight: bold; color: #ff0000; font-size: medium;">LEGGERE DI VITTORIO </span><br />
Reading multimediale<br />
Testi e foto dal libro di <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Angelo Ferracuti </span>edito da “Rassegna Sindacale“<br />
Voce narrante Angelo Ferracuti, colonna visiva Mario Dondero, musiche dal vivo Umberto<br />
Sangiovanni</p>
<p><span style="font-style: italic;">Saranno offerte degustazioni di prodotti tipici</span></p>
<p>__________________________________________________________________________<br />
APRICENA &#8211; Sabato 10 NOVEMBRE 2007 ore 19.30<br />
Segheria Violano Marmi, Via Papa Giovanni XXIII<br />
<span style="font-weight: bold; color: #ff0000; font-size: medium;">ARCHIVI DELLA MEMORIA. Archivi sonori e cultura del territorio </span><br />
Presentazione in anteprima del libro<br />
<span style="font-weight: bold; color: #ff0000; font-size: medium;">Canti sociali nella Puglia settentrionale. L&#8217;archivio Rinaldi &#8211; Sobrero </span><br />
a cura di Giovanni Rinaldi, Squilibri editore<br />
con<br />
<span style="font-weight: bold;">Ivan Della Mea</span>, presidente Istituto E. de Martino<br />
<span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span>, resp. Ufficio Cultura A.N.C.I.<br />
Presentazione di registrazioni originali e inedite di <span style="font-weight: bold;">Matteo Salvatore </span><br />
(dall&#8217;Archivio Rinaldi)</p>
<p>a seguire concerto dei<br />
<span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">RIONE JUNNO taranta power </span></span></p>
<p><span style="font-style: italic;">Saranno offerte degustazioni di prodotti tipici</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Progetto, direzione artistica e coordinamento: Giovanni Rinaldi<br />
Organizzazione e cura degli eventi:Associazione La controra, Roma<br />
Collaborazioni<br />
Progetto “Casa Di Vittorio“ di Cerignola, Art&#8217;infabrica di Foggia, Libreria Edicolè di Foggia, CDEC (Centro di Documentazione sull&#8217;Emigrazione in Capitanata) di S. Marco in Lamis, Squilibri Ed., Mondadori, Edizioni Aramirè, “Rassegna Sindacale“.<br />
Un ringraziamento particolare va alle aziende che hanno aderito alla nostra proposta, con entusiasmo, capacità organizzativa e grande ospitalità. </span><br />
<span style="font-size: small;"><br />
</span><span style="font-size: small;">Progetto promosso da Istituto per il Libro (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) in collaborazione con ANCI, Comune di Foggia, Comune di Cerignola, Comune di Apricena, Comune di San Paolo di Civitate.</span><br />
<span style="font-size: small;">INFO<br />
335.441100 &#8211; 347.6543093<br />
<a href="http://www.giovannirinaldi.info">www.giovannirinaldi.info</a><br />
<a href="http://www.ilpianetalibro.it">www.ilpianetalibro.it</a><br />
</span></p>
</div>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
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		<title>Matteo Salvatore, la voce dal basso</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2005 06:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Salvatore]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Si è spento ieri all&#8217;età di 80 anni l&#8217;artista pugliese, poeta di tutti i diseredati e prototipo di tutti i cantautori italiani. Ma unico nel suo genere di Marco Boccitto dal manifesto del 28/8/05 È morto ieri mattina uno degli ultimi eroi della nostra cultura popolare. Matteo Salvatore si è spento a Foggia, la città in cui ha abitato negli... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2005/08/28/matteo-salvatore-la-voce-dal-basso/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2005/08/28/matteo-salvatore-la-voce-dal-basso/">Matteo Salvatore, la voce dal basso</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="color: #000000; font-size: medium;"><em>Si è spento ieri all&#8217;età di 80 anni l&#8217;artista pugliese, poeta di tutti i diseredati e prototipo di tutti i cantautori italiani. Ma unico nel suo genere</em></span></span></p>
<p>di <span style="color: #ff0000;"><strong>Marco Boccitto</strong></span></p>
<p>dal <em>manifesto</em> del 28/8/05<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2005/08/matteosalvatore.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1053" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2005/08/matteosalvatore-300x201.jpg" alt="matteosalvatore" width="300" height="201" /></a></p>
<p>È morto ieri mattina uno degli ultimi eroi della nostra cultura popolare. <span style="color: #993300;"><strong>Matteo Salvatore</strong></span> si è spento a Foggia, la città in cui ha abitato negli ultimi anni e che oggi ospiterà i funerali, alle 16.30 nella Basilica Cattedrale. Ottantenne, aveva festeggiato da poco il cinquantenario di una carriera atipica, irregolare, scandita da continue rivelazioni e incomprensioni, successi, apprezzamenti, entrate e uscite di scena parimenti discrete, perennemente sull&#8217;orlo di quel baratro ingrato che è il dimenticatoio della nostra cultura popolare. Una figura leggendaria emersa a margine del cosiddetto folk revival italiano, ma assai poco riconducibile a qualsivoglia «scuola». Destinato ad essere celebrato in seguito come prototipo del moderno cantautore, Matteo Salvatore inventò di fatto il neo-folk e la ballata neo-realista. Nonostante il legame viscerale con il suo Gargano, una vera e propria tradizione fu costretto a inventarsela, perché ai tempi in cui partì armato di registratore (glielo affidò il regista <strong>Giuseppe De Santis</strong> perché esplorasse i tesori del folklore locale) tutti in Puglia sembravano <span id="more-551"></span>aver voce solo per le canzoni napoletane. Per contro «le sue parole &#8211; disse una volta Italo Calvino &#8211; noi dobbiamo ancora inventarle». Era un linguaggio esclusivo, il suo, di quelli che non si affinano studiando (se non con un maestro ultracentenario cieco) o tendendo l&#8217;orecchio ad altri modelli, eppure perfettamente comprensibile a tutti nella sua detonante dimensione poetica e nella sua arguzia, perché privo di qualsiasi compiacimento intellettuale o sentimentale. Tutto quello che cantava, lasciato traspirare dagli arpeggi vaporosi della sua chitarra, lo aveva semplicemente e intensamente vissuto: la miseria nera patita nell&#8217;infanzia, la pasta nera voracemente apprezzata, la camicia nera sbeffeggiata a suo tempo, i mille torti e taglieggiamenti subiti poi dall&#8217;industria dello spettacolo e i mille espedienti inventati per sopravvivere. Con dolce amarezza e un fatalismo apparente quanto imprecante, che non escludeva la lotta per il cambiamento.</p>
<p>Matteo Salvatore cantava tra l&#8217;altro <em>È proibito</em>, <em>Lu bene mio</em>, <em>Sempre poveri</em>, <em>Pasta nera</em>, <em>Faciteve li cazza vostra</em>, <em>Li chiacchiere di lu paese</em>, <em>Fra me e te</em>, <em>Cane e gatto</em>&#8230; Melodie scolpite nella pietra e fatte volare da un lirismo profondo, una voce orientata verso il registro alto ma mai sguaiata, velata anzi da una garza di disperazione, una sfumatura dolce e dolente, di incurabile tatto e consapevolezza. Canti d&#8217;amore e di sdegno, di miseria e di rivolta, ballate aneddotiche innervate da un&#8217;ironia contundente. Si portava tutto dentro con aggraziata indignazione, l&#8217;orgoglio dei diseredati, le disillusioni del nostro Meridione, la fame «che si poteva tagliare col coltello», i pochi soldi guadagnati in fretta con la tv e ancor più frettolosamente sperperati, le foto ricordo, i premi e i tradimenti, le brucianti storture sociali di una Puglia che all&#8217;epoca era molto poco conosciuta, il destino di emigrazione e sfruttamento.</p>
<p>Fu definito di volta in volta poeta-contadino, artigiano del folk, genio analfabeta, cantastorie informale. Per <strong>Ignazio Buttitta</strong> tutti si potevano copiare tranne lui, «perché è una creazione continua». <strong>Concetta Barra</strong> adorava «quella voce, quel falsetto, quel supplizio de lu soprastante&#8230; Insomma &#8211; diceva &#8211; Matteo quanne piglia `a chitarra te fa vede&#8217; u paravise». <strong>Eugenio Bennato</strong> lo definì «un crocevia fra la poesia e la terra», autore di una musica «che dai toni bassi sale molto in alto per guardare tutta la realtà del mondo». Per <strong>Pino Daniele</strong> era semplicemente «il più grosso fenomeno musicale italiano», interlocutore ideale per quello che lui definisce «dialogo mediterraneo». <strong>Goffredo Fofi</strong> ha descritto le sue interpretazioni in termini di «esperienza indimenticabile: il confronto diretto con un poeta antico e modernissimo, che ha saputo cantare i riti e le stagioni, l&#8217;amore per la vita e le sue gioie, la fatica e l&#8217;ingiustizia&#8230;.».</p>
<p>Tra quelli che hanno avuto orecchie per le sue canzoni, parole importanti per la sua arte e sentimenti di profonda amicizia per la persona ci sono anche V<strong>inicio Capossela</strong>, <strong>Teresa De Sio</strong>, <strong>Daniele Sepe</strong>, <strong>Francesco Guccini</strong>, <strong>Otello Profazio</strong>, <strong>Renzo Arbore</strong> e tanti altri. Tutti pazzi di lui e del suo irriducibile stile libero. Oggi, chiunque lo abbia amato, non può non associare all&#8217;immagine della sua scomparsa quella di un&#8217;antica biblioteca che se ne va, divorata dalle fiamme.</p>
</div>
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