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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Murgia</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>I &#8220;Fornai&#8221; di Toritto</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 06:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[ANCI]]></category>
		<category><![CDATA[fornai]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Amati]]></category>
		<category><![CDATA[Murgia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Vincenzo Santoro da Anci Rivista, dicembre 2009 A Toritto, borgo agricolo alle porte dell’Alta Murgia barese, è ancora molto viva la tradizione di una questua natalizia. I gruppi di questuanti, che nel periodo del Natale girano per il paese offrendo musiche e canti in cambio di un’offerta, sono chiamati “fornai” perché, come introduzione al canto tradizionale – che di... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2009/12/01/i-fornai-di-toritto/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">di <span style="color: #ff0000;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span></span></p>
<p>da <strong>Anci Rivista</strong>, dicembre 2009</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Td6EQlzNuVo?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /></object><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2009/12/DSCI0005.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1536" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2009/12/DSCI0005-300x225.jpg" alt="DSCI0005" width="300" height="225" /></a></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">A <strong>Toritto</strong>, borgo agricolo alle porte dell’Alta Murgia barese, è ancora molto viva la tradizione di una questua natalizia. I gruppi di questuanti, che nel periodo del Natale girano per il paese offrendo musiche e canti in cambio di un’offerta, sono chiamati “<span style="color: #993300;"><strong>fornai</strong></span>” perché, come introduzione al canto tradizionale – che di fatto è una lenta tarantella &#8211; utilizzano un “grido”, una formula urlata da due dei cantatori che si alternano nei pressi della casa che stanno per visitare. Questa formula era utilizzata dai garzoni dei forni comuni per avvisare al mattino presto che il forno era caldo e le donne potevano iniziare a portare il pane e i dolci per cuocerli.</span></p>
<p><strong>Gianni Amati</strong>, giovane musicista e ricercatore pugliese, che ci ha fornito le informazioni per questo articolo, ha raccolto in paese queste strofe:</p>
<p>Sia lodetë Gesù Marì</p>
<p>joscë <span id="more-281"></span>e sembë!</p>
<p>cë tenë fareinë ca tembrë</p>
<p>e cuddë ca na në tenë</p>
<p>a aiutë u Sandissëmë Sacramendë!</p>
<p>faciscitë u ciulatiddë o fërnarë</p>
<p>Sia lodato Gesù e Maria</p>
<p>oggi e sempre</p>
<p>chi ha la farina che impasti</p>
<p>e chi non ne ha</p>
<p>lo aiuti il Santissimo Sacramento</p>
<p>fate il tarallo al fornaio</p>
<p>Anticamente le voci, due o tre, che si alternavano, erano accompagnate dal tamburello e dalla tradizionale chitarra “battente”, prima affiancata e in seguito sostituita dalla chitarra “francese”, a cui dagli anni ‘60 si è aggiunta anche la fisarmonica.</p>
<p>I gruppi, attualmente due, sono composti da soli uomini, in prevalenza agricoltori; l’arrivo delle squadre è accolto in un clima di festa e convivialità, percepibile in tutto il paese. Il rito è tutt’ora molto sentito anche da giovani del luogo, che seguono le “squadre” o ne prendono parte attivamente. Le famiglie attendono i “fornai” con la tavola imbandita e al loro arrivo talvolta telefonano ai parenti (a volte si tratta di emigrati ritornati per le vacanze natalizie), radunati appositamente in una casa per fargli ascoltare i canti. In questi momenti la commozione è tangibile, la visita dei “fornai” è considerata un onore, un omaggio bene augurante per la famiglia, utile anche per rinsaldare rapporti di amicizia e comparatico, oppure per riappacificarsi dopo un periodo di rapporti turbolenti. Dopo aver consumato quello che la famiglia offre loro, i “fornai” eseguono un canto di ringraziamento, “la pastorellë” (la pastorella) una variante locale del più noto “Tu scendi dalle stelle”, e porgono gli auguri ricevendo un offerta in denaro dal padrone di casa. La mattina a fine della funzione che si celebra all’alba in chiesa “i fornai” eseguono il canto al suo interno.</p>
<p>Naturalmente, come sempre in questi casi, la tradizione si è potuta salvaguardare anche grazie alla presenza di alcuni grandi maestri, veri “alberi di canto” che hanno restituito alle generazioni più recenti questi usi antichi. A Toritto, uno dei più importanti cantatori e suonatori, rappresentante della tradizione dei “fornai” è stato Vito Lisi, morto ultranovantennte proprio quest’anno.</p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">(il video, tratto da youtube, è di Mimmo Savino)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p><object width="480" height="385"><param value="http://www.youtube.com/v/VBsO5YubAQA?fs=1&amp;hl=it_IT" name="movie" /><param value="true" name="allowFullScreen" /><param value="always" name="allowscriptaccess" /><embed width="480" height="385" allowfullscreen="allowfullscreen" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/VBsO5YubAQA?fs=1&amp;hl=it_IT" /></object></p>
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		<title>Chi suona e canta non muore mai</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 19:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio sonoro della Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Annamaria Bagorda]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Chi suona e canta non muore mai rassegna di musiche tradizionali a margine dell’inaugurazione dell’Archivio Sonoro della Puglia Bari, 30 marzo ore 18, Cittadella della Cultura (Biblioteca Nazionale, Archivio di Stato), via Oreste Pietro 45Curata da Gianni Amati ed Annamaria Bagorda, giovani ricercatori che hanno contribuito alla realizzazione dell’Archivio, e ispirata nel titolo a una celebre massima di Andrea Sacco,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2009/03/26/chi-suona-e-canta-non-muore-mai/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify; font-family: Arial; color: #000000;">
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: large;"><span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Chi suona e canta non muore mai</span></span><br />
<span style="font-style: italic;">rassegna di musiche tradizionali </span></span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">a margine dell’inaugurazione dell’Archivio Sonoro della Puglia </span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Bari, 30 marzo ore 18, <span style="font-weight: bold;">Cittadella della Cultura</span> </span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">(Biblioteca Nazionale, Archivio di Stato), via Oreste Pietro 45</span><br style="color: #000000;" /><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2009/03/archivio1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1457" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2009/03/archivio1-300x205.jpg" alt="archivio1" width="300" height="205" /></a>Curata da <span style="font-weight: bold;">Gianni Amati</span> ed <span style="font-weight: bold;">Annamaria Bagorda</span>, giovani ricercatori che hanno contribuito alla realizzazione dell’Archivio, e ispirata nel titolo a una celebre massima di <span style="font-weight: bold;">Andrea Sacco</span>, la rassegna è senza precedenti in regione e, riallacciandosi sul piano nazionale alle pionieristiche esperienze di <span style="font-weight: bold;">Roberto Leydi</span> negli anni ’60, intende offrire dal vivo una rappresentazione dello stato di salute della tradizione in terra di Puglia. Imperniata su cantori ed esecutori che, presenti nella documentazione sonora dell’<span style="font-weight: bold;">Archivio</span> e lontani dalla dimensione dello show-business, sono quotidianamente impegnati nel proprio lavoro (contadini, trainieri, allevatori di cavalli, casalinghe), lo spettacolo si annuncia di grande impatto emotivo, restituendo al pubblico di Bari la suggestione e la carica espressiva di musiche, canti e balli che continuano a scandire il calendario rituale delle diverse comunità. </span><br style="color: #000000;" /><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Passiuna tu Christù</span> (<span style="font-weight: bold;">Antimo Pellegrino</span>, Zollino)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Il canto pasquale delle comunità grecaniche del Salento, eseguito da due voci alternate accompagnate dalla fisarmonica. Decaduta l&#8217;originaria funzione di canto di questua, la Passione è oggi eseguita la mattina della domenica delle Palme e la mattina del Sabato Santo.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Il Venerdì Santo dell&#8217;Alta Murgia</span> (Grumo Appula)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Eseguito a più voci maschili tutti i venerdì di Quaresima, fino al momento della processione dell&#8217;Addolorata, il canto del Venerdì Santo, con la sua straordinaria forza espressiva, segna ancora oggi il paesaggio sonoro della Pasqua di numerose comunità dell&#8217;Alta Murgia.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">I fornai, tarantelle e canti di questua dell&#8217;Alta Murgia</span> (Toritto)<span id="more-315"></span></span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">La notte dell&#8217;antivigilia di Natale, con una lenta tarantella cantata sulla fisarmonica e la chitarra francese, si apre la questua annunciata dal &#8220;grido&#8221; che un tempo i garzoni dei fornai pubblici lanciavano all&#8217;arrivo della squadra di suonatori.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Lu Lazzarenu e matinate del Salento jonico</span> (<span style="font-weight: bold;">Famiglia De Prezzo</span>, Sannicola)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Un lacerante canto di questua eseguito, alla vigilia della domenica delle Palme, da un gruppo di cantori che, con l&#8217;organetto o la fisarmonica, ripetono poi il giro delle famiglie visitate la notte del Sabato Santo cantando matinate, riproposte dai Fratelli De Prezzo con un&#8217;impeccabile vocalità antica, malgrado la loro giovane età.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Canti all&#8217;organetto e sul traino dalla Valle d&#8217;Itria</span> (<span style="font-weight: bold;">Famiglia Zizzi</span>, Cisternino) </span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Ben tre generazioni della famiglia Zizzi che, da sempre trainieri, allevatori e commercianti di cavalli, suonatori e cantatori, rappresentano un raro caso di continuità familiare nell’esecuzione degli stili di canto e di ballo sull&#8217;organetto per un repertorio legato al loro lavoro.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Il Sabato Santo della Valle d&#8217;Itria</span> (<span style="font-weight: bold;">Coniugi Albanese</span>, Cisternino)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Dal pomeriggio del Sabato Santo alla mattina di Pasqua, coppie di suonatori visitano le masserie e le case di campagna cantando sull&#8217;organetto un lungo canto di Passione e di questua, secondo una tradizione ancora radicata di cui i coniugi Albanese sono i migliori interpreti.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Serenate e pizziche pizziche della Bassa Murgia</span> (Ostuni)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Le serenate che, dalla festa di sant’Antonio Abate fino al Carnevale, tutti i giovedì sono eseguite nel giro delle case, al suono del tamburello e dell’organetto, concluse, a notte inoltrata, dalle pizziche pizziche che gli uomini ballano con forti allusioni di carattere sessuale.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Zampogne e fischietto del Sub Appennino Dauno</span> (<span style="font-weight: bold;">Francesco Capobianco</span>, Panni)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Uno degli ultimi costruttori e suonatori di una zampogna di canna che, sopravvissuta a Panni, nel Subappennino Dauno e l&#8217;unica ancora in uso in Puglia, è caratterizzata da un chanter con tre fori e un lungo bordone con una grande zucca essiccata all&#8217;estremità.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Canti sulla cupa cupa e tarantelle del carnevale dall&#8217;Alta Murgia</span> (Altamura)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Una questua eseguita da gruppi mascherati con il tamburo a frizione che con il suo suono grave accompagna canti a strofette e narrativi e, assieme al tamburello, lunghe tarantelle cantate, caratterizzate da un sostegno ritmico estremamente intenso.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Canti arbëresh dell&#8217;Alto Salento Jonico</span> (<span style="font-weight: bold;">V. Felice</span> e <span style="font-weight: bold;">P. Talò</span>, San Marzano di San Giuseppe)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Il repertorio, profondamente legato al mondo femminile e composto da canti sul lavoro, canti religiosi e ninne nanne, eseguiti a una o più voci, di una comunità albanofona che conserva tuttora un forte legame con le proprie radici culturali.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Serenate e tarantelle dal Gargano</span> (<span style="font-weight: bold;">Salvatore Russo</span> e <span style="font-weight: bold;">Pio Gravina</span>, San Giovanni Rotondo)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Salvatore Russo, pastore ultraottantenne, dotato di una vocalità antica ed estremamente vigorosa, è uno degli ultimi depositari degli stili di canto sulla chitarra battente, suonata dal più giovane Pio Gravina, che ha recuperato una tradizione di famiglia.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Canti di lavoro del Basso Salento</span> (Casamassella)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Straordinari interpreti di canti polivocali che, eseguiti durante i lavori agricoli, fino a un passato non tanto remoto dominavano il paesaggio sonoro delle campagne e delle comunità rurali.</span></span><br />
<span style="font-size: medium;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;"><br />
www.archiviosonoro.org/puglia</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Nasce l&#8217;archivio delle musiche di Puglia</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2007 12:37:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio sonoro della Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Altrosud]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Presentato a Bari il progetto che avrà sede nella biblioteca nazionale, alla Cittadella della Cultura di Michele Fumagallo dal manifesto di sabato 27 ottobre 2007 Promosso dall&#8217;associazione Altrosud, d&#8217;intesa con il ministero dei beni culturali e la regione, è stato presentato a Bari l&#8217; «Archivio delle musiche di tradizione della Puglia», primo progetto in Italia che raccoglie in pratica i... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/10/27/nasce-larchivio-delle-musiche-di-puglia/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size: small;"><em><span style="color: #ff0000;">Presentato a Bari il progetto che avrà sede nella biblioteca nazionale, alla Cittadella della Cultura</span><br />
</em>di <strong>Michele Fumagallo</strong><br />
dal <strong><span style="color: #000000;">manifesto</span></strong> di sabato 27 ottobre 2007</span></p>
<p>Promosso dall&#8217;associazione Altrosud, d&#8217;intesa con il ministero dei beni culturali e la regione, è stato presentato a Bari l&#8217; «Archivio delle musiche di tradizione della Puglia», primo progetto in Italia che raccoglie in pratica i risultati della ratifica della convenzione tra il parlamento italiano e l&#8217;Unesco sulla tutela e la conservazione del patrimonio immateriale. Centomila euro per cominciare a dar vita (siamo a un lavoro che si struttura ovviamente in progress), nella Cittadella della Cultura, sede della biblioteca nazionale di Bari, a una grande teca della memoria musicale e sonora in genere. <span id="more-402"></span><br />
Racconta il coordinatore del progetto, Vincenzo Santoro: «Quello di Bari sarà il primo cuore centrale e propulsore di un&#8217;espansione che si immagina territoriale e capillare. Ad esempio, per quel che riguarda la ricerca di Lomax e Carpitella, sarà possibile collegarsi ad altri sottotesti come quello sull&#8217;uso del tamburello in Puglia con la mappa dei luoghi, dei costruttori con gli indirizzi, delle diverse tipologie e modi di suonarli».<br />
Il progetto prevede tre grandi ambienti. Il primo è quello dove sarà allestito il centro computer, una sorta di enorme database dove saranno riversati e conservati tutti i materiali. Il secondo le sale di ascolto, il terzo la biblioteca dove saranno tutti i materiali cartacei e in video. Naturalmente nella presentazione del progetto non poteva mancare il riconoscimento all&#8217;impegno di Rina Durante, pioniera della battaglia per l&#8217;archiviazione della memoria musicale. Un lavoro che ha dato un grande impulso al ruolo determinante esercitato dalla Puglia nel movimento di riproposta delle musiche tradizionali.<br />
L&#8217;Archivio sarà collegato ai grandi patrimoni storici presenti nel paese come l&#8217;Accademia di Santa Cecilia e la Discoteca di Stato.<br />
Ma ciò che è più appetibile nel progetto è l&#8217;acquisizione dei patrimoni «locali», che non saranno accentrati ma coordinati e dislocati capillarmente nel territorio regionale. Tra le numerose raccolte da menzionare quelle di Giovanni Rinaldi sui canti delle lotte bracciantili nel Tavoliere, le registrazioni di Otello Profazio sul Gargano, quelle di tanti in Murgia e Salento, quanto mai ricco di proposte e materiali. Per non parlare della lacuna più grande che colmerà l&#8217;Archivio: quella degli originali e degli inediti di Matteo Salvatore.<br />
L&#8217;appello, nella presentazione alla sala gremita di appassionati e studiosi, è stato anche ai cultori locali affinché diventino i protagonisti di un progetto che ha un senso se diventa aperto e ramificato.</p>
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