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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Orsara di Puglia</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>La notte dei fal&#242; e delle teste del Purgatorio ad Orsara di Puglia</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 06:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Orsara di Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Vincenzo Santoro da Anci Rivista, novembre 2010 A Orsara di Puglia &#8211; paesino di circa 3.000 abitanti arroccato sui Monti Dauni, al confine tra Puglia e Campania &#8211; nella notte di Ognissanti si celebra una festa antichissima, “la notte dei falò e delle teste del Purgatorio” (in dialetto “fuca coste e cocce priatorije”). Una festa che presenta delle apparenti... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/11/01/la-notte-dei-fal-e-delle-teste-del-purgatorio-ad-orsara-di-puglia/">Read more &#187;</a></p>
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<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <span style="color: #ff0000;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span></span></span></p>
<p>da <strong>Anci Rivista</strong>, novembre 2010</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/11/zucche-arancioni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1727" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/11/zucche-arancioni-300x225.jpg" alt="zucche+arancioni" width="300" height="225" /></a>A <strong>Orsara di Puglia</strong> &#8211; paesino di circa 3.000 abitanti arroccato sui Monti Dauni, al confine tra Puglia e Campania &#8211; nella notte di Ognissanti si celebra una festa antichissima, “<span style="color: #993300;"><strong>la notte dei falò e delle teste del Purgatorio</strong></span>” (in dialetto “<span style="color: #993300;"><strong>f</strong><strong>uca coste e cocce priatorije</strong></span>”). Una festa che presenta delle apparenti similitudini con “Halloween”, ma che in realtà con la commerciale e globalizzata festa statunitense ha poco a che fare, a partire dal fatto che si svolge nella notte del primo novembre (invece del 31 ottobre). L’evento che si celebra a Orsara di Puglia è ancora profondamente legato al culto dei defunti e rifugge decisamente dal “rito” consumistico. Niente streghe, dunque, niente maschere e figure grottesche, niente “dolcetto o scherzetto”. Piuttosto la conservazione del primordiale senso <span id="more-209"></span>della festa di tutti i Santi, quella istituita il 13 maggio del 609 da Papa Bonifacio VIII quando la Chiesa sovrappose la sua “interpretazione” a una pratica di origine pagana.</p>
<p>La tradizione vuole che le anime del Purgatorio possano purificarsi attraverso il fuoco e trovare la via del Paradiso, che viene indicata loro dai lumi nascosti dentro le zucche. È la festa della luce, dunque, non quella delle tenebre (come invece è per Halloween).</p>
<p>Il rito nella comunità comincia pochi giorni prima dell’evento, con le famiglie che cercano di accaparrarsi le zucche migliori per i propri bambini. Saranno i più piccoli, con l’aiuto di nonni e genitori, a intagliare queste zucche arancioni per dargli fattezze “umane” e adeguarle a ospitare un lume al loro interno. Per completare l’allestimento, occorre accatastare per tempo tutto il legname necessario a preparare un grande falò che possa competere con quello delle famiglie del vicinato. Per tutta la notte i fuochi ardono numerosi, caldi, luminosi, a creare un’atmosfera di magico incanto e comunione. Vicino alle abitazioni si appendono le zucche antropomorfe con una candela accesa all’interno e le vecchiette, prima di andare a letto, prendono dal falò un po’ di brace e la portano in casa, deponendola nel camino o in un braciere. In onore dei defunti, che nell’antica credenza dovrebbero attraversare il paese in processione dopo la mezzanotte, si consumano i cibi della tradizione, poveri ma ricchi di significati simbolici: il grano lessato e condito col mosto cotto, le patate, le cipolle, le uova e le castagne cotte sotto la brace. E poi non bisogna dimenticare vino, carne, pane, patate e dolci tipici, pietanze che saranno consumate quando, nelle stradine del borgo medievale, si terrà un banchetto a base di questi piatti gustosi e in tutto il paese saranno esposte centinaia di zucche lavorate in modo creativo e illuminate al loro interno. Si mangia per strada, in una grande comunione collettiva che riempie il borgo di voci, risate, musica e allegria.</p>
<p>Orsara così, almeno per una notte, si trasforma, acquisendo le caratteristiche di un luogo magico.</p>
</div>
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