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	<title>Vincenzo Santoro &#187; santu lazzaru</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>I canti di Lazzaro nel Salento</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 12:52:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[santu lazzaru]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I canti di Lazzaro nel Salento Vincenzo Santoro Ripropongo qui, con leggerissime modifiche, un articolo originariamente pubblicato in Il rito musicale del Lazzaro nelle comunità arbëreshe di Sicilia, a cura di Girolamo Garofalo e Giuseppe Giordano, con CD + DVD, Edizioni Museo Pasqualino, Palermo 2021, pp. 231-230. Il volume, risultato del lavoro collettivo di diversi studiosi, è dedicato al rito del “Lazzaro” in cinque centri siciliani... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2022/04/08/i-canti-di-lazzaro-nel-salento/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><em><span style="color: #993300;"><strong>I canti di Lazzaro nel Salento</strong></span></em></h1>
<p>Vincenzo Santoro</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-4152" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/I-Passiuna-tu-ChristuĢ-01-300x190.jpg" alt="I Passiuna tu ChristuĢ - 01" width="378" height="239" /></p>
<p><em>Ripropongo qui, con leggerissime modifiche, un articolo originariamente pubblicato in </em><strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2021/03/28/il-rito-musicale-del-lazzaro-nelle-comunita-arbereshe-di-sicilia-con-un-mio-articolo-sul-salento/">Il rito musicale del Lazzaro nelle comunità arbëreshe di Sicilia</a></span>, </strong><em>a cura di Girolamo Garofalo e Giuseppe Giordano, con CD + DVD, Edizioni Museo Pasqualino, Palermo 2021, pp. 231-230. Il volume, risultato del lavoro collettivo di diversi studiosi, è dedicato al rito del “Lazzaro” in cinque centri siciliani siculo-albanesi. Per un raffronto sul piano etnografico e musicale, oltre al testo che segue, include anche un contributo di Nicola Scaldaferri sulla sua diffusione in Calabria</em><em>.</em></p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>La tradizione di canti in diverse misure e modalità riferibili al “Canto della Resurrezione di Lazzaro” (la <em>“kalimera”</em> di Lazzaro secondo la denominazione in uso presso le comunità <em>arbëreshe</em> di Calabria)<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> trova nel Salento, territorio di forte persistenza della cultura grecanica, due particolari declinazioni: una relativa ai paesi ancora ellenofoni e l’altra riferibile a paesi, comunque geograficamente e culturalmente prossimi ai primi, in cui si usano, invece,  varietà locali di dialetto romanzo.</p>
<p>Come sottolinea Sergio Torsello, si tratta di canti rituali legati ai cicli calendariali che coinvolgevano «ampi strati del mondo contadino, in una sorta di “liturgia subalterna”, una rappresentazione del Vangelo dei poveri nella quale ampio spazio era dato non solo al testo cantato (quasi sempre anonimo e ispirato a passi del Vangelo e talvolta dei Vangeli apocrifi) ma anche una forte componente mimica e gestuale»<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>.</p>
<p><em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/cOPERTINA_-510x757.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4151" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/cOPERTINA_-510x757-202x300.jpg" alt="cOPERTINA_-510x757" width="202" height="300" /></a>Lu Santu Lazzaru</em>, è un canto <em>di questua</em> in dialetto salentino romanzo, che veniva eseguito nel periodo precedente alla Pasqua, e in particolare il sabato prima della Domenica delle Palme, giorno in cui, secondo il calendario liturgico bizantino viene rievocato il miracolo della resurrezione di Lazzaro. Quest’uso è ancora presente nei paesi di una vasta area della parte ionica e dell’entroterra della provincia di Lecce, a nord e a sud di Gallipoli.</p>
<p>Nei giorni deputati, gruppi di musicisti andavano in giro per borghi e masserie, cantando “a domicilio” la vicenda della resurrezione di Lazzaro, con l’accompagnamento di piccoli gruppi strumentali variamente assortiti (generalmente: chitarre, organetti o fisarmoniche e tamburelli). A ogni famiglia coinvolta veniva così annunciato il miracoloso evento, rendendo l’incontro un’occasione di condivisione e di festa. Al temine, i musicisti chiedevano una semplice “ricompensa”, che poteva consistere in uova o in alimenti di origine agricola.</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/bonaseraaquistacasa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4170" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/bonaseraaquistacasa-300x268.jpg" alt="bonaseraaquistacasa" width="300" height="268" /></a>Le varianti testuali di questi canti sono sostanzialmente riconducibili a due versioni piuttosto simili. Anche dal punto di vista musicale le diverse intonazioni locali presentano una duplice tipologia: una in tonalità minore e l’altra in maggiore. Di entrambe le varianti musicali esistono interessanti registrazioni “storiche”. Della versione in maggiore, che era caratterizzata da esecuzioni vocali virtuosistiche e fiorite, possiamo citare quella, ripresa nel 1978, che apre il CD <em>Bonasera a quista casa. Pizziche, stornelli, canti salentini</em> (Edizioni Aramirè 1999), eseguita dagli straordinari cantatori Uccio Bandello, Uccio Aloisi e Leonardo Vergaro (gli “Ucci”). Una assai suggestiva versione in minore, registrata da Alan Lomax e Diego Carpitella nel 1954, è stata recentemente pubblicata da Maurizio Agamennone (2017)<a href="#_ftn3" name="_ftnref3"><span style="text-decoration: line-through;"><span style="text-decoration: line-through;">[3]</span></span></a>.</p>
<p>Ecco alcune strofe della versione degli Ucci<strong>:</strong></p>
<blockquote><p><strong>Lu Santu Lazzaru</strong></p>
<p>Bonasera ma a quista casa</p>
<p>ma tutti quanti ma l’abitanti.</p>
<p>Venne Cristu ma cu li santi</p>
<p>ni decia aiutu e salvazione.</p>
<p>Osci osci se fa missione</p>
<p>ca mo’ ci Lazzaru è surscitatu.</p>
<p>Lazzarenu tu essi fore</p>
<p>ma ci de Cristu tu sei chiamatu.</p>
<p>Ce scunfortu ma ce dulore</p>
<p>ma ci ippe Marta e Maddalena.</p>
<p>E per nu votu de sou fratellu</p>
<p>l’ippe a soffrire ma tanta pena.</p>
<p>Cu soe lacrime l’ippe bagnare</p>
<p>coi soi capelli l’ippe ‘sciuttare.</p>
<p>Mo’ sciamu a casa ma de Simone</p>
<p>ca a dhai sciu Cristu per fare la cena.</p>
<p>Dhai cumparve la Maddalena</p>
<p>culli soi ‘nguenti e li soi preziosi.</p>
<p>Trenta denari cangiara Cristu</p>
<p>cu sacerdoti cu farisei.</p>
<p>Alla sciuta purtara Cristu</p>
<p>alla turnata cu pene e guai.</p>
<p>Non è osci e puru crai</p>
<p>cu te la cantu la tua Passione.</p></blockquote>
<p>[<strong>San Lazzaro</strong> // Buonasera a questa casa/ a tutti quanti gli abitanti. // Viene Cristo con i Santi / per darci aiuto e salvezza. // Oggi si fa missione / oggi che Lazzaro è resuscitato. // Lazzaro esci fuori / ora che da Cristo sei chiamato. // Che sconforto e che dolore / ebbero Marta e Maddalena. // Per una promessa fatta a suo fratello / ebbe a soffrire tante pene. // Con le lacrime i piedi bagnava / con i suoi capelli li asciugava. // Andiamo a casa di Simone / lì andò Cristo per fare la cena. // Lì comparve la Maddalena / con i suoi unguenti e i suoi preziosi. // Per trenta denari scambiarono Cristo / con sacerdoti e farisei. // All’andata portarono Cristo / al ritorno pene e guai. // Non basta oggi né domani / per raccontare la tua Passione.]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una descrizione vivace e ricca di divertenti aneddoti delle serate del <em>Santu Lazzaru</em> è offerta da Uccio Aloisi, grande “eroe” della musica popolare salentina, in alcuni brani di una lunga intervista del 2003:</p>
<blockquote><p>Come ci organizzavamo per andare a fare <em>Lu Santu Lazzaru</em>? Stavano in mezzo alla piazza e decidevano così, senza una ragione, magari io dormivo già – ero al primo sonno – e venivano a chiamarmi, bussavano alla porta e o bussavano o la sfondavano.</p>
<p>Si faceva di sera, potevi partire verso le dieci e magari tornavi alla una, le due, le tre del mattino. Tu stavi dormendo e venivano: “Alzati! Dobbiamo andare a cantare <em>Lu Santu Lazzaru</em>”.</p>
<p>“E come mi alzo? Che se mo’ mi sono coricato?”</p>
<p>“Alzati!”</p>
<p>O ti alzavi o ti buttavano giù dal letto, ti dovevi alzare per forza… e così andavamo a cantare <em>Lu Santu Lazzaru</em>.<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a></p></blockquote>
<p>La tradizione del <em>Santu Lazzaru</em> continua in parte ad essere praticata anche oggi, magari in modalità meno informali e senza svolgere la questua, elemento che in qualche maniera costituiva un tratto caratterizzante, e per certi aspetti anche fondamentale, del rito.</p>
<p>L’altro canto tradizionale del periodo pasquale è detto in grico la <em>Passiuna tù tu Christù</em><a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>.</p>
<p>La <em>Passiuna</em><em> </em>è una delle tradizioni più affascinanti della <em>Grecìa salentina</em>. Anche in questo caso si tratta di una rappresentazione cantata – in lingua grica – di alcuni episodi della Passione di Cristo, che, analogamente a versioni delle aree italo-albanesi, comincia proprio con l’espressione augurale («calimera», «buongiorno»):</p>
<blockquote><p>Ce calimèra na sas ipòvo</p>
<p>na sas cuntescio ce at ppassiùna</p>
<p>ja possa pàtesce ce o Cristòmma</p>
<p>ce ikuseteta me devoziuna.</p></blockquote>
<p>[Io vi do il buongiorno / per raccontarvi la passione / per quanto ha sofferto il Cristo / ascoltate con devozione.]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fino a non molti anni fa, nella settimana precedente la Domenica delle Palme, e in particolare il sabato, gruppi di contadini, con un grosso ramo d’ulivo (la <em>palma</em>) adornato di nastri colorati, immaginette sacre e arance (nella tradizione simbolo di fecondità), andavano cantando per i paesi e per le masserie questa narrazione popolare della Passione di Cristo. Di tanto in tanto, il gruppo dei cantori e degli appassionati si fermava a un crocicchio e lì, mentre un anziano teneva il ramo d’ulivo in piedi, due esecutori si alternavano nel canto, supportati dalla fisarmonica o dall’organetto, assai spesso sottolineando con ampi gesti la tensione narrativa del canto. Alla fine, raccolte le offerte (in genere, come per il <em>Santu Lazzaru</em>, uova, formaggio o prodotti agricoli), il gruppo si rimetteva in cammino, verso un altro luogo dove si ripeteva la “sacra rappresentazione”.</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/I-Passiuna-tu-ChristuĢ-04.jpg"><img class="alignleft  wp-image-4153" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/I-Passiuna-tu-ChristuĢ-04-300x176.jpg" alt="I Passiuna tu ChristuĢ - 04" width="395" height="232" /></a></p>
<p>Queste importanti espressioni della cultura popolare, intorno agli anni Sessanta del secolo scorso, sono state progressivamente abbandonate fino ad apparire irrimediabilmente condannate all’oblio. Recentemente però (in qualche misura anche nel quadro del più complessivo fenomeno di “recupero” delle tradizioni musicali folkloriche salentine: in primo luogo, per il grande pubblico, soprattutto la “pizzica” e la “taranta”) l’impegno di qualche appassionato<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a> ha fortunatamente permesso di rivitalizzare questa tradizione<a href="#_ftn7" name="_ftnref7">[7]</a>. Anche la <em>Passione</em> grica è dunque tornata ad essere praticata, sebbene con modalità differenti dal passato (a esempio spesso viene eseguita come un piccolo spettacolo musicale, con palco e amplificazione, oppure in chiesa). A Zollino, a esempio, a partire dal 1981, l’associazione Bottega del Teatro opera per conservare e tramandare la Passione, riproponendola sul sagrato della Chiesa Madre la Domenica delle Palme e la mattina del Sabato Santo, subito dopo la processione<a href="#_ftn8" name="_ftnref8">[8]</a>.</p>
<p>In questo modo negli ultimi anni anche alcuni giovani stanno riscoprendo l’antico canto, seguendo gli insegnamenti degli esecutori anziani, alcuni dei quali ancora in attività, come il vispo ultraottantenne Antimino Pellegrino, che così si rivolge ai suoi “allievi”, in una sorta di passaggio di testimone:</p>
<blockquote><p>Da bambino portavo la palma, e con i fratelli miei, insieme ad Antonio Maniglio e a Nino Giannone cantavamo la Passione, e io li accompagnavo durante il canto. Così, sentendola oggi, sentendola domani, l’ho imparata. E da allora sino a oggi ho sempre cantato la Passione. Ho detto ai ragazzi che la fanno ora che quando la cantano devono conoscerne il significato, devono sapere che stanno cantando, perché la Passione si canta col cuore<a href="#_ftn9" name="_ftnref9">[9]</a>.</p></blockquote>
<p>Un’ulteriore iniziativa che in tale prospettiva merita particolare segnalazione è il festival <em>Canti di Passione</em> organizzato &#8211; a partire dal 2004, con qualche interruzione &#8211; dall&#8217;Istituto &#8220;Diego Carpitella&#8221; e dalla Fondazione “La Notte della Taranta”, in cui oltre a diversi gruppi salentini – che a volte hanno proposto versioni musicalmente più o meno “innovative”, secondo la moda del momento – si sono aggiunti gruppi provenienti da altre aree d’Italia e di Paesi esteri dove resistono analoghe tradizioni etnomusicali.</p>
<p>Una bellissima versione, nella variante di Martano, della <em>Passione</em> “integrale” – per quanto possa esserlo un testo tramandato oralmente, dove l’azione dei cantori inserisce continue aggiunte e variazioni – risalente agli anni Settanta, la si può ascoltare nel cd <em>I Passiuna tu Christù</em>, pubblicato dalle Edizioni Aramirè di Lecce<a href="#_ftn10" name="_ftnref10">[10]</a>.</p>
<p><img class="  wp-image-4154 aligncenter" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/thumbnail_Spartito-I-passiuna-tu-cristù-300-dpi-300x145.jpg" alt="thumbnail_Spartito I passiuna tu cristù 300 dpi" width="447" height="216" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella sua introduzione, Roberto Raheli sottolinea che in questo canto</p>
<blockquote><p>è possibile cogliere un respiro profondo, nella maestosità del dispiegarsi del racconto, una forza nella crudezza dei particolari. Il processo a Cristo, la condanna, il trasporto della croce, la crocifissione stessa, la pena della Madonna alla ricerca del figlio, la pena dell’agonia, i due ladroni, la morte, sono narrati in modo tanto vivido da essere assolutamente angoscianti, non solo, ma umanizzano a tal punto le figure divine del Cristo e della Madonna, da farle apparire decisamente umane e quindi veramente vicine.</p></blockquote>
<p>La <em>Passione</em> in genere era eseguita da uomini. È attestata, tuttavia, anche una rara testimonianza, registrata da Giovanna Marini a Sternatia nel 1972, in cui a cantare è una donna, Mariuccia Chiriacò<a href="#_ftn11" name="_ftnref11">[11]</a>.</p>
<p>Ecco le prime strofe di una delle versioni del canto raccolta a Zollino:</p>
<blockquote><p><strong>I Passiuna tu Christù</strong></p>
<p>Ce calimèra na sas ipòvo</p>
<p>na sas cuntescio ce at ppassiùna</p>
<p>ja possa pàtesce ce o Cristòmma</p>
<p>ce ikuseteta me devoziuna.</p>
<p>Ambièsce lèonta o Padretèrno</p>
<p>na mas sarvesci ce scichì-mma</p>
<p>ce na mi ppame ci ston infèrno</p>
<p>ti ammeretèamo oli icìvi.</p>
<p>Ce Patriàrki en antardèane</p>
<p>paracalònta ce to Tteòmma</p>
<p>ce na shi nama sa libere scio</p>
<p>asce ‘tto ttopo to scotinòvo.</p>
<p>Ison nan àngelo ma de cantu</p>
<p>pu mas salùtesce Ave Maria</p>
<p>prama ìsane tu Spirtu Ssantu</p>
<p>pu ìs ancarrnetti c’es ti ccilìa.</p>
<p>I Maddònna stin oraziùna</p>
<p>pu icuntèmpleche ci tto petàciti</p>
<p>ce cini ìche cie furtùna</p>
<p>is ti ccilìati na ncarnettivi.</p>
<p>Ce arte arcizo poi na sas pòvo</p>
<p>ma passos sena ma na pensèsci</p>
<p>ja possa pàtesce ce o Christòmma</p>
<p>ma tin scichèdda na mas sarvesci.</p></blockquote>
<p>[<strong>La Passione di Cristo</strong>. Io vi do il buongiorno / per raccontarvi la passione / per quanto ha sofferto il Cristo / ascoltate con devozione. // Mandò dicendo il Padre Eterno / di salvare l’anima / altrimenti andiamo all&#8217;inferno / dovremmo andare tutti lì. // Non tardino i Patriarchi / pregando Iddio / che abbia a liberarci / da quel luogo oscuro. // Era un Angelo di canto / che ha salutato Maria / era opera dello Spirito Santo / che si incarnò nel suo ventre. // La Madonna con la Preghiera / contemplava il suo bambino / ebbe la bella sorte / che s&#8217;incarnasse nel suo ventre. // Ora incomincio a narrarvi / e ognuno ben pensi / quanto ha sofferto / per salvare la nostra anima. ]</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="291"></td>
<td width="290"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Oltre a vari contributi presenti in questo volume, rimando all’articolo di Eleuterio F. Fortino,<em> <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2010/03/26/il-canto-della-kalimera-di-lazzaro-nel-sabato-prima-della-domenica-delle-palme/">Il sabato precedente la Domenica delle Palme nella tradizione degli Albanesi bizantini in Italia</a></em>, pubblicato sull’Osservatore Romano del 26 marzo 2010.</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Dalla <em>Introduzione</em> di Torsello al libretto di un cd che propone una antologia di registrazioni storiche di questi repertori: <em>Canti di Passione. Ce custi o gaddho na cantalisi</em>, libro con cd audio, a cura di Luigi Chiriatti, Gianni De Santis, Sergio Torsello, Edizioni Kurumuny 2007.</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Cfr. Maurizio Agamennone, <em>Musica e tradizione orale nel Salento. Le registrazioni di Alan Lomax e Diego Carpitella (agosto 1954)</em>, libro con 3 cd, edizioni Squilibri 2017, brano 19 del secondo cd.</p>
<p><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> Uccio Aloisi, <em>I Colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare</em>, libro con due cd, a cura di Roberto Raheli, Vincenzo Santoro e Sergio Torsello, edizioni Aramirè 2004, p. 120. L’intervista è resa in un dialetto arcaico e a tratti oscuro, qui si riporta il brano tradotto in un italiano quanto più possibile vicino all’originale.</p>
<p><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> Come è noto, esiste un’area del Salento dove si conserva un’antica lingua, il “grico”, retaggio dei lunghi rapporti che questa terra ha intrattenuto con l’altra sponda dell’Adriatico. La “Grecìa Salentina” ha vissuto nel dopoguerra un processo di deperimento della sua identità culturale, e anche l’antico idioma è stato progressivamente abbandonato, sostituito dall’italiano o dal dialetto romanzo del luogo. Negli ultimi anni, invece, questo territorio ha vissuto un ritorno di forte interesse per le proprie tradizioni e la propria lingua che, adeguatamente valorizzate, hanno costituito anche un fattore importante di attrazione turistica.</p>
<p><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a>  Un racconto della vicenda della “rimessa in funzione” della <em>Passione</em> di Zollino, in cui ebbe un ruolo fondamentale l’attivista culturale Giovanni Pellegrino, è testimoniata nel documentario <em>I Passiuna tu Kristù &#8211; di Zollino &#8211; Canto tradizionale della Grecìa Salentina</em>, prodotto dalla Bottega del Teatro di Zollino nel 2005, da un’idea di Diana Costa e Veronica Vernaleone, regia di Enea Garrapa, coordinamento e sceneggiatura di Diana Costa. Con i cantori Antimo Pellegrino, Tommaso Lifonso, Michelangelo Castellano e Donato Tundo, con le testimonianze di Luigino Costa e Giovanni Pellegrino. Il documento è disponibile online a questo indirizzo: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=D7CP6g0itvI">https://www.youtube.com/watch?v=D7CP6g0itvI</a>. In rete è anche disponibile una straordinaria videoregistrazione integrale di una <em>Passione</em> “riproposta” a Zollino il 12 aprile 1987: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=zB8PAfVnScU">https://www.youtube.com/watch?v=zB8PAfVnScU</a><em>.</em></p>
<p><a href="#_ftnref7" name="_ftn7">[7]</a> Per un approfondimento della questione segnalo il mio <em>Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</em>, edizioni Squilibri 2009.</p>
<p><a href="#_ftnref8" name="_ftn8">[8]</a>  Nel 2002 è stata anche effettuata dagli animatori della Bottega del Teatro la registrazione “integrale” della <em>Passione</em> di Zollino, con le voci degli anziani cantori Antimino Pellegrino e Tommaso Lifonzo (scomparso nel 2007). Il testo risulta pubblicato in appendice al saggio di Diana Costa,<em> I Passiuna tu Christù &#8211; Rito e teatro di una cantica popolare della Grecìa Salentina</em>, in “Antropologia e Teatro”, N. 2/2011, a cui si rimanda per approfondimenti.</p>
<p><a href="#_ftnref9" name="_ftn9">[9]</a>  Dal bel documentario <em>I Passiuna tu Christù</em>, di Fabrizio Lecce e Tommaso Faggiano, Meditfilm 2011<strong>.</strong></p>
<p><a href="#_ftnref10" name="_ftn10">[10]</a>  Si tratta di 73 strofe, corrispondenti a 22,35 minuti di registrazione. Cantano Salvatore Russo e Pantaleo Stomeo e suona la fisarmonica Raffaele De Sanctis. Il cd fu pubblicato nel 2000.</p>
<p><a href="#_ftnref11" name="_ftn11">[11]</a>  Cfr. <em>Il Salento di Giovanna Marini</em>, cd doppio, a cura di Roberto Raheli e Vincenzo Santoro, edizioni Aramirè 2004, brano 25 del primo cd. Altri esempi interessanti di registrazioni storiche, oltre a quelle già segnalate, si trovano in: <em>Canto d’amore. Voci, suoni, ritmi della Grecìa salentina</em>, a cura di Luigi Chiriatti e Roberto Raheli, edizioni Aramirè 2000, traccia 2 (<em>I Passiuna tu Christù</em>, registrata a Soleto nel 1977-78); Brizio Montinaro, <em>Musiche e canti popolari del Salento</em>, cd doppio, edizioni Aramirè 2002, nel primo cd, traccia 2 (<em>A’ Lazzaro &#8211; I Passiuna tu Christù</em>, registrata a Zollino nel 1970) e traccia 4 (<em>Lu santu Lazzaru</em>, registrata nel luglio 1977 ad Aradeo); Giuseppe Migali, <em>Zimba. Voci, suoni ritmi di Aradeo</em>, edizioni Kurumuny 2004, traccia 9 (<em>Santu Lazzaru</em>) e 23 (<em>Lazzareno</em>), entrambe registrate ad Aradeo nella metà degli anni ‘70; Uccio Bondello, <em>La voce della tradizione</em>, edizioni Kurumuny 2010, traccia 16 (<em>Santu Lazzaru</em>, registrata a Cutrofiano nel 1977-78); Uccio Aloisi, <em>Il canto della terra</em>, edizioni Kurumuny 2011, traccia 4 (<em>Santu Lazzaru</em>, registrata a Cutrofiano nel 1977); <em>Corimondo. La Strina – Suoni e canti di Corigliano d’Otranto</em>, edizioni Kurumuny 2012, traccia 16 (<em>Lazzareno</em>, registrata a Corigliano d’Otranto nel 1977-78). Infine, alcune importanti registrazioni di Passione realizzate a partire dall’inizio degli anni ’80 dal ricercatore amatoriale Salvatore Panizza a Corigliano d’Otranto sono disponibili presso l’Archivio Sonoro Pugliese di Bari (<a href="http://www.archiviosonoro.org/archivio-sonoro/archivio-sonoro-puglia/fondo-panizza/i-canti-della-passione.html">http://www.archiviosonoro.org/archivio-sonoro/archivio-sonoro-puglia/fondo-panizza/i-canti-della-passione.html</a> )</p>
<p>Didascalie delle immagini:</p>
<p>Fig. 1. Zollino (Lecce), Domenica delle Palme del 2010. Il cantore Antimino Pellegrino durante la rappresentazione della <i>Passiuna tu Christù</i> (foto di Tommaso Faggiano)</p>
<p>Fig. 2. Zollino (Lecce), Domenica delle Palme del 2010. Il gruppo dei Cantori di Zollino durante la rappresentazione della <i>Passiuna tu Christù</i> (foto di Fabrizio Lecce).</p>
<p>Fig. 3. La copertina del cd il CD <em>Bonasera a quista casa. Pizziche, stornelli, canti salentini</em> (Edizioni Aramirè 1999)</p>
<p>Fig. 4. <i>La Passione di Cristo</i>. Trascrizione musicale di Alessandro Girasoli nel libretto del CD <i>I Passiuna tu Christú. Canti di questua pasquale della Grecìa salentina</i>, Edizioni Aramirè, Lecce, 2000, pp. 72-73.</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/Lazzaro_stampa_22_novembre_corretto-1_page-0005-510x703.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4161" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/Lazzaro_stampa_22_novembre_corretto-1_page-0005-510x703-218x300.jpg" alt="Lazzaro_stampa_22_novembre_corretto-1_page-0005-510x703" width="218" height="300" /></a></p>
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<p>Maggiori informazioni sul libro (anche per l&#8217;acquisto) si posso trovare cliccando <a href="https://www.edizionimuseopasqualino.it/product/il-rito-musicale-del-lazzaro-nelle-comunita-arbereshe-di-sicilia/?fbclid=IwAR21iNMCTPiYvOJf1-GaqsRaiGIqJeZPXijO0QpHv46DlkQa2BKk0XrmpIs">qui</a></p>
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<p>Ps (marzo 2023): Un aggiornamento di un certo interesse sulla questione è contenuto nel saggio di Giuseppe Sanfratello, &#8220;<em>Il canto di Lazzaro nella penisola balcanica: alcune tradizioni musicali a confronto</em>&#8221; in &#8220;Studi sull&#8217;Oriente Cristiano&#8221;, 26- 2 2022, che fornisce una ricostruzione vivida e puntuale della diffusione di questi canti &#8211; fra tradizioni &#8220;vive&#8221; e &#8220;ricostruzioni&#8221; &#8211; in vari luoghi dei Balcani fino alla Grecia e a Corfù (ma che misteriosamente nelle comparazioni si limita agli esempi italo-albanesi e non considera per nulla quello che avviene a poche miglia di mare, nella Penisola Salentina, peraltro in parte con l&#8217;uso di una lingua affine al greco).</p>
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		<title>Il rito musicale del Lazzaro nelle comunità arbëreshe di Sicilia (con un mio articolo sul Salento)</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2021 08:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[arbëresh]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[santu lazzaru]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sono veramente felice di annunciare l&#8217;uscita di questo importante libro per le edizioni del Museo Pasqualino di Palermo, su una affascinante tradizione musicale e religiosa ancora molto viva in Sicilia e in altri territori del Sud, che comprende anche un mio contributo su I canti di Lazzaro nel Salento. Il rito musicale del Lazzaro nelle comunità arbëreshe di Sicilia a cura... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/03/28/il-rito-musicale-del-lazzaro-nelle-comunita-arbereshe-di-sicilia-con-un-mio-articolo-sul-salento/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/03/cOPERTINA_-510x757.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3809" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/03/cOPERTINA_-510x757-202x300.jpg" alt="cOPERTINA_-510x757" width="202" height="300" /></a>Sono veramente felice di annunciare l&#8217;uscita di questo importante libro per le edizioni del Museo Pasqualino di Palermo, su una affascinante tradizione musicale e religiosa ancora molto viva in Sicilia e in altri territori del Sud, che comprende anche un mio contributo su <strong><span style="color: #ff0000;"><em>I canti di Lazzaro nel Salento</em></span></strong>.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Il rito musicale del Lazzaro nelle comunità arbëreshe di Sicilia</strong></span><br />
a cura di Girolamo Garofalo e Giuseppe Giordano<br />
Edizioni Museo Pasqualino, Palermo<br />
Il volume contiene CD + DVD</p>
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<p>Il volume è dedicato al rito del “Lazzaro” nei cinque centri siciliani siculo-albanesi. Si tratta di una tradizione di origine orientale che caratterizza fortemente il venerdì che precede la Domenica delle Palme (ricorrenza detta, nel mondo bizantino, Venerdì di Lazzaro). Il rito è incentrato su un canto in arbëresh che narra l’episodio evangelico della resurrezione di Lazzaro. Il canto è eseguito in due differenti contesti: nelle chiese arbëreshe di rito bizantino può essere intonato una prima volta al termine della Liturgia dei Presantificati, sebbene ciò non sia previsto nelle rubriche dei libri liturgici; in un secondo momento viene eseguito per le strade, dove ha luogo il rito musicale paraliturgico. Il secondo scenario prevede che gruppi di devoti svolgano una “questua cantata”, raccogliendo offerte, prevalentemente uova o denaro, e, in alcuni paesi, consumando anche cibi e bevande preparati dalle famiglie.<br />
<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/03/Lazzaro_stampa_22_novembre_corretto-1_page-0005-510x703.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3810" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/03/Lazzaro_stampa_22_novembre_corretto-1_page-0005-510x703-218x300.jpg" alt="Lazzaro_stampa_22_novembre_corretto-1_page-0005-510x703" width="218" height="300" /></a>Per un raffronto sul piano etnografico e musicale, sono stati inclusi anche due contributi che riguardano le tradizioni del Canto di Lazzaro in Calabria e in Salento. Il volume è corredato da fotografie, da riproduzioni di documenti d’archivio, da un CD che contiene le più significative testimonianze sonore registrate nella seconda metà del Novecento e da un DVD che presenta videorilevamenti effettuati dal 1992 al 2014.</p>
<p>Per maggiori informazioni cliccare <a href="https://www.edizionimuseopasqualino.it/negozio/il-rito-musicale-del-lazzaro-nelle-comunita-arbereshe-di-sicilia/?fbclid=IwAR21iNMCTPiYvOJf1-GaqsRaiGIqJeZPXijO0QpHv46DlkQa2BKk0XrmpIs">qui</a></p>
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<p>Sull&#8217;argomento vedi anche:</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2010/03/26/il-canto-della-kalimera-di-lazzaro-nel-sabato-prima-della-domenica-delle-palme/">http://lnx.vincenzosantoro.it/2010/03/26/il-canto-della-kalimera-di-lazzaro-nel-sabato-prima-della-domenica-delle-palme/ </a></p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2010/03/01/la-passione-della-greca-salentina/">http://lnx.vincenzosantoro.it/2010/03/01/la-passione-della-greca-salentina/</a></p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F03%2F28%2Fil-rito-musicale-del-lazzaro-nelle-comunita-arbereshe-di-sicilia-con-un-mio-articolo-sul-salento%2F&amp;linkname=Il%20rito%20musicale%20del%20Lazzaro%20nelle%20comunit%C3%A0%20arb%C3%ABreshe%20di%20Sicilia%20%28con%20un%20mio%20articolo%20sul%20Salento%29" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F03%2F28%2Fil-rito-musicale-del-lazzaro-nelle-comunita-arbereshe-di-sicilia-con-un-mio-articolo-sul-salento%2F&amp;linkname=Il%20rito%20musicale%20del%20Lazzaro%20nelle%20comunit%C3%A0%20arb%C3%ABreshe%20di%20Sicilia%20%28con%20un%20mio%20articolo%20sul%20Salento%29" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F03%2F28%2Fil-rito-musicale-del-lazzaro-nelle-comunita-arbereshe-di-sicilia-con-un-mio-articolo-sul-salento%2F&amp;linkname=Il%20rito%20musicale%20del%20Lazzaro%20nelle%20comunit%C3%A0%20arb%C3%ABreshe%20di%20Sicilia%20%28con%20un%20mio%20articolo%20sul%20Salento%29" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F03%2F28%2Fil-rito-musicale-del-lazzaro-nelle-comunita-arbereshe-di-sicilia-con-un-mio-articolo-sul-salento%2F&amp;linkname=Il%20rito%20musicale%20del%20Lazzaro%20nelle%20comunit%C3%A0%20arb%C3%ABreshe%20di%20Sicilia%20%28con%20un%20mio%20articolo%20sul%20Salento%29" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F03%2F28%2Fil-rito-musicale-del-lazzaro-nelle-comunita-arbereshe-di-sicilia-con-un-mio-articolo-sul-salento%2F&amp;linkname=Il%20rito%20musicale%20del%20Lazzaro%20nelle%20comunit%C3%A0%20arb%C3%ABreshe%20di%20Sicilia%20%28con%20un%20mio%20articolo%20sul%20Salento%29" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F03%2F28%2Fil-rito-musicale-del-lazzaro-nelle-comunita-arbereshe-di-sicilia-con-un-mio-articolo-sul-salento%2F&amp;title=Il%20rito%20musicale%20del%20Lazzaro%20nelle%20comunit%C3%A0%20arb%C3%ABreshe%20di%20Sicilia%20%28con%20un%20mio%20articolo%20sul%20Salento%29" id="wpa2a_4">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/03/28/il-rito-musicale-del-lazzaro-nelle-comunita-arbereshe-di-sicilia-con-un-mio-articolo-sul-salento/">Il rito musicale del Lazzaro nelle comunità arbëreshe di Sicilia (con un mio articolo sul Salento)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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