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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Tricase</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Memorie della terra su Folk Geneticamente Modificato</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 22:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[canti e racconti di lavoro e di lotta del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Folk Geneticamente Modificato]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie della Terra]]></category>
		<category><![CDATA[Tricase]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Luca Ferrari da Folk Geneticamente Modificato, 19 febbraio 2011 Dopo un notevole saggio sulla storia del folk revival salentino edito da Squilibri nel 2009 (&#8220;Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina&#8220;), che ha avuto il raro merito di affrontare di petto uno dei fenomeni più controversi emersi negli utlimi anni in ambito folk, il ricercatore... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/03/22/memorie-della-terra-su-folk-geneticamente-modificato/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <strong>Luca Ferrari</strong></span></p>
<p>da <a href="http://folkgeneticamentemodificato.blogspot.com/2011/02/cura-di-vincenzo-santoro-memorie-della.html">Folk Geneticamente Modificato</a>, 19 febbraio 2011</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/03/mdtiec.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1801" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/03/mdtiec-300x201.jpg" alt="mdtiec" width="300" height="201" /></a>Dopo un notevole saggio sulla storia del folk revival salentino edito da Squilibri nel 2009 (&#8220;<span style="color: #ff0000;"><em>I</em><em>l ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</em></span>&#8220;), che ha avuto il raro merito di affrontare di petto uno dei fenomeni più controversi emersi negli utlimi anni in ambito folk, il ricercatore <span style="color: #993300;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span> propone un altro spaccato della storia folclorica dell&#8217;area indagando la dimensione del lavoro, circoscritta alla prima metà del secolo scorso.</p>
<p>Come spiega bene il curatore nell&#8217;introduzione al volume, &#8220;l&#8217;idea di <span style="color: #ff0000;"><em>Memorie della terra </em></span>nasce fondamentalmente da due esigenze. Da una parte si voleva tradurre in una forma &#8220;spettacolare&#8221; il materiale narrativo frutto di due distinte ricerche sul campo, che hanno documentato, utilizzando la metodologia della &#8220;storia orale&#8221;, la stagione delle lotte contadine e del tabacco nel Salento. (&#8230;) L&#8217;altra esigenza era <span id="more-183"></span>quella di rivolgere uno sguardo anche a una forma specifica della tradizione musicale di questo territorio: quella attinente al &#8220;lavoro&#8221;, dai canti eseguiti durante i lavori agricoli, fino ai veri e propri canti di tema politico e sociale, che spesso furono &#8220;composti&#8221; proprio in occasione delle manifestazioni contadine, di cui costituirono una sorta di colonna sonora&#8221;.</p>
<p>L&#8217;intento di <strong>Santoro</strong>, coerente con l&#8217;implicita denuncia del saggio del 2009, è quello di interpretare il revival del tradizionale che ha interessato il Salento nell&#8217;ultimo decennio con coraggioso e opportuno distacco per demistificare &#8220;l&#8217;immagine di un mondo contadino bucolico e pacificato, pervaso di pratiche e significati magici&#8221; che oscura &#8220;le accezioni negative che tali usanze avevano per i suoi protagonisti concreti (emblematico è proprio il caso del fenomeno culturale del tarantismo, trasformato da simbolo di dolore e sofferenza sociale in una sorta di feticcio new-age funzionale allo &#8220;sballo&#8221;), rimuovendo anche la memoria delle condizioni reali in cui si trovavano a vivere i contadini, che nella maggior parte dei casi conducevano una vita di stenti e di fatica, sottoposti a sfruttamento e umiliazioni continue da parte dei pochi proprietari terrieri e notabili locali che avevano saldamente in mano le redini del potere economico e politico&#8221; (pag. 14).</p>
<p>Le 77 pagine del libro, allora, basate sulle memorie dirette di alcuni dei protagonisti di quell&#8217;epoca (tratte da interviste originali o da raccolte/saggi preesistenti), diventano la sceneggiatura di un affascinante percorso di riscoperta &#8211; che si fa spettacolo, appunto, rappresentato nei teatri &#8211; delle storie &#8216;minori&#8217; collegate all&#8217;economia povera della regione: la coltivazione del tabacco (evento choc la rivolta delle tabacchine dell&#8217;Acait di <strong>Tricase</strong> soffocata con il sangue nel 1935&#8230;), la dura repressione degli scioperi, l&#8217;occupazione delle terre, gli attentati di piazza, la caduta del Fascismo diventano la nobile tessitura di questa storia non ufficiale, ma autentica, profondamente segnata nell&#8217;anima e nei corpi della gente, affidata ai testi dei canti, alle musiche e alle voci narranti del CD allegato. Nel glorioso solco di spettacoli popolari come &#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong>Bella Ciao</strong></span>&#8221; (1964) e &#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong>Ci ragiono e canto</strong></span>&#8221; (1966), che inaugurarono simbolicamente in Italia la stagione della rinascita della cultura folk, in cui obiettivo degli organizzatori era quello di divulgare in modo rispettoso e filologicamente corretto esperienze emblematiche delle tradizioni locali del Paese.</p>
<p>Qui, merito di un ottimo gruppo di interpreti (tra cui, oltre a <strong>Santoro</strong>, spicca la bravissima <strong>Anna Cinzia Villani</strong>) che ripropone, in riletture assolutamente godibili, &#8216;classici&#8217; del repertorio salentino quali &#8220;<span style="color: #ff0000;"><em>Fimmene fimmene</em></span>&#8220;, &#8220;<span style="color: #ff0000;"><em>La tabaccara</em></span>&#8221; e &#8220;<span style="color: #ff0000;"><em>La Ceserina</em></span>&#8220;, restituendoli a una più aderente dimensione della memoria, liberati dalla fastidiosa patina del merchandising culturale che, purtroppo, li ha resi famosi nel mondo sotto ben altre vesti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">per la scheda completa del libro cliccare <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2014/10/29/memorie-della-terra-racconti-e-canti-di-lavoro-e-di-lotta-del-salento-il-cdlibro/">qui</a></span></p>
</div>
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		<title>L’ultima sigaretta. L’Italia dice addio alla Manifattura Tabacchi</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 19:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[canti e racconti di lavoro e di lotta del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[laRepubblica]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Era rimasta una sola fabbrica. Chiuderà il 31 dicembre. E con lei scompare anche un pezzo della nostra storia di Paolo Russo da Repubblica del 19 dicembre 2010 Lecce. “Trentuno dicembre 1890. U.S.”. Zeno Cosini avrebbe appuntato così, su suo calendario, l’ultimo dell’anno di oltre un secolo fa. Una data simbolica, l’ideale per una promessa solenne che l’alter ego di... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/12/19/lultima-sigaretta-litalia-dice-addio-alla-manifattura-tabacchi/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><em>Era rimasta una sola fabbrica. Chiuderà il 31 dicembre. E con lei scompare anche un pezzo della nostra storia</em></span></p>
<p>di <strong>Paolo Russo</strong></p>
<p>da <strong>Repubblica</strong> del 19 dicembre 2010</p>
<p><strong><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/07/url-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1963" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/07/url-2-300x154.jpg" alt="url-2" width="300" height="154" /></a>Lecce</strong>. “Trentuno dicembre 1890. U.S.”. Zeno Cosini avrebbe appuntato così, su suo calendario, l’ultimo dell’anno di oltre un secolo fa. Una data simbolica, l’ideale per una promessa solenne che l’alter ego di Italo Svevo non mantenne mai. Il giorno dell’ultima sigaretta (U.S.) fumata.</p>
<p>“Trentuno dicembre 1890. U.S.”. Centoventi anni dopo il giorno dell’ultima sigaretta, infine, è arrivato. Non è il vano giuramento dell’ultimo fumatore incallito ma una data altrettanto simbolica: nella notte di San Silvestro l’Italia produrrà la sua ultima sigaretta. Dal primo gennaio 2011, con la chiusura dello stabilimento di <strong>Lecce</strong>, verrà infatti dimessa l’ultima manifattura italiana del tabacco. Non è solo l’apice del velocissimo tracollo di un settore industriale considerato inaffondabile. Di duecento anni di storia ci restano decine di canti popolari e foto in bianco e nero. La pelle arsa dal sole dei raccoglitori di tabacco. Le foglie gialle stese ad essiccare che dipingevano l’autunno delle campagne.</p>
<p>E le foto delle antiche manifatture, un tempo pullulanti di donne dedite ad arrotolare sigarette con un rapido gesto delle mani, oggi <span id="more-1962"></span>pezzi di archeologia industriale. Ma quella della produzione del tabacco in Italia è anche una storia di di battaglie sindacali e conquideste sociali. «Nel dopoguerra un pezzo della società italiana era interamente costruito intorno alla cultura del tabacco –racconta il sociologo Franco Chiarello-. In particolare in alcune aree del Mezzogiorno, come il Salento, le manifatture tabacchi rappresentavano quello che la Fiat rappresentava per Torino. Con una peculiarità: fu con la lavorazione del tabacco che le donne ottennero un ruolo stabile e importante nel mercato del lavoro». Un diritto conquistato a suon di battaglie, le prime in Italia a vedere come principali o uniche protagoniste le operaie. «Se alcune manifatture costituivano un modello di welfare avanzatissimo, con le prime forme di asili nido aziendali e la pausa dedicata all’allattamento – ricorda ancora Chiarello – in altri opifici le tabacchine si misero a capo di manifestazioni di protesta che in alcuni casi sfociarono nel sangue». A Tricase, in provincia di Lecce, nel 1935 lo sciopero delle operaie della manifattura tabacchi costò la vita a cinque persone.</p>
<p>Le operaie con le mani sporche di tabacco furono anche le prime donne in Italia a conquistare uno scranno in parlamento. Celebre, nella cultura sindacale, è la figura di Adele Bei che da operaio di una manifattura tabacchi di Cantiano divenne l’unica rappresentante femminile dell’Assemblea costituente. Gli eredi di quelle tabacchine sono stati gli oltre cinquemila operai che fino al 2000 lavoravano nelle ventuno manifatture tabacchi di proprietà del Monopolio dello Stato. Già dagli anni Sessanta non erano più le mani delle donne ad arrotolare le bionde. L’industrializzazione aveva cancellato profumi e tradizioni ma aumentato la capacità produttiva. Fino a pochi anni fa l’Italia era considerata uno dei leader mondiali del mercato. L’apice è stato raggiunto nel 2002, quando fu superata la quota di cento miliardi di sigarette prodotte. Cinque miliardi di pacchetti, quasi uno per ogni abitante del pianeta. L’inizio della fine coincise proprio con quella data simbolo. Il governo italiano, dopo aver concentrato in sette manifatture la produzione delle ventuno aziende, mise sul mercato l’intero comparto. Privatizzazione. Una parola che in quel periodo andava di gran moda. Nel 2003 ad aggiudicarsi le fabbriche italiane del fumo fu la British American Tabacco. La potentissima multinazionale delle sigarette, produttrice di trecento marchi tra cui Lucky Strike e Pall Mall, mise sul piatto 2,3 milioni di euro. Il più grande investimento che una società estera abbia mai compiuto in Italia.</p>
<p>Le premesse per la crescita del settore c’erano tutte. E invece la Bat una dopo l’altra ha chiuso o dimesso tutte le fabbriche italiane. Sette manifatture tabacchi chiuse (o destinate ad altro) in sette anni. Gli stabilimenti di Lucca e Cava dei Tirreni sono stati ceduti alla società Menifatture sigaro toscano e oggi non producono più sigarette. Le manifatture di Bologna, Rovereto e Scafati sono state semplicemente chiuse e la stessa fine spetterà il 1 dicembre prossimo a Lecce. In meno di dieci anni l’unica fabbrica di sigarette sulle ventuno presenti in Italia nel 2002 è rimasta quella di Chiaravalle, Ancona, ceduta dalla Bat alla Manifattura italiana tabacchi, una piccola realtà titolare di marchi nostrani per fumatori nostalgici: Futura, Linda e 821. Ma insieme ai prodotti di nicchia sfornati dalla Yesmoke di Torino, oggi copre appena lo 0,3 per cento del mercato italiano. Se nel 2002 le sigarette prodotte in Italia furono 100 miliardi, nel 2011 saranno trecento milioni. Quattro volte meno di un pacchetto a testa per ogni italiano.</p>
<p>Inutile dirlo: ogni chiusura o riconversione di queste sette antiche manifatture accompagnata dalle proteste e dalle lacrime di dipendenti e istituzioni. E ovviamente il bagaglio di storie, testimonianze, ricordi e canti popolari non ha salvato queste realtà dalla logica del mercato.</p>
<p>«Chiudiamo perché c’è un eccesso di produzione nel mondo, chiudiamo perché produrre qui costa più che nel resto del mondo», hanno spiegato a Lecce i dirigenti della British America Tabacco. Ed è stato lo stesso discorso utilizzato in tutte le sette operazioni della piazza italiana. La globalizzazione è riuscita ad annientare un settore industriale che aveva resistito anche alla terribile concorrenza sleale del contrabbando anni Ottanta. «La Bat non ha licenziato nessuno. Tutti i vecchi operai sono stati ricollocati in altre aziende che hanno rilevato e riconvertito i poli industriali delle sigarette», precisano i manager del tabacco. A Lecce gli eredi delle tabacchine lavoreranno in un call center. A Bologna la manifattura tabacchi sarà riconvertita in cittadella della ricerca. Il posto di lavoro è salvo. La memoria, un po’ meno.</p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Per approfondimenti:</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Sulla memoria delle lotte delle tabacchine e sulla &#8220;rivolta di Tricase del 15 maggio 1935&#8243;: </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=7&amp;id_recensione=7"><em>Il Salento levantino. Memoria e racconto del tabacco a Tricase e in Terra d&#8217;Otranto</em></a> (ed. Aramirè 2005)</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Un cd/libro contenente uno spettacolo sugli stessi temi, con i canti del tabacco e delle tabacchine:<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2014/10/29/memorie-della-terra-racconti-e-canti-di-lavoro-e-di-lotta-del-salento-il-cdlibro/"><em> Memorie della terra. Canti e racconti di lavoro e di lotta nel Salento</em></a> (ed. Squilibri 2010)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Il Salento delle lotte contadine a Galatina e Foggia</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2007/10/22/il-salento-delle-lotte-contadine-a-galatina-e-foggia/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 06:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Arneo]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Aramirè]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Torsello]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Due date in Puglia per il progetto &#8220;Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento&#8221;: sabato 27 ottobre, GALATINA, presso la Biblioteca comunale, ore 19,30 domenica 28 ottobre, FOGGIA, Centro Grafico Francescano, Via Manfredonia, prima traversa, ore 19,30 Memorie della terra Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento Testi di Vincenzo Santoro... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/10/22/il-salento-delle-lotte-contadine-a-galatina-e-foggia/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/10/22/il-salento-delle-lotte-contadine-a-galatina-e-foggia/">Il Salento delle lotte contadine a Galatina e Foggia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Due date in Puglia per il progetto &#8220;Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento&#8221;:</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">sabato 27 ottobre</span>, <span style="font-weight: bold;">GALATINA</span>, presso la Biblioteca comunale, ore 19,30<span style="font-family: Arial; font-size: small;"><br />
<span style="color: #0000ff;">domenica 28 ottobre</span>, <span style="font-weight: bold;">FOGGIA</span>, Centro Grafico Francescano, Via Manfredonia, prima traversa, ore 19,30</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: bold; color: #800000; font-size: medium;">Memorie della terra</span></span><br />
<span style="font-size: small;"><span style="font-weight: bold; color: #800000; font-style: italic;">Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Testi di <span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span></span><br />
<span style="font-size: small;">Voci narranti: <span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span> e <span style="font-weight: bold;">Anna Cinzia Villani</span></span><br />
<span style="font-size: small;">Canti eseguiti da <span style="font-weight: bold;">Daniele Girasoli</span>, <span style="font-weight: bold;">Maria Mazzotta</span>, <span style="font-weight: bold;">Enrico Noviello</span>, <span style="font-weight: bold;">Anna Cinzia Villani</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/06/salentolevantino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1186" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/06/salentolevantino-247x300.jpg" alt="salentolevantino" width="247" height="300" /></a>Musica e racconto orale si intrecciano in un viaggio nella memoria del lavoro agricolo nel Salento della prima metà del novecento, il periodo storico in cui i contadini, i braccianti e le operaie tabacchine reagirono alle condizioni di odioso sfruttamento con una grande stagione di lotte politiche e sociali, culminate nell’occupazione delle terre del feudo d’Arneo.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Nel corso dello spettacolo, la lettura di alcuni racconti sul lavoro della terra e del tabacco e le lotte contadine nel Salento viene affiancata dall’esecuzione di un vasto repertorio di canti tradizionali del repertorio “politico e sociale”, che contengono espliciti riferimenti alle vicende narrate (tra gi altri: <span style="font-style: italic;">Lu sule calau calau</span>, <span style="font-style: italic;">Fimmene fimmene</span>, <span style="font-style: italic;">La tabbaccara, Canaja canaja</span>, <span style="font-style: italic;">La Ceserina</span>, <span style="font-style: italic;">Le tabbacchine de Aradeo</span>, S<span style="font-style: italic;">cusati amici cari</span>, <span style="font-style: italic;">Il canto dell&#8217;Arneo</span>&#8230;)</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ne emerge un racconto avvincente di una stagione fondamentale per l’emancipazione delle plebi meridionali e per l’affermazione dei diritti civili e sociali nel nostro paese, vista “dal basso”, dalla narrazione viva dei protagonisti.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: bold;">La coltivazione e la lavorazione del tabacco</span>,<span style="font-weight: bold;"> i magazzini</span>, <span style="font-weight: bold;">le maestre</span>, <span style="font-weight: bold;">l&#8217;emigrazione stagionale, la rivolta di Tricase del 15 maggio 1935</span>, <span style="font-weight: bold;">gli scioperi delle tabacchine</span>, <span style="font-weight: bold;">l’occupazione delle Terre dell’Arneo</span>.</span><br />
<span id="more-403"></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;">I volumi da cui sono tratti i racconti: </span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><a href="../../../../pubblicazioni.asp?id_pubb=7&amp;id_recensione=7"><span style="font-style: italic;">Il Salento Levantino. Memoria e racconto del tabacco a Tricase e in Terra d&#8217;Otranto</span></a>, a cura di Vincenzo Santoro e Sergio Torsello, Edizioni Aramirè 2005, raccoglie i risultati di una ricerca sulla memoria storica del lavoro del tabacco nel Salento, a partire dalla tragica vicenda di Tricase del maggio del 1935 &#8211; passata alla storia locale come “la rivolta di Tricase” grazie alle parole di Giuseppe Di Vittorio &#8211; in cui una manifestazione di lavoratori venne repressa nel sangue (cinque morti) dai fascisti e dalla forza pubblica. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><a href="http://www.aramire.it/edizioni/pag013.htm"><span style="font-style: italic;">Una memoria interrotta. Lotte contadine e nascita della democrazia. Il Salento 1944-1951</span></a>, di Grazia Prontera, Edizioni Aramirè 2004, ricostruisce la vicenda straordinaria delle lotte contadine nel Salento negli anni dal 1944 al 1951, culminato nelle vertenze delle tabacchine e nelle occupazioni delle terre, intrecciando la viva voce dei protagonisti con documenti d’archivio inediti e le cronache pubblicate dalla stampa locale e nazionale. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Infine sono utilizzate per lo spettacolo alcune cronache di <span style="font-weight: bold;">Vittorio Bodini </span>sull’occupazione delle terre d’Arneo, tratte da <span style="font-style: italic;">Barocco del sud</span>, Besa editore, Nardò 2004</span></span></p>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F22%2Fil-salento-delle-lotte-contadine-a-galatina-e-foggia%2F&amp;linkname=Il%20Salento%20delle%20lotte%20contadine%20a%20Galatina%20e%20Foggia" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F22%2Fil-salento-delle-lotte-contadine-a-galatina-e-foggia%2F&amp;linkname=Il%20Salento%20delle%20lotte%20contadine%20a%20Galatina%20e%20Foggia" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F22%2Fil-salento-delle-lotte-contadine-a-galatina-e-foggia%2F&amp;linkname=Il%20Salento%20delle%20lotte%20contadine%20a%20Galatina%20e%20Foggia" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F22%2Fil-salento-delle-lotte-contadine-a-galatina-e-foggia%2F&amp;linkname=Il%20Salento%20delle%20lotte%20contadine%20a%20Galatina%20e%20Foggia" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F22%2Fil-salento-delle-lotte-contadine-a-galatina-e-foggia%2F&amp;linkname=Il%20Salento%20delle%20lotte%20contadine%20a%20Galatina%20e%20Foggia" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F22%2Fil-salento-delle-lotte-contadine-a-galatina-e-foggia%2F&amp;title=Il%20Salento%20delle%20lotte%20contadine%20a%20Galatina%20e%20Foggia" id="wpa2a_6">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/10/22/il-salento-delle-lotte-contadine-a-galatina-e-foggia/">Il Salento delle lotte contadine a Galatina e Foggia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Il Salento delle lotte contadine</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Aug 2007 16:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Arneo]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Aramirè]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Di Vittorio]]></category>
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		<category><![CDATA[Macurano]]></category>
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		<category><![CDATA[tabacchine]]></category>
		<category><![CDATA[Tricase]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Bodini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>giovedì 16 agosto ore 22.00, presso la Masseria Macurano – Contrada Macurano n. 1, Alessano (Le) Reading in musica: Memorie della terra Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento Testi di Vincenzo Santoro Voci narranti: Vincenzo Santoro e Anna Cinzia Villani Canti eseguiti da Daniele Girasoli, Maria Mazzotta, Enrico Noviello, Anna Cinzia Villani Musica e racconto orale... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/08/13/il-salento-delle-lotte-contadine/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/08/13/il-salento-delle-lotte-contadine/">Il Salento delle lotte contadine</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify; font-family: Arial;">
<p><span style="font-size: small;">giovedì 16 agosto ore 22.00, presso la Masseria Macurano – Contrada Macurano n. 1, Alessano (Le) </span></p>
<p>Reading in musica:</p>
<p><span style="font-weight: bold; color: #800000; font-size: medium;">Memorie della terra</span><br />
<span style="font-style: italic; color: #800000; font-weight: bold;">Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento</span></p>
<p>Testi di <span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span></p>
<p>Voci narranti: <span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span> e <span style="font-weight: bold;">Anna Cinzia Villani</span></p>
<p>Canti eseguiti da <span style="font-weight: bold;">Daniele Girasoli</span>, <span style="font-weight: bold;">Maria Mazzotta</span>, <span style="font-weight: bold;">Enrico Noviello</span>, <span style="font-weight: bold;">Anna Cinzia Villani</span></p>
<p>Musica e racconto orale si intrecciano in un viaggio nella memoria del lavoro agricolo nel Salento della prima metà del novecento, il periodo storico in cui i contadini, i braccianti e le operaie tabacchine reagirono alle condizioni di odioso sfruttamento con una grande stagione di lotte politiche e sociali, culminate nell’occupazione delle terre del feudo d’Arneo.<span id="more-418"></span></p>
<p>Nel corso dello spettacolo, la lettura di alcuni racconti sul lavoro della terra e del tabacco e le lotte contadine nel Salento viene affiancata dall’esecuzione di un vasto repertorio di canti tradizionali del repertorio “politico e sociale”, che contengono espliciti riferimenti alle vicende narrate (tra gi altri: <span style="font-style: italic;">Lu sule calau calau</span>, <span style="font-style: italic;">Fimmene fimmene</span>, <span style="font-style: italic;">La tabbaccara, Canaja canaja</span>, <span style="font-style: italic;">La Ceserina</span>, <span style="font-style: italic;">Le tabbacchine de Aradeo</span>, S<span style="font-style: italic;">cusati amici cari</span>, <span style="font-style: italic;">Il canto dell&#8217;Arneo</span>&#8230;)</p>
<p>Ne emerge un racconto avvincente di una stagione fondamentale per l’emancipazione delle plebi meridionali e per l’affermazione dei diritti civili e sociali nel nostro paese, vista “dal basso”, dalla narrazione viva dei protagonisti.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">La coltivazione e la lavorazione del tabacco</span>,<span style="font-weight: bold;"> i magazzini</span>, <span style="font-weight: bold;">le maestre</span>, <span style="font-weight: bold;">l&#8217;emigrazione stagionale, la rivolta di Tricase del 15 maggio 1935</span>, <span style="font-weight: bold;">gli scioperi delle tabacchine</span>, <span style="font-weight: bold;">l’occupazione delle Terre dell’Arneo</span>.</p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;">I volumi da cui sono tratti i racconti: </span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><a href="../../../../pubblicazioni.asp?id_pubb=7&amp;id_recensione=7"><span style="font-style: italic;">Il Salento Levantino. Memoria e racconto del tabacco a Tricase e in Terra d&#8217;Otranto</span></a>, a cura di Vincenzo Santoro e Sergio Torsello, Edizioni Aramirè 2005, raccoglie i risultati di una ricerca sulla memoria storica del lavoro del tabacco nel Salento, a partire dalla tragica vicenda di Tricase del maggio del 1935 &#8211; passata alla storia locale come “la rivolta di Tricase” grazie alle parole di Giuseppe Di Vittorio &#8211; in cui una manifestazione di lavoratori venne repressa nel sangue (cinque morti) dai fascisti e dalla forza pubblica. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><a href="http://www.aramire.it/edizioni/pag013.htm"><span style="font-style: italic;">Una memoria interrotta. Lotte contadine e nascita della democrazia. Il Salento 1944-1951</span></a>, di Grazia Prontera, Edizioni Aramirè 2004, ricostruisce la vicenda straordinaria delle lotte contadine nel Salento negli anni dal 1944 al 1951, culminato nelle vertenze delle tabacchine e nelle occupazioni delle terre, intrecciando la viva voce dei protagonisti con documenti d’archivio inediti e le cronache pubblicate dalla stampa locale e nazionale. </span><br />
<span style="font-family: Arial; font-size: small;"><br />
<span style="font-family: Arial; font-size: small;">Infine sono utilizzate per lo spettacolo alcune cronache di <span style="font-weight: bold;">Vittorio Bodini </span>sull’occupazione delle terre d’Arneo, tratte da <span style="font-style: italic;">Barocco del sud</span>, Besa editore, Nardò 2004</span></span><br />
<span style="font-size: small;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</span></p>
<p>info e prenotazioni: Azienda Agrituristica Masseria Macurano – Contrada Macurano n. 1, Alessano (Le) tel.0833.524287</p>
<p>organizzazione: Libreria Idrusa &#8211; Via Carlo Sangiovanni n. 20, Alessano (Le) tel. 0833.781747</p>
<p>Cena con prenotazione consigliata al numero 0833/524287</p>
<p>rassegna a cura di Vincenzo Santoro</p>
</div>
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		<title>Tricase 1935, la strage del tabacco</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2003 22:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Tabacco e tabacchine nella memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Portelli]]></category>
		<category><![CDATA[l'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[Rivolta di Tricase]]></category>
		<category><![CDATA[Tricase]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>da l’Unità &#8211; di Alessandro Portelli Ricordi e racconti di un pezzo di storia del Sud, la rivolta delle tabacchine a Tricase nel 1935. Se ne parla oggi al Centro sociale ex Snia Viscosa in un incontro organizzato dal Circolo Gianni Bosio. Intervengono Sandro Portelli, Erri De Luca, Alessandra Gissi e Vincenzo Santoro, curatore del libro «Tabacco e tabacchine nella memoria storica»... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2003/11/11/tricase-1935-la-strage-del-tabacco/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span class="data1">da l’Unità &#8211; di Alessandro Portelli</span></p>
<p>Ricordi e racconti di un pezzo di storia del Sud, la rivolta delle tabacchine a Tricase nel 1935. Se ne parla oggi al Centro sociale ex Snia Viscosa in un incontro organizzato dal Circolo Gianni Bosio. Intervengono Sandro Portelli, Erri De Luca, Alessandra Gissi e Vincenzo Santoro, curatore del libro «Tabacco e tabacchine nella memoria storica» (Manni editore, pp. 168, euro 13) della cui introduzione pubblichiamo un brano.</p>
<p>Ha scritto Luigi Chiriatti, uno dei protagonisti della ricerca sulla cultura popolare salentina, che quando per la prima volta venne a Tricase in cerca di canti di tradizione orale, qualcuno gli disse: a Tricase non si canta più dal tempo della strage del 1935, quando cinque persone furono uccise dalle “forze dell’ordine” durante una manifestazione di piazza contro la minaccia di trasferimento del tabacchificio dell’Acait.<br />
Evidentemente, non è letteralmente vero: anche dopo una tragedia del genere, la vita non si interrompe, la cultura non tace, la memoria non sparisce. Ma è la potente metafora poetica di una memoria soppressa, di un silenzio imposto e interiorizzato. In tutto questo tempo, la tragedia del 1935 e il mondo da cui è scaturita hanno continuato a esistere nella memoria di chi c’è stato, nei racconti familiari (“parlo per sentito dire, dai racconti di mio padre…”, dicono). Adesso possiamo condividere e ascoltare quella memoria anche noi che non c’eravamo: la storia orale apre ai protagonisti uno spazio narrativo, offre un ascolto, un tempo, un canale di comunicazione, che aiutano le loro parole a uscire all’aperto e venire ascoltate. [&#8230;]<br />
La ricerca che presentiamo nasce da un’occasione e da un incontro. L’occasione è l’impegno del comune di Tricase per il recupero dell’Acait e la sua restituzione come spazio pubblico alla collettività: in un certo senso, il libro e la ricerca fanno per la memoria immateriale delle parole e delle canzoni quello che il recupero dell’edificio fa con la memoria materiale dei mattoni. L’incontro è quello di alcuni operatori culturali salentini – a partire dai curatori e poi dai collaboratori di questo libro – con il Circolo Gianni Bosio, una struttura autorganizzata di lavoro culturale con sede a Roma, che si occupa di musica popolare, di storia orale, di “conoscenza critica e presenza alternativa delle culture popolari”. [&#8230;]<br />
A Tricase, la notizia dello spostamento dell’Acait fa da detonatore a uno stato di ansia generato da eventi precedenti (la perdita di altre strutture pubbliche), ma forse anche da quella faticosa “normalità” di cui non si riesce a nominare la violenza ma la si sente sulla pelle. C’è chi ci va come a una festa (sono sempre molte le analogie fra le feste e gli scioperi, fa i pellegrinaggi e le occupazioni: le culture popolari trasferiscono da una situazione collettiva all’altra i gesti, gli stati d’animo, le modalità); ma in tanti ricordano, a simbolo di una festa avviata a farsi tragedia, che le luminarie del giorno prima erano state fatte a pezzi.<br />
Una manifestazione, insomma, è un atto di comunicazione; ma non si danno interpretazioni univoche e rigide. Sono così le narrazioni popolari: contraddittorie, plurali, inafferrabili, sfuggono sempre alla razionalità semplificatrice che le narrazioni dominanti gli vogliono imporre. Sia l’inizio, sia la fine di quella giornata infatti sono dominati da narrazioni egemoniche che attribuiscono un significato solo a eventi che ne hanno molti.<br />
A monte della protesta, infatti, stanno le tensioni fra gruppi dominanti: lotte di potere, forse tracce di sotterraneo, benintenzionato antifascismo. [&#8230;] Ma quando la gente va in piazza, ci va con la propria storia e la propria rabbia [&#8230;]. Ci vanno i maschi, ci vanno i “pazzi di testa,” ci vanno – se ci sono – gli antifascisti, il paese è percorso da un curioso e inspiegabile banditore col tamburo che non si sa chi l’ha chiamato&#8230; E il significato della manifestazione diventa altro da quello di chi l’aveva in qualche misura incentivata, perché quando le classi non egemoni parlano per conto proprio i conti sono altri.<br />
Non ci vanno per opporsi al regime, ma il regime se lo trovano contro: qualcuno fra i dimostranti inneggia al duce e al re, ma i fascisti stanno mischiati coi carabinieri. Se c’è un tratto specifico di fascismo in questa storia, è la reazione condizionata per cui la presenza dei cittadini in piazza è di per sé un atto di sovversione, ogni “adunanza” è sovversiva, e quindi, che ci sia l’ordine o che un singolo perda la testa, si finisce inevitabilmente per sparare; che mirino a uccidere o che sbaglino la mira, il morto, i morti, ci scappano sempre.<br />
Di qui, la sovrapposizione, a valle, dopo i fatti, di un’altra narrazione egemonica con un significato solo: è stata una manifestazione antifascista. Lo dicono la polizia e i carabinieri, ma anche gli antifascisti (le parole di Di Vittorio sulla “rivolta di Tricase”). Il problema è che questa fu e insieme non fu, una manifestazione antifascista: sia l’atto di assumerla dentro la storia dell’antifascismo politico, sia quello di negarle ogni valenza politica riducendola a una tardiva jacquerie hanno torto. Non fu nessuna delle due cose, fu tutte e due, fu di più.<br />
La gente in piazza non si proponeva di rovesciare il regime o, come si dice ancora oggi con parole di allora, di “turbare l’esercizio delle funzioni di governo” e tanto meno di “sovvertire violentemente l’ordinamento economico costituito nello Stato.” Volevano solo assicurarsi di avere da mangiare. Ma il fatto di andarlo a reclamare in piazza viola un’idea di ordine come sinonimo di silenzio e di piazze vuote che si riempiono solo a comando, e diventa un atto intrinsecamente politico. [&#8230;]<br />
Nei giorni seguenti, a Tricase si può essere arrestati per aver fatto un capannello in piazza: ogni adunanza è sovversiva, si dà per scontato che nei capannelli si “parli male del partito,” l’atto stesso di parlare, nel regime del silenzio, è un atto politico e contrario al partito. Anche per questo, oggi che il silenzio non è più d’obbligo e che ancora resiste il diritto alla parola, è importante non perdere l’abitudine di utilizzarlo; e la storia orale, che invita a parlare e che ascolta chi parla, è anche per questo uno strumento di democrazia.<br />
[&#8230;]</p>
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		<title>Tabacco e tabacchine nella memoria storica</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jan 2002 22:20:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Portelli]]></category>
		<category><![CDATA[Manni Editore]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Torsello]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Tabacco e tabacchine nella memoria storica. Una ricerca di storia orale a Tricase e nel Salento a cura di Vincenzo Santoro e Sergio Torsello Con una introduzione di Alessandro Portelli Manni Editore 2002 Il libro raccoglie i risultati di una ricerca sulla memoria storica del lavoro del tabacco nel Salento, a partire dalla tragica vicenda di Tricase del maggio del 1935... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2002/01/02/tabacco-e-tabacchine-nella-memoria-storica/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2002/01/61KXFgY45IL.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4189" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2002/01/61KXFgY45IL-215x300.jpg" alt="61KXFgY45IL" width="215" height="300" /></a><span style="color: #993300;"><em>Tabacco e tabacchine nella memoria storica. Una ricerca di storia orale a Tricase e nel Salento</em></span></h3>
<p>a cura di <span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span> e <span style="color: #ff0000;">Sergio Torsello</span></p>
<p>Con una introduzione di <span style="color: #ff0000;">Alessandro Portelli</span></p>
<p>Manni Editore 2002</p>
<p>Il libro raccoglie i risultati di una ricerca sulla memoria storica del lavoro del tabacco nel Salento, a partire dalla tragica vicenda di Tricase del maggio del 1935 &#8211; passata alla storia locale come &#8220;la rivolta di Tricase&#8221; grazie alle parole di Giuseppe Di Vittorio &#8211; in cui una manifestazione di lavoratori venne repressa nel sangue (cinque morti) dai fascisti e dalla forza pubblica.</p>
<p>Dalle 36 interviste effettuate per la ricerca emerge un &#8220;racconto polifonico&#8221; sulle condizioni di vita e di lavoro nel Salento nel ventesimo secolo.</p>
<p>Arricchisce il volume una appendice sui repertori musicali emersi durante la ricerca &#8211; a cura di Roberto Raheli &#8211; che riguardano il lavoro, il tabacco e il carcere di San Francesco a Lecce, dove vennero rinchiusi molti dei partecipanti alla &#8220;rivolta di Tricase&#8221;.</p>
<p><a href="http://Storia orale per un Salento storico (Prefazione di Alessandro Portelli)">introduzioneportelli_Tabacco_e_tabacchine</a></p>
<h4>Recensioni</h4>
<ul>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2004/11/22/i-ribelli-del-levantino-e-la-memoria/">I ribelli del Levantino e la memoria</a><br />
di Selene Pascarella<br />
da www.gazzettapolitica.it, 22/11/2004</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2003/11/28/in-un-libro-le-storie-delle-tabacchine/">In un libro le storie delle tabacchine</a><br />
di Rina Durante<br />
dal Corriere del Mezzogiorno, 28/11/2003</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2003/11/12/la-tarantola-del-regime-che-morse-le-tabacchine-2/">La tarantola del regime che morse le tabacchine</a><br />
di Emilio Franzina<br />
da il manifesto, 12/11/2003</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2003/11/11/tricase-1935-la-strage-del-tabacco/">Tricase 1935, la strage del tabacco</a><br />
di Alessandro Portelli<br />
da l’Unità, 11/11/2003</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2003/06/08/tabacco-e-tabacchine-nella-memoria-storica-2/">Tabacco e tabacchine nella memoria storica</a><br />
di Vincenzo Santoro e Sergio Torsello<br />
da carta.org, 08/06/2003</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2004/04/01/tabacco-e-tabacchine/">Tabacco e tabacchine</a><br />
da Qui Salento, 01/04/2003</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2003/03/06/storia-dellacait-e-tricase-cosi-unindustria-si-fece-simbolo/">Storia dell’Acait e Tricase, così un’industria si fece simbolo</a><br />
da La Gazzetta del Mezzogiorno, 06/03/2003</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2002/12/28/tricase-rilegge-lantica-storia-delle-tabaccaie/">Tricase rilegge l’antica storia delle tabaccaie</a><br />
di Antonella Gaeta<br />
dalla Repubblica di Bari, 28/12/2002</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2002/12/28/riflettori-sullacait-un-secolo-dopo/">Riflettori sull’Acait, un secolo dopo</a><br />
di Antonio Andrea Ciardo<br />
da La Gazzetta del Mezzogiorno, 28/12/2002</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2002/01/09/storie-di-tabacco-e-di-tabacchine/">Storie di tabacco e di tabacchine</a><br />
di Luigi Lezzi<br />
da Paese Nuovo (inserto pugliese de l’Unità), 09/01/2002</li>
</ul>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2002%2F01%2F02%2Ftabacco-e-tabacchine-nella-memoria-storica%2F&amp;linkname=Tabacco%20e%20tabacchine%20nella%20memoria%20storica" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2002%2F01%2F02%2Ftabacco-e-tabacchine-nella-memoria-storica%2F&amp;linkname=Tabacco%20e%20tabacchine%20nella%20memoria%20storica" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2002%2F01%2F02%2Ftabacco-e-tabacchine-nella-memoria-storica%2F&amp;linkname=Tabacco%20e%20tabacchine%20nella%20memoria%20storica" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2002%2F01%2F02%2Ftabacco-e-tabacchine-nella-memoria-storica%2F&amp;linkname=Tabacco%20e%20tabacchine%20nella%20memoria%20storica" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2002%2F01%2F02%2Ftabacco-e-tabacchine-nella-memoria-storica%2F&amp;linkname=Tabacco%20e%20tabacchine%20nella%20memoria%20storica" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2002%2F01%2F02%2Ftabacco-e-tabacchine-nella-memoria-storica%2F&amp;title=Tabacco%20e%20tabacchine%20nella%20memoria%20storica" id="wpa2a_12">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2002/01/02/tabacco-e-tabacchine-nella-memoria-storica/">Tabacco e tabacchine nella memoria storica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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