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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Vendola</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Un presidente tarantato</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 20:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Uccio Aloisi]]></category>
		<category><![CDATA[Vendola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nichi Vendola presenta La Notte della Taranta 2011 Venc“Quella notte mi sono ammalato e non sono più guarito da questa malattia perché la pizzica e la taranta sono espressioni della cultura musicale del salento, sono le canzoni che cantano l’amore per i bambini, le ninne nanne, le filastrocche, sono le canzoni che cantano i duelli d’amore e le lotte dei... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/07/27/un-presidente-tarantato/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-size: large;">Nichi Vendola presenta <span style="color: #993300;"><strong>La Notte della Taranta 2011</strong></span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/07/vendolauccio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1849" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/07/vendolauccio-300x199.jpg" alt="vendolauccio" width="300" height="199" /></a>Venc“Quella notte mi sono ammalato e non sono più guarito da questa malattia perché la pizzica e la taranta sono espressioni della cultura musicale del salento, sono le canzoni che cantano l’amore per i bambini, le ninne nanne, le filastrocche, sono le canzoni che cantano i duelli d’amore e le lotte dei braccianti, sono l’epopea della povera gente salentina. Fino ad allora conoscevo solo superficialmente il pentagramma della taranta”. Il Presidente della regione Puglia <span style="color: #ff0000;"><strong>Nichi Vendola</strong></span> ha voluto così ricordare, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2011 de <span style="color: #993300;"><strong>La Notte della Taranta</strong></span> che si è svolta questa mattina a Bari, la notte di tanto tempo fa quando in “un covo gastronomico di un paesino della grecìa salentina, <strong>Sternatia</strong>” si imbattè nella pizzica. “C’era <span style="color: #ff0000;"><strong>Uccio Aloisi</strong></span>, la grande e potente voce contadina, c’era il grande <span style="color: #ff0000;"><strong>Pino Zimba</strong></span> con i suoi tamburelli &#8211; <span id="more-167"></span>ha ricordato Vendola – improvvisamente gli strumenti musicali sono apparsi da sotto i tavoli, la gente ha mollato il bicchiere di vino e i pezzettini di carne di cavallo e sono apparse fisarmoniche e tamburelli e la serata ha cambiata segno. Non è stata più una serata gastronomica ma è diventata una serata musicale che si è protratta fino all’alba”.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">“Ma perchè è bella questa musica” si è chiesto Vendola “perché è bello il salento ed è bello soprattutto perchè non si è mai creduto una piccola patria, perchè non si è mai chiuso dentro i propri confini, perchè ha offerto la propria cultura come un dono per il resto del mondo mentre accoglie dal resto del mondo il dono delle altre musiche, delle altre culture. Nel concertone magico della notte di <strong>Melpignano</strong> &#8211; ha continuato Vendola &#8211; accanto alla pizzica e alla taranta si sentono le melodie e i ritmi di tutte le culture popolari del mondo. Quest’anno addirittura dalla patria di una grande tragedia, dalla terra di <strong>Fukushima</strong> giungeranno dei musicisti che racconteranno la loro allegria e il loro dolore e impareranno la nostra allegria e il nostro dolore”. Per Vendola “si fa festa insieme quando si diventa comunità e l’unica vera grande comunità è il mappamondo”.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">E ancora a proposito del salento “non mi piace &#8211; ha detto Vendola &#8211; quando qualcuno cerca di manipolarlo e di farlo diventare una idea isterica del localismo. Mi piace invece quando si sente capace di esprimere la propria identità e di coniugarla in termini di cosmopolitismo”.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">E a proposito di multiculturalismo, pensando a quanto accaduto in <strong>Norvegia</strong> Vendola ha aggiunto che “tutto il manifesto ideologico di questo criminale, militante dell’estrema destra norvegese, è legato alla lotta contro il multiculturalismo, contro le contaminazioni dentro l’utopia regressiva di una Europa libera da qualsivoglia forma di contaminazione etnico culturale. Credo &#8211; ha concluso Vendola &#8211; che noi dobbiamo invece costruire il mondo e la grande patria del multiculturalismo e della multi etnicità. Questo è il modo più serio per rispondere all’orrore di quella violenza cosi insensata”.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Infine la gratitudine “grande” di Vendola nei confronti del Maestro concertatore <span style="color: #ff0000;"><strong>Ludovico Einaudi</strong></span> per “mettere insieme la capacità di liberare un vulcano di creatività e il rigore formale, il rigore dello stile” perché “la potenza creativa non è il trionfo di una idea ingenua della cultura, ma l’applicazione di una grande disciplina rende l’esperienza della creatività e della contaminazione una esperienza di grande cultura. Anche la direzione di una personalità come Einaudi aiuta questa esperienza a non diventare un epifenomeno di strapaese ma essere un grande fatto della cultura musicale”.</span></p>
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<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Sullo stesso argomento, si può leggere il mio articolo scritto all&#8217;inizio dell&#8217;avventura &#8220;tarantata&#8221; del presidente, dal titolo <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=156"><em>Considerazioni semiserie sulla Notte della taranta 2005 e sull&#8217;attarantamento di Nichi Vendola</em></a></span></p>
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		<title>Salento da salvare. Un&#8217;autostrada lo ferir&#224;</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 16:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cronache dell'eco-mostro ss 275]]></category>
		<category><![CDATA[ecomostro]]></category>
		<category><![CDATA[Guglielmino Minervini]]></category>
		<category><![CDATA[l'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[pizzica]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Miliani]]></category>
		<category><![CDATA[Vendola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ecomostri. Un&#8217;autostrada che fa tabula rasa di olivi secolari per 5 minuti di meno. 7 chilometri rovineranno il «Tacco d&#8217;Italia» di Stefano Miliani da L&#8217;Unità del 15 agosto 2010 &#160; Muretti a secco in pietra su zolle dure, olivi antichi ed enormi, un territorio di lieve ondulazione dove l’odore del mare e della terra si confondono e si compenetrano, dove... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/08/15/salento-da-salvare-unautostrada-lo-ferir/">Read more &#187;</a></p>
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<p><span style="color: #000000;"><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Ecomostri. Un&#8217;autostrada che fa tabula rasa di olivi secolari per 5 minuti di meno. 7 chilometri rovineranno il «Tacco d&#8217;Italia»</span></em></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <strong>Stefano Miliani</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">da <strong>L&#8217;Unità</strong> del 15 agosto 2010</span></p>
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<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/08/ulivo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1669" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/08/ulivo-300x200.jpg" alt="ulivo" width="300" height="200" /></a>Muretti a secco in pietra su zolle dure, olivi antichi ed enormi, un territorio di lieve ondulazione dove l’odore del mare e della terra si confondono e si compenetrano, dove i paesi in cui d’estate e a Natale torna chi è andato altrove, sono collegati da un reticolo di strade e stradine. L’immaginario un po’ da cartolina eppure non lontano dalla realtà assegna questo scenario al “Tacco d’Italia”: a quel <span style="color: #800000;"><strong>Salento</strong></span> da un po’ di anni s’è conquistato una reputazione da meta paesaggistica-vacanziera grazie più varianti (umane, non urbanistiche): da un lato un risveglio culturale maturato intorno alla riscoperta della “<span style="color: #800000;"><strong>pizzica</strong></span>” e delle tradizioni con i suoi addentellati cultural-turistici, dall’altro grazie a un territorio parzialmente ben conservato e comunque, laddove non ferito, unico che ha peraltro affascinato più registi. Salvo mutamenti (non inversioni) di rotta, però, il paesaggio ultimo salentino verrà ferito gravemente da un’autostrada con un viadotto sproporzionato e una rotonda stradale troppo invadente<span id="more-231"></span>.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Un progetto, in origine pensato per comprensibili ragioni di sicurezza stradale lungo un tragitto segnato da troppi incidenti, raddoppia la statale 275 (la strada che porta da Lecce all’estrema punta del “Tacco”), nel tratto a sud di Maglie alle porte di Santa Maria di Leuca. Per l’ultimo tratto il piano ha incontrato forti contestazioni e diviso gli animi. Il Tar ha bocciato gli ultimi ricorsi del Comune di Alessano e di associazioni ambientaliste, salvo copertura dei finanziamenti incompleta l’Anas avvierà i lavori nel 2011. E mentre sul sito <a href="http://www.sos275.it ">www.sos275.it </a>l’omonimo comitato raccoglie firme per una petizione popolare, lotta per più compatibili Luigi Nicolardi, sindaco di Alessano, paesino 11 chilometri a nord di Santa Maria di Leuca.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Architetto, 50 anni, descrive allarmato lo scenario prossimo venturo: “I nuovi 7 chilometri dell’ultimo tratto dall’intersezione con la provinciale 210 a Santa Maria di Leuca taglieranno in due l’ultima propaggine delle serre salentine. Per realizzarli costruiranno un viadotto lungo 500 metri con 13 coppie di piloni alti 12 metri: avrà bisogno di essere preceduto e seguito da due terrapieni di altri 500 metri ciascuno creando alla fine una piccola montagna larga 30 metri e lunga un chilometro e mezzo. Non bastasse questo scempio per collegare la nuova autostrada a 4 corsie con la 274, che porta a Gallipoli, costruiranno una rotatoria immensa che creerà una sorta di terra di nessuno e in un’area di alto valore archeologico. Tutto questo per 7 chilometri. Realizzate le 4 corsie, si risparmieranno 5 minuti”. A quale prezzo? Almeno un centinaio di milioni di euro, indica Nicolardi, forse qualcosa di più. E con effetti paradossali, segnala l’architetto-sindaco in carica dal 2001 e che nel 2011 lascerà; “Per arrivare a Santa Maria di Leuca avremo 16 corsie: le 2 dell’attuale 275, le 2 della Jonica (la 274), le 2 della litoranea da Otranto, le strade e stradine di penetrazione intercomunali, infine le nuove 4”. Sedici corsie, utili per una città media.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Il progetto approvato nel marzo 2006 è nato in casa del centrodestra, il Pdl locale lo difende e attacca Nicolardi, in realtà non ha un’etichetta politica univoca e spacca le popolazioni, come dividerà le serre salentine, perché la 275 è chiamata anche la strada della morte per i suoi incidenti fatali. “La verità è che questi 7 chilometri di autostrada devasteranno il territorio. Ma abbiamo bisogno di una vera strada-parco che invece di avere svincoli e quel viadotto sia “a raso”, cioè a livello del terreno, abbia 2 corsie e piste ciclabili. Abbiamo la controproposta concreta, non siamo per il no integrale, siamo per una modifica. La sicurezza stradale è essenziale, ma uccide soprattutto la velocità, e se ora distruggiamo il territorio, diamo anche un colpo mortale al turismo”.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">A riprova ricorda che il primo tratto dell’autostrada, da Scorrano a Montesano, non ha incontrato proteste. Attraversa un territorio già urbanizzato e con industrie, dal traffico pesante, allarga quanto già esiste. È nuovo invece il tratto da Montesano a Santa Maria di Leuca. Chi lo difende teme anche di perdere finanziamenti. Non sono spiccioli: l’ex governatore Fitto il 31 luglio 2009 aveva fatto fare una delibera al Cipe – il Comitato interministeriale per la programmazione economica &#8211; da 135 milioni cui ne ha aggiunti 152 la Regione Puglia portando l’intero appalto a quasi 288 milioni.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Già, la Regione non può tirarsi fuori. La giunta Vendola è contraria? “Sì, ricorreremo al Consiglio di Stato – risponde l’assessore regionale ai trasporti Guglielmino Minervini – Quest’opera, nata male e gestita peggio, è figlia del suo tempo. Come Regione con Vendola abbiamo cercato di mitigare l’impatto ambientale per la fragilità del territorio formalizzando delle prescrizioni all’Anas che l’Anas non ha considerato. Il 6 agosto abbiamo rispedito loro una proposta per un tavolo tecnico. Per noi i margini per migliorare il progetto ci sono, la matassa è aggrovigliata, se non si vuole pregiudicare la disponibilità finanziaria, dobbiamo cogliere questa opportunità nata con una filosofia sbagliata”. Una filosofia, anzi un’ideologia del costruire ovunque che in Italia ha fatto danni inestimabili, ai paesaggi e a chi ci vive, e che ferirà gravemente il lembo finale delle ineguagliabili serre salentine.</span></p>
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		<title>con Nichi Vendola presentazione di Manifesto di Pace di Don Tonino Bello (Alessano, estate 2002)</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 12:46:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[audio, video, foto...]]></category>
		<category><![CDATA[don Tonino]]></category>
		<category><![CDATA[Manifesto di Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Benetollo]]></category>
		<category><![CDATA[Vendola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160; Dalla rete i video della presentazione, tenutasi ad Alessano nell&#8217;estate 2002, del libro Don Tonino Bello &#8211; Manifesto di Pace, a cura di Vincenzo Santoro, Manni editore 2001, a cui partecipò l&#8217;allora deputato di Rifondazione Comunista Nichi Vendola. Il libro raccoglie gli scritti di Don Tonino pubblicati sul quotidiano &#8220;Il manifesto&#8221; tra il 1990 e il 1992, e contiene... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/08/05/con-nichi-vendola-presentazione-di-manifesto-di-pace-di-don-tonino-bello-alessano-estate-2002/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/08/manifestodipacesmall-1.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1657" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/08/manifestodipacesmall-1.gif" alt="manifestodipacesmall-1" width="150" height="242" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Dalla rete i video della presentazione, tenutasi ad Alessano nell&#8217;estate 2002, del libro <em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=1&amp;id_recensione=1">Don Tonino Bello &#8211; Manifesto di Pace</a></em>, a cura di <strong>Vincenzo Santoro</strong>, Manni editore 2001, a cui partecipò l&#8217;allora deputato di Rifondazione Comunista <strong>Nichi Vendola</strong>. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Il libro raccoglie gli scritti di Don Tonino pubblicati sul quotidiano &#8220;Il manifesto&#8221; tra il 1990 e il 1992, e contiene una bella introduzione di <strong>Andrea Bianchi</strong> e una commossa <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=697">postfazione di Tom Benetollo</a>. </span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Nei video gli interventi del curatore del libro e quello, toccante e appassionato, di <strong>Nichi Vendola</strong>, che di don Tonino era amico fraterno.</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span id="more-235"></span>.</span></span></span></p>
<p><embed id="VideoPlayback" style="width: 400px; height: 326px;" src="http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=-4140283324371076515&amp;hl=it&amp;fs=true" type="application/x-shockwave-flash" width="300" height="150"></embed> <embed id="VideoPlayback" style="width: 400px; height: 326px;" src="http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=-6037679692226502422&amp;hl=it&amp;fs=true" type="application/x-shockwave-flash" width="300" height="150"></embed></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F08%2F05%2Fcon-nichi-vendola-presentazione-di-manifesto-di-pace-di-don-tonino-bello-alessano-estate-2002%2F&amp;linkname=con%20Nichi%20Vendola%20presentazione%20di%20Manifesto%20di%20Pace%20di%20Don%20Tonino%20Bello%20%28Alessano%2C%20estate%202002%29" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F08%2F05%2Fcon-nichi-vendola-presentazione-di-manifesto-di-pace-di-don-tonino-bello-alessano-estate-2002%2F&amp;linkname=con%20Nichi%20Vendola%20presentazione%20di%20Manifesto%20di%20Pace%20di%20Don%20Tonino%20Bello%20%28Alessano%2C%20estate%202002%29" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F08%2F05%2Fcon-nichi-vendola-presentazione-di-manifesto-di-pace-di-don-tonino-bello-alessano-estate-2002%2F&amp;linkname=con%20Nichi%20Vendola%20presentazione%20di%20Manifesto%20di%20Pace%20di%20Don%20Tonino%20Bello%20%28Alessano%2C%20estate%202002%29" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F08%2F05%2Fcon-nichi-vendola-presentazione-di-manifesto-di-pace-di-don-tonino-bello-alessano-estate-2002%2F&amp;linkname=con%20Nichi%20Vendola%20presentazione%20di%20Manifesto%20di%20Pace%20di%20Don%20Tonino%20Bello%20%28Alessano%2C%20estate%202002%29" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F08%2F05%2Fcon-nichi-vendola-presentazione-di-manifesto-di-pace-di-don-tonino-bello-alessano-estate-2002%2F&amp;linkname=con%20Nichi%20Vendola%20presentazione%20di%20Manifesto%20di%20Pace%20di%20Don%20Tonino%20Bello%20%28Alessano%2C%20estate%202002%29" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F08%2F05%2Fcon-nichi-vendola-presentazione-di-manifesto-di-pace-di-don-tonino-bello-alessano-estate-2002%2F&amp;title=con%20Nichi%20Vendola%20presentazione%20di%20Manifesto%20di%20Pace%20di%20Don%20Tonino%20Bello%20%28Alessano%2C%20estate%202002%29" id="wpa2a_6">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/08/05/con-nichi-vendola-presentazione-di-manifesto-di-pace-di-don-tonino-bello-alessano-estate-2002/">con Nichi Vendola presentazione di Manifesto di Pace di Don Tonino Bello (Alessano, estate 2002)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Videolettera per Nichi Vendola dal Comitato SS 275 di Alessano</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 14:18:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cronache dell'eco-mostro ss 275]]></category>
		<category><![CDATA[ecomostro]]></category>
		<category><![CDATA[ss275]]></category>
		<category><![CDATA[Vendola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Comitato che si sta battendo contro la realizzazione dell&#8217;ultimo devastante tratto della superstrada SS 275 Maglie Leuca ha realizzato una video-lettera per il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola: &#160;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/07/31/videolettera-per-nichi-vendola-dal-comitato-ss-275-di-alessano/">Videolettera per Nichi Vendola dal Comitato SS 275 di Alessano</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Il Comitato che si sta battendo contro la realizzazione dell&#8217;ultimo devastante tratto della <span style="color: #800000;"><strong>superstrada SS 275 Maglie Leuca</strong></span> ha realizzato una video-lettera per il presidente della Regione Puglia <span style="color: #ff0000;"><strong>Nichi Vendola</strong></span>:</span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p><object width="640" height="385"><param value="http://www.youtube.com/v/aOqDykd2ElE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" name="movie" /><param value="true" name="allowFullScreen" /><param value="always" name="allowscriptaccess" /><embed width="640" height="385" allowfullscreen="allowfullscreen" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/aOqDykd2ElE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /></object></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F07%2F31%2Fvideolettera-per-nichi-vendola-dal-comitato-ss-275-di-alessano%2F&amp;linkname=Videolettera%20per%20Nichi%20Vendola%20dal%20Comitato%20SS%20275%20di%20Alessano" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F07%2F31%2Fvideolettera-per-nichi-vendola-dal-comitato-ss-275-di-alessano%2F&amp;linkname=Videolettera%20per%20Nichi%20Vendola%20dal%20Comitato%20SS%20275%20di%20Alessano" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F07%2F31%2Fvideolettera-per-nichi-vendola-dal-comitato-ss-275-di-alessano%2F&amp;linkname=Videolettera%20per%20Nichi%20Vendola%20dal%20Comitato%20SS%20275%20di%20Alessano" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F07%2F31%2Fvideolettera-per-nichi-vendola-dal-comitato-ss-275-di-alessano%2F&amp;linkname=Videolettera%20per%20Nichi%20Vendola%20dal%20Comitato%20SS%20275%20di%20Alessano" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F07%2F31%2Fvideolettera-per-nichi-vendola-dal-comitato-ss-275-di-alessano%2F&amp;linkname=Videolettera%20per%20Nichi%20Vendola%20dal%20Comitato%20SS%20275%20di%20Alessano" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F07%2F31%2Fvideolettera-per-nichi-vendola-dal-comitato-ss-275-di-alessano%2F&amp;title=Videolettera%20per%20Nichi%20Vendola%20dal%20Comitato%20SS%20275%20di%20Alessano" id="wpa2a_8">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/07/31/videolettera-per-nichi-vendola-dal-comitato-ss-275-di-alessano/">Videolettera per Nichi Vendola dal Comitato SS 275 di Alessano</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Peppino Di Vittorio, l’uomo che non tolse pi&#249; il cappello</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2009/03/15/peppino-di-vittorio-luomo-che-non-tolse-pi-il-cappello/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 06:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[casa Di Vittorio]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Di Vittorio]]></category>
		<category><![CDATA[La Gazzetta del Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>
		<category><![CDATA[Vendola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Nichi Vendolada La Gazzetta del Mezzogiorno del 15 marzo 2009 Un secolo fa. Era una Puglia aspra e feudale, abitata da una sterminata plebe rurale, abituata a vivere e a morire nel fango e nell’anonimato, come sospesa in un tempo ferocemente immobile, affamata di pane e di miracoli, educata alla soggezione verso quella casta agraria (nuova borghesia o vecchia... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2009/03/15/peppino-di-vittorio-luomo-che-non-tolse-pi-il-cappello/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify; font-family: Arial;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">di <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Nichi Vendola</span></span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">da </span><span style="font-weight: bold; color: #000000;">La Gazzetta del Mezzogiorno</span><span style="color: #000000;"> del 15 marzo 2009</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;"><br />
<img style="width: 371px; height: 401px;" src="/public/carino-cop.jpg" alt="" align="left" />Un secolo fa. Era una Puglia aspra e feudale, abitata da una sterminata plebe rurale, abituata a vivere e a morire nel fango e nell’anonimato, come sospesa in un tempo ferocemente immobile, affamata di pane e di miracoli, educata alla soggezione verso quella casta agraria (nuova borghesia o vecchia aristocrazia) che imponeva il proprio dominio come fosse una volontà del cielo. Nelle albe primonovecentesche del Sud il lavoro era ancora servitù della gleba, nelle piazze bellissime dei nostri paesi ancora col buio si mettevano in vendita le braccia, era il mercato dei braccianti ruotante attorno a una nuova figura di organizzatore e mediatore sociale: il caporale. Il caporalato era il presidio violento del latifondo, la ronda che controllava il territorio della subordinazione coatta al padrone, il selettore capriccioso della forza-lavoro: come in un’arcaica lotteria della vita, il caporale sceglieva a suo piacimento chi lavorava e chi no. Si era esclusi perché fisicamente considerati inidonei, perché sospettati di coltivare sentimenti socialisti,</span></span><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span id="more-2079"></span></span></span><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"> o semplicemente per esaurimento dell’offerta. Non esisteva orario di lavoro, da tenebra a tenebra, da notte a notte, spesso dovendo percorrere chilometri nella terra melmosa e petrosa portandosi sulle spalle gli attrezzi agricoli. Non esisteva salario che non fosse un tozzo di pane condito con una goccia d’olio. Il lavoro era merce povera, grezza, un puro fatto biologico da consumare (e da cui farsi consumare) in solitudine, in silenzio. Un secolo fa, nella campagna poverissima di Cerignola, fu un bracciante affamato a rompere per sempre quel silenzio e a spezzare le catene di quella solitudine che occultava la struttura materiale e simbolica di una gigantesca ingiustizia. Peppino Di Vittorio, ancora fanciullo, aveva visto morire suo padre e ne aveva dovuto ereditare la fatica nei campi. Ma quel bambino sentiva il fascino della parola, coltivava una straripante voglia di conoscere e di capire, comprò quel prodigioso libro che contiene tutte le parole del mondo (un dizionario), e costruì così, nella fatica supplementare di una auto-educazione, il sentimento della propria «autonomia intellettuale». Le parole gli servirono per decifrare i codici di una società odiosamente classista, e contemporaneamente per dare voce e significato a quelle vite, a quei volti, a quei cafoni il cui destino era parso pesare quanto una foglia in autunno. Vite smarrite di un lavoro da schiavi, di gente abituata a levarsi il cappello di fronte al padrone, in segno di ancestrale rispetto, in segno di atavica obbedienza. Perché lui era il padrone, i gendarmi lo proteggevano, i caporali ne garantivano la forza economica, il clero, in cambio di laute elemosine, ne magnificava la munificenza. Di Vittorio insegnò ai braccianti di Puglia – e del mondo – a non togliersi più quel cappello, e cioè a non subire oltre all’artiglio di un odioso comando di classe anche la carezza ideologica della soggezione paternalistica. Non togliersi il cappello significa guadagnare un punto di vista autonomo, prendersi spazi di libertà, cominciare ad abitare il lavoro come una narrazione collettiva, come una dimensione sociale, come un legame di comunità. Questa storia di un secolo fa va in onda stasera e domani su Rai 1 in una bella fiction coprodotta anche dalla nostra Regione e dalla nostra Apulia Film Commission. «Pane e libertà»: un storia che dice del nostro ieri ma anche del nostro oggi. La crisi, la paura del futuro, l’angoscia della precarietà tornano, in forme nuove, a bussare alle nostre case e ci ricordano che non c’è modernità se non c’è dignità e diritti nel lavoro; che non c’è libertà che non comporti fatica e lotte e passione. Anche oggi che i braccianti parlano slavo o africano, e i nostri ragazzi tornano ad emigrare per cercare un varco di speranza, anche oggi c’è bisogno di trovare un libro che ci dica le parole, quelle che mancano, quelle che Peppino seppe trovare e che a noi mancano ancora.</span></span></div>
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		<title>Nichi Vendola su Don Tonino Bello</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 22:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[audio, video, foto...]]></category>
		<category><![CDATA[don Tonino]]></category>
		<category><![CDATA[Manifesto di Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Benetollo]]></category>
		<category><![CDATA[Vendola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Video degli interventi di Nichi Vendola e di Vincenzo Santoro alla presentazione del libro &#8211; svoltasi ad Alessano (Le) nell&#8217;estate 2001: Don Tonino Bello &#8211; Manifesto di Pace a cura di Vincenzo Santoro, Manni Editore 2001 Prefazione di Andrea Bianchi, posfazione di Tom BenetolloIl libro raccoglie gli scritti di Don Tonino Bello pubblicati sul quotidiano il manifesto tra il 1990... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2009/01/01/nichi-vendola-su-don-tonino-bello/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: medium;">Video degli interventi di <span style="font-weight: bold;">Nichi Vendola</span> e di <span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span> alla presentazione del libro &#8211; svoltasi ad Alessano (Le) nell&#8217;estate 2001:<br />
<span style="font-style: italic; font-weight: bold;"><span style="color: #ff0000;">Don Tonino Bello &#8211; Manifesto di Pace</span> </span><br />
a cura di <span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span>, Manni Editore 2001<br />
</span><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: medium;">Prefazione di <span style="font-weight: bold;">Andrea Bianchi</span>, posfazione di <span style="font-weight: bold;">Tom Benetollo</span></span><br style="color: #000000;" /><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Il libro raccoglie gli scritti di <span style="font-weight: bold;">Don Tonino Bello</span> pubblicati sul quotidiano </span><span style="font-style: italic; color: #000000;">il manifesto </span><span style="color: #000000;">tra il 1990 e il 1992. <span id="more-329"></span></span><br />
</span></div>
<p><embed id="VideoPlayback" style="width: 400px;" src="http://video.google.it/googleplayer.swf?docid=-4140283324371076515&amp;hl=it&amp;fs=true" width="300" height="150"></embed> <embed id="VideoPlayback" style="width: 400px;" src="http://video.google.it/googleplayer.swf?docid=-6037679692226502422&amp;hl=it&amp;fs=true" width="300" height="150"></embed></p>
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		<title>Le streghe, i giudei, gli zingari</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 14:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[Liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Vendola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il fuoco purificatore è tornato di Nichi Vendola da Liberazione di sabato 17 maggio 2008 Il fuoco è tornato. Violento e purificatore. Illumina la processione nottambula dei rancori e dei pregiudizi. Incenerisce la retorica degli &#8220;italiani, brava gente&#8221;. Divampa nella neo-lingua italiana, ormai libera da ogni forma di sorveglianza e di auto-controllo, visto che il nuovo lessico del trash televisivo... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/05/17/le-streghe-i-giudei-gli-zingari/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/05/17/le-streghe-i-giudei-gli-zingari/">Le streghe, i giudei, gli zingari</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify; font-family: Arial; color: #000000;">
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: bold;">Il fuoco purificatore è tornato</span></span><br />
di <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Nichi Vendola</span><br />
da <a href="http://www.liberazione.it">Liberazione</a> di sabato 17 maggio 2008</span></p>
<p>Il fuoco è tornato. Violento e purificatore. Illumina la processione nottambula dei rancori e dei pregiudizi. Incenerisce la retorica degli &#8220;italiani, brava gente&#8221;. Divampa nella neo-lingua italiana, ormai libera da ogni forma di sorveglianza e di auto-controllo, visto che il nuovo lessico del trash televisivo unifica la nazione e le classi sociali. Sputa le sue lingue incandescenti sull&#8217;uomo nero e sulla sua intera etnia: rom, rumeni, sinti, tutti assunti a fattispecie lombrosiana di quella antropologia criminale con la quale abbiamo inzuppato immaginario e senso comune. Ecco dunque il fuoco che condanna all&#8217;esorcismo e alla cenere quella macchia extra-umana, quello &#8220;zingaro ladro di bambini&#8221; che risorge come un antico rimosso nello spigolo sporco della nostra più malata modernità. Eccolo il Medioevo che avanza, corredato da Internet e da You Tube, mentre l&#8217;establishment tutto finge di non vedere. Eccola la legalità bipartizan che osserva imperturbabile l&#8217;opera scientifica di pulizia etnica messa in campo dagli eserciti camorristi nello sterminato hinterland partenopeo. <span id="more-350"></span>Complimenti all&#8217;Italia riconciliata nel galateo parlamentare, dove si celebra non tanto la fine della &#8220;guerra civile&#8221; simulata che ha reso urlata e viscerale la politica al tempo dell&#8217;avvento di Berlusconi, ma dove si rende solenne l&#8217;esaurimento forzoso della politica come spinta conoscitiva e trasformatrice degli assetti sociali dominanti, dove si canta il de profundis alla politica intesa come alternativa, passione civile, persino utopia.<br />
E anche della politica intesa come discernimento individuale e memoria collettiva: potremo raccontare a qualcuno dei nostri figli, magari quelli con la testa rasata, magari quelli appesi sull&#8217;altalena di piccoli miti miserabili che miscelano lo stadio di oggi e il lager di ieri, cosa accadde quando, neppure troppo tempo fa, altre squadre giovanili, altre ronde di giustizieri, cercarono di &#8220;derattizzare&#8221; la bella Mitteleuropea dalle untuose presenze degli zingari? Sapremo dire che l&#8217;industria dell&#8217;orrore fu alimentata dalle parole cattive, dalle facili superstizioni, dall&#8217;ignoranza diffusa? Sapremo dire di quelle tribù nomadi che, con le loro leggende e i loro cammini di libertà, con gli echi gitani o balcanici dei loro suoni e delle loro poesie, conobbero il gelo dei vagoni piombati, e poi cominciarono un viaggio senza ritorno, e poi fecero la doccia nelle camere a gas, e poi finirono su per il camino dei forni? Duecentomila morti tra quei nomadi che la croce uncinata strappò dai villaggi. Non c&#8217;è più nessuno che capisca che stiamo toccando il fondo? Nessuno che alzi la voce contro chi umilia la vita degli altri? Questa inaudita legittimazione &#8220;politica&#8221; dell&#8217;intolleranza non sarà solo una livida girandola di violenza anti-rom, ma diventerà la cifra di un tempo nuovo e assai inquinato, di un&#8217;atmosfera mefitica e cupa, dove ciascuno potrà appiccare il suo rogo personale, perché non c&#8217;è nulla di più facile che offrire alla folla inferocita un povero cristo da crocifiggere, un capro espiatorio il cui sacrificio non risolve alcun problema ma almeno sazia la sete di sangue che non abbiamo mai del tutto estinto. Altro che galateo. Non si è più in grado di vedere il respiro di un bambino dentro l&#8217;immagine di un piccolo rom, non c&#8217;è analisi possibile di problemi complessi, non c&#8217;è più neanche pietà. Anche la Chiesa appare prigioniera delle proprie prudenze. Non c&#8217;è nessuno che asciughi le lacrime di uno zingaro dopo che gli abbiamo bruciato la baracca spingendolo ad un nuovo esodo verso il nulla. Siamo ancora alla prese con eretici e streghe e sodomiti e giudei, ancora abbiamo bisogno di celebrale l&#8217;igiene del mondo, ancora subiamo il fascino del fuoco. Nel nome di una legalità affidata alla polizia speciale della camorra. Siamo camorristi ma legalitari, questa non è il nazi-decoro borghese di Verona, questa è la Napoli che fu la capitale dell&#8217;accoglienza e dell&#8217;umanità. Sta bruciando un intero mappamondo di sentimenti, di valori, di cultura, di coscienza: tutto sembra trascinato in quei fuochi notturni. Altro che sconfitta elettorale. Siamo senza radici in questa immensa babele di monnezza e cenere, dinanzi a riti di purificazione e violenza che suscitano il plauso populista. Forse è anche questo il deserto che dovremo attraversare.</p>
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		<title>Vendola salva la Taranta</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 10:39:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione]]></category>
		<category><![CDATA[Melpignano]]></category>
		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Paese Nuovo]]></category>
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		<category><![CDATA[Sergio Blasi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Da Bari arrivano le assicurazione dell&#8217;assessore regionale, Silvia Godelli. Ma nel Salento la cultura è sempre più terreno di scontro politico per la legittimazione del potere di Francesco Lefons da Paese nuovo di giovedì 20 marzo 2008 I soldi per la &#8220;Notte della Taranta&#8221; non mancheranno, almeno non quelli di Nichi Vendola. Ad assicurarlo è l&#8217;assessore regionale alla Cultura, Silvia... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/03/24/vendola-salva-la-taranta/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify; color: #000000;">
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: italic;">Da Bari arrivano le assicurazione dell&#8217;assessore regionale, Silvia Godelli. Ma nel Salento la cultura è sempre più terreno di scontro politico per la legittimazione del potere</span></span></span></p>
<p>di <span style="font-weight: bold;">Francesco Lefons</span><br />
da <span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">Paese nuovo </span></span>di giovedì 20 marzo 2008</p>
<p><span style="font-weight: bold;">I soldi per la &#8220;Notte della Taranta&#8221; non mancheranno, almeno non quelli di Nichi Vendola</span>. Ad assicurarlo è l&#8217;assessore regionale alla Cultura, Silvia Godelli, che spiega come l&#8217;Unione dei Comuni della Grecìa non rimarrà a secco per l&#8217;edizione 2008 del Festival nonostante il recente aut aut posto da Pellegrino. Una decisione, quella del Presidente della Provincia di Lecce, dal sapore fortemente politico; una sorta di attacco frontale nei confronti di Sergio Blasi. Tra qualche mese infatti (nel 2009), i due potrebbero trovarsi nel mezzo di un campagna elettorale interna al centrosinistra per decidere per decidere chi dovrà correre per la poltrona più alta di Palazzo dei Celestini. <span style="font-weight: bold;">E poi c&#8217;è l&#8217;affare culturale, divenuto ormai vero e proprio terreno di scontro per la legittimazione del potere politico</span>.<span id="more-366"></span><br />
Dovesse andare male, i soldi, per la Notte della Taranta, non mancheranno. Parola di assessore regionale, parola di Silvia Godelli. Lei, delle beghe politiche tra Giovanni Pellegrino e Sergio Blasi, dice di saperne poco e niente. Non sa, e forse neanche le interessa sapere, che <span style="font-weight: bold;">il Presidente della Provincia ha di recente annunciato di non essere disposto a finanziare l&#8217;evento se non a riparo di una fondazione</span>. Il che, in termini strettamente economici, vuol dire che l&#8217;edizione 2008 del Festival dovrà fare a meno di qualcosa come 200.000 euro, visto che sembra del tutto improbabile si possa procedere a creare ex novo una Fondazione della Taranta (o qualcosa di simile) in tempi utili.<br />
&#8220;Per quanto riguarda la Regione &#8211; spiega la Godelli &#8211; le cose funzionano diversamente. Io, in un certo senso, ho l&#8217;obbligo di finanziare la Notte della Taranta&#8221;. Trattasi di obblighi di carattere normativo e nulla più. Esistono, infatti, appositi bandi regionali per l&#8217;area spettacoli con i quali si accordano finanziamenti a quei soggetti che rispondono a determinati requisiti. L&#8217;Unione dei Comuni rientra tra questi soggetti, cosicché &#8220;nel finanziamento all&#8217;evento in questione &#8211; continua l&#8217;assessore regionale &#8211; procedo per evidenza pubblica. Non faccio altro che seguire le procedure&#8221;. Nulla è dato di sapere in merito all&#8217;entità della somma (che dovrebbe oscillare tra i 150.000 e i 200.000 euro), l&#8217;istruttoria dei progetti presentati si è appena conclusa, e solo tra un mese si procederà alle delibere per il finanziamento. Quanto all&#8217;ipotesi Fondazione, la Godelli la considera &#8220;auspicabile&#8221; non tanto per questioni di natura finanziaria, quanto per il potenziamento qualitativo del Festival. A riguardo, però, <span style="font-weight: bold;">un&#8217;altra perplessità: &#8220;Le confesso di non sapere come mai una Fondazione ancora non ci sia&#8221;.</span> E tanto basterebbe per capire che il terreno del dibattito tarantato tra Pellegrino e Blasi abita giustappunto tra Palazzo dei Celestini e Melpignano. Ma, soprattutto, appare del tutto evidente che il terreno di scontro tra i due non è la cultura in sé, ma una particolare categoria a essa strettamente correlata: quella che dal palco di Melpignano crea consenso e, di lì a poco, potere. A maggior ragione se tra qualche mese i due potrebbero trovarsi nel mezzo di una lotta interna per stabilire chi sarà il candidato del centrosinistra nella corsa elettorale alla Provincia. Vista sotto quest&#8217;ottica la &#8220;Notte della Taranta&#8221; assume un&#8217;importanza che va al di là dei 200.000 euro, della Fondazione e di qualsiasi capriccio istituzional-formale. A meno che questi capricci non tornino utili per la definizione dei rapporti di forza all&#8217;interno dello scacchiere poliitco-territoriale dell&#8217;intera provincia. Se così fosse, il reale obiettivo dell&#8217;attuale presidente della Provincia &#8211; decisamente poco popolare &#8211; potrebbe essere quello di attirare a sé le simpatie bipartisan di tutti i sindaci &#8220;antiblasiani&#8221; sparsi qua e là per il Salento, usando come terreno di manovra proprio la &#8220;Notte della Taranta&#8221;, vera e propria croce e delizia &#8211; forse più croce che delizia &#8211; dell&#8217;agenda politica provinciale.<br />
<span style="font-weight: bold;">Si potrebbe dire che la contesa politica, in realtà, è culturale; oppure che una certa cultura del potere trasforma la cultura in un imprescindibile presupposto per il potere</span>. Come fosse una sorta di status che corona le teste di politici illuminati e che, proprio per questo motivo, non possono essere considerati come tutti gli altri. <span style="font-weight: bold;">E poi, puerile ma vero, occuparsi di cultura vuol dire misurare gli umori di una larga fetta di elettorato e vuol dire, tra le altre cose, gestire somme di denaro di non poco conto.</span><br />
Ci dovrà pur essere un motivo se le due grandi querce del panorama politico salentino &#8211; Adriana Poli e Giovanni Pellegrino &#8211; sono saldamente ancorati alla poltrona dell&#8217;assessorato alla Cultura. La Poli da ormai dieci anni gestisce l&#8217;affare, mentre Pellegrino, dopo l&#8217;abbandono di Sandra Antonica, ha impedito che il &#8220;giovane Blasi&#8221; ne prendesse il posto. E lo ha fatto come fosse un anziano educatore che sorprende il bambino troppo vivace con tutte e due le mani nella mamellata. In fondo si sa, la cultura è roba da grandi. Ai bambini spetta il gioco e quella beata innocenza che li esclude da ogni questione decisionale. I problemi cominciano a sorgere quando i bambini di una volta si fanno grandi e cominciano ad avanzare pretese nuove: il gioco diventa serio e i tempi belli della beata innocenza prendono la strada del ricordo.<br />
Se a livello cittadino il pericolo di lesa maestà è ridotto al minimo &#8211; nessuno sembra avanzare pretese rispetto al &#8220;dominio&#8221; della Poli &#8211; a livello provinciale le cose stanno diversamente. La leadership culturale di Pellegrino sente sul collo il fiato di Blasi e, più in generale, di quella che lo stesso segretario provinciale del Pd ha definito &#8220;Generazione Taranta&#8221;. Per informazioni vedere sulla cartina geografica i confini della Grecìa Salentina, concentrare l&#8217;attenzione su Melpignano e Martignano, e poi trarre l duvute considerazioni.<br />
Basta poco per rendersi conto che il vento che soffia su Palazzo dei Celestini è grecanico. Pellegrino lo sa e cerca di arginare ogni spiffero proveniente da quelle terre. Ma il 2009 elettorale per ora è lontano &#8211; ci sono le politiche &#8211; e le occasioni per per mettere in chiaro strategie e rapporti di forza si moltiplicheranno strada facendo. Nel breve periodo resta da capire se la posizione (politica) di Pellegrino nei confronti dell&#8217;edizione 2009 della &#8220;Notte della Taranta&#8221; sarà, soìino alla fine, quella espressa nei giorni scorsi: ossia il non finanziamento in attesa di una Fondazione. Appurato che Regione e Ministero, con relativi finanziamenti, viaggiano su altri binari rispetto a quelli provinciali, non rimane che attendere la risposta (politica) di Blasi e &#8220;Generazione Taranta&#8221; tutta. Per il momento le grecaniche bocche sono cucite. Nessuno vuol parlare, men che mai Blasi. A lui, che è segretario provinciale del Pd, la campagna elettorale lo impedisce per ragioni di partito. Non a Pellegrino, però, che almeno per il momento gioca la sua partita da libero battitore.</p>
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