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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Athanasius Kircher</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Tarantelle, santi e guaritori. Forme e figure di un culto popolare</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 18:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Athanasius Kircher]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Antonio Basile, Eugenio Imbriani, Daniela Rota, Vincenzo Santoro, Sandra Taveri, Tarantelle, santi e guaritori. Forme e figure di un culto popolare, a cura di Vincenzo Santoro, Itinerarti 2024, p. 142, euro 15 Il volume, a completamento del trittico comprendente Il tarantismo mediterraneo. Una cartografia culturale e Percorsi del tarantismo mediterraneo, entrambi pubblicati da Itinerarti nel 2021, raccoglie una riflessione a più voci sul fenomeno... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2024/07/10/tarantelle-santi-e-guaritori-forme-e-figure-di-un-culto-popolare/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2024/07/cfe82740-ca98-407f-b401-06dbc3fe50cb.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4598" src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2024/07/cfe82740-ca98-407f-b401-06dbc3fe50cb-200x300.jpg" alt="cfe82740-ca98-407f-b401-06dbc3fe50cb" width="200" height="300" /></a></strong><span style="color: #ff0000;">Antonio Basile</span>, <span style="color: #ff0000;">Eugenio Imbriani</span>, <span style="color: #ff0000;">Daniela Rota</span>, <span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span>, <span style="color: #ff0000;">Sandra Taveri</span>, <span style="color: #993300;"><strong>Tarantelle, santi e guaritori. Forme e figure di un culto popolare</strong></span>, a cura di <span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span>, Itinerarti 2024, p. 142, euro 15</p>
<p>Il volume, a completamento del trittico comprendente <span style="color: #993300;"><em><a href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/06/11/il-tarantismo-mediterraneo-una-cartografia-culturale/">Il tarantismo mediterraneo. Una cartografia culturale</a></em></span> e <em><span style="color: #993300;"><a href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/06/11/percorsi-del-tarantismo-mediterraneo/">Percorsi del tarantismo mediterraneo</a></span></em>, entrambi pubblicati da Itinerarti nel 2021, raccoglie una riflessione a più voci sul fenomeno del tarantismo – che trova in Puglia la propria “area elettiva” ma si attesta in diversi contesti del bacino del Mediterraneo – approfondendone tratti comuni e distintivi, anche in ragione della copiosa messe di studi e di nuove fonti emerse negli ultimi decenni.<br />
In particolare, il saggio di <span style="color: #ff0000;">Daniela Rota</span> <span style="color: #993300;"><em>Tarantellario italo-ispanico (da padre Kircher al dottor Cid)</em></span> osserva la diffusione, fra Napoli e la Spagna di metà seicento, delle tarantelle di ambito colto, in certi casi riprese da motivi popolari in seguito alle prime trascrizioni di melodie di accompagnamento del rituale coreutico, pubblicate dall’illustre gesuita <span style="color: #ff0000;">Athanasius Kircher</span>.<br />
<span style="color: #ff0000;">Antonio Basile</span> (<span style="color: #993300;"><em>E Maria Catalda balla ancora… Notarelle paesane sul “Ballo della tarantola”</em></span>) e <span style="color: #ff0000;">Sandra Taveri</span> (<span style="color: #993300;"><em>Fonti e testimonianze del tarantismo brindisino</em></span>) riferiscono le molteplici testimonianze del medesimo dispositivo culturale nel Tarantino e nel Brindisino, dove la taranta per secoli ha rappresentato un flagello ma anche, paradossalmente, un richiamo per studiosi di un esteso ventaglio di discipline e tanti colti visitatori alla ricerca di vecchie e nuove “superstizioni”.<br />
<span style="color: #ff0000;">Eugenio Imbriani</span> (<span style="color: #993300;"><em>Tarantismo e ibridazioni</em></span>) ritorna su questioni nodali dell’approccio demartiniano al tarantismo, anche in relazione agli attuali processi di patrimonializzazione, per tratteggiare la natura “ibrida”, multiforme e sfuggente del celebre insetto ritenuto la causa del suo insorgere.<br />
Il contributo di <span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span>, <span style="color: #993300;"><em>Il culto popolare di san Paolo attraverso evidenze documentali e iconografiche</em></span> infine, si misura su un tema, quello dell’arcaico “culto” popolare di san Paolo nelle sue complesse articolazioni, oggetto di riflessione di molti autori che non smette di riservare stupori, soprattutto per l’ampiezza e la varietà delle tracce iconografiche, dall’ambito popolare a quello dell’arte classica e colta.<br />
A chiusura del volume <strong>una rassegna diacronica di testimonianze</strong>, dai primi dell’Ottocento fino alla indagine demartiniana, <strong>ricostruisce il dolente pellegrinaggio dei tarantati alla cappella di Galatina</strong>, da cui emerge un quadro di estrema marginalità e disagio esistenziale, che appare quanto mai distante dalla visione oleografica che si è recentemente affermata nel problematico revival contemporaneo.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Antonio Basile</span> ha insegnato Antropologia culturale e Antropologia delle società complesse nell’Accademia di Belle Arti di Lecce. Dal 2010 al 2023 è stato direttore scientifico del Civico museo etnografico “Alfredo Majorano” di Taranto. Per i tipi della Progedit ha pubblicato: <em><a href="https://www.vincenzosantoro.it/2016/03/30/taranto-taranta-tarantella/">Gioconda miseria. Il tarantismo a Taranto. XVI-XX secolo</a></em> (Bari 2015) e insieme a Gianluca Marinelli e Stefania Castellana, <em>Arte a Taranto. 1980-1990</em> (Bari 2024).<br />
<span style="color: #ff0000;">Eugenio Imbriani</span> è professore di Antropologia culturale e Storia delle tradizioni popolari presso l’Università del Salento (Lecce). I suoi interessi sono orientati allo studio del folklore, ai temi della cultura popolare, della scrittura e dell’esperienza etnografica, ai rapporti tra memoria e oblio nella produzione dei patrimoni culturali e delle identità locali. Ha prodotto numerose pubblicazioni, monografie e saggi; ha promosso e diretto progetti di ricerca in Italia e all’estero; è direttore della rivista “Palaver”. Tra i suoi lavori più recenti: <em>A come antropologia</em> (2019, nuova ed. 2023); <em><a href="https://www.vincenzosantoro.it/2023/03/21/antropologia-e-folklore-fra-passato-e-presente-e-leterno-ritorno-del-tarantismo/">Poco prima del futuro. La cultura tra ibridi e attese</a> </em>(2021); <em><a href="https://www.vincenzosantoro.it/2023/03/21/antropologia-e-folklore-fra-passato-e-presente-e-leterno-ritorno-del-tarantismo/">F come folklore</a></em> (2022).<br />
<span style="color: #ff0000;">Daniela Rota</span>, musicologa, titolare per quarant’anni della cattedra di Storia ed Estetica<br />
della Musica presso il Conservatorio “Giovanni Paisiello” di Taranto, si è occupata di tarantismo e di trattatistica musicologica gesuita d’età barocca, pubblicando la traduzione dal latino e l’edizione critica degli scritti dei padri Athanasius Kircher e Caspar Schott (in riviste,<br />
atti di convegni, pubblicazioni miscellanee, nonché nel volume <em><a href="https://www.vincenzosantoro.it/2014/04/27/le-favolose-tarantelle-di-athanasius-kircher/">I Gesuiti e le tarantole</a></em>, 2012) e relazionando sull’argomento in convegni nazionali e internazionali.<br />
<span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span>, responsabile del dipartimento Cultura, Turismo e Agricoltura dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, è impegnato da molti anni nell’organizzazione di iniziative ed eventi sulle musiche e culture popolari del Mezzogiorno (fra cui la recente mostra <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2024/06/26/a-lecce-una-mostra-multimediale-sulle-ricerche-di-annabella-rossi-sul-tarantismo-e-oltre/"><em>Il Salento di Annabella Rossi. La ricerca </em><em>visiva sul tarantismo e oltre</em></a>, allestita presso la Biblioteca Bernardini di Lecce). Su questi temi ha all’attivo diverse pubblicazioni: la più recente <em><a href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/06/11/il-tarantismo-mediterraneo-una-cartografia-culturale/">Il tarantismo mediterraneo. Una cartografia culturale</a></em>, 2021.<br />
<span style="color: #ff0000;">Sandra Taveri</span> svolge da lungo tempo attività di insegnamento a Brindisi ha prestato servizio in molte scuole di vario ordine e grado. Dopo aver effettuato gli studi pedagogici e teologici ha dedicato le sue attenzioni alla religiosità popolare ed alle tradizioni locali ricercando in particolare le fonti che documentano la presenza del fenomeno del tarantismo nella città di Brindisi e in provincia.</p>
<p>per informazioni, prenotazioni e acquisti: info@itinerarti.com</p>
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<p><strong><span style="color: #ff0000;">Articoli, recensioni:</span></strong></p>
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<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Presentazioni programmate (2025):</strong></span></p>
<p>29 dicembre, Gagliano del Capo (Le), Centro Studi per la Poesia Contemporanea &#8211; APS, via Unità D&#8217;Italia 5, ore 18,30</p>
<p><span style="color: #ff0000;">presentazioni svolte:</span></p>
<p>1 agosto, Patù, ore 20.30, Palazzo Liborio Romano, ore 20.30, con Luana Prontera e Antonio De Marco</p>
<p>4 agosto, Carpignano Salentino (Le), piazzetta Giudeca ore 21</p>
<p>13 agosto, Presicce (Le), ore 21, ex Convento dei Carmelitani</p>
<p>16 agosto, Nardò (Le), Chiosto del Carmine</p>
<p>27 agosto, Montesardo di Alessano (Le), Festival di Musica antica &#8220;Il Montesardo&#8221;</p>
<p>29 agosto, Montesano Salentino (Le)</p>
<p>8 Settembre, Genzano di Roma, Festival di Antropologia e Storia delle Religioni “Nella Terra di Diana”, Palazzo Sforza-Cesarini, Ore 16</p>
<p>28 settembre, Roma, Associazione Pro Loco San Lorenzo, con Katia Ballacchino e Omerita Ranalli</p>
<p>30 ottobre, Rocchetta Sant&#8217;Antonio (Fg), Teatrino Comunale, ore 18, con Salvatore Villani</p>
<p>2 gennaio, San Vito dei Normanni, cripta di San Biagio, ore 17.30</p>
<p>21 marzo, Castelo di Carovigno (Br), ore 18</p>
<p>12 aprile, Cocullo (Aq), ore 10,30</p>
<p>19 aprile, Alessano (Le), Libreria Idrusa, con Maristella Martella, Donato Margarito e Antonio Santoro</p>
<p>28 giugno, Acaya (Le), Ex Edificio Scolastico, ore 19,30</p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F07%2F10%2Ftarantelle-santi-e-guaritori-forme-e-figure-di-un-culto-popolare%2F&amp;linkname=Tarantelle%2C%20santi%20e%20guaritori.%20Forme%20e%20figure%20di%20un%20culto%20popolare" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F07%2F10%2Ftarantelle-santi-e-guaritori-forme-e-figure-di-un-culto-popolare%2F&amp;linkname=Tarantelle%2C%20santi%20e%20guaritori.%20Forme%20e%20figure%20di%20un%20culto%20popolare" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F07%2F10%2Ftarantelle-santi-e-guaritori-forme-e-figure-di-un-culto-popolare%2F&amp;linkname=Tarantelle%2C%20santi%20e%20guaritori.%20Forme%20e%20figure%20di%20un%20culto%20popolare" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F07%2F10%2Ftarantelle-santi-e-guaritori-forme-e-figure-di-un-culto-popolare%2F&amp;linkname=Tarantelle%2C%20santi%20e%20guaritori.%20Forme%20e%20figure%20di%20un%20culto%20popolare" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F07%2F10%2Ftarantelle-santi-e-guaritori-forme-e-figure-di-un-culto-popolare%2F&amp;linkname=Tarantelle%2C%20santi%20e%20guaritori.%20Forme%20e%20figure%20di%20un%20culto%20popolare" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F07%2F10%2Ftarantelle-santi-e-guaritori-forme-e-figure-di-un-culto-popolare%2F&amp;title=Tarantelle%2C%20santi%20e%20guaritori.%20Forme%20e%20figure%20di%20un%20culto%20popolare" id="wpa2a_2">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2024/07/10/tarantelle-santi-e-guaritori-forme-e-figure-di-un-culto-popolare/">Tarantelle, santi e guaritori. Forme e figure di un culto popolare</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Il tarantismo in Sicilia</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jul 2018 15:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[le mie recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Athanasius Kircher]]></category>
		<category><![CDATA[Clara Gallini]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Bonanzinga]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Sull&#8217;utimo numero di AM, Rivista della Società Italiana di Antropologia Medica (n. 41-42) è stato pubblicato un corposo e approfondito saggio di Sergio Bonanzinga (professore di Etnomusicologia e Antropologia della musica presso l&#8217;Università degli Studi di Palermo) dal titolo Il tarantismo in Sicilia. Declinazioni locali di un fenomeno culturale mediterraneo. Si tratta della prima indagine sistematica sulla diffusione nell&#8217;isola di questo antico... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2018/07/23/il-tarantismo-in-sicilia/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2018/07/magnes.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3172" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2018/07/magnes-261x300.jpg" alt="magnes" width="261" height="300" /></a>Sull&#8217;utimo numero di <span style="color: #ff0000;">AM, Rivista della Società Italiana di Antropologia Medica </span>(n. 41-42) è stato pubblicato un corposo e approfondito saggio di <span style="color: #ff0000;">Sergio Bonanzinga</span> (professore di Etnomusicologia e Antropologia della musica presso l&#8217;Università degli Studi di Palermo) dal titolo<strong> <span style="color: #993300;"><em>Il tarantismo in Sicilia. Declinazioni locali di un fenomeno culturale mediterraneo</em></span></strong>. Si tratta della prima indagine sistematica sulla diffusione nell&#8217;isola di questo antico rituale, in cui una accurata disamina delle testimonianze storiche (anche inedite o poco note) viene integrata con una serie di elementi derivanti da ricerche sul campo, costruendo un affresco storico affascinante e molto convincente.</p>
<p>Il saggio comincia dalla più antica testimonianza sul tarantismo in Sicilia, che come è noto è dovuta al gesuita <span style="color: #ff0000;">Athanasius Kircher</span> (1601-1680)(1). Nel suo trattato<span style="color: #993300;"> <em>Magnes sive de arte magnetica</em> <span style="color: #333333;">(1641), padre Kircher riporta il testo e la melodia di una <em>ottava siciliana</em></span></span>, segnalando che a questo si affiancavano altri &#8220;ritmi&#8221; di provenienza isolana, fornendone anche un esempio (senza in questo caso la melodia). Le prime notizie inequivocabili che attestano l&#8217;esistenza del fenomeno sull&#8217;Isola sono però dovute al naturalista e filosofo <span style="color: #ff0000;">Tommaso Campailla</span> (1668-1740), che riferisce di un episodio nel territorio dell&#8217;antica Contea di Modica, di cui verosimilmente aveva avuto visione diretta. Vengono poi riportati due casi concretamente osservati di &#8220;latrodectismo&#8221;. Il primo, riferito dal poeta dialettale <span style="color: #ff0000;">Giovanni Meli</span> (1740-1815), riguarda <span style="color: #ff0000;">Antonio Scrivano</span>, sacerdote di Cinisi, che il 20 giugno 1771 «fu punto leggiermente da un ragnatello nella protuberanza della spalla sinistra», cosa che gli provocò dolori acutissimi, accompagnati da tremori e convulsioni. Dopo vari tentativi, il medico decise di assecondare il malato, che chiese di bere vino. Questa singolare &#8220;terapia enologica&#8221;, a quanto pare, si rivelò particolarmente efficace. Secondo Bonanzinga, tale episodio non pare riferibile ad una reale tradizione di tarantismo, ma solo alla patologia connessa al morso di un ragno, e sarebbe la testimonianza di un erudito che cerca di sperimentare «su pratiche e credenze ben note ma non radicate nel contesto locale e di cui egli stesso possedeva una conoscenza perlopiù mediata dalla letteratura sull&#8217;argomento». Il secondo caso, in cui invece è evidente il tema della cura coreutico-musicale, riguarda Corleone. Un documento ritrovato di recente infatti riporta la notizia del pagamento, da parte di un amministratore di un ospedale del centro del palermitano, di due violinisti, <span style="color: #ff0000;">Vincenzo Lipari</span> e <span style="color: #ff0000;">Nicolò Crescimanno</span>, per aver suonato, nel luglio del 1809, per 4 giorni ad un uomo al fine di «guarirlo d&#8217;un morsico avuto d&#8217;un aragno». Bonanzinga sottolinea l&#8217;importanza di questa testimonianza, che dimostra come fosse considerato del tutto normale pagare dei musicisti &#8211; peraltro un compenso notevole, corrispondente quasi allo stipendio mensile che percepiva il personale non medico &#8211;  per curare un tarantato all&#8217;interno dell&#8217;ospedale.</p>
<p>Successivamente, il saggio analizza una serie di fonti riprese dalla letteratura folklorica oppure da studi specificamente etnomusicali. Dalle indagini di <span style="color: #ff0000;">Giuseppe Pitrè</span> (1841-1916) e <span style="color: #ff0000;">Salvatore Raccuglia</span> (1861-1920) apprendiamo che la musicoterapia era ancora episodicamente praticata nella seconda metà dell’Ottocento (in particolare a Racalmuto e Villafrati). Ad arricchire il quadro si possono aggiungere le preziose notizie fornite da <span style="color: #ff0000;">Alberto Favara</span> (1863-1923), che riporta cinque versioni, trascritte su pentagramma, della canzone a ballo con incipit <span style="color: #993300;"><em>Mi pizzica</em></span>, raccolte all&#8217;inizio del Novecento a Palermo, Trapani e Castellammare. In questo caso gli strumenti segnalati sono il violino e il flauto di canna. Il fenomeno sembra poi inabissarsi alla fine dell&#8217;Ottocento, quando se ne perdono gradualmente le tracce.</p>
<p>Questa importante ricerca fa emergere come il tarantismo siciliano, rispetto a quello della  sua &#8220;area elettiva&#8221; &#8211; e in particolare al fenomeno osservato e studiato da <span style="color: #ff0000;">Ernesto de Martino</span> nella sua celebre indagine salentina &#8211; abbia alcune caratteristiche in comune, ma anche delle importanti diversità. Infatti sull&#8217;isola il fenomeno coinvolgeva in prevalenza uomini (anzi, «nessuna testimonianza fa esplicita menzione di donne “tarantate”»). Inoltre, non ci sono collegamenti rilevabili fra il tarantismo e forme devozionali, come accade nel Salento leccese (ma, non dimentichiamolo, non nel resto della Puglia) per il culto di san Paolo. Infine, non vi sono indicazioni di interdizioni da parte della Chiesa, mentre «anche in ambienti ecclesiastico-confraternali si faceva ricorso alla terapia coreuticomusicale per curare i “morsicati”». Questa analisi comparativa viene estesa anche alle attestazioni del fenomeno provenienti da altri territori, prendendo come testi di riferimento non solo il classico<span style="color: #993300;"> <em>La terra del rimorso</em> </span>di <span style="color: #ff0000;">Ernesto de Martino</span>, ma anche &#8211; e questo è a mio parere un aspetto da apprezzare del saggio &#8211; gli studi di <span style="color: #ff0000;">Annabella Rossi</span> riguardanti la Campania(2) e di <span style="color: #ff0000;">Clara Gallini</span> sull'&#8221;argismo&#8221; in Sardegna(3). Ne derivano, anche in questo caso, interessanti similitudini e differenze, che contribuiscono a delineare un fenomeno che sembra articolarsi in maniera peculiare a seconda dei territori in cui attecchiva.</p>
<p>Infine, anche per completare il confronto con la Puglia, viene documentata la significativa presenza nella tradizione popolare siciliana dei <span style="color: #ff0000;"><em>ciràuli</em></span>, guaritori che, grazie all&#8217;intercessione di <span style="color: #ff0000;">san Paolo</span>, avevano la facoltà di sanare dai morsi dei rettili e degli animali velenosi. Delle pratiche molto diffuse(4), che però pare non siano entrate mai in esplicito contatto con i rituali connessi al tarantismo.</p>
<p>Dall&#8217;insieme delle testimonianze relative alla Sicilia, risulta che lo strumento musicale usato prevalentemente per la terapia era il violino, a volte associato al tamburello e al flauto di canna. I musici-terapeuti dovevano appartenere in maggioranza alla classe dei barbieri. In questo caso le analogie con il Salento sono notevoli: a parte la figura fondamentale di <span style="color: #ff0000;">Luigi Stifani</span>, barbiere violinista di Nardò che capitanava l&#8217;orchestrina terapeutica studiata da <span style="color: #ff0000;">Ernesto de Martino</span> e <span style="color: #ff0000;">Diego Carpitella</span>, le fonti storiche ricordano a più riprese il violino come strumento &#8211; almeno dalla fine dell&#8221;800 &#8211; largamente usato per la terapia. Anche nelle rilevazioni sonore effettuate da <span style="color: #ff0000;">Alfredo Majorano</span>(5) nelle campagne di Lizzano nel 1950 emerge la presenza di un violinista (il cui strumento è conservato presso il Civico Museo Etnografico di Taranto, insieme a un tamburello usato nel rito), e pratiche simili sono documentate nella seconda metà dell&#8217;Ottocento per la zona fra Lecce e Brindisi(6) e, in epoche più recenti, per San Vito dei Normanni(7).</p>
<p>Molto interessanti e utili risultano essere i documenti riportati in appendice, riguardanti musiche in qualche modo collegate con le pratiche terapeutiche, tratti dalla letteratura storica e dalle ricerche sul campo effettuate anche dall&#8217;autore.</p>
<p>Nel paragrafo conclusivo del saggio, viene delineata una ipotesi suggestiva e abbastanza sorprendente, sicuramente da approfondire: che il tarantismo siciliano, declinato nelle sue «forme classiche» alla fine dell&#8217;Ottocento, sia riaffiorato parzialmente «entro certi scenari rituali &#8211; già storicamente radicati e tipici della religiosità popolare isolana &#8211; che ne ereditano le regioni profonde». In particolare, vengono individuate come esempi di questa «migrazione» alcune «azioni processionali caratterizzati da andamenti decisamente “irregolari”,  in cui le sacre immagini vengono trasportate sia a passo di danza sia correndo e imprimendo ai fercoli intense oscillazioni», al suono della «musica “giusta”» che in queste circostanze è fornita dai locali complessi bandistici e a cui i devoti partecipano «gridando acclamazioni e declamando litanie». Di queste azioni processionali vengono forniti alcuni esempi, diffusi ancora oggi in diverse località dell&#8217;isola.</p>
<p>Il lavoro di <span style="color: #ff0000;">Sergio Bonanzinga</span> restituisce dunque una minuziosa e ben documentata ricostruzione della diffusione del tarantismo in Sicilia, che, oltre a fornire agli studiosi e alla folta comunità degli appassionati di questioni tarantolesche innumerevoli notizie e informazioni utili e tanti spunti di riflessione, conferma ancora una volta la fondatezza dell&#8217;intuizione demartiniana sulla natura profondamente &#8220;mediterranea&#8221; di questo fenomeno che, dopo tanti secoli, continua ad affascinarci.</p>
<p>1) Le pagine dedicate al tarantismo a metà del XVII secolo da <span style="color: #ff0000;">Athanasius Kircher</span> e dal suo allievo <span style="color: #ff0000;">Caspar Schott</span> sono state recentemente tradotte e pubblicate in edizione critica dalla musicologa <span style="color: #ff0000;">Daniela Rot</span><span style="color: #993300;">a</span>, nel volume <span style="color: #993300;"><em>I gesuiti e le tarantole</em></span>, Libreria Musicale Italiana 2012. A questo indirizzo si può leggere une recensione dell&#8217;opera di <span style="color: #ff0000;">Sergio Torsello</span>: <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2014/04/27/le-favolose-tarantelle-di-athanasius-kircher/">http://lnx.vincenzosantoro.it/2014/04/27/le-favolose-tarantelle-di-athanasius-kircher/</a></p>
<p>2) <span style="color: #ff0000;">Annabella Rossi</span>, <span style="color: #993300;"><em>E il mondo si fece giallo. Il tarantismo in Campania</em></span>, Jaca Book-Qualecultura, Vibo Valentia 1991. Un mio articolo su questo importante libro su può leggere qui: <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2018/02/18/annabella-rossi-e-il-tarantismo-in-campania/">http://lnx.vincenzosantoro.it/2018/02/18/annabella-rossi-e-il-tarantismo-in-campania/</a></p>
<p>3) <span style="color: #ff0000;">Clara Gallini</span>, <span style="color: #993300;"><em>I rituali dell’argia</em></span>, Cedam, Padova  1967;<em><span style="color: #993300;"> La ballerina variopinta. Una festa di guarigione in Sardegna</span></em>, Liguori, Napoli 1988</p>
<p>4) Un recente saggio sulle varie tradizioni legate ai poteri curativi di san Paolo rispetto ai morsi di serpenti e altri esseri striscianti si può leggere qui: <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2018/01/30/serpi-scorzoni-tarante-mitologie-di-san-paolo-da-malta-al-salento-passando-per-la-sicilia/">http://lnx.vincenzosantoro.it/2018/01/30/serpi-scorzoni-tarante-mitologie-di-san-paolo-da-malta-al-salento-passando-per-la-sicilia/</a></p>
<p>5) A questo indirizzo si può leggere un mio articolo sulle ricerche di <span style="color: #ff0000;">Alfredo Majorano</span> e ascoltare la registrazione originale della <span style="color: #993300;"><em>Taranta di Lizzano</em></span>: <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2017/05/08/la-prima-registrazione-di-una-pizzica-tarantata-lizzano-1950/">http://lnx.vincenzosantoro.it/2017/05/08/la-prima-registrazione-di-una-pizzica-tarantata-lizzano-1950/</a></p>
<p>6) L&#8217;erudito salentino salentino <span style="color: #ff0000;">Luigi G. De Simone</span> riferisce dell&#8217;attività di <span style="color: #ff0000;">Francesco Mazzotta</span>, violinista cieco originario di Novoli, che insieme alla tamburellista <span style="color: #ff0000;">Donata dell&#8217;Anna</span> di Arnesano, percorreva ville e casali dell&#8217;alto Salento per praticare le terapie musicali. Cfr. <span style="color: #ff0000;">Luigi G. De Simone</span>, <span style="color: #993300;"><em>La vita nella Terra d&#8217;Otranto</em></span>, Rivista Europea, a. VII, vol. III (1876), pp. 341 sgg. (ripubblicato dagli Editori del Grifo nel 1996, a cura di <span style="color: #ff0000;">Michele Paone</span>)</p>
<p>7) Cfr: Fernando Giannini, <em>Tre Violini Inediti del tarantismo</em>, Kurumuny 2002</p>
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		<title>Le favolose tarantelle di Athanasius Kircher</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Apr 2014 07:43:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli di Sergio Torsello]]></category>
		<category><![CDATA[Athanasius Kircher]]></category>
		<category><![CDATA[tarantelle]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Sergio Torsello in Nuovo Quotidiano di Puglia di Sabato 12 gennaio 2013 Un ritorno più meditato alle fonti storiche, soprattutto quelle meno accessibili, è sempre auspicabile per evitare interpretazioni superficiali e tentare di aggiungere elementi nuovi, utili ad una migliore comprensione dei fenomeni indagati. E’ il caso de I gesuiti e le tarantole (Libreria Musicale Italiana, pp.134, euro 30)... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2014/04/27/le-favolose-tarantelle-di-athanasius-kircher/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">di <span style="color: #ff0000;"><strong>Sergio Torsello</strong></span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">in <strong>Nuovo Quotidiano di Puglia</strong> di Sabato 12 gennaio 2013</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2014/04/magnes.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-747" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2014/04/magnes-192x300.jpg" alt="magnes" width="192" height="300" /></a>Un ritorno più meditato alle fonti storiche, soprattutto quelle meno accessibili, è sempre auspicabile per evitare interpretazioni superficiali e tentare di aggiungere elementi nuovi, utili ad una migliore comprensione dei fenomeni indagati. E’ il caso de <span style="color: #993300;"><em>I gesuiti e le tarantole</em></span> (Libreria Musicale Italiana, pp.134, euro 30) il volume della musicologa <span style="color: #ff0000;"><strong>Daniela Rota</strong></span> nel quale sono pubblicate per la prima volta in edizione integrale le pagine dedicate al tarantismo a metà del XVII secolo dai gesuiti <span style="color: #ff0000;"><strong>Athanasius Kircher</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>Caspar Schott</strong></span>. “Fonti assolutamente imprescindibili – nota giustamente l’autrice – ma di non sempre facile reperibilità; puntualmente evocate, ma non sempre rispettosamente citate”. Filologo, scienziato, collezionista, autore di opere di fisica, astronomia, egittologia, musica, Athanasius Kircher (1602-1680), il “maestro di cento arti”, come lo definirono i suoi contemporanei, fu il più prestigioso esponente dell’enciclopedismo barocco. L’interesse per il tarantismo del Kircher, che nella sua opera condensava tutti i <em>leitmotive </em>della cultura barocca a partire dal valore gnoseologico della “meraviglia” aristotelicamente intesa come l’inizio di ogni conoscenza, derivava dall’interesse per le prodigiose virtù terapeutiche della musica. </span><span style="color: #000000; font-size: medium;">La iatromusica barocca aveva recuperato temi <span id="more-44"></span>pitagorici e neoplatonici accanto ai dettami della medicina ippocratica in un complesso sistema di analogie e corrispondenze simpatiche tra “umori” corporei e “modi” musicali. La salute era definita come equilibrio degli umori, la malattia come una alterazione di tale armonia che poteva essere ristabilita dalla musica. In questa prospettiva il tarantismo rappresentava uno straordinario esempio vivente a sostegno delle teorie sui mirabolanti poteri della musica. Avvalendosi delle informazioni dei padri <strong><span style="color: #ff0000;">Nicolello </span></strong>e <span style="color: #ff0000;"><strong>Galliberto</strong></span>, rettori dei collegi gesuiti di Lecce e Taranto, Kircher scrisse del tarantismo in tre opere, <span style="color: #993300;"><em>Magnes</em></span>, <span style="color: #993300;"><em>Musurgia</em></span> e <span style="color: #993300;"><em>Phonurgia</em></span> ricche di preziosi dati sulle credenze popolari, i comportamenti dei tarantati, gli strumenti musicali utilizzati e soprattutto delle trascrizioni degli esempi più antichi di antidoti musicali contro il morso della tarantola (come il celebre <span style="color: #ff0000;"><em>Antidotum Tarantulae</em></span>) che la documentazione diacronica ci consegna. Si tratta, come dicevamo, di fonti importanti anche perché rappresentano uno snodo cruciale nella letteratura storica sull’argomento. Non a caso <span style="color: #ff0000;"><strong>Ernesto De Martino</strong></span> dedicherà pagine fondamentali ne <span style="color: #ff0000;"><em>La Terra del rimorso</em></span> alla trattazione del gesuita.<br />
</span><span style="color: #000000; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2014/04/i-gesuiti-e-le-tarantole.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2765" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2014/04/i-gesuiti-e-le-tarantole-227x300.jpg" alt="i-gesuiti-e-le-tarantole" width="227" height="300" /></a>Le tesi del Kircher, la sua fiducia nel potere risanatore della musica che in fondo avvalorava l’”ideologia popolare” della taranta, ebbero una vasta risonanza e consentirono una circolazione di questi temi nei livelli più alti della vita culturale dell’epoca. La centralità del tarantismo nel panorama letterario barocco del resto è confermata da recenti studi di <span style="color: #ff0000;"><strong>Marino Niola</strong></span> che hanno evidenziato come il tema fosse già vistosamente presente in alcune liriche di <span style="color: #ff0000;"><strong>Gian Battista Marino</strong></span>, del “marinista” pugliese <strong><span style="color: #ff0000;">Gianfrancesco Maia Materdona</span></strong>, di <span style="color: #ff0000;"><strong>Emanuele Tesauro</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>Giacomo Lubrano</strong></span>. Fu poi la polemica illuminista contro il kircherismo e le pratiche superstiziose a determinare un radicale capovolgimento del paradigma interpretativo (il tarantismo visto come l’”altrove dell’irrazionale”) che interromperà tale circolazione preparando il terreno alla riduzione del tarantismo a malattia. Senza rinunciare ad una sottile vena d’ironia di fronte ad alcune inverosimili asserzioni dell’erudito tedesco, l’autrice ricostruisce con rigore filologico la storia editoriale delle opere, i relativi transiti da un testo all’altro e pubblica i capitoli della terza edizione del <em>Magnes </em>(1654) che costituiscono la versione più completa della kircheriana dissertazione sulla tarantola. Di Caspar Schott (1608 -1666), allievo e divulgatore dell’opera del maestro, si pubblicano invece le pagine contenute nell’<span style="color: #993300;"><em>Acustica</em></span> (1657), efficace sunto (originale se non per contenuto almeno per forma espositiva) di quanto Kircher aveva scritto sull’argomento. Un’opera meritoria dunque questa di Daniela Rota che finalmente consente al lettore comune come allo specialista la consultazione diretta di alcune tra le più importanti fonti storiche sul tarantismo.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;">Un articolo di approfondimento (<span style="color: #ff0000;"><em>Athanasius Kircher e il tarantismo nella cultura meridionale</em></span>, di <span style="color: #ff0000;"><strong>Francesco Barreca</strong></span>) si può leggere cliccando <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2012/05/02/athanasius-kircher-e-il-tarantismo-nella-cultura-meridionale/">qui</a></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000; font-size: medium;">Una ampia selezione di scritti di Sergio Torsello, pubblicata con il consenso dell&#8217;autore, si può leggere cliccando <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/articoli-di-sergio-torsello/">qui</a></span> </span></p>
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