Tarantelle, santi e guaritori. Forme e figure di un culto popolare

cfe82740-ca98-407f-b401-06dbc3fe50cbAntonio BasileEugenio ImbrianiDaniela RotaVincenzo Santoro, Sandra Taveri, Tarantelle, santi e guaritori. Forme e figure di un culto popolare, a cura di Vincenzo Santoro, Itinerarti 2024, p. 142, euro 15

Il volume, a completamento del trittico comprendente Il tarantismo mediterraneo. Una cartografia culturale e Percorsi del tarantismo mediterraneo, entrambi pubblicati da Itinerarti nel 2021, raccoglie una riflessione a più voci sul fenomeno del tarantismo – che trova in Puglia la propria “area elettiva” ma si attesta in diversi contesti del bacino del Mediterraneo – approfondendone tratti comuni e distintivi, anche in ragione della copiosa messe di studi e di nuove fonti emerse negli ultimi decenni.
In particolare, il saggio di Daniela Rota Tarantellario italo-ispanico (da padre Kircher al dottor Cid) osserva la diffusione, fra Napoli e la Spagna di metà seicento, delle tarantelle di ambito colto, in certi casi riprese da motivi popolari in seguito alle prime trascrizioni di melodie di accompagnamento del rituale coreutico, pubblicate dall’illustre gesuita Athanasius Kircher.
Antonio Basile (E Maria Catalda balla ancora… Notarelle paesane sul “Ballo della tarantola”) e Sandra Taveri (Fonti e testimonianze del tarantismo brindisino) riferiscono le molteplici testimonianze del medesimo dispositivo culturale nel Tarantino e nel Brindisino, dove la taranta per secoli ha rappresentato un flagello ma anche, paradossalmente, un richiamo per studiosi di un esteso ventaglio di discipline e tanti colti visitatori alla ricerca di vecchie e nuove “superstizioni”.
Eugenio Imbriani (Tarantismo e ibridazioni) ritorna su questioni nodali dell’approccio demartiniano al tarantismo, anche in relazione agli attuali processi di patrimonializzazione, per tratteggiare la natura “ibrida”, multiforme e sfuggente del celebre insetto ritenuto la causa del suo insorgere.
Il contributo di Vincenzo Santoro, Il culto popolare di san Paolo attraverso evidenze documentali e iconografiche infine, si misura su un tema, quello dell’arcaico “culto” popolare di san Paolo nelle sue complesse articolazioni, oggetto di riflessione di molti autori che non smette di riservare stupori, soprattutto per l’ampiezza e la varietà delle tracce iconografiche, dall’ambito popolare a quello dell’arte classica e colta.
A chiusura del volume una rassegna diacronica di testimonianze, dai primi dell’Ottocento fino alla indagine demartiniana, ricostruisce il dolente pellegrinaggio dei tarantati alla cappella di Galatina, da cui emerge un quadro di estrema marginalità e disagio esistenziale, che appare quanto mai distante dalla visione oleografica che si è recentemente affermata nel problematico revival contemporaneo.

Antonio Basile ha insegnato Antropologia culturale e Antropologia delle società complesse nell’Accademia di Belle Arti di Lecce. Dal 2010 al 2023 è stato direttore scientifico del Civico museo etnografico “Alfredo Majorano” di Taranto. Per i tipi della Progedit ha pubblicato: Gioconda miseria. Il tarantismo a Taranto. XVI-XX secolo (Bari 2015) e insieme a Gianluca Marinelli e Stefania Castellana, Arte a Taranto. 1980-1990 (Bari 2024).
Eugenio Imbriani è professore di Antropologia culturale e Storia delle tradizioni popolari presso l’Università del Salento (Lecce). I suoi interessi sono orientati allo studio del folklore, ai temi della cultura popolare, della scrittura e dell’esperienza etnografica, ai rapporti tra memoria e oblio nella produzione dei patrimoni culturali e delle identità locali. Ha prodotto numerose pubblicazioni, monografie e saggi; ha promosso e diretto progetti di ricerca in Italia e all’estero; è direttore della rivista “Palaver”. Tra i suoi lavori più recenti: A come antropologia (2019, nuova ed. 2023); Poco prima del futuro. La cultura tra ibridi e attese (2021); F come folklore (2022).
Daniela Rota, musicologa, titolare per quarant’anni della cattedra di Storia ed Estetica
della Musica presso il Conservatorio “Giovanni Paisiello” di Taranto, si è occupata di tarantismo e di trattatistica musicologica gesuita d’età barocca, pubblicando la traduzione dal latino e l’edizione critica degli scritti dei padri Athanasius Kircher e Caspar Schott (in riviste,
atti di convegni, pubblicazioni miscellanee, nonché nel volume I Gesuiti e le tarantole, 2012) e relazionando sull’argomento in convegni nazionali e internazionali.
Vincenzo Santoro, responsabile del dipartimento Cultura, Turismo e Agricoltura dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, è impegnato da molti anni nell’organizzazione di iniziative ed eventi sulle musiche e culture popolari del Mezzogiorno (fra cui la recente mostra Il Salento di Annabella Rossi. La ricerca visiva sul tarantismo e oltre, allestita presso la Biblioteca Bernardini di Lecce). Su questi temi ha all’attivo diverse pubblicazioni: la più recente Il tarantismo mediterraneo. Una cartografia culturale, 2021.
Sandra Taveri svolge da lungo tempo attività di insegnamento a Brindisi ha prestato servizio in molte scuole di vario ordine e grado. Dopo aver effettuato gli studi pedagogici e teologici ha dedicato le sue attenzioni alla religiosità popolare ed alle tradizioni locali ricercando in particolare le fonti che documentano la presenza del fenomeno del tarantismo nella città di Brindisi e in provincia.

per informazioni, prenotazioni e acquisti: info@itinerarti.com

 

Articoli, recensioni:

 

Presentazioni programmate (2024):

1 agosto, Patù, ore 20.30, Palazzo Liborio Romano

4 agosto, Carpignano Salentino (Le)

13 agosto, Presicce (Le), ore 21, ex Convento dei Carmelitani

21 agosto, Alessano (Le)

30 agosto, Taviano (Le), OSIMU Art 2024

 

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