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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Cutrofiano</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Addio a Uccio Aloisi, l&#8217;ultimo patriarca della musica popolare salentina</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 23:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere del Mezzogiorno]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Vincenzo Santoro dal Corriere del Mezzogiorno del 23 ottobre 2010 Quannu si natu signuria? Uno del dieci millenovecentoventotto, a quintru sta casa proprio, quista tene settantacinque anni, sta casa. E ci hai fattu? Alla mia vita? Lu fessa!! A mie me dici ci hai fattu? Tutte l’aggiu fatte! Alli puzzi, alle tajate, alle fogge de l’argilla, alle fondazioni, iu... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/10/22/addio-a-uccio-aloisi-lultimo-patriarca-della-musica-popolare-salentina/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/10/UccioAloisi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1716" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/10/UccioAloisi-291x300.jpg" alt="UccioAloisi" width="291" height="300" /></a><br />
<span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <span style="color: #ff0000;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span></span></p>
<p>dal <strong>Corriere del Mezzogiorno</strong> del 23 ottobre 2010</p>
<p><em>Quannu si natu signuria?</em></p>
<p>Uno del dieci millenovecentoventotto, a quintru sta casa proprio, quista tene settantacinque anni, sta casa.</p>
<p><em>E ci hai fattu?</em></p>
<p>Alla mia vita? Lu fessa!! A mie me dici ci hai fattu? Tutte l’aggiu fatte! Alli puzzi, alle tajate, alle fogge de l’argilla, alle fondazioni, iu l’aggiu chine, iu tabaccu, iu&#8230; vignetu, iu cu bau&#8230; alli disoccupati, iu aggiu coddu letame de menzu la strada&#8230; Ma l’aggiu fatte tutte ma sempre de la fame aggiu mortu.</p>
<p>In questo modo si presenta, nella bella “autobiografia raccontata” dalla sua viva voce (<span style="color: #ff0000;"><em>I colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare</em></span>, libro con 2 CD, edizioni Aramirè), <strong>Uccio Aloisi</strong>, meravigliosa voce popolare, grande virtuoso del tamburello, straordinario intrattenitore ed essenziale punto di collegamento fra la “tradizione orale” ancora in funzione e il movimento musicale salentino degli ultimi anni. La sua vocalità antica, caratterizzata da un virtuosismo estremo, in analogia ai modi delle tradizioni mediterranee, ha costituito un punto di riferimento essenziale per chiunque abbia voluto accostarsi alle vere “radici” <span id="more-213"></span>della musica salentina. Le registrazioni “sul campo” effettuate durante le sue esibizioni (insieme al suo grande amico <strong>Uccio Bandello</strong>, altra sublime voce popolare), hanno costituito una parte fondamentale del repertorio dei giovani gruppi di riproposta della musica tradizionale. Ma Uccio era anche una persona meravigliosa e di grande generosità, che lasciava il segno in chiunque avesse il piacere di conoscerlo.</p>
<p>Proveniva da una famiglia contadina di <strong>Cutrofiano</strong>, paese agricolo situato nel centro della provincia di Lecce. Mastica la musica fin dalla culla, vivendo immerso in quella cultura orale salentina in cui il canto era una pratica consueta, e serviva ad alleviare la sofferenza e la fatica. A metà degli anni ‘70, nell’ambito del fermento del primo folk revival salentino, insieme a <strong>Uccio Bandello</strong> e ad altri amici, formano un vero e proprio gruppo musicale, che si fa chiamare appunto “<span style="color: #ff0000;"><strong>Gli Ucci</strong></span>”. Con questa formazione partecipano al piccolo circuito musicale di quegli anni, sperimentando un adattamento del repertorio contadino alla dimensione dei concerti (con palco, microfoni e amplificazione), con arrangiamenti che uniscono la musica di tradizione orale ad influenze provenienti dal “liscio folk”, molto in voga in quegli anni (straordinaria testimonianza di questa esperienza rimane l’imperdibile CD <span style="color: #ff0000;"><em>Buonasera a quista casa. Pizziche, stornelli, canti salentini</em></span>, edizioni Aramirè, Lecce 1999).</p>
<p>In seguito, anche nel corso degli anni ‘90, grazie alla ripresa di interesse per la musica salentina, il gruppo ha una discreta attività dal vivo, e compie anche diverse trasferte all’estero. Dopo la scomparsa nel 1998 di Bandello, Uccio comincia a suonare con un altro gruppo di musicisti, che si fa chiamare “<span style="color: #ff0000;"><strong>Uccio Aloisi Gruppu</strong></span>”, e con loro si esibisce nelle principali piazze del Salento e d’Italia. Fuori dalla sua terra è particolarmente apprezzato nel circuito dei centri sociali, dove riscuote un grandissimo successo, riuscendo a galvanizzare un pubblico di giovani urbani, così distante da lui per esperienza di vita e per età, e dando in questo modo un contributo fondamentale alla diffusione del “verbo della pizzica”. Alla fine di questo percorso &#8211; a 74 anni! &#8211; giunge la pubblicazione del suo primo CD “serio”, <span style="color: #ff0000;"><em>Robba de smuju</em></span>, edito nel 2003 dalle edizioni musicali del <strong>manifesto</strong>.</p>
<p>In queste imprese Uccio è sostenuto da una debordante presenza scenica (dotato di un naturale senso dello spettacolo, è capace di esibirsi tranquillamente davanti a centinaia di migliaia di persone, come è capitato in varie edizioni della <strong>Notte della Taranta</strong> e nel <strong>Concerto del Primo Maggio</strong> a piazza San Giovanni a Roma nel 2004), ma anche dalla capacità di esaltare nei concerti le componenti gioiose e “festaiole” della musica popolare salentina, mandando così in visibilio un pubblico che in lui riconosce una freschezza che forse manca a molti musicisti più giovani.</p>
<p>Negli ultimi anni della sua vita, circondato da un rispetto e da una venerazione che si riconosce solo ai grandi maestri, ha continuato ad avere un’intensa attività concertistica, e la sua parabola artistica ha rappresentato la più straordinaria dimostrazione della capacità di questa musica antica di parlare alla contemporaneità senza complessi e senza timori reverenziali.</p>
<p>Oggi il movimento della musica salentina piange il suo ultimo eroe, con la consapevolezza che, dopo di lui, nel bene e nel male, tutto sarà diverso.</p>
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<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Per approfondire:</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">l&#8217;imperdibile CD <span style="color: #ff0000;"><em>Buonasera a quista casa. Pizziche, stornelli, canti salentini</em></span>, edizioni Aramirè, Lecce 1999, la straordinaria testimonianza del repertorio degli &#8220;Ucci&#8221;, con registrazioni dagli anni Settanta ai  Novanta;</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Live in Villaggio Globale</span></span></em></span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">, autoproduzione 2000 (performance dal centro sociale romano, putroppo di non grande qualità);</span></span></p>
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<p><span style="color: #ff0000;"><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Robba de Smuju</span></span></em></span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">, <span style="color: #000000;">Materiali</span> musicali del manifesto 2003</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">e infine la sua &#8220;autobiografia raccontata&#8221;: <span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=3&amp;id_recensione=3"><em>I colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare</em></a><span style="color: #000000;">, a cura di Roberto Raheli, Vincenzo Santoro e Sergio Torsello, libro con 2 CD audio, edizioni Aramirè, Lecce 2004, da cui è tratta la citazione all&#8217;inizio dell&#8217;articolo</span></span></span></span></p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F22%2Faddio-a-uccio-aloisi-lultimo-patriarca-della-musica-popolare-salentina%2F&amp;linkname=Addio%20a%20Uccio%20Aloisi%2C%20l%E2%80%99ultimo%20patriarca%20della%20musica%20popolare%20salentina" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F22%2Faddio-a-uccio-aloisi-lultimo-patriarca-della-musica-popolare-salentina%2F&amp;linkname=Addio%20a%20Uccio%20Aloisi%2C%20l%E2%80%99ultimo%20patriarca%20della%20musica%20popolare%20salentina" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F22%2Faddio-a-uccio-aloisi-lultimo-patriarca-della-musica-popolare-salentina%2F&amp;linkname=Addio%20a%20Uccio%20Aloisi%2C%20l%E2%80%99ultimo%20patriarca%20della%20musica%20popolare%20salentina" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F22%2Faddio-a-uccio-aloisi-lultimo-patriarca-della-musica-popolare-salentina%2F&amp;linkname=Addio%20a%20Uccio%20Aloisi%2C%20l%E2%80%99ultimo%20patriarca%20della%20musica%20popolare%20salentina" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F22%2Faddio-a-uccio-aloisi-lultimo-patriarca-della-musica-popolare-salentina%2F&amp;linkname=Addio%20a%20Uccio%20Aloisi%2C%20l%E2%80%99ultimo%20patriarca%20della%20musica%20popolare%20salentina" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F22%2Faddio-a-uccio-aloisi-lultimo-patriarca-della-musica-popolare-salentina%2F&amp;title=Addio%20a%20Uccio%20Aloisi%2C%20l%E2%80%99ultimo%20patriarca%20della%20musica%20popolare%20salentina" id="wpa2a_2">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/10/22/addio-a-uccio-aloisi-lultimo-patriarca-della-musica-popolare-salentina/">Addio a Uccio Aloisi, l&#8217;ultimo patriarca della musica popolare salentina</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Uccio Aloisi e Andrea Sacco, cantori di Puglia</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 17:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Vincenzo Santoro da Anci Rivista, marzo 2008 Negli ultimi anni la Puglia è stata lo scenario dell’esplosione di un vero e proprio “movimento” di recupero e riproposta della musica di tradizione. Diciamo la Puglia, ma in realtà dovremmo parlare delle sue “estremità”, il Gargano e il Salento, due sub-regioni molto distanti per storia, lingua e caratteristiche morfologiche, ma accomunate... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/03/31/uccio-aloisi-e-andrea-sacco-cantori-di-puglia/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/03/31/uccio-aloisi-e-andrea-sacco-cantori-di-puglia/">Uccio Aloisi e Andrea Sacco, cantori di Puglia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <span style="color: #ff0000;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span></span></span></p>
<p>da <strong>Anci Rivista</strong>, marzo 2008<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/11/andreasacco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1264" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/11/andreasacco-207x300.jpg" alt="andreasacco" width="207" height="300" /></a></p>
<p>Negli ultimi anni la <strong>Puglia</strong> è stata lo scenario dell’esplosione di un vero e proprio “movimento” di recupero e riproposta della musica di tradizione. Diciamo la <strong>Puglia</strong>, ma in realtà dovremmo parlare delle sue “estremità”, il <strong>Gargano</strong> e il <strong>Salento</strong>, due sub-regioni molto distanti per storia, lingua e caratteristiche morfologiche, ma accomunate dall’avere conservato uno straordinario patrimonio di “musiche di tradizione orale”. Questi repertori musicali, usciti progressivamente dall’uso negli ultimi decenni, per effetto dei cambiamenti sociali ed economici che hanno riguardato le due aree, hanno però conservato una vitalità tale da poter essere pienamente recuperati dalla giovani generazioni, seppur in contesti e con modalità profondamente differenti da quelli originari.</p>
<p>A favorire il “passaggio di testimone” alle generazioni più giovani hanno contribuito due figure di anziani artisti popolari di talento assoluto, <span style="color: #993300;"><strong>Andrea Sacco</strong></span> di <strong>Carpino</strong> (Foggia) e <span style="color: #993300;"><strong>U</strong><strong>ccio Aloisi</strong></span> di <strong>Cutrofiano</strong> (Lecce), gli ultimi due “patriarchi” della musica tradizionale pugliese<span id="more-361"></span>.</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Andrea Sacco</strong></span>, classe 1911, recentemente scomparso all’età di 94 anni, cantore e suonatore di “chitarra battente”, è stato uno dei più grandi interpreti delle caratteristiche tarantelle del <strong>Gargano</strong>. Per la sua particolare maestria, la sua musica è stata negli anni oggetto di studio per una moltitudine di etnomusicologi e di appassionati, a partire dall’incontro nel 1954 con la bizzarra coppia di studiosi, l’americano <strong>Alan Lomax </strong>e <strong>Diego Carpitella</strong>, che in quegli anni stavano girando la Penisola in lungo e in largo per documentare l’immenso patrimonio delle musiche di tradizione italiane. In seguito le sue esecuzioni musicali hanno lasciato tracce molto influenti nella musica popolare; in particolare, della sua montanara più famosa, <span style="color: #993300;"><em>Accommë j’eia fa’ p’ama’ ‘sta donnë</em></span>, conosciuta impropriamente con il titolo <strong>Tarantella del Gargano</strong>, si contano decine di versioni dei gruppi di riproposta, a partire da quella, dei primi anni <strong>Settanta</strong>, della <strong>Nuova Compagnia di Canto Popolare</strong> di <strong>Roberto De Simone</strong>.</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Uccio Aloisi</strong></span>, classe 1928, contadino, coltivatore di tabacco e cavatore d’argilla, è invece il patriarca della musica salentina. Dotato di una vocalità potente e raffinata, grande virtuoso del “tamburo a cornice”, con cui accompagna l’esecuzione di travolgenti pizziche-pizziche, <span style="color: #993300;"><strong>Uccio</strong></span> è anche un “animale da palcoscenico”, capace, come e meglio di una consumata rockstar, di affrontare senza esitazioni – anche oggi, che è quasi arrivato a 80 anni! – le folle oceaniche dei grandi raduni di massa delle estati musicali salentine. «<strong><span style="color: #993300;">Uccio Aloisi </span></strong>– ci ricorda <strong>Alessandro Portelli</strong> &#8211; ha avuto una vita lunga, intensa e non facile, ed è diventato una figura di culto in tarda età per un pubblico di ragazzi. È stata la riscoperta della pizzica, con quel tanto di moda che ci si è accompagnata, a portarlo alla ribalta – e giustamente, non solo perché è un grande artista e una voce straordinaria […], ma perché dentro questa voce c’è la grana e la storia di un mondo del quale la pizzica è solo una delle espressioni, non necessariamente la più significativa».</p>
<p>Le figure di questi due grandi personaggi ci vengono restituite nella loro complessità, anche al di là di un interesse puramente consumistico per la loro musica, da due libri pubblicati da <strong>Aramirè</strong>, una piccola casa editrice leccese: <em><span style="color: #993300;">Andrea Sacco suona e canta. Storie di un suonatore e cantatore di Carpino</span></em>, di <strong>Enrico Noviello</strong>, pag. 128, 2005, e <span style="color: #993300;"><em>I colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare</em></span>, a cura di <strong>Roberto Raheli</strong>, <strong>Vincenzo Santoro </strong>e <strong>Sergio Torsello</strong>, pag. 148, 2004. In queste pubblicazioni, corredate entrambe da due CD audio, <span style="color: #993300;"><strong>Sacco</strong></span> e <span style="color: #993300;"><strong>Aloisi</strong></span> raccontano del loro rapporto profondo e passionale con la musica, ma anche della lotta quotidiana per affrancarsi dalle condizioni di povertà comuni ai contadini del Sud della loro generazione. Ne emerge così uno spaccato di un mondo orale e contadino che sta scomparendo, e dal quale tutti noi proveniamo.</p>
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