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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Franco Arminio</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Matera, l&#8217;avanguardia dell&#8217;arcaico</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 06:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Arminio]]></category>
		<category><![CDATA[paesologia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Matera Capitale occasione per tutto il Sud Intervista a Franco Arminio di Vincenzo Santoro, in Anci Rivista, novembre-dicembre 2014 Il 17 ottobre scorso, dopo una lunga e complicata fase di selezione, Matera è stata proclamata Capitale Europea della Cultura per il 2019. Ha avuto la meglio sulle altre cinque città che erano state precedentemente selezionate dalla Commissione Internazionale presieduta da... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2015/06/19/lavanguardia-dellarcaico/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><em>Matera Capitale occasione per tutto il Sud</em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><em>Intervista a <span style="color: #ff0000;"><strong>Franco Arminio</strong></span></em></span></p>
<p>di <span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span>, in Anci Rivista, novembre-dicembre 2014</p>
<p><span style="font-size: medium;"><em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/02/260px-Cittadimatera1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-660" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/02/260px-Cittadimatera1.jpg" alt="Città di Matera" width="260" height="192" /></a>Il 17 ottobre scorso, dopo una lunga e complicata fase di selezione, Matera è stata proclamata <span style="color: #993300;">Capitale Europea della Cultura</span> per il 2019. Ha avuto la meglio sulle altre cinque città che erano state precedentemente selezionate dalla Commissione Internazionale presieduta da Steve Green per la fase finale: Ravenna, Siena, Lecce, Cagliari e Perugia.</em></span></p>
<p>Si tratta di un riconoscimento importantissimo per la Città dei Sassi, esempio mirabile di architettura e urbanistica di tradizione millenaria, riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, che però in una storia non molto lontana, per le condizioni di degrado in cui erano costretti a vivere i suoi abitanti, erano assurti a sorta di simbolo dell’arretratezza e della povertà del Sud.</p>
<p>Abbiamo chiesto una riflessione sul significato più generale di questa designazione, per il Sud e per la Cultura italiana, al poeta, saggista e “paesologo” <span style="color: #ff0000;">Franco Arminio</span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><em>Matera è il simbolo di una certa Italia del Sud contadina e povera, che doveva nascondere i segni del proprio passato, e in particolare i “Sassi”, che dal Dopoguerra cominciano ad essere considerati una sorta di “vergogna nazionale”, a tal punto che chi ci viveva viene costretto a trasferirsi altrove. Oggi pare quasi che quegli elementi di arretratezza si siano trasformati in simboli identitari e addirittura in potenti fattori di attrazione turistica. Che ne pensa?</em></span></p>
<p>Penso che è successa una cosa straordinaria. Se consideriamo la storia d’Italia dall’Unità ad oggi non è che troviamo tanti eventi belli per il Sud. La nomina di Matera è sicuramente uno dei pochissimi eventi belli nella storia delle città e dei paesi meridionali.</p>
<p>Per me bisogna partire da qui, da questo successo. Dobbiamo imparare a godere delle buone notizie. Siamo stati abituati a vivere nella dittatura dei problemi. Il Sud come caso clinico, il Sud come infermo che non finisce mai di star male. Sicuramente nel passato l’arretratezza del Sud era molto pesante. Ora stare indietro non è un problema così grande se chi sta avanti sta andando a sbattere. Matera non solo è una bellissima città, ma non è affatto un luogo arretrato, anche se non ci passa l’autostrada e la ferrovia. Matera è una città in cui si vive bene. Non ha i problemi che ha Napoli e non ha neppure i problemi che ha Milano. Forse i luoghi vanno analizzati caso per caso, senza farsi condizionare dal fatto che stanno al Sud o al Nord</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">Questa designazione della Città lucana può rappresentare, in qualche modo, una possibile ipotesi di “modello di sviluppo” differente anche per il resto del Sud?</span></p>
<p>Assolutamente si. Sarebbe ben poca cosa se questa nomina viene vista solo come un’occasione di incremento del flusso turistico. Sicuramente Matera avrà più turisti da subito e anche dopo il 2019, ma io credo ci siano le condizioni per osare qualcosa in più. Matera come capitale dell’Italia interna per me significa coniugare computer e pero selvatico, il passato e il futuro. Matera non è una città globalizzata. Il pane che si mangia in città non si fa altrove, spero che sia sempre di più così per la maggior parte del cibo. Nel Sud è importante dare un ruolo alle città medie. Esse possono tenere assieme l’aria di un paese e quella di una città europea. Matera da questo punto di vista è sicuramente più avanti di tante altre città e non solo per la nomina a capitale della cultura. Il Sud italiano è un pezzo d’Europa e come il resto d’Europa deve fare i conti con una dinamica di declino. Però nel mondo c’è bisogno del Sud italiano, quello delle coste e quello dell’interno, che io chiamo Mediterraneo interiore. Io credo che abbiamo ancora qualche anno di difficoltà davanti a noi, ma il futuro del Sud è più roseo di quel che si crede. L’importante è non pensare a un modello uguale per tutto il Sud. Quello che va bene in un posto non va bene in un altro. Non c’è una sola strada per uscire dalla globalizzazione. Ogni luogo deve inventarsi la sua. Matera potrebbe essere l’avanguardia dell’arcaico.</p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Altre info su Franco Arminio si possono leggere a questo indirizzo: <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2014/03/28/unite-nel-sentimento-le-nuove-comunit-intervista-a-franco-arminio/">http://lnx.vincenzosantoro.it/2014/03/28/unite-nel-sentimento-le-nuove-comunit-intervista-a-franco-arminio/</a></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F06%2F19%2Flavanguardia-dellarcaico%2F&amp;linkname=Matera%2C%20l%E2%80%99avanguardia%20dell%E2%80%99arcaico" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F06%2F19%2Flavanguardia-dellarcaico%2F&amp;linkname=Matera%2C%20l%E2%80%99avanguardia%20dell%E2%80%99arcaico" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F06%2F19%2Flavanguardia-dellarcaico%2F&amp;linkname=Matera%2C%20l%E2%80%99avanguardia%20dell%E2%80%99arcaico" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F06%2F19%2Flavanguardia-dellarcaico%2F&amp;linkname=Matera%2C%20l%E2%80%99avanguardia%20dell%E2%80%99arcaico" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F06%2F19%2Flavanguardia-dellarcaico%2F&amp;linkname=Matera%2C%20l%E2%80%99avanguardia%20dell%E2%80%99arcaico" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F06%2F19%2Flavanguardia-dellarcaico%2F&amp;title=Matera%2C%20l%E2%80%99avanguardia%20dell%E2%80%99arcaico" id="wpa2a_2">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2015/06/19/lavanguardia-dellarcaico/">Matera, l&#8217;avanguardia dell&#8217;arcaico</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Unite nel sentimento le nuove comunit&#224;. Intervista a Franco Arminio</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2014/03/28/unite-nel-sentimento-le-nuove-comunit-intervista-a-franco-arminio/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2014 18:35:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli di Sergio Torsello]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Arminio]]></category>
		<category><![CDATA[paesologia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Sergio Torsello da Nuovo Quotidiano di Puglia di giovedì 27 Marzo 2014 &#8220;La pizzica è un grande riattivatore di comunità. La musica è un linguaggio straordinario, perché riaccende l’audio dei territori. Bisognerebbe fare in altre regioni quello che si è fatto in Puglia per la musica”. A dirlo Franco Arminio, l’inventore della “paesologia”, che ad aprile (dall’11 al 13)... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2014/03/28/unite-nel-sentimento-le-nuove-comunit-intervista-a-franco-arminio/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="font-size: medium;">di <span style="color: #ff0000;"><strong>Sergio Torsello</strong></span></span></p>
<p>da <strong>Nuovo Quotidiano di Puglia</strong> di giovedì 27 Marzo 2014</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2014/03/arminio1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-751" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2014/03/arminio1-300x199.jpg" alt="arminio(1)" width="300" height="199" /></a>&#8220;La pizzica è un grande riattivatore di comunità. La musica è un linguaggio straordinario, perché riaccende l’audio dei territori. Bisognerebbe fare in altre regioni quello che si è fatto in Puglia per la musica”. A dirlo <span style="color: #ff0000;"><strong>Franco Arminio</strong></span>, l’inventore della “paesologia”, che ad aprile (dall’11 al 13) sarà a <strong>Melpignano</strong> per inaugurare la Scuola Nazionale di paesologia, prima tappa di un tour organizzato dall’Associazione Borghi Autentici d’Italia. La paesologia è una “scienza arresa”, dice Arminio “radicalmente ecologica”. Il paesologo gioca sugli opposti &#8211; intimità e distanza, individuo e comunità, tensione civile e tensione lirica &#8211; per spiegare la sua creatura. Un oggetto misterioso, secondo alcuni, per molti una delle forme più raffinate di agire culturale (e politico) contemporaneo. Intellettuale atipico, Arminio è oggi una delle voci più ascoltate della sinistra <span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span id="more-45"></span></span>italiana. E dalla sua Irpinia posa uno sguardo lucido, al tempo stesso poetico e spietato, sulle bellezze e sui mali del sud. Un Sud spesso consegnato alla “congiura dei deboli”, che a volte appare come un problema, altre volte come una meravigliosa opportunità.</span></p>
<p><em>Lei ha definito la paesologia come un misto di “etnologia e poesia”. Può spiegarne meglio il senso?</em></p>
<p>Il senso è che l’osservazione e la descrizione del mondo esterno è sempre in qualche modo coniugata con una visione soggettiva, umorale, non intellettualistica. Che mette in gioco il corpo, le emozioni, l’esperienza sensoriale. Il paesologo non ha certezze preconfezionate. Produce visioni. Suggerisce che si può abitare il mondo in un modo nuovo.</p>
<p><em>Nel <strong>Salento</strong> è quasi di casa. Qual è il suo rapporto con questo lembo di Sud? </em></p>
<p>Sono molto legato al Salento, un sud “ orizzontale”, diverso da quello in cui sono nato. Amo i suoi orti, la sua luce, la sua gente. Il Salento è un bel luogo del mondo. Lo considero una risorsa dell’Europa, non solo del Mezzogiorno. Ritengo una fortuna vivere a pochi chilometri da Pompei, a tre ore di macchina dal Salento. Ma poi penso che questi luoghi straordinari del Sud dovrebbero amarsi di più, incontrarsi di più, dialogare tra loro e insieme con il mondo.</p>
<p><em>Nei suoi immaginifici reportage lo sguardo si sofferma tanto sui paesi quanto sui poeti. Qual è la relazione tra la poesia e i luoghi? </em></p>
<p>Parlo dei poeti quando ci sono. Ho la sensazione che la poesia alligni più facilmente nei luoghi più sperduti e affranti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Autismo corale” vs comunità. La paesologia può aiutare a ricostruire un senso di appartenenza?</p>
<p>Bella domanda. Questa è la sfida cruciale. È ora di farla finita con l’autismo corale. È il momento di costruire nuove comunità, nuove e antiche. Comunità “provvisorie”, comunità di “sentimento”. Tutto ciò che può servire ad arginare la proliferazione di Io e dell’indifferenza, la mancanza di compassione.</p>
<p><em>Per la vocazione “resistente”, l’impegno civile e l’attenzione alla tutela dei beni comuni, qualcuno ha definito la paesologia “una nuova forma della politica”. La paesologia può essere una nuova declinazione del meridionalismo progressista? </em></p>
<p>Credo di si. Attenzione, impegno, rivoluzione: la paesologia politica gira intorno a queste tre parole. Io credo che il sud può avere un grande futuro. Il mondo ha bisogno del sud Italia, del suo mare, del suo cibo, dei suoi paesi, della sua cultura meno fatalista, quella inclusiva, visionaria, di quell’idea di “misura” oggi sempre più necessaria.</p>
<p><em>Il suo blog, “Comunità provvisorie”, vuole essere una risposta al “bisogno di comunità” che pervade il mondo contemporaneo? </em></p>
<p>Il blog, le scuole di paesologia, gli incontri nei territori, facebook, tutto è utile per rianimarci, per incoraggiarci. Per mettere in relazione le persone e le idee. Per provare a disarmare il disincanto.</p>
<p><em>Nei suoi scritti ha precisato che la paesologia non è “paesanologia” o idolatria della cultura locale. E spesso ha polemizzato con la tendenza a rifugiarsi in nostalgie regressive o ripiegamenti localistici. Cosa pensa del revival salentino della pizzica? Come giudica questa riscoperta dei luoghi e della cultura locale?</em></p>
<p>La riscoperta dei luoghi e della cultura locale mi sta benissimo. La paesanologia un poco meno. Non mi piace la lobby degli scoraggiatori militanti che domina spesso nei paesi del Sud. Il paesanologo ha un’idea piccola del paese. Il suo motto è piccolo paese, piccola vita. Il motto del paesologo è ben diverso: piccolo paese grande vita. Da questo punto di vista il Salento, Melpignano in particolare, è un luogo emblematico, quasi una “patria culturale” per il paesologo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000; font-size: medium;">Una ampia selezione di scritti di Sergio Torsello, pubblicata con il consenso dell&#8217;autore, si può leggere cliccando <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2014/03/28/unite-nel-sentimento-le-nuove-comunit-intervista-a-franco-arminio/">qui</a></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Una geografia &#8220;commossa&#8221; dell&#8217;Italia interna</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jan 2014 15:43:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Arminio]]></category>
		<category><![CDATA[paesologia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Vincenzo Santoro da Anci Rivista, settembre-ottobre 2013 “La paesologia è una via di mezzo tra l’etnologia e la poesia. Non è una scienza umana, è una scienza arresa, utile a restare inermi, immaturi. La paesologia non è altro che il passare del mio corpo nel paesaggio e il passare del paesaggio nel mio corpo. È una disciplina fondata sulla terra... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2014/01/16/una-geografia-commossa-dellitalia-interna/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span></span></p>
<p>da <strong>Anci Rivista</strong>, settembre-ottobre 2013</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2014/01/geocomm.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-768" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2014/01/geocomm-190x300.jpg" alt="geocomm" width="190" height="300" /></a>“La paesologia è una via di mezzo tra l’etnologia e la poesia. Non è una scienza umana, è una scienza arresa, utile a restare inermi, immaturi. La paesologia non è altro che il passare del mio corpo nel paesaggio e il passare del paesaggio nel mio corpo. È una disciplina fondata sulla terra e sulla carne. È semplicemente la scrittura che viene dopo aver bagnato il corpo nella luce di un luogo.”</p>
<p>Così la “disciplina” della paesologia è descritta dal suo fondatore e “guru” <span style="color: #ff0000;"><strong>Franco Arminio</strong></span>, scrittore e poeta &#8211; ma anche giornalista, blogger (animatore di <a href="http://comunitaprovvisorie.wordpress.com">http://comunitaprovvisorie.wordpress.com</a> ), viaggiatore e organizzatore di cultura – originario di Bisaccia, paese dell’“Irpinia d’Oriente”.</p>
<p>Con questo suo modo singolare e affascinante di guardare i luoghi e di raccontarli Arminio ha prodotto negli ultimi anni numerosi libri, da quelli più dichiaratamente poetici ad altri, composti da scritti brevi in prosa, che offrono un resoconto accorato dei paesi dell’Italia interna (soprattutto quelli del Sud), sospesi fra la bellezza antica e la desolazione e l’abbandono dei tempi nostri. In questo modo sono nati volumi illuminanti e di grande suggestione, come<span id="more-53"></span> <span style="color: #993300;"><em>Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia</em></span> (Laterza 2008), <span style="color: #993300;"><em>Cartoline dai morti</em></span> (Nottetempo 2010), <span style="color: #993300;">Terracarne. Viaggio nei paesi invisibili e nei paesi giganti del Sud Italia</span> (Mondadori 2011) e il libro di poesie paesologiche <span style="color: #993300;"><em>Stato in luogo</em></span> (Transeuropa 2012).</p>
<p>Insieme all’attività più propriamente letteraria, Arminio ha sviluppato anche un deciso attivismo nel campo dell’organizzazione culturale, diventando un punto di riferimento per quanti stanno riflettendo &#8211; e sperimentando pratiche concrete &#8211; su un nuovo modello di sviluppo per quella che <span style="color: #ff0000;"><strong>Manlio Rossi Doria</strong></span> chiamava “l’Italia dell’osso”. Fino al punto che <span style="font-size: medium;">l&#8217;allora </span>ministro della Coesione Territoriale <span style="color: #ff0000;"><strong>Fabrizio Barca</strong></span> ha voluto un suo intervento in apertura del “Forum Aree Interne”, organizzato nel marzo scorso insieme all’Anci a Rieti per porre le basi di un progetto di utilizzo dei fondi comunitari della programmazione 2014-2020 destinato proprio ai paesi del “Mediterraneo interiore”.</p>
<p>La relazione presentata da Franco Arminio in quella occasione è uno degli scritti contenuti nel suo ultimo lavoro, <span style="color: #993300;"><em>Geografia commossa dell’Italia interna</em></span> (Bruno Mondadori), un libro che raccoglie in prevalenza articoli e riflessioni già apparsi o presentati in altre sedi, che rendono in sequenza uno spaccato dei variegati interessi dell’autore, delle sue visite “paesologiche in vari luoghi del Sud (e non solo) e delle intersezioni con altre esperienze.</p>
<p>Di particolare interesse la sezione su “La luna e i calanchi”, festival di “azioni paesologiche” che Arminio organizza ad Aliano, pesino lucano noto per il racconto che ne fece <span style="color: #ff0000;"><strong>Carlo Levi</strong></span> in <span style="color: #993300;"><em>Cristo si è fermato ad Eboli</em></span>, una sorta di raduno di scrittori, artisti, poeti, semplici cittadini, operatori culturali, intellettuali, amministratori locali, coinvolti in quella che Arminio ha definito “un’esperienza aperta all’impensato, una tre giorni di cose intime e di passioni civili”, una “cerimonia dei sensi contro l’autismo corale”.</p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Per maggiori info su <span style="color: #993300;"><em>Terracarne</em></span> cliccare <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=664">qui</a></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Uno scritto paesologico sul Salento tratto da <span style="color: #993300;"><em>Terracarne</em></span> si può leggere cliccando <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=704">qui</a></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"> Cliccando <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=705">qui</a> invece si può leggere un articolo scritto da Franco Arminio sul quotidiano leccese Il Paese Nuovo dopo una &#8220;passeggiata paesologica&#8221; contro la strada ecomostro SS 275 nel Capo di Leuca del 20 maggio 2012</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Un altro bel frammento paesologico sul Salento, scritto dopo una visita alla Notte della taranta, si può leggere cliccando <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=626">qui</a></span></p>
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		<title>A Sud e a Oriente, il Salento</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jul 2012 13:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Arminio]]></category>
		<category><![CDATA[paesologia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>pezzo scritto da Franco Arminio dopo la passeggiata paesologica nel Capo di Leuca del 20 maggio, pubblicato da Il Paese Nuovo del 24 maggio 2012 Lo so, è tutto fragile, confuso. La salute morale facilmente si dissesta, il disincanto è più forte dell’incanto, le meraviglie di un giorno non si replicano il giorno dopo. Parlando coi ragazzi che a Miggiano... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2012/07/02/a-sud-e-a-oriente-il-salento/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">pezzo scritto da <span style="color: #ff0000;"><strong>Franco Arminio</strong></span> dopo la passeggiata paesologica nel Capo di Leuca del 20 maggio, pubblicato da <strong>Il Paese Nuovo</strong> del 24 maggio 2012</span></p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2012/07/arminio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-923" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2012/07/arminio-300x225.jpg" alt="arminio" width="300" height="225" /></a>Lo so, è tutto fragile, confuso. La salute morale facilmente si dissesta, il disincanto è più forte dell’incanto, le meraviglie di un giorno non si replicano il giorno dopo.</p>
<p>Parlando coi ragazzi che a <span style="color: #ff0000;"><strong>Miggiano</strong></span> hanno frequentato un breve corso di paesologia, ho sentito con forza che nel sud c’è una grande capacità di manipolazione simbolica, di astrazione, e nello stesso tempo c’è un cuore conviviale, un’economia della generosità. Da qui bisogna partire ogni giorno, dall’idea che non è <strong>Milano</strong> la cosa che ci manca, ma siamo noi la cosa che manca a <strong>Milano</strong>.</p>
<p>Il <span style="color: #ff0000;"><strong>Salento</strong></span> deve lavorare sui dettagli. Qui più che altrove l’essenziale c’è già. Te lo dà la taranta su una spalla, il sole in testa, il mare in gola, le case di calce, i palazzi di tufo, la pietra dolce delle chiese, i campanili di sughero, lo zucchero filato<span id="more-121"></span> dei balconi. Terra scoperta, penisola limata dal vento e dalla luce, terra senza tegole, senza montagne e senza colline, dove la modernità convive con un fiato di magia. Sono arrivato coi nervi aggrovigliati e il cuore scuro, sono tornato a casa coi nervi ben distesi e il cuore più chiaro. Il <span style="color: #ff0000;"><strong>Salento</strong></span>, almeno per chi viene da fuori, è una grande farmacia: la farmacia del mare, degli orti e degli ulivi, della luce.</p>
<p>Il sud irpino, il sud in cui vivo, è un frammento del polo incastonato nell’Appennino. Un sud scontroso, iroso, diffidente. Veniamo dalla stessa civiltà contadina, ma con un altro clima, con un’altra geografia. Non abbiamo intorno a noi la cintura epica del mare, abbiamo una terra mossa, agitata, rigata da un vento spinoso. Per me è difficile capire come fila la vita quotidiana salentina nella sua lunga stagione estiva. Da noi l’estate è una breve apparizione. I paesi sono lontani e devi fare sempre tante curve per trovarli. In certi posti l’unica pianura è il palmo della mano.</p>
<p>Il Salento è un’altra storia, non posso pensare di conoscerla passandoci dentro per qualche giorno. Quello che so è che mi fa bene. Al punto che mi fa perdere pure le parole (sono rimasto muto per tre ore su uno scoglio a <strong><span style="color: #ff0000;">Novaglie</span></strong>), perché le parole vengono più facilmente nei luoghi che infiammano i nervi, nei luoghi in cui sento solo avarizia e sfinimento.</p>
<p>So che anche qui il sud ha i suoi capannoni, i suoi silos dove raccoglie accidie e rancori. Ho visto coi miei occhi la campagna piena di rifiuti e so che quelli a vista sono ben poca cosa rispetto a quelli che hanno buttato nelle cave.</p>
<p>So che la classe politica di questi luoghi pensa ancora ad infilarsi nei caselli dello sviluppismo, in un momento in cui bisognerebbe uscire dalla carreggiata, fare sentieri nuovi, impensati, piuttosto che allungare il collo di bitume al cieco bisonte della modernità.</p>
<p>Domenica scorsa ho incontrato molte persone che si battono contro una strada che dovrebbe trafiggere come una spada il <span style="color: #ff0000;"><strong>Capo di Leuca</strong></span>. A un certo punto abbiamo trovato una grande pietra su cui una volta si batteva il grano. Ci siamo seduti ai bordi di questa pietra e abbiamo fatto silenzio e il silenzio ci ha fatto sentire tante cose di noi stessi e di quello che c’è fuori. Io ho visto le formiche sulla pietra, ho pensato alla malattia di mia madre, ho avvertito il sincero ardore dei miei compagni di passeggiata. Tante persone venute a dire no a una strada inutile, tante persone animate da una militanza mite, capace di contestare ma anche di ammirare, una militanza in cui la voglia di cambiare il mondo non ti fa bendare lo sguardo a quello che c’è intorno, che comunque è sempre tanto e spesso è mirabile.</p>
<p>A me pare che oggi siamo chiamati a percepire più che a spacciare opinioni. E mi pare che la Terra ci chieda di essere guardata, ci chieda di non essere caricata come un asino.</p>
<p>Nel <span style="color: #ff0000;"><strong>Salento</strong></span> più che altrove l’utopia meridiana può essere tagliata con lo scrupolo nordico (come avviene nella bella masseria che mi ha ospitato, gestita da una coppia del nord). Il sud non si salva assolvendosi, ribaltando cioè la sua antica vena vittimistica che ha ricevuto un notevole impulso dalla vicende funeste che portarono all’unità d’Italia. Abbiamo bisogno di guardare come siamo, abbiamo bisogno di congedarci dalla modernità incivile con cui abbiamo rottamato la civiltà contadina. È un bisogno che non deve riportare indietro il nostro sguardo, ma avanti. In fondo c’è una sola sagra che va bene per ogni luogo, la sagra del futuro. http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=626</p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">un bellissimo frammento paesologico di <span style="color: #993300;"><strong>Franco Arminio</strong></span> sul Salento si può leggere cliccando <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=626">qui</a></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">per leggere un brano, sempre dedicato al Salento, tratto da <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=664"><span style="color: #993300;"><em>Terracarne</em></span></a> (Mondadori), premere <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=704">qui</a></span></p>
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		<title>Salento. Nel paese di san Donato</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 16:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Salento e le sue musiche]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Arminio]]></category>
		<category><![CDATA[paesologia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>per gentile concessione di Franco Arminio, riprendiamo questo testo di &#8220;paesologia salentina&#8221; tratto suo libro Terracarne. Viaggio nei paesi invisibili e nei paesi giganti del Sud Italia, Mondadori 2011 Sono stato due giorni nel Salento per tenere un corso di paesologia. Il paese si chiama Montesano, vicino Santa Maria di Leuca. È il paese di san Donato. Negli anni Sessanta,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2012/04/30/salento-nel-paese-di-san-donato/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">per gentile concessione di <span style="color: #ff0000;"><strong>Franco Arminio</strong></span>, riprendiamo questo testo di &#8220;paesologia salentina&#8221; tratto suo libro <span style="color: #800000;"><em>Terracarne. Viaggio nei paesi invisibili e nei paesi giganti del Sud Italia</em></span>, Mondadori 2011</span></p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2012/04/sandonato.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-934" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2012/04/sandonato-300x219.jpg" alt="sandonato" width="300" height="219" /></a>Sono stato due giorni nel <strong>Salento </strong>per tenere un corso di paesologia. Il paese si chiama <strong>Montesano</strong>, vicino <strong>Santa Maria di Leuca</strong>. È il paese di <span style="color: #993300;"><strong>san Donato</strong></span>. Negli anni Sessanta, <strong><span style="color: #ff0000;">Luigi Di Gianni</span></strong> gli dedicò un bellissimo documentario. Era il <strong>Salento</strong> di <em>Sud e magia</em>, il <strong>Salento </strong>di san Paolo, quando la pizzica era ancora una cura per la malattia e non una calamita per turisti, e la terra era bianca e poverissima. Non c’erano Suv in giro, non c’erano i grandi cartelloni che annunciano i concerti di agosto.</p>
<p>Prima che a sud, il <strong>Salento </strong>è il punto più orientale dell’Italia. Mare a sud, mare a est, mare a ovest. L’unica via di fuga è verso nord. Forse per questo vogliono fare una strada a quattro corsie che colleghi <strong>Santa Maria di Leuca </strong>a <strong>Maglie</strong>, un modo per avere la sensazione di uscire più presto <span id="more-127"></span>dal pozzo. Ma è un pozzo dove non si sta male. Il Salento è un grande orto con dei paesi in mezzo e il mare intorno. Per capire questa terra bisogna capire il mare e io il mare non lo capisco. E poi mancano le tegole, mancano le alture. Insomma, non è il Sud dell’Appennino.</p>
<p>Fa caldo, alcuni anziani stanno seduti sugli scalini della chiesa. Anche qui la vita sociale si risolve nella partita a carte. E la scena è tutta degli anziani. I giovani si svegliano tardi o forse sono al mare o ancora devono arrivare dal Nord dove lavorano o studiano. Non posso dire di essere tornato dal <strong>Salento </strong>con acquisizioni particolari sui luoghi. Mi hanno colpito due storie. Quella di <span style="color: #ff0000;"><strong>Riccardo</strong></span>, il tutor del corso. Aveva undici anni quando suo padre fu investito. Mi dice del senso di colpa per il fatto che il padre era tornato in macchina a togliere le chiavi dal quadro temendo che lui potesse combinare guai. Il guaio arrivò dalla figlia della persona che il padre di <span style="color: #ff0000;"><strong>Riccardo </strong></span>stava andando a incontrare. La seconda storia è quella di un falegname che stava insieme a un altro anziano davanti alla porta di casa. Colorito da malato, ma un malato iroso, cupo, come se ce l’avesse con tutto e con tutti. Ci dice anche dove si è operato, a Padova, al settimo piano. Se fossi stato da solo mi sarei fermato di più a parlare con lui. Ha un tumore e forse anche un brutto carattere, insomma le sue saranno ore nerissime. Sicuramente molte volte si farà questa domanda: perché a me e non a un altro?</p>
<p>C’è anche una terza storia che mi porto dietro dal <strong>Salento</strong>. Entrando in una casa vedo una nicchia con una fotografia. Si tratta evidentemente di una persona deceduta. Chiedo se è stato un incidente e mi viene risposto che è stato un aneurisma. Eccola la risposta che non ci voleva. Una risposta che mi allontana ancora di più dal <strong>Salento</strong>. Parlo di paesologia coi ragazzi, loro sono interessanti, io cammino barcollando. Ci vorrebbe per riprendermi uno spirito che non ho, uno spirito come quello di <span style="color: #ff0000;"><strong>don Tonino Bello</strong></span>. Non sapevo che fosse di questo paese. Pensavo fosse di <strong>Molfetta</strong>, dove faceva il vescovo lontano dal clericume dominante. Provo a distrarmi, è arrivato <span style="color: #ff0000;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span>, uno che sa molte cose su questa terra e me le dice. Gli scrittori salentini e una sua teoria sul perché si fermano un po’ a mezz’altezza, la fine del tabacco e poi della maglieria, la paura che il territorio sia svenduto alle logiche di un turismo d’assalto, il rapporto con la tradizione.</p>
<p>Cerco di ascoltare, ma in questi giorni faccio fatica a dialogare con le persone. Le parole che dico mi tolgono il respiro. Mi sento spaesato e questo dà al mio corso un tono più credibile. Non sono venuto a portare assiomi e certezze, ma un corpo che sbanda, un cuore perplesso. Sono un perfetto insegnante, mi dice un’antropologa francese. Potrei anche essere contento. Qui si mangia bene, la calura non è insopportabile. Eppure anche qui ho dato la caccia ai segni dello sfinimento. Ho fatto la mia solita ricerca del punto che non tiene. E la conclusione è sempre la stessa. A parte il sole e la pizzica, il male dell’Occidente è calato con tutte le sue milizie. Ognuno gli dà il nome che vuole. Io penso che mi possa venire un ictus da un momento all’altro. Chi si lamenta per la strada che non c’è, chi si lamenta per la disoccupazione o per le olive che non rendono. Siamo gli epilettici dell’autismo corale. E <span style="color: #993300;"><strong>san Donato</strong></span> non può farci niente.</p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">per avere maggiori informazioni sul libro premere <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=664">qui</a></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Un bel frammento paesologico sul Salento di Franco Arminio si può leggere  cliccando <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=626">qui</a></span></p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2012%2F04%2F30%2Fsalento-nel-paese-di-san-donato%2F&amp;linkname=Salento.%20Nel%20paese%20di%20san%20Donato" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2012%2F04%2F30%2Fsalento-nel-paese-di-san-donato%2F&amp;linkname=Salento.%20Nel%20paese%20di%20san%20Donato" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2012%2F04%2F30%2Fsalento-nel-paese-di-san-donato%2F&amp;linkname=Salento.%20Nel%20paese%20di%20san%20Donato" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2012%2F04%2F30%2Fsalento-nel-paese-di-san-donato%2F&amp;linkname=Salento.%20Nel%20paese%20di%20san%20Donato" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2012%2F04%2F30%2Fsalento-nel-paese-di-san-donato%2F&amp;linkname=Salento.%20Nel%20paese%20di%20san%20Donato" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2012%2F04%2F30%2Fsalento-nel-paese-di-san-donato%2F&amp;title=Salento.%20Nel%20paese%20di%20san%20Donato" id="wpa2a_10">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2012/04/30/salento-nel-paese-di-san-donato/">Salento. Nel paese di san Donato</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Terracarne. La geografia paesologica del nostro Sud</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 12:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Arminio]]></category>
		<category><![CDATA[paesologia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Terracarne. Viaggio nei paesi invisibili e nei paesi giganti del Sud Italia (Mondadori 2011)(libro che prevede anche la partecipazione straordinaria di san Donato&#8230;) ______ &#8220;La paesologia è una via di mezzo tra l&#8217;etnologia e la poesia. Non è una scienza umana, è una scienza arresa, utile a restare inermi, immaturi. La paesologia non è altro che il passare del mio... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2012/02/11/terracarne-la-geografia-paesologica-del-nostro-sud/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2012/02/11/terracarne-la-geografia-paesologica-del-nostro-sud/">Terracarne. La geografia paesologica del nostro Sud</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><strong><span style="color: #993300; font-size: large;">Terracarne. Viaggio nei paesi invisibili e nei paesi giganti del Sud Italia </span></strong><span style="color: #993300; font-size: large;"><span style="color: #000000;">(Mondadori 2011)</span></span><span style="color: #000000; font-size: medium;">(libro che prevede anche la partecipazione straordinaria di <span style="color: #0000ff;"><strong>san Donato</strong></span>&#8230;)</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">______</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2012/02/tc.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-945" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2012/02/tc.jpg" alt="tc" width="200" height="277" /></a>&#8220;La paesologia è una via di mezzo tra l&#8217;etnologia e la poesia. Non è una scienza umana, è una scienza arresa, utile a restare inermi, immaturi. La paesologia non è altro che il passare del mio corpo nel paesaggio e il passare del paesaggio nel mio corpo. È una disciplina fondata sulla terra e sulla carne. È semplicemente la scrittura che viene dopo aver bagnato il corpo nella luce di un luogo.&#8221; La paesologia è la scienza di <span style="color: #ff0000;"><strong>Franco Arminio</strong></span>. Una scienza inafferrabile eppure concretissima, umorale ma a modo suo esatta. Una disciplina in cui si fondono poesia e geografia: la poesia di una scrittura limpida e visionaria, lavorata col puntiglio e la cura propri della grande letteratura; la geografia del nostro Sud. Arminio gira per i paesi della sua <strong>Irpinia</strong>, per quelli della <strong>Lucania</strong> e della <strong>Daunia</strong> (i paesi invisibili) e della cintura napoletana (i paesi giganti), sconfina in <strong>Molise</strong>, in <strong>Abruzzo</strong>, in <strong>Salento</strong><span id="more-133"></span>, si allontana fino alle <strong>Marche</strong> e al <strong>Trentino</strong>, e ovunque applica il suo metodo, mette in pratica il suo particolare modo di attraversare i territori e di raccontarli. Il suo sguardo non trascura nulla: le piazze, le strade, i bar, i cimiteri, i paesaggi più sublimi e gli scempi della modernità, lo sfinimento e la desolazione, i lampi e gli slanci. Ne viene fuori un referto preciso e accorato della situazione del Mezzogiorno d&#8217;Italia. Un referto che e questa è una delle singolarità del &#8220;metodo Arminio&#8221; &#8211; prevede annotazioni anche su chi la visita la fa: sull&#8217;autore stesso e il suo io errante.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Franco Arminio</strong></span> vive a Bisaccia, nell’“Irpinia d’Oriente”, in provincia di Avellino. Animatore culturale, poeta e scrittore, ha all’attivo numerose pubblicazioni tra cui <span style="color: #0000ff;"><em>Viaggio nel cratere</em></span> (Sironi 2003), <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #0000ff;"><em>Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia </em></span></span></span><span style="color: #000000; font-size: medium;">(Laterza 2008), </span><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="color: #0000ff;"><em>Nevica e ho le prove. Cronache dal paese della cicuta</em></span> (Laterza 2009); <span style="color: #0000ff;"><em>Cartoline dai morti</em></span> (Nottetempo 2010) – che è appena stato insignito del Premio Stephen Dedalus 2011, categoria Narrativa/Altre scritture, il libro con DVD <span style="color: #0000ff;"><em>Di mestiere faccio il paesologo</em></span> (Derive Approdi 2011) e il libro di poesie &#8220;paesologiche&#8221;  <span style="color: #0000ff;"><em>Stato in luogo</em></span> (Transeuropa). <em><span style="color: #0000ff;">Terracarne</span></em> è recentemente stato insignito del premio &#8220;Carlo Levi&#8221;. <span style="color: #ff0000;"><strong>Roberto Saviano</strong></span>, che ha letto una sua poesia nella celebre trasmissione <em>Vieni via con me</em>, l’ha definito «uno dei poeti più importanti di questo paese, il migliore che abbia mai raccontato il terremoto e ciò che ha generato».</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Cliccando <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=705">qui</a> si può leggere un articolo scritto da Franco Arminio sul quotidiano leccese <em>Il Paese Nuovo</em> dopo una &#8220;passeggiata paesologica&#8221; nel Capo di Leuca del 20 maggio 2012</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Un altro suo bel frammento paesologico sul Salento si può leggere qui: <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=626">www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=626</a></span></p>
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		<title>frammenti di paesologia salentina</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 17:20:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Salento e le sue musiche]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Arminio]]></category>
		<category><![CDATA[paesologia]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Riportiamo il bel pensiero sul Salento che il poeta e scrittore Franco Arminio, ha pubblicato sul suo profilo facebook. Salento Cammino con la taranta su una spalla, con il sole in testa, il mare in gola. Ora per ora, zolla per zolla, gli angeli del seicento mi accompagnano tra case di calce, palazzi di tufo, in una terra da gustare... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/09/10/frammenti-di-paesologia-salentina/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/09/arminiade.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-1891" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/09/arminiade-300x202.png" alt="arminiade" width="300" height="202" /></a>Riportiamo il bel pensiero sul Salento che il </span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">poeta e scrittore</span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"> <span style="color: #ff0000;"><strong>Franco Arminio</strong></span>, </span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">ha pubblicato sul <a href="http://www.facebook.com/notes/franco-arminio/divagazioni-turistiche/10150131992827168">suo profilo facebook</a>.</span></p>
<p><span style="color: #993300; font-size: large;"><em><strong><span style="font-family: Arial;">Salento</span></strong></em></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Cammino con la taranta su una spalla, con il sole in testa, il mare in gola. Ora per ora, zolla per zolla, gli angeli del seicento mi accompagnano tra case di calce, palazzi di tufo, in una terra da gustare all’aria aperta. Mi abbandono alla pietra dolce delle chiese, ai campanili di sughero, allo zucchero filato dei balconi. Cammino agli incroci tra fiori di campo e fichi <span id="more-152"></span>d&#8217;India, tra le antiche donne e il vino, i polipi e gli scogli, i pomodori secchi, il cuore delle cicorie, i datteri, le olive. Terra scoperta, penisola limata dal vento e dalla luce. Mi abbandono a questa luce senza astuzie, grande e sincera, a questa gente ricca di cortesie, raffinata e generosa. Dopo la letizia e la sensualità del Salento si torna a casa e dobbiamo subito provvedere a rivestire di qualche impegno e fatica la polpa nuda della nostra vita. La giornata ricomincia ad andarci di traverso e noi siamo come il mosaico sul pavimento nella cattedrale di Otranto. Ma sul nostro corpo più che l’albero della vita è disteso l’albero dell’ansia.</span></p>
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		<title>La paesologia nel Salento</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 08:15:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Arminio]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Cassano]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Chiarello]]></category>
		<category><![CDATA[paesologia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Giovedì 28 e venerdì 29 luglio, a Montesano Salentino, si svolgeranno una serie di iniziative sulla Paesologia, disciplina che indaga sui “paesi” e sui luoghi incrociando lo sguardo straniato della poesia con l’inchiesta giornalistica e l’indagine socio-antopologica, di cui fondatore e indiscusso esponente è Franco Arminio. Nel corso delle due giornate, dalle 9.30 alle 12.30, e dalle 15 alle 18,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/05/21/la-paesologia-nel-salento/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Giovedì 28 e venerdì 29 luglio, a <strong>Montesano Salentino</strong>, si svolgeranno una serie di iniziative sulla <span style="font-size: large;"><strong><span style="color: #993300;">Paesologia</span></strong></span>, disciplina che indaga sui “paesi” e sui luoghi incrociando lo sguardo straniato della poesia con l’inchiesta giornalistica e l’indagine socio-antopologica, di cui fondatore e indiscusso esponente è <span style="color: #ff0000;"><strong>Franco Arminio</strong></span>.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Nel corso delle due giornate, dalle 9.30 alle 12.30, e dalle 15 alle 18, presso Palazzo Bitonti, <strong><span style="color: #ff0000;">Franco Arminio</span></strong> terrà il seminario: </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="font-size: large;"><strong><span style="color: #993300;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/05/1524-1-Oratorio-bizantino.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1816" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/05/1524-1-Oratorio-bizantino.jpg" alt="1524-1 Oratorio bizantino" width="220" height="282" /></a>Raccontare il territorio. Scuola di Paesologia</span></strong></span></span></p>
<p>Il seminario sarà dedicato al rapporto tra la scrittura e i luoghi, allo sguardo che indaga i paesaggi fisici e le comunità, abitati e trasformati, resistenti o arrendevoli al consumo e alle lacerazioni del progresso</p>
<p>Venerdì 29, in piazza IV Novembre, alle ore 21, verrà presentato l&#8217;ultimo libro di <span style="color: #ff0000;"><strong>Franco Arminio</strong></span></p>
<p><em><span style="font-size: large;"><strong><span style="color: #993300;">Oratorio Bizantino</span></strong></span></em>, Ediesse 2011</p>
<p>prefazione di <strong><span style="color: #ff0000;">Franco Cassano</span></strong></p>
<p>Partecipano<strong> <span style="color: #993300;">Franco Chiarello</span></strong>, sociologo, e <span style="color: #993300;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span>, operatore culturale</p>
<p>A seguire, concerto di musica popolare salentina con</p>
<p><span style="color: #993300; font-size: large;"><strong>Li Strittuli</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">________________</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">In <span style="color: #993300;"><em>Oratorio Bizantino</em></span>, </span></span><strong><span style="color: #ff0000;">Arminio </span></strong>è<span id="more-178"></span> sempre a caccia di paesaggi, umani o naturali. Li setaccia rabdomanticamente, implacabilmente, senza paura. Nomina, ammonisce, s’indigna. Fa una battaglia contro il cinismo fin nelle interiora: «C’è sempre altro da fare quando dobbiamo fare qualcosa per gli altri», dice in un passo emblematico. E anche se il suo baricentro antropologico è quello di Bisaccia, non parla solo di Irpinia, di Sud o dell’Italia intera: la visione è globale, occidentale, nell’intreccio tra cultura contadina, modernità e villaggio tecnologico, la visione di un capitalismo che «a furia di espandersi è diventato piccolissimo». Sovversivo mite della parola e del pensiero, lancia un j’accuse virulento contro i politici narcisi e ciechi, specchio sensibile di un declino sociale e morale, ma con la speranzae il sogno di un nuovo umanesimo, fatto di comunità «che vadano oltre il profilo dei singoli campanili e dei singoli comuni», e di nuove agorà.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Ecco il testo d&#8217;inizio del libro:</span></p>
<p><em>Voglio la rivoluzione, nient&#8217;altro che la rivoluzione. La voglio da me stesso, prima ancora che dal mondo. La voglio perché la furberia dolciastra e la scalmanata indifferenza hanno preso in mano i territori della parola e anche quelli del silenzio. Chi scrive viene tollerato a patto che rimanga nel recinto. Le sue ambizioni possono essere anche altissime, ma solo se vengono esercitate in luoghi millimetrici, invisibili. I fanatici della moderazione avanzano ovunque. In politica come in letteratura. Io sono fuori da questo mondo e fuori da questa vita. Non è un merito e spero non diventi una colpa. È andata così e sono fatti miei. Dal luogo in cui parlo, con la morte che mi passa nel cuore molte volte al giorno, io sono costretto ad ambire alla rivoluzione, non ho altra scelta. E se guardo un albero, non gli chiedo soltanto di farmi ombra, e se incontro una persona non mi accontento delle solite cerimonie, voglio l&#8217;infinito e non mi basta neanche quello, dell&#8217;infinito voglio la radice, il luogo in cui inizia, voglio sentire come è cominciata questa infiammazione, questo delirio della materia che chiamiamo vita.</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Franco Arminio</span> vive a Bisaccia, nell&#8217;Irpinia d&#8217;Oriente&#8221;, in provincia di Avellino. Animatore culturale, poeta e scrittore, ha all’attivo numerose pubblicazioni tra cui <em>Viaggio nel cratere</em> (Sironi 2003), <em>Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia</em> (Laterza 2008), <em>Nevica e ho le prove. Cronache dal paese della cicuta</em> (Laterza 2009); <em>Cartoline dai morti</em> (Nottetempo 2010) e il libro con DVD <em>Di mestiere faccio il paesologo</em> (Derive Approdi 2011). Robeo Saviano, che ha letto una sua poesia nella celebre trasmissione <em>Vieni via con me</em>, l&#8217;ha definito «uno dei poeti più importanti di questo paese, il migliore che abbia mai raccontato il terremoto e ciò che ha generato».</p>
<p>per ulteriori info e iscrizioni al seminario: <a href="http://www.raccontareilterritorio.it">www.raccontareilterritorio.it</a></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Franco Arminio</span></strong> ha anche scritto un bellissimo frammento sul <strong>Salento</strong>, che si può leggere qui: <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=626">www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=626</a></p>
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