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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Memorie della Terra</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Memorie della terra su Folk Geneticamente Modificato</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 22:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[canti e racconti di lavoro e di lotta del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Folk Geneticamente Modificato]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie della Terra]]></category>
		<category><![CDATA[Tricase]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Luca Ferrari da Folk Geneticamente Modificato, 19 febbraio 2011 Dopo un notevole saggio sulla storia del folk revival salentino edito da Squilibri nel 2009 (&#8220;Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina&#8220;), che ha avuto il raro merito di affrontare di petto uno dei fenomeni più controversi emersi negli utlimi anni in ambito folk, il ricercatore... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/03/22/memorie-della-terra-su-folk-geneticamente-modificato/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <strong>Luca Ferrari</strong></span></p>
<p>da <a href="http://folkgeneticamentemodificato.blogspot.com/2011/02/cura-di-vincenzo-santoro-memorie-della.html">Folk Geneticamente Modificato</a>, 19 febbraio 2011</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/03/mdtiec.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1801" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/03/mdtiec-300x201.jpg" alt="mdtiec" width="300" height="201" /></a>Dopo un notevole saggio sulla storia del folk revival salentino edito da Squilibri nel 2009 (&#8220;<span style="color: #ff0000;"><em>I</em><em>l ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</em></span>&#8220;), che ha avuto il raro merito di affrontare di petto uno dei fenomeni più controversi emersi negli utlimi anni in ambito folk, il ricercatore <span style="color: #993300;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span> propone un altro spaccato della storia folclorica dell&#8217;area indagando la dimensione del lavoro, circoscritta alla prima metà del secolo scorso.</p>
<p>Come spiega bene il curatore nell&#8217;introduzione al volume, &#8220;l&#8217;idea di <span style="color: #ff0000;"><em>Memorie della terra </em></span>nasce fondamentalmente da due esigenze. Da una parte si voleva tradurre in una forma &#8220;spettacolare&#8221; il materiale narrativo frutto di due distinte ricerche sul campo, che hanno documentato, utilizzando la metodologia della &#8220;storia orale&#8221;, la stagione delle lotte contadine e del tabacco nel Salento. (&#8230;) L&#8217;altra esigenza era <span id="more-183"></span>quella di rivolgere uno sguardo anche a una forma specifica della tradizione musicale di questo territorio: quella attinente al &#8220;lavoro&#8221;, dai canti eseguiti durante i lavori agricoli, fino ai veri e propri canti di tema politico e sociale, che spesso furono &#8220;composti&#8221; proprio in occasione delle manifestazioni contadine, di cui costituirono una sorta di colonna sonora&#8221;.</p>
<p>L&#8217;intento di <strong>Santoro</strong>, coerente con l&#8217;implicita denuncia del saggio del 2009, è quello di interpretare il revival del tradizionale che ha interessato il Salento nell&#8217;ultimo decennio con coraggioso e opportuno distacco per demistificare &#8220;l&#8217;immagine di un mondo contadino bucolico e pacificato, pervaso di pratiche e significati magici&#8221; che oscura &#8220;le accezioni negative che tali usanze avevano per i suoi protagonisti concreti (emblematico è proprio il caso del fenomeno culturale del tarantismo, trasformato da simbolo di dolore e sofferenza sociale in una sorta di feticcio new-age funzionale allo &#8220;sballo&#8221;), rimuovendo anche la memoria delle condizioni reali in cui si trovavano a vivere i contadini, che nella maggior parte dei casi conducevano una vita di stenti e di fatica, sottoposti a sfruttamento e umiliazioni continue da parte dei pochi proprietari terrieri e notabili locali che avevano saldamente in mano le redini del potere economico e politico&#8221; (pag. 14).</p>
<p>Le 77 pagine del libro, allora, basate sulle memorie dirette di alcuni dei protagonisti di quell&#8217;epoca (tratte da interviste originali o da raccolte/saggi preesistenti), diventano la sceneggiatura di un affascinante percorso di riscoperta &#8211; che si fa spettacolo, appunto, rappresentato nei teatri &#8211; delle storie &#8216;minori&#8217; collegate all&#8217;economia povera della regione: la coltivazione del tabacco (evento choc la rivolta delle tabacchine dell&#8217;Acait di <strong>Tricase</strong> soffocata con il sangue nel 1935&#8230;), la dura repressione degli scioperi, l&#8217;occupazione delle terre, gli attentati di piazza, la caduta del Fascismo diventano la nobile tessitura di questa storia non ufficiale, ma autentica, profondamente segnata nell&#8217;anima e nei corpi della gente, affidata ai testi dei canti, alle musiche e alle voci narranti del CD allegato. Nel glorioso solco di spettacoli popolari come &#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong>Bella Ciao</strong></span>&#8221; (1964) e &#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong>Ci ragiono e canto</strong></span>&#8221; (1966), che inaugurarono simbolicamente in Italia la stagione della rinascita della cultura folk, in cui obiettivo degli organizzatori era quello di divulgare in modo rispettoso e filologicamente corretto esperienze emblematiche delle tradizioni locali del Paese.</p>
<p>Qui, merito di un ottimo gruppo di interpreti (tra cui, oltre a <strong>Santoro</strong>, spicca la bravissima <strong>Anna Cinzia Villani</strong>) che ripropone, in riletture assolutamente godibili, &#8216;classici&#8217; del repertorio salentino quali &#8220;<span style="color: #ff0000;"><em>Fimmene fimmene</em></span>&#8220;, &#8220;<span style="color: #ff0000;"><em>La tabaccara</em></span>&#8221; e &#8220;<span style="color: #ff0000;"><em>La Ceserina</em></span>&#8220;, restituendoli a una più aderente dimensione della memoria, liberati dalla fastidiosa patina del merchandising culturale che, purtroppo, li ha resi famosi nel mondo sotto ben altre vesti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">per la scheda completa del libro cliccare <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2014/10/29/memorie-della-terra-racconti-e-canti-di-lavoro-e-di-lotta-del-salento-il-cdlibro/">qui</a></span></p>
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		<title>Il Salento di lavoro e di lotta</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 22:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[canti e racconti di lavoro e di lotta del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[ACAIT]]></category>
		<category><![CDATA[Gino Di Mitri]]></category>
		<category><![CDATA[La Gazzetta del Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie della Terra]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Bodini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Gino L. Di Mitri da La Gazzetta del Mezzogiorno del 21 marzo 2011 Il 15 maggio 1935, a Tricase, la paventata chiusura della manifattura di tabacco «Acait» diede luogo a una grande manifestazione di piazza cui seguì una feroce repressione da parte delle forze dell&#8217;ordine. Sotto il fuoco dei moschetti dei carabinieri caddero tre operaie tabacchine e due contadini:... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/03/21/il-salento-di-lavoro-e-di-lotta/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <strong>Gino L. Di Mitri</strong></span></p>
<p>da <strong>La Gazzetta del Mezzogiorno</strong> del 21 marzo 2011</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/03/acait.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1798" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/03/acait.jpeg" alt="acait" width="273" height="184" /></a>Il 15 maggio 1935, a <strong>Tricase</strong>, la paventata chiusura della manifattura di tabacco «Acait» diede luogo a una grande manifestazione di piazza cui seguì una feroce repressione da parte delle forze dell&#8217;ordine. Sotto il fuoco dei moschetti dei carabinieri caddero tre operaie tabacchine e due contadini: cinque morti che sancirono dolorosamente la nascita di quel particolare movimento sindacale salentino, contrassegnato da un&#8217;acerba caratterizzazione muliebre sul versante operaio e dal retaggio ribellistico e disorganizzato su quello rurale, che rimase in ombra per tutta la durata del fascismo e sarebbe riesploso in forma virulenta tra il 1949 e il 1951 durante la <span style="color: #ff0000;"><strong>rivolta dell&#8217;Arneo</strong></span>.</p>
<p>A questo importante ma ingiustamente dimenticato tornante storico di Puglia ha dedicato un&#8217;originale ricostruzione <strong>Vincenzo Santoro</strong>, arguto scrittore alessanese di cose musicali e materiali<span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span id="more-184"></span></span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">, dal titolo <span style="color: #800000;"><strong><em>Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento</em></strong></span> (Squilibri ed., pp. 80, euro 16).</span></p>
<p>Chi appena conoscesse l&#8217;autore, sarebbe portato a pensare che questa sua nuova opera è l&#8217;ennesima ricerca sui canti popolari del Capo di Leuca; ma così non è, sebbene il volumetto sia corredato da un CD dove figurano dei brani vocali, poiché a questi si alternano le voci degli ultimi testimoni di quella stagione di lotte sociali intervistati da <strong>Santoro</strong>.</p>
<p>Si tratta pertanto di un&#8217;indagine antropologica storica dove tutto concorre a ridisegnare il clima e i contorni di questi tragici accadimenti: i canti di lotta e di lavoro, le inflessioni in vernacolo degli intervistati, i dettagli che quasi sempre sfuggono alla storiografia ufficiale, gli stralci delle cronache dell&#8217;«Arneide» scritte da <strong>Vittorio Bodini</strong>, i risvolti delle udienze processuali che videro alla sbarra figli del popolo che lottavano per sottrarsi all&#8217;indigenza. Si tratta di storie intrecciate alle foglie di tabacco e all&#8217;umore della terra, intrise di sudori bracciantili e vibranti di fermenti di attese deluse.</p>
<p>In poche decine di pagine, <strong>Santoro</strong> è riuscito con pochi essenziali tratti di scrittura a con un&#8217;analisi critica che ricorre al sempre valido canone dell&#8217;impersonalità a comporre un possente affresco sociale e politico, tanto più valido quanto meglio riesce ad animare i fatti accaduti con le trame delle vicende personali di sofferenza e di rivolta.</p>
<p>Così, nel contrappunto di canti e di racconti (splendide, tra le altre, le melodie interpretate da <strong>Anna Cinzia Villani</strong> che fanno da struggente pendant alla narrazione dei vecchi scioperanti), è la viva voce dei protagonisti a nutrire di memoria la storia e a ricordarci come ci sia stato un tempo di lotte giuste e di speranze impellenti prima dell&#8217;opaco presente della sinistra italiana.</p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">per la scheda completa del libro cliccare <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2015/01/28/tarantelle-e-canti-tradizionali-delle-puglie/">qui</a></span></p>
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		<title>Il Salento cantato e raccontato</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 14:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[canti e racconti di lavoro e di lotta del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie della Terra]]></category>
		<category><![CDATA[QuiSalento]]></category>
		<category><![CDATA[Rivolta di Tricase]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Bodini]]></category>
		<category><![CDATA[Viviana Leo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Viviana Leo da Qui Salento, febbraio 2011Nasce da uno spettacolo teatrale il libro più cd edito da Squilibri Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento, un racconto a più voci di esperienze e vissuti che hanno come comune denominatore storie intrecciate alle foglie di tabacco, alle campagne, ai braccianti, alla fatica, ai soprusi,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/02/05/il-salento-cantato-e-raccontato/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <strong>Viviana Leo</strong></span></span></p>
<p>da <a href="http://www.quisalento.it/">Qui Salento</a>, febbraio 2011<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/02/6094_108450995348_830110348_2068434_7359694_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1786" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/02/6094_108450995348_830110348_2068434_7359694_n-300x225.jpg" alt="6094_108450995348_830110348_2068434_7359694_n" width="300" height="225" /></a>Nasce da uno spettacolo teatrale il libro più cd edito da <strong>Squilibri</strong> <em><strong><span style="color: #993300;">Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento</span></strong></em>, un racconto a più voci di esperienze e vissuti che hanno come comune denominatore storie intrecciate alle foglie di tabacco, alle campagne, ai braccianti, alla fatica, ai soprusi, per un percorso che si articola tra lettura e canto, tra parola e musica. I testi, elaborati da interviste rilasciate da protagonisti di prima mano, narrano vari momenti di una storia sociale che avvicina la lente di ingrandimento su episodi come la “<strong><span style="color: #ff0000;">Rivolta di Tricase</span></strong>” del 1935, momento in cui centinaia di lavoratori del tabacco rischiavano di perdere il loro posto per la chiusura dello stabilimento (episodio ahimè ancora così attuale) le lotte operaie del dopoguerra in cui si registrò la forte presenza femminile delle tabacchine, fino alla tristemente nota occupazione dell’<strong>Arneo</strong> degli anni ’50, quando i poliziotti “fecero a pezzi le biciclette” dei braccianti che lottarono “per avere un pezzetto proprio di terra”, come racconta il poeta <strong>Vittorio Bodini</strong>, autore di alcuni stralci presi in prestito da “<span style="color: #993300;"><strong>Memorie della terra</strong></span>”. Un “montaggio”, come lo definisce lo stesso curatore dell’opera <span style="color: #ff0000;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span>, <span id="more-188"></span>dei contenuti narrati da chi c’era e che fanno breccia nelle storie personali di sofferenza, disperazione, sottomissione, mostrando i lati di una terra madre e matrigna.</p>
<p>Il doppio cono ottico di “<span style="color: #993300;"><strong>Memorie della terra</strong></span>” offre uno sguardo anche ad una particolare frangia della tradizione salentina, quella dei canti di lavoro e di lotta che si tingono dei colori della contestazione politica e sociale. L’apparato musicale dello spettacolo, tratto per la maggior parte da testimonianze già edite, ma rielaborato secondo gli stilemi della tradizione autoctona, contempla brani come <em>Lu sule calau calau,</em> <em>Fimmene fimmene</em>, <em>La tabbaccara</em>, <em>La Ceserina</em>, resi decisamente celebri dai microfoni della riproposta; ma anche canti sull’emigrazione stagionale come <em>Masseria Stanese</em> e <em>La cupa cupa vene de Pisticcia</em>; il canto del carcere <em>Canaja Canaja</em>; un pezzo probabilmente usato nella campagne elettorali come <em>Madonna mia ce sta succede</em>; e ancora <em>Le tabacchine di Aradeo</em> e <em>Canto dell’Arneo</em>. Presta la sua voce alle letture e al canto <strong>Anna Cinzia Villani</strong>, autrice di diversi intrecci tra strofe e melodie, animati e accompagnati da un ensemble composto da <strong>Maria Mazzotta</strong>, <strong>Daniele Girasoli</strong> ed <strong>Enrico Novello</strong>.</p>
</div>
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		<title>Memorie della Terra</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2010/09/19/memorie-della-terra/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Sep 2010 19:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[canti e racconti di lavoro e di lotta del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Il Salento e le sue musiche]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Di Vittorio]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie della Terra]]></category>
		<category><![CDATA[salento levantino]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Bodini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.vincenzosantoro.it/2010/09/19/memorie-della-terra/</guid>
		<description><![CDATA[<p>Memorie della terra Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento Testi di Vincenzo Santoro; voci narranti: Vincenzo Santoro e Anna Cinzia Villani; canti eseguiti da: Daniele Girasoli (voce, tamburello, cucchiai, armonica a bocca), Maria Mazzotta (voce, tamburello, cupa cupa), Enrico Noviello (voce, tamburello, chitarra battente), Anna Cinzia Villani (voce, organetto diatonico, armonica a bocca, tamburello) 15 maggio... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/09/19/memorie-della-terra/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><span style="font-weight: bold; font-size: medium;"><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; font-size: x-large;"><span style="color: #ff0000;">Memorie della terra</span></span></span></span></p>
<div style="text-align: justify;" align="justify">
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><span style="font-size: large;"><span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: #ff0000;">Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Testi di </span><span style="font-weight: bold; color: #000000;">Vincenzo Santoro</span><span style="color: #000000;">; voci narranti: </span><span style="font-weight: bold; color: #000000;">Vincenzo Santoro</span><span style="color: #000000;"> e </span><span style="font-weight: bold; color: #000000;">Anna Cinzia Villani</span><span style="color: #000000;">; canti eseguiti da: </span><span style="font-weight: bold; color: #000000;">Daniele Girasoli</span><span style="color: #000000;"> (voce, tamburello, cucchiai, armonica a bocca<span style="font-weight: bold;">)</span>, </span><span style="font-weight: bold; color: #000000;">Maria Mazzotta</span><span style="color: #000000;"> (voce, tamburello, cupa cupa)</span><span style="font-weight: bold; color: #000000;">, Enrico Noviello</span><span style="color: #000000;"> (voce, tamburello, chitarra battente)<span style="font-weight: bold;">, </span></span><span style="font-weight: bold; color: #000000;">Anna Cinzia Villani</span><span style="color: #000000;"> (voce, organetto diatonico, armonica a bocca, tamburello)</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2008/03/puglia1-01-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1328" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2008/03/puglia1-01-1-300x128.jpg" alt="puglia1-01-1" width="300" height="128" /></a>15 maggio 1935. A <strong>Tricase</strong>, cittadina dell&#8217;estremo lembo meridionale del Salento, le operaie tabacchine scendono in piazza per protestare contro la volontà degli esponenti locali del Regime fascista di trasferire in un altro luogo il &#8220;Consorzio&#8221;, lo stabilimento dove si lavorava il tabacco, eliminando così di colpo centinaia di posti di lavoro. La manifestazione presto degenera in un vero e proprio assalto al Municipio, che la forza pubblica respinge sparando sulla folla. Alla fine degli scontri, il bilancio di questa tragica vicenda sarà di cinque morti e diverse decine di feriti, e in seguito &#8211; anche per la dura repressione condotta dal Regime &#8211; una cappa di silenzio calerà </span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">su quella che <strong>Giuseppe Di Vittorio</strong> definirà &#8220;la rivolta di Tricase&#8221;. </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Di questa e altre storie tratta</span><span style="color: #000000; font-family: Arial;"><span style="font-size: medium;"> lo spettacolo </span></span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="font-weight: bold;">Memorie della terra</span></span><span style="color: #000000; font-family: Arial;"><span style="font-size: medium;">, che, </span></span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">n</span><span style="color: #000000; font-family: Arial;"><span style="font-size: medium;">ell’intreccio di musica tradizionale e racconto orale<span id="more-219"></span>,</span></span><span style="color: #000000; font-family: Arial;"><span style="font-size: medium;"> propone un viaggio nella memoria del lavoro nel Salento della prima metà del Novecento, dalla “rivolta di Tricase” all’occupazione del feudo d’Arneo nel 1949-51, la più eclatante delle azioni intraprese dal movimento sindacale e contadino. </span></span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Nel corso della rappresentazione, la lettura di alcuni racconti &#8211; tratti da una ricerca condotta a partire dalle testimonianze orali dei protagonisti della protesta &#8211; viene affiancata dall’esecuzione di canti tradizionali di argomento “politico e sociale”, che in molti casi contengono espliciti riferimenti alle vicende narrate (tra gli altri: <em>Lu sule calau calau</em>, <em>Fimmene fimmene</em>, <em>La tabbaccara</em>, <em>Madonna mia ce sta succede</em>, <em>Le tabbacchine di Aradeo</em>, <em>Maledettu lu Cinquanta</em>, <em>Scusati amici cari</em>, <em>Il canto dell&#8217;Arneo</em>).</span><span style="color: #000000; font-family: Arial;"><span style="font-size: medium;"> Si delinea così un vivido spaccato su un’indimenticabile stagione di lotte sociali che restituisce all’ascolto anche la ruvida materialità di canti e musiche di straordinaria bellezza ma ricolmi di concreti aneliti di riscatto, di cui si è perso persino il ricordo nelle levigate operazioni di riproposta dei repertori popolari salentini.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">I volumi da cui sono tratti i racconti:</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="font-weight: bold; font-style: italic;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/06/salentolevantino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1186" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/06/salentolevantino-247x300.jpg" alt="salentolevantino" width="247" height="300" /></a>Il Salento Levantino. Memoria e racconto del tabacco a Tricase e in Terra d&#8217;Otranto</span>, a cura di Vincenzo Santoro e Sergio Torsello, Edizioni Aramirè 2005</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Una memoria interrotta. Lotte contadine e nascita della democrazia. Il Salento 1944-1951</span>, di Grazia Prontera, Edizioni Aramirè 2004</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Infine sono utilizzate per lo spettacolo alcune cronache di <span style="font-weight: bold;">Vittorio Bodin</span>i sull’occupazione delle terre d’Arneo, tratte da <span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Barocco del sud</span>, Besa editore, Nardò 2004</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Finora lo spettacolo ha avuto le seguenti repliche:</p>
<p>10 luglio 2007 <span style="font-weight: bold;">Parma</span>, cortile della Biblioteca Civica</p>
<p>16 agosto 2007 <span style="font-weight: bold;">Alessano (Le)</span>, presso la Masseria Macurano</p>
<p>17 ottobre 2007 <span style="font-weight: bold;">Castellammare di Stabia (Na)</span>, Mediterraneum</p>
<p>27 ottobre 2007 <span style="font-weight: bold;">Galatina (Le)</span>, Biblioteca Comunale</p>
<p>28 ottobre 2007 <span style="font-weight: bold;">Foggia</span>, Centro Grafico Francescano</p>
<p>8 marzo 2008 <span style="font-weight: bold;">Roma</span>, Teatro dei Dioscuri (Ministero per i Beni e le Attività Culturali)</p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">5 agosto 2008 <span style="font-weight: bold;">Martano (Le)</span>, <span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">Pizzicata festival</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">30 agosto 2008 <span style="font-weight: bold;">Perugia</span>,<span style="font-style: italic;"> <span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">Festival del Mediterraneo</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: medium;">16 ottobre 2008, <span style="font-weight: bold;">Montefalco (PG)</span>, ore 21, <a href="http://www.montefalco.it/Museo.htm">chiesa-museo di San Francesco</a></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: medium;">13 novembre 2008, <span style="font-weight: bold;">Pisa</span>, sala ex Chiesa di Sant&#8217;Eufrasia, via dei Mille</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: medium;">15 novembre 2008, </span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="font-weight: bold;">Roma</span>, <a href="http://www.circologiannibosio.it/"><span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">Circolo &#8220;G. Bosio&#8221;</span></span></a></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">7 dicembre 2008, <span style="font-weight: bold;">Aradeo</span> (Le), teatro comunale &#8220;Domenico Modugno&#8221;</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"> 26 luglio 2009, <strong>Tricase (Le)</strong>, cortile dell&#8217;Acait</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">18 ottobre 2009, <strong>Campobasso</strong>, teatro Savoia</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">primo maggio 2010, <strong>Lecce</strong>, piazza Sant&#8217;Oronzo</span></p>
<p>30 ottobre 2010, <strong>Melpignano (Le)</strong>, Convento degli Agostiniani, ore 20,30</p>
<p>24 luglio 2011, <strong>Lucugnano (Le)</strong>, Casa museo di Girolamo Comi, ore 21</p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="font-size: large;">6 dicembre 2011, <strong>Roma</strong>, Scuola di musica di Testaccio, ore 20,30</span></span></p>
<p>ecco un video dello spettacolo di Tricase del luglio 2009 (diviso in sei pezzi):</p>
<p><span style="font-family: Arial;"><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bQSJg-Ck2FI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/bQSJg-Ck2FI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/VHjeTbixhQM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/VHjeTbixhQM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9dVJbJSQttw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/9dVJbJSQttw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/K9Bsp-arOH0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/K9Bsp-arOH0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jBjasf10mGA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/jBjasf10mGA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4LJsyA74pVc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/4LJsyA74pVc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;"><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1r3OW8PU9jY&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/1r3OW8PU9jY&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></span></span></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wMMjPhKaOZY&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/wMMjPhKaOZY&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;"><span style="font-size: medium;">Di seguito alcune fotografie (gentilmente concesse da Stefano Vaja)</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;"><img style="width: 578px; height: 380px;" src="../../../../public/memorie%20della%20terra%20049_2048x1370.jpg" alt="" align="left" /></span><br />
<span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;"><img style="width: 576px; height: 384px;" src="../../../../public/memorie%20della%20terra%20116_2048x1370.jpg" alt="" align="left" /></span><br />
<span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;"><img style="width: 574px; height: 384px;" src="../../../../public/memorie%20della%20terra%20133_2048x1370.jpg" alt="" align="left" /></span><br />
<span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;"><img style="width: 572px; height: 383px;" src="../../../../public/memorie%20della%20terra%20070%20CM%20_2048x1370.jpg" alt="" /></span></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/axI7GR8EO6M" width="420" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Pizzicata Festival 2008</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 08:51:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Culli soni e culli cantiPizzicata Festival 2008 Martano (Le), 3-5 agosto 2008direzione artistica: Vincenzo Santoro Pizzicata Festival propone, nello splendido scenario di uno dei principali centri della &#8220;Grecìa salentina&#8221;, una serie di progetti musicali che mettono a confronto alcuni tra i gruppi più interessanti che tematizzano un legame forte e vitale con le forme della musica di tradizione orale del... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/07/25/pizzicata-festival-2008/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><span style="font-weight: bold; color: #ff0000; font-size: x-large;">Culli soni e culli canti</span><br style="color: #000000;" /><span style="font-weight: bold; font-size: large;"><span style="color: #000000;">Pizzicata Festival 2008</span></span><span style="font-style: italic; font-weight: bold; font-size: large;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></span><span style="font-weight: bold; font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;">Martano (Le)</span></span></span><span style="color: #000000;">, <span style="font-weight: bold;">3-5 agosto 2008</span></span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">direzione artistica: <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span></span><br style="color: #000000;" /><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: bold;"><br />
<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2008/07/immagineperweb2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1384" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2008/07/immagineperweb2-300x210.jpg" alt="immagineperweb2" width="300" height="210" /></a>Pizzicata Festival</span> propone, nello splendido scenario di uno dei principali centri della &#8220;Grecìa salentina&#8221;, una serie di progetti musicali che mettono a confronto alcuni tra i gruppi più interessanti che tematizzano un legame forte e vitale con le forme della musica di tradizione orale del Sud d’Italia. Due i temi portanti di questa edizione del festival: <span style="font-weight: bold; color: #000000;">il canto femminile</span>, (con l’esibizione delle <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Sorelle Marras</span> dalla Sardegna, delle <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">FicuFresche</span> dalla Campania, di un’esperienza di <span style="font-style: italic; font-weight: bold;">canto arberesh</span> di San Costantino Albanese); il <span style="font-weight: bold;">canto sociale</span> (con <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Otello Profazio</span>, il “pioniere” della canzone popolare politica in Italia, i <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Rione Junno</span> da Monte Sant’Angelo, che proporranno i canti di lavoro del Tavoliere e un omaggio al grande <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Matteo Salvatore</span>, <span style="color: #ff0000; font-weight: bold;">Tonino Zurlo</span> da Ostuni, lo spettacolo <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Memorie della Terra</span>, con i canti e i racconti delle lotte contadine e delle tabacchine del Salento). A completare il programma, un’immersione nelle “tipicità” di Terra d’Otranto con un percorso tra musica e “sapori” (<span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Li guai de la pignata</span> di <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Anna Cinzia Villani</span> e <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Suoni Rurali)</span> e i suoni dei <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Malicanti</span><span id="more-346"></span>.</span><br style="color: #000000;" /><br style="color: #000000;" /><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Programma</span><br style="color: #000000;" /><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Domenica 3 agosto</span><br style="color: #000000;" /><span style="font-size: large;"><span style="color: #000000; font-weight: bold;">Ficufresche</span><br style="color: #000000; font-weight: bold;" /><span style="color: #000000; font-weight: bold;">Viesh</span><span style="color: #000000; font-weight: bold; font-style: italic;">. Il canto nelle comunità italo-albanesi</span><br style="color: #000000; font-weight: bold;" /><span style="color: #000000; font-weight: bold;">Anna Cinzia Villani e Suoni Rurali in <span style="font-style: italic;">Li guai de la pignata</span></span></span><br style="color: #000000;" /><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">lunedì 4 agosto</span><br style="color: #000000;" /><span style="font-size: large;"><span style="color: #000000; font-weight: bold;">Sorelle Marras</span><br style="color: #000000; font-weight: bold;" /><span style="color: #000000; font-weight: bold;">Otello Profazio </span><br style="color: #000000; font-weight: bold;" /><span style="color: #000000; font-weight: bold;">Malicanti</span></span><br style="color: #000000;" /><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">martedì 5 agosto</span><br style="color: #000000;" /><span style="font-weight: bold; font-size: large;"><span style="color: #000000;">Tonino Zurlo</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Memorie della Terra. Canti e racconti di lavoro e di lotta del Salento</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Rione Junno </span></span><span style="font-size: large;"><span style="color: #000000;">(omaggio a</span></span><span style="font-weight: bold; font-size: large;"><span style="color: #000000;"> Matteo Salvatore</span></span><span style="font-size: large;"><span style="color: #000000;">)</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000; font-size: small;">Gli artisti e i progetti di Pizzicata Festival 2008:</span></span></p>
<p><span style="font-weight: bold; color: #ff0000; font-size: large;">FicuFresche</span><br />
Trio vocale femminile che evoca attraverso un’attenta e diretta ricerca le antiche tradizioni musicali del territorio delle <span style="font-weight: bold;">“Toraglie”</span>, un’area che si estende sulla collina a nord di <span style="font-weight: bold;">Sessa Aurunca</span> e comprende numerose e piccole frazioni in cui la vita contadina è ancora molto presente. Le Ficu Fresche si sono inserite nel mondo contadino femminile cercando di carpirne i canti, le tradizioni e l’antico sapere, attraverso una ricerca che continua tutt’oggi, con l’intento di riproporre i canti attraverso una rielaborazione personale, lasciandoli però il più possibile nella loro originalità, in modo da non spezzare il filo che unisce le donne del passato a quelle del presente. Il nome del trio trae origine dalla canzone dei “mesi”, un canto di carnevale dove ogni mese esprime la propria importanza attraverso i frutti che la terra regala all’uomo.</p>
<p><span style="font-weight: bold; color: #ff0000; font-size: large;">Viesh</span><br />
Il gruppo esegue musiche tradizionali della comunità di <span style="font-weight: bold;">S. Costantino Albanese (Potenza)</span>, uno dei paesi dell’area del <span style="font-weight: bold;">Pollino</span>, fondato nel 1500 da profughi albanesi, che ancora oggi conserva significative tracce della parlata, dei costumi e delle <span style="font-weight: bold;">tradizioni musicali arbëresh</span>. Tra gli elementi più importanti vi è il ricco repertorio di canti polifonici, accompagnati spesso dalla surdulina e, in tempi più recenti, anche da strumenti moderni come la chitarra. Tra le forme musicali più caratteristiche vi sono indubbiamente i canti polifonici femminili senza accompagnamento strumentale, in particolare il repertorio dei vjesh. I musicisti presentano un programma che comprende le antiche polifonie vocali, sia profane che religiose, accanto a forme di canto più recenti, talvolta contaminate con altre tradizioni del sud Italia</p>
<p><span style="font-weight: bold; color: #ff0000; font-size: large;">Li guai della pignata</span><br />
<span style="font-weight: bold; color: #000000;">Li guai della pignata</span> è progetto che mette in risalto la presenza di versi legati al cibo e alle preparazioni culinarie nei repertori tradizionali del <span style="font-weight: bold;">basso Salento</span> e della <span style="font-weight: bold;">bassa Murgia</span>. La conoscenza approfondita di queste due aree culturali della Puglia permette ad <span style="font-weight: bold;">Anna Cinzia Villani</span>, <span style="font-weight: bold;">Carla Maniglio</span>, <span style="font-weight: bold;">Gianni Amati</span> ed <span style="font-weight: bold;">Anna Maria Bagorda</span> di rilevare, tra le strofe che parlano di amore e di lavoro, anche quelle che riguardano i sapori, le ricette e le pietanze che comparivano sulle tavole tutti i giorni o in periodi particolari dell&#8217;anno – ad esempio durante le festività religiose &#8211; in una cultura rurale spesso legata alla frugale quotiana arte della sopravvivenza.</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Sorelle Marras</span></span><br />
<span style="font-weight: bold;">Marinella</span> e <span style="font-weight: bold;">Susi Marras</span> sono due componenti di “<span style="font-weight: bold;">Onnigaza</span>”, gruppo folcloristico attivo dal 1976 nel territorio di <span style="font-weight: bold;">Ghirlanza (Oristano)</span>. Attualmente il gruppo è composto da circa venticinque giovani, che oltre all’attività di ballo e canto, portano avanti ricerche nel campo delle tradizioni popolari e organizzano manifestazioni, di vario genere, riguardanti la cultura sarda e la cultura popolare in genere. Insieme, le sorelle Marras propongono il repertorio tradizionale sardo riservato alle donne: canti semplici, raramente usciti dalle case o dalle chiese, ninnenanne, filastrocche, canti per il divertimento dei bambini, ma anche canti religiosi come il rosario cantato o i canti per le novene di giugno dedicate al Sacro Cuore di Gesù.</p>
<p><span style="color: #ff0000; font-size: large;"><span style="font-weight: bold;">Otello Profazio</span></span><br />
Esecutore, compositore e ricercatore, <span style="font-weight: bold;">Otello Profazio</span>, che ha iniziato la sua attività nei primi anni cinquanta, ha rappresentato un efficace compromesso tra un modo di riproporre la canzone popolare con rigorosi criteri di fedeltà filologica e un tentativo di personalizzazione, sempre nei limiti del buon gusto, del materiale canoro tradizionale, in parte reperito da lui stesso, in parte rifacentesi ai testi di cantastorie o del poeta popolare <span style="font-weight: bold;">Ignazio Buttitta</span>. Profazio ha svolto per anni una intensa attività di incisione di dischi, ha condotto e preso parte a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive , ha inoltre preso parte a numerosissimi concerti e festival, sia in Italia sia all’estero. Fra i suoi dischi vale la pena ricordare soprattutto “<span style="font-weight: bold;">Qua si campa d’aria</span>”, che ha ottenuto il disco d’oro per aver venduto più di un milione di copie.</p>
<p><span style="font-weight: bold; color: #ff0000; font-size: large;">Malicanti</span><br />
Il gruppo esegue musiche e canti tradizionali del mondo contadino della Puglia, appresi direttamente dagli anziani cantori. Il repertorio è composto da tarantelle, canti “alla stisa”, canti d’amore, stornelli, canti di lavoro, e dalla pizzica-tarantata, la musica che nella cultura contadina veniva usata nella cura magica degli effetti del morso della mitica “taranta” e che oggi è diventata il simbolo del rinascimento musicale salentino</p>
<p><span style="font-size: large;"><span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Tonino Zurlo</span></span><br />
<span style="font-weight: bold;">Tonino Zurlo</span> è uno straordinario cantastorie e poeta popolare di <span style="font-weight: bold;">Ostuni</span>, citta in cui è nato nel gennaio del 1946. All’età di 25 anni inizia a suonare la chitarra, improvvisando i brani musicali secondo la sua filosofia: ‘non è importante il ritmo del metronomo, ma quello del cuore’. Oramai in attività da oltre trent’anni, Tonino inventa canzoni per ‘un mondo diverso’, in cui l’anima dell’uomo, la sua coscienza profonda possano tornare a guidare i suoi gesti. Fra la tradizione letteraria dialettale pugliese, la musica popolare orale, e le sue originali intuizioni sull’essenza della natura umana e sull’assurdità del nostro tempo presente, le composizioni di <span style="font-weight: bold;">Tonino Zurlo</span> sono uno squarcio di umanità rivolto all’Uomo contemporaneo in cerca delle proprie radici e di un vivere maggiormente autentico.</p>
<p><span style="color: #ff0000; font-size: large;"><span style="font-weight: bold;">Memorie della Terra</span></span><br />
<span style="font-style: italic;">Canti e racconti di lavoro e di lotta del Salento</span><br />
Musica e racconto orale si intrecciano in un viaggio nella memoria del lavoro agricolo nel Salento della prima metà del novecento, il periodo storico che vide i lavoratori della terra reagire alle condizioni di odioso sfruttamento con una grande stagione di lotte politiche e sociali, culminate negli <span style="font-weight: bold;">scioperi delle operaie tabacchine</span> e nell’<span style="font-weight: bold;">occupazione delle terre del feudo d’Arneo</span>. Nel corso dello spettacolo, la lettura di alcuni racconti &#8211; tratti da una ricerca condotta a partire dalle testimonianze orali dei protagonisti &#8211; viene affiancata dall’esecuzione di canti tradizionali di argomento “politico e sociale”, che in molti casi contengono espliciti riferimenti alle vicende narrate. Ne emerge un racconto avvincente di una stagione fondamentale per l’emancipazione delle plebi meridionali e per l’affermazione dei diritti civili e sociali nel nostro paese.<br />
Testi di <span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span>; voci narranti: <span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span> e <span style="font-weight: bold;">Anna Cinzia Villani</span>; canti eseguiti da: <span style="font-weight: bold;">Daniele Girasoli</span>, <span style="font-weight: bold;">Maria Mazzotta</span>, <span style="font-weight: bold;">Enrico Noviello</span>, <span style="font-weight: bold;">Anna Cinzia Villani</span>.</p>
<p><span style="color: #ff0000; font-size: large;"><span style="font-weight: bold;">Rione Junno</span></span><br />
Il gruppo è composto da giovanissimi interpreti di <span style="font-weight: bold;">Monte Sant’Angelo</span>, uno dei centri fondamentali di diffusione della <span style="font-weight: bold;">chitarra battente</span>. Nei loro spettacoli affiorano gli echi dei canti e delle antiche melodie del Gargano, frutto di una ricerca musicale che è riuscita a riportare alla luce gli schemi e i dettami più originali e tipici del canto popolare locale, insieme a sonorità più contemporanee. Per Pizzicata Festival proporranno anche un omaggio alla memoria del grande <span style="font-weight: bold;">Matteo Salvatore</span>, eseguendo alcune delle sue composizioni più belle e altri canti legati alle <span style="font-weight: bold;">lotte bracciantili del Tavoliere di Puglia</span>.</p>
<p>info ospitalità a Martano: <a href="http://www.comune.martano.le.it/strutture.asp">www.comune.martano.le.it/strutture.asp</a></p>
</div>
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