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	<title>Vincenzo Santoro &#187; possessione</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Il teatro della trance: musiche e danze che curano sulle sponde del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 15:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Vincenzo Santoro Articolo originariamente pubblicato su Insula Europea, 30 ottobre 2025 La monografia di Laura Faranda, antropologa dell’Università La Sapienza di Roma, Peripezie di una santa. Il culto di Sayyida‘Ā’isha al-Mannūbiyya nella Tunisi contemporanea, meritoriamente pubblicata alcuni mesi fa dalle Edizioni del Museo Pasqualino di Palermo, ci restituisce i risultati di una ricerca etnografica, condotta in Tunisia dal 2018 al 2024,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2025/11/09/il-teatro-della-trance-musiche-e-danze-che-curano-sulle-sponde-del-mediterraneo/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2025/11/13b47218-4689-4770-ab7e-3c0fcd55d014.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4772" src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2025/11/13b47218-4689-4770-ab7e-3c0fcd55d014-216x300.jpg" alt="13b47218-4689-4770-ab7e-3c0fcd55d014" width="216" height="300" /></a>di Vincenzo Santoro</p>
<p><a href="https://www.insulaeuropea.eu/2025/10/30/il-teatro-della-trance-musiche-e-danze-che-curano-sulle-sponde-del-mediterraneo/">Articolo originariamente pubblicato su Insula Europea, 30 ottobre 2025</a></p>
<p>La monografia di <span style="color: #ff0000;">Laura Faranda</span>, antropologa dell’Università La Sapienza di Roma, <strong><span style="color: #993300;"><em>Peripezie di una santa. Il culto di Sayyida‘Ā’isha al-Mannūbiyya nella Tunisi contemporanea</em></span></strong>, meritoriamente pubblicata alcuni mesi fa dalle Edizioni del Museo Pasqualino di Palermo, ci restituisce i risultati di una ricerca etnografica, condotta in Tunisia dal 2018 al 2024, sulle pratiche cultuali, quasi esclusivamente femminili e ancora oggi attive, dedicate alla santa islamica medievale <span style="color: #ff0000;">Sayyida‘Ā’isha al-Mannūbiyya</span>.</p>
<p>Si tratta di rituali articolati in fenomeni di possessione mediati dalla musica e dalla danza, pratiche terapeutiche finalizzate a “contrastare la potenza destabilizzante delle entità ‘invisibili’ che affollano e pervadono la vita” delle devote della santa, secondo uno schema ampiamente noto in letteratura (non si può che rimandare al classico <span style="color: #993300;"><em>Musica e trance. I rapporti fra la musica e i fenomeni di possessione</em> </span>di <span style="color: #ff0000;">Gilbert Rouget</span>, Einaudi 1986 e 2019), che trova in questi luoghi una sua particolare ed eclatante declinazione.</p>
<p>Il volume si apre con una ricostruzione della biografia di Sayyida ʿĀʾisha al-Mannūbiyya, nota come “l’amazzone della santità”, sulla base di fonti agiografiche e bibliografiche, e nel confronto con quanto emerso dall’indagine sulla memoria orale condotta dall’autrice.</p>
<p>Il secondo capitolo restituisce invece la ricerca etnografica, imperniata prevalentemente sul rapporto di fiducia reciproca e alleanza di genere con un gruppo di fedeli, quasi esclusivamente donne, che hanno consentito alla studiosa di partecipare ai riti, di ascoltare le proprie storie, condividere “il cibo, il tempo della preghiera, quello della musica, dei suoni, dei silenzi, delle emozioni, dell’ascolto, della narrazione”. Con una scrittura attenta, sorvegliata e sempre problematizzante, vengono descritte le varie fasi dei riti: dall’accoglienza delle donne nei santuari agli appariscenti rituali di possessione, la cui esperienza diretta, condizionata dall’acquisita prossimità con le protagoniste, provoca nell’autrice un profondo spaesamento, nonostante si tratti di pratiche ampiamente documentate in molti di studi sulla <em>trance</em>. <a href="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2025/11/aae6ee33-92dd-4785-aa7e-5bae9c8e1ca1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4768" src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2025/11/aae6ee33-92dd-4785-aa7e-5bae9c8e1ca1-300x228.jpg" alt="aae6ee33-92dd-4785-aa7e-5bae9c8e1ca1" width="300" height="228" /></a>Le <em>hadra</em> (termine traducibile con l’espressione “presenza divina”), cioè le pratiche rituali in onore della Santa, vengono documentate in due luoghi distinti, oggi compresi nell’area metropolitana di Tunisi: il santuario/mausoleo (<em>zāwiya</em>) alla Manouba, dove si svolgono la domenica, e quello di Gorjani, in cui si celebra ogni lunedì. A inquadrare il contesto emerge inoltre il conflitto, non affatto risolto, tra il culto e l’ascesa del fondamentalismo islamico in Tunisia, la cui influenza – crescente anche all’interno delle istituzioni – ha raggiunto un punto critico nel 2012, quando uno dei santuari dedicati alla santa, nel suo villaggio natale, è stato distrutto da un incendio doloso durante i moti della cosiddetta “Primavera araba”. Un atto di violenza esplicitamente rivolto contro “le donne e la loro libertà di azione, di culto e di pensiero”, a cui le devote hanno reagito manifestando al suono del <em>bendir</em> – il tamburo tradizionale che apre le cerimonie <em>sufi</em> –, raccogliendo fondi e riuscendo a riaprire il santuario, restituendolo alla devozione.</p>
<p>Nel terzo capitolo, le esperienze delle protagoniste diventano narrazioni in prima persona tramite l’espediente del “dialogo creativo”: un’ermeneutica fondata sul confronto e sull’ascolto reciproco, distante da qualsiasi “ambizione di restituzione etnografica oggettivante”. L’autrice privilegia infatti un approccio volto a cogliere “i profili enigmatici e il lessico sfuggente nel quale si radica il pensiero della differenza”. In queste “storie che curano” emergono allora biografie complesse e vissuti di sofferenza, dentro i quali il culto assume una funzione simbolica e terapeutica, capace di alleviare i disagi individuali e sociali che li attraversano, in un “mondo affollato di presenze invisibili e costantemente esposto a uno stato di crisi”. Tra le diverse testimonianze raccolte ce n’è solo una maschile: un ‘figlio della santa’, devoto fin dall’infanzia e unico esecutore maschile e voce solista ad accompagnare i riti.</p>
<p>Nella parte significativamente intitolata “Riparare il disordine”, l’antropologa si propone di rappresentare e interpretare i viaggi – concreti ma al tempo stesso iniziatici e mistici – compiuti dalle devote della Santa verso i suoi santuari, dove all’interno di contesti ritualizzati e protetti, le partecipanti vengono incoraggiate, attraverso il canto, la musica e la danza, a sperimentare stati non ordinari di coscienza che rendono possibile “l’incontro con entità sovrannaturali”. Tali esperienze, inscritte nel perimetro simbolico del rito, nominato dall’autrice “teatro della <em>trance</em>”, agiscono come forme di rigenerazione rispetto alle sofferenze individuali e collettive delle donne, consentendo loro di affrontare, seppur temporaneamente, le difficoltà di vite complicate e precarie, e rivelano persistenze culturali e rituali riconducibili all’arcaico patrimonio mediterraneo.</p>
<p>L’ultimo capitolo, a cura dell’etnomusicologa <span style="color: #ff0000;">Sara Antonini</span>, è dedicato più specificamente all’universo musicale della<em> hadra</em>, con una descrizione puntuale e approfondita dello svolgimento del rito e delle figure che vi prendono parte, analizzando nel dettaglio il repertorio musicale impiegato – in cui spiccano i tamburi tradizionali, in particolare il <em>bendir</em> – e le dinamiche coreutiche che accompagnano la celebrazione. Le pratiche di danza, intense e cariche di tensione emotiva, sono contraddistinte da frequenti episodi di <em>trance</em>, talvolta di natura violenta, vissuti dalle devote e guidati o modulati dai ritmi incalzanti prodotti dall’ensemble musicale, che ne determina l’andamento e l’intensità.</p>
<p>Questo scenario etnografico ha suggerito a Laura Faranda, attenta studiosa delle specifiche tematiche, prudenti “iperboli comparative” col mondo antico. ʿĀʾisha al-Mannūbiyya si configura come una “regina della santità islamica”, la cui vicenda leggendaria fa emergere un archetipo femminile corroborato e ricorrente nelle mitologie del Mediterraneo, approfondito dall’autrice con notevole finezza interpretativa. Sullo sfondo si delinea la figura della vergine sacra e indocile, sfuggente e nomade, incarnata emblematicamente da Artemide, signora dei boschi e delle fiere, invocata dalle giovani donne perché assicuri fecondità e armonia coniugale. Allo stesso modo il riso di Demetra in lutto di fronte ai <em>gephyrismi</em>, il turpiloquio sacro, sembra riecheggiare nel riso liberatorio e complice delle donne provocate con espressioni oscene dalla ministra del culto durante le cerimonie nella <em>zāwiya</em> di Manouba. E si potrebbe continuare.</p>
<p>In questo sforzo esegetico, l’autrice riconosce di aver avuto come autorevole ispirazione (e “conforto”) <span style="color: #ff0000;">Ernesto de Martino</span> quando, nella <span style="color: #993300;"><em>Terra del rimorso</em></span> (1961), richiama “i significativi, policentrici echi mediterranei del tarantismo”, fenomeno a suo parere generatosi in età medievale a seguito di una riplasmazione di lungo periodo di antecedenti rituali “orgiastici e iniziatici” dell’antichità classica, ma accomunato ad ulteriori fenomeni storico-religiosi diffusi in diversi altri contesti spaziali (Nord-Africa, Penisola Arabica, Etiopia e una parte del Sudan). Nonostante la Tunisia fosse una delle terre comprese in questa rete rituale mediterranea delineata dall’insigne storico delle religioni in relazione al tarantismo, Faranda nel suo saggio sfugge alla tentazione di evidenziare e analizzare similitudini con il culto di ‘Ā’isha al-Mannūbiyya. Non manca tuttavia di osservare come i due rituali sembrino rispondere a istanze analoghe, configurandosi come strategie simboliche di compensazione e antidoti efficaci nei confronti dei momenti più critici dell’esistenza:</p>
<p>“Come le tarantate salentine, anche le donne devote di Ā’isha ammettono, riconoscono o anche solo denominano come malattia una determinata condizione critica; e come nel tarantismo, la <em>hadra</em> ne disciplina le forme, introducendo modellamenti reattivi e regole culturalmente funzionali al superamento del tempo critico”.</p>
<p>Ma le similitudini emergono spontaneamente dalle descrizioni prodotte nel contesto dell’osservazione partecipante, e diventano ancora più pregnanti se si confrontano le immagini delle “danze rituali” filmate in alcuni documentari sul culto tunisino (per esempio quello di <span style="color: #ff0000;">Ahmed Rahal</span>, <span style="color: #993300;"><em>Sainte Manoubia soufisme et spiritualité féminine</em></span>, 1992, <a href="https://www.canal-u.tv/chaines/smm/techniques-du-corps/sainte-manoubia-soufisme-et-spiritualite-feminine">https://www.canal-u.tv/chaines/smm/techniques-du-corps/sainte-manoubia-soufisme-et-spiritualite-feminine</a>) con la documentazione visiva sul tarantismo salentino degli anni ’50-’70 (che in entrambi i casi incorporano significativi rimandi iconografici alle rappresentazioni di carattere orgiastico – in particolare femminili – presenti in tanti manufatti dell’antichità greco-romana).</p>
<p>Tra i tanti temi trattati in un volume denso, complesso e stimolante, quello delle “prossimità” tra i due fenomeni all’interno di una “rete rituale mediterranea” di lunga durata sembra essere una traccia da percorrere sulla scorta demartiniana ma anche alla luce dei più recenti contributi di ricerca, che offrono un quadro notevolmente più ricco e articolato del fenomeno, di cui ho cercato di dare conto in <span style="color: #993300;"><em>Il tarantismo mediterraneo</em></span> (Itinerarti 2021).</p>
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		<title>un recente interessante dibattito sui temi della Terra del rimorso (e delle sue reminiscenze contemporanee)</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Dec 2023 09:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Morsi melodici e corpi in azione: orizzonti simbolici ed echi mediterranei, fra tarantismo e neo-tarantismo Napoli, Istituto Italiano di Studi Filosofici, mercoledì 8 dicembre 2023 Per gli amici interessati a questi temi, riporto la registrazione di un seminario tenuto qualche giorno fa nella cornice prestigiosa dell&#8217;Istituto Italiano di Studi Filosofici di Napoli, dedicato alla eredità degli studi demartiniani sul rito del tarantismo (1),... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2023/12/09/un-recente-interessante-dibattito-sui-temi-della-terra-del-rimorso-e-delle-sue-reminiscenze-contemporanee/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"><a href="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2023/12/Screenshot-2023-12-09-alle-10.08.25.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4458" src="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2023/12/Screenshot-2023-12-09-alle-10.08.25-300x173.png" alt="Screenshot 2023-12-09 alle 10.08.25" width="300" height="173" /></a></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><span style="color: #ff0000;"><strong>Morsi melodici e corpi in azione: orizzonti simbolici ed echi mediterranei, fra tarantismo e neo-tarantismo</strong></span></div>
<div dir="auto">Napoli, Istituto Italiano di Studi Filosofici, mercoledì 8 dicembre 2023</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Per gli amici interessati a questi temi, riporto la registrazione di un seminario tenuto qualche giorno fa nella cornice prestigiosa dell&#8217;Istituto Italiano di Studi Filosofici di Napoli, dedicato alla eredità degli studi demartiniani sul rito del tarantismo (1), a cui hanno partecipato gli antropologi <span style="color: #993300;"><strong>Laura Faranda</strong></span> e <span style="color: #993300;"><strong>Antonio Fanelli, </strong><span style="color: #000000;">entrambi docenti presso l&#8217;Università La Sapienza di Roma.</span></span></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">In particolare fra i tanti spunti di grande interesse in entrambe le relazioni, vorrei segnalare alcune considerazioni di<strong> Fanelli</strong> (che ringrazio per aver citato anche i miei modesti studi), in particolare nella seconda parte dell&#8217;intervento e nel dibattito, quando ha analizzato &#8211; in maniera originale e con ampiezza di vedute &#8211; i rapporti fra il rito &#8220;storico&#8221; e le rielaborazioni contemporanee, in particolare salentine. Riprendo a titolo di esempio un passaggio a mio avviso molto significativo: &#8220;<span style="color: #ff0000;">noi dobbiamo non solo cominciare a fare i conti con la storia del folklore, delle culture popolari, nell&#8217;interazione con lo Stato, con la scienza, con la medicina, con il potere, ma dobbiamo fare una storia di questi fenomeni in interazione con il mercato e i consumi culturali. È questo il grande scandalo: questi oggetti non sono stati studiati, e non ci sono oggi strumenti adatti a capire questa divaricazione e complessità del fenomeno, perché riguardavano forme musicali oggetto di disprezzo e non di interesse da parte degli studiosi&#8221;</span>.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Di grande rilievo anche il prezioso intervento di <span style="color: #993300;"><strong>Laura Faranda</strong></span>, che, sempre in un confronto con gli spunti offerti dalle ricerche di de Martino (e con le sue intuizioni &#8220;mediterranee&#8221;), ha presentato un suo recente studio su un culto di &#8220;possessione&#8221; femminile avente a che fare con musica e danza, ancora oggi molto seguito in Tunisia, legato a una &#8220;santa&#8221; islamica (con immagini &#8220;brevi ma intensissime&#8221;), che testimonia quanto &#8220;il dio che danza&#8221; in varie forme sia vivo e lotti insieme a noi.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Su questi due preziosi contributi tanto si potrebbe dire. Qui mi permetto solo di osservare, anche rispetto ai temi emersi nella relazione della professoressa Faranda, che nelle analisi comparative sarebbe estremamente utile non soffermarsi solo sul contesto &#8220;etnografico&#8221; descritto nella <em><span style="color: #ff0000;">Terra del rimorso </span></em><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">(cioè solo sul Salento leccese dell&#8217;immediato dopoguerra)</span></span>, ma esaminare anche compiutamente sia le altre &#8220;forme territoriali&#8221; del fenomeno, su cui ormai abbiamo studi molto approfonditi, sia la ricchissima letteratura storica, che negli ultimi anni si è considerevolmente ampliata rispetto alla già grandiosa ricostruzione demartiniana, restituendo in particolare al rito una maggiore complessità storico-geografica(2). Così facendo se ne ricaverebbero spunti molto interessanti, a partire dal fatto che nelle fonti storiche i casi di &#8220;non posseduti&#8221; che accompagnano i tarantati nel balli certo non mancano(3) e che l&#8217;aspetto così &#8220;cupo&#8221; e &#8220;negativo&#8221; del rito che ritroviamo nel capolavoro demartiniano (questione ulteriormente amplificata dalle immagini in b/n del video <span style="color: #ff0000;"><em>La taranta</em></span> di <span style="color: #993300;">Gianfranco Mingozzi</span> con l&#8217;immaginifico commento di <span style="color: #993300;">Salvatore Quasimodo</span>) va inserito in una fluidità del fenomeno che nel corso della sua storia e nelle sue multiformi declinazioni territoriali ha assunto anche significati molto diversi(4).</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">L&#8217;intero seminario si può visualizzare a questo link: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=j3xF4YpC0H4">https://www.youtube.com/watch?v=j3xF4YpC0H4 </a> . Suggerisco a tutti di arrivare agli ultimi minuti: la parte finale del dibattito forse è quella dove emergono gli spunti più stimolanti<span class="x3nfvp2 x1j61x8r x1fcty0u xdj266r xhhsvwb xat24cr xgzva0m xxymvpz xlup9mm x1kky2od"><img class="xz74otr" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/teb/2/16/1f642.png" alt="&#x1f642;" width="16" height="16" /></span></div>
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<div dir="auto">(1) All&#8217;interno di una più ampia rassegna sul tema, dal titolo  <a href="https://www.iisf.it/index.php/istituto/archivio-storico/il-rimorso-fra-claude-le-vi-strauss-ed-ernesto-de-martino-3.html">Il rimorso. Fra Claude Lévi-Strauss ed Ernesto de Martino</a></div>
<div class="alignnone" dir="auto">(2) A partire dal fatto che, come dovrebbe essere ormai chiaro, l&#8217;innesto del culto paolino nel rito, così determinante nell&#8217;analisi e direi nella interpretazione demartiniana, si verifica solo nell&#8217;area del leccese e soltanto a partire dal &#8216;700, quindi è un aspetto che non può essere generalizzato e considerato un fattore &#8220;strutturale&#8221; del tarantismo.</div>
<div class="alignnone" dir="auto">(3) Mi permetto di segnalare a questo proposito diverse fonti relativa alla Puglia settentrionale riportate nel mio <em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/2021/06/11/il-tarantismo-mediterraneo-una-cartografia-culturale/">Il tarantismo mediterraneo. Una cartografia culturale</a></em> (pp. 69-70), fra cui il lucerino Ludovico Valletta (<em>De phalangio apulo</em>, 1706) che nello scenario del rito riporta la presenza di “giovinette abbigliate in sontuosi abiti nuziali col compito di danzare con i tarantati, cantando e suonando festivamente insieme ad essi la stessa melodia nel corso della danza”. <a href="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2023/12/128420658_10158819191970349_1064940278316243371_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4461" src="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2023/12/128420658_10158819191970349_1064940278316243371_n-300x109.jpg" alt="128420658_10158819191970349_1064940278316243371_n" width="300" height="109" /></a>Uno scenario che si ritrova perfettamente nel celebre disegno di Willem Schellinks, un olandese che visitò Napoli nella primavera del 1664 , che rappresenta una mirabile scena con <span style="color: #ff0000;"><em>La danza di una donna punta da una tarantola<span style="color: #000000;"> (</span></em><span style="color: #000000;">fonte riemersa di recente e che de Martino non poterono analizzare)</span></span>, probabilmente osservata a Capodimonte, in cui una giovinetta tarantata balla con in bocca una spada adorna di nastri colorati, accompagnata da un’altra donna che regge tra le mani un panno rosso. Sostengono il ballo una suonatrice di tamburello, un suonatore di chitarra battente ed un violinista, mentre gli addobbi rituali ricorrenti in molte altre fonti (lo specchio, la spada, il rametto fiorito) completano la scena.</div>
<div class="alignnone" dir="auto">(4) Rispetto alle considerazioni di Laura Faranda emerse in particolare nell&#8217;ultima parte della discussione, mi pare importante ad esempio richiamare un confronto con le analisi di Clara Gallini  sull&#8217;argia, le cui pratiche &#8211; chiamate emblematicamente &#8220;feste di guarigione&#8221; &#8211; vengono confrontate per esempio con i sistemi culturali dei carnevali sardi.</div>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2023%2F12%2F09%2Fun-recente-interessante-dibattito-sui-temi-della-terra-del-rimorso-e-delle-sue-reminiscenze-contemporanee%2F&amp;linkname=un%20recente%20interessante%20dibattito%20sui%20temi%20della%20Terra%20del%20rimorso%20%28e%20delle%20sue%20reminiscenze%20contemporanee%29" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2023%2F12%2F09%2Fun-recente-interessante-dibattito-sui-temi-della-terra-del-rimorso-e-delle-sue-reminiscenze-contemporanee%2F&amp;linkname=un%20recente%20interessante%20dibattito%20sui%20temi%20della%20Terra%20del%20rimorso%20%28e%20delle%20sue%20reminiscenze%20contemporanee%29" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2023%2F12%2F09%2Fun-recente-interessante-dibattito-sui-temi-della-terra-del-rimorso-e-delle-sue-reminiscenze-contemporanee%2F&amp;linkname=un%20recente%20interessante%20dibattito%20sui%20temi%20della%20Terra%20del%20rimorso%20%28e%20delle%20sue%20reminiscenze%20contemporanee%29" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2023%2F12%2F09%2Fun-recente-interessante-dibattito-sui-temi-della-terra-del-rimorso-e-delle-sue-reminiscenze-contemporanee%2F&amp;linkname=un%20recente%20interessante%20dibattito%20sui%20temi%20della%20Terra%20del%20rimorso%20%28e%20delle%20sue%20reminiscenze%20contemporanee%29" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2023%2F12%2F09%2Fun-recente-interessante-dibattito-sui-temi-della-terra-del-rimorso-e-delle-sue-reminiscenze-contemporanee%2F&amp;linkname=un%20recente%20interessante%20dibattito%20sui%20temi%20della%20Terra%20del%20rimorso%20%28e%20delle%20sue%20reminiscenze%20contemporanee%29" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2023%2F12%2F09%2Fun-recente-interessante-dibattito-sui-temi-della-terra-del-rimorso-e-delle-sue-reminiscenze-contemporanee%2F&amp;title=un%20recente%20interessante%20dibattito%20sui%20temi%20della%20Terra%20del%20rimorso%20%28e%20delle%20sue%20reminiscenze%20contemporanee%29" id="wpa2a_4">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2023/12/09/un-recente-interessante-dibattito-sui-temi-della-terra-del-rimorso-e-delle-sue-reminiscenze-contemporanee/">un recente interessante dibattito sui temi della Terra del rimorso (e delle sue reminiscenze contemporanee)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Un affascinante giro del mondo sulle tracce della trance e della possessione (che parte dal Salento)</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2021 16:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto de Martino]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Paolo Pecere, Il dio che danza. Viaggio, trance, trasformazioni, Nottetempo 2021, euro 18 da BlogFoolk Magazine, n. 497 dell&#8217;11 aprile 2021 Il dio che danza è un viaggio di grande fascino fra i rituali di possessione accompagnati dalla musica e dalla danza, ancora in funzione oppure presenti nella memoria popolare a diverse latitudini. Una sorta di Grand Tour globale sulle tracce... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/04/11/un-affascinante-giro-del-mondo-sulle-tracce-della-trance-e-della-possessione/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/04/il-dio-che-danza-paolo-pecere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3820" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/04/il-dio-che-danza-paolo-pecere-210x300.jpg" alt="il-dio-che-danza-paolo-pecere" width="210" height="300" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #993300;">Paolo Pecere</span></strong>, <span style="color: #ff0000;"><em>Il dio che danza. Viaggio, trance, trasformazioni</em></span>, Nottetempo 2021, euro 18</p>
<p>da <a href="https://www.blogfoolk.com/2021/04/numero-497-dell11-aprile-2020.html?fbclid=IwAR0QzV58_Zfp-xhVEdkkNts5csTHCSfsGqClL_XA7IwBbWLXfimm8OLMX68">BlogFoolk Magazine, n. 497 dell&#8217;11 aprile 2021</a></p>
<p><em>Il dio che danza</em> è un viaggio di grande fascino fra i rituali di possessione accompagnati dalla musica e dalla danza, ancora in funzione oppure presenti nella memoria popolare a diverse latitudini. Una sorta di <em>Grand Tour</em> globale sulle tracce del dio che dona la trance (o estasi), “un dio straniero che viene da lontano, che cambia identità, che viene fatto a pezzi e si ricompone, che è uomo e animale, uno e molti, che finisce in catene, che le spezza, che libera”, che i Greci chiamavano Dioniso. A condurlo è <span style="color: #993300;"><strong>Paolo Pecere</strong></span>, docente di Storia della filosofia moderna all’Università Rome Tre, saggista, narratore (fra le sue pubblicazioni due romanzi: <em>La vita lontana</em> (Liber Aria 2018) e <em>Risorgere</em> (Chiarelettere 2019). Si parte dal Salento, raccontato in un denso primo capitolo&#8230; (per continuare a leggere la recensione cliccare <a href="https://www.blogfoolk.com/2021/04/paolo-pecere-il-dio-che-danza-viaggio.html">qui</a> )</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F04%2F11%2Fun-affascinante-giro-del-mondo-sulle-tracce-della-trance-e-della-possessione%2F&amp;linkname=Un%20affascinante%20giro%20del%20mondo%20sulle%20tracce%20della%20trance%20e%20della%20possessione%20%28che%20parte%20dal%20Salento%29" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F04%2F11%2Fun-affascinante-giro-del-mondo-sulle-tracce-della-trance-e-della-possessione%2F&amp;linkname=Un%20affascinante%20giro%20del%20mondo%20sulle%20tracce%20della%20trance%20e%20della%20possessione%20%28che%20parte%20dal%20Salento%29" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F04%2F11%2Fun-affascinante-giro-del-mondo-sulle-tracce-della-trance-e-della-possessione%2F&amp;linkname=Un%20affascinante%20giro%20del%20mondo%20sulle%20tracce%20della%20trance%20e%20della%20possessione%20%28che%20parte%20dal%20Salento%29" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F04%2F11%2Fun-affascinante-giro-del-mondo-sulle-tracce-della-trance-e-della-possessione%2F&amp;linkname=Un%20affascinante%20giro%20del%20mondo%20sulle%20tracce%20della%20trance%20e%20della%20possessione%20%28che%20parte%20dal%20Salento%29" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F04%2F11%2Fun-affascinante-giro-del-mondo-sulle-tracce-della-trance-e-della-possessione%2F&amp;linkname=Un%20affascinante%20giro%20del%20mondo%20sulle%20tracce%20della%20trance%20e%20della%20possessione%20%28che%20parte%20dal%20Salento%29" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F04%2F11%2Fun-affascinante-giro-del-mondo-sulle-tracce-della-trance-e-della-possessione%2F&amp;title=Un%20affascinante%20giro%20del%20mondo%20sulle%20tracce%20della%20trance%20e%20della%20possessione%20%28che%20parte%20dal%20Salento%29" id="wpa2a_6">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/04/11/un-affascinante-giro-del-mondo-sulle-tracce-della-trance-e-della-possessione/">Un affascinante giro del mondo sulle tracce della trance e della possessione (che parte dal Salento)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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