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	<title>Vincenzo Santoro &#187; tarantelle</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Tarantelle, santi e guaritori. Forme e figure di un culto popolare</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 18:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Athanasius Kircher]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Antonio Basile, Eugenio Imbriani, Daniela Rota, Vincenzo Santoro, Sandra Taveri, Tarantelle, santi e guaritori. Forme e figure di un culto popolare, a cura di Vincenzo Santoro, Itinerarti 2024, p. 142, euro 15 Il volume, a completamento del trittico comprendente Il tarantismo mediterraneo. Una cartografia culturale e Percorsi del tarantismo mediterraneo, entrambi pubblicati da Itinerarti nel 2021, raccoglie una riflessione a più voci sul fenomeno... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2024/07/10/tarantelle-santi-e-guaritori-forme-e-figure-di-un-culto-popolare/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2024/07/cfe82740-ca98-407f-b401-06dbc3fe50cb.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4598" src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2024/07/cfe82740-ca98-407f-b401-06dbc3fe50cb-200x300.jpg" alt="cfe82740-ca98-407f-b401-06dbc3fe50cb" width="200" height="300" /></a></strong><span style="color: #ff0000;">Antonio Basile</span>, <span style="color: #ff0000;">Eugenio Imbriani</span>, <span style="color: #ff0000;">Daniela Rota</span>, <span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span>, <span style="color: #ff0000;">Sandra Taveri</span>, <span style="color: #993300;"><strong>Tarantelle, santi e guaritori. Forme e figure di un culto popolare</strong></span>, a cura di <span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span>, Itinerarti 2024, p. 142, euro 15</p>
<p>Il volume, a completamento del trittico comprendente <span style="color: #993300;"><em><a href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/06/11/il-tarantismo-mediterraneo-una-cartografia-culturale/">Il tarantismo mediterraneo. Una cartografia culturale</a></em></span> e <em><span style="color: #993300;"><a href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/06/11/percorsi-del-tarantismo-mediterraneo/">Percorsi del tarantismo mediterraneo</a></span></em>, entrambi pubblicati da Itinerarti nel 2021, raccoglie una riflessione a più voci sul fenomeno del tarantismo – che trova in Puglia la propria “area elettiva” ma si attesta in diversi contesti del bacino del Mediterraneo – approfondendone tratti comuni e distintivi, anche in ragione della copiosa messe di studi e di nuove fonti emerse negli ultimi decenni.<br />
In particolare, il saggio di <span style="color: #ff0000;">Daniela Rota</span> <span style="color: #993300;"><em>Tarantellario italo-ispanico (da padre Kircher al dottor Cid)</em></span> osserva la diffusione, fra Napoli e la Spagna di metà seicento, delle tarantelle di ambito colto, in certi casi riprese da motivi popolari in seguito alle prime trascrizioni di melodie di accompagnamento del rituale coreutico, pubblicate dall’illustre gesuita <span style="color: #ff0000;">Athanasius Kircher</span>.<br />
<span style="color: #ff0000;">Antonio Basile</span> (<span style="color: #993300;"><em>E Maria Catalda balla ancora… Notarelle paesane sul “Ballo della tarantola”</em></span>) e <span style="color: #ff0000;">Sandra Taveri</span> (<span style="color: #993300;"><em>Fonti e testimonianze del tarantismo brindisino</em></span>) riferiscono le molteplici testimonianze del medesimo dispositivo culturale nel Tarantino e nel Brindisino, dove la taranta per secoli ha rappresentato un flagello ma anche, paradossalmente, un richiamo per studiosi di un esteso ventaglio di discipline e tanti colti visitatori alla ricerca di vecchie e nuove “superstizioni”.<br />
<span style="color: #ff0000;">Eugenio Imbriani</span> (<span style="color: #993300;"><em>Tarantismo e ibridazioni</em></span>) ritorna su questioni nodali dell’approccio demartiniano al tarantismo, anche in relazione agli attuali processi di patrimonializzazione, per tratteggiare la natura “ibrida”, multiforme e sfuggente del celebre insetto ritenuto la causa del suo insorgere.<br />
Il contributo di <span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span>, <span style="color: #993300;"><em>Il culto popolare di san Paolo attraverso evidenze documentali e iconografiche</em></span> infine, si misura su un tema, quello dell’arcaico “culto” popolare di san Paolo nelle sue complesse articolazioni, oggetto di riflessione di molti autori che non smette di riservare stupori, soprattutto per l’ampiezza e la varietà delle tracce iconografiche, dall’ambito popolare a quello dell’arte classica e colta.<br />
A chiusura del volume <strong>una rassegna diacronica di testimonianze</strong>, dai primi dell’Ottocento fino alla indagine demartiniana, <strong>ricostruisce il dolente pellegrinaggio dei tarantati alla cappella di Galatina</strong>, da cui emerge un quadro di estrema marginalità e disagio esistenziale, che appare quanto mai distante dalla visione oleografica che si è recentemente affermata nel problematico revival contemporaneo.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Antonio Basile</span> ha insegnato Antropologia culturale e Antropologia delle società complesse nell’Accademia di Belle Arti di Lecce. Dal 2010 al 2023 è stato direttore scientifico del Civico museo etnografico “Alfredo Majorano” di Taranto. Per i tipi della Progedit ha pubblicato: <em><a href="https://www.vincenzosantoro.it/2016/03/30/taranto-taranta-tarantella/">Gioconda miseria. Il tarantismo a Taranto. XVI-XX secolo</a></em> (Bari 2015) e insieme a Gianluca Marinelli e Stefania Castellana, <em>Arte a Taranto. 1980-1990</em> (Bari 2024).<br />
<span style="color: #ff0000;">Eugenio Imbriani</span> è professore di Antropologia culturale e Storia delle tradizioni popolari presso l’Università del Salento (Lecce). I suoi interessi sono orientati allo studio del folklore, ai temi della cultura popolare, della scrittura e dell’esperienza etnografica, ai rapporti tra memoria e oblio nella produzione dei patrimoni culturali e delle identità locali. Ha prodotto numerose pubblicazioni, monografie e saggi; ha promosso e diretto progetti di ricerca in Italia e all’estero; è direttore della rivista “Palaver”. Tra i suoi lavori più recenti: <em>A come antropologia</em> (2019, nuova ed. 2023); <em><a href="https://www.vincenzosantoro.it/2023/03/21/antropologia-e-folklore-fra-passato-e-presente-e-leterno-ritorno-del-tarantismo/">Poco prima del futuro. La cultura tra ibridi e attese</a> </em>(2021); <em><a href="https://www.vincenzosantoro.it/2023/03/21/antropologia-e-folklore-fra-passato-e-presente-e-leterno-ritorno-del-tarantismo/">F come folklore</a></em> (2022).<br />
<span style="color: #ff0000;">Daniela Rota</span>, musicologa, titolare per quarant’anni della cattedra di Storia ed Estetica<br />
della Musica presso il Conservatorio “Giovanni Paisiello” di Taranto, si è occupata di tarantismo e di trattatistica musicologica gesuita d’età barocca, pubblicando la traduzione dal latino e l’edizione critica degli scritti dei padri Athanasius Kircher e Caspar Schott (in riviste,<br />
atti di convegni, pubblicazioni miscellanee, nonché nel volume <em><a href="https://www.vincenzosantoro.it/2014/04/27/le-favolose-tarantelle-di-athanasius-kircher/">I Gesuiti e le tarantole</a></em>, 2012) e relazionando sull’argomento in convegni nazionali e internazionali.<br />
<span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span>, responsabile del dipartimento Cultura, Turismo e Agricoltura dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, è impegnato da molti anni nell’organizzazione di iniziative ed eventi sulle musiche e culture popolari del Mezzogiorno (fra cui la recente mostra <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2024/06/26/a-lecce-una-mostra-multimediale-sulle-ricerche-di-annabella-rossi-sul-tarantismo-e-oltre/"><em>Il Salento di Annabella Rossi. La ricerca </em><em>visiva sul tarantismo e oltre</em></a>, allestita presso la Biblioteca Bernardini di Lecce). Su questi temi ha all’attivo diverse pubblicazioni: la più recente <em><a href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/06/11/il-tarantismo-mediterraneo-una-cartografia-culturale/">Il tarantismo mediterraneo. Una cartografia culturale</a></em>, 2021.<br />
<span style="color: #ff0000;">Sandra Taveri</span> svolge da lungo tempo attività di insegnamento a Brindisi ha prestato servizio in molte scuole di vario ordine e grado. Dopo aver effettuato gli studi pedagogici e teologici ha dedicato le sue attenzioni alla religiosità popolare ed alle tradizioni locali ricercando in particolare le fonti che documentano la presenza del fenomeno del tarantismo nella città di Brindisi e in provincia.</p>
<p>per informazioni, prenotazioni e acquisti: info@itinerarti.com</p>
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<p><strong><span style="color: #ff0000;">Articoli, recensioni:</span></strong></p>
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<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Presentazioni programmate (2025):</strong></span></p>
<p>29 dicembre, Gagliano del Capo (Le), Centro Studi per la Poesia Contemporanea &#8211; APS, via Unità D&#8217;Italia 5, ore 18,30</p>
<p><span style="color: #ff0000;">presentazioni svolte:</span></p>
<p>1 agosto, Patù, ore 20.30, Palazzo Liborio Romano, ore 20.30, con Luana Prontera e Antonio De Marco</p>
<p>4 agosto, Carpignano Salentino (Le), piazzetta Giudeca ore 21</p>
<p>13 agosto, Presicce (Le), ore 21, ex Convento dei Carmelitani</p>
<p>16 agosto, Nardò (Le), Chiosto del Carmine</p>
<p>27 agosto, Montesardo di Alessano (Le), Festival di Musica antica &#8220;Il Montesardo&#8221;</p>
<p>29 agosto, Montesano Salentino (Le)</p>
<p>8 Settembre, Genzano di Roma, Festival di Antropologia e Storia delle Religioni “Nella Terra di Diana”, Palazzo Sforza-Cesarini, Ore 16</p>
<p>28 settembre, Roma, Associazione Pro Loco San Lorenzo, con Katia Ballacchino e Omerita Ranalli</p>
<p>30 ottobre, Rocchetta Sant&#8217;Antonio (Fg), Teatrino Comunale, ore 18, con Salvatore Villani</p>
<p>2 gennaio, San Vito dei Normanni, cripta di San Biagio, ore 17.30</p>
<p>21 marzo, Castelo di Carovigno (Br), ore 18</p>
<p>12 aprile, Cocullo (Aq), ore 10,30</p>
<p>19 aprile, Alessano (Le), Libreria Idrusa, con Maristella Martella, Donato Margarito e Antonio Santoro</p>
<p>28 giugno, Acaya (Le), Ex Edificio Scolastico, ore 19,30</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La tarantella globale</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 15:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[le mie recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Neotarantismo]]></category>
		<category><![CDATA[pizzica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Un recente libro, pubblicato negli Stati Uniti, conferma quanto la diffusione delle “tarantelle” del Sud d&#8217;Italia sia diventato un fenomeno internazionale. Si tratta di Global tarantella. Reinventing southern italian folk music and dances, di Incoronata Inserra (University of Illinois Press, 2017), una ricerca di taglio accademico che analizza i molteplici percorsi con cui questi balli (perché l’autrice si riferisce appunto a... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2018/06/05/3100/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2018/06/globaltarantella1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3102" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2018/06/globaltarantella1-200x300.jpg" alt="globaltarantella" width="200" height="300" /></a>Un recente libro, pubblicato negli Stati Uniti, conferma quanto la diffusione delle “tarantelle” del Sud d&#8217;Italia sia diventato un fenomeno internazionale. Si tratta di <span style="color: #993300;"><em>Global tarantella. Reinventing southern italian folk music and dances</em></span>, di <span style="color: #ff0000;">Incoronata Inserra</span> (University of Illinois Press, 2017), una ricerca di taglio accademico che analizza i molteplici percorsi con cui questi balli (perché l’autrice si riferisce appunto a diversi tipi di danze “tradizionali” del Sud d’Italia), opportunamente trasformati, si sono diffusi anche in contesti cosmopoliti, “urbani, laici, migranti ed etnici”, molto lontani e diversi da quelli originari.</p>
<p>Una parte significativa del saggio riguarda la descrizione dei &#8220;revival&#8221; di musiche e danze ricollegabili alla definizione un po&#8217; controversa di &#8220;tarantelle&#8221;, dalle ricerche antropologica classiche (una su tutte quella sul tarantismo salentino confluita ne &#8220;La terra del rimorso&#8221; di <span style="color: #ff0000;">Ernesto de Martino</span>), al folk revival degli anni &#8217;60&#8217;70, dall&#8217;esplosione della pizzica salentina fino alla moda della musica &#8220;etnica&#8221;. Con maggiore dettaglio viene indagato il revival della &#8220;tammurriata&#8221;, fra i luoghi campani di origine (e le feste connesse) e le esportazioni nel Nord d&#8217;Italia.</p>
<p>Ma probabilmente, almeno per un lettore italiano, la parte più interessante di questo lavoro è quella che concentra l’attenzione sugli Stati Uniti, dove vengono analizzati i processi di diffusione delle musiche e delle danze del Sud d&#8217;Italia (a volte sorprendentemente precoci) che si basano sulle comunità della “diaspora italiana” e quelli che seguono i percorsi più recenti della <em>world music</em> e della sensibilità spiritualistica e <em>new age</em>, a partire da alcune esperienze significative, come quella del “Taranta Power” di <span style="color: #ff0000;">Eugenio Bennato</span>, visto come momento di costruzione di una musica “identitaria” del Sud ma anche come progetto molto funzionale ad una sua esportazione globale, e, per la danza, di <span style="color: #ff0000;">Alessandra Belloni</span>, che tiene da anni singolari – e molto partecipati, &#8211; corsi “taranteschi” fra New York City e Honolulu, caratterizzati da un approccio che enfatizza la dimensione dell’esperienza femminile e più in generale una lettura di genere del fenomeno.</p>
<p>Un libro interessante e decisamente &#8220;glocal&#8221;.</p>
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		<title>Le favolose tarantelle di Athanasius Kircher</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Apr 2014 07:43:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli di Sergio Torsello]]></category>
		<category><![CDATA[Athanasius Kircher]]></category>
		<category><![CDATA[tarantelle]]></category>
		<category><![CDATA[tarantismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Sergio Torsello in Nuovo Quotidiano di Puglia di Sabato 12 gennaio 2013 Un ritorno più meditato alle fonti storiche, soprattutto quelle meno accessibili, è sempre auspicabile per evitare interpretazioni superficiali e tentare di aggiungere elementi nuovi, utili ad una migliore comprensione dei fenomeni indagati. E’ il caso de I gesuiti e le tarantole (Libreria Musicale Italiana, pp.134, euro 30)... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2014/04/27/le-favolose-tarantelle-di-athanasius-kircher/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">di <span style="color: #ff0000;"><strong>Sergio Torsello</strong></span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">in <strong>Nuovo Quotidiano di Puglia</strong> di Sabato 12 gennaio 2013</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2014/04/magnes.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-747" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2014/04/magnes-192x300.jpg" alt="magnes" width="192" height="300" /></a>Un ritorno più meditato alle fonti storiche, soprattutto quelle meno accessibili, è sempre auspicabile per evitare interpretazioni superficiali e tentare di aggiungere elementi nuovi, utili ad una migliore comprensione dei fenomeni indagati. E’ il caso de <span style="color: #993300;"><em>I gesuiti e le tarantole</em></span> (Libreria Musicale Italiana, pp.134, euro 30) il volume della musicologa <span style="color: #ff0000;"><strong>Daniela Rota</strong></span> nel quale sono pubblicate per la prima volta in edizione integrale le pagine dedicate al tarantismo a metà del XVII secolo dai gesuiti <span style="color: #ff0000;"><strong>Athanasius Kircher</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>Caspar Schott</strong></span>. “Fonti assolutamente imprescindibili – nota giustamente l’autrice – ma di non sempre facile reperibilità; puntualmente evocate, ma non sempre rispettosamente citate”. Filologo, scienziato, collezionista, autore di opere di fisica, astronomia, egittologia, musica, Athanasius Kircher (1602-1680), il “maestro di cento arti”, come lo definirono i suoi contemporanei, fu il più prestigioso esponente dell’enciclopedismo barocco. L’interesse per il tarantismo del Kircher, che nella sua opera condensava tutti i <em>leitmotive </em>della cultura barocca a partire dal valore gnoseologico della “meraviglia” aristotelicamente intesa come l’inizio di ogni conoscenza, derivava dall’interesse per le prodigiose virtù terapeutiche della musica. </span><span style="color: #000000; font-size: medium;">La iatromusica barocca aveva recuperato temi <span id="more-44"></span>pitagorici e neoplatonici accanto ai dettami della medicina ippocratica in un complesso sistema di analogie e corrispondenze simpatiche tra “umori” corporei e “modi” musicali. La salute era definita come equilibrio degli umori, la malattia come una alterazione di tale armonia che poteva essere ristabilita dalla musica. In questa prospettiva il tarantismo rappresentava uno straordinario esempio vivente a sostegno delle teorie sui mirabolanti poteri della musica. Avvalendosi delle informazioni dei padri <strong><span style="color: #ff0000;">Nicolello </span></strong>e <span style="color: #ff0000;"><strong>Galliberto</strong></span>, rettori dei collegi gesuiti di Lecce e Taranto, Kircher scrisse del tarantismo in tre opere, <span style="color: #993300;"><em>Magnes</em></span>, <span style="color: #993300;"><em>Musurgia</em></span> e <span style="color: #993300;"><em>Phonurgia</em></span> ricche di preziosi dati sulle credenze popolari, i comportamenti dei tarantati, gli strumenti musicali utilizzati e soprattutto delle trascrizioni degli esempi più antichi di antidoti musicali contro il morso della tarantola (come il celebre <span style="color: #ff0000;"><em>Antidotum Tarantulae</em></span>) che la documentazione diacronica ci consegna. Si tratta, come dicevamo, di fonti importanti anche perché rappresentano uno snodo cruciale nella letteratura storica sull’argomento. Non a caso <span style="color: #ff0000;"><strong>Ernesto De Martino</strong></span> dedicherà pagine fondamentali ne <span style="color: #ff0000;"><em>La Terra del rimorso</em></span> alla trattazione del gesuita.<br />
</span><span style="color: #000000; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2014/04/i-gesuiti-e-le-tarantole.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2765" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2014/04/i-gesuiti-e-le-tarantole-227x300.jpg" alt="i-gesuiti-e-le-tarantole" width="227" height="300" /></a>Le tesi del Kircher, la sua fiducia nel potere risanatore della musica che in fondo avvalorava l’”ideologia popolare” della taranta, ebbero una vasta risonanza e consentirono una circolazione di questi temi nei livelli più alti della vita culturale dell’epoca. La centralità del tarantismo nel panorama letterario barocco del resto è confermata da recenti studi di <span style="color: #ff0000;"><strong>Marino Niola</strong></span> che hanno evidenziato come il tema fosse già vistosamente presente in alcune liriche di <span style="color: #ff0000;"><strong>Gian Battista Marino</strong></span>, del “marinista” pugliese <strong><span style="color: #ff0000;">Gianfrancesco Maia Materdona</span></strong>, di <span style="color: #ff0000;"><strong>Emanuele Tesauro</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>Giacomo Lubrano</strong></span>. Fu poi la polemica illuminista contro il kircherismo e le pratiche superstiziose a determinare un radicale capovolgimento del paradigma interpretativo (il tarantismo visto come l’”altrove dell’irrazionale”) che interromperà tale circolazione preparando il terreno alla riduzione del tarantismo a malattia. Senza rinunciare ad una sottile vena d’ironia di fronte ad alcune inverosimili asserzioni dell’erudito tedesco, l’autrice ricostruisce con rigore filologico la storia editoriale delle opere, i relativi transiti da un testo all’altro e pubblica i capitoli della terza edizione del <em>Magnes </em>(1654) che costituiscono la versione più completa della kircheriana dissertazione sulla tarantola. Di Caspar Schott (1608 -1666), allievo e divulgatore dell’opera del maestro, si pubblicano invece le pagine contenute nell’<span style="color: #993300;"><em>Acustica</em></span> (1657), efficace sunto (originale se non per contenuto almeno per forma espositiva) di quanto Kircher aveva scritto sull’argomento. Un’opera meritoria dunque questa di Daniela Rota che finalmente consente al lettore comune come allo specialista la consultazione diretta di alcune tra le più importanti fonti storiche sul tarantismo.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;">Un articolo di approfondimento (<span style="color: #ff0000;"><em>Athanasius Kircher e il tarantismo nella cultura meridionale</em></span>, di <span style="color: #ff0000;"><strong>Francesco Barreca</strong></span>) si può leggere cliccando <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2012/05/02/athanasius-kircher-e-il-tarantismo-nella-cultura-meridionale/">qui</a></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000; font-size: medium;">Una ampia selezione di scritti di Sergio Torsello, pubblicata con il consenso dell&#8217;autore, si può leggere cliccando <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/articoli-di-sergio-torsello/">qui</a></span> </span></p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2014%2F04%2F27%2Fle-favolose-tarantelle-di-athanasius-kircher%2F&amp;linkname=Le%20favolose%20tarantelle%20di%20Athanasius%20Kircher" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2014%2F04%2F27%2Fle-favolose-tarantelle-di-athanasius-kircher%2F&amp;linkname=Le%20favolose%20tarantelle%20di%20Athanasius%20Kircher" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2014%2F04%2F27%2Fle-favolose-tarantelle-di-athanasius-kircher%2F&amp;linkname=Le%20favolose%20tarantelle%20di%20Athanasius%20Kircher" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2014%2F04%2F27%2Fle-favolose-tarantelle-di-athanasius-kircher%2F&amp;linkname=Le%20favolose%20tarantelle%20di%20Athanasius%20Kircher" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2014%2F04%2F27%2Fle-favolose-tarantelle-di-athanasius-kircher%2F&amp;linkname=Le%20favolose%20tarantelle%20di%20Athanasius%20Kircher" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2014%2F04%2F27%2Fle-favolose-tarantelle-di-athanasius-kircher%2F&amp;title=Le%20favolose%20tarantelle%20di%20Athanasius%20Kircher" id="wpa2a_6">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2014/04/27/le-favolose-tarantelle-di-athanasius-kircher/">Le favolose tarantelle di Athanasius Kircher</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Chi suona e canta non muore mai</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 19:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio sonoro della Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Annamaria Bagorda]]></category>
		<category><![CDATA[archivio sonoro]]></category>
		<category><![CDATA[canti di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Amati]]></category>
		<category><![CDATA[Murgia]]></category>
		<category><![CDATA[organetto]]></category>
		<category><![CDATA[serenate]]></category>
		<category><![CDATA[tarantelle]]></category>
		<category><![CDATA[Venerdi Santo]]></category>
		<category><![CDATA[zampogne]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Chi suona e canta non muore mai rassegna di musiche tradizionali a margine dell’inaugurazione dell’Archivio Sonoro della Puglia Bari, 30 marzo ore 18, Cittadella della Cultura (Biblioteca Nazionale, Archivio di Stato), via Oreste Pietro 45Curata da Gianni Amati ed Annamaria Bagorda, giovani ricercatori che hanno contribuito alla realizzazione dell’Archivio, e ispirata nel titolo a una celebre massima di Andrea Sacco,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2009/03/26/chi-suona-e-canta-non-muore-mai/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2009/03/26/chi-suona-e-canta-non-muore-mai/">Chi suona e canta non muore mai</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify; font-family: Arial; color: #000000;">
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: large;"><span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Chi suona e canta non muore mai</span></span><br />
<span style="font-style: italic;">rassegna di musiche tradizionali </span></span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">a margine dell’inaugurazione dell’Archivio Sonoro della Puglia </span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Bari, 30 marzo ore 18, <span style="font-weight: bold;">Cittadella della Cultura</span> </span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">(Biblioteca Nazionale, Archivio di Stato), via Oreste Pietro 45</span><br style="color: #000000;" /><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2009/03/archivio1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1457" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2009/03/archivio1-300x205.jpg" alt="archivio1" width="300" height="205" /></a>Curata da <span style="font-weight: bold;">Gianni Amati</span> ed <span style="font-weight: bold;">Annamaria Bagorda</span>, giovani ricercatori che hanno contribuito alla realizzazione dell’Archivio, e ispirata nel titolo a una celebre massima di <span style="font-weight: bold;">Andrea Sacco</span>, la rassegna è senza precedenti in regione e, riallacciandosi sul piano nazionale alle pionieristiche esperienze di <span style="font-weight: bold;">Roberto Leydi</span> negli anni ’60, intende offrire dal vivo una rappresentazione dello stato di salute della tradizione in terra di Puglia. Imperniata su cantori ed esecutori che, presenti nella documentazione sonora dell’<span style="font-weight: bold;">Archivio</span> e lontani dalla dimensione dello show-business, sono quotidianamente impegnati nel proprio lavoro (contadini, trainieri, allevatori di cavalli, casalinghe), lo spettacolo si annuncia di grande impatto emotivo, restituendo al pubblico di Bari la suggestione e la carica espressiva di musiche, canti e balli che continuano a scandire il calendario rituale delle diverse comunità. </span><br style="color: #000000;" /><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Passiuna tu Christù</span> (<span style="font-weight: bold;">Antimo Pellegrino</span>, Zollino)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Il canto pasquale delle comunità grecaniche del Salento, eseguito da due voci alternate accompagnate dalla fisarmonica. Decaduta l&#8217;originaria funzione di canto di questua, la Passione è oggi eseguita la mattina della domenica delle Palme e la mattina del Sabato Santo.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Il Venerdì Santo dell&#8217;Alta Murgia</span> (Grumo Appula)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Eseguito a più voci maschili tutti i venerdì di Quaresima, fino al momento della processione dell&#8217;Addolorata, il canto del Venerdì Santo, con la sua straordinaria forza espressiva, segna ancora oggi il paesaggio sonoro della Pasqua di numerose comunità dell&#8217;Alta Murgia.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">I fornai, tarantelle e canti di questua dell&#8217;Alta Murgia</span> (Toritto)<span id="more-315"></span></span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">La notte dell&#8217;antivigilia di Natale, con una lenta tarantella cantata sulla fisarmonica e la chitarra francese, si apre la questua annunciata dal &#8220;grido&#8221; che un tempo i garzoni dei fornai pubblici lanciavano all&#8217;arrivo della squadra di suonatori.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Lu Lazzarenu e matinate del Salento jonico</span> (<span style="font-weight: bold;">Famiglia De Prezzo</span>, Sannicola)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Un lacerante canto di questua eseguito, alla vigilia della domenica delle Palme, da un gruppo di cantori che, con l&#8217;organetto o la fisarmonica, ripetono poi il giro delle famiglie visitate la notte del Sabato Santo cantando matinate, riproposte dai Fratelli De Prezzo con un&#8217;impeccabile vocalità antica, malgrado la loro giovane età.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Canti all&#8217;organetto e sul traino dalla Valle d&#8217;Itria</span> (<span style="font-weight: bold;">Famiglia Zizzi</span>, Cisternino) </span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Ben tre generazioni della famiglia Zizzi che, da sempre trainieri, allevatori e commercianti di cavalli, suonatori e cantatori, rappresentano un raro caso di continuità familiare nell’esecuzione degli stili di canto e di ballo sull&#8217;organetto per un repertorio legato al loro lavoro.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Il Sabato Santo della Valle d&#8217;Itria</span> (<span style="font-weight: bold;">Coniugi Albanese</span>, Cisternino)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Dal pomeriggio del Sabato Santo alla mattina di Pasqua, coppie di suonatori visitano le masserie e le case di campagna cantando sull&#8217;organetto un lungo canto di Passione e di questua, secondo una tradizione ancora radicata di cui i coniugi Albanese sono i migliori interpreti.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Serenate e pizziche pizziche della Bassa Murgia</span> (Ostuni)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Le serenate che, dalla festa di sant’Antonio Abate fino al Carnevale, tutti i giovedì sono eseguite nel giro delle case, al suono del tamburello e dell’organetto, concluse, a notte inoltrata, dalle pizziche pizziche che gli uomini ballano con forti allusioni di carattere sessuale.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Zampogne e fischietto del Sub Appennino Dauno</span> (<span style="font-weight: bold;">Francesco Capobianco</span>, Panni)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Uno degli ultimi costruttori e suonatori di una zampogna di canna che, sopravvissuta a Panni, nel Subappennino Dauno e l&#8217;unica ancora in uso in Puglia, è caratterizzata da un chanter con tre fori e un lungo bordone con una grande zucca essiccata all&#8217;estremità.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Canti sulla cupa cupa e tarantelle del carnevale dall&#8217;Alta Murgia</span> (Altamura)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Una questua eseguita da gruppi mascherati con il tamburo a frizione che con il suo suono grave accompagna canti a strofette e narrativi e, assieme al tamburello, lunghe tarantelle cantate, caratterizzate da un sostegno ritmico estremamente intenso.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Canti arbëresh dell&#8217;Alto Salento Jonico</span> (<span style="font-weight: bold;">V. Felice</span> e <span style="font-weight: bold;">P. Talò</span>, San Marzano di San Giuseppe)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Il repertorio, profondamente legato al mondo femminile e composto da canti sul lavoro, canti religiosi e ninne nanne, eseguiti a una o più voci, di una comunità albanofona che conserva tuttora un forte legame con le proprie radici culturali.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Serenate e tarantelle dal Gargano</span> (<span style="font-weight: bold;">Salvatore Russo</span> e <span style="font-weight: bold;">Pio Gravina</span>, San Giovanni Rotondo)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Salvatore Russo, pastore ultraottantenne, dotato di una vocalità antica ed estremamente vigorosa, è uno degli ultimi depositari degli stili di canto sulla chitarra battente, suonata dal più giovane Pio Gravina, che ha recuperato una tradizione di famiglia.<br />
<br style="color: #000000;" /></span><span style="color: #000000;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">Canti di lavoro del Basso Salento</span> (Casamassella)</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Straordinari interpreti di canti polivocali che, eseguiti durante i lavori agricoli, fino a un passato non tanto remoto dominavano il paesaggio sonoro delle campagne e delle comunità rurali.</span></span><br />
<span style="font-size: medium;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;"><br />
www.archiviosonoro.org/puglia</span></span></span></p>
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