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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Grecia Salentina</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Soglia messapica. Uno straordinario documentario radio Rai del 1954 su tradizioni, riti e musiche del Salento</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 15:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Grecia Salentina]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; Maurizio Agamennone, nel libro Musica e tradizione orale nel Salento. Le registrazioni di Alan Lomax e Diego Carpitella (agosto 1954), recentemente pubblicato da Squilibri, nel raccontare la singolare storia del canto Rirollallà (ne parlo nella mia recensione, che si può leggere qui ), fa riferimento ad un documentario radio dal titolo Soglia messapica, realizzato per il terzo canale radio della Rai... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2018/02/20/soglia-messapica-uno-straordinario-documentario-radio-rai-del-1954-sul-salento-e-la-grecia-e-il-tarantismo/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2018/02/salentorai.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3030" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2018/02/salentorai-300x166.jpg" alt="salentorai" width="300" height="166" /></a>Maurizio Agamennone</span>, nel libro<span style="color: #993300;"><em> Musica e tradizione orale nel Salento. Le registrazioni di Alan Lomax e Diego Carpitella (agosto 1954)</em></span>, recentemente pubblicato da Squilibri, nel raccontare la singolare storia del canto <span style="color: #993300;"><em>Rirollallà</em></span> (ne parlo nella mia recensione, che si può leggere <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2018/02/14/musica-e-tradizione-orale-nel-salento-le-registrazioni-di-alan-lomax-e-diego-carpitella-agosto-1954/">qui </a>), fa riferimento ad un documentario radio dal titolo <strong><span style="color: #993300;"><em>Soglia messapica</em></span></strong>, realizzato per il terzo canale radio della Rai da <span style="color: #ff0000;">Roberto Costa</span>(1), e mandato in onda il 6 maggio 1954, in cui una registrazione del canto &#8211; una sorta di pizzica-pizzica per due voci, accompagnata da un bizzarro strumento a percussione, probabilmente un coperchio di una pentola &#8211; venne trasmesso per la prima volta, presentato come musica usata nella terapia del tarantismo.</p>
<p>Grazie ad un suggerimento del caro amico <span style="color: #ff0000;">Massimiliano Morabito</span>, sono riuscito a rintracciare sul sito della Rai questa trasmissione (si può ascoltare cliccando <a href="http://www.teche.rai.it/1954/05/soglia-messapica/">qui</a>).</p>
<p>Si tratta di un documento veramente straordinario, per varie ragioni, a partire dal fatto che nei tempi in cui fu realizzato molte delle tradizioni in esso evocate e raccontate erano ancora in funzione. Il suo autore, <span style="color: #993300;">Roberto Costa</span>, percorre il Salento, «lembo estremo della nostra terra, proiettato fra l&#8217;Adriatico e lo Ionio», ricercando in particolare,  «attraverso canti, poesie e testimonianze di storici dei luoghi», i caratteri di un &#8220;germe ellenico&#8221; che si esprimerebbe in molte manifestazioni della vita e dell&#8217;arte, a cominciare dal dialetto, «infiorato di grecismi», e della lingua <em>grica</em>, che ancora si conservava (e con più sofferenza si conserva ancora oggi) in alcuni paesi della zona centrale della provincia di Lecce.</p>
<p>Il viaggio comincia con la barocca Lecce e con Gallipoli (la &#8220;Kalè polis&#8221; dei greci) e le loro bellezze architettoniche, descritte con linguaggio solenne da alcuni eruditi locali (<span style="color: #ff0000;">Francesco Babudri</span>, <span style="color: #ff0000;">Nicola Vacca</span> ed<span style="color: #ff0000;"> Ettore Vernole</span>), per arrivare a Calimera, cittadina dove si conserva la lingua grica (vengono lette alcune poesie e fatti sentire alcuni canti dalle voci dei bambini delle scuole); poi a Martano, dove sono attive «le ultime prefiche, qui dette &#8220;rèpute&#8221;». Il tema del lamento funebre della Grecìa viene particolarmente approfondito, facendo ascoltare anche alcune registrazioni tratte dalla viva voce delle ultime tre anziane cantatrici rimaste (<span style="color: #ff0000;">Immacolata</span> <span style="color: #ff0000;">De Padovanis</span>, <span style="color: #ff0000;">Vita Paola Perrino</span> e <span style="color: #ff0000;">Medica Chiriatti</span>), descrivendo il rito e indagando i testi dei lamenti, che recano traccia dell&#8217;origine precristiana e pagana di queste pratiche (in particolare per la presenza del mitico &#8220;Caronte&#8221;, traghettatore delle anime). Dopo il racconto di una leggenda che si racconta a Cannole, riguardante un tesoro nascosto sotto ai canneti che circondavano il paese, si passa a Otranto, cittadina descritta come silenziosa e semideserta (!), dove è ancora forte la memoria dei tragici fatti della conquista turca del 1480, episodio che viene ripercorso dalla guida <span style="color: #ff0000;">Vittorio De Vito</span>. Giunto a questo punto il Costa si sofferma su un&#8217;altra antica credenza salentina, il tarantismo, richiamando anche un testimone oculare, il professor <span style="color: #ff0000;">Italo Paterno</span>, che racconta quello che avviene ogni anno in giugno a Galatina. Riportiamo per intero questa parte del documentario:</p>
<blockquote><p>L&#8217;estate, quando il sole brucia la penisola salentina, un nemico è in agguato: la tarantola. La puntura di questo ragno causa profonda malinconia interrotta da momenti di sovraeccitazione nervosa. Cosicché il popolo ha riunito sotto il nome di &#8220;tarantolismo&#8221; anche l'&#8221;isterismo&#8221; e altre malattie. Tutti questi mali vengono curati con un ballo che non è la tarantella, ma la &#8220;tarantana&#8221;. A Galatina, in una cappella dedicata a San Paolo, accorrono le donne &#8211; in maggioranza son le donne le ammalate &#8211; per chiedere la grazia al Santo e per ballare. Il professor Italo Paterno ha visto le donne tarantate: «È uno spettacolo che è insieme disgustevole ed emozionante, pietoso ed interessante. Lasci da parte le luminarie, le bande musicali ed i mille venditori di noccioline americane, e si avvicini ad una chiesetta di pochi metri quadrati di superficie, dove si danno convegno le tarantolate dei paesi viciniori, per chiedere ai Santi patroni Pietro e Paolo la grazie di essere liberate dal malessere che le affligge. Vada dalla parte di dietro, dove vedrà un piccolo pozzo, con poca acqua, ma in compenso con tante bisce, ed un uomo, tutto preso dall&#8217;importante compito di distribuire ai parenti delle tarantolate piccole dosi di quel liquido nerastro che è taumaturgico. Vedrà la polizia davanti alla porta della chiesa, e sentirà le grida, gli strepiti, le imprecazioni e le preghiere di quelle moderne &#8216;erinni&#8217; che, prese da vero furore collettivo, si arrampicano sugli altari, salgono sulle statue, si rotolano per terra, oppure escono carpon carponi all&#8217;aperto, ed iniziano una danza monotona, uguale, estenuante, finché non cadono a terra esauste e sono ricondotte in chiesa dai parenti». Da Lecce a Leuca, da Tricase a Gallipoli, da Galatina ad Otranto, il tarantolismo viene curato facendo danzare l&#8217;ammalata a questo ritmo.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il &#8220;ritmo&#8221; a cui si riferisce Costa è quello di <span style="color: #993300;"><em>Rirollallà</em></span>, che viene fatta ascoltare in sottofondo, indicata dunque come musica usata nella &#8220;terapia&#8221;(2).</p>
<p>Lasciato il rituale della tarantola, il giornalista risale idealmente la costa adriatica, arrivando a Roca. Qui passa la parola a un personaggio di grande interesse, <span style="color: #ff0000;">Giuseppe Palumbo</span>, fotografo e studioso di tradizioni, che ci ha lasciato un importantissimo archivio di fotografie, negli ultimi anni giustamente valorizzato (3). Nel documentario, Palumbo racconta della «città morta» di Roca, di antica origine, ma di cui rimangono solo rovine e una piccola chiesa dedicata alla Madonna, dove, durante il mese di maggio, «vanno in pellegrinaggio le popolazioni del Salento». La cronaca della sua distruzione da parte dei Turchi viene evocata da una rappresentazione sacra, la &#8220;Tragedia di Roca&#8221;, interpretata &#8211; «sullo sfondo del più drammatico scenario che si possa immaginare» &#8211; dalle giovani fanciulle dei paesi limitrofi, di cui vengono fatte ascoltare alcune parti cantate e recitate, registrate &#8220;sul campo&#8221;. La Tragedia si conclude con il canto in grico chiamato<em><span style="color: #993300;"> Aremu Rindineddha-mu</span></em>, tradotto in italiano in alcune parti.</p>
<p><em><span style="color: #993300;">Soglia messapica</span></em> infine termina a Santa Maria de Finibus Terrae, limite estremo del Salento e dell&#8217;Italia, dove, mentre in sottofondo si sente il rumore delle onde che sbattono sugli scogli, viene enfaticamente declamata una poesia grica dedicata al mare: «E Tàlassa, oria e tàlassa» («il mare, bello il mare»).</p>
<h6>1. Roberto Costa (Gravellona Toce, Novara, 1920 &#8211; Milano 1985), giornalista, «espressione di una tendenza innovatrice» della Rai, che si concretizzò nella sperimentazione di documentari di forte tagli sociale che tendevano a riportare le voci e le testimonianze in prima persona dei protagonisti. Cfr: Maurizio Agamennone, <em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2018/02/14/musica-e-tradizione-orale-nel-salento-le-registrazioni-di-alan-lomax-e-diego-carpitella-agosto-1954/">Musica e tradizione orale nel Salento. Le registrazioni di Alan Lomax e Diego Carpitella (agosto 1954)</a></em>, Squilibri 2017, nota 1) alla pagina 201. Il libro dedica una lunga sezione al programma e alla singolare storia della canzone <em>Rirollalà</em>, alle pp. 188-200. Secondo Agamennone, è possibile che proprio a partire dai materiali di Costa, che molto probabilmente conoscevano, Alan Lomax e Diego Carpitella abbiano «cominciato a progettare più precisamente &#8220;dove&#8221;, &#8220;come&#8221; e &#8220;che cosa&#8221; cercare durante la loro imminente rilevazione salentina», avvenuta nell&#8217;agosto del 1954.</h6>
<h6>2. proprio al giugno del 1954 risalgono le prime fotografie che testimoniano i drammatici avvenimenti che si svolgevano nella cappella di San Paolo a Galatina, dove i tarantati e le tarantate, nei giorni della festa del Santo (28-29 giugno), si ritrovano per chiedere la grazia. L&#8217;intero ampio reportage, opera di una giovanissima fotografa, Chiara Samugheo, originariamente pubblicato sul numero di gennaio 1955 di Cinema Nuovo, importante rivista del Neorealismo italiano, è stato recentemente ripubblicato dall&#8217;editore Les Flâneurs di Bari nel volume<span style="color: #993300;"><em> Chiara Samugheo. Un’amazzone della fotografia</em></span>. Una mia recensione del volume, con approfondimenti sul tema e la riproduzione di alcune parti della rivista, si può leggere <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2017/07/16/ripubblicate-la-prime-fotografie-del-tarantismo-nella-cappella-di-san-paolo-di-galatina/">qui</a></h6>
<h6>3. è in corso in queste settimane una mostra a lui dedicata presso il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, dal titolo: <em><span style="color: #993300;">Visioni del Sud. Giuseppe Palumbo, il fotografo in bicicletta. Salento 1907/1959 </span></em></h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cardìa: di pianto e d&#8217;amore. A Saragozza in dicembre spettacolo e convegno sulle relazioni fra Aragona e Salento</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2016/11/20/cardia-di-canto-e-damore-a-saragozza-in-dicembre-spettacolo-e-convegno-sulle-relazioni-fra-aragone-e-salento/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2016 16:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il Salento e le sue musiche]]></category>
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		<category><![CDATA[Brizio Montinaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Neotarantismo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>A Saragozza, il 17 e 18 dicembre 2016, in occasione della prima di Cardìa, il nuovo spettacolo in musica e danza di Miguel Ángel Berna e Manuela Adamo in collaborazione con Brizio Montinaro, si svolgerà un convegno, curato da Andrea Carlino e Manuela Adamo, in cui intellettuali spagnoli e italiani cercheranno di individuare i nessi, le analogie e le convergenze fra la... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2016/11/20/cardia-di-canto-e-damore-a-saragozza-in-dicembre-spettacolo-e-convegno-sulle-relazioni-fra-aragone-e-salento/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2016/11/15078943_1169729619740989_8577321235093152620_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2603" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2016/11/15078943_1169729619740989_8577321235093152620_n-204x300.jpg" alt="15078943_1169729619740989_8577321235093152620_n" width="204" height="300" /></a>A Saragozza, il 17 e 18 dicembre 2016, in occasione della prima di <strong><span style="color: #993300;">Cardìa</span></strong>, il nuovo spettacolo in musica e danza di <span style="color: #ff0000;">Miguel Ángel Berna</span> e <span style="color: #ff0000;">Manuela Adamo</span> in collaborazione con <span style="color: #ff0000;">Brizio Montinaro</span>, si svolgerà un convegno, curato da Andrea Carlino e Manuela Adamo, in cui intellettuali spagnoli e italiani cercheranno di individuare i nessi, le analogie e le convergenze fra la cultura immateriale dell&#8217;Aragona e del Salento, che sono alla base dello spettacolo, con particolare riferimento al fenomeno storico del tarantismo, diffuso in passato anche in Spagna, e al grande interesse contemporaneo, che accomuna le due terre, per i balli tradizionali.</p>
<p>Il programma è così strutturato:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>17 dicembre, 16-18,30</p>
<p><span style="color: #993300;"><em>I riti della vita: Aragona, Salento e la forza della tradizione</em></span></p>
<p>Introduzione di <span style="color: #ff0000;">Ignacio Escuín Borao</span> (direttore generale di Cultura e Patrimonio, Governo dell’Aragona)</p>
<p>Interventi di <span style="color: #ff0000;">Josè Luis Corral <span style="color: #333333;">(</span></span>università di Saragozza); <span style="color: #ff0000;">Andrea Carlino</span> (università di Ginevra); <span style="color: #ff0000;">Berardino Palumbo</span> (università di Messina); <span style="color: #ff0000;">Manuel De Carli</span> (università di Tours)</p>
<p>18 dicembre, 11-13,30</p>
<p>Presentazione del libro di <span style="color: #ff0000;">Marius Schneider</span>, <em style="color: #800000;">La danza delle spade e la tarantella</em><span style="color: #333333;">, edito da <span style="color: #ff0000;">Institución Fernando el Catolico</span></span></p>
<p>Interventi di <span style="color: #ff0000;">Carlos Forcadell</span> (direttore della IFC); <span style="color: #ff0000;">Manuela Adamo</span> (compagnia di Miguel Ángel Berna, curatrice della nuova edizione del libro); <span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span> (studioso di cultura popolare, Associazione Nazionale Comuni Italiani); <span style="color: #ff0000;">Javier Barreiro</span> (scrittore e ricercatore)</p>
<p><span style="color: #993300;"><em>Jota, pizzica e la re-invenzione della tradizione</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Javier Barreiro</span> (scrittore e ricercatore); <span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span> (studioso di cultura popolare); <span style="color: #ff0000;">Sandro Cappelletto</span> (giornalista e scrittore), <span style="color: #ff0000;">Flavia Gervasi</span> (università di Montreal)</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>Cardia è un viaggio nell’anima di due regioni del sud d’Europa: l’Aragona e il Salento. Terre distanti, si dirà, oggi diverse, addirittura estranee, benché abbiano condiviso un tratto di storia quando agli albori dell’età moderna gli aragonesi governarono l’Italia meridionale. Eppure, scavando nelle tradizioni, nella memoria popolare, nei recessi del patrimonio immateriale di queste terre si scorgono affinità inaspettate, curiose coincidenze, tracce, forse, di una patria culturale comune: musiche e balli per curare il mal-essere miticamente generato dal morso di un ragno o di uno scorpione; canti e lamenti di prefiche che accompagnano la straziante separazione dei morti dai vivi; coltelli e bastoni che maneggiati con maestria riproducono in un disegno coreutico perfetto la tensione di scontri e duelli. Coincidenze o convergenze? La ricerca, ai primi passi su questi temi, è ancora da approfondire. Si tratta comunque di segni che attestano una sensibilità comune, modi analoghi che le tradizioni popolari, superando i confini posti dalla storia, preservano e tramandano per scandire i tempi e i fatti della vita.</p>
<p>I gesti, le danze, le musiche e le parole che compongono Cardia sono, dunque, quelli che nei secoli, per coincidenza o per convergenza, hanno dato voce in queste due regioni agli accadimenti che segnano il volgere dell’umana avventura, quelli che irrompono nel quotidiano e sembrano alterare per sempre l’ordine del mondo, quelli che agitano le passioni, alterano gli equilibri, scompaginano l’esistenza. Amore, disperazione, follia; sofferenza, malattia, remissione del male; i conflitti che scuotono il quotidiano, per rabbia, onore o vendetta; la morte, soprattutto, l’estremo dramma della perdita di una persona cara; e poi la vita, di nuovo, che festosamente ricomincia. Sono questi gli aspetti di un ciclo vitale costellato di emozioni, gioie e dolori che, in Aragona come in Salento, sono narrate, commentate, addomesticate da rituali, canti e poesia. Essi esprimono la volontà di una comunità intera di attraversare le temperie individuali e di ristabilire l’ordine del mondo, facendo appello insieme, coralmente, al savoir-faire e al savoir-vivre perpetuato in antiche tradizioni.</p>
<p>Elemento centrale di questa vicenda mondana e delle sue rappresentazioni, nella storia viva come in questo spettacolo, è il cuore &#8211; cardia, sacello dell’anima sensibilis. Nella cultura dell’antica Grecia, in particolare quella che sistematizzata da Aristotele e che è a fondamento di tanta parte della civiltà occidentale come di quella araba, il cuore è l’organo che sente, tripudia e patisce. Battendo, attraverso il fluire del sangue, irradia lo spirito vitale, il sentire che anima, muove e commuove tutto il corpo. Ecco perché Cardia: cos’altro sono musica, danza e rituali se non prodigiosi artifici elaborati per commuovere (cum movere), per muovere insieme, per accordare i battiti del cuore e i flussi del sentire?</p>
<p>Non a caso cardia è vocabolo ricorrente nel repertorio tradizionale di canti d’amore e di lamentazioni funebri in grico, nell’odierna Grecìa salentina: un cuore composto da quattro foglie chiuse a bocciolo, recita uno di questi componimenti raccolti e studiati alcuni anni fa da Brizio Montinaro.</p>
<p>Per approfondimenti, si possono consultare i seguenti libri di Brizio Montinaro:</p>
<p><span style="color: #993300;"><em>Canti di pianto e d&#8217;amore dell&#8217;antico Salento</em></span>, Bompiani (<a href="http://www.briziomontinaro.it/canti_di_pianto">http://www.briziomontinaro.it/canti_di_pianto</a>)</p>
<p><span style="color: #993300;"><em>Il tesoro delle parole morte. La poesia greca del Salento</em></span>, Argo (<a href="http://www.briziomontinaro.it/il_tesoro_delle_parole_morte">http://www.briziomontinaro.it/il_tesoro_delle_parole_morte</a> )</p>
<p><span style="color: #993300;"><em>Danzare col ragno</em></span>, libro+cd, Argo ( <a href="http://www.briziomontinaro.it/danzare_col_ragno">http://www.briziomontinaro.it/danzare_col_ragno</a> )</p>
<p>Una mia intervista a Brizio Montinaro (dal titolo <span style="color: #993300;"><em>La ricerca del Salento perduto</em></span> )si può leggere qui: <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2006/07/15/la-ricerca-del-salento-perduto/">http://lnx.vincenzosantoro.it/2006/07/15/la-ricerca-del-salento-perduto/ </a></p>
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		<title>un piccolo rinascimento musicale a Sud?</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 18:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Salento e le sue musiche]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Castrignanò]]></category>
		<category><![CDATA[De Santis]]></category>
		<category><![CDATA[etnografia]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Bosio]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia Salentina]]></category>
		<category><![CDATA[ilsole24ore]]></category>
		<category><![CDATA[Ninfa Giannuzzi]]></category>
		<category><![CDATA[tammurriata]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Fucina Meridionedi Riccardo Piaggiodall&#8217;inserto culturale del Sole-24 ore di domenica 16 marzo 2008Cosa succede a Sud? Qualcosa che ha a che fare con un piccolo rinascimento culturale. Gianni Bosio, storico studioso di musiche e culture popolari, diceva in tempi non sospetti ai &#8220;suoi&#8221; vecchi cantori dimenticati e increduli «quello che noi abbiamo fatto oggi fra cento anni verrà studiato nell&#8217;Università».... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/03/28/un-piccolo-rinascimento-musicale-a-sud/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; color: #ff0000; font-weight: bold; font-size: medium;">Fucina Meridione</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">di </span><span style="font-weight: bold; color: #000000;">Riccardo Piaggio</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">dall&#8217;inserto culturale del <span style="font-weight: bold;">Sole-24 ore</span> di domenica 16 marzo 2008</span><br style="color: #000000;" /><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Cosa succede a Sud? Qualcosa che ha a che fare con un piccolo rinascimento culturale. Gianni Bosio, storico studioso di musiche e culture popolari, diceva in tempi non sospetti ai &#8220;suoi&#8221; vecchi cantori dimenticati e increduli «quello che noi abbiamo fatto oggi fra cento anni verrà studiato nell&#8217;Università».<span id="more-363"></span><br />
Ed ecco nascere ora nuovi editori della musica popolare, come Anima Mundi a Otranto, che da alcuni anni pubblica documentari e libri, come il recente volume fotografico sulla Settimana Santa a San Luca, terra di cosche ma anche di cultura popolare viva. Oltre ad album stampati con carta riciclata che sembrano piccoli quadri.<br />
Senza riciclare le idee che arrivao invece, nuove, dai giovani protagonisti del rinascimento della pizzica e della tammurriata e incontrano le musiche del mondo, come Les Troublamours, Tonino Zurlo e Ninfa Giannuzzi. Così nascono anche nuove feste, che di popolare hanno l&#8217;anima ma non la comunicazione viva, che supera in ricerca quella di alcuni musei. Come in Canti di Passione (che si chiude oggi), processioni e concerti tra le pietre bianche dei paesi della Grecìa Salentina. Con cantorie e crocifissi, ma anche con nuovi cantastorie come Antonio Castrignanò e ospiti come Morgan, insieme ai fratelli de Santis.<br />
E a Sud nascono centri e Archivi multimediali sulle musiche popolari, come quello di Documentazione etnografica sulla Sila, mentre l&#8217;editore romano Squilibri (che già edita la «rivista degli Archivi di Etnomusicologia») inventa nuove collane e volumi fotografici che sembrano piccoli cataloghi d&#8217;arte e raccontano le memorie musicali dell&#8217;Italia delle regioni e delle comunità locali. Qualcosa succede, a Sud.</span></div>
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		<title>Poli Bortone contro la Taranta</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Dec 2007 15:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia Salentina]]></category>
		<category><![CDATA[Luigino Sergio]]></category>
		<category><![CDATA[Manera]]></category>
		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Poli Bortone]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Blasi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Antonio Ancora da La Gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 21 febbraio 2007 «Se il presidente dell&#8217;Unione dei Comuni della Grecia Salentina Luigino Sergio ricorrerà, come ha promesso, alla magistratura, mi farò difendere dall&#8217;avvocato e senatore Lorenzo Ria. Chi, meglio di lui per la conoscenza che ha della Notte della Taranta?». Così Roberto Martella, consigliere provinciale di An, mette carne... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/24/poli-bortone-contro-la-taranta/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<p>di <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Antonio Ancora</span><br />
da <span style="font-weight: bold;">La Gazzetta del Mezzogiorno</span> di venerdì 21 febbraio 2007</p>
<p>«Se il presidente dell&#8217;Unione dei Comuni della Grecia Salentina Luigino Sergio ricorrerà, come ha promesso, alla magistratura, mi farò difendere dall&#8217;avvocato e senatore Lorenzo Ria. Chi, meglio di lui per la conoscenza che ha della Notte della Taranta?». <span id="more-386"></span>Così Roberto Martella, consigliere provinciale di An, mette carne a cuocere nella polemica sui costi della Notte della Taranta che in questi giorni sta surriscaldando i rapporti fra centrodestra e centrosinistra. Dopo le conferenze tenute dal centrodestra della Provincia e dal gruppo di minoranza della Grecia Salentina, è stata la volta di An che nella sezione di Martignano ha tenuto un incontro con il coordinatore regionale del partito Adriana Poli Bortone, il consigliere regionale di Forza Italia Raffaele Baldassarre ed il consigliere Martella, per discutere sulla gestione economica del festival della Taranta.<br />
Dopo gli interventi di Baldassarre e del presidente della Cdl della Grecìa Salentina, Luigi Mazzei, che hanno ribadito l&#8217;intenzione di voler fare chiarezza sull&#8217;intera gestione del festival, ha parlato l&#8217;onorevole Poli Bortone che non ha risparmiato critiche al centrosinistra. «Non riesco a capire come mai &#8211; ha spiegato l&#8217;eurolady &#8211; il sindaco di Melpignano Sergio Blasi, il presidente dell&#8217;Unione Luigino Sergio e Massimo Manera si siano inviperiti tanto per la semplice richiesta di far luce sulla gestione della Notte della Taranta. Questa è la solita doppia morale dei comunisti: se sono all&#8217;opposizione fanno la parte dei puliti, se invece sono loro ad amministrare ecco spuntare fuori il massimo del marcio.<br />
Mi sembra abbastanza comprensibile che qualcuno abbia il desiderio di sapere come vengono spesi quasi 800.000 euro. Soldi che , non piovono dal cielo, ma che provengono dalle tasche dei contribuenti».<br />
La Poli ha proseguito criticando la professionalità degli amministratori di centro sinistra e, a mo&#8217; d&#8217;esempio, ha preso di mira il consigliere comunale di Lecce Carlo Benincasa verso il quale ha avuto parole dure,«Non ho capito &#8211; ha poi proseguito – perché quando io ero sindaco dovevo quotidianamente dar conto al centrosinistra di tutto ciò che organizzavo, mentre quando siamo noi a chiedere chiarezza ci rispondono dicendo di volerci portare in tribunale. Nè capisco perché la Provincia di Lecce dia un contributo alla Notte della Taranta di ben 200.000 euro &#8211; ha concluso &#8211; quando per la festa patronale di Sant&#8217;Oronzo, che richiama a Lecce ben, oltre centomila persone, vengano stanziati solo ventimila euro». All&#8217;incontro doveva partecipare anche il presidente provinciale di An Ugo Lisi che però ha fatto conoscere il suo pensiero con una nota: «Non si tratta di voler colpire un evento di promozione del territorio &#8211; ha scritto &#8211; quanto piuttosto le modalità attraverso le quali esso viene gestito. Modalità che lasciano qualche pensiero di troppo. Ciò che più spiace, in questo momento difficile per il Paese e per le sue famiglie, sono infatti le modalità attraverso le quali, a quanto è dato di sapere, con l&#8217;evento del concertone della Notte della Taranta, si realizza uno sperpero di denaro pubblico, per ottenere dei risultati certamente significativi, ma che si potrebbero ugualmente raggiungere con l&#8217;investimento di risorse pubbliche, quindi di tutti noi, di gran lunga, inferiore. Con il rischio &#8211; ha concluso Lisi che si utilizzi il pretesto della cultura ed i denari che essa prende dagli Enti Pubblici &#8220;come strumento di formazione e conservazione del mero consenso elettorale».</p>
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		<title>La Taranta pronta a mordere nelle aule di tribunale</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 18:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia Salentina]]></category>
		<category><![CDATA[Manera]]></category>
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		<category><![CDATA[Sergio Blasi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>di Antonio Ancora da La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 16 dicembre 2007 «Abbiamo dato mandato all’avvocato di verificare se ci sono gli estremi per attivare l’azione giudiziaria controcoloro che hanno usato sulla Notte della Taranta e sugli amministratori dell’Unione della Grecìa Salentina, espressioni che vanno ben al di là del legittimo diritto di critica». Con queste parole del presidente... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/16/la-taranta-pronta-a-mordere-nelle-aule-di-tribunale/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>di <span style="color: #ff0000; font-weight: bold;">Antonio Ancora</span></p>
<div style="text-align: justify;">
<p>da La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 16 dicembre 2007</p>
<p>«Abbiamo dato mandato all’avvocato di verificare se ci sono gli estremi per attivare l’azione giudiziaria controcoloro che hanno usato sulla Notte della Taranta e sugli amministratori dell’Unione della Grecìa Salentina, espressioni che vanno ben al di là del legittimo diritto di critica». <span id="more-387"></span>Con queste parole del presidente dell’Unione della Grecia salentina, Luigino Sergio, la polemica sulla Nottedella Taranta, che si è scatenata in questi giorni fra l’opposizione di Palazzo dei Celestini e gli amministratori dell’Unione grika, finirà senz’altro nelle aule del tribunale. Infatti, già prima del presidente Sergio, era venuta la richiesta dell’intervento della Corte dei Conti e della magistratura ordinaria da parte del consigliere provinciale di An Roberto Martella, sostenuta dal gruppo di Forza Italia, con in testa il consigliere Raffaele Baldassarre, su sospette opacità nel bilancio della Notte della Taranta.<br />
Contro queste accuse si sono difesi ieri, carte alla mano, gli amministratori della Grecìa Salentina con una conferenza stampa nella sede dell’Unione a Calimera. Erano presenti tutti i sindaci dei Comuni griki, compreso il consigliere delegato di Calimera Giovanni Palma di Forza Italia, (unico assente il sindaco di Corigliano d’Otranto Ada Fiore), che hanno annunciato di aver dato mandato ai legali per valutare se ci sono gli estremi per un’azione legale contro Forza Italia e An.<br />
«Ognuno si deve assumere le proprie responsabilità davanti ad un magistrato ha detto Sergio, presidente dell’Unione e sindaco di Martignano. Il mio avvocato ci dirà se tutte le falsità dette da Baldassarre e gli altri potranno essere discusse in un tribunale». Sergio ha poi ribadito le posizioni già riportate ieri dalla Gazzetta di Lecce (…).<br />
Il presidente Sergio ha anche evidenziato il colossale flusso turistico che ruota intorno alla Notte della Taranta. Da uno studio sul ritorno socio-economico elaborato dall’Università “Bocconi”di Milano, emerge come il 54,4 per cento degli oltre 150mila fan della Notte della Taranta che quest’anno hanno invaso i Comuni griki dall’8 al 25agosto, siano turisti nazionali ed esteri. «Grazie alla nostra gestione &#8211; ha spiegato il vicesindaco di Sternatia Massimo Manera, ex presidente dell’Unione grika &#8211; la Grecìa si è trasformata da una delle zone più povere del Salento, ad una delle più ricche. Da 30 posti letto disponibili nel 1996, anno di fondazione dell’Unione, ora siamo a quota 3-4mila. Nel ’96 la lingua grika era quasi scomparsa, ora è famosa in tutta Italia ed oltre, ed èstata riscoperta dai nostri giovani.<br />
Quest’anno, dopo il concerto di Pechino, abbiamo incrementato il flusso turistico di cinesi del 141 per cento». Il sindaco di Melpignano, Sergio Blasi, ha respinto con sdegno tutte le accuse del centrodestra, riproponendoi temi dell’intervista che la Gazzetta ha pubblicato ieri, ed ha aggiunto: «La Notte della Taranta perl’opposizione è diventata la Notte dellabile. Ma la mediocre classe dirigente che ci fa le pulci vola tanto basso da rischiare di sbattere il muso sui sassi e di farsi molto male. La verità è che loro non sopportano che l’Unione esprima una classe dirigente che ha saputo fare sistema mentre gli altri ne parlano soltanto; ha saputo fare politiche di area vasta mettendo da parte sterili campanilismi. In pratica, ha saputo ben amministrare, tanto che ora questa classe dirigente si candida a governare oltre il territorio dell’Unione, con progetti per il Salento che noi abbiamo già ben chiari in testa, a partire dalla felice collocazione della nostra provincia nel bel mezzo del Mediterraneo che ne fa una naturale piattaforma logistica».<br />
Intanto l’altra sera il sindaco Blasi ha convocato i musicisti dell’Ensemble della Notte della Taranta per tranquillizzarli sui pagamenti dovuti.</p>
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		<title>Avvelenati dalla Taranta</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 17:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Intervista di Antonio Ancora a Sergio Blasi da La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 15 dicembre 2007 «Sono contento che l&#8217;opposizione&#8217; provinciale ci faccia le pulci. Più lo fanno e più salta agli occhi la mediocrità di quella classe dirigente». Risponde a muso duro il sindaco di Melpignano Sergio Blasi alle accuse lanciate dal centrodestra di Palazzo Dei Celestini, in... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/16/avvelenati-dalla-taranta/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Intervista di <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Antonio Ancora</span> a <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Sergio Blasi</span></span></div>
<div style="font-family: Arial; text-align: justify;">
<p><span style="font-size: small;">da La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 15 dicembre 2007</span></p>
<p>«Sono contento che l&#8217;opposizione&#8217; provinciale ci faccia le pulci. Più lo fanno e più salta agli occhi la mediocrità di quella classe dirigente». Risponde a muso duro <span style="color: #0000ff; font-weight: bold;">il sindaco di Melpignano Sergio Blasi</span> alle accuse lanciate dal centrodestra di Palazzo Dei Celestini, in una conferenza stampa, sulle omissioni e le opacità dei bilanci della Notte della Taranta».<span id="more-388"></span></p>
<p><span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Sindaco Blasi, il, centrodestra vuole vedere chiaro nei conti della Notte della Taranta che, a sentire qualche detrattore, sembra diventata la Notte dei debiti.</span><br />
Noi non siamo la Notte dei debiti, semmai siamo la Notte dei crediti. Infatti, aspettiamo ancora il versamento di un milione di euro da parte di enti pubblici e privati che sostengono la Notte. Non abbiamo ancora avuto un euro per l’edizione di quest’anno e dobbiamo avere ancora qualcosa per l’edizione del 2006.<br />
Ma oltre, ai crediti economici, vantiamo crediti anche dal punto di vista turistico; culurale, promozionale e politico. La mediocre classe dirigente che ci fa le pulci vola tanto basso da rischiare di sbattere il muso sui sassi e di farsi molto male. Vogliono scoprire il trucco della Notte della Taranta? Semplice: mentre la politica parla di fare sistema, noi dell&#8217;Unione dei Comuni della Grecia Salentina la facciamo veramente dal 1995. Si parla di area vasta? Noi facciamo un governo di area vasta, mettendo da parte gli sterili campanilismi, ormai da 12 anni. La Grecìa, terra di emigranti, era una delle zone più povere del Salento. Ora siamo fra le zone più ricche. E non abbiamo né il mare, né i martiri di Otranto.</p>
<p><span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Com&#8217;è che i resoconti della Notte della Taranta sono parziali? Se ne era lamentato già Lorenzo Ria, se ne lamentano i consiglieri del centrodestra.</span><br />
E&#8217; assolutamente falso che i resoconti della Notte della Taranta siano parziali. Quelli completi sono a disposizione di tutti, presso tutti i Comuni della Grecìa Salentina, nelle sedi dell&#8217;Unione e della Camera di Commercio, e alla Regione. Gli altri enti, come la Provincia, hanno avuto soltanto delle pezze giustificative pari al loro contributo. Quanto al resoconto dell&#8217;edizione di quest&#8217;anno, contiamo di completarlo entro la prossima primavera, quando speriamo saranno arrivati i frnaziamenti promessi da vari enti.</p>
<p><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Comunque i conti non tornano. Anche perché lievitano tanto per spese che il centrodestra ha definito incongruenti e senza evidenza pubblica.</span><br />
Dalla loro conferenza emerge la falsità di Forza Italia. Hanno affermato, per esempio, che i condizionatori d&#8217;aria per gli uffici della bibliomediateca di Melpignano siano stati pagati con i soldi della Notte della Taranta. Niente di più falso. Sarebbe bastato che leggessero bene la delibera e avrebbero capito che quelle spese erano a carico del Comune. Evidentemente, questo hanno voluto tenerlo nascosto. I costi della manifestazione sono lievitati perché a differenza del 2004, in cui non abbiamo avuto nemmeno una lira di contributo dalla Regione Puglia dell&#8217;allora presidente Raffaele Fitto, dal 2005, con il presidente Nichi Vendola, abbiamo ottenuto dalla Regione altri 200mila euro da investire. E negli anni i fans della Notte si sono quintuplicati ed ora in un paesino di duemila anime, per due giorni all&#8217;anno ospitiamo addirittura 150mila persone da tutta Italia. Tutelare l&#8217;incolumità di questa gente costa. Noi abbiamo investito tanto nella sicurezza, nell&#8217;adeguamento dello spazio che ospita il concertone finale del festival. E sono stati soldi spesi bene. Lo dimostra il fatto che durante la manifestazione non si è mai verificato un incidente Più il festival avrà successo attirando gente e più dovremo investire per garantire sicurezza ed efficienza. Ma i costi della Notte della Taranta non aumentano solo per questo motivo. Aumentano anche perché ogni anno aumentano i Comuni partecipanti quest&#8217;anno abbiamo aggiunto Otranto ed Andrano, e quindi aumentano le spese minute, per i palchi, per i gruppi, passati da due a quattro per serata.</p>
<p><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Da quanto dichiarato tempo fa da Lorenzo Ria in Consiglio, ed ora ripreso dal Centrodestra, sembra che voi abbiate distratto delle somme destinate ad insegnare il griko nelle scuole per fimanziare invece la Notte della Taranta, Come stanno le cose?</span><br />
Che la Grecia Salentina abbia distratto fondi destinati all&#8217;insegnamento del griko nelle scuole, per pagare Sparagna e Princigalli, è una sciocchezza. Gli articoli 5 e 20 a della legge 482/99 sull&#8217;insegnamento del griko nelle scuole spiegano come i fondi arrivino agli istituti scolastici direttamente dal Ministero della Pubblica Istruzione in base alle richieste dei dirigenti scolastici. E il dirigente capofila dei Comuni dell&#8217;Unione grika e coordinatore dei fondi è Luigi Martano di Corigliano d&#8217;Otranto. I pochi soldi che sono serviti per pagare in minima parte Sparagna e Princigalli sono stati attinti dai finanziamenti disciplinati invece dall&#8217;articolo 15 della stessa legge, quelli destinati alla &#8220;tutela e valorizzazione della lingua e della cultura del territorio&#8221;.<br />
Il progetto speciale Notte della Taranta ha ricevuto per questo i finanziamenti direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Oltre al festival, con questi finanziamenti abbiamo anche redatti riviste di promozione della Grecia Salentina che hanno avuto come ditettore; fra gli altri, anche Tullio De Mauro, ex ministro della Pubblica Istruzione. Abbiamo finanziato anche il Tg in griko e un master universitario di II livello. Altro che distratto i fondi. Chi lo dice non sa di che parla.</p>
<p><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">E che dice dei musicisti che ancora non sono stati pagati, come i Ghetonia?</span><br />
Che ci sia qualche ritardo nei pagamenti del concerto dei Ghetonia ad Andrano del 12 agosto è vero, ma qual&#8217;è l&#8217;ente pubblico che paga a tamburo battente? Li pagheremo senz&#8217;altro presto, appena arriveranno i soldi che aspettiamo dagli enti.</p>
<p><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Da quello che lei dice, si .ricava che le prospettive per la Notte della Taranta sono rosee, è così?</span><br />
Certamente. E&#8217; un&#8217;iniziativa che è destinata a crescere ancora, grazie alla nuova classe dirigente cresciuta nell&#8217;Unione della Grecia Salentina e composta da giovani sindaci che, uniti, hanno studiato, si sono impegnati e non si sono certo risparmiati per far crescere questa terra. La cosiddetta Terra del Rimorso è diventata, grazie al nostro impegno, una terra che ha cominciato a mordere progresso, innovazione, sviluppo. L&#8217;ambasciatore italiano in Spagna ha affermato che se pensa ad una nuova funzione geopolitica per il Salento, pensa alla Notte della Taranta. E poi, ci arrivano false accuse da parte di una maldestra classe dirigente che invece di godersi le centinaia di migliaia di turisti che ogni anno inondano i Comuni griki in occasione del festival, vivono la Notte della Taranta avvelenati dalla bile, con invidia, gelosia, da mediocri.<br />
E si sappia che noi dell&#8217;Unione non ci fermeremo: abbiamo pronta la nuova scommessa che saranno i Canti di Passione. Cercheremo di portare il turismo in una settimana dèll&#8217;anno in cui scarseggia per far conoscere il Salento in un periodo diverso da quello estivo, con altri colori e sapori.</p>
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		<title>Il festival della Grec&#236;a &#232; l&#8217;alba dei crediti di tutto il Salento</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 16:07:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia Salentina]]></category>
		<category><![CDATA[Luigino Sergi]]></category>
		<category><![CDATA[Melpignano]]></category>
		<category><![CDATA[minoranze linguistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Princigalli]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Luigino Sergio Presidente dell&#8217;Unione dei Comuni della Grecìa Salentina da La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 15 dicembre 2007 Vogliamo fare una significativa premessa: il Festival della Notte della Taranta dura 20 giorni, non una sola notte. La Grecìa non ha tabù e, soprattutto, non ha debiti! 1) Come si finanzia il Festival della Notte della Taranta: con fondi... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/16/il-festival-della-greca-lalba-dei-crediti-di-tutto-il-salento/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>di <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Luigino Sergio</span><br />
<span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Presidente dell&#8217;Unione dei Comuni della Grecìa Salentina</span><br />
da La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 15 dicembre 2007</p>
<div style="text-align: justify;">
<p>Vogliamo fare una significativa premessa: il Festival della Notte della Taranta dura 20 giorni, non una sola notte. La Grecìa non ha tabù e, soprattutto, non ha debiti!<span id="more-389"></span></p>
<p>1) <span style="color: #0000ff; font-weight: bold;">Come si finanzia il Festival della Notte della Taranta</span>: con fondi di Enti Pubblici, sponsor privati, dell&#8217;Unione della Grecìa e dell&#8217;Istituto Carpitella. Tutti i conti sino al 2006 sono a posto. La Grecìa vanta, piuttosto, un credito di oltre un milione di euro da Regione, Provincia, Camera di Commercio, Unione Europea, Società Arcus del Ministero delle Attività Culturali, sponsor privati ed emittenti per ì diritti televisivi. Per il 2007, il piccolo ritardo sui pagamenti, fisiologico negli Enti Pubblici, sarà colmato appena tali somme ci saranno trasferite, riteniamo entro i mesi di gennaio febbraio.</p>
<p>2) <span style="color: #0000ff; font-weight: bold;">La trasparenza dei conti</span>. Esistono le delibere consuntive del Festival, dettagliate e accessibili a tutti. Delle edizioni 2005 e 2006 le delibere della Giunta dell&#8217;Unione sono la 56/2006 e la 9/2007 che, oltre ad essere accessibili presso glì uffici della Grecìa, essendo state recapitate alla Regione e alla Camera di Commercio, sono da mesi in possesso di un considerevole numero di persone compreso Baldassarre. Per il 2005 la delibera consuntiva 56/2006 indica una spesa complessiva di 578mila euro a fronte di 438mila di entrate. Per il 2006 nella delibera consuntiva 9/2007 è indicata una spesa di 769mila euro e di entrate per 659mila euro. Le, esigue differenze sono a carico dell&#8217;Unione e dell&#8217;Istituto Carpitella. Il rendiconto che abbiamo presentato alla Provincia conformemente ai regolamenti, riguarda fatture che vanno ben oltre la somma che la stessa Provincia ha stanziato. Trasparenza soprattutto per il fatto che gli organi dell&#8217;Unione della Grecìa, Consiglio e Giunta, sono composti da rappresentanti delle maggioranze e delle minoranze degli undici comuni che la compongono. Tale sistema, fa sì che tutti i partiti, di entrambi gli schieramenti politici, siano rappresentati nell&#8217;uno o nell&#8217;altro organlsm! Pertanto è materialmente impossibile che esistano casseforti contenenti documenti inaccessibili.</p>
<p>3) <span style="font-weight: bold; color: #0000ff;">La legge 482/99 di tuteia delle minoranze linguistiche</span>. Il senatore Lorenzo Ria, e chiunque l&#8217;abbia seguito nella polemica, dimostra di non conoscere la legge. Secondo gli articoli 5 e 20 i fondi per l&#8217;insegnamento del griko nelle scuole, finanziati dal Min. della Pubblica Istruzione, sono trasmessi direttamente alle scuole (l&#8217;Unione dei Comuni non ha competenza sul finanziamento, né riceve alcuna parte di quei fondi). La direzione didattica di Corigliano d’Otranto è la scuola capofila dei progetti, con l&#8217;articolo 15 regolamenta gli stanziamenti destinati agli Enti Locali per la «tutela e valorìzzazione della lillgua e della cultura del territorio». L&#8217;elenco delle attività che la Grecìa ha realizzato grazie alla 482 è lunghissimo: due riviste, di cui una internazionale diretta da Tullio De Mauro; il Tg in griko; un master universitario di secondo livello; la pubblicazione dei canti in griko raccolti da Giovanna Marini negli anni &#8217;70 a cura delle edizioni Aramiré, e tanto altro ancora. Detto ciò, <span style="font-weight: bold;">Sparagna</span> e <span style="font-weight: bold;">Princigalli</span> hanno, in minima parte, lavorato dentro questi progetti per «approfondimento e diffusione delle tematiche giuridico-amministrative e cultiurali correlate alla salvaguardia e tutela della lingua grika, che nulla ha a che vedere con l&#8217;insegnamento didattico della lingua. Anche il &#8220;Festival della Notte della Taranta&#8221; e i &#8220;Canti di Passione&#8221; sono finanziati direttamente con i fondi della Legge 482, perchè il griko sì tutela e si valorizza anche ascoltando cantare in griko De Gregori, Morgan, Carmen Consoli, Piero Pelù, Noa, e via via. Quale migliore successo per la tutela della lingua che sentire i nostri ragazzi canticchiare in griko Kali Nitta, Aremu Rondineddha oppure Klama?</p>
<p>4) <span style="font-weight: bold; color: #0000ff;">Le somme erogate a Princigalli per l&#8217;edizione 2005</span>, comprendono: la direzione tecnica ed organizzativa del Festival e del Concertone, comprese le lunghe settimane di prove; l&#8217;ufficio stampa; la fornitura del palco e della copertura; l&#8217;impianto audio della serata finale e l&#8217;impianto luci; la registrazione audio del Concertone e dei Festival; catering per gli artistici e staff tecnico; assicurazione e vigilailza notturna; generatori elettrici; noleggio macchine e altri servizi.</p>
<p>5) <span style="font-weight: bold; color: #0000ff;">L&#8217;aumento dei costi da un&#8217;edizione all&#8217;altra</span>. L&#8217;edizione del 2005 la consideriamo un vero punto di svolta. Nel 2005 i due Presidenti appena eletti di Provincia e Regione, Pellegrino e Vendola, sposano con passione il Festival della Taranta, il loro appoggio politico ha significato anche maggiori finanziamenti, che hanno consentito il vero salto di qualità, dal punto di vista musicale, culturale ed organizzativo. In particolare si potenzia il Festival, che dura una ventina di gìorni e che dal 2005 in poi assume valore internazionale; aumentano i concerti, con l&#8217;allargamento anche a Galatina, si triplica il numero dei musicisti, gruppi nazionali ed internazionali che si mischiano con i musicisti locali. Si triplica il numero degli spettatori che a Melpignano passa dai 30mila del 2004 a 150mila del 2007.<br />
Senza contare le mostre, i convegni e le pubblicazioni. E ancora, nel 2005 il comune di Melpignano acquisisce 5 ettari di spazio ai piedi del convento degli Agostiniani: il che significa poter ospitare molto più pubblico, ma di contro aumentano le spese per la messa in sicurezza e per la garanzia della qualità del suono e della visibilità del palco. Senza contare l&#8217;efficace allestimento della sala stampa per le centinaia di giornalisti presenti (Rai, Mediaset, La7, Repubblica, La Stampa, Il Mattino, etc). Tutto questo ha un costo. E se Lorenzo Ria e Raffaele Baldassarre avessero accettato il nostro invito di venire a godere della Notte, nel corso di tutte le edizioni, avrebbero potuto percepire con tutti i loro sensi la crescita di qualità che ben giustifica la crescita dei costi.</p>
<p>6) <span style="font-weight: bold; color: #0000ff;">Le trasferte dell&#8217;Ensemble della Notte ad Amman, Pechino e Berlino nel 2006</span>: queste sono solo tre delle oltre 30 esibizioni che il gruppo di musicisti ha effettuato tra l&#8217;Italia e il mondo, e sono le uniche non ancora pagate. Un ritardo non imputabile alla Grecìa, in attesa dei finanziamenti innanzi elencati. Ritardo che, però, non deve far dimenticare la forza di promozione della cultura grika, del Salento e della Puglia attraverso la musica. Un esempio tra tutti: l&#8217;apertura dell&#8217;unico concerto in Italia dei Police il 2 ottobre scorso a Torino. Guadagnandosi l&#8217;apprezzamento dei migliori critici musicali. Fra tutti, Mario Luzzatto Fegiz sul Corriere della Sera del 3 ottobre: &#8220;un concentrato di sensazioni tribati che è il polo d&#8217;attrazione dei musicisti di mezzo mondo fra cui lo stesso Copeland&#8221;; e ancora, Marinella Venegoni sulla Stampa sempre il 3 ottobre: &#8220;gran nerbo e bravura, con un ritmo così particolare che avrebbe fatto fortuna in ogni Paese che ne fosse stato titolare, &#8211; ci hanno ricordato con la loro fatica entusiasta quanto siamo provinciali- noi italiani, maldestri nell&#8217;esportazione di musica, e capaci solo di affezionarci in massa al reggae altrui&#8221;.</p>
<p>7) <span style="font-weight: bold; color: #0000ff;">Le spese che riguardano il movimento terra antistante il Convento degli Agostiniani</span>, così come l&#8217;acquisto dei condizionatori sono state interamente sostenute dal comune di Melpignano, non dalla Grecia come bugiardamente affermato da Raffaele Baldassarre.</p>
<p>8) <span style="font-weight: bold; color: #0000ff;">Le spese per il catering</span>. Baldasarre sappia che sono oltre un migliaio le persone che hanno lavorato per l&#8217;intero Festival. Solo per la sera del concertone di Melpignano il catering ha riguardato oltre 350 persone, tra musicisti, tecnici e giornalisti che lavorano.</p>
<p>Tutte queste risposte dicono con i numeri che quanto affermato da politici miopi sia assolutamente falso. Non esistono tabù da infrangere per la Grecìa e per il Festival della Notte della Taranta. Non esistono debiti. Ma ho anch&#8217;io una domanda: a fronte di un credito di oltre un milione di euro della Grecia, e quindi in qualche modo dell&#8217;intera provincia, cosa potrebbe guadagnare il territorio se facessimo morire il Festival La Notte della Taranta? Non sarebbe questo il vero debito per tutto il territorio?</p>
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		<title>La magica Notte dei Debiti</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 14:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[debiti]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia Salentina]]></category>
		<category><![CDATA[Melpignano]]></category>
		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ancora da pagare i concerti dell’Ensemble del 2006 a Pechino, Amman e Berlino di Antonio Ancora da La Gazzetta del Mezzogiorno del 9 dicembre 2007 E&#8217; una «Notte della Taranta» senza mai alba, per i musicisti della kermesse melpignanese. Da più di un anno, infatti, i musicisti dell&#8217;Ensemble «Notte della Taranta», i protagonisti del maxi festival estivo che riscuote successi... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/13/la-magica-notte-dei-debiti/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-style: italic;">Ancora da pagare i concerti dell’Ensemble del 2006 a Pechino, Amman e Berlino</span><br />
di <span style="font-weight: bold;">Antonio Ancora</span><br />
da La Gazzetta del Mezzogiorno del 9 dicembre 2007</p>
<p>E&#8217; una «Notte della Taranta» senza mai alba, per i musicisti della kermesse melpignanese. Da più di un anno, infatti, i musicisti dell&#8217;Ensemble «Notte della Taranta», i protagonisti del maxi festival estivo che riscuote successi a destra e a manca, non vengono pagati. La denuncia arriva da due pilastri della manifestazione e della musica etnica salentina: Roberto Licci, leader fondatore del gruppo Ghetonìa, ed il figlio Emanuele<span id="more-390"></span>, componente degli stessi Ghetonìa e leader dell&#8217;Ensemble. «E&#8217; passato molto più di un anno», dice Emanuele Licci, «e ancora l&#8217;Ensemble deve ricevere i compensi per i concerti a Pechino, ad Amman, e a Berlino (quest&#8217; ultimo in occasione dei Mondiali di Calcio 2006). Forse è perché non ci hanno fatto firmare nessun contratto?»Il contratto, invece, lo ha firmato il padre, Roberto, quando, quest&#8217;estate, è stato invitato dalla Fondazione della Taranta ad esibirsi con il suo gruppo nella piazza di Andrano. «Decidemmo, con gli altri componenti del gruppo di partecipare al festival», spiega Licci senior, «così, incontrai un rappresentante della Fondazione dinanzi al quale firmai un contratto che, prevedeva il pagamento dello spettacolo entro un mese dalla presentazione della fattura del concerto. Ho consegnato la fattura personalmente il 12 agosto scorso. Da allora non è successo assolutamente nulla. Nel contratto inoltre, era prevista una penale da pagare nel caso non ci fossimo presentati. Noi, però, ci siamo presentati e il risultato è che a distanza di quattro mesi non abbiamo visto nemmeno un soldo. E c&#8217;è da dire», rincara Roberto Licci, «che per metterci in regola per il concerto, abbiamo dovuto anticipare le spese dell&#8217; Enpals. e dell&#8217;Iva. Soldi per i quali attendiamo ancora il rimborso». E tutte le volte che il leader dei Ghetonìa si è rivolto a qualcuno per avere lumi sulla situazione, il buio anziché diradarsi si è fatto più impenetrabile: «Ho telefonato parecchie volte per avere chiarimenti sulla vicenda», sottolinea Licci, «ma dal Comune di Melpignano mi hanno dirottato al Comune di Sternatìa, sede dell&#8217;Unione della Grecìa Salentina. Da Sternatìa, mi hanno dirottato a Martignano, Comune che esprime il presidente dell&#8217;Unione. Che volete che vi dica? Sono stanco di girare a vuoto e penso che d&#8217;ora in avanti a girare sarà il mio avvocato». Più che «La Notte della Taranta», a sentire i Licci, questa sembra essere diventata la Notte dei Debiti. Almeno per chi la taranta la suona. Musica amara.</p>
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		<title>Baldassarre: I conti non tornano alla Notte della Taranta</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 14:14:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Ambrogio Sparagna]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia Salentina]]></category>
		<category><![CDATA[Melpignano]]></category>
		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Antonio Ancora da La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 9 settembre 2007 Raffaele Baldassarre: I conti non tornano, alla «Notte della Taranta». E i bilanci sono un tabù. Lo aveva denunciato un anno fa il senatore allora consigliere provinciale &#8211; Lorenzo Ria; lo denuncia oggi Raffaele Baldassarre, portavoce dell&#8217;opposizione a Palazzo dei Celestini. Ria non riusciva a spiegarsi come... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/12/13/baldassarre-i-conti-non-tornano-alla-notte-della-taranta/">Read more &#187;</a></p>
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<p>di <span style="font-weight: bold;">Antonio Ancora</span><br />
da La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 9 settembre 2007</p>
<p>Raffaele Baldassarre: I conti non tornano, alla «Notte della Taranta». E i bilanci sono un tabù. Lo aveva denunciato un anno fa il senatore allora consigliere provinciale &#8211; Lorenzo Ria; lo denuncia oggi Raffaele Baldassarre, portavoce dell&#8217;opposizione a Palazzo dei Celestini. <span id="more-391"></span>Ria non riusciva a spiegarsi come mai, a parità di livello, i costi della Notte della Taranta fossero raddoppiati da un anno all&#8217;altro «L&#8217;edizione del 2004 è costata circa 300rnila euro e fu un&#8217;edizione grandiosa. L&#8217;edizione 2005, di eguale livello, è costata il doppio, cioè 600mila euro». Lo stesso è accaduto quest&#8217;anno per l&#8217;edizione 2006, ma stavolta il tentativo di venire a capo dei numeri di Melpignano è di Forza Italia che, alla Provincia, ha chiesto il rendiconto dell&#8217; edizione dell&#8217;anno scorso e ne ha avuto solo uno parziale. «Dal rendiconto che, ci hanno fornito», dice Baldassarre, «emerge con chiarezza che ci sono delle storture, come peraltro emerso chiaramente nei mesi scorsi anche con le interrogazioni di Ria. L&#8217;amministrazione provinciale, che contribuisce finanziariamente alla manifestazione, ha il dovere di capire meglio come vengono utilizzati i suoi soldi, invece di disinteressarsene come ha fatto finora. Deve esigere una rendicontazione più puntuale. Per quanto ci riguarda, stiamo esaminando le carte che ci sono state fornite e non escludo una nostra iniziativa nei prossimi giorni. Ma il presidente dell&#8217;Unione della Grecìa Salentina, Luigino Sergio, rimanda Baldassarre ad un&#8217;attenta lettura dei regolamenti: «In base al regolamento sulle sovvenzioni e i contributi ad enti della Provincia, noi dobbiamo fornire solo la rendicontazione per l&#8217;importo che la Provincia ha finanziato. Inoltre, siecome la Notte della Taranta è un progetto speciale, non saremmo nemmeno obbligati a farlo. Ma , ad ogni modo, il nostro bilancio è pubblico: se Forza Italia vuole visionario, può venire presso il Municipio di Sternatìa». Ma vediamo cosa dicono le carte rese pubbliche in via Umberto I. Il livello delle edizioni della Notte di Melpignano, stando al giudizio di Ria, da un po&#8217; di anni è sullo stesso livello, ma i costi si moltiplicano senza che si riesca a venirne a capo. Così nel 2004, quando la manifestazione costò 300mila euro, a dirigere l&#8217;Orchestra c&#8217;era Ambrogio Sparagna come nel 2005, quando però la manifestazione è costata il doppio. Ma dopo la denuncia di Ria, le cose, stando alle affermazioni di Baldassarre non sarebbero&#8217; cambiate. Nell&#8217;edizione 2006, ultimo consuntivo approvato &#8211; quello del 2007 è ancora in fase di redazione &#8211; le spese sostenute dall&#8217;Unione della Grecìa Salentina sono salite a 740.607,25 euro a fronte dei 453mila euro di contributi avuti dalla Regione Puglia (175mila), dalla Provincia di Lecce (200mila), dalla Camera di Commercio (30mila), dalla K&amp;C (30mila) e dalla Gaudianello (18mila). E da queste spese mancano tuttora, come riferiamo nell&#8217;articolo di apertura, le trasferte di Pechino, di Amman (Giordania) e dei Mondiali di Germania, interamente a carico della Provincia con altri stanziamenti. E la differenza fra le spese ed i contributi, pari a 287.607,25 euro? «La differenza sarà finanziata con fondi del bilancio dell&#8217;Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, del Comune di Melpignano e dell&#8217;Istituto Carpitella», scrive il responsabile del servizio finanziario dell&#8217;Unione, Giuseppe Gaetani, alla fine del rendiconto 2006. Rendiconto fatto pervenire alla Provincia con il corredo dei mandati di pagamento. Un corredo però incompleto se è vero che i mandati non arrivano a «coprire» i 740.607,25 euro, fermandosi a soli 306.853,55 euro. Insomma, una rendicontazione parziale nel 2005 (secondo quanto sostiene Ria) e una rendicontazione parziale pure per il 2006, visto che all&#8217;appello mancano pezze giustificative per 433.753,9 euro . Con quei soldi sono stati pagati gli ospiti, come Carmen Consoli, Lucio Dalla, i Buena Vista Social Club. Presenti a Melpignano l’anno scorso? Solo una congettura, alla quale sta cercando invano di dare una risposta l’opposizione di Palazzo dei Celestini.</p>
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		<title>Notte della Taranta: i pericolosi percorsi dei conti</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 14:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Ambrogio Sparagna]]></category>
		<category><![CDATA[cultura popolare]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">di <span style="font-weight: bold;">Antonio Ancora</span><br />
da La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 9 dicembre 2007<span style="font-style: italic;"><br />
</span>Quando si parla di cultura non sempre è facile ottenere cifre e bilanci esaustivi delle manifestazioni organizzate. Se ne sono accorti gli esponenti di Forza Italia che stanno cercando di venire a capo dei conti della Notte. Ne sa qualcosa, sul fronte opposto, anche il senatore Lorenzo Ria che un anno fa, ancora consigliere provinciale chiese al presidente della Provincia Giovanni Pellegrino, insieme a tutto il gruppo della Margherita, di conoscere il rendiconto della &#8220;Notte della Taranta&#8221; edizione 2005. <span id="more-392"></span> In Consiglio provinciale il presidente rispose all&#8217;interrogazione dicendo, fra l&#8217;altro, che la Provincia era solo uno sponsor, almeno per il 2005: dava un contributo all&#8217;Unione della Grecìa Salentina come lo dava anche al Comune di Lecce ed ad altri Comuni per le loro attività cuturali. «Non è che poi vado ai singoli Comuni a chiedere il rendiconto su come hanno speso quei soldi», disse Pellegrino, «perché non mi sembrerebbe l&#8217;optimum sul piano del fair play istituzionale». Ria, come risulta dai verbali della seduta, si disse insoddisfatto della, risposta: «Noi ci troviamo di fronte ad un&#8217;iniziativa che nel 2004 è costata un po&#8217; meno di 300mila euro, e si trattò di un&#8217;edizione grandiosa. Fu il primo anno in cui ci furono concerti in tutti i Comuni della Grecìa ed oltre. Un edizione 2005, di eguale livello, è costata praticamente il doppio. Noi riteniamo che processi di crescita della spesa tanto clamorosi abbiano la necessità di puntualissime motivazioni preventive e successive». Ria, in realtà, un parzialissimo resoconto dell&#8217;edizione 2005 era riuscito ad averlo, ma «da esso emergono dati parziali e preoccupanti», affermò. E fece tre esempi.«Il primo: con delibere numero 14 e 15 del 22 giugno del 2005 la Giunta dell&#8217;Unione ha modificato due progetti finanziati dalla legge 482/99 sulle minoranze linguistiche, che non hanno nulla a che fare con la Notte della Taranta, perché quei progetti riguardano l&#8217;insegnamento del griko nelle scuole. Si modificano nel 2005 i progetti del 2002 e 2003, a ridosso della Notte, e si indicono due concorsi per conferire incarichi a traduttori ed interpreti di lingua grika e ad operatori culturali informatici. E&#8217; singolare che una procedura pubblica deliberata il 22 giugno veda approvati i propri esiti appena 14 giorni dopo. “Ancora più strana”, continua Ria, «è che per i progetti del 2002, nel 2005 vengono selezionati Ambrogio Sparagna e Antonio Princigalli, di cui è difficile pensare possano insegnare il grìko essendo uno laziale e l’altro di Bari. Per i progetti del 2003 vengono selezionati , nella stessa seduta del 2005, ancora Sparagna e Princigalli. Il primo direttore dell’Orchestra della Notte della Taranta, il secondo imprenditore musicale al quale viene riconosciuto il compenso di 20mila euro, di gran lunga superiore a quello percepito da tanti giovani che pure hanno lavorato nell’ambito del progetto sulle minoranze linguistiche.Prosegue Ria: “Il secondo esempio riguarda ancora Princigalli, produttore organizzativo e ufficio stampa del festival. Sulla base della rendicontazione parziale da noi rintracciata e che riguarda poco più di 300mila euro dei 600mila spesi, Princigalli nella edizione 2005 percepisce 8mila euro per produzione; 50mila euro per anticipo produzione; 89mila euro per la produzione, 17.800 euro per saldo produzione; 4.776 euro per la conferenza stampa a Roma; 25mila euro come esperto, sulla base delle delibere citate; tremila euro come consulente registrazione audio; cinquemila come consulente Enpals. La somma di questi numeri riguarda solo il 50 per cento delle spese del festival e ammonta a 202.576 euro.Il terzo esempio, e chiudo, concerne l&#8217;edizione 2006, per il quale non c’è nessuna delibera dell’Unione o della Provincia che contenga, qualche cifra, né relativa alla spesa complessiva né relativa ai cachet degli ospiti, ai costi organizzativi, dell&#8217;orchestra o a qualsiasi altra voce. Un programma così potrebbe costare 100mila euro o un milione. Questi tre piccoli esempi rappresentano la metafora concluse Ria, «di un procedimento confuso, tortuoso, pericoloso». Allora le affermazioni di Ria sfuggirono ai più e caddero nel vuoto. E sulla vicenda calò quindi un silenzio di piombo.</div>
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