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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Puglia</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
	<lastBuildDate>Sun, 13 Sep 2026 07:17:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>recensione di Massimiliano Morabito, &#8220;Alan Lomax. Un americano nella Valle dei Trulli&#8221; (CGS 2025)</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2026/03/12/recensione-di-massimiliano-morabito-alan-lomax-un-americano-nella-valle-dei-trulli-cgs-2025/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 11:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Alan Lomax]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Massimiliano Morabito, Alan Lomax. Un americano nella Valle dei Trulli, CGS Edizioni 2025, pp. 224, euro 15,00 Libro con Cd  di Vincenzo Santoro da Blogfoolk Magazine Numero 731 del 26 febbraio 2026 Alan Lomax. Un americano nella Valle dei Trulli è il titolo dell’importante “saggio sonoro” di Massimiliano Morabito &#8211; pubblicazione di esordio delle edizioni del Canzoniere Grecanico Salentino, gruppo di cui... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2026/03/12/recensione-di-massimiliano-morabito-alan-lomax-un-americano-nella-valle-dei-trulli-cgs-2025/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<div><b><a href="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/03/Massimiliano_Morabito_Cop.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4818" src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/03/Massimiliano_Morabito_Cop-211x300.jpg" alt="Massimiliano_Morabito_Cop" width="211" height="300" /></a>Massimiliano Morabito, Alan Lomax. Un americano nella Valle dei Trulli, CGS Edizioni 2025, pp. 224, euro 15,00 Libro con Cd </b></div>
</div>
<div></div>
<div>di Vincenzo Santoro<br />
da <a href="https://www.blogfoolk.com/2026/02/massimiliano-morabito-alan-lomax-un_26.html">Blogfoolk Magazine Numero 731 del 26 febbraio 2026</a></div>
<div></div>
<div></div>
<div><span style="color: #993300;"><em>Alan Lomax. Un americano nella Valle dei Trulli</em></span> è il titolo dell’importante “saggio sonoro” di <span style="color: #ff0000;">Massimiliano Morabito</span> &#8211; pubblicazione di esordio delle edizioni del Canzoniere Grecanico Salentino, gruppo di cui l’autore fa parte &#8211; che restituisce criticamente la documentazione sonora e fotografica realizzata nell’agosto del 1954 a Locorotondo (Ba) dal celebre etnomusicologo statunitense, in una ricerca che come è noto si collocava all’interno di una ambiziosa e innovativa campagna di ricognizione sulle ‘musiche tradizionali’ dei vari territori italiani, la prima impresa del genere eseguita con strumenti e metodologie moderne, a partire dall’uso sistematico delle registrazioni audio in affiancamento con una diffusa documentazione fotografica (alla fine saranno registrati oltre 1200 canti e scattate 1312 foto).</div>
<div></div>
<div>Originario di Austin, Texas, <span style="color: #ff0000;">Alan Lomax</span> (1915-2002), fin da giovane infaticabile ‘cacciatore di canzoni popolari’, aveva già effettuato dei fondamentali studi sulle musiche del Sud degli Stati Uniti, occupandosi in particolare delle comunità afroamericane, attraverso avventurose indagini sul campo, in cui dovette anche confrontarsi con il rigido e violento sistema razzista e segregazionario a cui erano ancora soggetti i discendenti degli schiavi deportati dall’Africa. Realizzò così una serie di rilevazioni che poi confluiranno nella Biblioteca del Congresso di Washington (un avvincente racconto di questa esperienza è contenuto in <span style="color: #993300;"><em>The Land Where The Blues Began</em></span>, libro tradotto qualche anno fa in italiano dal Saggiatore con il titolo <span style="color: #ff0000;">L</span><em><span style="color: #ff0000;">a terra del blues</span></em>), che lo portarono anche a ‘scoprire’ alcuni personaggi che avrebbero avuto un ruolo fondamentale nei successivi sviluppi della popular music mondiale, come <span style="color: #ff0000;">Huddie Ledbetter</span> detto “<span style="color: #ff0000;">Leadbelly</span>” e <span style="color: #ff0000;">Muddy Waters</span>. Tipico esponente di un certo progressismo radicale statunitense, collaborò con personalità del calibro di <span style="color: #ff0000;">Woody Guthrie</span> e <span style="color: #ff0000;">Pete Seeger</span>, con cui realizzò diversi programmi alla radio e la seminale antologia di canzoni di protesta <span style="color: #993300;"><em>Hard Hitting Songs for Hard-Hit People </em></span>(1949). Questa riconosciuta militanza finì per metterlo nel mirino dall’FBI e della famigerata Commissione McCarthy e ad esporlo all’isteria ‘anticomunista’ che si scatenò negli Usa dopo la guerra.</div>
<div></div>
<div>Anche per sfuggire a tali incombenze, accettò un invito della BBC per condurre dei programmi radiofonici dedicati alle musiche tradizionali e si trasferì in Inghilterra. In quegli anni inoltre concordò con l’etichetta discografica Columbia la realizzazione di una serie di dischi sulle “musiche del mondo”, basate su campagne di ricerche sul campo, che cominciò a programmare e ad attuare. Dopo una campagna di rilevazione che riguardò, nel 1952, la Spagna, nel 1954-55 dedicò le sue attenzioni all’Italia, partendo dalla Sicilia, risalendo lo Stivale fino al profondo Nord e poi ridiscendendo sulla parte occidentale in un lungo e memorabile viaggio che definirà come “l’anno più felice della mia vita” (titolo anche di un bel libro pubblicato nel 2008 dal Saggiatore a cura di <span style="color: #ff0000;">Goffredo Plastino</span>, a cui si rimanda per approfondimenti). Ad affiancarlo in questa entusiasmante avventura, che si svolse in collaborazione con il Centro Nazionale Studi di Musica Popolare diretto da <span style="color: #ff0000;">Giorgio Nataletti</span>, fu <span style="color: #ff0000;">Diego Carpitella</span>, giovane etnomusicologo che aveva già fatto delle esperienze importanti in alcune zone del Mezzogiorno con <span style="color: #ff0000;">Ernesto de Martino</span> e <span style="color: #ff0000;">Alberto Maria Cirese</span>, destinato a brillante carriera.</div>
<div></div>
<div>Dopo i fruttuosi passaggi fra luglio e gli inizi di agosto in Sicilia e Calabria, i due ricercatori giunsero nel Salento dove, fra il 12 e il 17 agosto, registrarono a Martano &#8211; dove documentarono in particolare le ultime eccezionali emergenze del lamento funebre in lingua grica, Calimera, Galatone e Gallipoli (queste straordinarie testimonianze sono state integralmente pubblicate e dettagliatamente analizzate da <span style="color: #ff0000;">Maurizio Agamennone</span> in <span style="color: #993300;"><em><a href="https://www.vincenzosantoro.it/2018/02/14/musica-e-tradizione-orale-nel-salento-le-registrazioni-di-alan-lomax-e-diego-carpitella-agosto-1954/">Musica e tradizione orale nel Salento. Le registrazioni di Alan Lomax e Diego Carpitella (agosto 1954)</a></em></span>, libro con tre cd, Squilibri 2017).</div>
<div></div>
<div>Dall’estremo Sud della regione i nostri si spostarono quindi verso Locorotondo, caratteristico borgo della Valle D’Itria, dove arrivarono il 18 agosto. Le sedute di registrazione cominciarono subito e si svolsero anche il giorno seguente, riprendendo un repertorio di grande interesse, fatto di canti monodici e polivocali (che erano la maggioranza del repertorio di tradizione orale di quelle comunità) e musiche per la danza. Si distinguono fra gli altri alcune ninne-nanne, dei caratteristici canti di lavoro e di vendemmia, una serenata, degli stornelli, una quadriglia e due pizziche-pizziche per organetto, repertori che Morabito mette proficuamente a confronto anche con altri esempi simili rilevati in ricerche successive, fra cui quelle da lui stesso condotte e in parte confluite nel cd <span style="color: #993300;"><em>Tomma Tommë. Musiche e canti della Murgia dei trulli</em></span>, Edizioni Taranta, Firenze 2004. Nel corso di questo breve passaggio Lomax riuscì anche a scattare fra Locorotondo e la vicina Alberobello 58 splendide fotografie in bianco e nero, riguardanti sia l’incantato paesaggio rurale della Valle d’Itria, caratterizzato dalla singolare e pittoresca presenza di ‘trulli’ e muretti a secco in pietra, che dovette molto colpirlo, che le persone e i cantori incontrati, meritevolmente inserite alla fine del volume.</div>
<div></div>
<div>Questo pregevole patrimonio documentario, riassunto per la parte musicale nella 16 tracce sonore inserite nel cd allegato al volume (ma sono disponibili anche tramite qr code), è stato sottoposto da Morabito &#8211; originario di un comune non distante da Locorotondo &#8211; a un lavoro critico scrupoloso e accuratissimo. In primo luogo, sono state affrontate e per quanto possibile risolte le complesse vicende di costruzione e conservazione dell’intera raccolta italiana, su cui si sono avute negli anni perdite di notizie e dati e si riscontrano difformità di vario genere fra gli archivi italiani e statunitensi, minuziosamente esplorati dall’autore insieme ad altri, fra cui quello della BBC. Inoltre, le informazioni allegate alle rilevazioni del 1954 sono state messe a confronto e integrate con quello che ancora si può riscontrare nel contesto attuale: in particolare, attraverso un meticoloso lavoro sul campo, è stato possibile ottenere le informazioni, non disponibili nella documentazione originaria, sui nomi e i soprannomi delle persone fotografate. Tali approfondimenti hanno avuto come corollario anche una vivace ed emozionante azione di ‘restituzione’ di questo patrimonio sonoro alla comunità di origine ma anche ai testimoni – e in qualche caso agli esecutori &#8211; ancora in vita.</div>
<div></div>
<div>Quello che ne viene fuori è un affresco vivido e prezioso di una comunità in cui le pratiche musicali tradizionali erano ancora normalmente in uso, prima che le grandi trasformazioni economiche e sociali degli anni ’60-’70 e l’emigrazione di massa investissero anche questa allora remota zona dell’Italia, sconvolgendone in maniera drammatica e repentina le dinamiche socio-culturali. Un lavoro a suo modo esemplare, che arricchisce la conoscenza della tradizione musicale regionale, e mette a disposizione di musicisti, studiosi e appassionati i materiali originali in modo scientificamente adeguato, andando ad aggiungersi a quanto già fatto per la documentazione salentina.  L’auspicio è che una operazione del genere possa ora estendersi anche al resto della raccolta Lomax-Carpitella pugliese, coinvolgendo le registrazioni effettuate a Terlizzi e a Bisceglie, e quelle, di particolare pregio e importanza, che riguardarono il Gargano, le prime che documentarono gli straordinari repertori sulla chitarra battente.</div>
<div></div>
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		<title>Il tarantismo: un viaggio in parole e musica dal Salento al Cilento</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2021/01/23/il-tarantismo-un-viaggio-in-parole-e-musica-dal-salento-al-cilento/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2021 07:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Archivio Sonoro Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; Seminario di studi con Vincenzo Santoro Lunedì 25 gennaio 2021, ore 18, piattaforma Zoom Coordina l&#8217;evento Anna Maria Vitale seguirà discussione con i gruppi di lettura Fenomeno storico-religioso nato nel Medioevo da eredità rituali pagane, il tarantismo ha avuto la Puglia &#8211; e il Salento in modo particolare come sua “area elettiva”, ma era diffuso anche in un... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/01/23/il-tarantismo-un-viaggio-in-parole-e-musica-dal-salento-al-cilento/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/01/141239600_3394348767344182_1408020426206548195_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3769" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/01/141239600_3394348767344182_1408020426206548195_n-212x300.jpg" alt="141239600_3394348767344182_1408020426206548195_n" width="212" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #800000;">Seminario di studi con <span style="color: #993300;">Vincenzo Santoro</span></span></p>
<p>Lunedì 25 gennaio 2021, ore 18, piattaforma Zoom</p>
<p>Coordina l&#8217;evento <span style="color: #993300;">Anna Maria Vitale</span></p>
<p>seguirà discussione con i gruppi di lettura</p>
<p>Fenomeno storico-religioso nato nel Medioevo da eredità rituali pagane, il tarantismo ha avuto la Puglia &#8211; e il Salento in modo particolare come sua “area elettiva”, ma era diffuso anche in un ambito mediterraneo più ampio, che comprendeva tutta l’Italia meridionale, la Sardegna e la Spagna. Prevalentemente contadino, anche se un tempo coinvolgeva i ceti più elevati, era caratterizzato dal simbolismo della “taranta” – il mitico ragno &#8211; che morde e avvelena, e della musica, della danza e dei colori che liberano dal suo morso avvelenato.</p>
<div>Per le sue peculiarità il fenomeno ha suscitato sempre grande curiosità fra gli eruditi, che ne hanno dato interpretazioni diverse secondo lo spirito dei tempi, costituendo un ricchissimo corpus di studi che ha un punto di partenza nel tardo Medioevo e che di fatto continua ancora oggi.</div>
<div>Nel 1959 l’antropologo <span style="color: #993300;">Ernesto de Martino</span> giunse nel Salento con una équipe interdisciplinare per studiare gli ultimi “relitti” osservabili dell’antico rito. Da quell’esperienza è nato, per i tipi del Saggiatore, il volume<i> <span style="color: #ff0000;">La terra del rimorso</span></i>, in cui l’interpretazione del fenomeno è sviluppata dal punto di vista culturale, storico e religioso.</div>
<div>Anche a Napoli, capitale del Regno, si ritrova fin da tempi molto remoti un dibattito intellettuale sul morbo pugliese, a cui parteciparono personaggi di grande rilievo. Questo vivace dibattito però fino alla metà del 1600 riguarda un fenomeno considerato solo pugliese. Solo a partire dall&#8217;opera dell&#8217;erudito gesuita <span style="color: #993300;">Athanasius Kircher</span> cominceranno le testimonianze del rito anche in Campania, dove in particolare, a partire dal &#8216;700, la <em>tarantella</em>, prenderà piede in maniera talmente clamorosa da diventare nel corso del tempo quasi un emblema della <em>napolitanetà</em>, non senza subire trasformazioni sostanziali, nella doppia direzione -privata della sua componente &#8220;curativa&#8221; &#8211; del ballo ludico e di corteggiamento (spesso ad uso e consumo di un turismo estero alla perenne ricerca dell&#8217;esotico e del pittoresco) e della musica colta, influenzando in questo caso alcuni fra i più grandi musicisti europei.</div>
<div><span style="color: #993300;"><span style="color: #333333;">Le ultime tracce del tarantismo nella memoria popolare campana furono rintracciate da</span> Annabella Rossi</span>, antropologa allieva di <span style="color: #993300;">Ernesto de Martino</span>, che nell’ambito del suo insegnamento presso l’Università di Salerno promosse nel 1975-76 con i suoi studenti una ricerca praticata soprattutto con interviste ad anziani e musicisti popolari. Tale ricerca, che non fu completata per l’improvvisa scomparsa della studiosa, mise in luce la presenza del fenomeno – almeno fino agli anni ’60 del ‘900 &#8211; anche nel <strong>Cilento</strong> e in alcuni paesi della provincia di Caserta (in particolare nei Comuni di Albanella, Battipaglia, Borgo San Cesareo, Capaccio, Contursi, Fasani, Giungano, Gromola, Matinella, Paestum, Roccadaspide, Sanza, Tempalta e Trentinara), con caratteristiche in parte originali rispetto a quello &#8220;classico&#8221; pugliese. I risultati furono pubblicati a cura di alcune collaboratrici della Rossi, in un volume dal titolo <span style="color: #ff0000;"><i>E il mondo si fece giallo. Il tarantismo in Campania</i></span> (Jaca Book 1991).</div>
<div>Oggi il tarantismo non esiste più. È finito insieme alla civiltà contadina della cui cultura faceva parte. Eppure, questo singolare fenomeno non ha mai smesso di affascinare e anzi negli ultimi anni l’interesse intorno ad esso è tornato impetuosamente a crescere, anche grazie all’affermarsi del movimento musicale che si è sviluppato nel Salento, che ha al centro anche la musica che veniva usata nella “cura” del morso della taranta, .</div>
<div>Nel corso dell&#8217;incontro verrà presentato un itinerario di conoscenza del fenomeno, nella sua evoluzione storica, e nella sua diffusione territoriale, partendo dalla sua “area elettiva”, la Puglia, per arrivare alla Campania e al Cilento. Verranno ampiamente utilizzate le fonti storiche e il materiale fotografico, sonoro e video reperito dagli studiosi durante le indagini “sul campo” (con una particolare attenzione ai repertori musicali che venivano usati per la “cura” degli effetti del morso del ragno).</div>
<div></div>
<div>Evento organizzato da Gunaikes Cooperativa Sociale</div>
<div></div>
<div>Per partecipare: <a href="https://us02web.zoom.us/j/83044095861?pwd=QXVFMEVnSW1KdFAwYnpNVWFkbEhydz09&amp;fbclid=IwAR2YwFjxVUkm3GgwAMnoFwyIhkAQAPiOXobyctE6bJuE2CJED9hCy3opZxk#success">https://us02web.zoom.us/j/83044095861?pwd=QXVFMEVnSW1KdFAwYnpNVWFkbEhydz09&amp;fbclid=IwAR2YwFjxVUkm3GgwAMnoFwyIhkAQAPiOXobyctE6bJuE2CJED9hCy3opZxk#success</a></div>
<div></div>
<div>
<div dir="auto">ID riunione: 830 4409 5861</div>
<div dir="auto">Passcode: 380540</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div dir="auto">Impegnato da molti anni in iniziative per la valorizzazione della cultura popolare e della musica del Sud, <span style="color: #993300;"><strong>Vincenzo Santoro</strong> </span>è responsabile del Dipartimento Cultura e Turismo dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (per maggiori informazioni cliccare <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/chi-sono/">qui</a>) . Le sue principali pubblicazioni su questi temi sono:</div>
<div dir="auto">
<p><a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=2&amp;id_recensione=2">Il ritmo meridiano. La pizzica e le identità danzanti del Salento</a>, Aramirè, Lecce 2002 (con Sergio Torsello),  <a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=5&amp;id_recensione=5">Tabacco e tabacchine nella memoria storica. Una ricerca di storia orale a Tricase e nel Salento</a>, Manni, Lecce 2002 (con Sergio Torsello); , <em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=3&amp;id_recensione=3">Uccio Aloisi. I colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare</a></em>, Aramirè, Lecce 2004 (con Roberto Raheli e Sergio Torsello); <em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=4&amp;id_recensione=4">Il Salento di Giovanna Marini</a>, </em>cd doppio, Aramirè, Lecce 2004 (con Roberto Raheli), <em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=7&amp;id_recensione=7">Il Salento levantino. Memoria e racconto del tabacco a Tricase e in Terra d´Otranto</a></em>, Aramirè, Lecce 2005 (con Sergio Torsello); <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=407">Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</a>, libro+ cd audio, Squilibri, Roma 2009; <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=550"><em>Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento</em></a>, libro+cd audio, Squilibri, Roma 2010;  <em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2017/06/07/odino-nelle-terre-del-rimorso/">Odino nelle terre del rimorso. Eugenio Barba e l’Odin Teatret in Salento e Sardegna (1973-1975)</a>, libro+dvd, </em>Squilibri, Roma 2017; <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2019/04/18/rito-e-passione-conversazioni-intorno-alla-musica-popolare-salentina/"><em>Rito e passione. Conversazioni intorno alla musica popolare salentina</em></a>, Itinerarti, Alessano (Le) 2019; <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2019/08/06/il-ballo-della-pizzica-pizzica/"><em>Il ballo della pizzica pizzica</em></a>, Itinerarti, Alessano (Le) 2019 (con Franca Tarantino).</p>
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		<title>La Puglia delle &#8220;Città che leggono&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2020 06:26:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cepell]]></category>
		<category><![CDATA[Città che legge]]></category>
		<category><![CDATA[promozione della lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Centro per il Libro del Mibact ha finalmente pubblicato il nuovo elenco dei Comuni che hanno ottenuto la qualifica &#8220;Città che legge&#8221; per il biennio 2020-2021. L’iniziativa, avviata in collaborazione con l’Anci, intende sostenere e promuovere il lavoro che le amministrazioni comunali svolgono, attraverso un’azione coordinata delle varie strutture presenti sul territorio (biblioteche, librerie, scuole, associazioni, Asl, etc.), per favorire la crescita... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2020/07/04/la-puglia-delle-citta-che-leggono/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2020/07/unnamed.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3675" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2020/07/unnamed-300x198.jpg" alt="unnamed" width="300" height="198" /></a>Il Centro per il Libro del Mibact ha finalmente pubblicato il nuovo <a href="https://www.cepell.it/it/progetti/progetti-nazionali/544-e-pubblico-l-elenco-dei-comuni-che-hanno-ottenuto-la-qualifica-citt%C3%A0-che-legge-per-il-biennio-2020-2021.html?fbclid=IwAR0xP7M8os8k8UZJIQPVGHJot5Y3WlLRYjaHwjC_M2gwIgzXxEvMK-GpkHE">elenco dei Comuni che hanno ottenuto la qualifica &#8220;Città che legge&#8221; per il biennio 2020-2021</a>. L’iniziativa, avviata in collaborazione con l’Anci, intende sostenere e promuovere il lavoro che le amministrazioni comunali svolgono, attraverso un’azione coordinata delle varie strutture presenti sul territorio (biblioteche, librerie, scuole, associazioni, Asl, etc.), per favorire la crescita socio-culturale delle comunità urbane attraverso la diffusione della lettura come valore riconosciuto e condiviso, in grado di influenzare positivamente la qualità della vita individuale e collettiva.</p>
<p>Il fatto che le Città ammesse alla qualifica in questo biennio siano quasi il doppio del precedente (in cui erano 450), conferma il grandissimo &#8211; e crescente &#8211; interesse sul tema. Ora questi Comuni potranno accedere ai bandi che il Centro per il libro promuoverà, sempre in collaborazione con Anci, per finanziare progetti di promozione della lettura, in linea con gli indirizzi della nuova legge sulla lettura, approvata dal Parlamento appena pochi mesi fa (un mio articolo sulla legge si può consultare <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2020/02/06/approvata-finalmente-la-nuova-legge-sulla-promozione-della-lettura/">qui</a> ).</p>
<p>Nella distribuzione territoriale, spicca ancora una volta il caso pugliese. Nella regione infatti si concentrano ben 105 degli 858 Comuni coinvolti (erano 71 nello scorso biennio), circa il 12% del totale nazionale. Al suo interno, risultano ancora una volta particolarmente attivi i comuni della provincia di Lecce, di cui ben 41 sono risultati ammessi (erano 32).</p>
<p>Si riscontra dunque, anche alla luce dei favorevoli risultati sui bandi degli anni precedenti, un forte protagonismo sul tema dei Comuni pugliesi (che contrasta abbastanza, forse anche in maniera un po&#8217; paradossale, con i bassissimi indici di lettura regionali, vedi <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2019/12/03/continua-inesorabile-il-calo-dei-lettori-al-sud/">qui</a> ), probabilmente dovuto a molteplici fattori. Fra questi certamente vanno considerati il colossale investimento effettuato dall&#8217;ente Regione, almeno a livello infrastrutturale, sul tema delle &#8220;biblioteche di comunità&#8221; (che, al di là degli innumerevoli cantieri aperti, andrà seguito attentamente nel medio periodo per valutarne gli impatti reali sul piano del rafforzamento concreto del sistema bibliotecario), la buona capacità di progettazione raggiunta dai Comuni (che si riscontra anche in altri ambiti), ma soprattutto al grande fermento che in questi anni si è avuto sul tema della promozione della lettura nella regione, con lo sviluppo di una fitta e attivissima rete di associazioni, pezzi di scuole, festival, &#8220;presidi del libro&#8221;, librerie, case editrici, cooperative di gestione, a cui va aggiunta una maggiore capacità operativa di alcune &#8211; purtroppo ancora poche &#8211; biblioteche di pubblica lettura, che si sono rinnovate e hanno saputo svolgere in maniera molto più incisiva il ruolo che gli compete.</p>
<p>Questo incrocio fra forte attivismo di base, presenza (timidamente) più incisiva delle biblioteche e maggiore consapevolezza e &#8220;voglia di fare&#8221; dei Comuni rappresenta un patrimonio prezioso, dal punto di vista culturale e sociale, che andrebbe curato e sostenuto con politiche &#8220;di sistema&#8221; adeguate, non parcellizzate e possibilmente non episodiche. Forse così si potrebbe anche riuscire finalmente ad allargare la base dei cittadini che leggono, che, come abbiamo già detto, rimane comunque a un livello scandalosamente basso. Speriamo che presto si possa procedere in maniera coerente in questa direzione.</p>
<p>Ecco l&#8217;elenco dei Comuni pugliesi che possono avvalersi della qualifica di Città che legge:</p>
<p>Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti (12)</p>
<p>CAPRARICA DI LECCE (LE), CARPIGNANO SALENTINO (LE), CASTRIGNANO DE&#8217; GRECI (LE), CURSI (LE), DISO (LE), MARTIGNANO (LE), MONTESANO SALENTINO (LE), ORTELLE (LE), PATU&#8217; (LE), SALVE (LE), SPECCHIA (LE), SPONGANO (LE)</p>
<p>Comuni con popolazione da 5.001 a 15.000 abitanti (42)</p>
<p>ALESSANO (LE), APRICENA (FG), ARADEO (LE), BITETTO (BA), BITRITTO (BA), CALIMERA (LE), CAMPI SALENTINA (LE), CASTRIGNANO DEL CAPO (LE), CISTERNINO (BR), CORIGLIANO D&#8217;OTRANTO (LE), CORSANO (LE), CUTROFIANO (LE), FRAGAGNANO (TA), LATIANO (BR), LEQUILE (LE), LEVERANO (LE), LOCOROTONDO (BA), MAGLIE (LE), MARUGGIO (TA), MATINO (LE), MELISSANO (LE), MONTE SANT&#8217;ANGELO (FG), MONTEIASI (TA), MONTERONI DI LECCE (LE), NEVIANO (LE), NOVOLI (LE), PORTO CESAREO (LE), RACALE (LE), RUFFANO (LE), SAN CESARIO DI LECCE (LE), SAN DONATO DI LECCE (LE), SAN GIORGIO IONICO (TA), SAN MARCO IN LAMIS (FG), SANNICANDRO DI BARI (BA), STORNARELLA (FG), TAURISANO (LE), TAVIANO (LE), TORRE SANTA SUSANNA (BR), TREPUZZI (LE), TRINITAPOLI (BT), TUGLIE (LE), TURI (BA)</p>
<p>Comuni con popolazione da 15.001 ai 50.000 abitanti (38)</p>
<p>ADELFIA (BA), ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA), CAPURSO (BA), CASAMASSIMA(BA), CEGLIE MESSAPICA (BR), CONVERSANO (BA), CORATO (BA), FASANO (BR), FRANCAVILLA FONTANA (BR), GALATINA (LE), GALATONE (LE), GALLIPOLI (LE), GINOSA (TA), GIOA DEL COLLE (BA), GIOVINAZZO (BA), GRAVINA IN PUGLIA (BA), LATERZA (TA), MANDURIA (TA), MARTINA FRANCA(TA), MASSAFRA (TA), MESAGNE(BR), MOLA DI BARI (BA), MONOPOLI (BA), MOTTOLA (TA), NOCI (BA), NOICἉTTARO (BA), OSTUNI (BR), PALAGIANO (TA), PALO DEL COLLE (BA), POLIGNANO A MARE (BA), PUTIGNANO (BA), RUTIGLIANO (BA), RUVO DI PUGLIA (BA), SAN NICANDRO GARGANICO (FG), SAN VITO DEI NORMANNI (BR), SANTERAMO IN COLLE (BA), TERLIZZI (BA), TORRE MAGGIORE (FG)</p>
<p>Comuni con popolazione da 50.001 ai 100.000 abitanti (9)</p>
<p>ALTAMURA (BA), BARLETTA (BT), BISCEGLIE (BT), BRINDISI (BR), CERIGNOLA (FG), LECCE (LE), MOLFETTA (BA), SAN SEVERO (FG), TRANI (BT)</p>
<p>Comuni con popolazione superiore ai 100.001 abitanti (4)</p>
<p>ANDRIA (BT), BARI (BA), FOGGIA (FG), TARANTO (TA)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;elenco completo degli 858 Comuni italiani con la qualifica Città che legge per il 2020-21 si può consultare cliccando <a href="https://www.cepell.it/it/progetti/progetti-nazionali/544-e-pubblico-l-elenco-dei-comuni-che-hanno-ottenuto-la-qualifica-citt%C3%A0-che-legge-per-il-biennio-2020-2021.html?fbclid=IwAR0xP7M8os8k8UZJIQPVGHJot5Y3WlLRYjaHwjC_M2gwIgzXxEvMK-GpkHE">qui</a></p>
<p>L&#8217;elenco dei Comuni pugliesi &#8220;qualificati&#8221; per il biennio 2018-19 si può leggere cliccando <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2018/05/30/pubblicato-lelenco-delle-441-citta-che-leggono-2018-2019-di-cui-64-sono-pugliesi/">qui</a></p>
<p>Maggiori informazioni sull&#8217;iniziativa Città che legge si possono trovare qui: <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/tag/citta-che-legge/">http://lnx.vincenzosantoro.it/tag/citta-che-legge/</a></p>
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		<title>Giovanna Marini canta Matteo Salvatore</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2020 07:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Marini]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Salvatore]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Edizioni Nota 2019, Booklet + 1 CD – 32 pagine, €15,00 Introduzione di Vincenzo Santoro* Degli artisti emersi dalla lunga e complessa stagione del folk revival italiano degli anni sessanta-settanta, Matteo Salvatore è stato fra quelli che hanno raggiunto i vertici qualitativi più elevati. Nell’ambito di una produzione bulimica, compulsiva e molto diseguale (e difficile anche solo da ricostruire), le... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2020/05/20/giovanna-marini-canta-matteo-salvatore/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2020/05/GiovannMarini-MatteoSalvatore.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3654" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2020/05/GiovannMarini-MatteoSalvatore-245x300.jpg" alt="GiovannMarini-MatteoSalvatore" width="245" height="300" /></a></p>
<p><a href="https://www.notamusic.com/prodotto/giovanna-marini-canta-matteo-salvatore/">Edizioni Nota 2019</a>, Booklet + 1 CD – 32 pagine, €15,00</p>
<p>Introduzione di Vincenzo Santoro*</p>
<p>Degli artisti emersi dalla lunga e complessa stagione del <em>folk revival</em> italiano degli anni sessanta-settanta, <strong><span style="color: #993300;">Matteo Salvatore</span></strong> è stato fra quelli che hanno raggiunto i vertici qualitativi più elevati. Nell’ambito di una produzione bulimica, compulsiva e molto diseguale (e difficile anche solo da ricostruire), le sue venti canzoni maggiormente significative, sono sicuramente fra le più straordinarie composizioni italiane del dopoguerra.</p>
<p>Queste ballate intense e dolenti traggono origine dalla tradizione pugliese (e non solo), ma sono reinterpretate e adattate da Salvatore secondo il suo personalissimo stile, in un procedimento che unisce le modalità tipiche dell’oralità con le esigenze della produzione discografica, dando così vita a “canzoni” affascinanti e indimenticabili. Il musicista di Apricena ha saputo rappresentare come nessun altro la sofferenza e la desolazione della vita dei contadini e dei braccianti del Sud, sottoposti a condizioni di sfruttamento disumano, con lo sguardo dall’interno, di chi quelle cose le ha vissute sulla propria pelle.</p>
<p>A quel corpus favoloso si sono ispirati negli ultimi anni molti artisti (per citarne solo alcuni, <span style="color: #993300;">Daniele Sepe</span>, <span style="color: #993300;">Vinicio Capossela</span>, <span style="color: #993300;">Massimo Ferrante</span>, <span style="color: #993300;">Teresa De Sio</span>, <span style="color: #993300;">Andrea Satta</span>, <span style="color: #993300;">Eugenio Bennato</span>), che ne hanno dato interpretazioni varie e diversamente riuscite, ma sempre improntate alla celebrazione della grandezza del “cantante popolare” di Apricena, intorno alla cui figura continua a rimanere un alone di leggenda e un grande interesse.</p>
<p>Anche <strong><span style="color: #993300;">Giovanna Marini</span></strong>, in questo splendido lavoro, riprende in gran parte quel repertorio, senza evitare incursioni nel Matteo Salvatore più “spiritoso” e forse dozzinale, che riesce sempre a interpretare con grande rispetto e con la necessaria ironia. Ai canti si alternano – senza soluzione di continuità, come se si trattasse di una registrazione in presa diretta di uno spettacolo, con tutti i difetti e la spontaneità del caso – alcune illuminanti affabulazioni riguardanti la biografia del nostro: l’infanzia poverissima nelle desolate terre del Gargano, l’apprendistato musicale con il suo maestro violinista cieco, il mitico <strong><span style="color: #993300;">Vincenzo Pizzicoli</span></strong>, la “scoperta” da parte del regista De Santis, i primi successi, le sempre più frequenti apparizioni televisive, la difficile relazione con la compagna <span style="color: #993300;">Adriana Doriani</span>, a cui era legato da un rapporto morboso e sempre più violento, l’episodio del Cantagiro, in cui venne sonoramente fischiato da un pubblico che non si riconosceva nelle sue canzoni, fino all’orribile omicidio della Doriani, prima di un concerto a San Marino, il 26 agosto 1973.</p>
<p>La tesi di fondo di questi racconti, costruiti – in maniera un po’ romanzata, ma ci sta – sui ricordi personali degli innumerevoli incontri avuti con Salvatore, che la Marini frequenta assiduamente dalla metà degli anni sessanta, è che il cantore di Apricena sia stato in qualche modo vittima del suo stesso successo nello scintillante mondo dello spettacolo, in particolare televisivo; un mondo che però non lo accettò mai veramente, per la sua evidente “diversità”. Una tesi suggestiva, che però riesce solo in parte a spiegare il gesto estremo ed efferato che costituì il culmine della “follia” di Matteo Salvatore.</p>
<p>Negli episodi descritti dalla Marini emerge un altro aspetto importante, che ci illumina sulle dinamiche di quegli anni: il legame di Matteo Salvatore, “portatore” eccelso di culturale popolare, col circuito del <em>folk revival</em> più politicizzato, con gli artisti e la <em>intellighenzia</em> di sinistra che ne faceva parte. In particolare, è interessante notare come a spingerlo verso un repertorio più “impegnato” siano state proprio le insistenze di alcuni esponenti di questo mondo, mentre la sua indole di “intrattenitore” e forse anche le esigenze televisive lo facevano propendere verso la sua produzione più leggera e disimpegnata.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Giovanna canta Matteo</em></span> è dunque un disco intenso e importante, che restituisce, con uno sguardo delicato e un’interpretazione ricca di poesia e di pathos, la complessa e controversa figura di un grandissimo artista, ma che rappresenta anche un documento significativo di un momento di notevole interesse della storia culturale italiana.</p>
<p>*testo introduttivo del booklet</p>
<p>L&#8217;opera si può acquistare sul sito dell&#8217;editore Nota (cliccare <a href="https://www.notamusic.com/prodotto/giovanna-marini-canta-matteo-salvatore/">qui</a> )</p>
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		<title>Editoria e movimento musicale popolare della Puglia. Un seminario il 21 dicembre a Monte Sant&#8217;Angelo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2018 06:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Monte Sant&#8217;Angelo è una splendida cittadina di aspetto prevalentemente medievale. incastonata sul promontorio del Gargano, molto famosa per la presenza di un culto importantissimo, legato all&#8217;apparizione, nel V secolo, di San Michele Arcangelo sotto forma di toro. La leggenda vuole che il santo chiese che una grande grotta venisse consacrata in suo nome, e da lì nacque il noto santuario,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2018/12/18/editoria-e-movimento-musicale-popolare-della-puglia-un-seminario-il-21-dicembre-a-monte-santangelo/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2018/12/48373821_1820692771374413_8047072230686851072_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3301" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2018/12/48373821_1820692771374413_8047072230686851072_n-300x225.jpg" alt="48373821_1820692771374413_8047072230686851072_n" width="300" height="225" /></a><strong><span style="color: #ff0000;">Monte Sant&#8217;Angelo</span></strong> è una splendida cittadina di aspetto prevalentemente medievale. incastonata sul promontorio del Gargano, molto famosa per la presenza di un culto importantissimo, legato all&#8217;apparizione, nel V secolo, di San Michele Arcangelo sotto forma di toro. La leggenda vuole che il santo chiese che una grande grotta venisse consacrata in suo nome, e da lì nacque il noto santuario, meta, almeno fin dall&#8217;epoca longobarda, di pellegrinaggi imponenti, che continuano ancora ai giorni nostri. Insomma, un luogo carico di storia e di fascino che ancora oggi conserva una grande magia.<br />
A pochi passi dal santuario ha da poco aperto la sua sede <span style="color: #ff0000;">Festambiente Sud</span>, il prestigioso festival di Legambiente per il Sud Italia, che si svolge a Monte Sant&#8217;Angelo dal 2005, e la cui direzione artistica è attualmente affidata al jazzista sardo <span style="color: #ff0000;">Paolo Fresu</span>. <strong><span style="color: #ff0000;">Green Cave</span></strong> &#8211; il nome deriva dal fatto di essere collocato, al primo piano e nel seminterrato di un antico palazzo signorile, e dunque in parte in un ambiente ipogeo &#8211; è uno spazio culturale che vuole proporre una programmazione che sarà ricca di eventi: mostre di arte e artigianato, incontri con musica, teatro e letteratura, laboratori educativi e incontri formativi. Un luogo vivo, dove condividere emozioni, stimolare l’economia circolare, invitare alla partecipazione e fare della cultura un ingrediente della cittadinanza.</p>
<p>Questo nuovo spettacolare e suggestivo spazio socio-culturale ha cominciato ad operare da poco, e per il periodo natalizio propone le sue prime attività, fra cui un piccolo festival dedicato ai libri (nel centro è allestita anche una piccola libreria). In tale contesto, venerdì 21 alle 17 sono stato chiamato a parlare di un tema molto interessante: &#8220;<span style="color: #993300;"><strong>ditoria e movimento musicale popolare della Puglia, l’esperienza di Squilibri Editore</strong></span>. L&#8217;idea è di rappresentare una delle caratteristiche peculiari del &#8220;movimento&#8221; musicale che si è sviluppato in Puglia negli ultimi anni: il fatto di avere stimolato una ricchissima produzione di pubblicazioni specializzate, da parte di editori locali e non, soffermandosi in particolare sull&#8217;esperienza di <span style="color: #ff0000;">Squilibri</span>, piccola ma molto attiva casa editrice romana specializzata in particolare sui temi legati alla musica e alla cultura di tradizione. Squilibri negli anni ha dedicato molta attenzione al contesto pugliese distinguendosi per la qualità delle produzioni, che trattano, in vario modo, del patrimonio musicale tradizionale locale &#8211; in cui assumono particolare importanza le pubblicazioni dei materiali sonori frutto delle delle storiche ricerche sul campo effettuate negli anni &#8217;50 e &#8217;60 &#8211; e del movimento di riproposta che, a partire da questo, si è sviluppato negli ultimi anni, in particolare nelle due &#8220;estremità&#8221; della regione, il Salento e il Gargano (esondando poi in ogni direzione).</p>
<p>Del vasto catalogo dedicato alla Puglia di Squilibri fra le pubblicazioni più importanti si possono citare:</p>
<p>I due importantissimi libri &#8211; con 5 cd complessivi &#8211; di <span style="color: #ff0000;">Maurizio Agamennone</span> che pubblicano gli straordinari materiali musicali originali raccolti da <span style="color: #ff0000;">Alan Lomax</span>, <span style="color: #ff0000;">Diego Carpitella</span> ed <span style="color: #ff0000;">Ernesto de Martino</span> nel Salento nelle loro spedizioni degli anni &#8217;50: <em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2005/04/25/musiche-tradizionali-del-salento/">Musiche tradizionali del Salento. Le registrazioni di Diego Carpitella ed Ernesto De Martino (1959 – 1960</a>) </em>(2004) e <em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/?s=musica+e+tradizione+orale&amp;submit=Search">Musica e tradizione orale nel Salento. Le registrazioni di Alan Lomax e Diego Carpitella (agosto 1954)</a> </em>(2017);</p>
<p>(nella stessa collana è imminente l&#8217;uscita degli analoghi materiali garganici a cura di <span style="color: #ff0000;">Salvatore Villani</span>)</p>
<p>la più recente edizione di un grande classico dell&#8217;antropologia italiana, <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2015/01/10/lantropologa-e-le-lettere-da-una-tarantata/"><em>Lettere da una tarantata</em></a> di <span style="color: #ff0000;">Annabella Rossi</span></p>
<p>l&#8217;imponente opera &#8211; realizzata da <span style="color: #ff0000;">Domenico Ferraro</span>, che è anche il direttore editoriale di Squilibri &#8211;  sull&#8217;esperienza del <span style="color: #993300;">Sentite Buona Gente</span>, spettacolo di musiche tradizionali delle regioni italiane, curato da <span style="color: #ff0000;">Roberto Leydi</span>, <span style="color: #ff0000;">Diego Carpitella</span> e <span style="color: #ff0000;">Alberto Negrin</span> che andò in scena al Piccolo Teatro di Milano all&#8217;inizio del 1967, e in cui uno spazio importante ebbe l&#8217;esibizione di due strepitosi gruppi pugliesi, i <span style="color: #ff0000;">Musici – terapeuti del Salento</span> e i <span style="color: #ff0000;">Cantori di Carpino</span> di allora. Si tratta di <em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2015/03/17/il-viaggio-di-leydi-nella-musica-folk/">Roberto Leydi e il Sentite buona gente. Musiche e cultura nel secondo dopoguerra</a></em>, con cd e dvd (con le musichi originali e il girato integrale dello spettacolo);</p>
<p>l&#8217;emozionante <a href="https://www.squilibri.it/catalogo/interferenze/riccardo-cucciolla-matteo-salvatore-a-sud.html"><em>A Sud. Il racconto del lungo silenzio</em></a>, il sonoro di uno spettacolo del 1978, registrato da <span style="color: #ff0000;">Giovanni RInaldi</span> che ne cura la pubblicazione, in cui <span style="color: #ff0000;">Riccardo Cucciolla</span> legge alcuni testi di tema meridionalistico, da <span style="color: #ff0000;">Rocco Scotellaro</span> a <span style="color: #ff0000;">Ernesto De Martino</span>, e <span style="color: #ff0000;">Matteo Salvatore</span> le commenta a caldo, affidando il proprio pensiero ai brani più rappresentativi del suo repertorio;</p>
<p>Lo splendido <a href="https://www.squilibri.it/catalogo/a-viva-voce/timisoara-pinto-lavorare-con-lentezza-enzo-del-re-il-corpofonista-2.html"><em>Lavorare con lentezza. Enzo Del Re, il corpofonista</em></a>, in cui <span style="color: #ff0000;">Timisoara Pinto</span> ricostruisce la biografia di uno degli interpreti più eclettici e originali della &#8220;canzone di protesta&#8221; in Italia, Enzo Del Re (originario di Mola di Bari).</p>
<p>Infine, Squlibri ha anche pubblicato tre miei libri (sempre con cd):</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2009/07/21/il-ritorno-della-taranta-2/"><em>Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</em></a> (2008)<br />
<em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2014/10/29/memorie-della-terra-racconti-e-canti-di-lavoro-e-di-lotta-del-salento-il-cdlibro/">Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento</a></em> (2010) (nel cd lo spettacolo omonimo, con musiche di <span style="color: #ff0000;">Daniele Girasoli</span>, <span style="color: #ff0000;">Maria Mazzotta</span>, <span style="color: #ff0000;">Enrico Noviello</span> e <span style="color: #ff0000;">Anna Cinzia Villani</span>);<br />
<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2017/06/07/odino-nelle-terre-del-rimorso/">Odino nelle terre del rimorso. Eugenio Barba e l’Odin Teatret in Salento e Sardegna (1973-1975) </a>(2017)</p>
<p>Di tutto questo, e anche di tanto altro, parleremo a Monte Sant&#8217;Angelo, insieme a <span style="color: #ff0000;">Franco Salcuni</span>, anima e cuore di Festambiente Sud, che ringrazio per il gentile e graditissimo invito.</p>
<p>Cliccando sui titoli dei libri si aprono pagine con approfondimenti.</p>
<p>Tutte le informazioni sull&#8217;iniziativa e su Green Cave si possono leggere qui: <a href="http://festambientesud.it/">http://festambientesud.it/</a></p>
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		<title>Il Canzoniere Grecanico Salentino &#8220;miglior gruppo di world music al mondo&#8221;!!!</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Oct 2018 05:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Questa è veramente una grande notizia! Il Canzoniere Grecanico Salentino, gruppo storico della scena musicale salentina, ieri sera, nel corso di una cerimonia/concerto all&#8217;Elecric Brixton di Londra, è stato insignito dalla prestigiosa rivista Songlines del titolo di &#8220;miglior gruppo di world music&#8221; al mondo. Tale premio, il più importante di questo settore, è stato in precedenza vinto da artisti del calibro di Goran Bregović,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2018/10/21/il-canzoniere-grecanico-salentino-miglior-gruppo-di-world-music-al-mondo/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2018/10/conzoneiresonglines.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3249" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2018/10/conzoneiresonglines-300x300.jpg" alt="conzoneiresonglines" width="300" height="300" /></a>Questa è veramente una grande notizia! Il <span style="color: #ff0000;"><strong>Canzoniere Grecanico Salentino</strong></span>, gruppo storico della scena musicale salentina, ieri sera, nel corso di una cerimonia/concerto all&#8217;<span style="color: #ff0000;">Elecric Brixton</span> di <span style="color: #ff0000;">Londra</span>, è stato insignito dalla prestigiosa rivista <span style="color: #ff0000;">Songlines</span> del titolo di <strong>&#8220;miglior gruppo di <em>world music</em>&#8221; al mondo</strong>.</p>
<p>Tale premio, il più importante di questo settore, è stato in precedenza vinto da artisti del calibro di <span style="color: #ff0000;">Goran Bregović</span>, <span style="color: #ff0000;">Amadou &amp; Mariam</span>, <span style="color: #ff0000;">Anoushka Shankar</span>, <span style="color: #ff0000;">Kronos Quartet</span>, <span style="color: #ff0000;">Tinariwen</span>, <span style="color: #ff0000;">Ballake Sissoko</span>, <span style="color: #ff0000;">Rokia Traoré</span>, <span style="color: #ff0000;">Fanfara Ciocărlia</span>, <span style="color: #ff0000;">Tony Allen</span> e, prima del 2009 &#8211; quando si chiamava BBC Radio3 World Music Awards &#8211; <span style="color: #ff0000;">Gotan Project</span> , <span style="color: #ff0000;">Ibrahim Ferrer</span>, <span style="color: #ff0000;">Ojos de Brujo</span>, <span style="color: #ff0000;">Khaled</span>, <span style="color: #ff0000;">Youssou N&#8217;dour</span>, <span style="color: #ff0000;">Ry Cooder</span>, <span style="color: #ff0000;">Gogol Bordello</span>, <span style="color: #ff0000;">Ali Farka Touré</span>. È dunque per la prima volta attribuito a degli italiani.</p>
<p>Uno straordinario riconoscimento per il gruppo, fondato dalla grande intellettuale <span style="color: #ff0000;">Rina Durante</span> nel 1975 e dal 2007 ereditato e rifondato da <span style="color: #ff0000;">Mauro Durante</span>, che negli ultimi anni si è progressivamente affermato come una delle esperienze più stimolanti e vivaci della scena italiana di derivazione &#8220;popolare&#8221;, distinguendosi per la qualità della proposta musicale e per una intensa attività <em>live</em>, in Italia e all’estero, che gli ha conquistato significativi consensi fra gli operatori specializzati e lusinghiere recensioni per i cd <em><span style="color: #993300;"><a style="color: #993300;" href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2013/01/25/una-pizzica-indiavolata-per-il-canzoniere-grecanico-salentino/">Pizzica indiavolata</a></span> </em>(2013) e <span style="color: #993300;"><em><a style="color: #993300;" href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2015/04/02/il-canzoniere-fa-quaranta/">Quaranta</a></em></span> (2015).<span style="color: #ff0000;"> Folk Roots</span>, un&#8217;altra importante rivista internazionale del settore <em>world music</em>, era già arrivata a definirli «una delle migliori band del mondo, senza ombra di dubbio».</p>
<p>E proprio con <span style="color: #993300;"><em>Canzoniere</em></span> (Ponderosa), l&#8217;ultima produzione discografica, il CGS ha avuto l’ambizione di realizzare un lavoro in grado di stare perfettamente a suo agio ai più alti livelli del mercato internazionale, senza perdere però un forte e riconoscibilissimo radicamento territoriale. Nato e sviluppatosi tra Lecce e New York, dove Durante ha trascorso vari mesi, componendo parte dei brani insieme a prestigiosi collaboratori della scena statunitense, il cd contiene 12 canzoni (11 d’autore e una tradizionale), che, con testi prevalentemente in dialetto salentino, descrivono un poliedrico e coinvolgente caleidoscopio sonoro, oscillante fra il sofisticato pop-rock d’autore, (<span style="color: #993300;"><em>Quannu te visciu</em></span>, <span style="color: #993300;"><em>Ientu</em></span>, <span style="color: #993300;"><em>Con le mie mani</em></span>) che a volte inclina a una dimensione sorprendentemente sentimentale e intimistica (<span style="color: #993300;"><em>Tienime</em></span>, <span style="color: #993300;"><em>Sempre cu mie</em></span>), suggestioni <em>world</em> (in particolare in <span style="color: #993300;"><em>Subbra Sutta</em></span>, scritta e interpretata insieme al cantautore anglo-francese <span style="color: #ff0000;">Piers Faccini</span>) e brani più “etnici”, in cui si sentono maggiormente le radici del gruppo (<span style="color: #993300;"><em>Moi</em>,</span> <em><span style="color: #993300;">La ballata degli specchi</span>, <span style="color: #993300;">Lu giustacofane</span></em>, dalla incalzante base ritmica, che utilizza anche una voce popolare ‘originale’ campionata, e la funkeggiante <span style="color: #993300;"><em>Intra la danza</em></span>). A chiudere in qualche modo il cerchio, la <span style="color: #993300;"><em>Pizzica Da Sira</em></span>, che faceva già parte del primo mitico cd del Canzoniere originario (del 1977) e qui riproposta in una versione assolutamente irresistibile.</p>
<p>La stampa internazionale, non solo quella di settore, ha dedicato al disco delle recensioni molto positive: <span style="color: #ff0000;">The Guardian</span> ne ha scritto ben due volte, con toni entusiastici ( «La pizzica vince ancora» e «Le Star pugliesi sono una bomba»); <span style="color: #ff0000;">fRoots</span> ha parlato di un «trionfo totale»; <span style="color: #ff0000;">World Music Central</span> ha trovato il disco «strabiliante» mentre la stessa rivista <span style="color: #ff0000;">Songlines</span> ha ribadito come sia un lavoro «coraggioso e audace, in cui il suono della pizzica si apre al mondo come mai prima». E apprezzamenti non sono mancati neanche sulla stampa italiana. Su tutti, voglio citare l&#8217;articolo di un ascoltatore curioso e raffinato come <span style="color: #ff0000;">Luciano del Sette</span>, che sul <span style="color: #ff0000;">manifesto</span> del 20 dicembre 2017 ha scritto:</p>
<blockquote><p>Alessia Tondo, Silvia Perrone, Massimiliano Morabito, Giancarlo Paglialunga, Giulio Bianco, Emanuele Licci compongono un quadro sonoro che, mai lasciando in secondo piano la tradizione salentina, anzi esaltandola nella lingua dei testi, mostra straordinaria capacità di reinventarla, guardarla da angolazioni diverse, renderle moderno e rispettoso omaggio. E qui entra in campo l’aggettivo emozionante. Amore, orgoglio identitario, rabbia dolente per un Sud sempre dimenticato, indossano un abito musicale cucito con l’ago della pizzica, delle ballate, del pop, di venature classiche e di richiami del Vicino Oriente. È un abito elegante e perfetto, che sfila tra gli applausi sulla passerella della grande musica.</p></blockquote>
<p>Ed ora, a coronamento di questo percorso superlativo, il premio di <span style="color: #ff0000;">Songlines</span>, che celebra al massimo livello la qualità artistica e l&#8217;intelligenza musicale (e direi anche la serietà nel lavoro) del Canzoniere, e che rappresenta anche un riconoscimento di grande rilievo per tutto il movimento della musica popolare salentina.</p>
<p>Il <strong><span style="color: #ff0000;">Canzoniere Grecanico Salentino</span></strong>: <span style="color: #ff0000;">Mauro Durante</span> (figlio di due dei &#8220;fondatori&#8221; <span style="color: #ff0000;">Rossella Pinto</span> e <span style="color: #ff0000;">Daniele Durante</span>) voce, tamburelli, percussioni, violino; <span style="color: #ff0000;">Emanuele Licci</span> (altro “figlio d’arte” di uno dei fondatori, <span style="color: #ff0000;">Roberto Licci</span>) voce, bouzuki; <span style="color: #ff0000;">Giulio Bianco</span> zampogna, flauto e basso; <span style="color: #ff0000;">Alessia Tondo</span> voce, castagnette e tamburello; <span style="color: #ff0000;">Massimiliano Morabito</span> organetto; <span style="color: #ff0000;">Giancarlo Paglialunga</span> voce e tamburello; <span style="color: #ff0000;">Silvia Perrone</span> alle danze.</p>
<p>Per leggere una approfondita scheda storica sul gruppo  dagli anni ’70 ad oggi – cliccare <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2014/11/12/ti-racconto-il-canzoniere-grecanico-salentino/">qui</a></p>
<p>Questo è il video, girato nel Capo di Leuca, di <span style="color: #993300;"><em>Moi</em></span>, uno dei pezzi più affascinanti di <em><span style="color: #993300;">Canzoniere</span></em></p>
<p><iframe width="625" height="352" src="https://www.youtube.com/embed/f7vNe3jbZiE?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Perch&#233; la Puglia non &#232; solo pizzica e taranta&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 17:52:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[Avetrana]]></category>
		<category><![CDATA[Manduria]]></category>
		<category><![CDATA[Omar Di Monopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Sarah Scazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sarah/ &#8220;Un delitto che va oltre la fiction&#8221; Il cantore del Salento noir Omar Di Monopoli: &#8220;Un delitto che va oltre la fiction, la realtà supera qualsiasi tipo di racconto immaginato. Il dramma porta alla ribalta i paesi umili e dimenticati come Avetrana: realtà di confine che vivono nell&#8217;oblio. Perché la Puglia non è solo pizzica e taranta&#8230;&#8221; &#160; di... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/10/21/perch-la-puglia-non-solo-pizzica-e-taranta/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #993300; font-size: large;"><strong><span style="font-family: Arial;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/10/omar-di-monopoli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1713" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/10/omar-di-monopoli-300x200.jpg" alt="omar-di-monopoli" width="300" height="200" /></a>Sarah/ &#8220;Un delitto che va oltre la fiction&#8221;</span></strong></span></p>
<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Il cantore del Salento noir Omar Di Monopoli: &#8220;Un delitto che va oltre la fiction, la realtà supera qualsiasi tipo di racconto immaginato. Il dramma porta alla ribalta i paesi umili e dimenticati come Avetrana: realtà di confine che vivono nell&#8217;oblio. Perché la Puglia non è solo pizzica e taranta&#8230;&#8221;</span></em></p>
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<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <strong>Maria Carla Rota</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">da <a href="http://www.affaritaliani.it/cronache/salento_noir_di_monopoli201010.html">www.affaritaliani.it</a> del 20 ottobre 2010</span></p>
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<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Lo scrittore <strong>Omar Di Monopoli</strong>, classe 1971, è il cantore del <strong>Salento</strong> noir, inventore del western pugliese e autore della trilogia <span style="color: #ff0000;"><em><strong>Uomini e cani</strong></em></span> (Premio Kihlgren &#8217;07), <span style="color: #ff0000;"><em><strong>Ferro e fuoco</strong></em></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong><em>La legge di Fonzi</em></strong></span> (edita da Isbn). Vive a <strong>Manduria</strong>, pochi chilometri da <strong>Avetrana</strong>, ed è abituato a &#8220;una <strong>Puglia</strong> che non è solo quella &#8216;da cartolina&#8217;, tutta &#8216;pizzica e taranta&#8217;, che le agenzie turistiche vanno vendendo da anni. Io racconto il lato oscuro della mia regione&#8230;&#8221;<span id="more-214"></span>.</span></p>
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<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Ma questa volta la realtà del delitto di <strong>Sarah Scazzi</strong> sembra andare oltre la fiction&#8230;</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">&#8220;Questo è un caso in cui il classico luogo comune della realtà che supera la fantasia si avvera. Nel mio libro &#8220;Uomini e Cani&#8221; uno dei personaggi si nasconde in un tunnel sotterraneo sotto una masseria abbandonata, come quella in cui Misseri ha nascosto il corpo della povera Sarah. Quello che io avevo immaginato come possibile nascondiglio è stato visto con facilità anche da un contadino semi-analfabeta&#8221;.</span></p>
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<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Come la Puglia sta vivendo l&#8217;omicidio?</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">&#8220;C&#8217;è una sensazione di profondo sgomento. Perché oltre all&#8217;orrore insito nella storia, che la accomuna ad altri delitti come quello di Cogne o di Erba, qui c&#8217;è la vicinanza geografica, che scombussola parecchio. Io sono stato spesso attaccato per una visione violenta e cruenta della Puglia, ma tutto questo supera qualsiasi tipo di racconto immaginato. Quello che resta è l&#8217;impatto mediatico&#8221;.</span></p>
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<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">La televisione sembra quasi appropriarsi della realtà&#8230;</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">&#8220;Direi che non c&#8217;è più la tv-verità, ma la verità della tv. Si rincorrono teorie, si susseguono colpi di scena, che sembrano veri solo se accadono in televisione. E la gente è sospinta a far parte di questo grande melodramma mediatico. Ho visto miei concittadini spingere per entrare nell&#8217;inquadratura delle telecamere, quasi non esistessero se non riuscivano ad andare in video. Io vivo a Manduria e conosco Avetrana molto bene. Ho frequentato questo paese per anni, passavo spesso nella strada dove è sparita Sarah, conoscevo di vista la famiglia Misseri. Ma me ne tengo alla larga, come chiunque non voglia entrare in questo teatrino, che fa paura&#8221;.</span></p>
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<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">In che senso?</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">&#8220;Da autoctono vedo rincorrersi questi giornalisti &#8216;santoni dell&#8217;anima&#8217; che scansionano la vita della gente senza aver mai vissuto qui. E&#8217; tutto un grande gioco artificiale nel quale la verità è lontanissima. Non sto mettendo in discussione il fatto che i mass media se ne occupino, ma il modo in cui lo fanno. La tv è colpevole, ma non è l&#8217;unica responsabile. Infatti, di &#8216;turismo dell&#8217;orrore&#8217; si parlava già nel secolo scorso. Nel 1932 negli Stati Uniti il figlio di Lindbergh fu rapito e già allora si ebbe il pellegrinaggio dell&#8217;orrore&#8221;.</span></p>
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<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Che paese è Avetrana?</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">&#8220;Una realtà umile e invisibile. Io dicevo, soprattutto quando ancora non si sapeva della morte di Sarah, che la sua scomparsa era stata preceduta in qualche maniera dalla scomparsa di un&#8217;intera fetta di popolazione meridionale, che è quella che si riconosce in paesini come Avetrana. La Puglia vive una contraddizione enorme da un decennio a questa parte: gli uffici turistici sono stati bravissimi a vendere questo luogo come una sorta di Sud bonificato&#8230; il Salento, la pizzica, la cultura. Però esistono realtà di confine, come Avetrana e migliaia di piccoli paesi, che hanno continuato a vivere nell&#8217;oblio. Erano vent&#8217;anni che non si sentiva parlare di Avetrana, da quando negli Anni Ottanta fu protagonista di una grande battaglia sul nucleare. C&#8217;è una serie sterminata di piccole realtà pugliesi scomparse, e non è possibile che tornino alla ribalta solo per l&#8217;orrore. Una condizione che deve farci pensare&#8221;.</span></p>
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<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">I Misseri che famiglia sono?</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Premetto che il delitto conferma innanzitutto il dato statistico secondo cui questi omicidi avvengono in famiglia, a prescindere dalla vicinanza geografica. Fin dalle prime interviste dei Misseri avevamo avuto il sentore che fosse una questione di info negate, che fossero una famiglia inaffettiva. Emerge un analfabetismo affettivo tra familiari, che è un problema più complesso e generale che va al di là di Avetrana, è il problema di questi tempi. Ora aspettiamo gli sviluppi: ho idea che essendo in mano agli avvocati, alla ricerca di uno sconto della pena, le cose tenderanno a diventare più fumose.</span></p>
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		<title>La bellezza della Puglia vale meno del cemento?</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 22:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Beppe Sebaste da www.unita.it del 15 agosto 2010Se i cittadini si rendessero conto della loro fame di bellezza &#8211; ha scritto lo psicologo James Hillman &#8211; ci sarebbe ribellione per le strade». Ma c’è un partito trasversale del cemento che della politica e dell’economia della bellezza, nella sua miopia o cecità, proprio non si cura. È un tema ovunque... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/08/15/la-bellezza-della-puglia-vale-meno-del-cemento/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <strong>Beppe Sebaste</strong></span></span></p>
<p>da <a href="http://www.unita.it">www.unita.it</a> del 15 agosto 2010<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/08/corteo-ecomafie.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1663" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/08/corteo-ecomafie-300x200.jpg" alt="corteo-ecomafie" width="300" height="200" /></a>Se i cittadini si rendessero conto della loro fame di bellezza &#8211; ha scritto lo psicologo James Hillman &#8211; ci sarebbe ribellione per le strade». Ma c’è un partito trasversale del cemento che della politica e dell’economia della bellezza, nella sua miopia o cecità, proprio non si cura. È un tema ovunque attuale, ma ora riguarda la meravigliosa bellezza del <strong>Salento</strong>, in particolare le cosiddette Serre salentine che da <strong>Specchia</strong> si avvicinano al <strong>capo di Leuca</strong>, la terra dei due mari. Il progetto di superstrada già finanziato dal governo (come fu per la ridicola metropolitana a <strong>Parma</strong>, poi abbandonata), in nome di un’inutile velocità disprezza e rischia di devastare un territorio, già amato dai turisti, che aspetta solo di essere valorizzato per quello che già è, senza</p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span id="more-233"></span></span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">abbellimenti né soprattutto omologarsi a modelli importati.</span></p>
<p>Cammino nell’ultima propaggine delle serre salentine, tra olivi secolari, lecci, macchia mediterranea, piante di mirto e carrubo; costeggio muretti a secco, pietre che cantano e testimoniano una cultura millenaria sedimentata in una placida e laboriosa bellezza, come la terra rossiccia sotto i piedi. Cammino sotto il cielo azzurro sui sentieri di campagna tra <strong>Alessano</strong>, <strong>San Dana </strong>e <strong>Gagliano del Capo</strong> &#8211; alla mia destra la morbida collina in cui sorgeva un villaggio messapico, e oggi lo stupendo borgo di <strong>Montesardo</strong>. Percorro il tragitto virtuale di quell’ultimo pezzo di superstrada che violenterà questa bellezza, e sento angosciosamente incombere sulla testa il peso virtuale del viadotto, 26 piloni di cemento per 12 metri di altezza, più 1 km di terrapieno che cancellerebbe, oltre a tremila alberi di ulivo, l’identità di questo paesaggio. Che cancellerebbe la ragione stessa per cui io e tanti altri ci troviamo qui, in Salento, turisti e amatori, in una terra stupenda la cui identità è inseparabile dal valore della lentezza. È qui che la regione <strong>Puglia</strong>, il Comune di <strong>Alessano</strong> e l’Università del Salento hanno realizzato un «Ecomuseo del Paesaggio», valorizzando i caratteri identitari del territorio col recupero di memorie orali, la Storia e le storie, insieme a visioni, odori, sapori.</p>
<p>A che vale arrivare 5 minuti prima a <strong>Santa Maria di Leuca</strong>, spendendo 100 milioni di euro per 7 devastanti chilometri? Ci pensino, il partito del cemento e i suoi padrini. Abbiamo smarrito la percezione e la consapevolezza dei luoghi, delle pietre, degli alberi, della terra stessa su cui stiamo camminando.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F08%2F15%2Fla-bellezza-della-puglia-vale-meno-del-cemento%2F&amp;linkname=La%20bellezza%20della%20Puglia%20vale%20meno%20del%20cemento%3F" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F08%2F15%2Fla-bellezza-della-puglia-vale-meno-del-cemento%2F&amp;linkname=La%20bellezza%20della%20Puglia%20vale%20meno%20del%20cemento%3F" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F08%2F15%2Fla-bellezza-della-puglia-vale-meno-del-cemento%2F&amp;linkname=La%20bellezza%20della%20Puglia%20vale%20meno%20del%20cemento%3F" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F08%2F15%2Fla-bellezza-della-puglia-vale-meno-del-cemento%2F&amp;linkname=La%20bellezza%20della%20Puglia%20vale%20meno%20del%20cemento%3F" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F08%2F15%2Fla-bellezza-della-puglia-vale-meno-del-cemento%2F&amp;linkname=La%20bellezza%20della%20Puglia%20vale%20meno%20del%20cemento%3F" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F08%2F15%2Fla-bellezza-della-puglia-vale-meno-del-cemento%2F&amp;title=La%20bellezza%20della%20Puglia%20vale%20meno%20del%20cemento%3F" id="wpa2a_16">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/08/15/la-bellezza-della-puglia-vale-meno-del-cemento/">La bellezza della Puglia vale meno del cemento?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Il Salento di Ozpetek. Luce, barocco e cibo</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 07:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Emilio Marrese da Repubblica del 10 marzo 2010 Ci voleva giusto il Salento perché Ferzan Ozpetek abbandonasse il gazometro, onnipresente nei suoi film. Dopo oltre dieci anni, e cinque film girati a Roma, il regista italo-turco è andato a cercare nuove ispirazioni e scenografie in Puglia, dove ha ambientato Mine vaganti, da venerdì nelle sale. «I primi giorni di... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/03/14/il-salento-di-ozpetek-luce-barocco-e-cibo/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/03/14/il-salento-di-ozpetek-luce-barocco-e-cibo/">Il Salento di Ozpetek. Luce, barocco e cibo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #000000; font-size: medium;">di <strong>Emilio Marrese</strong></span></p>
<p>da <strong>Repubblica</strong> del 10 marzo 2010</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/03/locandina-mine-vaganti324.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1589" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/03/locandina-mine-vaganti324-214x300.jpg" alt="locandina-mine-vaganti324" width="214" height="300" /></a>Ci voleva giusto il Salento perché Ferzan Ozpetek abbandonasse il gazometro, onnipresente nei suoi film. Dopo oltre dieci anni, e cinque film girati a Roma, il regista italo-turco è andato a cercare nuove ispirazioni e scenografie in Puglia, dove ha ambientato <span style="color: #000000; font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;"><em>Mine vaganti</em></span>, da venerdì nelle sale. «I primi giorni di riprese senza gazometro &#8211; sta al gioco Ozpetek &#8211; mi sono sentito molto smarrito. È stata come la fine di un matrimonio, quando perdi la testa per un&#8217; altra donna e vai via di casa senza sapere come andrà a finire: emozione e paura sono i due sentimenti che provi. Poi è stato meraviglioso. La Puglia è stata una folgorazione. I luoghi possono essere bellissimi, ma senza le persone giuste non funzionano e i pugliesi mi hanno conquistato. Quando giri in un posto, devi saper ascoltare la città e i suggerimenti che le &#8220;fate&#8221; del film ti mandano». Mine vagantiè anche il primo film in assoluto girato interamente a Lecce, che pure è un set naturale grazie alle facciate dei suoi magnifici palazzi barocchi la cui pietra bianca e porosa, detta qui mazzaro, riflette la luce speciale del Salento. «Dovunque tu metta la cinepresa a Lecce &#8211; afferma il regista &#8211; è una bella i<span id="more-262"></span>nquadratura». Ma Ozpetek ha avuto il merito di non abusare delle cartoline che Lecce offre, se non in un&#8217; affettuosa panoramica finale delle zone più conosciute a partire da Porta Rudiae in via Palmieri. S&#8217; è andato a scovare preziosi angoli nascosti, in qualche caso trasformandoli. Ad esempio la piazzetta Carducci, magicamente allestita per una scena notturna (il litigio tra i fratelli Riccardo Scamarcio e Alessandro Preziosi): «Ho suggerito al sindaco di lasciare la nostra illuminazione in quella piazza. Un regista pugliese forse avrebbe evitato del tutto di inquadrare il Duomo o qualche altro posto più noto, ma a me piacevano molto e la sequenza finale è una specie di saluto alla città, non uno spot». La voglia di Ozpetek di cambiare aria è coincisa con quella della Puglia di esportare la propria, di aria. L&#8217; Apulia Film Commission dal 2007 ha ospitato un centinaio di produzioni erogando l&#8217; anno scorso circa un milione di euro di contributi: per ogni euro finanziato, il ritorno sul territorio è di 9 euro, che salgono a 15 nel caso di film, come questo prodotto da Fandango e Rai, dal budget più importante. Gli interni della casa della famiglia Cantone sono stati girati a Villa Materdomini sulla strada verso Monteroni, una dimora vuota completamente arredata dagli scenografi, mentre i numerosi esterni sono quelli di Casa Famularo nel centro di Lecce in via Paladini. Un palazzetto del Cinquecento con una superba terrazza che affaccia sul giardino privato sovrastato da un monumentale esemplare di ficus magnolioide: un&#8217; atmosfera nobile e un po&#8217; decadente molto suggestiva. La casa di Nicole Grimaudo è stata localizzata in un&#8217; ala disabitata di Palazzo Tamborino, dov&#8217;è l&#8217; atelier del pittore Marco Fiorillo che ha dipinto i quadri di scena. Piazza Sant&#8217;Oronzo, cuore della vita leccese, si intravede solo nella scena in cui padre (Ennio Fantastichini) e figlio (Scamarcio) vannoa sedersi al bar, il Caffè Tito Schipa di via dei Fedele. Ozpetek, nei cui film il cibo ha sempre un rilevante valore estetico e narrativo, ha tratto ispirazione dai manufatti della panetteria Valentina, mentre le scene del pastificio Cantone sono state girate nell&#8217; azienda Pedone sulla Lecce-Maglie. La scena inizialeè stata realizzata nella Masseria Ceppano, nell&#8217; agro di Otranto, un rudere tra gli ulivi che appartiene alla Regione, e l&#8217; unica scena di mareè stata ambientata a Punta della Suina a sud di Gallipoli, pineta e acqua cristallina. Con tutto il rispetto per il gazometro dell&#8217; Ostiense.</span></p>
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		<title>Checco Zalone: tutto &#232; partito con la man&#236;a della sinistra snob per la pizzica</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2009/12/27/checco-zalone-tutto-partito-con-la-mana-della-sinistra-snob-per-la-pizzica/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 13:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dalla D&#8217;Addario a Cassano. La (mia) Puglia al centro del mondo di Pierluigi Battista dal Corriere della Sera del 27 dicembre 2009 La Puglia va di moda. L&#8217;anno che si chiude, il 2009, l&#8217;ha consacrata. E&#8217; diventata meta di un turismo sofisticato che apprezza l&#8217;atmosfera neo-bucolica delle sue masserie. Parla attraverso le gesta e i gesti di Cassano e l&#8217;infinita... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2009/12/27/checco-zalone-tutto-partito-con-la-mana-della-sinistra-snob-per-la-pizzica/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Dalla D&#8217;Addario a Cassano. La (mia) Puglia al centro del mondo</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <em>Pierluigi Battista</em></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">dal Corriere della Sera del 27 dicembre 2009</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2009/12/7243.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1551" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2009/12/7243-300x225.jpg" alt="7243" width="300" height="225" /></a>La Puglia va di moda. L&#8217;anno che si chiude, il 2009, l&#8217;ha consacrata. E&#8217; diventata meta di un turismo sofisticato che apprezza l&#8217;atmosfera neo-bucolica delle sue masserie. Parla attraverso le gesta e i gesti di Cassano e l&#8217;infinita polemica sulla sua (non) convocazione in Nazionale. Si impone nella cronaca istituzional-gossipara con le imprese di Patrizia D&#8217;Addario a Palazzo Grazioli, in quella giudiziaria con le inchieste sul malaffare sanitario, in quella politica come laboratorio delle future alleanze grazie allo scontro tra Emiliano e Vendola. E poi fa il boom sul piano del gusto collettivo, dello spettacolo e dell&#8217;antropologia comica attraverso l&#8217;esplosione di Luca Medici, in arte Checco Zalone: da «che cozzalone»,<span id="more-276"></span> versione pugliese del tamarro, che spopola con i suoi speciali in tv e trionfa al botteghino con il suo «Cado dalle nubi».</span></p>
<p><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">A lei, signor Checco Zalone, il compito di spiegarci come mai la Puglia è diventata quest&#8217;anno così mitopoietica.</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Dicono che uso troppo il turpiloquio, ma &#8220;mitopoietica&#8221; è una parolaccia che non ho mai detto, giuro.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Non è una parolaccia. Vuol dire che la Puglia all&#8217;improvviso è diventato un mito. Fa tendenza. Crea atmosfera. Piace. Come piace lei con le sue parodie e i suoi film in puro stile pugliese.</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Ma io questa mitopoietica la vedevo già con il mio cabaret. A Venezia trovi in prima fila il pugliese. A Milano senti più barese che a Bari. I pugliesi sono dappertutto, pure a Cuneo. Non ho mai sentito un senso di inferiorità. La Puglia ha dato più emigranti di tutti. Non c&#8217;è posto in Italia dove non senti il nostro accento. Certo, solo ora posso fare un film con cui celebrare Polignano, la terra che ha dato i natali a un gigante come Domenico Modugno. Peccato che per colpa dei pugliesi non ho potuto inginocchiarmi davanti alla sua statua in &#8220;Cado dalle nubi&#8221;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">E perché?</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Ma perché si sono messi a litigare il Comune e la famiglia. La famiglia voleva che la statua guardasse il mare. Il Comune non voleva che, guardando il mare, la statua desse le spalle al paese. Tira e molla, tira e molla, questa statua l&#8217;hanno inaugurata due mesi dopo la fine della lavorazione del film. E me la sono presa&#8230;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">No. Non se la doveva prendere. La Puglia sta sempre sulle prime pagine dei giornali.</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Sì, per quattro ragioni almeno.</span></p>
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<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">La prima.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">La prima è questa mania della sinistra snob per la taranta, anzi per la pizzica. Fa tanto folk, fa tanto popolare. Ma è una mistificazione. A loro piace la musica che fa &#8220;popolare&#8221;, ma non sopportano la massa, che non è il popolo come piace a loro: che non danza la taranta, ma va a Capitolo, vicino Monopoli, nel divertimentificio dove un uomo tanto colto e raffinato come Nichi Vendola non metterebbe mai piede. E poi tutti &#8216;sti fricchettoni sono un po&#8217; maleducati. Durante una sagra, quella della lumaca, stavamo provando sul palco e questi ballavano con la loro taranta che fa tanto folk di sinistra. Per questo mi sono incaz.., vabbé mi sono arrabbiato e ho cominciato una pizzica con &#8220;Viva Berlusconi&#8221;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">E nacque la &#8220;Taranta del centrodestra&#8221;. La Gelmini si è arrabbiata?</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">«No, ma quale arrabbiata. Anzi, una sera Ignazio Baldelli, un giovane berlusconiano amico di Francesco Boccia (quello che è stato fregato alle primarie del centrosinistra da Vendola), mi ha detto che dalle sue parti politiche si sono divertiti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">La seconda ragione.</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">L&#8217;aspetto mignottistico.</span></p>
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<p><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">La prego, Zalone.</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">D&#8217;accordo, le donne che fanno quel mestiere e sono diventate famose. Ma le pugliesi dovrebbero essere famose perché sono le migliori. Niente eguaglia la bellezza della salentina, lo dico io che sono straniero di Bari. Ma nel Salento sono le più bone, indiscutibilmente e statisticamente. Mi dispiace il contesto in cui la cosa è avvenuta, tutta quella storia di registrazioni e di lettoni di Putin, ma era doveroso che la Puglia diventasse famosa per una sua femmina. La Puglia dovrebbe andarne fiera, come per la sua arte culinaria.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Le donne, non le femmine, non credo gradiscano.</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">E perché non dovrebbero? No, anzi lo capisco. Capisco anche che Daria Bignardi, che ha avuto la gentilezza di ospitarmi nella sua trasmissione, si sia sentita a disagio per questa mia visione delle cose. Ma io sono un uomo, e un animale, sincero.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">La terza.</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Cassano. Lui è il barese per eccellenza, figlio di Bari e del suo modo di essere. Arrogante, arrogantissimo, arroganza allo stato puro. Schietto e ruspante, barese perfetto. Passionale che piange durante le interviste. Più che meridionale, barese. Il barese crede di essere più furbo e più intelligente di tutti. Con quella faccia, di dove poteva essere uno come Cassano?</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">La quarta.</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Io.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Modesto.</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Pugliese. Arrogante. Figlio del mangiare più buono che c&#8217;è al mondo: le orecchiette, il pesce cucinato in modo inimitabile, riso patate e cozze, burratina, panzerotti, stracciatella, focaccia. Dove si mangia meglio, me lo dica lei col suo mitopoietico? E il paesaggio? Lei sa che tra baresi e leccesi non corre buon sangue, ma mi deve indicare una città più bella di Lecce. Quando vado in Grecia mi dico sempre: Gallipoli è meglio.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">E che è, uno spot della regione.</span></em></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Ma no, è che spesso nei romanzi e nei film si vedono dei lati della Puglia che ci sono, ma non sono tutta la Puglia. Film bellissimi, come quelli di Rubini. O romanzi che mi sono piaciuti, come &#8220;Il passato è una terra straniera&#8221; di Gianrico Carofiglio. Bello, non dico di no, ma a un certo punto, per far vedere a che punto la Puglia sia inquinata dalla criminalità, presenta una bisca clandestina in una nave attraccata in un porto. Ma chi l&#8217;ha vista mai, una cosa del genere. Qui c&#8217;è la rapina, lo scippo, il teppismo di strada nelle zone malfamate, ma non la grande criminalità organizzata. Questa è zona di ceto medio ricco, vestono tutti con la griffe. C&#8217;è più griffe a Bari che a Milano.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Ma da Milano vengono per le vostre masserie, la vostra natura, il vostro paesaggio.</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Pensano di trovare la vita bucolica. E poi costa meno una masseria qui che settanta metri quadri a Milano Lambrate. Bello eh, ma noioso. Forse quando avrò sessant&#8217;anni ci andrò anche io nelle masserie. Adesso preferisco le discoteche di Capitolo schifate dagli amanti della taranta.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Resta il fatto che sinora siete stati in secondo piano rispetto, che so, a Napoli o alla Sicilia. </span><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Perché?</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">E che ne so.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Dica quello che sa.</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Parlo solo delle cose che so. Nell&#8217;ambito della musica, per esempio, forse la colpa è della nostra lingua dura, poco musicale, un po&#8217; sguaiata, non morbida e calorosa come quella napoletana. Anche se un Al Bano se lo scordano. E pure nella comicità. Che vi credevate, che il pugliese erano i vezzeggiativi di Lino Banfi?</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Le piace il trionfo del 2009 pugliese?</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Certo. Mi dispiace solo che per i noti e deprecabili fatti ultimamente il simbolo del trullo è stato messo in secondo piano dal Duomo di Milano. Personalmente sono felice del mio successo. Anche se mia madre ha pubblicamente chiesto &#8220;l&#8217;indennità di figlio famoso&#8221; e un mio fratello esige che gli trovi un lavoro. Meglio la pizzica, quasi quasi.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">per ascoltare la pizzica di centrodestra cliccare <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=370">qui</a></span></p>
</div>
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