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	<title>Vincenzo Santoro &#187; tabacco</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>L’ultima sigaretta. L’Italia dice addio alla Manifattura Tabacchi</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 19:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[canti e racconti di lavoro e di lotta del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[laRepubblica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Era rimasta una sola fabbrica. Chiuderà il 31 dicembre. E con lei scompare anche un pezzo della nostra storia di Paolo Russo da Repubblica del 19 dicembre 2010 Lecce. “Trentuno dicembre 1890. U.S.”. Zeno Cosini avrebbe appuntato così, su suo calendario, l’ultimo dell’anno di oltre un secolo fa. Una data simbolica, l’ideale per una promessa solenne che l’alter ego di... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/12/19/lultima-sigaretta-litalia-dice-addio-alla-manifattura-tabacchi/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><em>Era rimasta una sola fabbrica. Chiuderà il 31 dicembre. E con lei scompare anche un pezzo della nostra storia</em></span></p>
<p>di <strong>Paolo Russo</strong></p>
<p>da <strong>Repubblica</strong> del 19 dicembre 2010</p>
<p><strong><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/07/url-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1963" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/07/url-2-300x154.jpg" alt="url-2" width="300" height="154" /></a>Lecce</strong>. “Trentuno dicembre 1890. U.S.”. Zeno Cosini avrebbe appuntato così, su suo calendario, l’ultimo dell’anno di oltre un secolo fa. Una data simbolica, l’ideale per una promessa solenne che l’alter ego di Italo Svevo non mantenne mai. Il giorno dell’ultima sigaretta (U.S.) fumata.</p>
<p>“Trentuno dicembre 1890. U.S.”. Centoventi anni dopo il giorno dell’ultima sigaretta, infine, è arrivato. Non è il vano giuramento dell’ultimo fumatore incallito ma una data altrettanto simbolica: nella notte di San Silvestro l’Italia produrrà la sua ultima sigaretta. Dal primo gennaio 2011, con la chiusura dello stabilimento di <strong>Lecce</strong>, verrà infatti dimessa l’ultima manifattura italiana del tabacco. Non è solo l’apice del velocissimo tracollo di un settore industriale considerato inaffondabile. Di duecento anni di storia ci restano decine di canti popolari e foto in bianco e nero. La pelle arsa dal sole dei raccoglitori di tabacco. Le foglie gialle stese ad essiccare che dipingevano l’autunno delle campagne.</p>
<p>E le foto delle antiche manifatture, un tempo pullulanti di donne dedite ad arrotolare sigarette con un rapido gesto delle mani, oggi <span id="more-1962"></span>pezzi di archeologia industriale. Ma quella della produzione del tabacco in Italia è anche una storia di di battaglie sindacali e conquideste sociali. «Nel dopoguerra un pezzo della società italiana era interamente costruito intorno alla cultura del tabacco –racconta il sociologo Franco Chiarello-. In particolare in alcune aree del Mezzogiorno, come il Salento, le manifatture tabacchi rappresentavano quello che la Fiat rappresentava per Torino. Con una peculiarità: fu con la lavorazione del tabacco che le donne ottennero un ruolo stabile e importante nel mercato del lavoro». Un diritto conquistato a suon di battaglie, le prime in Italia a vedere come principali o uniche protagoniste le operaie. «Se alcune manifatture costituivano un modello di welfare avanzatissimo, con le prime forme di asili nido aziendali e la pausa dedicata all’allattamento – ricorda ancora Chiarello – in altri opifici le tabacchine si misero a capo di manifestazioni di protesta che in alcuni casi sfociarono nel sangue». A Tricase, in provincia di Lecce, nel 1935 lo sciopero delle operaie della manifattura tabacchi costò la vita a cinque persone.</p>
<p>Le operaie con le mani sporche di tabacco furono anche le prime donne in Italia a conquistare uno scranno in parlamento. Celebre, nella cultura sindacale, è la figura di Adele Bei che da operaio di una manifattura tabacchi di Cantiano divenne l’unica rappresentante femminile dell’Assemblea costituente. Gli eredi di quelle tabacchine sono stati gli oltre cinquemila operai che fino al 2000 lavoravano nelle ventuno manifatture tabacchi di proprietà del Monopolio dello Stato. Già dagli anni Sessanta non erano più le mani delle donne ad arrotolare le bionde. L’industrializzazione aveva cancellato profumi e tradizioni ma aumentato la capacità produttiva. Fino a pochi anni fa l’Italia era considerata uno dei leader mondiali del mercato. L’apice è stato raggiunto nel 2002, quando fu superata la quota di cento miliardi di sigarette prodotte. Cinque miliardi di pacchetti, quasi uno per ogni abitante del pianeta. L’inizio della fine coincise proprio con quella data simbolo. Il governo italiano, dopo aver concentrato in sette manifatture la produzione delle ventuno aziende, mise sul mercato l’intero comparto. Privatizzazione. Una parola che in quel periodo andava di gran moda. Nel 2003 ad aggiudicarsi le fabbriche italiane del fumo fu la British American Tabacco. La potentissima multinazionale delle sigarette, produttrice di trecento marchi tra cui Lucky Strike e Pall Mall, mise sul piatto 2,3 milioni di euro. Il più grande investimento che una società estera abbia mai compiuto in Italia.</p>
<p>Le premesse per la crescita del settore c’erano tutte. E invece la Bat una dopo l’altra ha chiuso o dimesso tutte le fabbriche italiane. Sette manifatture tabacchi chiuse (o destinate ad altro) in sette anni. Gli stabilimenti di Lucca e Cava dei Tirreni sono stati ceduti alla società Menifatture sigaro toscano e oggi non producono più sigarette. Le manifatture di Bologna, Rovereto e Scafati sono state semplicemente chiuse e la stessa fine spetterà il 1 dicembre prossimo a Lecce. In meno di dieci anni l’unica fabbrica di sigarette sulle ventuno presenti in Italia nel 2002 è rimasta quella di Chiaravalle, Ancona, ceduta dalla Bat alla Manifattura italiana tabacchi, una piccola realtà titolare di marchi nostrani per fumatori nostalgici: Futura, Linda e 821. Ma insieme ai prodotti di nicchia sfornati dalla Yesmoke di Torino, oggi copre appena lo 0,3 per cento del mercato italiano. Se nel 2002 le sigarette prodotte in Italia furono 100 miliardi, nel 2011 saranno trecento milioni. Quattro volte meno di un pacchetto a testa per ogni italiano.</p>
<p>Inutile dirlo: ogni chiusura o riconversione di queste sette antiche manifatture accompagnata dalle proteste e dalle lacrime di dipendenti e istituzioni. E ovviamente il bagaglio di storie, testimonianze, ricordi e canti popolari non ha salvato queste realtà dalla logica del mercato.</p>
<p>«Chiudiamo perché c’è un eccesso di produzione nel mondo, chiudiamo perché produrre qui costa più che nel resto del mondo», hanno spiegato a Lecce i dirigenti della British America Tabacco. Ed è stato lo stesso discorso utilizzato in tutte le sette operazioni della piazza italiana. La globalizzazione è riuscita ad annientare un settore industriale che aveva resistito anche alla terribile concorrenza sleale del contrabbando anni Ottanta. «La Bat non ha licenziato nessuno. Tutti i vecchi operai sono stati ricollocati in altre aziende che hanno rilevato e riconvertito i poli industriali delle sigarette», precisano i manager del tabacco. A Lecce gli eredi delle tabacchine lavoreranno in un call center. A Bologna la manifattura tabacchi sarà riconvertita in cittadella della ricerca. Il posto di lavoro è salvo. La memoria, un po’ meno.</p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Per approfondimenti:</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Sulla memoria delle lotte delle tabacchine e sulla &#8220;rivolta di Tricase del 15 maggio 1935&#8243;: </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=7&amp;id_recensione=7"><em>Il Salento levantino. Memoria e racconto del tabacco a Tricase e in Terra d&#8217;Otranto</em></a> (ed. Aramirè 2005)</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Un cd/libro contenente uno spettacolo sugli stessi temi, con i canti del tabacco e delle tabacchine:<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2014/10/29/memorie-della-terra-racconti-e-canti-di-lavoro-e-di-lotta-del-salento-il-cdlibro/"><em> Memorie della terra. Canti e racconti di lavoro e di lotta nel Salento</em></a> (ed. Squilibri 2010)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F12%2F19%2Flultima-sigaretta-litalia-dice-addio-alla-manifattura-tabacchi%2F&amp;linkname=L%E2%80%99ultima%20sigaretta.%20L%E2%80%99Italia%20dice%20addio%20alla%20Manifattura%20Tabacchi" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F12%2F19%2Flultima-sigaretta-litalia-dice-addio-alla-manifattura-tabacchi%2F&amp;linkname=L%E2%80%99ultima%20sigaretta.%20L%E2%80%99Italia%20dice%20addio%20alla%20Manifattura%20Tabacchi" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F12%2F19%2Flultima-sigaretta-litalia-dice-addio-alla-manifattura-tabacchi%2F&amp;linkname=L%E2%80%99ultima%20sigaretta.%20L%E2%80%99Italia%20dice%20addio%20alla%20Manifattura%20Tabacchi" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F12%2F19%2Flultima-sigaretta-litalia-dice-addio-alla-manifattura-tabacchi%2F&amp;linkname=L%E2%80%99ultima%20sigaretta.%20L%E2%80%99Italia%20dice%20addio%20alla%20Manifattura%20Tabacchi" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F12%2F19%2Flultima-sigaretta-litalia-dice-addio-alla-manifattura-tabacchi%2F&amp;linkname=L%E2%80%99ultima%20sigaretta.%20L%E2%80%99Italia%20dice%20addio%20alla%20Manifattura%20Tabacchi" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F12%2F19%2Flultima-sigaretta-litalia-dice-addio-alla-manifattura-tabacchi%2F&amp;title=L%E2%80%99ultima%20sigaretta.%20L%E2%80%99Italia%20dice%20addio%20alla%20Manifattura%20Tabacchi" id="wpa2a_2">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/12/19/lultima-sigaretta-litalia-dice-addio-alla-manifattura-tabacchi/">L’ultima sigaretta. L’Italia dice addio alla Manifattura Tabacchi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Quando “leccesi” era un termine dispregiativo</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 10:40:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[le mie recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[tabacco]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;emigrazione dei lavoratori del tabacco salentini a Civita Castellana di Vincenzo Santoro, 22 novembre 2008 Civita Castellana è una popolosa cittadina della provincia di Viterbo, famosa per la produzione di ceramiche su scala industriale. Subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, alcuni proprietari terrieri locali, sfruttando gli incentivi statali, decisero di introdurre nel territorio circostante la coltivazione del tabacco,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/11/17/quando-leccesi-era-un-termine-dispregiativo/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="color: #000000; text-align: justify; font-family: Arial;">
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-style: italic; color: #ff0000;">L&#8217;emigrazione dei lavoratori del tabacco salentini a Civita Castellana</span></span><br />
di <span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span>, 22 novembre 2008</span></p>
</div>
<div style="color: #000000; text-align: justify; font-family: Arial;">
<p><span style="font-size: small;"><span style="color: #ff0000;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2008/11/leccesicivita1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3221" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2008/11/leccesicivita1-221x300.jpg" alt="leccesicivita1" width="221" height="300" /></a>Civita Castellana </span>è una popolosa cittadina della provincia di Viterbo, famosa per la produzione di ceramiche su scala industriale. Subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, alcuni proprietari terrieri locali, sfruttando gli incentivi statali, decisero di introdurre nel territorio circostante la coltivazione del tabacco, attirati dal miraggio dei lauti guadagni che il sistema dei monopoli poteva garantire loro. Il tabacco però era una coltura difficile, che richiedeva manodopera specializzata, di cui Civita era sprovvista. Questi proprietari decisero </span><span style="font-size: small;">così </span><span style="font-size: small;">di rivolgere la loro attenzione al Salento, dove gente capace di coltivare il tabacco ce n’era tanta, e dove i lavoratori della terra vivevano per la maggior parte in condizioni di povertà e sfruttamento, e quindi potevano essere disposti a spostarsi a Civita in cambio di una prospettiva migliore (anche se non di molto). Cominciò così l’esodo di alcune centinaia di tabacchicultori salentini, che lasciarono i loro paesi d’origine per raggiungere il viterbese, in molti casi portandosi dietro anche le famiglie e formando una piccola comunità di emigranti. Dai civitonici venivano chiamati, un po’ dispregiativamente, “i leccesi”.<br />
Questa storia poco conosciuta, che si inserisce in modo originale nel quadro della grande vicenda migratoria che dal Sud spinse verso il Nord Europa prima, e le città industriali del Nord Italia poi, milioni di contadini meridionali in cerca di un futuro migliore per sé e per i propri figli, è raccontata e analizzata nel bel libro di <span style="font-weight: bold;">Irene Mancini</span>, <span style="font-style: italic; color: #ff0000;">I leccesi a Civita Castellana. Storia di emigrazione e di tabacco</span>, da poco pubblicato dalla Biblioteca Comunale civitonica.<span style="font-style: italic; color: #ff0000;"><span id="more-2081"></span></span><br />
Il volume, risultato di una tesi di laurea in Antropologia presso l’Università La Sapienza di Roma (relatore L. M. Lombardi Satriani), ripercorre le vicende storiche dell’insediamento dei “leccesi” a Civita Castellana, prestando particolare attenzione alle dinamiche della non facile integrazione della comunità di origine salentina all’interno del tessuto sociale civitonico. Il folto gruppo di “stranieri” infatti, diverso per lingua, usi e costumi, e dedito a lavori agricoli faticosi e “degradanti”, che i locali non volevano più fare, venne per molto tempo soggetto a una discriminazione sottile che, se pur non raggiunse mai forme eclatanti, lasciò comunque il segno. In particolare, a Civita, il termine “leccesi”, come sottolinea Alfredo Romano – “leccese” anche lui, originario di Collemeto, attuale attivissimo direttore della Biblioteca &#8211; nella postfazione, «ha sempre avuto una connotazione negativa, come dire: terroni, paria, incivili, negri eccetera».<br />
Nella sua analisi socio-antropologica la Mancini ha usato in maniera puntuale alcune interviste a protagonisti della vicenda analizzata (tra cui lo stesso Alfredo Romano), che, allegate in appendice arricchiscono ulteriormente un volume prezioso, che ci ricorda, per citare il titolo di un fortunato libro di Gian Antonio Stella, di “quando albanesi eravamo noi”.<br />
</span></p>
</div>
<p>Di questa vicenda avevamo parlato nel libro <span style="color: #993300;"><a style="color: #993300;" href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2005/02/21/il-salento-levantino/"><em>Il Salento levantino. Memoria e racconto del tabacco a Tricase e in Terra d’Otranto</em></a></span>, a cura di <span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span> e <span style="color: #ff0000;">Sergio Torsello</span>, Edizioni Aramirè, Lecce 2005, in cui è contenuta una lunga e approfondita intervista, effettuata nel 2002, a Tina Ricchiuto, che da piccola, nell&#8217;immediato dopoguerra, aveva seguito la sua famiglia di lavoratori del tabacco da Tricase, nel Capo di Leuca, verso il viterbese.</p>
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		<title>I leccesi di Civita Castellana</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 16:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Civita Castellana]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.vincenzosantoro.it/2008/11/16/i-leccesi-di-civita-castellana/</guid>
		<description><![CDATA[<p>Sabato 22 novembre 2008 ore 17,00 Aula Consiliare Del Comune, Piazza Matteotti Civita Castellana (VT) presentazione del volume edito dalla Biblioteca Comunale “Enrico Minio” I leccesi a Civita Castellana. Storia di emigrazione e di tabaccodi Irene Mancini Interverranno: &#8211; Massimo Giampieri, Sindaco di Civita Castellana &#8211; Vincenzo Santoro, Responsabile Ufficio Cultura, Sport e Politiche Giovanili dell’Anci &#8211; Irene Mancini, autrice... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/11/16/i-leccesi-di-civita-castellana/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><span style="color: #000000;">Sabato 22 novembre 2008 ore 17,00 </span></span><br style="color: #000000;" /><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">Aula Consiliare Del Comune, Piazza Matteotti<br />
<span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: bold;">Civita Castellana (VT)</span></span></span><br style="color: #000000;" /> <br style="color: #000000;" /><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">presentazione del volume edito dalla Biblioteca Comunale “Enrico Minio” </span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-weight: bold; color: #ff0000; font-style: italic; font-size: medium;">I leccesi a Civita Castellana. Storia di emigrazione e di tabacco</span><br style="color: #000000;" /><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">di <span style="font-weight: bold;">Irene Mancini</span></span><span style="color: #000000;"><span id="more-334"></span> </span><br style="color: #000000;" /><br style="color: #000000;" /><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">Interverranno: </span><br style="color: #000000;" /><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">&#8211; <span style="font-weight: bold;">Massimo Giampieri</span>, Sindaco di Civita Castellana </span><br style="color: #000000;" /><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">&#8211; <span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span>, Responsabile Ufficio Cultura, Sport </span><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">e Politiche Giovanili dell’Anci </span><br style="color: #000000;" /><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">&#8211; <span style="font-weight: bold;">Irene Mancini</span>, autrice del libro </span><br style="color: #000000;" /><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">Coordinerà il bibliotecario <span style="font-weight: bold;">Alfredo Romano</span></span><br style="color: #000000;" /><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Una storia di emigrazione e di tabacco. L&#8217;epopea dei salentini nlla cittadina delle ceramiche viene ripercorsa in un libro, edito dalla biblioteca comunale nell&#8217;ambito della collana &#8220;Ninfeo Rosa&#8221;. Nella prima parte del libro vengono ripercorse le vicende storiche, seguendo l&#8217;ordine cronologico degli eventi; nella seconda la Mancini si sofferma invece sulle problematiche relative ai processi di integrazione nel contesto civitonico: incomprensione e conflittualità, ma anche situazioni di scambio e arricchimento culturale. La terza parte è dedicata ai documenti e alle interviste a leccesi doc, come Alfredo Romano, Gabriella Mariani, Carmina Bruno e la figlia Daniela Caracuta. Proprio Romano, scrittore e bibliotecario, ha curato la postfazione del libro.&#8221;Se è vero che il fenomeno migratorio è finito nel 1975 &#8211; scrive Romano &#8211; forse questo è un libro che esce anche con troppo ritardo. Va dato atto perciò a Irene Mancini di aver riempito un vuoto nella storia di Civita Castellana, perché i leccesi qui immigrati sono stati migliaia e quel fenomeno con tutti i suoi risvolti politici, economici e sociali, doveva prima o poi essere oggetto di studio. Il libro è in parte provocatorio perché affronta questioni mai sollevate che faranno arricciare il naso a qualcuno forse, ma è prima di tutto un contributo alla reciproca comprensione dei due gruppi della comunità, direi quasi a una definitiva &#8216;pacificazione&#8217; non ancora ultimata&#8221;. Romano usa il termine &#8216;leccesi&#8217; piuttosto che &#8216;salentini&#8217;, come sarebbe più appropriato, &#8220;anche se non veniamo proprio dalla città di Lecce, ma dai vari paesi del Salento. Dalla aristocratica Lecce, in verità, qui non è arrivato mai nessuno. In ogni caso rivendico ormai l&#8217;uso del termine &#8216;leccesi&#8217; per identificare i componenti della comunità, perché è così che siamo stati chiamati fin dal nostro arrivo. Lo dico a bella posta, anche se il termine a Civita Castellana ha sempre avuto una connotazione negativa, come dire: terroni, paria, incivili, negri, eccetera&#8221;. Ecco, Romano rivendica quel termine, così come i neri d&#8217;aAmerica rivendicano con orgoglio l&#8217;epiteto di &#8220;negri&#8221;. </span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">&#8220;Oggi la minoranza salentina &#8211; sottolinea il sindaco Gianpieri nell&#8217;introduzione al volume &#8211; è perfettamente integrata nel tessuto cittadino, tanto che resta difficile ormai distinguere un leccese da un civitonico. Per non dire che tanti leccesi, o i loro figli, oggi occupano posti di responsabilità tra la classe dirigente, come pure si sono affermati nel campo artistico e imprenditoriale. Possiamo affermare che i leccesi, come sempre accade con l&#8217;arrivo di nuove culture, hanno portato nuova linfa allo sviluppo economico e sociale della città&#8221;.</span><br style="color: #000000;" /><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">dal </span><span style="font-weight: bold; color: #000000;">Nuovo Corriere Viterbese</span><span style="color: #000000;"> del 10 ottobre 2008</span></p>
</div>
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		<title>Il Salento delle lotte contadine a Galatina e Foggia</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2007/10/22/il-salento-delle-lotte-contadine-a-galatina-e-foggia/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 06:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Arneo]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Aramirè]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Torsello]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
		<category><![CDATA[Tricase]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Due date in Puglia per il progetto &#8220;Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento&#8221;: sabato 27 ottobre, GALATINA, presso la Biblioteca comunale, ore 19,30 domenica 28 ottobre, FOGGIA, Centro Grafico Francescano, Via Manfredonia, prima traversa, ore 19,30 Memorie della terra Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento Testi di Vincenzo Santoro... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/10/22/il-salento-delle-lotte-contadine-a-galatina-e-foggia/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Due date in Puglia per il progetto &#8220;Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento&#8221;:</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">sabato 27 ottobre</span>, <span style="font-weight: bold;">GALATINA</span>, presso la Biblioteca comunale, ore 19,30<span style="font-family: Arial; font-size: small;"><br />
<span style="color: #0000ff;">domenica 28 ottobre</span>, <span style="font-weight: bold;">FOGGIA</span>, Centro Grafico Francescano, Via Manfredonia, prima traversa, ore 19,30</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: bold; color: #800000; font-size: medium;">Memorie della terra</span></span><br />
<span style="font-size: small;"><span style="font-weight: bold; color: #800000; font-style: italic;">Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Testi di <span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span></span><br />
<span style="font-size: small;">Voci narranti: <span style="font-weight: bold;">Vincenzo Santoro</span> e <span style="font-weight: bold;">Anna Cinzia Villani</span></span><br />
<span style="font-size: small;">Canti eseguiti da <span style="font-weight: bold;">Daniele Girasoli</span>, <span style="font-weight: bold;">Maria Mazzotta</span>, <span style="font-weight: bold;">Enrico Noviello</span>, <span style="font-weight: bold;">Anna Cinzia Villani</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/06/salentolevantino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1186" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/06/salentolevantino-247x300.jpg" alt="salentolevantino" width="247" height="300" /></a>Musica e racconto orale si intrecciano in un viaggio nella memoria del lavoro agricolo nel Salento della prima metà del novecento, il periodo storico in cui i contadini, i braccianti e le operaie tabacchine reagirono alle condizioni di odioso sfruttamento con una grande stagione di lotte politiche e sociali, culminate nell’occupazione delle terre del feudo d’Arneo.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Nel corso dello spettacolo, la lettura di alcuni racconti sul lavoro della terra e del tabacco e le lotte contadine nel Salento viene affiancata dall’esecuzione di un vasto repertorio di canti tradizionali del repertorio “politico e sociale”, che contengono espliciti riferimenti alle vicende narrate (tra gi altri: <span style="font-style: italic;">Lu sule calau calau</span>, <span style="font-style: italic;">Fimmene fimmene</span>, <span style="font-style: italic;">La tabbaccara, Canaja canaja</span>, <span style="font-style: italic;">La Ceserina</span>, <span style="font-style: italic;">Le tabbacchine de Aradeo</span>, S<span style="font-style: italic;">cusati amici cari</span>, <span style="font-style: italic;">Il canto dell&#8217;Arneo</span>&#8230;)</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ne emerge un racconto avvincente di una stagione fondamentale per l’emancipazione delle plebi meridionali e per l’affermazione dei diritti civili e sociali nel nostro paese, vista “dal basso”, dalla narrazione viva dei protagonisti.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: bold;">La coltivazione e la lavorazione del tabacco</span>,<span style="font-weight: bold;"> i magazzini</span>, <span style="font-weight: bold;">le maestre</span>, <span style="font-weight: bold;">l&#8217;emigrazione stagionale, la rivolta di Tricase del 15 maggio 1935</span>, <span style="font-weight: bold;">gli scioperi delle tabacchine</span>, <span style="font-weight: bold;">l’occupazione delle Terre dell’Arneo</span>.</span><br />
<span id="more-403"></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;">I volumi da cui sono tratti i racconti: </span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><a href="../../../../pubblicazioni.asp?id_pubb=7&amp;id_recensione=7"><span style="font-style: italic;">Il Salento Levantino. Memoria e racconto del tabacco a Tricase e in Terra d&#8217;Otranto</span></a>, a cura di Vincenzo Santoro e Sergio Torsello, Edizioni Aramirè 2005, raccoglie i risultati di una ricerca sulla memoria storica del lavoro del tabacco nel Salento, a partire dalla tragica vicenda di Tricase del maggio del 1935 &#8211; passata alla storia locale come “la rivolta di Tricase” grazie alle parole di Giuseppe Di Vittorio &#8211; in cui una manifestazione di lavoratori venne repressa nel sangue (cinque morti) dai fascisti e dalla forza pubblica. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><a href="http://www.aramire.it/edizioni/pag013.htm"><span style="font-style: italic;">Una memoria interrotta. Lotte contadine e nascita della democrazia. Il Salento 1944-1951</span></a>, di Grazia Prontera, Edizioni Aramirè 2004, ricostruisce la vicenda straordinaria delle lotte contadine nel Salento negli anni dal 1944 al 1951, culminato nelle vertenze delle tabacchine e nelle occupazioni delle terre, intrecciando la viva voce dei protagonisti con documenti d’archivio inediti e le cronache pubblicate dalla stampa locale e nazionale. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Infine sono utilizzate per lo spettacolo alcune cronache di <span style="font-weight: bold;">Vittorio Bodini </span>sull’occupazione delle terre d’Arneo, tratte da <span style="font-style: italic;">Barocco del sud</span>, Besa editore, Nardò 2004</span></span></p>
</div>
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		<title>Tabacco e tabacchine nella memoria storica</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jan 2002 22:20:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Portelli]]></category>
		<category><![CDATA[Manni Editore]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Torsello]]></category>
		<category><![CDATA[tabacchine]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
		<category><![CDATA[Tricase]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tabacco e tabacchine nella memoria storica. Una ricerca di storia orale a Tricase e nel Salento a cura di Vincenzo Santoro e Sergio Torsello Con una introduzione di Alessandro Portelli Manni Editore 2002 Il libro raccoglie i risultati di una ricerca sulla memoria storica del lavoro del tabacco nel Salento, a partire dalla tragica vicenda di Tricase del maggio del 1935... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2002/01/02/tabacco-e-tabacchine-nella-memoria-storica/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2002/01/61KXFgY45IL.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4189" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2002/01/61KXFgY45IL-215x300.jpg" alt="61KXFgY45IL" width="215" height="300" /></a><span style="color: #993300;"><em>Tabacco e tabacchine nella memoria storica. Una ricerca di storia orale a Tricase e nel Salento</em></span></h3>
<p>a cura di <span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span> e <span style="color: #ff0000;">Sergio Torsello</span></p>
<p>Con una introduzione di <span style="color: #ff0000;">Alessandro Portelli</span></p>
<p>Manni Editore 2002</p>
<p>Il libro raccoglie i risultati di una ricerca sulla memoria storica del lavoro del tabacco nel Salento, a partire dalla tragica vicenda di Tricase del maggio del 1935 &#8211; passata alla storia locale come &#8220;la rivolta di Tricase&#8221; grazie alle parole di Giuseppe Di Vittorio &#8211; in cui una manifestazione di lavoratori venne repressa nel sangue (cinque morti) dai fascisti e dalla forza pubblica.</p>
<p>Dalle 36 interviste effettuate per la ricerca emerge un &#8220;racconto polifonico&#8221; sulle condizioni di vita e di lavoro nel Salento nel ventesimo secolo.</p>
<p>Arricchisce il volume una appendice sui repertori musicali emersi durante la ricerca &#8211; a cura di Roberto Raheli &#8211; che riguardano il lavoro, il tabacco e il carcere di San Francesco a Lecce, dove vennero rinchiusi molti dei partecipanti alla &#8220;rivolta di Tricase&#8221;.</p>
<p><a href="http://Storia orale per un Salento storico (Prefazione di Alessandro Portelli)">introduzioneportelli_Tabacco_e_tabacchine</a></p>
<h4>Recensioni</h4>
<ul>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2004/11/22/i-ribelli-del-levantino-e-la-memoria/">I ribelli del Levantino e la memoria</a><br />
di Selene Pascarella<br />
da www.gazzettapolitica.it, 22/11/2004</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2003/11/28/in-un-libro-le-storie-delle-tabacchine/">In un libro le storie delle tabacchine</a><br />
di Rina Durante<br />
dal Corriere del Mezzogiorno, 28/11/2003</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2003/11/12/la-tarantola-del-regime-che-morse-le-tabacchine-2/">La tarantola del regime che morse le tabacchine</a><br />
di Emilio Franzina<br />
da il manifesto, 12/11/2003</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2003/11/11/tricase-1935-la-strage-del-tabacco/">Tricase 1935, la strage del tabacco</a><br />
di Alessandro Portelli<br />
da l’Unità, 11/11/2003</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2003/06/08/tabacco-e-tabacchine-nella-memoria-storica-2/">Tabacco e tabacchine nella memoria storica</a><br />
di Vincenzo Santoro e Sergio Torsello<br />
da carta.org, 08/06/2003</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2004/04/01/tabacco-e-tabacchine/">Tabacco e tabacchine</a><br />
da Qui Salento, 01/04/2003</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2003/03/06/storia-dellacait-e-tricase-cosi-unindustria-si-fece-simbolo/">Storia dell’Acait e Tricase, così un’industria si fece simbolo</a><br />
da La Gazzetta del Mezzogiorno, 06/03/2003</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2002/12/28/tricase-rilegge-lantica-storia-delle-tabaccaie/">Tricase rilegge l’antica storia delle tabaccaie</a><br />
di Antonella Gaeta<br />
dalla Repubblica di Bari, 28/12/2002</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2002/12/28/riflettori-sullacait-un-secolo-dopo/">Riflettori sull’Acait, un secolo dopo</a><br />
di Antonio Andrea Ciardo<br />
da La Gazzetta del Mezzogiorno, 28/12/2002</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2002/01/09/storie-di-tabacco-e-di-tabacchine/">Storie di tabacco e di tabacchine</a><br />
di Luigi Lezzi<br />
da Paese Nuovo (inserto pugliese de l’Unità), 09/01/2002</li>
</ul>
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