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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Riflessioni sulla Notte della Taranta</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Oltre la spettacolarizzazione: quale futuro per la Notte della Taranta?</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2026 07:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un nuovo contributo al dibattito aperto da LeccePrima: oltre le polemiche stagionali sul Concertone e sul ruolo della Rai, la questione diventa il progetto culturale complessivo. Archivi, ricerca, formazione e memoria: che è stato fatto, in quasi 30 anni? di Vincenzo Santoro, da Lecceprima.it del 10 settembre 2026 Dopo il concertone finale della Notte della Taranta 2026, il 29-mo della... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2026/09/13/oltre-la-spettacolarizzazione-quale-futuro-per-la-notte-della-taranta/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/09/Sayf.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4904" src="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/09/Sayf-300x169.jpg" alt="Sayf" width="300" height="169" /></a>Un nuovo contributo al dibattito aperto da LeccePrima: oltre le polemiche stagionali sul Concertone e sul ruolo della Rai, la questione diventa il progetto culturale complessivo. Archivi, ricerca, formazione e memoria: che è stato fatto, in quasi 30 anni?</em></p>
<p>di Vincenzo Santoro, da <a href="https://www.lecceprima.it/attualita/notte-della-taranta-futuro-spettacolarizzazione-progetto-culturale.html?fbclid=IwY2xjawUTKGZwZG9mBWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR69BKC1IWyCpTxIm3hkNCRlYpkd27r1XLadeBZmRQXCluIcx-yYxy3eyFuUBg_aem_0yNm9wToINZqPqtoWsLeOQ">Lecceprima.it del 10 settembre 2026</a></p>
<p>Dopo il concertone finale della Notte della Taranta 2026, il 29-mo della serie, si è riaperta la consueta discussione sulla spettacolarizzazione della tradizione popolare salentina e sul ruolo della televisione, e in particolare della Rai, nella costruzione dell’evento. È un confronto che, come negli anni passati, ha coinvolto – soprattutto sui social – pubblico, intellettuali e rappresentanti delle istituzioni, fino a tradursi, in alcuni casi, nella richiesta di un profondo ripensamento della manifestazione.</p>
<p>Un dibattito di questa intensità non sorprende, dal momento in cui non ci troviamo semplicemente di fronte a uno spettacolo musicale, ma a una iniziativa che interviene su repertori nei quali una parte significativa della popolazione salentina (ma anche, su un piano diverso, cospicui gruppi di appassionati “forestieri”) riconosce un tratto della propria identità, legato al rapporto con la propria terra, alla memoria familiare e comunitaria e alla storia culturale del territorio.</p>
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<p>È proprio questa densità di significati a rendere inevitabilmente problematico il rapporto tra la tradizione codificata e il grande spettacolo. Da una parte c’è l’esigenza di innovare, contaminare, coinvolgere un pubblico sempre più ampio; dall’altra, l’aspettativa di chi, proprio attraverso quel palco, vuole vedere rappresentata una certa idea della tradizione salentina, considerata autentica, o comunque percepita come tale. Esigenze non necessariamente inconciliabili, ma tra le quali diventa sempre più difficile trovare un punto di equilibrio.</p>
<p>A tutto questo si è aggiunto, negli ultimi anni, il peso crescente della Rai e, più in generale, delle logiche proprie della televisione generalista, con i suoi tempi, i suoi linguaggi e le sue modalità di costruzione dello spettacolo. La dimensione televisiva non si limita infatti ad ampliare la platea del Concertone, ma finisce inevitabilmente per condizionarne la scaletta e le forme attraverso le quali musica e danza vengono portate sul palco di Melpignano. Questo si riflette anche nelle scelte artistiche e, in particolare, nella presenza di ospiti che talvolta producono contraddizioni difficili da ricomporre. Emblematica, da questo punto di vista, è stata nel 2019 la scelta di Belén Rodríguez come conduttrice della diretta televisiva; ma altrettanto straniante, sia pure su un piano diverso, nel 2024 l’esibizione di Geolier.</p>
<h2>Un dibattito “stagionale”</h2>
<p>Confesso però di trovare sempre meno interessanti tali dibattiti “stagionali”. La polemica sulla spettacolarizzazione poteva avere un senso nei primi anni, quando si era ancora in una fase di sperimentazione e ci si poteva interrogare sul rapporto tra una tradizione musicale locale e la sua trasformazione in un grande evento di massa. Oggi, piaccia o no, la Notte della Taranta ha assunto strutturalmente una dimensione nazionale e internazionale nella quale la costruzione dello spettacolo costituisce inevitabilmente un elemento decisivo, difficilmente reversibile anche qualora vi fosse la volontà della direzione artistica e degli altri attori istituzionali coinvolti. Una volontà che, peraltro, non mi pare particolarmente plausibile: è difficile immaginare che si rimetta radicalmente in discussione un modello che, almeno sul piano della visibilità e della promozione territoriale, ha dimostrato una notevole efficacia. Forse si potrebbero limitare alcuni aspetti più spiccatamente commerciali e provare a guardare verso linguaggi più raffinati e percorsi di ricerca artistica (magari in quella direzione “mediterranea” più volte annunciata), come in qualche modo è stato in passato: ma questo comporterebbe quasi certamente una perdita di interesse da parte della Rai, un “indietro tutta” sulla cui praticabilità reale ho moltissimi dubbi.</p>
<h2>Qual è il progetto culturale complessivo?</h2>
<p>A mio parere, sarebbe invece molto più importante – e più utile – allargare lo sguardo e interrogarsi criticamente sul progetto culturale complessivo che è stato, o non è stato, sviluppato intorno alla Notte della Taranta.</p>
<p>Va ricordato, innanzitutto, che il grande concerto di Melpignano esisteva già prima della nascita della Fondazione. Quest’ultima è stata costituita nel 2008, su iniziativa degli enti pubblici territoriali, con una missione che andava ben oltre l’organizzazione dello spettacolo. Il nucleo del progetto originario era proprio la creazione di un soggetto capace di occuparsi in maniera organica del patrimonio etnomusicale del Salento: ricerca e documentazione, formazione, conservazione e trasmissione della memoria, produzione culturale e valorizzazione del patrimonio, accanto naturalmente alla realizzazione degli eventi.</p>
<p>È soprattutto su questo terreno che, a mio giudizio, sarebbe necessario fare oggi un bilancio. Se qualcuno volesse studiare seriamente la tradizione musicale salentina e pugliese, a chi dovrebbe rivolgersi? Dove potrebbe trovare una biblioteca specializzata, un archivio strutturato, una raccolta organica delle fonti sonore e audiovisive, una documentazione sistematica sulle tradizioni musicali del territorio e su un fenomeno storicamente complesso come il tarantismo?</p>
<p>E ancora: quali sono oggi i luoghi della formazione e della trasmissione? Quali strutture permanenti consentono alle nuove generazioni di conoscere la storia di queste musiche, i repertori, gli strumenti, le tecniche esecutive e i contesti sociali e culturali nei quali quelle pratiche sono nate e si sono trasformate? Sono domande che rimangono in larga misura aperte. Ed è forse proprio qui, più che nella ricorrente discussione sulla maggiore o minore “autenticità” del Concertone, che andrebbe cercato il nodo più problematico dell’esperienza della Notte della Taranta: nella distanza tra la capacità acquisita di produrre e comunicare un grande evento e la costruzione, assai più difficile, di infrastrutture culturali permanenti destinate a studiare, conservare, trasmettere e rielaborare criticamente il patrimonio sul quale quell’evento continua a fondarsi.</p>
<h2>Cosa può crescere accanto al Concertone?</h2>
<p>Non penso che la soluzione sia ridimensionare la Notte della Taranta, né tantomeno contrapporre il Concertone alla tradizione. Al contrario, il successo raggiunto dalla manifestazione rappresenta una risorsa straordinaria.</p>
<p>La Fondazione dovrebbe essere molto più di una macchina organizzativa del Festival e del Concertone: un soggetto culturale capace di attivare e dare continuità a queste funzioni.</p>
<p>È una questione che, del resto, risale alle “origini” del movimento culturale sorto intorno alla ri-valorizzazione delle tradizioni musicali locali, quando, per iniziativa di un gruppo un po’ visionario di musicisti, operatori culturali e amministratori pubblici, nacque – nel 1997, dopo lungo lavorìo – l’Istituto Diego Carpitella, proprio per costruire nel Salento un centro culturale capace di mettere insieme ricerca, documentazione, produzione e divulgazione delle culture popolari.</p>
<p>Quel nodo si ripropone oggi con ancora maggiore forza, dopo quasi trent’anni di esperienza e diciotto anni di attività della Fondazione, nata anche per dare maggiore solidità e continuità istituzionale a quelle idee. Il progetto culturale più ampio che era stato immaginato allora continua a essere un obiettivo non raggiunto. O, per usare un’espressione più incisiva del compianto Sergio Torsello, una “promessa tradita”.</p>
<h2>Interrogarsi sul rapporto fra patrimonio culturale e turismo</h2>
<p>Per questo credo che il dibattito, per essere utile, debba cambiare prospettiva. Il problema non è più soltanto dimostrare che il Concertone funziona o intrattenersi sulla qualità delle esibizioni degli ospiti più noti, magari sulla base di conoscenze insufficienti del patrimonio musicale su cui si interviene o, peggio ancora, dei propri gusti personali. Occorre piuttosto tradurre il successo della manifestazione in una politica culturale più ampia, che investa sulla conoscenza oltre che sulla promozione, sulla formazione oltre che sull’intrattenimento, sulla conservazione della memoria oltre che sulla sua rappresentazione spettacolare.</p>
<p>Questo significa in primo luogo, e vale la pena ribadirlo, costruire luoghi e strumenti permanenti: archivi, biblioteche e centri di documentazione; percorsi di ricerca e formazione; attività rivolte alle scuole; residenze artistiche; occasioni di confronto tra studiosi, musicisti e comunità locali. Significa anche affrontare il rapporto tra patrimonio e turismo. Se la Notte della Taranta è diventata uno dei principali strumenti attraverso cui il Salento si presenta all’esterno, occorre fare in modo che questa enorme capacità di attrazione contribuisca a generare forme di turismo culturale più consapevoli e diffuse sul territorio, fondate su una conoscenza della storia culturale che non si esaurisca in una sua rappresentazione immediata e modaiola, semplificata e poco rispettosa delle complessità che l’hanno attraversata.</p>
<p>Il soggetto naturalmente chiamato a promuovere un progetto di questo tipo sarebbe la Fondazione, costituita e sostenuta attraverso rilevanti risorse pubbliche anche per perseguire finalità che vanno oltre la realizzazione del Festival e del Concertone. Se, tuttavia, dovesse confermarsi l’indisponibilità a lavorare in tale direzione, sarebbe forse arrivato il momento di valutare la necessità di nuovi soggetti e nuove strategie che possano raccogliere e sviluppare quelle funzioni rimaste finora in larga misura incompiute.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il dibattito sulla Notte della Taranta: «Ripensare lo scopo della Fondazione»</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 06:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sergio Torsello]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Intervista a Vincenzo Santoro di Felice Blasi, L&#8217;Edicola 8 settembre 2025 Dopo il concerto finale della Notte della Taranta di Melpignano dello scorso 23 agosto si è aperta una discussione sulla spettacolarizzazione della tradizione popolare salentina, e sul ruolo della Rai, che ha coinvolto pubblico, intellettuali, figure istituzionali. Alcuni hanno sollecitato un profondo ripensamento di quell’evento. Al dibattito non si... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2025/09/16/il-dibattito-sulla-notte-della-taranta-ripensare-lo-scopo-della-fondazione/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2025/09/544789332_10163232901000349_1038503614449298906_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4748" src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2025/09/544789332_10163232901000349_1038503614449298906_n-300x204.jpg" alt="544789332_10163232901000349_1038503614449298906_n" width="300" height="204" /></a>Intervista a Vincenzo Santoro</p>
<p>di Felice Blasi, L&#8217;Edicola 8 settembre 2025</p>
<p>Dopo il concerto finale della Notte della Taranta di Melpignano dello scorso 23 agosto si è aperta una discussione sulla spettacolarizzazione della tradizione popolare salentina, e sul ruolo della Rai, che ha coinvolto pubblico, intellettuali, figure istituzionali. Alcuni hanno sollecitato un profondo ripensamento di quell’evento. Al dibattito non si è sottratta la Fondazione Notte della Taranta, che in un comunicato del 26 agosto ha sollecitato un «confronto tra opinioni diverse: il nostro compito è ascoltare tutti e provare a migliorare, anno dopo anno. Come fenomeno culturale, la Notte della Taranta interpella questo territorio e la sua classe dirigente su diversi livelli». Oggi interviene Vincenzo Santoro, responsabile del Dipartimento Cultura, Turismo e Agricoltura dell’Associazione dei Comuni Italiani (ANCI), studioso e organizzatore da molti anni di iniziative sulle musiche e le culture popolari del Mezzogiorno.</p>
<p><strong>Partiamo dalla frequente polemica sulla spettacolarizzazione, cosa ne pensi? </strong></p>
<p>«Penso che i buoi sono abbondantemente scappati, nel senso che è una polemica che poteva avere un senso vent’anni fa. Ormai l’evento Notte della Taranta ha una sua autonomia e una storia quasi trentennale in cui la costruzione dello spettacolo è il tema decisivo. Diciamo che forse negli ultimi anni si è spinto verso forme più nazionalpopolari, anche attraverso la televisione, però va detto che fin dall’inizio il concertone era un evento. Si può discutere sulle modalità di fare spettacolarizzazione, ma se prendiamo la Notte della Taranta come spot etnomusicale del Salento e della Puglia, come macchina di promozione territoriale, funziona perfettamente. Il problema è che ovviamente questo non può bastare».</p>
<p><strong>In che senso? </strong></p>
<p>«Qui entriamo nelle contraddizioni di un evento che incide sulla tradizione musicale locale, tema che è sentito da moltissimi come identitario, che sta al cuore dell’attaccamento delle persone alla terra, alla storia culturale del loro territorio, in un processo tipico di patrimonializzazione, come lo chiamano gli antropologi. E quindi l’evento deve anche rispondere alle aspettative di chi vuole vedere rappresentata questa essenza, vera o presunta, sul palco. Poi c’è l’altro vincolo della televisione generalista che impone un po’ la scaletta e il modo di portare certe cose sul palco. Questo rapporto tra esigenze diverse genera quelle contraddizioni che ci obbligano a non dare letture troppo semplicistiche di questo fenomeno».</p>
<p><strong> Cosa suggerirebbe in questa discussione pubblica? </strong></p>
<p>«Io ritengo che sia necessario innanzitutto distinguere tra Festival e Fondazione Notte alla Taranta. Voglio ricordare che il concertone si faceva già prima, anche quando la Fondazione non c’era. La Fondazione nacque dopo un lunghissimo dibattito in cui ci si interrogava su quali scopi dovesse servire. E la risposta fu che avrebbe dovuto incentivare e realizzare tutti tutti gli aspetti culturali, oltre allo spettacolo del concertone. Di tutta questa attività che si sarebbe dovuta fare non c’è traccia. Se qualcuno volesse studiare la tradizione musicale salentina e pugliese, dove va? Chi si occupa di formazione? La famosa biblioteca storica sulla musica e sul tarantismo di cui si parlava allora, ancora non esiste. Sergio Torsello parlava di un ecomuseo del tarantismo, un luogo per un turismo culturale di un certo tipo. Non c’è niente di tutto questo. Ci sono tutta una serie di temi per cui la Notte della Taranta è nata e per cui era nato ancora prima l’Istituto Carpitella, da cui parte tutto. Quando fu fondato, l’Istituto Carpitella era considerato una costola dell’Istituto De Martino di Sesto Florentino, e non a caso era presente Ivan della Mea che nel 1996 era direttore di qu ell ’istituto. Sono passati quasi 30 anni, l’idea era allora di realizzare un centro culturale che facesse tutte queste cose. Sergio Blasi, come avete ricordato su queste pagine, si dimise dieci anni fa dicendo che non aveva creato la Fondazione perché si limitasse a fare il concertone e il festival. C’era un progetto culturale più ampio di cui non si vedevano le tracce dieci anni fa e non si vedono ancora oggi. Io proverei a riportare la discussione intellettuale e politica su questo, perché qui le responsabilità ci sono, investimenti ne sono stati fatti, però i risultati stento a vederli».</p>
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		<title>Tarantule, quo vadis? Gli interventi</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Nov 2021 17:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo qui alcuni fra gli interventi principali della giornata di studi e riflessione Tarantule, quo vadis? , svolta a Lecce presso il Convitto Palmieri il 6 novembre 2021, organizzata da Andrea Carlino (storico, Univ. di Ginevra), Brizio Montinaro (studioso e attore), Vincenzo Santoro (studioso), con il patrocinio di: Università di Ginevra, Istituto Ernesto de Martino, Circolo Gianni Bosio, Blogfoolk Magazine, Associazione culturale Patr’Act-Italia, come occasione di confronto e discussione sul destino del patrimonio... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/11/21/tarantule-quo-vadis-gli-interventi/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/10/unnamed.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3987" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/10/unnamed-300x225.jpg" alt="unnamed" width="300" height="225" /></a>Pubblichiamo qui alcuni fra gli interventi principali della giornata di studi e riflessione <span style="color: #ff0000;"><strong><em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2021/10/12/tarantule-quo-vadis-il-programma-del-convegno/">Tarantule, quo vadis?</a></em></strong></span> , svolta a Lecce presso il Convitto Palmieri il 6 novembre 2021, organizzata da <span style="color: #ff0000;">Andrea Carlino</span> (storico, Univ. di Ginevra), <span style="color: #ff0000;">Brizio Montinaro</span> (studioso e attore), <span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span> (studioso), con il patrocinio di: Università di Ginevra, Istituto Ernesto de Martino, Circolo Gianni Bosio, Blogfoolk Magazine, Associazione culturale Patr’Act-Italia, come occasione di confronto e discussione sul destino del patrimonio culturale e musicale del Salento, con particolare riferimento a quella che viene vista come una &#8220;deriva&#8221; mercificatoria della Fondazione Notte della taranta, che ha avuto il suo culmine nel Concertone di quest&#8217;anno trasmesso in differita sulla Rai. Su tali argomenti come è noto oltre 200 persone hanno firmato un <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2021/09/29/taranta-lappello-a-emiliano-e-bray/">appello di protesta</a> contro ciò che, dai firmatari, è considerata una vera e propria &#8220;svendita&#8221;.</p>
<p>Per ascoltare o leggere gli interventi cliccare sui titoli.</p>
<p><em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/11/Tarantule-quo-vadis-Una-breve-introduzione-e-due-schemini.pdf">Tarantule-quo-vadis-Una-breve-introduzione-e-due-schemini</a> </em>di Andrea Carlino</p>
<p><em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/11/Il-movimento-della-pizzica-e-la-politica-culturale-delle-istituzioni-locali-un-rapporto-problematico.pdf">Il movimento della pizzica e la politica culturale delle istituzioni locali- un rapporto problematico</a> </em>di Vincenzo Santoro</p>
<p><em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=WICaOPXgjZQ">POPsessioni. Rappresentazioni mediatiche ed emozioni patrimoniali</a></em>, Letizia Bindi, UniMolise</p>
<p><em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=XpEn8kozwnQ&amp;list=PLJLrSR5cyFmDyENyAjLP9VIJ15UqZP5xA&amp;index=6">Sugli usi del folklore</a></em> &#8211; Eugenio Imbriani (Uni Salento)</p>
<p><em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=b--w6s9WNq8">Rinascita del dialetto: reggae salentino, la Taranta del XXI secolo</a></em> &#8211; Nandu Popu (musicista)</p>
<p><em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/11/AC-BP-La-festa-e-la-banca.pdf">La festa e la banca</a> </em>&#8211; Andrea Carlino e Berardino Palumbo (Uni Messina)</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=aejk-4-ut3c">Intervento di Leandro Ventura</a>, direttore dell&#8217;Istituto Centrale per il Patrimonio Culturale Immateriale del Ministero della Cultura</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F11%2F21%2Ftarantule-quo-vadis-gli-interventi%2F&amp;linkname=Tarantule%2C%20quo%20vadis%3F%20Gli%20interventi" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F11%2F21%2Ftarantule-quo-vadis-gli-interventi%2F&amp;linkname=Tarantule%2C%20quo%20vadis%3F%20Gli%20interventi" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F11%2F21%2Ftarantule-quo-vadis-gli-interventi%2F&amp;linkname=Tarantule%2C%20quo%20vadis%3F%20Gli%20interventi" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F11%2F21%2Ftarantule-quo-vadis-gli-interventi%2F&amp;linkname=Tarantule%2C%20quo%20vadis%3F%20Gli%20interventi" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F11%2F21%2Ftarantule-quo-vadis-gli-interventi%2F&amp;linkname=Tarantule%2C%20quo%20vadis%3F%20Gli%20interventi" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F11%2F21%2Ftarantule-quo-vadis-gli-interventi%2F&amp;title=Tarantule%2C%20quo%20vadis%3F%20Gli%20interventi" id="wpa2a_6">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/11/21/tarantule-quo-vadis-gli-interventi/">Tarantule, quo vadis? Gli interventi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Tarantule, quo vadis? Il programma del convegno</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2021/10/12/tarantule-quo-vadis-il-programma-del-convegno/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2021 06:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il 6 Novembre 2021, a partire dalle ore 15 e sino a sera al Convitto Palmieri di Lecce, si svolgerà la giornata di studi, riflessione e musica Tarantule, quo vadis?. Una quindicina di studiosi, esperti e attori della scena artistica salentina animeranno l’iniziativa articolata in tre momenti: un convegno scientifico in cui si discuterà del destino del patrimonio immateriale del... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/10/12/tarantule-quo-vadis-il-programma-del-convegno/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/10/unnamed.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3987" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/10/unnamed-300x225.jpg" alt="unnamed" width="300" height="225" /></a>Il 6 Novembre 2021, a partire dalle ore 15 e sino a sera al Convitto Palmieri di Lecce, si svolgerà la giornata di studi, riflessione e musica <span style="color: #ff0000;"><strong>Tarantule, quo vadis</strong></span>?. Una quindicina di studiosi, esperti e attori della scena artistica salentina animeranno l’iniziativa articolata in tre momenti: un convegno scientifico in cui si discuterà del destino del patrimonio immateriale del Salento (dal grico allo spettacolo dal vivo); una tavola rotonda di confronto con autorità istituzionali e culturali; un gran finale di musica, improvvisata in acustico da esponenti di rilievo della scena musicale salentina. La giornata è stata organizzata da<span style="color: #993300;"> Andrea Carlino</span> (storico, Univ. di Ginevra),<span style="color: #993300;"> Brizio Montinaro</span> (studioso e attore), <span style="color: #993300;">Vincenzo Santoro</span> (studioso), con il patrocinio di: <span style="color: #993300;">Università di Ginevra</span>,<span style="color: #993300;"> Istituto Ernesto de Martino</span>, <span style="color: #993300;">Circolo Gianni Bosio</span>, <span style="color: #993300;">Blogfoolk Magazine</span>, <span style="color: #993300;">Associazione culturale Patr’Act-Italia</span>.</p>
<p>L’incontro del 6 novembre vuole essere un’occasione di confronto e discussione sul destino del patrimonio culturale e musicale del Salento dopo essere stati testimoni il 28 agosto 2021 di quanto è accaduto sul palco di Melpignano in occasione del Concertone della Notte della Taranta. Circa 200 persone hanno firmato un <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2021/09/29/taranta-lappello-a-emiliano-e-bray/">appello di protesta</a> contro ciò che, dai firmatari, è giudicato uno scempio e la mercificazione del patrimonio immateriale del Salento, appello battuto dalle agenzie il 27 settembre e che ha avuto una larga eco nei media. Nell’appello si chiedeva un confronto con la Fondazione Notte della Taranta e con la Regione Puglia che eroga gran parte delle risorse necessarie alla fondazione per le sue attività musicali e culturali.</p>
<p>Anche a causa del silenzio di questi interlocutori istituzionali, gli organizzatori, sostenuti da moltissimi firmatari dell’appello, hanno organizzato la giornata di studi riflessione e musica “Tarantule, quo vadis?”.</p>
<p>Il programma del Convegno</p>
<p>Giornata di studio, riflessione e musica</p>
<p><em><span style="color: #ff0000;"><strong>Tarantule, quo vadis? Istituzioni, musica e ricerca sul patrimonio immateriale del Salento</strong></span></em></p>
<p>LECCE, 6 novembre 2021, Convitto Palmieri : convegno e tavola rotonda 15h00-19h30. A seguire festa a musica.</p>
<p>ORGANIZZAZIONE : A. Carlino, B. Montinaro, V. Santoro.</p>
<p>PARTNERS : Istituto de Martino, Circolo Gianni Bosio, iEH2, Patr’Act, Blogfoolk Magazine.</p>
<p>Diretta Facebook: <a href="https://fb.me/e/41XpN5x4T?ti=wa">https://fb.me/e/41XpN5x4T?ti=wa</a></p>
<p>La giornata è aperta al pubblico. Per le vigenti norme sulla pandemia COVID-19, è necessario il GREEN PASS per accedere alla sala del convegno e/o partecipare alla festa.</p>
<p>PROGRAMMA</p>
<p><strong>Andrea Carlino</strong>, Presentazione del convegno: <em>Tarantule, quo vadis?</em></p>
<p>Sessione 1 &#8211; <span style="color: #ff0000;"><em>Lingua, musica e danza </em></span></p>
<p><strong>Sandro Cappelletto</strong> (giornalista e scrittore) &#8211; <em>Resilienza e ripartenza di un progetto perduto</em>. <strong>Alessandro Portelli</strong> (Circolo G. Bosio) – <em>Cultura, ricerca e politica nella musica popolare</em>. Nandu Popu (musicista) – <em>Rinascita del dialetto: reggae salentino, la Taranta del XXI secolo</em>. <strong>Brizio Montinaro</strong> (attore e studioso) –<em> Grico: Salento -&gt; Europ</em>a. <strong>Maristella Martella</strong> (danzatrice) – <em>La nuova danza tra tradizione e contemporaneità</em>.</p>
<p>Sessione 2 &#8211; <span style="color: #ff0000;"><em>Usi e abusi del patrimonio culturale immateriale</em> </span></p>
<p><strong>Bernadino Palumbo</strong> (Uni Messina) e <strong>Andrea Carlino</strong> (Uni Ginevra) &#8211; <em>La festa e la banca</em>. <strong>Letizia Bindi</strong> (Uni Molise) – <em>POPsessioni. Rappresentazioni mediatiche ed emozioni patrimoniali.</em><strong> Eugenio Imbriani</strong> (Uni Salento) – <em>Sugli usi del folklore</em>. <strong>Antonio Fanelli</strong> (Uni Roma1 e Ist. Ernesto de Martino) – <em>L’eredità di de Martino e il patrimonio immateriale</em>. <strong>Vincenzo Santoro</strong> (studioso) – <em>Il movimento della pizzica e la politica culturale delle istituzioni locali</em>.</p>
<p>Tavola rotonda Il futuro è ora : <em>che ne facciamo del patrimonio culturale immateriale del Salento</em> ?</p>
<p>Partecipano : <strong>Vincenzo Santoro</strong> (co-organizzatore del convegno), <strong>Leandro Ventura</strong> (Dir. dell’Istituto Centrale Patrimonio Immateriale, MiC), <strong>Raffaele Gorgoni</strong> (giornalista e ex-Vice Pres Fondazione NdT), <strong>Stefano Cristante</strong> (docente UniSalento), <strong>Fabio Pollice</strong> (Rettore UniSalento). Modera: <strong>Salvatore Esposito</strong> (Blogfoolk).</p>
<p>Per leggere il testo dell&#8217;appello cliccare <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2021/09/29/taranta-lappello-a-emiliano-e-bray/">qui</a></p>
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		<title>Taranta: l&#8217;appello a Emiliano e Bray (che si può ancora sottoscrivere)</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Sep 2021 09:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e all’Assessore alla Cultura e al Turismo Massimo Bray. 26 settembre 2021 &#160; Nelle serate del 28 agosto e del 4 settembre scorsi, la “deriva” commerciale e televisiva della Notte della taranta &#8211; che aveva trovato un suo primo momento apicale nel 2019, con la sconcertante presenza, come “presentatori”, della soubrette Belen Rodriguez... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/09/29/taranta-lappello-a-emiliano-e-bray/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/09/taranta1200.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3928" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/09/taranta1200-300x140.jpg" alt="taranta1200" width="300" height="140" /></a>Al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e all’Assessore alla Cultura e al Turismo Massimo Bray.</p>
<p>26 settembre 2021</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nelle serate del 28 agosto e del 4 settembre scorsi, la “deriva” commerciale e televisiva della Notte della taranta &#8211; che aveva trovato un suo primo momento apicale nel 2019, con la sconcertante presenza, come “presentatori”, della soubrette Belen Rodriguez e del suo compagno (di allora) Stefano De Martino &#8211; ha segnato forse il punto più basso nel baratro della mercificazione e dello snaturamento della cultura immateriale salentina, suscitando una indignazione ampia e trasversale, anche per i risultati in termini musicali, troppo legati ai modelli del pop televisivo e di bassa qualità. Inutile entrare nei dettagli. D’altronde ne siete stati entrambi spettatori.</p>
<p>La Notte della Taranta è stata in breve colonizzata (in senso proprio) dalla RAI, che la smercia riattivando, forse inconsapevolmente, un folklorismo paternalista e macchiettistico nei confronti del Sud.</p>
<p>D’altro canto, la sistematica messa in campo di attività imperniate sulla logica dell’evento, l’esclusiva ricerca di visibilità, accompagnata da una certa “ansia da prestazione”, per cui ogni anno pare bisogni alzare il tiro, in termini meramente quantitativi, senza il conforto di un lavoro culturale più vasto, hanno procurato un profondo snaturamento e svilimento del “patrimonio” che si vorrebbe “valorizzare”.</p>
<p>Per questo chiamiamo in causa la Fondazione Notte della Taranta, istituto che impegna una percentuale cospicua del budget regionale per lo spettacolo dal vivo, e di fatto controllata dall’ente regione e comuni della Grecìa salentina, che dunque ne condividono anche le responsabilità gestionali.</p>
<p>Innanzitutto, sarebbe auspicabile un’operazione volta alla trasparenza sul piano dei rapporti contrattuali con l’emittente televisiva. Quali sono i termini del contratto, come sono stati ripartiti i diritti e le spese, cosa ha rinunciato la Fondazione? (Per inciso, gli statuti della Fondazione prevedono che essa “provveda alle attività di gestione dei diritti di proprietà intellettuale o industriale che ne derivano”. È stato rispettato questo comma?)</p>
<p>Chi precisamente – e con quali procedure – ha scelto i maestri concertatori e gli ospiti? Ci sono stati accordi con i discografici?</p>
<p>Inoltre, ritenete che si stia svolgendo il mandato esplicitato nello statuto all’articolo 2:</p>
<blockquote><p>“Promuovendo autonome iniziative e coordinando l’azione dei soci, per la valorizzazione e la tutela del territorio del Salento. (…) In particolare, (…) essa intende realizzare azioni positive in favore di manifestazioni culturali, musicali, sociali e di comunicazione, e più in particolare di progetto di sostegno e sviluppo alla ricerca culturale sul fenomeno del tarantismo, delle tradizioni grike e salentine, con particolare riferimento alla musica popolare”.</p></blockquote>
<p>La Fondazione Notte della Taranta, secondo Voi, sarebbe fautrice di un intervento culturale più complessivo sui temi della tutela, conoscenza e valorizzazione del patrimonio etnomusicale locale? Qual è il contributo offerto alla ricerca sul tarantismo e sulle tradizioni salentine? Oltre a creare occasioni di spettacolo, ha lavorato, come richiesto da più parti da tantissimi anni, per costituire una biblioteca e un archivio sonoro e visivo in cui custodire la (fortunatamente) vasta documentazione sulla musica tradizionale del Salento e i tanti studi che negli anni si sono moltiplicati su di essa?</p>
<p>D’altronde, come può funzionare un’istituzione culturale senza un Consiglio scientifico! Presidente, Assessore, nell’organigramma riportato sul sito della Fondazione, il Consiglio Scientifico non c’è, alla faccia degli statuti!</p>
<p>Simili interrogativi ci spingono a chiederVi una riflessione sull’operato della Fondazione Notte della Taranta e su quanto si sta compiendo sotto i nostri occhi. Magari aprendo – in qualità di governo regionale – un tavolo di discussione onesta e circolare sulle “promesse tradite” delle istituzioni pubbliche rispetto a un movimento culturale nato dal basso.</p>
<p>In senso propositivo, ci permettiamo di suggerire in estrema sintesi alcune proposte operative, frutto di una ormai lunga concertazione:</p>
<p>&#8211; occorre una modifica allo Statuto della Fondazione, che preveda esplicitamente una percentuale minima del bilancio annuale (ad esempio il 30%) da destinare a progetti culturali che non siano il Concertone e il relativo festival;</p>
<p>&#8211; fra gli obiettivi prioritari della Fondazione dovrebbero esserci la creazione e la gestione di una biblioteca e di un archivio multimediale dedicati alla musica salentina e al tarantismo, da mettere a disposizione, con le competenze adeguate, di cittadini, studiosi e appassionati;</p>
<p>&#8211; va ricostituito un Comitato Scientifico autorevole e messo in condizione di svolgere dignitosamente i propri compiti;</p>
<p>&#8211; per quanto riguarda l’evento estivo, sarebbe auspicabile una maggiore autonomia fra il management culturale – selezionato con criteri e procedure trasparenti fra riconosciuti professionisti del settore – e gli organi di indirizzo politico (che di fatto ora gestiscono la totalità dell’evento). Probabilmente anche in questo caso potrebbe essere utile una revisione statutaria che dichiari l’incompatibilità fra cariche elettive ed appartenenza agli organi della Fondazione;</p>
<p>&#8211; infine, il Concertone deve abbandonare la logica puramente televisiva nazionale e ritornare ad essere soprattutto un luogo di incontro della vasta comunità di appassionati della musica popolare salentina. Senza trascurare, nel disegno dello spettacolo, nella scelta del maestro concertatore e degli ospiti, un più alto standard qualitativo e una attenzione particolare alle “musiche del mondo”, promuovendo anche così, in musiche, danze e parole, il dialogo fra popoli e culture.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(foto presa al web)</p>
<p>Di seguito l&#8217;elenco dei firmatari. <span style="color: #ff0000;"><strong>Chi vuole aderire può scrivere a <a href="mailto:vincenzo_santoro@hotmail.com">vincenzo_santoro@hotmail.com</a> specificando nome, cognome e &#8220;professione&#8221;</strong></span></p>
<p>1. Vincenzo Santoro, operatore culturale e studioso, Roma</p>
<p>2. Andrea Carlino, storico della medicina, docente, Uni Ginevra</p>
<p>3. Brizio Montinaro, attore e studioso, Roma</p>
<p>4. Lele Marchitelli, musicista, Roma</p>
<p>5. Ferdinando Blasi alias Nandu Popu, musicista, Lecce.</p>
<p>6. Sandro Cappelletto, giornalista e musicologo, Roma</p>
<p>7. Gino Satta, antropologo, docente Univ. Bari.</p>
<p>8. Roberto Fiorini, Promotore progetti culturali, Firenze</p>
<p>9. Rà di Martino, artista, Roma.</p>
<p>10. Alfio Antico, musicista, Ferrara</p>
<p>11. Maristella Martella, coreografa e operatrice culturale, Corsano</p>
<p>12. Clara Tosi Pamphili, V-presidente del Palazzo Esposizioni e docente Accad. Belle Arti, Roma.</p>
<p>13. Andrea Ravenda, antropologo, decente Univ. Torino.</p>
<p>14. Guido Ruotolo, giornalista, Roma</p>
<p>15. Luigi Negro, dirigente pubblico e operatore culturale, Lecce</p>
<p>16. Giorgia Fazzini, giornalista, Milano</p>
<p>17. Maria Cristina Cosentino, insegnante di italiano per stranieri, Roma</p>
<p>18. Raffaella Scarpa, docente Linguistica, Univ Torino.</p>
<p>19. Pino Schirripa, antropologo, docente Univ. di Roma.</p>
<p>20. Ilaria Miarelli Mariani, Prof. Museologia e storia della critica d&#8217;arte, Univ di ChietiPescara.</p>
<p>21. Livia Borghese, giornalista CNN, Roma.</p>
<p>22. Daniele Donpasta, musicista e artista, Roma.</p>
<p>23. Antonio Fanelli, Istituto de Martino e docente Univ Roma 1</p>
<p>24. Renata Nemola, musicista, docente Conservatorio di Bologna.</p>
<p>25. Julia Landrichter, artista, docente Accademia Belle Arti Venezia.</p>
<p>26. Gabriella Alfieri, produzioni musicali e agente, Lecce</p>
<p>27. Alexandra Miletta, Pensionata Professoressa, Roma</p>
<p>28. Amico Domenica, casalinga, Ceglie Messapica.</p>
<p>29. Andrea Monnini, Architetto, Milano</p>
<p>30. Andrea Rabbito, prof. Visual Studies, Univ. di Enna)</p>
<p>31. Andrea Torsello, studente, Alessano-Torino</p>
<p>32. Veronica Giordano, studentessa, Miggiano</p>
<p>33. Arturo Santarlasci, studente, Firenze</p>
<p>34. Angelo Silibello, ristoratore. Ceglie Messapica</p>
<p>35. Franca Tarantino, psicoterapeuta e insegnante di danza, Roma</p>
<p>36. Anna Luppi, artista e studiosa, Accademia Belle Arti Firenze</p>
<p>37. Annamaria delli Noci, avvocato, Lecce</p>
<p>38. Antonio Carallo, ballerino e coreografo, Berlino</p>
<p>39. Stefano Copelli, direttore di produzione (musica), Bologna</p>
<p>40. Antonio Glessi, media designer, Firenze</p>
<p>41. Veronica Giordano, studentessa, Miggiano</p>
<p>42. Alfio Longo, professore di lingua e letteratura straniera, maestro di danze tradizionali, Roma</p>
<p>43. Barbara Painvain, imprenditrice, Roma</p>
<p>44. Camillo Silibello, ristoratore, Ceglie Messapica</p>
<p>45. Capruzzi Tommaso, Pensionato, Conversano</p>
<p>46. Carlo Anzilotti, architetto, firenze</p>
<p>47. Chiara Lastraioli, storica della letteratura, Univ. di Tours.</p>
<p>48. Chiara Moretti, antropologa, docente Univ. di Bologna</p>
<p>49. Cristina Nava, giornalista, Milano.</p>
<p>50. Daniele Vigna, musicista, Collepasso</p>
<p>51. Diego Silibello, cameriere, Ceglie Messapica</p>
<p>52. Domenico Cariglia, Hairstylist, Milano.</p>
<p>53. Dora Barletta, interior designer, Piacenza</p>
<p>54. ELISABETTA GIULIANI, locandiera, Firenze</p>
<p>55. Enrico Fraschini, radiologo, Milano</p>
<p>56. Evelyn Fanelli, Martina Franca</p>
<p>57. Federica Tamarozzi, antropologa, conservatrice al Musée d’Ethnographie de Genève.</p>
<p>58. Filippo Biffani, designer, Roma.</p>
<p>59. Filippo Carlino, veterinario, Lecce</p>
<p>60. VIKTOR GEYER, scolaro, Vienna</p>
<p>61. Francesco Carlo Baroni, scultore artista, Milano</p>
<p>62. Francesco Nigro, macellaio, Villa Castelli</p>
<p>63. Francesco Pezzarossa, agente di commercio, Manduria</p>
<p>64. Franco Nacci, ristoratore, Ceglie Messapica</p>
<p>65. Gerardo Giorgi, resp marketing, Firenze.</p>
<p>66. Giorgia Puntoriere, Insegnante di yoga, Milano.</p>
<p>67. PAUL LANDRICHTER, pensionato, Vienna</p>
<p>68. Giovanna Indraccolo, Studentessa, Torino</p>
<p>69. Maria Cristina Cosentino, insegnante di italiano per stranieri</p>
<p>70. Giulia Dalgas, Studentessa, Firenze</p>
<p>71. EMMA GEYER studentessa Vienna</p>
<p>72. Giulia De Nardi, assistente di produzione, Roma</p>
<p>73. Giulio Ferretti, musicista, Ceglie Messapica</p>
<p>74. Guido Simonetti, produzione cinematografica, Firenze.</p>
<p>75. Ivano Gioffreda, Agricoltore, Poggiardo</p>
<p>76. Patrizia Lamborghini, Bologna</p>
<p>77. Jacopo Mattei, docente universitario, Milano</p>
<p>78. Larsia Ventra, consulente di ingegneria informatica, Pescaglia (Lucca),</p>
<p>79. Laura Leone, chef, Lecce.</p>
<p>80. Lucia Palmas Bitti, dipendente comunale, Firenze.</p>
<p>81. Luisa Bellanova, casalinga, Ceglie Messapica.</p>
<p>82. Marcella Libonati, regista, Roma</p>
<p>83. Marco Nuti, biologo, prof. Emerito Univ. di Pisa.</p>
<p>84. Maria Grazia Zapparrata, lettrice italiano, Univ di Tours.</p>
<p>85. Mario Tartaglia, impiegato, Roma.</p>
<p>86. MANUELA PALLAMAR, Tourist Manager, South-Africa</p>
<p>87. WERNER PALLAMAR, imprenditore, South-Africa</p>
<p>88. Marta Lazzari, Studentessa, Lecce</p>
<p>89. WALTER ECKL-DORNA, pensionato, Vienna</p>
<p>90. CHARLOTTE GEYER, scolara, Vienna</p>
<p>91. Massimiliano Cafaro, architetto, Roma</p>
<p>92. Nico Elia, geometra ,Ceglie Messapica</p>
<p>93. Nicole Petrucci, avvocato, Lecce.</p>
<p>94. Olivia Orsini, attrice, Parigi</p>
<p>95. Paride de Carlo, fotografo e media designer, Lecce.</p>
<p>96. Pier Luigi Copat, architetto, Parigi</p>
<p>97. Rosa Rinaldi, Roma, dirigente politico, Roma.</p>
<p>98. Sabrina Vergari, agente vendite, Lecce</p>
<p>99. Salvatore Carlucci, Chef, Grottaglie</p>
<p>100. Salvatore Nigro, barista Ceglie Messapica</p>
<p>101. ELFRIEDE ECKL-DORNA, pensionata, Vienna</p>
<p>102. Zoe Carlino, fashion stylist, Roma</p>
<p>103. Sergio Brenna, Milano, professore universitario in pensione, Roma.</p>
<p>104. Sergio Fintoni, Via B. Gozzoli 2/a Firenze Organizzatore mostre</p>
<p>105. Silvia Pettinicchio, docente universitario Milano</p>
<p>106. Stefania Russano, impiegato, Taranto</p>
<p>107. Stefano Tana, libero professionista, Firenze</p>
<p>108. Susanna Simonetto, impiegata, Roma</p>
<p>109. Valentina Paolini, libero professionista, Firenze</p>
<p>110. Virginia de Silva, antropologa, ricercatrice Univ. di Roma</p>
<p>111. Virginia Marzano, studentessa, Lecce</p>
<p>112. Beatrice Caputo,</p>
<p>113. Vittoria Fiorini, Studentessa, Firenze</p>
<p>114. Arrigo Portaccio, imprenditore, Maglie</p>
<p>115. Giulia Salvi, impiegata, Firenze</p>
<p>116. Delia Tusa, agronomo, Palermo</p>
<p>117. Anne Marijnen, politologa, Univ Paris 8.</p>
<p>118. Maria Beatrice Caputo, Comunicatrice, Milano</p>
<p>119. Katia Romano</p>
<p>120. Catia Granito, biologa, Uni Salento</p>
<p>121. Marco Bernardini, segreteria Uni Salento</p>
<p>122. Antonella Luppi, fisioterapista, Firenze</p>
<p>123. Fabrizia Peruzzi, immobiliarista, Firenze</p>
<p>124. Esmeralda Faraone Mennella, gente immobiliare, Lecce</p>
<p>125. Michela Santoro, libreria Idrusa, Alessano,</p>
<p>126. Andrea Cacciatore, Associazione Narrazioni, Alessano</p>
<p>127. Monica Flemac, insegnante, Roma;</p>
<p>128. Maria Albertone, danzatrice, Roma</p>
<p>129. Gaetano Maisto musicista, Roma</p>
<p>130. Gaia Carlino, studentessa, Roma</p>
<p>131. Anna Ruotolo, studentessa, Rome</p>
<p>132. Pietro Ruotolo, studente, Roma.</p>
<p>133. Barbara Crescimanno, insegnante di danza, Palermo</p>
<p>134. Simona, Ferrigno, libera professionista, Monreale</p>
<p>135. Melania Costa, Palermo. Libera professionista</p>
<p>136. Rosario Dalli Cardillo, impiegato, via Montepellegrino 114 Palermo</p>
<p>137. Francesco Correale, ricercatore CNRS, Parigi</p>
<p>138. Aurora Spisso, disoccupata, Maglie (Le)</p>
<p>139. Giulia Salvi, impiegata, Firenze</p>
<p>140. Patrizia Tartaro Impiegata Palermo</p>
<p>141. Gea Gambaro, disoccupata, Palermo</p>
<p>142. Franca Tarantino, psicoterapeuta e insegnante di danze popolari</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>adesioni successive all&#8217;invio:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>143. Fernando Incurvati, docente, Roma</p>
<p>144. Lucia Severini, impiegata, Roma</p>
<p>145. Bruno Panico, musicista, Roma</p>
<p>146. Alessandro De Cicco, musicista, Roma</p>
<p>147. Barbara Pestellini, impiegata, Roma</p>
<p>148. Tiziana Loretelli Roma</p>
<p>149. Valeria Tarsia Roma</p>
<p>150. Paolo D&#8217;Amario, imprenditrice, Roma</p>
<p>151. Beppe Elia, musicista, Lecce</p>
<p>152. Nuccia Tronco, insegnante in pensione, Carlentini (SR)</p>
<p>153. Anna Nacci, redattrice radiofonica, Roma</p>
<p>154. Paola Taurino libero professionista settore turismo</p>
<p>155. Silvia Della Scala, danzaterapeuta e antropologa, Genova</p>
<p>156. MARTES Giovanni &#8211; Pensionato &#8211; Presidente Associazione Socio Culturale &#8220;Gli Amici del Salento&#8221; &#8211; VERONA</p>
<p>156. Bruna De Marinis, Pensionata, Monopoli</p>
<p>157. Alessandro Portelli, presidente del Circolo G. Bosio, Roma</p>
<p>158. Maria Piscopo, docente di lettere e storia dell&#8217;arte, ricercatrice ed esperta in coreologia del Sud Italia</p>
<p>159. Vincenzo de Pinto, videomaker, Molfetta</p>
<p>160. Silvia Coppola, liutaia, Lecce</p>
<p>161. Lavinia Mancusi, musicista, Roma</p>
<p>162. Lucia Damiani, bibliotecaria e promotrice della lettura, Brescia</p>
<p>163. VALENTINA MASTRIA, impiegata, Parma</p>
<p>164. Carla Minio, farmacista, Roma</p>
<p>165. Ornella Mazzi, docente, Roma</p>
<p>166. Maria Giovanna Di Meo, docente, Roma</p>
<p>167. Stefano Vaterlini, pensionato, Roma</p>
<p>168. Katia De Angelis, impiegata, Roma</p>
<p>169. Vanna De Candia, impiegata, Roma</p>
<p>170. Donata Muto, impiegata, Roma</p>
<p>180. Giovanna D&#8217;annibale, impiegata, Roma</p>
<p>181. Fulvia Damiani, impiegata, Roma</p>
<p>182. Stefania La Strombi, impiegata, Roma</p>
<p>183. Antonio Carallo, terapista Ayurvedico, Berlino</p>
<p>184. Maria del Rosso, redattrice del giornale online IlSudEst.it, blogger e poetessa, Molfetta</p>
<p>185. Gioele Levantaci, studente e musicista, Morciano di Leuca</p>
<p>186. Giovanni Carità, insegnante e consigliere comunale, Tricase</p>
<p>187. Lorenzo D’Amico, studente e rappresentante degli studenti, Lecce</p>
<p>188. Vito Nicolardi, Pensionato, Tricase(Le)</p>
<p>189. Marco Bello, studente Unisalento, Alessano</p>
<p>190. Daniele Metrangolo Fotografo Professionista, Tricase</p>
<p>191. Francesco Panico geometra libero professionista, Tricase</p>
<p>192. Alfonso Riso, insegnante, Corsano</p>
<p>193. Maria Giaquinto, attrice</p>
<p>194. Maria Scupola, Operatrice Socio Sanitario, Tricase(Le)</p>
<p>195. Giorgia Chinè, antropologa, Minervino</p>
<p>196. Alessandro De Paola, studente, Tricase</p>
<p>197. Maurizio Durante, pensionato e musicante</p>
<p>198. Lucia Igina Borsatti, insegnante in pensione</p>
<p>199. Rita Scolozzi, Assistente Sociale</p>
<p>200. Andrea Martes Conducente Autobus Roma</p>
<p>201. Lucio De Masi impiegato supermercato Tricase</p>
<p>202. Monica Martinat , storica, Lione</p>
<p>203. Rocco Melcarne, medico psichiatra e psicoterapeuta, Morciano di Leuca</p>
<p>204. Rosa Maldini, appassionata della cultura tradizionale salentina, Casalecchio di Reno (BO)</p>
<p>205. Max Però, musicista, Nardò</p>
<p>206. Raffaele Gorgoni, giornalista</p>
<p>207. Letizia Bindi, antropologa, Università del Molise</p>
<p>208. Giuseppe Maria COSTANTINI – Restauratore di Beni Culturali, Tricase</p>
<p>209. Giulia Rizzo,  studentessa di antropologia</p>
<p>210. Bruna Botta, insegnante di italiano in centri di accoglienza per migranti, danzatrice e presidente dell&#8217;associazione La Mescolanza ODV. Napoli</p>
<p>211. Giovanni Cassano, ingegnere, Torino</p>
<p>213. Maria Laura Cinquegrana, insegnante e membro dell&#8217;associazione La Mescolanza</p>
<p>213. Agostino Laganà, ingegnere, Alessano</p>
<p>214. Ercole Fiorillo, docente ITT, Santa Maria Capua Vetere</p>
<p>215. Raffaella Zizzari, architetto</p>
<p>216. Pierluigi Mele, poeta, scrittore</p>
<p>217. Mario Gennari, microbiologo</p>
<p>218. Elisa Andretta, storica</p>
<p>219. Emanuela Gabrieli, musicista</p>
<p>220. Quintino Sicuro  coofondatore del gruppo &#8220;Radici&#8221; canti e musiche popolari anni &#8217;80</p>
<p>221. Leandro Ventura, direttore dell&#8217;Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura</p>
<p>222. Carlo Trono, farmacista e fondatore della community pizzicata.it</p>
<p>223. Gerardo Settanni, Psicologo, Brindisi</p>
<p>224. Roberto Gallo, educatore sociale</p>
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		<title>Taranta con Il Volo e Albano. E sulla pizzica è subito bufera</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2021/08/26/taranta-con-il-volo-e-albano-e-sulla-pizzica-e-subito-bufera/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2021 17:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Corriere del Mezzogiorno mi ha chiesto un commento sul fulgido cast del Grande Evento 2021, per un articolo uscito oggi 26 agosto 2021 a firma Francesco Mazzotta. Questa l&#8217;inizio con la parte che mi riguarda: «Al Bano e Il Volo alla Notte della Taranta? Non ho nulla contro di loro, ma sono il frutto di scelte coerenti con una deriva... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/08/26/taranta-con-il-volo-e-albano-e-sulla-pizzica-e-subito-bufera/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/08/26/taranta-con-il-volo-e-albano-e-sulla-pizzica-e-subito-bufera/">Taranta con Il Volo e Albano. E sulla pizzica è subito bufera</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/08/240734596_10159473379195349_6735156610625904851_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3909" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/08/240734596_10159473379195349_6735156610625904851_n-257x300.jpg" alt="240734596_10159473379195349_6735156610625904851_n" width="257" height="300" /></a>Il Corriere del Mezzogiorno mi ha chiesto un commento sul fulgido cast del Grande Evento 2021, per un articolo uscito oggi 26 agosto 2021 a firma Francesco Mazzotta. Questa l&#8217;inizio con la parte che mi riguarda:</div>
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<div dir="auto">«Al Bano e Il Volo alla Notte della Taranta? Non ho nulla contro di loro, ma sono il frutto di scelte coerenti con una deriva intrapresa da tempo dai vertici della Fondazione». Non va per il sottile, <strong>Vincenzo Santoro</strong>, studioso di tradizioni popolari del Salento e autore di molti libri sull&#8217;argomento (l&#8217;ultimo si intitola &#8220;Il tarantismo mediterraneo&#8221;). Spesso polemico con le soluzioni adottate dalla direzione artistica della manifestazione, Santoro ritiene Al Bano e il volo artisti in linea con un progetto ormai consolidato. «D&#8217;altronde, dopo Belen era difficile fare peggio», commenta ironicamente riferendosi alla presenza della popolare soubrette nell&#8217;edizione 2019.</div>
<div dir="auto">«Il Concertone di quest&#8217;anno &#8211; prosegue &#8211; è la conseguenza di scelte fatte in anni passati, sempre più in favore del mezzo televisivo, dunque slegate da qualsiasi ambizione artistica».</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F08%2F26%2Ftaranta-con-il-volo-e-albano-e-sulla-pizzica-e-subito-bufera%2F&amp;linkname=Taranta%20con%20Il%20Volo%20e%20Albano.%20E%20sulla%20pizzica%20%C3%A8%20subito%20bufera" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F08%2F26%2Ftaranta-con-il-volo-e-albano-e-sulla-pizzica-e-subito-bufera%2F&amp;linkname=Taranta%20con%20Il%20Volo%20e%20Albano.%20E%20sulla%20pizzica%20%C3%A8%20subito%20bufera" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F08%2F26%2Ftaranta-con-il-volo-e-albano-e-sulla-pizzica-e-subito-bufera%2F&amp;linkname=Taranta%20con%20Il%20Volo%20e%20Albano.%20E%20sulla%20pizzica%20%C3%A8%20subito%20bufera" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F08%2F26%2Ftaranta-con-il-volo-e-albano-e-sulla-pizzica-e-subito-bufera%2F&amp;linkname=Taranta%20con%20Il%20Volo%20e%20Albano.%20E%20sulla%20pizzica%20%C3%A8%20subito%20bufera" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F08%2F26%2Ftaranta-con-il-volo-e-albano-e-sulla-pizzica-e-subito-bufera%2F&amp;linkname=Taranta%20con%20Il%20Volo%20e%20Albano.%20E%20sulla%20pizzica%20%C3%A8%20subito%20bufera" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F08%2F26%2Ftaranta-con-il-volo-e-albano-e-sulla-pizzica-e-subito-bufera%2F&amp;title=Taranta%20con%20Il%20Volo%20e%20Albano.%20E%20sulla%20pizzica%20%C3%A8%20subito%20bufera" id="wpa2a_12">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/08/26/taranta-con-il-volo-e-albano-e-sulla-pizzica-e-subito-bufera/">Taranta con Il Volo e Albano. E sulla pizzica è subito bufera</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Rinaldi: &#8220;Vi spiego perché è meglio il Carpino Folk della Notte della Taranta&#8221;</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2015/12/14/rinaldi-vi-spiego-perche-e-meglio-il-carpino-folk-della-notte-della-taranta/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 18:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Salento e le sue musiche]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[archivio sonoro]]></category>
		<category><![CDATA[Carpino Folk Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Rinaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Lo storico e ricercatore non ha dubbi: “A Melpignano la musica popolare è usata come merce, prodotto di marketing territoriale, tradendone i valori originari. Il CFF invece resiste&#8221;.  di Lucia Piemontese, da l’Attacco, sabato 12 dicembre 2015 Parole, suoni e immagini, per raccontare “il lungo silenzio della gente del Sud”. Una serata unica e irripetibile registrata su un Uher 4400 da... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2015/12/14/rinaldi-vi-spiego-perche-e-meglio-il-carpino-folk-della-notte-della-taranta/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><i><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/12/8952_909873749063991_1399856977943245814_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2343" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/12/8952_909873749063991_1399856977943245814_n-300x200.jpg" alt="8952_909873749063991_1399856977943245814_n" width="300" height="200" /></a></i><em><span style="line-height: 1.714285714; font-size: 1rem;">Lo storico e ricercatore non ha dubbi: </span></em><em><span style="line-height: 1.714285714; font-size: 1rem;">“A Melpignano la musica popolare è usata come merce, prodotto di marketing territoriale, tradendone i valori originari. Il CFF invece resiste&#8221;. </span></em></p>
<p><span style="line-height: 1.714285714; font-size: 1rem;">di <span style="color: #ff0000;">Lucia Piemontese</span>, </span><i>da l’Attacco, sabato 12 dicembre 2015</i></p>
<p>Parole, suoni e immagini, per raccontare “il lungo silenzio della gente del Sud”. Una serata unica e irripetibile registrata su un Uher 4400 da un giovane ricercatore, <span style="color: #ff0000;"><b>Giovanni Rinaldi</b></span>, presente il 14 gennaio del 1978 nella Biblioteca Provinciale De Gemmis di Bari. Fu lì che <b>Matteo Salvatore</b>, il cantore di Apricena, prese parte ad un evento irripetibile, rendendolo ancora più unico con la sua musica e con le sue parole. È tutto in <span style="color: #993300;"><b><i>A Sud. Il racconto del lungo silenzio</i></b></span>, edito da <b>SquiLibri</b>, straordinario documento audio, testuale e fotografico a cura dello storico e autore cerignolano Giovanni Rinaldi, protagonista giovedì sera nello spazio live della Ubik di Foggia, per la presentazione di questo lavoro editoriale. Testimone e autore delle registrazioni conservate nell’Archivio Sonoro della Puglia, Rinaldi ha ripercorso con i lettori della libreria questo appassionante reading multimediale che, oltre alla musica di <span style="color: #ff0000;"><strong>Matteo Salvatore</strong></span>, accoglie anche la voce di <span style="color: #ff0000;">Riccardo Cucciolla</span> e le fotografie di <span style="color: #ff0000;">Paolo Longo</span>.</p>
<p>Per Matteo Salvatore si trattò del coronamento di un sogno: quello di suonare in una biblioteca e l’ascolto ci restituisce il confronto e l’incontro tra il punto di vista della ricerca meridionalistica, e la prospettiva di chi era parte di quel mondo popolare oggetto di studio. La voce di Cucciolla è lo strumento attraverso il quale <span style="color: #ff0000;">De Martino</span> incontra Matteo Salvatore, il quale non si risparmia nello snocciolare storie, ricordi e canzoni, partendo dalla forte senso religioso popolare, passando per il lavoro nei campi, e per concludere con un paio di classici del suo repertorio.<br />
L’ascolto regala così perle rare come la dolce ninna nanna <span style="color: #993300;"><em>La leggenda di San Nicola</em></span>, i canti devozionali <span style="color: #993300;"><em>Maria Santissima Incoronata</em></span>, <em><span style="color: #993300;">San Lazzaro </span>e <span style="color: #993300;">San Luca</span></em>, pittoreschi spaccati della realtà di paese come <span style="color: #993300;"><em>Il Venditore Ambulante</em></span>, l’ammiccante <em><span style="color: #993300;">Il Pescivendolo</span></em>, e Arrecunète, <span style="color: #993300;"><em>Lu Bene Mio</em></span> e <span style="color: #993300;"><em>Il Forestiero</em></span>. L’occasione per ascoltare una delle performance più intense ed ispirate di Matteo Salvatore.<br />
“Matteo Salvatore è citato e ricordato sempre per le canzoni più conosciute e com- merciali, che non sono necessariamente le migliori”, ha spiegato Rinaldi a l’Attacco. “Le sue cose migliori stanno in dischi non più rieditati. E’ come se Sinatra fosse ricordato solo per <span style="color: #993300;"><em>My way</em></span>. In questo libro, ad esempio, cito 3-4 canti religiosi conosciuti pochissimo, dedicati a San Nicola di Bari, alla Madonna dell’Incoronata, alla chiesa di San Nazario a Sannicandro. Ci sono pezzi di poesia pura in musica, buona parte dei quali fanno parte di archivi privati, o si trovano nell’<em><b><a href="www.archiviosonoro.org/puglia">Archivio sonoro di Puglia</a></b></em>, o infine in questo mio libro. Sono molto contento anche perché nel ’78 Matteo Salvatore aveva ancora la sua voce, col famoso falsetto, come pure per il fatto che si tratta di una delle poche registrazioni dal vivo in un contesto collettivo, davanti a circa 200 persone. Erano gli anni in cui era preso a modello della cultura popolare, in un contesto intellettuale che lo amava e studiava”. Il giudizio di Rinaldi sulla maniera in cui oggi viene usata la musica popolare è netto. “Matteo Salvatore rappresentava tutta la cultura popolare, che non può essere utilizzata solo come strumento di marketing territoriale. Farlo significa svilirla a merce. Certo, da una parte tale uso è servito a conservare questi pezzi di storia, ma dall’altro si è verificato talvolta un eccesso di commercializzazione della cultura popolare. Il rischio è quello di proporre un prodotto finalizzato alla massima partecipazione e al ritorno economico, quando invece queste cose arcaiche vanno per prima cosa capite. E’ un fenomeno che la Notte della Taranta ha portato all’esasperazione, facendo diventare moda ciò che moda non era. Il 90% dei valori trasmessi non ha più nulla a che fare con l’origine, col serio rischio del livellamento di massa anziché recupero”. Non a caso sono state molteplici le polemiche suscitate dall’ultima edizione della fortunatissima manifestazione di Melpignano, sia per la presenza del rocker emiliano Ligabue sia per l’addio tumultuoso del suo inventore, <span style="color: #ff0000;">Sergio Blasi</span>.<br />
“Certamente usare la musica popolare così come fa la Notte della Taranta porta posti di lavoro, ma così la si riduce a prodotto, a merce”, prosegue lo storico e ricercatore ceri- gnolano.<br />
“Quanto al Carpino Folk Festival, vive di alti e bassi. Ma la cosa più importante è che riesce a resistere alla massificazione, un po’ perché non può permettersela, visti gli spazi contenuti a disposizioni, un po’ perché è stata fatta una scelta diversa. A Carpino la contaminazione non è solo musicale, ma fa parte del metodo di lavoro. Ci sono ad ogni edizione tanti eventi di vario tipo, che arrivano a più fasce di pubblico. Penso ad esempio all’idea della <i>festa della transumanza</i>, che trovo bellissima. Il Carpino Folk Festival riesce a non farsi travolgere dall’aspetto mass-mediatico, invece la Notte della Taranta vive dei mass media. Ma la cultura popolare racconta spesso il dolore, la sofferenza, la povertà. Ed è qualcosa di opposto al potere”.</p>
<p>Per informazioni sulle pubblicazioni e ricerche di Giovanni Rinaldi, a partire dalla sua fondamentale opera sulla memoria dei braccianti del Tavoliere, cliccare <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2005/03/08/la-memoria-che-resta/">qui</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F12%2F14%2Frinaldi-vi-spiego-perche-e-meglio-il-carpino-folk-della-notte-della-taranta%2F&amp;linkname=Rinaldi%3A%20%E2%80%9CVi%20spiego%20perch%C3%A9%20%C3%A8%20meglio%20il%20Carpino%20Folk%20della%20Notte%20della%20Taranta%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F12%2F14%2Frinaldi-vi-spiego-perche-e-meglio-il-carpino-folk-della-notte-della-taranta%2F&amp;linkname=Rinaldi%3A%20%E2%80%9CVi%20spiego%20perch%C3%A9%20%C3%A8%20meglio%20il%20Carpino%20Folk%20della%20Notte%20della%20Taranta%E2%80%9D" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F12%2F14%2Frinaldi-vi-spiego-perche-e-meglio-il-carpino-folk-della-notte-della-taranta%2F&amp;linkname=Rinaldi%3A%20%E2%80%9CVi%20spiego%20perch%C3%A9%20%C3%A8%20meglio%20il%20Carpino%20Folk%20della%20Notte%20della%20Taranta%E2%80%9D" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F12%2F14%2Frinaldi-vi-spiego-perche-e-meglio-il-carpino-folk-della-notte-della-taranta%2F&amp;linkname=Rinaldi%3A%20%E2%80%9CVi%20spiego%20perch%C3%A9%20%C3%A8%20meglio%20il%20Carpino%20Folk%20della%20Notte%20della%20Taranta%E2%80%9D" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F12%2F14%2Frinaldi-vi-spiego-perche-e-meglio-il-carpino-folk-della-notte-della-taranta%2F&amp;linkname=Rinaldi%3A%20%E2%80%9CVi%20spiego%20perch%C3%A9%20%C3%A8%20meglio%20il%20Carpino%20Folk%20della%20Notte%20della%20Taranta%E2%80%9D" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F12%2F14%2Frinaldi-vi-spiego-perche-e-meglio-il-carpino-folk-della-notte-della-taranta%2F&amp;title=Rinaldi%3A%20%E2%80%9CVi%20spiego%20perch%C3%A9%20%C3%A8%20meglio%20il%20Carpino%20Folk%20della%20Notte%20della%20Taranta%E2%80%9D" id="wpa2a_14">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2015/12/14/rinaldi-vi-spiego-perche-e-meglio-il-carpino-folk-della-notte-della-taranta/">Rinaldi: &#8220;Vi spiego perché è meglio il Carpino Folk della Notte della Taranta&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Lo (s)ballo della Taranta (da Ernesto de Martino a Luciano Ligabue)</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2015 07:53:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[neo-pizzica]]></category>
		<category><![CDATA[Neotarantismo]]></category>
		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sul numero 11 (ottobre 2015) del periodico di musica e cultura folk La piva dal carner si può trovare un saggio dello storico ed etnologo Giancorrado Barozzi dal titolo emblematico Lo (s)ballo della Taranta (da Ernesto de Martino a Luciano Ligabue), molto critico con l&#8217;evento musicale salentino per eccellenza (e non solo). A un certo punto, nel ricostruire a suo modo... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2015/10/25/lo-sballo-della-taranta-da-ernesto-de-martino-a-luciano-ligabue/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2015/10/25/lo-sballo-della-taranta-da-ernesto-de-martino-a-luciano-ligabue/">Lo (s)ballo della Taranta (da Ernesto de Martino a Luciano Ligabue)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/10/lpdc112015.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2310" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/10/lpdc112015-212x300.png" alt="lpdc112015" width="212" height="300" /></a>Sul numero 11 (ottobre 2015) del periodico di musica e cultura folk <span style="color: #993300;">La piva dal carner</span> si può trovare un saggio dello storico ed etnologo<span style="color: #ff0000;"> Giancorrado Barozzi</span> dal titolo emblematico <em><strong><span style="color: #993300;">Lo (s)ballo della Taranta (da Ernesto de Martino a Luciano Ligabue)</span></strong></em>, molto critico con l&#8217;evento musicale salentino per eccellenza (e non solo). A un certo punto, nel ricostruire a suo modo il percorso di genesi del &#8220;neo-tarantismo&#8221;, cita me e il mio saggio <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2009/07/21/il-ritorno-della-taranta-2/"><span style="color: #993300;"><em>Il<span style="color: #993300;"> </span>ritorno della taranta</em></span></a><span class="text_exposed_show">, in questo modo:</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p><span style="color: #339966;">«L’organizzatore di cultura Vincenzo Santoro, che di questa fase di affermazione del neo-tarantismo era stato uno dei diretti protagonisti, ha pubblicato nel 2009, presso l’editore Squilibri di Roma, una sua preziosa, per quanto soggettiva (e anzi, particolarmente preziosa proprio perché non falsamente “oggettiva”), ricostruzione del movimento di “rinascita della musica popolare salentina”. Nel panorama, fattosi di recente sempre più vasto e articolato, delle pubblicazioni riguardanti il fenomeno del neo-tarantismo, il libro-testimonianza di Santoro (con allegato CD musica- le) rimane tuttora un valido ausilio, farcito com’è di dati di prima mano, di materiali esplicativi e di accurati rimandi bibliografici sull’argomento.»</span></p>
</div>
<p>La versione pdf della rivista (che contiene anche un interessantissimo e severo (e sfiduciato) saggio dell&#8217;etnocoreologo <span style="color: #ff0000;">Giuseppe Michele Gala</span>, anche questo dal titolo emblematico: <em><span style="color: #993300;">Festival e notti da (s)ballo: Lamenti funebri della musica tradizionale</span></em> ), si può scaricare cliccando qui: <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2015/10/piva-carner-11.2015.pdf">piva carner 11.2015</a></p>
<p>Info sul mio <em><span style="color: #993300;">Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</span></em>, qui: <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2009/07/21/il-ritorno-della-taranta-2/">http://lnx.vincenzosantoro.it/2009/07/21/il-ritorno-della-taranta-2/</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F10%2F25%2Flo-sballo-della-taranta-da-ernesto-de-martino-a-luciano-ligabue%2F&amp;linkname=Lo%20%28s%29ballo%20della%20Taranta%20%28da%20Ernesto%20de%20Martino%20a%20Luciano%20Ligabue%29" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F10%2F25%2Flo-sballo-della-taranta-da-ernesto-de-martino-a-luciano-ligabue%2F&amp;linkname=Lo%20%28s%29ballo%20della%20Taranta%20%28da%20Ernesto%20de%20Martino%20a%20Luciano%20Ligabue%29" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F10%2F25%2Flo-sballo-della-taranta-da-ernesto-de-martino-a-luciano-ligabue%2F&amp;linkname=Lo%20%28s%29ballo%20della%20Taranta%20%28da%20Ernesto%20de%20Martino%20a%20Luciano%20Ligabue%29" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F10%2F25%2Flo-sballo-della-taranta-da-ernesto-de-martino-a-luciano-ligabue%2F&amp;linkname=Lo%20%28s%29ballo%20della%20Taranta%20%28da%20Ernesto%20de%20Martino%20a%20Luciano%20Ligabue%29" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F10%2F25%2Flo-sballo-della-taranta-da-ernesto-de-martino-a-luciano-ligabue%2F&amp;linkname=Lo%20%28s%29ballo%20della%20Taranta%20%28da%20Ernesto%20de%20Martino%20a%20Luciano%20Ligabue%29" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2015%2F10%2F25%2Flo-sballo-della-taranta-da-ernesto-de-martino-a-luciano-ligabue%2F&amp;title=Lo%20%28s%29ballo%20della%20Taranta%20%28da%20Ernesto%20de%20Martino%20a%20Luciano%20Ligabue%29" id="wpa2a_16">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2015/10/25/lo-sballo-della-taranta-da-ernesto-de-martino-a-luciano-ligabue/">Lo (s)ballo della Taranta (da Ernesto de Martino a Luciano Ligabue)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>La Taranta, quel morso che ti inietta la vita</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2013/07/15/la-taranta-quel-morso-che-ti-inietta-la-vita/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 14:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Centomila persone per una notte al ritmo di questa musica ossessiva, coinvolgente. Era nata per liberare dal terribile veleno del ragno, oggi sprigiona energie di Franco Patrizi da Il Fatto Quotidiano del 15 luglio 2013In Salento si ha rispetto per il tempo. Il tempo non è solo un concetto, è cultura e sangue. Specie nelle terre di confine. Forse è... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2013/07/15/la-taranta-quel-morso-che-ti-inietta-la-vita/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2013/07/15/la-taranta-quel-morso-che-ti-inietta-la-vita/">La Taranta, quel morso che ti inietta la vita</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><em>Centomila persone per una notte al ritmo di questa musica ossessiva, coinvolgente. Era nata per liberare dal terribile veleno del ragno, oggi sprigiona energie</em></p>
<p>di <span style="color: #ff0000;"><strong>Franco Patrizi</strong></span></p>
<p>da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it">Il Fatto Quotidiano</a> del 15 luglio 2013</span></span><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2013/07/ndtfatto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-811" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2013/07/ndtfatto-300x153.jpg" alt="ndtfatto" width="300" height="153" /></a>In Salento si ha rispetto per il tempo. Il tempo non è solo un concetto, è cultura e sangue. Specie nelle terre di confine. Forse è per questo che il ritmo, fino a qualche decennio fa, è stato cura per figure drammatiche. In questa terra volta ad oriente, uomini e donne ballavano sul ritmo frenetico dei tamburelli e guarivano (momentaneamente) dal morso del ragno mitico. La taranta che avvelenava. E la musica, la danza e i colori che liberavano dal veleno. <span style="color: #ff0000;"><strong>Ernesto <span style="font-size: medium;">d</span>e Martino</strong></span>, scrivendo <span style="color: #993300;"><em>La ter<span style="font-size: medium;">ra del rimo<span style="font-size: medium;">rso</span></span></em></span>, spiegava tutto con una sintesi definitiva: ‘questo rito altro non e&#8217; che la rappresentazione del loro dolore’.</p>
<p>Quando il fenomeno del tarantismo, con la scomparsa della civiltà rurale, è divenuto definitivamente passato, ha lasciato in eredità la sua musica. Il filo della storia <span id="more-74"></span>ha tramandato ossessioni, versi e nostalgie.</p>
<p>L’operazione di rimozione storica, altrove devastante, qui era avvenuta solo in parte. Anzi. Grazie a quella musica, il Salento era diventato (dopo secoli di semi-oblio) una nuova meta, per ri-ascoltare, per comprendere.</p>
<p>’L’uomo salentino – raccontava <span style="color: #ff0000;"><strong>Donatello Pisanello</strong></span> (uno dei musicisti del Salento della ‘riscoperta’) – è un po’ come uno zingaro al contrario: mentre lo zingaro attraversa le culture, il salentino viene attraversato dalle culture, è geneticamente pronto all’accoglienza’. E dunque, nella gran parte dei casi, ad essere accolto.</p>
<p>E’ anche per questo che la ‘<span style="color: #993300;"><em>pizzica</em></span>’ (nome della più nota musica salentina) ha navigato i mari, è arrivata in America (gli <span style="color: #ff0000;"><strong>Aramirè </strong></span>ieri, il <strong><span style="color: #ff0000;">Canzoniere Grecanico Salentino</span></strong> oggi), in Giappone (con <strong><span style="color: #ff0000;">Officina Zoè</span></strong>), in Cina (con l’<span style="color: #ff0000;"><strong>Orchestra della Notte della Taranta</strong></span>).</p>
<p>Sono solo esempi per capire come questa tradizione musicale abbia avuto la protezione della storia, la cura della sua gente. Per attraversare il tempo.</p>
<p>Oggi questo ritmo terzinato ed ossessivo (o la sua evoluzione) accompagna le notti d’estate. Non più quelle dei contadini che ballando, dice il ricercatore <span style="color: #ff0000;"><strong>Luigi Chiriatti</strong></span>, ‘esorcizzavano la consapevolezza di morire giorno per giorno’, ma quelle della gente di oggi, fusa e confusa in un rito collettivo di umanità. Sono ormai decine e decine i gruppi musicali della tradizione (e forse non importa se talvolta la qualit<span style="font-size: medium;">à</span> è concetto relativo). C’è dentro la voglia di ritrovarsi, il gusto di condividere.</p>
<p>In estate questa terra si sveglia, si racconta attraverso le sue melodie e i suoi ritmi e concerto dopo concerto, piazza dopo piazza, si arriva alla fine di agosto a <span style="color: #993300;"><strong>Melpignano</strong></span>, per il concerto della <span style="color: #ff0000;"><strong>Notte della Taranta</strong></span>. L&#8217;appuntamento e&#8217; ormai un classico: centomila persone ad ascoltare ogni anno i migliori artisti salentini. Accanto a loro musicisti dell&#8217;area mediterranea: sonorita&#8217; e ritmi che si fondono in una notte di accoglienza. Quest&#8217;anno l&#8217;appuntamento e&#8217; per il 24 agosto e Maestro Concertatore sarà <span style="color: #ff0000;"><strong>Giovanni Sollima</strong></span>.</p>
<p>Oggi dunque, su note originariamente drammatiche, si balla e si canta la voglia di vivere. Come i contadini di allora, malgrado tutto.</p>
<p>Ma proprio come allora, Il Salento della contemporaneità non è solo allegria, è terra problematica, spesso dimenticata. E’ terra, ancora oggi, di gente che va via a cercare nuova vita. Anche per questo, nel codice genetico-musicale dei salentini, sono rimasti più o meno intatti i canti di lavoro, quelli di protesta, le nènie o quelli d’amore, struggenti e soffici come il vento della sera.</p>
<p>Sempre de Martino scriveva che ‘non tutte le cose che abbiamo reso lievi meritavano di diventarlo’.</p>
<p>Ma il Salento oggi è questo: una terra forte e inquieta che guarda all’Africa e all’Oriente, un posto dove continuano a confondersi ritmi, odori e sapori, dove si intrecciano idee e sogni. Con un sorriso amaro.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Dario Muci</strong></span>, musicista e poeta, scrive: ‘Racconto la mia terra, il mio Sud, con i suoi problemi e la sua lentezza nel risolverli. Sembra impossibile risolvere il problema del lavoro nero, dell’emigrazione, dello sfruttamento della malavita, dell’arricchimento a scapito della povera gente. Per questo mi dirigo su un percorso nuovo che parla di Sud, non solo come identità sonora, ma come realtà anomala’.</p>
<p>Una realtà&#8217; anomala, già&#8217;, che continua a raccontare una storia antica. Per chi ha voglia di ascoltare e di rispettare il tempo.</p>
</div>
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		<title>Lecce, la Taranta alla conquista del Parlamento</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 16:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Pd punta su Massimo Bray che ha trasformato la danza locale in un volano di sviluppo. A destra puntano su Giorgino, mezzobusto tv di Antonello Caporale dal Fatto Quotidiano di domenica 20 gennaio 2013 Ab finibus terrae. Di fronte c&#8217;è solo il mare e il sole di Leuca, quando l&#8217;Italia intera è coperta da nubi nere, sazia e commuove.... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2013/01/20/lecce-la-taranta-alla-conquista-del-parlamento/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><em><span style="font-size: medium;">Il Pd punt<span style="font-size: medium;">a <span style="font-size: medium;">su</span> <span style="color: #ff0000;"><strong>Massimo Bray</strong></span> che ha trasformato la danza locale in un volano di sviluppo<span style="font-size: medium;">. A destra puntano <span style="font-size: medium;">su Giorgino, mezzobusto tv</span></span></span></span></em></p>
<p><span style="font-size: medium;">di <span style="color: #ff0000;"><strong>Antonello Caporale</strong></span></p>
<p>dal <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it">Fatto Quotidiano</a> di domenica 20 gennaio 2013</span></p>
<p><em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2013/01/dalemataranta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-854" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2013/01/dalemataranta-300x225.jpg" alt="dalemataranta" width="300" height="225" /></a>Ab finibus terrae</em>. Di fronte c&#8217;è solo il mare e il sole di Leuca, quando l&#8217;Italia intera è coperta da nubi nere, sazia e commuove. Risalire la Puglia dalla sua punta è come rivederla al rovescio, più sali e più guai trovi. Qui il sud si fa finalmente nord, e la capitale di questo meridione avanzato è a qualche decina di chilometri.</p>
<p><em></p>
<p>La ballata si fa industria</em></p>
<p>Siamo a <strong>Melpignano</strong>, il paese della taranta, dove la ballata si è fatta industria, la musica ha prodotto economie di scala e a colpi di pizzica l&#8217;investimento pubblico ha restituito la memoria a una terra e l&#8217;ha resa benestante. In trecentomila quest&#8217;anno sono accorsi a danzare visitando per giorni le case e le spiagge, i trulli e i sentieri di questa fabbrica a cielo aperto. E&#8217; sicuramente l&#8217;investimento in cultura più più sorpendente e conveniente che l&#8217;Italia possa annoverare nel Mezzogiorno. La <strong>Bocconi</strong>, studiando i costi e i benefici dell&#8217;happening estivo, sancisce che per ogni euro pro capite speso sei sono quelli ricavati. La taranta arriverà in Parlamento con il volto di <span style="color: #ff0000;"><strong>Massimo Bray</strong></span>, direttore della Treccani e presidente della <strong>Fondazione Notte della Taranta</strong>. E&#8217; dalemiano <span id="more-93"></span>si (dirige la rivista della <strong>Fondazione ItalianiEuropei</strong>), ma la caratura è diversa dai tanti compagni di partito che in Puglia esercitano la medesima professione di fede. &#8220;Penso che finalmente si possa far avenzare l&#8217;idea che il Sud, se si riconosce, possa espandere i suoi segni positivi. I distretti culturali sono una necessità e una risorsa. La nostra taranta è fenomeno di massa, distribuisce utili sociali, tutela e non massacra il territorio&#8221;. Il Pd ha scelta bene, e qui ha una lista che si apre con il nome di <span style="color: #ff0000;"><strong>Franco Cassano</strong></span>, intellettuale illuminato, mente aperta e densa di suggestioni con il suo pensiero meridiano. In Puglia i paracdutati del Porcellum sono stati tenuti a bada meglio che in altri posti anche grazie all&#8217;attivismo di <span style="color: #ff0000;"><strong>Sergio Blasi</strong></span>, uno dei pochi segretari regionali non candidato e quindi più libero di resistere ai diktat romani. &#8220;Ero pronto a dimettermi quando mi hanno convocato di notte (chissà perché le liste elettorali si fanno sempre al buoi mai alla luce!) illustrandomi le loro convenienze. Volevano i nomi della nomenklatura al sicuro e quelli pugliesi, che avevano fatto le primarie, relegati nelle posizioni border line. Allora sa che ho fatto? Davanti a loro ho scritto la mia lettera di dimissioni. Bersani ha compreso e noi abbiamo slavato la pelle&#8221;.</p>
<p><em>Le sorelle Mortimer</em></p>
<p>Ci sono pugliesi e pugliesi, anche nel Pd. Bravi e pessimi, lavoratori e scansafatiche. Affaristi e perbene. Giunti a Lecce, città mite e splendente del magnifico barocco che ne orla il profilo, ritroviamo due donne in lizza, una di destra e una di sinistra. Sono candidate da sempre e sembrano le sorelle Mortimer. La più anziana, <span style="color: #ff0000;"><strong>Adriana Poli</strong></span> Bortone, è una signora dal trasparente passato missino. Ha fatto ogni cosa: deputato, ministro, sindaco, vicesindaco, assessore, capocorrente e &#8211; dobbiamo dire &#8211; ha dato anche buona prova di sé. Però a ottobre la signora sessantanovenne convoca una conferenza stampa: &#8220;Mi autorottamo. Alla mia veneranda età la scelta è saggia&#8221;. Infatti oggi guida la lista Io Sud, microformazione in cui si snoda il berlusconismo, costola di Grande Sud del famigerato Miccichè, timbro un po&#8217; patacca, emblema di un Mezzogiorno ascaro, luogo di concluenza di vari torrenti, uno dei quali è la lista personale di <span style="color: #ff0000;"><strong>Raffaele Fitto</strong></span>, ex ministro ed ex nemico della signora. Ogni cosa al suo posto: quaggiù Grande Sud, lassù con la Lega, il Grande Nord. Gli opposti di genere che si accordano sempre sulle poltrone. Ce la farà la Poli Bortone? Forse si. E sicuramente sì anche la collega dirimpettaia, l&#8217;altra signorina Mortimer. <span style="color: #ff0000;"><strong>Loredana Capone</strong></span>, più giovane, ma non meno ambiziosa. E&#8217; la vice di <span style="color: #ff0000;"><strong>Nichi Vendola</strong></span> in Regione, quota Pd. Candidata perenne: nel 2007 alle primarie per fare il sindaco di Lecce, nel 2009 per fare la presidente della Provincia, nel 2010 per fare la consigliere regionale, nel 2012 per ritentare al municipio della città, nel 2013 per deviare verso il Parlamento. Mai sazie e mai dome queste nostre signore delle tessere, virtuose della poltrona. Lascia invece <span style="color: #ff0000;"><strong>Alfredo Mantovano</strong></span>, magistrato militante con Fini prima e con Berlusconi poi. Dice che rientrerà in magistratura, e forse non sarebbe proprio il caso. Più probabile che attenda di guidare il centrodestra quando si dovrà eleggere il nuovo presidente di Regione.</p>
<p><em>Telerama con Samorì</em></p>
<p>A <strong>Lecce</strong> insieme a <span style="color: #ff0000;"><strong>Beppe Grillo</strong></span> col suo Tsunami tour (dal pubblico striscione di protesta sulle parlamentarie grilline definite pilotate: &#8220;Tu sai e taci, Beppe&#8221;) arriva la faccia in 6X3 di <span style="color: #ff0000;"><strong>Gianpiero Samorì</strong></span>, l&#8217;imprenditore modenese venuto alla luce in campagna elettorale e promotore della lista-ossimoro Mir (Moderati Italiani in rivoluzione), reclutatore in nome di Berlusconi delle fasce escluse del PdL. Con lui l&#8217;editore di Telerama, emittente salentina, <span style="color: #ff0000;"><strong>Paolo Pagliaro</strong></span>: &#8220;Samorì è un personaggio eccellente, e io provo&#8221;. Ci provi pure. Editori e giornalisti sono sempre nel mucchio. &#8220;Ho detto no alla proposta del PdL&#8221;, dice però <span style="color: #ff0000;"><strong>Enzo Mag<span style="font-size: medium;">i</span>stà</strong></span>, direttore di Telenorba. Un nì da <span style="color: #ff0000;"><strong>Francesco Giorgino</strong></span>, sonduttore del Tg1 sempre nel giro vorticoso delle relazioni potenti. Berlusconi, si dice e si scrive, lo vorrebbe. Bel tipo, giovane ed elegante, non un capello fuori posto. Ci sta pensando, sembra.</p>
<p>Silvio ha decretato la Puglia per sé e svuotato le speranze di Fitto, proconsole nel territorio, di far avanzare propri scudieri. Tra i meglio piazzati dal Capo c&#8217;è il sindaco di <strong>Molfetta</strong> e senatore della Repubblica <span style="color: #ff0000;"><strong>Antonio Azzolini</strong></span>. E&#8217; stato presidente della commissione Bilancio, dalle sue mani sono passati i tagli di Tremonti e dalla sua mente le correzioni della Finanziaria.</p>
<p>Era estate, gli chiesi di illustrarmi le sue passioni e le sue attività: &#8220;Mi piace andare forte in auto e se fa caldo giudo a torso nudo. E mentre guido da Molfetta verso Roma mi vengono in mente gli emendamenti: con una mano tengo lo sterzo e con l&#8217;altra scrivo&#8221;.</p>
<p><span style="font-size: medium;"><em>Abbiamo usato un<span style="font-size: medium;">a foto un po&#8217; pro<span style="font-size: medium;">vocatoria, <span style="font-size: medium;">ma emb<span style="font-size: medium;">lematica. Per <span style="font-size: medium;">leggere un&#8217;intervista in cui <span style="color: #ff0000;"><strong>Massimo D&#8217;Alema</strong></span> <span style="font-size: medium;">parla della Notte della Taranta, ricca di <span style="font-size: medium;">riflessioni e spunti intelligenti, premere <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=652">qui</a>.</span></span></span></span></span></span></span></em></p>
<p></span></p>
</div>
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