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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Squilibri</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Dal blues alla taranta il viaggio di Lomax</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 13:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Salento e le sue musiche]]></category>
		<category><![CDATA[Alan Lomax]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Carpitella]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Agamennone]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Squilibri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un libro racconta il giro d&#8217;Italia dell&#8217;etnologo americano alla ricerca della musica popolare e i tanti intellettuali che nel dopoguerra percorsero le strade meno battute del Paese di Giandomenico Curi, dal Venerdì di Repubblica del 13 marzo 2020 «È successo tutto allora, tra la fine degli anni &#8217;40 e tutti i &#8217;50 del secolo scorso» scrive Maurizio Agamennone nell&#8217;introduzione del... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2020/03/25/dal-blues-alla-taranta-il-viaggio-di-lomax/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2020/03/d26f2d3a8ff5583681ac68eec63fdc44_XL.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3635" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2020/03/d26f2d3a8ff5583681ac68eec63fdc44_XL-214x300.jpg" alt="d26f2d3a8ff5583681ac68eec63fdc44_XL" width="214" height="300" /></a><em>Un libro racconta il giro d&#8217;Italia dell&#8217;etnologo americano alla ricerca della musica popolare e i tanti intellettuali che nel dopoguerra percorsero le strade meno battute del Paese</em></p>
<p>di <span style="color: #993300;">Giandomenico Curi</span>, dal Venerdì di Repubblica del 13 marzo 2020</p>
<p>«È successo tutto allora, tra la fine degli anni &#8217;40 e tutti i &#8217;50 del secolo scorso» scrive <span style="color: #993300;">Maurizio Agamennone</span> nell&#8217;introduzione del suo bel libro, <strong><span style="color: #ff0000;"><em>Viaggiando, per onde su onde</em></span></strong> (Squilibri) «&#8230;quando una parte rilevante del mondo intellettuale europeo, e non pochi americani, si è messa in movimento&#8230; per ripercorrere e rimappare territori e paesaggi sconvolti dalla guerra, e recuperarli a una consapevolezza condivisa; per incontrare comunità lacerate e affamate, ma che cercavano di ricomporsi e ritrovarsi; per &#8220;riconoscere&#8221; le regioni periferiche e scoprire differenze inattese e inaudite; per smaltire, espiare, esorcizzare colpe tremende, assunte o ereditate negli scenari dell&#8217;odio e dello sterminio; e poi, allontanandosene, per trovare la distanza giusta tra quelle vicende orribili e un loro doloroso riconoscimento; per rilevare pratiche espressive di sorprendente bellezza, e stupirsi per come fosse possibile, nonostante la distruzione e l&#8217;orrore, che alcune popolazioni &#8220;periferiche&#8221; riuscissero a conservare una sorta di primigenia &#8220;semplicità&#8221; o arcaica &#8220;purezza&#8221;».</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2020/03/5-lomax1-17-9-9-inncom-28.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3633" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2020/03/5-lomax1-17-9-9-inncom-28-300x216.jpg" alt="5 lomax1-17-9-9-inncom-28" width="300" height="216" /></a>Per raccontare tutto questa Agamennone, che insegna etnomusicologia all&#8217;Università di Firenze, è partito per quello che, secondo lui, è il &#8220;viaggio di conoscenza&#8221; principe, esemplare e mitico. quello di <span style="color: #993300;">Alan Lomax,</span> che nel settembre del 1950 lascia New York alla volta di Londra. Considerato a ragione il più importante etnomusicologo e riceratore della musica popolare del Novecento, Lomax ha passato una decina d&#8217;anni negli Stati Uniti del Sud alla ricerca della musica nera di tradizione, quella poi confluita nel grande fiume del blues, un corpus immenso di cultura orale che, grazie alle sue registrazioni, è diventata patrimonio della società americana e del mondo intero. Ma questa vicinanza con i neri e i dimenticati non deve essere sfuggita all&#8217;attenzione occhiuta della Commissione per le attività antiamericane: un motivo in più per affrettare il suo viaggio in Europa, forte anche di un accordo con la Columbia Records per la realizzazione della collana <span style="color: #ff0000;"><em>World Library of Folk and Primitive Music</em></span>. Lo sbarco a Londra per confermare gli accordi presi con la BBC, e poi in giro per le regioni più ricche di storie musicali e umane.</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2020/03/prof.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3634" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2020/03/prof-300x224.jpg" alt="prof" width="300" height="224" /></a>Meno facile la ricerca in Spagna, dove Lomax arriva nel 1952, in pieno franchismo. Riesce tuttavia a evitare tale <span style="color: #993300;">Marius Schneider</span>, ex nazista messo a capo dell&#8217;Istituto di Studi Superiori di Madrid, e a raggiungere con un pulmino Wolkswagen le zone più desolate del paese, al Galizia, l&#8217;Andalusia, fino alle Asturie, dove trova una tradizione e una cultura ancora vive e palpitanti , non inquinate dal folklore patriottico del regime. Quindi, dopo un secondo passaggio in Francia, nell&#8217;aprile del 1954 l&#8217;arrivo in Italia, a Civitavecchia, dopo aver raccolto a Parigi la figlioletta Anna e l&#8217;ex moglie Elizabeth, e percorso tutta l&#8217;Aurelia con una Citroën scassata. Ad accoglierlo <span style="color: #993300;">Diego Carpitella</span>, antropoplogo, etnomusicologo: la sua giuda per la parte italiana.</p>
<p>«L&#8217;anno più felice della mia vita» lo definirà Lomax. la &#8220;strana coppia&#8221; (la racconta <span style="color: #ff0000;"><em>Radici</em></span>, un recente film di <span style="color: #993300;">Luigi Faccini</span>, ora in dvd) gira da Nord a Sud, con una libertà, una complicità e un entusiasmo davvero impressionanti. «Il contatto con i suonatori e cantori» ricorderà Carpitella «si stabiliva senza difficoltà&#8230; Si andava per locande, nei posti più disagiati, oppure si dormiva nei sacchi a pelo».</p>
<p>E in questo loro girare Lomax e Carpitella fanno due scoperte importanti. La prima è la radio che, spiega Agamennone, esce dalle macerie dell&#8217;Eiar «con una rinnovata identità nazionale nella &#8220;nuova Italia&#8221; democratica e repubblicana, ricostruita sulla consapevolezza delle numerose differenze locali». E anche la nuova radiofonia pubblica sembra recuperare man mano «una maggiore sobrietà narrativa, un&#8217;attenzione progressivamente estesa alle comunità locali, un prudente rispetto delle differenze linguistiche e culturali, ignorate e oppresse nel corso della ventennale tirannia». Tra i nuovi programmi, il &#8220;documentario radiofonico&#8221; che porta il microfono direttamente nelle piazze, in mezzo alle persone, per registrare i suoni e i rumori di Firenze che insorge contro i nazifascisti (<span style="color: #993300;">Amerigo Gomez</span>, nel 1944) o le voci sommesse dei barboni milanesi (<span style="color: #993300;">Roberto Costa</span>, nel 1950). E naturalmente non può mancare , con l&#8217;arrivo del Terzo Programma Rai, uno spazio quotidiano dedicato alla musica popolare, l&#8217;indimenticabile trasmissione <em><span style="color: #ff0000;">Chiara fontana</span>.</em></p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2020/03/AgaVenerdì.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3637" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2020/03/AgaVenerdì-300x193.jpeg" alt="AgaVenerdì" width="300" height="193" /></a>L&#8217;altra scoperta che fanno Lomax e Carpitella è che non sono i soli a raccontare e inventare la nuova Italia delle &#8220;piccole patrie&#8221;. Ma che ci sono altri viaggiatori che si muovono sulle stesse strade poco battute. C&#8217;è <span style="color: #993300;">Guido Piovene</span> che tra il &#8217;53 e il &#8217;56 attraversa la penisola in lungo e in largo per mettere insieme il suo fondamentale <span style="color: #ff0000;"><em>Viaggio in Italia</em></span>, prima alla radio poi in volume. C&#8217;è <span style="color: #993300;">Italo Calvino</span> che scende in Basilicata a ritrovare la voce di <span style="color: #993300;">Rocco Scotellaro</span> ed è sconvolto dal paesaggio meridionale. C&#8217;è <span style="color: #993300;">Anna Maria Ortese</span> che arriva in Puglia a raccontare la vita durissima delle &#8220;tabaccare&#8221; salentine e scopre che il viaggio in treno a Sud è un viaggio nel tempo (passato) più che nello spazio. C&#8217;è <span style="color: #993300;">Mario Soldati</span> con le sue memorabili inchieste televisive: nel &#8217;58, <span style="color: #ff0000;"><em>Viaggio nella valle del Po</em></span> alla ricerca dei cibi genuini, e due anni dopo, con Zavattini, <span style="color: #ff0000;"><em>Chi legge?</em></span>, un&#8217;indagine su quello che gli italiani leggevano e soprattutto non leggevano. E ancora <span style="color: #993300;">Ernesto de Martino</span> con le sue eccezionali spedizioni in Lucania e in Salento. E infine <span style="color: #993300;">Pasolini</span> che ritrova per il suo <span style="color: #ff0000;"><em>Canzoniere italiano</em></span> il fascino e la purezza dei dialetti, a cominciare dal suo friulano, una lingua di contadini e montanari, non sua, e tuttavia parlata, confesserà, «da coloro che egli amava con dolcezza e violenza, torbidamente e candidamente».</p>
<div class="itemIntroText">
<p><span class="nome_autori_titillium"><span style="color: #993300;">Maurizio Agamennone</span>, </span><span style="color: #ff0000;"><em><span class="titolo_prodotto_titillium">Viaggiando, per onde su onde. </span>Il viaggio di conoscenza, la radiofonia e le tradizioni musicali locali nell&#8217;Italia del dopoguerra (1945-1960)</em></span>, Squilibri 2019, € 18, pp. 200.</p>
<p>Per approfondimenti:</p>
<p><em><span style="color: #ff0000;">Musica e tradizione orale nel Salento. Le registrazioni di Alan Lomax e Diego Carpitella</span> (agosto 1954) </em>(Squilibri 2018), libro di <span style="color: #993300;">Maurizio Agamennone</span> con tre cd in cui sono pubblicate le registrazioni fatte dai due ricercatori nel Salento (per leggere una mia recensione cliccare <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2018/02/14/musica-e-tradizione-orale-nel-salento-le-registrazioni-di-alan-lomax-e-diego-carpitella-agosto-1954/">qui</a>)</p>
<p>Il testo di <span style="color: #993300;">Anna Maria Ortese</span> sul Salento citato nell&#8217;articolo (per leggerlo cliccare <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2011/09/14/il-salento-comera-quando-cerano-le-tabacchine/">qui</a>)</p>
<p>Il libro si può acquistare sul sito della casa editrice, che effettua vendita per corrispondenza: <a href="https://www.squilibri.it/catalogo/testi-e-strumenti/maurizio-agamennone-viaggiando-per-onde-su-onde.html">https://www.squilibri.it/catalogo/testi-e-strumenti/maurizio-agamennone-viaggiando-per-onde-su-onde.html </a></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>La taranta magica di Sanguineti</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 10:41:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[canti e racconti di lavoro e di lotta del Salento]]></category>
		<category><![CDATA[alias]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Sanguineti]]></category>
		<category><![CDATA[il manifesto]]></category>
		<category><![CDATA[Squilibri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Michele Fumagallo da Alias, inserto culturale del manifesto, di sabato 29 ottobre 2011 Vincenzo Santoro ha dato alle stampe, per Squilibri il volume Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento (libro + cd, euro 16). È un nuovo excursus dell&#8217;autore nella ricerca culturale e musicale del Salento, derivato da un fortunato spettacolo. Il... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/10/29/la-taranta-magica-di-sanguineti/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <span style="color: #ff0000;"><strong>Michele Fumagallo</strong></span></span></p>
<p>da <strong>Alias</strong>, inserto culturale del <strong>manifesto</strong>, di sabato 29 ottobre 2011</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/10/lottearneo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1934" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/10/lottearneo-200x300.jpg" alt="lottearneo" width="200" height="300" /></a>Vincenzo Santoro</strong></span> ha dato alle stampe, per <strong>Squilibri</strong> il volume <span style="color: #993300;"><em>Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento</em></span> (libro + cd, euro 16). È un nuovo excursus dell&#8217;autore nella ricerca culturale e musicale del <strong>Salento</strong>, derivato da un fortunato spettacolo. Il merito maggiore di questi libro è del libro è quello di mettere in guardia dalle degenerazioni della riscoperta dell&#8217;esperienza musicale tradizionale salentina. Scrive Santoro: «La turbinosa rinascita della musica popolare salentina ha prodotto diffuse mistificazioni sui caratteri propri della cultura contadina. Ha prevalso l&#8217;immagine di un mondo contadino bucolico e pacificato, pervaso di pratiche e significati magici, dimenticando le accezioni negative che tali usanze avevano per i protagonisti concreti. Emblematico è il caso del tarantismo, trasformato da simbolo di dolore e sofferenza sociale in una sorta di feticcio new age». Così si dipana il libro e il cd tra musica tradizionale (alcuni canti, tra cui <span style="color: #ff0000;"><em>Lu sule calau calau</em></span> e <span style="color: #ff0000;"><em>Canto dell&#8217;Arneo</em></span> che accompagnò la più grande lotta contadina dell&#8217;epoca<span id="more-145"></span>, sono davvero bellissimi e struggenti) e racconto orale, in una rivisitazione che è quanto mai utile in un periodo in cui non si riesce a imboccare la strada della critica radicale a rivisitazioni del passato che hanno il solo scopo di integrare, in una logica superficiale e di consumo, tradizioni che meriterebbero ben altro ascolto e studio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">ndr: il singolare titolo dell&#8217;articolo è dovuto al fatto che l&#8217;articolo di Fumagallo comprende anche una recensione sul rapporto tra il grande poeta Edoardo Sanguineti e la musica. Anche se è un po&#8217; fuorviante, ho deciso di conservarlo&#8230;</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial;">per maggiori info sul libro (che sarà presentato l<a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=631">&#8217;11 novembre a Viterbo</a>) premere <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2014/10/29/memorie-della-terra-racconti-e-canti-di-lavoro-e-di-lotta-del-salento-il-cdlibro/">qui</a></span></span></span></p>
</div>
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		<title>L&#8217;Italia cantata dal Sud</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 20:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[Ignazio Buttitta]]></category>
		<category><![CDATA[Otello Profazio]]></category>
		<category><![CDATA[Squilibri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un volume con cd per una “contro storia” in musica dell’Unità d’Italia A quarant’anni dalla prima edizione, ritorna in allegato al volume omonimo l’opera più ambiziosa di Otello Profazio che, con brani ispirati ai repertori popolari e composizioni originali anche su testi di Ignazio Buttitta, ripercorre le vicende risorgimentali secondo gli stati d’animo e i sentimenti delle genti meridionali. Nella... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/07/12/litalia-cantata-dal-sud/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><em>Un volume con cd per una “contro storia” in musica dell’Unità d’Italia</em></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/07/italia-cantata-dal-sud.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1844" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/07/italia-cantata-dal-sud-214x300.jpg" alt="italia-cantata-dal-sud" width="214" height="300" /></a>A quarant’anni dalla prima edizione, ritorna in allegato al volume omonimo l’opera più ambiziosa di <span style="color: #ff0000;"><strong>Otello Profazio</strong></span> che, con brani ispirati ai repertori popolari e composizioni originali anche su testi di <strong>Ignazio Buttitta</strong>, ripercorre le vicende risorgimentali secondo gli stati d’animo e i sentimenti delle genti meridionali.</p>
<p>Nella sterminata discografia dell’ultimo dei cantastorie, <span style="color: #993300;"><em>L’Italia cantata dal Sud</em></span> è in effetti il lavoro in cui maggiormente risalta la sua capacità di aderire ai sentimenti più profondi della tradizione, svelandone i significati reconditi che raramente trovano spazio nei libri di storia. Da ingegnosi collage di canti e, ancor più, dallo scambio continuo di diversi registri espressivi emerge un sommerso di emozioni e tensioni che illumina di una luce nuova anche le vicende storiche prese in considerazione. L’intonazione epica di un canto è interrotta da inaspettati squarci di ironia che ne sospendono il significato celebrativo o consolatorio per lasciare emergere il disincanto estremo di chi ha alimentato qualche speranza di cambiamento soltanto come momentanea fuga dalle brutture di un presente <span id="more-169"></span>comunque intollerabile. A definitivo congedo da ogni speranza di cambiamento, nella conclusione di <em>Giuseppe Emanuele</em>, l’ultimo dei brani dedicati all’epopea garibaldina, i nomi di <strong>Giuseppe Garibaldi</strong> e <strong>Vittorio Emanuele</strong> sono variamente storpiati e combinati fino a confondersi, quasi che le sembianze dell’uno andassero scolorendo nel ritratto dell’altro per rivelare la faccia sempre eguale di un potere distante ed oppressivo.</p>
<p>L’intento di Profazio era del resto molto ambizioso: delineare un ritratto psicologico, prima ancora che storico, di un popolo in cui risaltassero le istanze fondamentali e le tendenze di fondo di un sempiterno spirito meridionale, costretto in un mondo senza possibilità di riscatto, rappresentato, con Buttitta, nella metafora dolentissima di un paesino dove “non ci sta oggi/ non c’è domani” e dove si può attendere solo che un giorno Cristo scenda dalla croce.</p>
<p>Quasi a delimitare il cerchio magico in cui il meridione è imprigionato da sempre, <span style="color: #993300;"><strong>L’Italia cantata dal sud</strong></span> si apre e chiude così con lo stesso stornello, <em>Fatto strano</em>, che esprime lo stupore di un siciliano nel sentirsi italiano, continuando ad abitare un mondo rimasto eguale a quello che era prima dell’arrivo di Garibaldi. E all’interno di questa struttura circolare ricadono anche le vicende storiche ripercorse nella prima parte del disco, quasi a significare la loro impotenza a scalfire le ragioni profonde dell’incredulità di quel siciliano che, con esiti ancora ineguagliati, si passano in rassegna nella seconda parte del disco, dall’emigrazione alla mafia, considerati in quadri che ne esaltano drammaticamente la perdurante attualità.</p>
<p>Tra ironia ed epica, si delinea così una dolente &#8220;controstoria&#8221; dell&#8217;Unità d&#8217;Italia che, con la rappresentazione di un Meridione precipitato in un&#8217;immobilità quasi metafisica, sopravanza le ricorrenti quanto strumentali rivisitazioni delle vicende risorgimentali.</p>
<p>Con la presentazione originaria di <strong>Carlo Levi</strong>, scritti di <strong>Domenico Ferraro</strong> e <strong>Giancarlo Governi</strong>, un apparato d&#8217;immagini tratto da un popolare periodico di fine ‘800 e nel CD, in aggiunta a <span style="color: #993300;"><strong>L&#8217;Italia cantata dal Sud</strong></span>, un brano del 1967, <em>Parlamento, parlamento</em>, e una versione di <em>Guvernu ‘talianu</em> con <strong>Daniele Sepe e l&#8217;Art Ensemble of Soccavo</strong>. </span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"></p>
<p>Info: 06-44340148, info@squilibri.it; www.squilibri.it</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">per maggiori info, per ascoltare un brano e per ordinazioni: <a href="http://www.squilibri.it/libri/interferenze/l-italia-cantata-dal-sud-344.html">www.squilibri.it/libri/interferenze/l-italia-cantata-dal-sud-344.html</a></span></p>
<p style="text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2011%2F07%2F12%2Flitalia-cantata-dal-sud%2F&amp;linkname=L%E2%80%99Italia%20cantata%20dal%20Sud" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2011%2F07%2F12%2Flitalia-cantata-dal-sud%2F&amp;linkname=L%E2%80%99Italia%20cantata%20dal%20Sud" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2011%2F07%2F12%2Flitalia-cantata-dal-sud%2F&amp;linkname=L%E2%80%99Italia%20cantata%20dal%20Sud" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2011%2F07%2F12%2Flitalia-cantata-dal-sud%2F&amp;linkname=L%E2%80%99Italia%20cantata%20dal%20Sud" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2011%2F07%2F12%2Flitalia-cantata-dal-sud%2F&amp;linkname=L%E2%80%99Italia%20cantata%20dal%20Sud" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2011%2F07%2F12%2Flitalia-cantata-dal-sud%2F&amp;title=L%E2%80%99Italia%20cantata%20dal%20Sud" id="wpa2a_6">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/07/12/litalia-cantata-dal-sud/">L&#8217;Italia cantata dal Sud</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Sui patrimoni immateriali del Salento e del Gargano</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 15:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[la taranta nella rete]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gargano]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Torsello]]></category>
		<category><![CDATA[Squilibri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sui patrimoni immateriali del Salento e del Gargano. Problemi e prospettive con saggi di Gianni D&#8217;Elia, Giulia Urso, Alexandra Rieder, Adriano Castigliego, Flavia Gervasi (a cura di Vincenzo Santoro e Sergio Torsello), Squilibri 2010 &#160; Cinque studi (estratti delle tesi premiate nel concorso La taranta laureata bandito dal Comune di Melpignano all&#8217;interno del progetto nazionale La rete dei festival aperta... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/02/02/sui-patrimoni-immateriali-del-salento-e-del-gargano/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><strong><em><span style="color: #993300; font-size: large;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/02/patrimoni_immateriali.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1780" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/02/patrimoni_immateriali-215x300.jpg" alt="patrimoni_immateriali" width="215" height="300" /></a>Sui patrimoni immateriali del Salento e del Gargano. Problemi e prospettive</span></em></strong></span></p>
<p>con saggi di <strong>Gianni D&#8217;Elia</strong>, <strong>Giulia Urso</strong>, <strong>Alexandra Rieder</strong>, <strong>Adriano Castigliego</strong>, <strong>Flavia Gervasi</strong></p>
<p>(a cura di <span style="color: #ff0000;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>Sergio Torsello</strong></span>), <strong>Squilibri</strong> 2010</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cinque studi (estratti delle tesi premiate nel concorso <span style="color: #ff0000;"><strong>La taranta laureata</strong> </span>bandito dal Comune di Melpignano all&#8217;interno del progetto nazionale <span style="color: #ff0000;"><strong>La rete dei festival aperta ai giovani</strong></span> promosso dal Ministero della Gioventù e l&#8217;ANCI) concorrono a delineare il complesso scenario in cui si muovono le dinamiche di valorizzazione e riproposta dei repertori popolari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Introduzione di <span style="color: #ff0000;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>Sergio Torsello</strong></span></p>
<p>Come noto, negli ultimi anni nel nostro paese è in corso un tumultuoso “movimento” di recupero e valorizzazione di alcuni patrimoni musicali locali, soprattutto meridionali.<span id="more-190"></span> Questo movimento &#8211; che coinvolge principalmente le giovani generazioni, ma con significativi apporti anche da parte delle più “mature” &#8211; ha i suoi epicentri in alcuni luoghi elettivi della musica tradizionale italiana (il Salento “pizzicato”, il Gargano delle “tarantelle” suonate sulla chitarra battente, l’area campana delle “tammurriate”, alcune zone della Calabria ecc.), ma ha sue forti ramificazioni anche nelle aree metropolitane del Centro-Nord, tra concerti, festival, corsi di danza e seminari di conoscenza e approfondimento.</p>
<p>Questo fenomeno negli anni ha suscitato anche le attenzioni del mondo accademico, sia per quanto riguarda gli aspetti più prettamente antropologici, musicali e coreutici, sia per quelli concernenti le ricadute in termini turistici e di promozione dell’immagine dei territori. All’esplosione dell’interesse generale di questi ultimi anni infatti si è affiancato un proporzionale incremento delle tesi di laurea su argomenti che in vario modo si incrociano con queste tematiche. In diversi casi, a svolgere le tesi e, in taluni casi, le relative “ricerche sul campo” sono giovani che del movimento di riscoperta e di valorizzazione dei patrimoni etnografici sono a loro modo protagonisti.</p>
<p>Con il concorso “La taranta laureata” si intendeva valorizzare proprio questo lavoro di approfondimento, che da tempo si svolge all’interno delle sedi universitarie. La risposta è andata al di là di ogni più rosea aspettativa. Hanno partecipato al concorso numerose tesi discusse negli anni accademici 2006-2009 in molti atenei, di cui due nelle università di Vienna e Bruxelles, a ulteriore riprova della vitale complessità di un fenomeno che è diventato un “caso” di studio ben oltre i confini nazionali. Di queste tesi, già positivamente valutate all’interno del sistema universitario, ne sono state selezionate cinque, per la pubblicazione in estratto in questo volume, che, a nostro avviso, si caratterizzano per l’originalità dell’approccio nonché per l’approfondimento di alcune tematiche di particolare rilievo.</p>
<p>La prima, di <strong>Gianni D’Elia</strong>, sugli aspetti giuridici della tutela del patrimonio immateriale, si sofferma su un tema di stringente attualità, proponendo un’analisi dei più recenti provvedimenti legislativi (in particolar modo il “Codice dei Beni Culturali”) in materia di definizione, tutela e valorizzazione dei beni culturali DEA (demoetnoantropologici). Il saggio di <strong>Giulia Urso</strong> presenta in anteprima l’analisi dei dati più significativi emersi nel corso di una ricerca condotta dall’università Bocconi di Milano (tra il 2007 e il 2009) sull’impatto economico-turistico del festival “La Notte della Taranta”. L’intervento di <strong>Alexandra Rieder</strong> si addentra invece nella fitta trama dei rapporti tra tarantismo e letteratura a partire dalle fonti storiche (su tutte il romanzo <em>Finibusterrae</em> di Luigi Corvaglia, edito nel 1936) fino alle più recenti produzioni letterarie incentrate sul tema del rituale salentino. Di carattere eminentemente etnomusicologico (sia pure con diverse finalità e prospettive) sono infine i contributi di <strong>Adriano Castigliego</strong> sulla “serenata nel Gargano” (ricchissimo di informazioni musicali, storiche e organologiche sui repertori vocali e strumentali dell’altro grande giacimento etnomusicale pugliese, il Gargano) e quello di <strong>Flavia Gervasi</strong>, ricercatrice dell’Università di Montreal, sul canto di tradizione orale nell’area salentina che, con una stimolante metodologia sperimentale, riflette sulle nuove acquisizioni disciplinari nel campo dell’etnomusicologia sempre più frequentemente chiamata a studiare (come nell’emblematico caso salentino) non più solo repertori musicali tradizionali in funzione ma le complesse pratiche contemporanee di riproposta degli stessi.</p>
<p>Ne risulta uno scenario articolato e multidisciplinare che rappresenta in maniera emblematica le molteplici questioni che si addensano sulle politiche di salvaguardia e valorizzazione dei patrimoni immateriali.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>&#8220;Note per la Notte&#8221;, cd/compilation di giovani band che reinterpretano la tradizione</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 07:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[la taranta nella rete]]></category>
		<category><![CDATA[La Taranta nella Rete]]></category>
		<category><![CDATA[MEI]]></category>
		<category><![CDATA[Squilibri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I finalisti dell&#8217;omonimo concorso facente parte del progetto La taranta nella rete, rivolto a giovani band che interpretano o rielaborano le musiche di tradizione, selezionati da una Giuria composta da Sergio Blasi (Fondazione Notte della Taranta), Sergio Torsello (Istituto Diego Carpitella), Vincenzo Santoro (ufficio cultura ANCI), Nando Popu (voce dei Sud Sound Sistem), Osvaldo Piliego (direttore CoolClub.it), Francesco Farina (Corriere... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/02/01/note-per-la-notte-cdcompilation-di-giovani-band-che-reinterpretano-la-tradizione/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/02/note_notte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1775" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/02/note_notte-300x296.jpg" alt="note_notte" width="300" height="296" /></a>I finalisti dell&#8217;omonimo concorso facente parte del progetto <a href="http://www.latarantanellarete.it">La taranta nella rete</a>, rivolto a giovani band che interpretano o rielaborano le musiche di tradizione, selezionati da una Giuria composta da <strong>Sergio Blasi </strong>(Fondazione Notte della Taranta), <strong>Sergio Torsello</strong> (Istituto Diego Carpitella), <strong>Vincenzo Santoro</strong> (ufficio cultura ANCI), <strong>Nando Popu</strong> (voce dei Sud Sound Sistem), <strong>Osvaldo Piliego</strong> (direttore CoolClub.it), <strong>Francesco Farina </strong>(Corriere del Mezzogiorno) e <strong>Giordano Sangiorgi</strong> (direttore MEI). Il risultato è l&#8217;omonimo cd prodotto pubblicato da<strong> <a href="http://www.squilibri.it">Squilibri</a></strong>.</span></p>
<p>I criteri di scelta e valutazione della giuria hanno seguito, da un lato, la coerenza rispetto ai codici delle musiche tradizionali dei luoghi di provenienza, dall&#8217;altro la capacità di innovazione in grado di generare una nuova scrittura musicale, senza trascurare la qualità/originalità del testo verbale. Il risultato è una panoramica eterogenea che offre interessanti spunti di riflessione sul ruolo delle musiche di tradizione orale come fonte di ispirazione creativa per nuovi linguaggi musicali.</p>
<p>Brani presenti nel cd<span id="more-192"></span></p>
<p><strong>Rione Junno</strong>, <em>Figlia Figlia </em></p>
<p><strong>Iubal Collettivo Musicale</strong>, <em> La ballata di Roberto</em></p>
<p><strong>Dario aka Dj Bellezza</strong>, <em>La legge di Uccio</em></p>
<p><strong>Joe Petrosino &amp; Rockammorra Band</strong>, <em>Vesuvius </em></p>
<p><strong>Ri Briganti Band</strong>, <em>Musicultura suddista</em></p>
<p><strong>Kachupa Folk Band</strong>, <em>Usti baba </em></p>
<p><strong>Davide Berardi</strong>, <em>Semb povr</em></p>
<p><strong>Cascarea</strong>, <em>Piripicchje</em></p>
<p><strong>Abnoba</strong>, <em>Albeena Delight</em></p>
<p><strong>Amigdala</strong>, <em>La Cesarina </em></p>
<p><strong>Brancaleone</strong>, <em>U&#8217; cunigghiu</em></p>
<p><strong>Terraross</strong>, <em>Pizzica Tarantina</em></p>
<p><strong>Alexina</strong>, <em>Stev na vot</em></p>
<p><strong>Li strittuli</strong>, <em>Pizzica Tarantata</em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">per ascoltare un brano del cd cliccare <a href="http://www.squilibri.it/dischi/dischi/note-per-la-notte-311.html">qui</a></span></p>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2011%2F02%2F01%2Fnote-per-la-notte-cdcompilation-di-giovani-band-che-reinterpretano-la-tradizione%2F&amp;linkname=%E2%80%9CNote%20per%20la%20Notte%E2%80%9D%2C%20cd%2Fcompilation%20di%20giovani%20band%20che%20reinterpretano%20la%20tradizione" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2011%2F02%2F01%2Fnote-per-la-notte-cdcompilation-di-giovani-band-che-reinterpretano-la-tradizione%2F&amp;linkname=%E2%80%9CNote%20per%20la%20Notte%E2%80%9D%2C%20cd%2Fcompilation%20di%20giovani%20band%20che%20reinterpretano%20la%20tradizione" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2011%2F02%2F01%2Fnote-per-la-notte-cdcompilation-di-giovani-band-che-reinterpretano-la-tradizione%2F&amp;linkname=%E2%80%9CNote%20per%20la%20Notte%E2%80%9D%2C%20cd%2Fcompilation%20di%20giovani%20band%20che%20reinterpretano%20la%20tradizione" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2011%2F02%2F01%2Fnote-per-la-notte-cdcompilation-di-giovani-band-che-reinterpretano-la-tradizione%2F&amp;linkname=%E2%80%9CNote%20per%20la%20Notte%E2%80%9D%2C%20cd%2Fcompilation%20di%20giovani%20band%20che%20reinterpretano%20la%20tradizione" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2011%2F02%2F01%2Fnote-per-la-notte-cdcompilation-di-giovani-band-che-reinterpretano-la-tradizione%2F&amp;linkname=%E2%80%9CNote%20per%20la%20Notte%E2%80%9D%2C%20cd%2Fcompilation%20di%20giovani%20band%20che%20reinterpretano%20la%20tradizione" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2011%2F02%2F01%2Fnote-per-la-notte-cdcompilation-di-giovani-band-che-reinterpretano-la-tradizione%2F&amp;title=%E2%80%9CNote%20per%20la%20Notte%E2%80%9D%2C%20cd%2Fcompilation%20di%20giovani%20band%20che%20reinterpretano%20la%20tradizione" id="wpa2a_10">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/02/01/note-per-la-notte-cdcompilation-di-giovani-band-che-reinterpretano-la-tradizione/">&#8220;Note per la Notte&#8221;, cd/compilation di giovani band che reinterpretano la tradizione</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Il sentire di un maestro: da Roberto De Simone un monumento sonoro alla tradizione campana</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2011/01/21/il-sentire-di-un-maestro/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 18:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[il Paese Nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Compagnia di Canto Popolare]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto De Simone]]></category>
		<category><![CDATA[Squilibri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;editore Squilibri con il titolo Son sei sorelle. Canti e rituali della tradizione in Campania, un &#8220;monumento sonoro alla tradizione musicale e al lavoro di Roberto De Simone. Un sontuoso volume a cui è allegato un cofanetto con sette cd audio, che raccoglie le memorabili registrazioni degli anni &#8217;70 assieme ad altrettanto materiale inedito, ripreso &#8220;sul campo&#8221; proprio nei momenti... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/01/21/il-sentire-di-un-maestro/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"><em><span style="color: #000000;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/01/desimone_sonseisorelle.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2325" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/01/desimone_sonseisorelle-298x300.jpg" alt="desimone_sonseisorelle" width="298" height="300" /></a>Dall&#8217;editore Squilibri con il titolo </span></em><span style="color: #993300;"><strong>Son sei sorelle. Canti e rituali della tradizione in Campania</strong></span><em><span style="color: #000000;">, un &#8220;monumento sonoro alla tradizione musicale e al lavoro di <strong>Roberto De Simone</strong>. Un sontuoso volume a cui è allegato un cofanetto con sette cd audio, che raccoglie le memorabili registrazioni degli anni &#8217;70 assieme ad altrettanto materiale inedito, ripreso &#8220;sul campo&#8221; proprio nei momenti rituali delle feste&#8230;</span></em></span></p>
<p>di <span style="color: #993300;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> da <strong>Il Paese Nuovo</strong> del 21 gennaio 2011</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Roberto De Simone</span></strong><span style="color: #000000;"> è senza dubbio uno dei maggiori protagonisti della cultura napoletana e italiana degli ultimi decenni. Intellettuale eclettico e raffinato, musicologo, compositore e regista teatrale, ha anche lavorato in maniera non episodica sui temi della cultura popolare, come studioso e come autore, ma anche come fondatore e “direttore artistico” della <strong>Nuova Compagnia di Canto Popolare</strong>, una delle esperienze più significative e seminali del folk revival italiano.</span></p>
<p>A partire dall’inizio degli anni ‘70 del secolo scorso, De Simone effettuò anche una vasta “ricerca sul campo” sulla tradizione musicale orale della Campania, compiuta recandosi a più riprese a studiare le espressioni più vitali e significative di questa antichissima forma culturale &#8211; che stava velocemente depauperandosi sotto la spinta omologatrice del “progresso” &#8211; nei <span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span id="more-193"></span></span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">suoi luoghi elettivi, sparsi per tutta la regione: feste, pellegrinaggi, carnevali, riti della Passione, ma anche momenti dei lavori agricoli che venivano accompagnati dal canto, individuale e collettivo.</span></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1771" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/01/1259772623630_petruz0-300x200.jpg" alt="1259772623630_petruz0" width="300" height="200" />Sulla scorta di quelle ricerche, De Simone produsse, alla fine degli anni ‘70, un volume con sette dischi in vinile, contenenti registrazioni effettuate in studio dagli interpreti più significativi della tradizione, che intendevano dare una rappresentazione il più possibile completa ed esaustiva di un “mondo culturale” ancora pienamente funzionante. Questo lavoro di ricerca fu poi ampiamente utilizzato da De Simone per una delle opere teatrali più ambiziose e di maggiore successo, La gatta Cenerentola.</p>
<p>Oggi quella pubblicazione, che rappresentò una pietra miliare della ricerca antropologica ed etnomusicologica nel nostro Paese, viene finalmente riedita dall’editore <strong>Squilibri</strong> con il titolo <span style="color: #993300;"><strong><em>Son sei sorelle. Canti e rituali della tradizione in Campania</em></strong></span>, in un sontuoso volume a cui è allegato un cofanetto con ben sette cd audio, che raccoglie le memorabili registrazioni degli anni ‘70 assieme ad altrettanto materiale inedito, ripreso “sul campo” proprio nei momenti rituali delle feste.</p>
<p>Secondo l’inarrivabile sensibilità musicale dell’autore, la sequenza delle registrazioni è ordinata come una straordinaria sinfonia che restituisce all’ascolto – con una qualità audio di altissimo livello &#8211; il canto corale di un popolo, l’anima e il cuore palpitante di una tradizione. Dalla leggenda delle sette sorelle, “sei belle e una brutta e nera” rifugiatasi poi a <strong>Montevergine</strong> dove ebbe inizio il culto della “mamma Schiavona”, alle lunghe (alcune superiori ai 20 minuti) e frenetiche performance dei possenti “canti sul tamburo” (oggi chiamati impropriamente “tammurriate”), con le diverse varianti a seconda dell’area culturale, fino a una insospettata tradizione di canto sociale e politico, è un susseguirsi di emozioni che emanano da brani che risaltano per la loro bellezza, essendo eseguiti dai più autentici rappresentanti di una cultura millenaria (tra cui Giovanni Coffarelli, che collaborò alla ricerca, <strong>Rosa Noverino</strong>, <strong>Lucia D’Alterio</strong>, <strong>Antonio Torre</strong> e <strong>Giovanni Del Sorbo</strong>, solo per citarne alcuni) oggi quasi tutti defunti.</p>
<p>Il volume contiene tutte le trascrizioni e le traduzioni dei canti, un puntuale apparato che interpreta e contestualizza i materiali sonori, e un lucido e commovente saggio dell’autore, che descrive il volume come “la celebrazione dell’assenza” di una tradizione antichissima che “si è spenta di colpo, di botto, come colpita al cuore da un infarto culturale, fulminata da ischemia alle coronarie cui non giungeva più il sangue puro della collettività, cui quelle espressioni erano necessarie come l’ossigeno alle vie respiratorie della propria identità”. E in quel momento “La Campania ha perso un bene inestimabile, un’anima culturale da considerarsi patrimonio dell’umanità”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Il volume di De Simone sarà presentato il 10 febbraio alle ore 18,30 a Roma presso l&#8217;Auditorum Parco della Musica, il 21 al teatro La Pergola di Firenze e, dopo aver toccato altre città, il giro di presentazioni si concluderà il 30 marzo alla Sala Napoleonica dell&#8217;Univeristà di Milano</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Un&#8217;ampia scheda sul libro, comprendente anche l&#8217;elenco dei canti, si può trovare a questo indirizzo: </span><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2010/11/20/finalmente-ripubblicato-il-monumentale-lavoro-di-roberto-de-simone-sulla-tradizione-campana/">http://lnx.vincenzosantoro.it/2010/11/20/finalmente-ripubblicato-il-monumentale-lavoro-di-roberto-de-simone-sulla-tradizione-campana/</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Finalmente ripubblicato il monumentale lavoro di Roberto de Simone sulla tradizione campana</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2010/11/20/finalmente-ripubblicato-il-monumentale-lavoro-di-roberto-de-simone-sulla-tradizione-campana/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 09:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto De Simone]]></category>
		<category><![CDATA[Squilibri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Roberto de Simone, Sono Sei sorelle. Rituali e canti della tradizione in Campania libro + sette cd audio, Edizioni Squilibri 2010 A oltre trent&#8217;anni dalla prima edizione, le memorabili registrazioni realizzate in studio da Roberto De Simone, riunendo i più rappresentativi cantori di una cultura secolare già allora in via di estinzione, assieme a materiali sonori del tutto inediti, raccolti... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/11/20/finalmente-ripubblicato-il-monumentale-lavoro-di-roberto-de-simone-sulla-tradizione-campana/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/11/20/finalmente-ripubblicato-il-monumentale-lavoro-di-roberto-de-simone-sulla-tradizione-campana/">Finalmente ripubblicato il monumentale lavoro di Roberto de Simone sulla tradizione campana</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><strong>Roberto de Simone</strong>, <span style="color: #993300;"><em>Sono Sei sorelle. Rituali e canti della tradizione in Campania</em></span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">libro + sette cd audio</span><span style="color: #000000; font-size: medium;">, Edizioni <strong>Squilibri</strong> 2010</span></p>
</div>
<p align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/11/sei_sorelle.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1741" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/11/sei_sorelle-300x300.jpg" alt="sei_sorelle" width="300" height="300" /></a>A oltre trent&#8217;anni dalla prima edizione, le memorabili registrazioni realizzate in studio da R<strong>oberto De Simone</strong>, riunendo i più rappresentativi cantori di una cultura secolare già allora in via di estinzione, assieme a materiali sonori del tutto inediti, raccolti sul campo nel corso di una pluridecennale ricerca estesa a tutto il territorio regionale.</span></p>
<p>Registrazioni in studio e riprese sul campo sono composte, secondo l&#8217;inarrivabile sensibilità musicale dell&#8217;autore de <strong>La gatta cenerentola</strong>, come una straordinaria sinfonia che restituisce all&#8217;ascolto il canto di un popolo, l&#8217;anima e il cuore palpitante di una tradizione ferita a morte.</p>
<p>L&#8217;opera sarà presentata il 2 dicembre a Napoli al teatro San Carlo (info: <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=567">www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=567</a>)</p>
<p align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">&#8220;&#8230;ho deciso di pubblicare di nuovo quei sette microsolchi, e aggiungere a quei materiali una serie di registrazioni effettuate sul campo all&#8217;inizio degli anni Settanta. Si tratta di nastri incisi proprio nel momento rituale delle feste, magari privi di perfezione tecnica, ma ricchi di una coralità dirompente, di una verità espressiva, di uno spessore rituale, religioso,<span id="more-203"></span>rappresentato al massimo.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Saranno queste registrazioni la celebrazione dell&#8217;assenza. Ma saranno, esse, la cartina di tornasole per evidenziarne le innumerevoli mistificazioni e contraddizioni, operate in nome di un mondo estinto?</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">In rapporto a quei canti registrati trenta anni orsono, espressioni di un simbolico anno lunare, ho organizzato gli altri materiali come espressioni di un anno solare. Il cerchio si chiude, la sacra rappresentazione è da considerarsi compiuta, come quelle antiche immagini della crocefissione di Cristo, con il sole a destra e la luna a sinistra&#8221;. </span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000; font-size: medium;">Elenco dei brani</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000; font-size: medium;">CD 1</span></p>
<p>1) La leggenda delle sette sorelle e canti per Montevergine</p>
<p>2) Canti sommesi sul tamburo</p>
<p>3) Canti sul tamburo a S. Maria di Castello</p>
<p>4) Fronne, canti e ballo giuglianese</p>
<p>5) Canzone de lo  Capodanno</p>
<p>6) Sonata di richiamo per il raduno del gregge</p>
<p>7) Ingresso del Carnevale</p>
<p>8) Il rosario carnevalesco</p>
<p>9) Tarantella della “Vecchia del Carnevale”</p>
<p>10) La Canzone di Zeza</p>
<p>11) Sonata per santa Maria del Monte</p>
<p>12) Canti prignanesi</p>
<p>CD 2</p>
<p>1) Canti per la potatura o serenate</p>
<p>2) Fronne e canti di stile pomiglianese</p>
<p>3) Canti giuglianesi per Santa Maria dell’Arco</p>
<p>4) La Zeza di San Potito</p>
<p>5/6) Carnevale della Resistenza</p>
<p>7)  Tarantella di Carnevale</p>
<p>8) Lamentazioni per la morte di Carnevale</p>
<p>9) Serenata agropolese</p>
<p>CD 3</p>
<p>1) Canti paganesi per la Madonna delle galline</p>
<p>2) Canti scafatesi per la Madonna dei Bagni</p>
<p>3) Lamentazioni per Carnevale</p>
<p>4) Il rogo di Carnevale</p>
<p>5) Maria lu gioverì santo</p>
<p>6) La morte di Gesù</p>
<p>7) Il Venerdì Santo delle Confraternite nel Cilento<br />
CD 4</p>
<p>1) Canti lirici di Sanza</p>
<p>2) Canti di lavoro di area casertana</p>
<p>3) Richiami di venditori</p>
<p>4) Canti per la lavorazione della canapa</p>
<p>5) Musica dei morti e “Pastellessa” per S. Antonio Abate</p>
<p>6) Canto e danza di Casatori</p>
<p>7) Lauda “Debbo partire da te morto Signore”</p>
<p>8) La “funzione” dei fujenti</p>
<p>9) Canto devozionale e crisi rituali dei fujenti</p>
<p>10) Danze con flauto e tamburo</p>
<p>11) Danze e canti a Briano</p>
<p>12) Canti “a ffigliola”</p>
<p>13) Canti sul tamburo</p>
<p>CD 5</p>
<p>1) Miserere</p>
<p>2) La “ ’Ndrezzata” per la domenica in albis</p>
<p>3) Canti sul tamburo a Lèttere</p>
<p>4) Canti a distesa di carcerati</p>
<p>5) Litanie pentecostali a S. Maria dell’Arco</p>
<p>6) Canti maiorini per S. Maria Avvocata</p>
<p>7) Canti a distesa, filastrocche e monorimi nel sabato dei fuochi</p>
<p>8) La festa della Madonna delle galline</p>
<p>9) Novena e preci delle “parenti di San Gennaro”</p>
<p>10) Pellegrinaggio a Montevergine</p>
<p>11) Canto di legatura del grano</p>
<p>CD 6</p>
<p>1) Canti a ffigliola e canti sul tamburo di Terzigno</p>
<p>2) Tarantella per la Madonna del Carmine</p>
<p>3) Rosamarina di San Michele</p>
<p>4) Ascesa lungo la Scalea santa</p>
<p>5) Tarantelle a tavola</p>
<p>6) Canti contadini di stile polivocale</p>
<p>7) Canto di lavoro alla teresella</p>
<p>8) Canti lirici di vendemmia</p>
<p>9) “Compagni, il due giugno”</p>
<p>10) “Patrone, si vuo’ metere lu ggrano”</p>
<p>11) Canti di carrettieri alla “cilentana”<br />
CD 7</p>
<p>1) Novena dell’Immacolata</p>
<p>2) Novena di Gesù Bambino</p>
<p>3) Tarantella di zampogne</p>
<p>4) Tromba montemaranese</p>
<p>5) Tarantella montemaranese</p>
<p>6) Il doppio flauto maschio e femmina</p>
<p>7) Tarantella di Montemarano</p>
<p>8) Addio alla Madonna di Montevergine e protesta</p>
<p>9) Canti di carrettieri “alla cilentana”</p>
<p>10) Canto conviviale calitrano</p>
<p>11) Ninna nanna</p>
<p>12) Ninna nanna</p>
<p>13) Canto di San Silvestro</p>
<p>13) Salterello nuziale</p>
<p>14) Compianto funerario per Giuseppina</p>
<p>15) Lamentazione funebre per una madre</p>
<p align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Per ascoltare un brano compreso nei cd: <a href="http://www.squilibri.it/libri/sinestesie/son-sei-sorelle-313.html">www.squilibri.it/libri/sinestesie/son-sei-sorelle-313.html</a></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F11%2F20%2Ffinalmente-ripubblicato-il-monumentale-lavoro-di-roberto-de-simone-sulla-tradizione-campana%2F&amp;linkname=Finalmente%20ripubblicato%20il%20monumentale%20lavoro%20di%20Roberto%20de%20Simone%20sulla%20tradizione%20campana" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F11%2F20%2Ffinalmente-ripubblicato-il-monumentale-lavoro-di-roberto-de-simone-sulla-tradizione-campana%2F&amp;linkname=Finalmente%20ripubblicato%20il%20monumentale%20lavoro%20di%20Roberto%20de%20Simone%20sulla%20tradizione%20campana" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F11%2F20%2Ffinalmente-ripubblicato-il-monumentale-lavoro-di-roberto-de-simone-sulla-tradizione-campana%2F&amp;linkname=Finalmente%20ripubblicato%20il%20monumentale%20lavoro%20di%20Roberto%20de%20Simone%20sulla%20tradizione%20campana" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F11%2F20%2Ffinalmente-ripubblicato-il-monumentale-lavoro-di-roberto-de-simone-sulla-tradizione-campana%2F&amp;linkname=Finalmente%20ripubblicato%20il%20monumentale%20lavoro%20di%20Roberto%20de%20Simone%20sulla%20tradizione%20campana" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F11%2F20%2Ffinalmente-ripubblicato-il-monumentale-lavoro-di-roberto-de-simone-sulla-tradizione-campana%2F&amp;linkname=Finalmente%20ripubblicato%20il%20monumentale%20lavoro%20di%20Roberto%20de%20Simone%20sulla%20tradizione%20campana" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F11%2F20%2Ffinalmente-ripubblicato-il-monumentale-lavoro-di-roberto-de-simone-sulla-tradizione-campana%2F&amp;title=Finalmente%20ripubblicato%20il%20monumentale%20lavoro%20di%20Roberto%20de%20Simone%20sulla%20tradizione%20campana" id="wpa2a_14">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/11/20/finalmente-ripubblicato-il-monumentale-lavoro-di-roberto-de-simone-sulla-tradizione-campana/">Finalmente ripubblicato il monumentale lavoro di Roberto de Simone sulla tradizione campana</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>A Napoli di scena la taranta del Salento</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2010/03/20/a-napoli-di-scena-la-taranta-del-salento/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 18:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il ritorno della taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Cinzia Villani]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Sepe]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Riccio]]></category>
		<category><![CDATA[Il ritorno della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Marino Niola]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Blasi]]></category>
		<category><![CDATA[Squilibri]]></category>
		<category><![CDATA[Suoni Rurali]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di musica popolare quello in programma al Maschio Angioino dove il 27 aprile, alle ore 17, nella Sala della Loggia, per iniziativa dell’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli, si ritroveranno tre protagonisti dell’acceso dibattito attorno alle modalità di recupero e riattualizzazione dei repertori tradizionali: Sergio Blasi, l’inventore del celeberrimo festival “La Notte... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/03/20/a-napoli-di-scena-la-taranta-del-salento/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/03/napmask04.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1597" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/03/napmask04-300x227.jpg" alt="napmask04" width="300" height="227" /></a></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di musica popolare quello in programma al <strong>Maschio Angioino</strong> dove il 27 aprile, alle ore 17, nella <strong>Sala della Loggia</strong>, per iniziativa dell’<strong>Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli</strong>, si ritroveranno tre protagonisti dell’acceso dibattito attorno alle modalità di recupero e riattualizzazione dei repertori tradizionali: <strong>Sergio Blasi</strong>, l’inventore del celeberrimo festival “La Notte della Taranta”, <strong>Marino Niola</strong>, antropologo e opinionista da sempre attento alle dialettiche di consumo dei prodotti culturali, e <strong>Daniele Sepe</strong>, un veterano della riproposta italiana nonché direttore artistico di una delle prime edizione del festival salentino. Modera il dibattito <strong>Giulio Riccio</strong>, Assessore alle politiche giovanili del comune di Napoli.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">L’occasione, per un confronto che si annuncia di sicuro interesse, è data dalla presentazione del volume con cd allegato di <strong>Vincenzo Santoro</strong>, <span style="color: #ff0000;"><em>Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</em></span> che, <span id="more-259"></span>dalle pionieristiche esperienze degli anni Settanta fino all’esplosione degli ultimi anni, ricostruisce il lungo processo di riuso dei materiali tradizionali giunto nel Salento a una sorprendente esposizione mediatica, ben oltre i confini regionali. In un avvincente racconto corale, il volume ripercorre questa pluridecennale vicenda attraverso la “viva voce” dei suoi protagonisti, da Rina Durante a Giovanna Marini, dal Canzoniere Grecanico Salentino ad Officina Zoé, da Eugenio Barba a Edoardo Winspeare, dal Canzoniere di Terra d’Otranto agli Aramirè, da Eugenio Bennato a Georges Lapassade, fino all’attuale dilagare di tarante a tutte le latitudini e nelle più svariate combinazioni. Una storia decisamente “locale”, se non altro perché del tutto impensabile in altri contesti, ma emblematica di come si possa procedere con successo alla riattualizzazione dei repertori popolari, innescando dinamiche capaci non solo di condizionare le politiche culturali degli enti pubblici ma anche di proiettare in una dimensione internazionale le suggestioni e la forza attrattiva della pizzica, altrimenti consegnata alla memoria degli archivi e ai reperti documentari di un mondo ormai scomparso. </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">L’autore, impegnato in prima persona nel movimento salentino, non nasconde peraltro limiti e contraddizioni di un sorprendente fenomeno mediatico i cui meriti vanno attribuiti per lo più a una congerie di operatori locali che, ben prima dell’intervento delle istituzioni, si sono dovuti “inventare” competenze e modalità di intervento, dato che anche la comunità scientifica ha mancato di fornire un supporto adeguato, limitandosi a stigmatizzare gli errori emersi all’interno del movimento e a pontificare con sufficienza sulle sue contraddizioni.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Al termine dell’incontro concerto di <span style="color: #ff0000; font-size: large;"><strong>Anna Cinzia Villani e i Suoni Rurali</strong></span> che, con la voce di una delle più rappresentative interpreti del canto salentino e la straordinaria abilità strumentale di due giovani epigoni della tradizione, offriranno dal vivo un’efficace rappresentazione di ritmi e melodie che continuano ad incantare il pubblico di tutto il mondo, con particolare riferimento alle giovani generazioni che ogni anno si ritrovano a migliaia nelle assolate e magiche piazze del Salento</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Info</span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"> 06-44340148; info@squilibri.it; <a href="http://www.squilibri.it">www.squilibri.it</a></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">per maggiori info sul libro cliccare <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=407">qui</a></span></p>
</div>
<p align="justify">
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		<title>a Bari i suoni e i canti delle Puglie</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 16:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio sonoro della Puglia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>A meno di un anno dall’inaugurazione, l’Archivio Sonoro della Puglia raddoppia (con altre postazioni presso l’Archivio di Stato), si estende ai fondi audiovisivi e fotografici (con importanti collaborazioni con le Teche Rai, il Museo delle Arti e Tradizioni e l’Archivio Luce), si rinnova (con un nuovo sistema di fruizione e consultazione locale e in rete), avvia una collana editoriale e... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/02/03/a-bari-i-suoni-e-i-canti-delle-puglie/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/02/sentitebg3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1555" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/02/sentitebg3-300x209.jpg" alt="sentitebg3" width="300" height="209" /></a>A meno di un anno dall’inaugurazione, l’<a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/storico.asp?s=Archivio+sonoro+della+Puglia"><span style="color: #ff0000;"><strong>Archivio Sonoro della Puglia</strong></span></a> raddoppia (con altre postazioni presso l’Archivio di Stato), si estende ai fondi audiovisivi e fotografici (con importanti collaborazioni con le Teche Rai, il Museo delle Arti e Tradizioni e l’Archivio Luce), si rinnova (con un nuovo sistema di fruizione e consultazione locale e in rete), avvia una collana editoriale e altre importanti iniziative (una rassegna annuale di canti tradizionali e un concorso per le scuole della regione) perché un patrimonio culturale di inestimabile valore diventi un bene condiviso e partecipato.</span></p>
<p>Le nuove attività dell&#8217;Archivio verranno presentate il 6 febbraio 2010 presso la <span style="color: #ff0000;"><strong>Cittadella della Cultura </strong></span>di Bari, Auditorium Archivio di Stato, via Pietro Oreste 45, con inizio alle ore 17,30</p>
<p>Programma<span id="more-274"></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Introduzione</span></p>
<p><strong>Luciano Scala</strong> (Direttore Generale Archivi-Ministero Beni Culturali): <em>Dalla Puglia, un progetto di valenza nazionale per la costituzione di una “rete degli archivi sonori” </em></p>
<p><strong>Silvia Godelli</strong> (Assessore al mediterraneo Regione Puglia): <em>Per il recupero di una memoria sonora collettiva</em></p>
<p><strong>Nicola Scaldaferri</strong> (Università di Milano): <em>Il nuovo sistema di consultazione e fruizione dell’Archivio Sonoro</em></p>
<p><span style="color: #0000ff; font-size: large;"><strong>Musiche su pellicola</strong></span></p>
<p>Come gustoso assaggio delle nuove acquisizioni audiovisive….</p>
<p><span style="font-size: medium;"><em><strong><span style="color: #ff0000;">Sentite buona gente</span></strong></em> di Roberto Leydi</span></p>
<p>La sezione pugliese del memorabile spettacolo che, nel 1967, portava a Milano una dinamica rappresentazione delle musiche di tradizione italiane (con i <strong>Cantori di Carpino</strong> e l&#8217;orchestrina &#8220;terapeutica&#8221; del tarantismo diretta da <strong>Luigi Stifani</strong>)</p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><strong><span style="color: #ff0000;">Omaggio a Matteo Salvatore </span></strong></span></em></p>
<p>Dagli scrigni delle Teche Rai, straordinari documenti inediti sull’indimenticabile cantore di Apricena con la testimonianza di Otello Profazio che eseguirà dal vivo alcune delle sue più celebri canzoni.</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong><span style="color: #0000ff;">Adotta un canto, scopri una tradizione</span></strong></span></p>
<p>Presentazione del concorso rivolto a tutte le scuole della Puglia, chiamate a misurarsi con le musiche tradizionale della propria terra con visite guidate, seminari, incontri con suonatori e costruttori tradizionali, lezioni-concerto e molto altro ancora.</p>
<p><span style="color: #0000ff; font-size: large;"><strong>Suoni di terra</strong></span></p>
<p>Presentazione della rassegna annuale di canti e musiche tradizionali, in programma alla Cittadella della Cultura nel mese di maggio.</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong><span style="color: #0000ff;">Musiche su carta</span></strong></span></p>
<p>Presentazione del volume con cd allegato di <strong>Vincenzo Santoro</strong>, <em>Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</em> che ha avviato le attività editoriali dell’Archivio.</p>
<p>Concerto dei <span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="font-size: x-large;"><strong><span style="color: #ff0000;">Malicanti</span></strong></span> con le signore del canto salentino (<span style="color: #ff0000;"><strong>Anna Cinzia Villani</strong></span> ed <strong><span style="color: #ff0000;">Enza Pagliara</span></strong>) e <span style="color: #ff0000;"><strong>Pio Gravina</strong></span> dal Gargano</span></p>
<p>coordinamento del progetto: <strong>Domenico Ferraro</strong> e <strong>Vincenzo Santoro</strong></p>
<p>Info: <a href="http://www.squilibri.it">www.squilibri.it</a>; info@squilibri.it; <a href="http://www.archiviosonoro.org/puglia">www.archiviosonoro.org/puglia</a></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Ingresso gratuito</span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F02%2F03%2Fa-bari-i-suoni-e-i-canti-delle-puglie%2F&amp;linkname=a%20Bari%20i%20suoni%20e%20i%20canti%20delle%20Puglie" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F02%2F03%2Fa-bari-i-suoni-e-i-canti-delle-puglie%2F&amp;linkname=a%20Bari%20i%20suoni%20e%20i%20canti%20delle%20Puglie" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F02%2F03%2Fa-bari-i-suoni-e-i-canti-delle-puglie%2F&amp;linkname=a%20Bari%20i%20suoni%20e%20i%20canti%20delle%20Puglie" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F02%2F03%2Fa-bari-i-suoni-e-i-canti-delle-puglie%2F&amp;linkname=a%20Bari%20i%20suoni%20e%20i%20canti%20delle%20Puglie" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F02%2F03%2Fa-bari-i-suoni-e-i-canti-delle-puglie%2F&amp;linkname=a%20Bari%20i%20suoni%20e%20i%20canti%20delle%20Puglie" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F02%2F03%2Fa-bari-i-suoni-e-i-canti-delle-puglie%2F&amp;title=a%20Bari%20i%20suoni%20e%20i%20canti%20delle%20Puglie" id="wpa2a_18">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/02/03/a-bari-i-suoni-e-i-canti-delle-puglie/">a Bari i suoni e i canti delle Puglie</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Taranta Story. Alle radici della pizzica nella terra sospesa tra magia e deserto</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 19:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il ritorno della taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Winspeare]]></category>
		<category><![CDATA[Il ritorno della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[laRepubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Stifani]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Desiati]]></category>
		<category><![CDATA[Pizzicata]]></category>
		<category><![CDATA[Squilibri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Mario Desiati racconta le radici della pizzica attraverso il nuovo saggio di Vincenzo Santoro di Mario Desiati da La Repubblica di Bari del 22 novembre 2009Tempo fa denunciammo il rischio di una deriva cialtronesca della tradizione etno-musicale del Salento. Era il 2005 e la moda della Taranta era al suo acme. Nel dibattito intervenne Vincenzo Santoro, studioso che con rigore... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2009/11/23/taranta-story-alle-radici-della-pizzica-nella-terra-sospesa-tra-magia-e-deserto/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><em><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Mario Desiati racconta le radici della pizzica attraverso il nuovo saggio di Vincenzo Santoro</span></em></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <strong>Mario Desiati</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">da La Repubblica di Bari del 22 novembre 2009<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2009/11/pizzicata3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1532" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2009/11/pizzicata3-300x240.jpg" alt="pizzicata3" width="300" height="240" /></a></span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Tempo fa denunciammo il rischio di una deriva cialtronesca della tradizione etno-musicale del Salento. Era il 2005 e la moda della Taranta era al suo acme. Nel dibattito intervenne <span style="color: #ff0000;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span>, studioso che con rigore ha curato il libro <em>Il ritorno della Taranta</em> per l’editore Squilibri e che il 28 ottobre è stato al centro di un dibattito all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il saggio non è soltanto la storia della rinascita della musica popolare nel Salento come lascia intendere il sottotitolo, ma soprattutto una disamina attenta e accurata di quello che oggi è presente nell’immaginario contemporaneo del fenomeno musicale e popolare più di tutti sugli scudi. Santoro individua un periodo storico nel quale si consolida il fenomeno<span id="more-282"></span>: “Con la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta si registra un progressivo ritorno di interesse per i ritmi e i suoni della tradizione da parte di musicisti più giovani che, insieme ad alcuni importanti protagonisti delle esperienze precedenti, iniziano una nuova stagione di <em>revival</em> della musica salentina, dando vita a un nuovo movimento destinato a sviluparsi in maniera tumultuosa negli anni a venire”.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Protagonista di questa rinascita è certamente <strong>Edoardo Winspeare</strong>, il regista di Depressa, borgo vicino a Tricase, di cui Santoro traccia un profilo biografico e il percorso che ha portato al primo film “<span style="color: #ff0000;">Pizzicata</span>”, diventato subito il veicolo più potente a livello nazionale della nuova pizzica. Winspeare è giovanissimo, ha 24 anni nel 1989, quando gira il suo primo documentario “<span style="color: #ff0000;">San Paolo e la tarantola</span>”, un medio metraggio che gli permette di conoscere musicisti storici salentini e non di musica tradizionale. Tra tutti i medaglioni in questa pellicola, spicca <strong>Luigi Stifani</strong>, barbiere e dunque cerusico. E come la tradizione meridionale comanda, il cerusico barbiere è anche un santone, il depositario della cura di un piccolo paese e della sua comunità. </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Chi ha visto il frammento di quel documentario di Winspeare in cui appare Stifani, può comprendere il fascino che poteva esercitare quell’uomo anziano, con occhi scuri e profondi, un baffetto demonico e la voce impostata come se stesse recitando. Stifani narra in modo avvincente di come attraverso il suo violino curò oltre 50 tarantolate. Affascinato dalla cultura contadina, Winspeare compara le epserienze del suo Salento con quelle del mondo che lui gira e conosce attraverso l’esperienza di assistente alla regia e fonico. Grazie a queste esperienze, ad esempio, si ritroverà a collaborare a un documentario sugli tzigani in Spagna che molte connessioni sembrano avere con la nostra musica tradizionale. Comincia così un periodo di frenetico attivismo, in cui Winspeare spende molte energie ad organizzare grandi feste in campagna, in cui invita a suonare gli anziani cantori ma anche alcuni musicisti e appassionati più giovani che si sono avvicinati alla musica tradizionale.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Racconta il regista: “La musica salentina non è solo pizzica, ma a noi serviva la pizzica, perché la pizzica smuove, scuote, e noi eravamo interessati non solo agli aspetti musicali, ma anche a quelli sociali. Il canto alla stisa interessa gli intenditori, mentre la pizzica interessa tutti. Con questa scelta abbiamo fatto un gesto politico, perché volevamo cambiare l’idea della nostra terra che avevamo avuto fino ad allora”.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Ma non c’è solo Winspeare con i suoi film e le sue feste. Santoro parte dal film “Pizzicata” del 1995 e arriva ai giorni nostri facendo gli esempi di come nel cinema, nella letteratura, nelle arti visive e ovviemente nella musica contemporanea, anche dei gruppi più giovani, ci siano influssi della Taranta e della nuova pizzica. Poche settimane dopo la pubblicazione di questo libro che ripensa e riposiziona in un quadro storico il “fenomeno Taranta”, è uscito il disco di Raffaella Aprile, una delle sue più intense interpreti. Non è un caso che l’album prodotto da Anima Mundi si chiami “Papagna”, come il fiore che seda e stordisce: un disco tra nenia e ricerca che reinterpreta in una chiave più eterogenea la tradizione della musica tradizionale salentina, alternando stornelli, filastrocche, pizziche.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Ma accanto a questa anima di servizio, nel libro di Santoro ce n’è pure una più pugnace e polemica. L’autore si addentra nei rischi dell’eccessiva deriva turistica del fenomeno; le pagine su cosa sia diventata la festa di San Rocco a Torrepaduli e la leggendaria battaglia delle spade sono amare e malinconiche, il ritratto di questa terra in bilico perenne tra magia e deserto.</span></p>
</div>
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