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	<title>Vincenzo Santoro &#187; Uccio Aloisi</title>
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	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
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		<title>Un presidente tarantato</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 20:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni sulla Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Uccio Aloisi]]></category>
		<category><![CDATA[Vendola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nichi Vendola presenta La Notte della Taranta 2011 Venc“Quella notte mi sono ammalato e non sono più guarito da questa malattia perché la pizzica e la taranta sono espressioni della cultura musicale del salento, sono le canzoni che cantano l’amore per i bambini, le ninne nanne, le filastrocche, sono le canzoni che cantano i duelli d’amore e le lotte dei... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2011/07/27/un-presidente-tarantato/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-size: large;">Nichi Vendola presenta <span style="color: #993300;"><strong>La Notte della Taranta 2011</strong></span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/07/vendolauccio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1849" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2011/07/vendolauccio-300x199.jpg" alt="vendolauccio" width="300" height="199" /></a>Venc“Quella notte mi sono ammalato e non sono più guarito da questa malattia perché la pizzica e la taranta sono espressioni della cultura musicale del salento, sono le canzoni che cantano l’amore per i bambini, le ninne nanne, le filastrocche, sono le canzoni che cantano i duelli d’amore e le lotte dei braccianti, sono l’epopea della povera gente salentina. Fino ad allora conoscevo solo superficialmente il pentagramma della taranta”. Il Presidente della regione Puglia <span style="color: #ff0000;"><strong>Nichi Vendola</strong></span> ha voluto così ricordare, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2011 de <span style="color: #993300;"><strong>La Notte della Taranta</strong></span> che si è svolta questa mattina a Bari, la notte di tanto tempo fa quando in “un covo gastronomico di un paesino della grecìa salentina, <strong>Sternatia</strong>” si imbattè nella pizzica. “C’era <span style="color: #ff0000;"><strong>Uccio Aloisi</strong></span>, la grande e potente voce contadina, c’era il grande <span style="color: #ff0000;"><strong>Pino Zimba</strong></span> con i suoi tamburelli &#8211; <span id="more-167"></span>ha ricordato Vendola – improvvisamente gli strumenti musicali sono apparsi da sotto i tavoli, la gente ha mollato il bicchiere di vino e i pezzettini di carne di cavallo e sono apparse fisarmoniche e tamburelli e la serata ha cambiata segno. Non è stata più una serata gastronomica ma è diventata una serata musicale che si è protratta fino all’alba”.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">“Ma perchè è bella questa musica” si è chiesto Vendola “perché è bello il salento ed è bello soprattutto perchè non si è mai creduto una piccola patria, perchè non si è mai chiuso dentro i propri confini, perchè ha offerto la propria cultura come un dono per il resto del mondo mentre accoglie dal resto del mondo il dono delle altre musiche, delle altre culture. Nel concertone magico della notte di <strong>Melpignano</strong> &#8211; ha continuato Vendola &#8211; accanto alla pizzica e alla taranta si sentono le melodie e i ritmi di tutte le culture popolari del mondo. Quest’anno addirittura dalla patria di una grande tragedia, dalla terra di <strong>Fukushima</strong> giungeranno dei musicisti che racconteranno la loro allegria e il loro dolore e impareranno la nostra allegria e il nostro dolore”. Per Vendola “si fa festa insieme quando si diventa comunità e l’unica vera grande comunità è il mappamondo”.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">E ancora a proposito del salento “non mi piace &#8211; ha detto Vendola &#8211; quando qualcuno cerca di manipolarlo e di farlo diventare una idea isterica del localismo. Mi piace invece quando si sente capace di esprimere la propria identità e di coniugarla in termini di cosmopolitismo”.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">E a proposito di multiculturalismo, pensando a quanto accaduto in <strong>Norvegia</strong> Vendola ha aggiunto che “tutto il manifesto ideologico di questo criminale, militante dell’estrema destra norvegese, è legato alla lotta contro il multiculturalismo, contro le contaminazioni dentro l’utopia regressiva di una Europa libera da qualsivoglia forma di contaminazione etnico culturale. Credo &#8211; ha concluso Vendola &#8211; che noi dobbiamo invece costruire il mondo e la grande patria del multiculturalismo e della multi etnicità. Questo è il modo più serio per rispondere all’orrore di quella violenza cosi insensata”.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Infine la gratitudine “grande” di Vendola nei confronti del Maestro concertatore <span style="color: #ff0000;"><strong>Ludovico Einaudi</strong></span> per “mettere insieme la capacità di liberare un vulcano di creatività e il rigore formale, il rigore dello stile” perché “la potenza creativa non è il trionfo di una idea ingenua della cultura, ma l’applicazione di una grande disciplina rende l’esperienza della creatività e della contaminazione una esperienza di grande cultura. Anche la direzione di una personalità come Einaudi aiuta questa esperienza a non diventare un epifenomeno di strapaese ma essere un grande fatto della cultura musicale”.</span></p>
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<p><span style="color: #000000; font-size: medium;">Sullo stesso argomento, si può leggere il mio articolo scritto all&#8217;inizio dell&#8217;avventura &#8220;tarantata&#8221; del presidente, dal titolo <a href="http://www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?ID=156"><em>Considerazioni semiserie sulla Notte della taranta 2005 e sull&#8217;attarantamento di Nichi Vendola</em></a></span></p>
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		<title>A Uccio Aloisi</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 16:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Salento e le sue musiche]]></category>
		<category><![CDATA[Don Pasta]]></category>
		<category><![CDATA[Left]]></category>
		<category><![CDATA[Roba de Smuju]]></category>
		<category><![CDATA[Uccio Aloisi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Don Pasta da Left del 28 ottobre 2010La gente nun canta cchiui. S&#8217;à persu lu bellu te la vita. Troncata, di netto. Un addio. Ci sono uomini inquieti che passano e trasformano. Antitesi di Attila fanno crescer fiori nel deserto. I fiori della tradizione non arrivano per caso, anche se la leggerezza di chi li posa lascerebbe intendere il... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/10/29/a-uccio-aloisi/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <a href="http://www.donpasta.com">Don Pasta</a></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">da <strong>Left</strong> del 28 ottobre 2010<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/10/url.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1724" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/10/url-300x200.jpg" alt="url" width="300" height="200" /></a></span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><em>La gente nun canta cchiui. S&#8217;à persu lu bellu te la vita</em>. Troncata, di netto. Un addio. Ci sono uomini inquieti che passano e trasformano. Antitesi di Attila fanno crescer fiori nel deserto. I fiori della tradizione non arrivano per caso, anche se la leggerezza di chi li posa lascerebbe intendere il contrario. Bisogna essere senza remore per seminare. <em>Perché la canzone fatta bene è bella ed è indimenticabile. Altrimenti non vale un cazzo, in sostanza, non ha mordente</em>. Entrare nella terra di vanga, di parola, lasciar la traccia. Ferire la terra. E&#8217; morto <strong>Uccio Aloisi</strong>. Se c&#8217;è qualcuno che ha saputo raccontare una storia in Salento fuori dal tempo, nel tempo, è lui. Umorale, scorbutico, senza rispetto. <em>Ne ho inventate tante&#8230; Ma poi &#8216;sti giovani di oggi non capiscono un&#8217;ostia</em>. Lui costruisce le comunità. Le ha costruite. Per secoli, per millenni, c&#8217;è sempre stata nel suo viso antico, in ogni ruga, una semina, una canzone. Non esiste un pensiero contadino senza <strong>Uccio Aloisi</strong>. Perchè senza un cantastorie non esiste comunità, come Re Lear senza The Fool. Contenitori di verità, buffoni e cantastorie, avevano il diritto dell&#8217;offesa perchè interpretavano la verità, nella parola, irriverente, pulita. <em>Quisti quai ca cantane moi su tutti morti</em>. </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Uomo senza paura, <span style="color: #ff0000;"><strong>Mick Jagger del Salento</strong></span>, <span id="more-210"></span>conosceva la regola della musica. Far star bene la gente. Passò dalla putea al palco senza mai capire veramente il concetto di concerto. Avrebbe cantato sino a morire di stanchezza, così aveva sempre fatto, in missione per conto del popolo. Fu amante di stornelli, uomo dalla bella voce. <em>E mò, inizi una tarantella e dududum dududum e la gente se rumpe li cujuni&#8230;</em>. In lotta contro una modernità così intenta a cancellare la cultura contadina. Troppo complessa, nervosa, irriverente. Troppo romantica, scorbutica, pagana. <em>E poi io tengo anche un limite di pazienza, quando la perdo la perdo, per sempre, mando affanculo anche il Padreterno</em>. Paladino del </span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">pensiero popolare in una modernità assogettata sino in fondo al re, al </span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">nobile. La modernità non tollera paganesimi. La modernità è teocratica. Impone. Ma un cantastorie è un rivoltoso che ha per armi passato e futuro. Per salvare una tradizione ci vuole un passaggio di consegne e staffettisti coraggiosi, come in guerra. Che decidono, che vedono il pericolo, che si nascondono ed escono fuori al momento opportuno. E cantano spudorate storie di amore. <em>La donna in pantaloni, a me non piace, con la sottana poi è un&#8217;indecenza; mi piace con lo slippo, o meglio senza&#8230;</em></span></p>
<p><strong><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Uccio Aloisi</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Iniziarono in tre, vicini di campagna. Probabilmente il canto dello zappare passava di terra in terra e si faveva eco. Gli anni ottanta avevano ucciso il pensiero contadino, il loro canto. Resistevano gli Ucci e pochi altri, tra tavole imbandite e caraffe di negroamaro. Li vidi per la prima volta nel &#8217;92 ad Aradeo. Invitati da quegli uomini di rottura e cultura chiamati <strong>Sud Sound System</strong>. Senza loro ci sarebbe stata la vittoria del nulal contro il mondo di Fantasia. Uccio è stata anomalia nella nuova onda della tradizione salentina, orientata sopratutto sul recupero della pizzica. Lui fu amante di stornelli e del belcanto. <span style="color: #ff0000;"><strong><em>Roba de Smuju</em></strong></span> è la sua pietra miliare. </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">nota: Le citazioni sono tratte da un&#8221;intervista a Uccio Aloisi fatta da Luca Ferrari</span></p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F29%2Fa-uccio-aloisi%2F&amp;linkname=A%20Uccio%20Aloisi" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F29%2Fa-uccio-aloisi%2F&amp;linkname=A%20Uccio%20Aloisi" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F29%2Fa-uccio-aloisi%2F&amp;linkname=A%20Uccio%20Aloisi" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F29%2Fa-uccio-aloisi%2F&amp;linkname=A%20Uccio%20Aloisi" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F29%2Fa-uccio-aloisi%2F&amp;linkname=A%20Uccio%20Aloisi" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2010%2F10%2F29%2Fa-uccio-aloisi%2F&amp;title=A%20Uccio%20Aloisi" id="wpa2a_4">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/10/29/a-uccio-aloisi/">A Uccio Aloisi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Uccio Aloisi e i quattordici colori della terra</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 09:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Salento e le sue musiche]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Portelli]]></category>
		<category><![CDATA[Buonasera a quista casa]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Raheli]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Torsello]]></category>
		<category><![CDATA[Uccio Aloisi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I quattordici colori della terra di Alessandro Portelli &#160; prefazione al volume I colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare, a cura di Roberto Raheli, Vincenzo Santoro e Sergio Torsello, libro con due CD audio, edizioni Aramirè, Lecce 2004 &#160; Si dice che gli eschimesi hanno trenta nomi diversi per la neve. Uccio Aloisi ha quattordici nomi... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/10/24/uccio-aloisi-e-i-quattordici-colori-della-terra/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #800000;"><strong><span style="font-family: Arial; font-size: large;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/10/uccio-aloisi-b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1720" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/10/uccio-aloisi-b-300x193.jpg" alt="uccio-aloisi-b" width="300" height="193" /></a>I quattordici colori della terra</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di Alessandro Portelli</span></p>
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<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">prefazione al volume <a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=3&amp;id_recensione=3"><span style="color: #ff0000;"><em>I colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare</em></span></a>, a cura di <strong>Roberto Raheli</strong>, <strong>Vincenzo Santoro</strong> e <strong>Sergio Torsello</strong>, libro con due CD audio, edizioni Aramirè, Lecce 2004</span></p>
<div>
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<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Si dice che gli eschimesi hanno trenta nomi diversi per la neve. Uccio Aloisi ha quattordici nomi diversi per nominare la terra: per la “carne venduta” che la terra la apre con la zappa e la scava nelle cave di tufo, la terra è molteplice e dai suoi colori dipende la vita. Per questo, bisogna imparare a vederli, e saperli nominare: <em>terra nera</em>, <em>nera pignatara</em>, <em>petruddharu</em>, <em>chianca</em>, <em>pilumafu</em>, <em>crita</em> <em>arenusa</em>, <em>crita</em> <em>bona</em>, <em>crita</em> <em>turchina</em>, <em>cuzzaru</em>, <em>sapunaru</em>, <em>crugnu</em>, <em>tufu</em> <em>neru</em>, <em>tufu</em> <em>russu</em>, <em>petra</em> <em>bianca</em>…</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Sapere i colori e i nomi della terra è necessario anche perché, dice Uccio Aloisi, “ognuno forma il diario in base a quanto nasce sulla faccia della terra”. Uccio Aloisi ha avuto una vita lunga, intensa e non facile<span id="more-212"></span>, ed è diventato una figura di culto in tarda età per un pubblico fatto in maggioranza da ragazzi. È stata la riscoperta della pizzica, con quel tanto di moda che si è accompagnato, a portarlo alla ribalta – e giustamente, non solo perché è un grande artista e una voce straordinaria (il suo disco con Uccio Bandello, <span style="color: #ff0000;"><em>Buonasera a quista casa</em></span>, è il più bel disco di musica popolare che io conosca), ma perché dentro questa voce c’è la grana e la storia di un mondo del quale la pizzica è solo una delle espressioni, e non necessariamente la più significativa. “La musica è nata attraverso la guerra”, continua Uccio Aloisi, “pecché la musica è nata attraverso la guerra, attraverso il lavoro, attraverso la discussione”. </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Attraverso la discussione. la prima cosa che colpisce in questa autobiografia parlata e cantata è la sua lingua – scrupolosamente trascritta e intelligentemente tradotta, ma solo per aiutarci a capirne il suono attraverso la registrazione sul CD. In questa voce c’è musica anche quando non canta; le intonazioni, i tempi, i volumi, le pause, portano tanto senso quanto le parole, e affascinano all’ascolto di per se stesse oltre che per quello che dicono. Ascoltare Uccio Aloisi basterebbe per rifiutare una volta per tutte l’idea che il dialetto sia una lingua minore, rozza, povera, “semplice”. Il suo dialetto per Aloisi è una lingua ricchissima e composita, con un lessico ampio e un repertorio di formule e di espressioni flessibile ed articolato – penso alla precisione dei termini tecnici che nella lingua dei cittadini di oggi (“alli tempi nosci s’ha perso tuttu”, dice l’intervistatore) finiscono tutti sotto un’unica vaga idea di qualcosa di estraneo – “zappare”. E invece qui l’operazione come i colori della terra, si suddivide: <em>scatinare</em>, <em>zappare</em>, <em>ntrafare</em>, <em>nsurchiare</em>, <em>antajare</em>… “le tre, quatto manere de faticare u la zappa”, un mestiere che non è solo fatica fisica ma anche competenza, conoscenza. Per forza che poi non ha problemi a distinguere e nominare i tipi di stornelli, i rapporti fra le voci, il senso dei canti e delle feste…</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">La zappa è da sempre contraposta alla scuola – va’ a zappare, dicevano i maestri di un tempo agli scolari riottosi. Nel caso di Uccio Aloisi, figlio di zappatori, questa non è una metafora: bocciato tre volte in terza elementare, finisce presto l’”esilio con la maestra”; a undici anni sta per la strada a raccogliere il letame e a quattordici anni, infanzia finita, “scìa cu zappu cu l’ommani”. È una storia a suo modo esemplare della nostra scuola di classe, perché ora che lo conosciamo sappiamo che tutto si potrà dire, ma non che Uccio Aloisi non fosse abbastanza intelligente da superare la terza elementare. “Anche nella povertà esiste l’intelligenza”, constata sorpreso un maestro di musica dopo una discussione con lui sull’opera lirica; ma è un’intelligenza di un altro mondo, che usa un’altra lingua che la maestra non era abbastanza intelligente, abbastanza colta da capire Questo è un tema che ritorna: l’educazione vince il paradiso, è gentile non chi si chiama gentile ma chi fa atti gentili… “Chi non la risente la musica nu tene mancu cervellu”, dice Uccio Aloisi: la musica, insomma, è fatta di “sentire” (l’orecchio e il sentimento), ma è fatta anche di intelligenza e di pensiero (il cervello).</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">“Cu leggu sacciu, però se t’aggiu spiegare ci aggiu lettu no capiscu… però cu scrivu nu sacciu, sacciu appena lu nome miu”… Tecnicamente, cosa di cui non si rendono conto i ragazzi alternativi che gli chiedono l’autografo, Uccio Aloisi è analfabeta. Ma è bene che ci ricordiamo che la categoria di “analfabeta” non esiste nelle culture orali; è un prodotto della scrittura. Per definizione, non esistono analfabeti nelle culture orali, perché nessuno è definito in base alla privazioni di qualcosa che nessuno possiede, che non esiste nemmeno. È con l’arrivo della scrittura, della scuola, che il mondo si divide fra letterati e illetterati, fra istruiti e “ignoranti”.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Ora, Uccio Aloisi è un esempio straordinario di resistenza a questa spartizione: non è istruito, ma è sapiente lo stesso. All’esclusione e allo stigma che dovrebbe comportare l’analfabetismo risponde con la dignità, il potere, il sapere di una cultura orale – la lingua, i suoni, i canti, le feste, i riti; ma anche il lavoro con le sue tecniche, e la memoria storica (le occupazioni delle terre, con l’offesa più grave da parte delle forze della repressione: la distruzione delle biciclette). È una sapienza che non è diversa solo per contenuto, ma anche per modo: più che dell’esito di un apprendimento, si tratta soprattutto di un’appartenenza. Il lavoro si impara guardando gli altri lavorare e lavorandoci insieme, magari “rubando” il mestiere; le canzoni si imparano ascoltando e cantando insieme. È raro che qualcuno si metta formalmente a insegnare qualcosa: si fa insieme, ci si cresce dentro. Per questo, il sapere di Uccio Aloisi è soprattutto un’appartenenza, un’identità.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Il che non vuol dire starci chiuso dentro: le culture orali sono per definizione eclettiche, fatte sia di un nucleo identitario, sia di frammenti presi al volo da tutte le parti. Facciamo caso, ancora, alla lingua: Uccio Aloisi palra in dialetto ma canta spesso in lingua, nell’italiano fiorito delle opere e di certe canzonette. Ammira Pavarotti (e si sente, nei tentativi di acuto finale in certe sue <em>performance</em>), nel suo repertorio ci sono arie liriche, stornelli romaneschi, ballate padane (<em>Le tre sorelle</em>), canzoni “bianche” del repertorio di guerra, canzoni sentite alla radio. Si appropria di tutta la sfera sonora che lo circonda – e la assimila al nucleo fondante della sua storia e del suo mondo. Anche lo <em>Spirù</em> – un ballo brevemente alla moda di cui non sentivo parlare da mezzo secolo – nelle mani di Uccio Aloisi diventa musica salentina.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Anche la classe, allora, è identità, non ideologia. Uccio Aloisi si sente estraneo alla politica, anche se sa benissimo chi è che mangia i bambini “e puru li grandi!”, e chi è che è stato “tutti na massa de carogni”. Odia i padroni in termini esistenziali: “Ci cazzu saggiava mai lu pane cu li patruni…” Occupa le terre insieme coi comunisti, ma non gli interessa mai diventare comunista o altro; è troppo fuori delle categorie, troppo artista insomma, per interessarsi a un’etichetta, per appartenere a un gruppo. Uccio Aloisi appartiene solo a se stesso, e alle fondazioni della sua cultura.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">“Ave fazzu romanzi de quiddi, romanzi…” Per due volte, Uccio Aloisi, analfabeta e sapiente dell’oralità, evoca una delle forme canoniche della cultura scritta, il romanzo. Da una parte, vuol dire che sono storie lunghe e straordinarie; ma su un altro piano rinvia al fatto che i romanzi sono sempre storie di persone, di singoli individui. Il luogo comune – la mia vita è un romanzo – vuol dire anche questo: la mia vita è diversa da tutte le altre. Afferma quel “diritto all’autobiografia” che Luisa Passerini ha identificato come fondamento della storia orale delle classi non egemoni. Ed è “un romanzo”, in questo senso, la vita di Uccio Aloisi, e anche in questo c’è una lezione, culturale e in senso lato politica: anche le culture popolari, anche le culture orali, che vivono della condivisione e della comunità, tuttavia sono fatte di individui, diversi fra loro; e vivono e crescono anche grazie ai contributi personali di individui eccezionali.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">Per questo, la musica di Uccio Aloisi reste un’altra cosa anche rispetto a chi impara scrupolosamente a ricantarla; non si tratta solo di come canti e come suoni, si tratta di chi sei. ‘<em>Ci sventurato nasce da le fasse / ce bene pot’avire quannu crisce</em>’, canta Uccio Aloisi. Questa strofa non è tra le preferite degli euforici cantori della neo-pizzica, ma trova echi in tutte le culture contadine del mondo (‘<em>Da piccolo fanciullo incominciai / de non ave’ più bene in vita mia / li fscaiatori dove mi fasciorno / erano pieni di malinconia</em>’, cantava Dante Bartolini in Valnerina; e la sventura che entra nelle fasce è come il blues che entra nel pane in un classico blues di Bestie Smith). Ecco: anche quando canta di festa e di amore, Uccio Aloisi canta la festa e l’amore di gente che ha conosciuto la sventura nelle fasce, e non se l’è dimenticata.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">“Sia lode ora a uomini famosi”, dice un versetto della Bibbia. Negli anni ’30, James Agree e Walker Evans ne facevano il titolo, ironico, di un memorabile libro sui braccianti dell’Alabama. Il bracciante, mezzadro, zappatore, cavatore, cantore e poeta Uccio Aloisi, per uno strano gioco del destino è diventato famoso per davvero. Ma non è una buona ragione per smettere di lodarlo. </span></p>
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		<title>Addio a Uccio Aloisi, l&#8217;ultimo patriarca della musica popolare salentina</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 23:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere del Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Cutrofiano]]></category>
		<category><![CDATA[Gli Ucci]]></category>
		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Robba de Smuju]]></category>
		<category><![CDATA[Uccio Aloisi]]></category>
		<category><![CDATA[Uccio Aloisi Gruppu]]></category>
		<category><![CDATA[Uccio Bandello]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Vincenzo Santoro dal Corriere del Mezzogiorno del 23 ottobre 2010 Quannu si natu signuria? Uno del dieci millenovecentoventotto, a quintru sta casa proprio, quista tene settantacinque anni, sta casa. E ci hai fattu? Alla mia vita? Lu fessa!! A mie me dici ci hai fattu? Tutte l’aggiu fatte! Alli puzzi, alle tajate, alle fogge de l’argilla, alle fondazioni, iu... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2010/10/22/addio-a-uccio-aloisi-lultimo-patriarca-della-musica-popolare-salentina/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/10/UccioAloisi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1716" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2010/10/UccioAloisi-291x300.jpg" alt="UccioAloisi" width="291" height="300" /></a><br />
<span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <span style="color: #ff0000;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span></span></p>
<p>dal <strong>Corriere del Mezzogiorno</strong> del 23 ottobre 2010</p>
<p><em>Quannu si natu signuria?</em></p>
<p>Uno del dieci millenovecentoventotto, a quintru sta casa proprio, quista tene settantacinque anni, sta casa.</p>
<p><em>E ci hai fattu?</em></p>
<p>Alla mia vita? Lu fessa!! A mie me dici ci hai fattu? Tutte l’aggiu fatte! Alli puzzi, alle tajate, alle fogge de l’argilla, alle fondazioni, iu l’aggiu chine, iu tabaccu, iu&#8230; vignetu, iu cu bau&#8230; alli disoccupati, iu aggiu coddu letame de menzu la strada&#8230; Ma l’aggiu fatte tutte ma sempre de la fame aggiu mortu.</p>
<p>In questo modo si presenta, nella bella “autobiografia raccontata” dalla sua viva voce (<span style="color: #ff0000;"><em>I colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare</em></span>, libro con 2 CD, edizioni Aramirè), <strong>Uccio Aloisi</strong>, meravigliosa voce popolare, grande virtuoso del tamburello, straordinario intrattenitore ed essenziale punto di collegamento fra la “tradizione orale” ancora in funzione e il movimento musicale salentino degli ultimi anni. La sua vocalità antica, caratterizzata da un virtuosismo estremo, in analogia ai modi delle tradizioni mediterranee, ha costituito un punto di riferimento essenziale per chiunque abbia voluto accostarsi alle vere “radici” <span id="more-213"></span>della musica salentina. Le registrazioni “sul campo” effettuate durante le sue esibizioni (insieme al suo grande amico <strong>Uccio Bandello</strong>, altra sublime voce popolare), hanno costituito una parte fondamentale del repertorio dei giovani gruppi di riproposta della musica tradizionale. Ma Uccio era anche una persona meravigliosa e di grande generosità, che lasciava il segno in chiunque avesse il piacere di conoscerlo.</p>
<p>Proveniva da una famiglia contadina di <strong>Cutrofiano</strong>, paese agricolo situato nel centro della provincia di Lecce. Mastica la musica fin dalla culla, vivendo immerso in quella cultura orale salentina in cui il canto era una pratica consueta, e serviva ad alleviare la sofferenza e la fatica. A metà degli anni ‘70, nell’ambito del fermento del primo folk revival salentino, insieme a <strong>Uccio Bandello</strong> e ad altri amici, formano un vero e proprio gruppo musicale, che si fa chiamare appunto “<span style="color: #ff0000;"><strong>Gli Ucci</strong></span>”. Con questa formazione partecipano al piccolo circuito musicale di quegli anni, sperimentando un adattamento del repertorio contadino alla dimensione dei concerti (con palco, microfoni e amplificazione), con arrangiamenti che uniscono la musica di tradizione orale ad influenze provenienti dal “liscio folk”, molto in voga in quegli anni (straordinaria testimonianza di questa esperienza rimane l’imperdibile CD <span style="color: #ff0000;"><em>Buonasera a quista casa. Pizziche, stornelli, canti salentini</em></span>, edizioni Aramirè, Lecce 1999).</p>
<p>In seguito, anche nel corso degli anni ‘90, grazie alla ripresa di interesse per la musica salentina, il gruppo ha una discreta attività dal vivo, e compie anche diverse trasferte all’estero. Dopo la scomparsa nel 1998 di Bandello, Uccio comincia a suonare con un altro gruppo di musicisti, che si fa chiamare “<span style="color: #ff0000;"><strong>Uccio Aloisi Gruppu</strong></span>”, e con loro si esibisce nelle principali piazze del Salento e d’Italia. Fuori dalla sua terra è particolarmente apprezzato nel circuito dei centri sociali, dove riscuote un grandissimo successo, riuscendo a galvanizzare un pubblico di giovani urbani, così distante da lui per esperienza di vita e per età, e dando in questo modo un contributo fondamentale alla diffusione del “verbo della pizzica”. Alla fine di questo percorso &#8211; a 74 anni! &#8211; giunge la pubblicazione del suo primo CD “serio”, <span style="color: #ff0000;"><em>Robba de smuju</em></span>, edito nel 2003 dalle edizioni musicali del <strong>manifesto</strong>.</p>
<p>In queste imprese Uccio è sostenuto da una debordante presenza scenica (dotato di un naturale senso dello spettacolo, è capace di esibirsi tranquillamente davanti a centinaia di migliaia di persone, come è capitato in varie edizioni della <strong>Notte della Taranta</strong> e nel <strong>Concerto del Primo Maggio</strong> a piazza San Giovanni a Roma nel 2004), ma anche dalla capacità di esaltare nei concerti le componenti gioiose e “festaiole” della musica popolare salentina, mandando così in visibilio un pubblico che in lui riconosce una freschezza che forse manca a molti musicisti più giovani.</p>
<p>Negli ultimi anni della sua vita, circondato da un rispetto e da una venerazione che si riconosce solo ai grandi maestri, ha continuato ad avere un’intensa attività concertistica, e la sua parabola artistica ha rappresentato la più straordinaria dimostrazione della capacità di questa musica antica di parlare alla contemporaneità senza complessi e senza timori reverenziali.</p>
<p>Oggi il movimento della musica salentina piange il suo ultimo eroe, con la consapevolezza che, dopo di lui, nel bene e nel male, tutto sarà diverso.</p>
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<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Per approfondire:</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">l&#8217;imperdibile CD <span style="color: #ff0000;"><em>Buonasera a quista casa. Pizziche, stornelli, canti salentini</em></span>, edizioni Aramirè, Lecce 1999, la straordinaria testimonianza del repertorio degli &#8220;Ucci&#8221;, con registrazioni dagli anni Settanta ai  Novanta;</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Live in Villaggio Globale</span></span></em></span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">, autoproduzione 2000 (performance dal centro sociale romano, putroppo di non grande qualità);</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Robba de Smuju</span></span></em></span><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">, <span style="color: #000000;">Materiali</span> musicali del manifesto 2003</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000;">e infine la sua &#8220;autobiografia raccontata&#8221;: <span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.vincenzosantoro.it/pubblicazioni.asp?id_pubb=3&amp;id_recensione=3"><em>I colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare</em></a><span style="color: #000000;">, a cura di Roberto Raheli, Vincenzo Santoro e Sergio Torsello, libro con 2 CD audio, edizioni Aramirè, Lecce 2004, da cui è tratta la citazione all&#8217;inizio dell&#8217;articolo</span></span></span></span></p>
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		<title>vota Antoni(Uccio) Aloisi&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 18:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Uccio Aloisi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Domani 10 aprile a piazza Navona, a partire dalle 17, ci sarà la festa di chiusura della campagna elettorale di Fausto Bertinotti, a cui parteciperanno molti artisti di varia estrazione. Tra gli altri suonerà il grande patriarca della musica salentina, il mitico Uccio Aloisi, con il suo Gruppu. La sua esibizione dovrebbe svolgersi intorno alle 21. Uccio Aloisi, 80 anni... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/04/09/vota-antoniuccio-aloisi/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<p><span style="color: #000000;">Domani 10 aprile a </span><span style="font-weight: bold;">piazza Navona</span>, a partire dalle 17, ci sarà la <a href="http://www.sinistraarcobaleno.org/">festa di chiusura della campagna elettorale di Fausto Bertinotti</a>, a cui parteciperanno molti artisti di varia estrazione. Tra gli altri suonerà il grande patriarca della musica salentina, il mitico <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Uccio Aloisi</span>, con il suo <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Gruppu</span><span style="color: #ff0000;">.</span> La sua esibizione dovrebbe svolgersi intorno alle 21.</p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2008/01/images-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1298" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2008/01/images-1.jpg" alt="images-1" width="85" height="127" /></a>Uccio Aloisi, 80 anni a ottobre, nato a Cutrofiano (Le), è certamente il più importante maestro cantore vivente del Salento, meravigliosa voce “popolare”, grande virtuoso del tamburello, straordinario intrattenitore ed essenziale punto di collegamento fra la ”tradizione orale” e il movimento musicale salentino di oggi. Negli anni le registrazioni “sul campo” effettuate durante le esibizioni di Uccio, a partire da quelle degli anni ’70, hanno costituito una parte fondamentale del repertorio dei giovani gruppi di “riproposta” della musica tradizionale.</span><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">Canti di lavoro, ninne, stornelli, canti religiosi, canti d’amore e una originalissima pizzica dal ritmo spiazzante. A questo si aggiunge una straordinaria vocalità antica, caratterizzata da singolari gamme tonali e dall’uso virtuosistico di particolari “fioriture” e “abbellimenti”, in analogia con i modi delle tradizioni mediterranee.</span></p>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2008%2F04%2F09%2Fvota-antoniuccio-aloisi%2F&amp;linkname=vota%20Antoni%28Uccio%29%20Aloisi%E2%80%A6" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2008%2F04%2F09%2Fvota-antoniuccio-aloisi%2F&amp;linkname=vota%20Antoni%28Uccio%29%20Aloisi%E2%80%A6" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2008%2F04%2F09%2Fvota-antoniuccio-aloisi%2F&amp;linkname=vota%20Antoni%28Uccio%29%20Aloisi%E2%80%A6" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2008%2F04%2F09%2Fvota-antoniuccio-aloisi%2F&amp;linkname=vota%20Antoni%28Uccio%29%20Aloisi%E2%80%A6" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2008%2F04%2F09%2Fvota-antoniuccio-aloisi%2F&amp;linkname=vota%20Antoni%28Uccio%29%20Aloisi%E2%80%A6" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2008%2F04%2F09%2Fvota-antoniuccio-aloisi%2F&amp;title=vota%20Antoni%28Uccio%29%20Aloisi%E2%80%A6" id="wpa2a_10">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/04/09/vota-antoniuccio-aloisi/">vota Antoni(Uccio) Aloisi&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>Uccio Aloisi e Andrea Sacco, cantori di Puglia</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 17:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Vincenzo Santoro da Anci Rivista, marzo 2008 Negli ultimi anni la Puglia è stata lo scenario dell’esplosione di un vero e proprio “movimento” di recupero e riproposta della musica di tradizione. Diciamo la Puglia, ma in realtà dovremmo parlare delle sue “estremità”, il Gargano e il Salento, due sub-regioni molto distanti per storia, lingua e caratteristiche morfologiche, ma accomunate... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/03/31/uccio-aloisi-e-andrea-sacco-cantori-di-puglia/">Read more &#187;</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;"><span style="color: #000000; font-family: Arial; font-size: medium;">di <span style="color: #ff0000;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span></span></span></p>
<p>da <strong>Anci Rivista</strong>, marzo 2008<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/11/andreasacco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1264" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/11/andreasacco-207x300.jpg" alt="andreasacco" width="207" height="300" /></a></p>
<p>Negli ultimi anni la <strong>Puglia</strong> è stata lo scenario dell’esplosione di un vero e proprio “movimento” di recupero e riproposta della musica di tradizione. Diciamo la <strong>Puglia</strong>, ma in realtà dovremmo parlare delle sue “estremità”, il <strong>Gargano</strong> e il <strong>Salento</strong>, due sub-regioni molto distanti per storia, lingua e caratteristiche morfologiche, ma accomunate dall’avere conservato uno straordinario patrimonio di “musiche di tradizione orale”. Questi repertori musicali, usciti progressivamente dall’uso negli ultimi decenni, per effetto dei cambiamenti sociali ed economici che hanno riguardato le due aree, hanno però conservato una vitalità tale da poter essere pienamente recuperati dalla giovani generazioni, seppur in contesti e con modalità profondamente differenti da quelli originari.</p>
<p>A favorire il “passaggio di testimone” alle generazioni più giovani hanno contribuito due figure di anziani artisti popolari di talento assoluto, <span style="color: #993300;"><strong>Andrea Sacco</strong></span> di <strong>Carpino</strong> (Foggia) e <span style="color: #993300;"><strong>U</strong><strong>ccio Aloisi</strong></span> di <strong>Cutrofiano</strong> (Lecce), gli ultimi due “patriarchi” della musica tradizionale pugliese<span id="more-361"></span>.</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Andrea Sacco</strong></span>, classe 1911, recentemente scomparso all’età di 94 anni, cantore e suonatore di “chitarra battente”, è stato uno dei più grandi interpreti delle caratteristiche tarantelle del <strong>Gargano</strong>. Per la sua particolare maestria, la sua musica è stata negli anni oggetto di studio per una moltitudine di etnomusicologi e di appassionati, a partire dall’incontro nel 1954 con la bizzarra coppia di studiosi, l’americano <strong>Alan Lomax </strong>e <strong>Diego Carpitella</strong>, che in quegli anni stavano girando la Penisola in lungo e in largo per documentare l’immenso patrimonio delle musiche di tradizione italiane. In seguito le sue esecuzioni musicali hanno lasciato tracce molto influenti nella musica popolare; in particolare, della sua montanara più famosa, <span style="color: #993300;"><em>Accommë j’eia fa’ p’ama’ ‘sta donnë</em></span>, conosciuta impropriamente con il titolo <strong>Tarantella del Gargano</strong>, si contano decine di versioni dei gruppi di riproposta, a partire da quella, dei primi anni <strong>Settanta</strong>, della <strong>Nuova Compagnia di Canto Popolare</strong> di <strong>Roberto De Simone</strong>.</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Uccio Aloisi</strong></span>, classe 1928, contadino, coltivatore di tabacco e cavatore d’argilla, è invece il patriarca della musica salentina. Dotato di una vocalità potente e raffinata, grande virtuoso del “tamburo a cornice”, con cui accompagna l’esecuzione di travolgenti pizziche-pizziche, <span style="color: #993300;"><strong>Uccio</strong></span> è anche un “animale da palcoscenico”, capace, come e meglio di una consumata rockstar, di affrontare senza esitazioni – anche oggi, che è quasi arrivato a 80 anni! – le folle oceaniche dei grandi raduni di massa delle estati musicali salentine. «<strong><span style="color: #993300;">Uccio Aloisi </span></strong>– ci ricorda <strong>Alessandro Portelli</strong> &#8211; ha avuto una vita lunga, intensa e non facile, ed è diventato una figura di culto in tarda età per un pubblico di ragazzi. È stata la riscoperta della pizzica, con quel tanto di moda che ci si è accompagnata, a portarlo alla ribalta – e giustamente, non solo perché è un grande artista e una voce straordinaria […], ma perché dentro questa voce c’è la grana e la storia di un mondo del quale la pizzica è solo una delle espressioni, non necessariamente la più significativa».</p>
<p>Le figure di questi due grandi personaggi ci vengono restituite nella loro complessità, anche al di là di un interesse puramente consumistico per la loro musica, da due libri pubblicati da <strong>Aramirè</strong>, una piccola casa editrice leccese: <em><span style="color: #993300;">Andrea Sacco suona e canta. Storie di un suonatore e cantatore di Carpino</span></em>, di <strong>Enrico Noviello</strong>, pag. 128, 2005, e <span style="color: #993300;"><em>I colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare</em></span>, a cura di <strong>Roberto Raheli</strong>, <strong>Vincenzo Santoro </strong>e <strong>Sergio Torsello</strong>, pag. 148, 2004. In queste pubblicazioni, corredate entrambe da due CD audio, <span style="color: #993300;"><strong>Sacco</strong></span> e <span style="color: #993300;"><strong>Aloisi</strong></span> raccontano del loro rapporto profondo e passionale con la musica, ma anche della lotta quotidiana per affrancarsi dalle condizioni di povertà comuni ai contadini del Sud della loro generazione. Ne emerge così uno spaccato di un mondo orale e contadino che sta scomparendo, e dal quale tutti noi proveniamo.</p>
</div>
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		<title>Canguri e tarante</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 06:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La musica salentina continua a dilagare (a dispetto dei tanti profeti di sventure: sono almeno dieci anni che sento dire &#8220;è solo una moda, passerà presto&#8221;). Dal 2 al 10 febbraio i Mascarimirì porteranno il loro &#8220;punk-dub tarantolato&#8221; addirittura in Australia, con un tour che toccherà Adelaide, Camberra e Melbourne (che sono peraltro luoghi che hanno una fortissima presenza di... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2008/01/23/canguri-e-tarante/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2008/01/amici26.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1301" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2008/01/amici26-300x180.jpg" alt="amici26" width="300" height="180" /></a>La musica salentina continua a dilagare (a dispetto dei tanti profeti di sventure: sono almeno dieci anni che sento dire &#8220;è solo una moda, passerà presto&#8221;). Dal 2 al 10 febbraio i <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Mascarimirì</span> porteranno il loro &#8220;punk-dub tarantolato&#8221; addirittura in <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Australia</span>, con un tour che toccherà <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Adelaide</span>, <span style="color: #ff0000; font-weight: bold;">Camberra</span> e <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Melbourne</span> (che sono peraltro luoghi che hanno una fortissima presenza di emigrati italiani, e pugliesi in particolare).</p>
<p>Un altro successo delle esperienze musicali nate nel &#8220;movimento&#8221; salentino della pizzica, che negli ultimi anni hanno portano i suoni e i ritmi del Tacco d&#8217;Italia in tutto il mondo, in contesti spesso di grande prestigio (per citarne solo alcuni, si potrebbero ricordare il tour giapponese degli <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Officina Zoè</span>, il concerto degli <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Aramirè</span> alla &#8220;Carnegie Hall&#8221; di New York, le frequenti incursioni dei <span style="color: #ff0000; font-weight: bold;">Ghetonìa</span> nel principali festival del Mediterraneo, la vittoria dei <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Malicanti</span> dell'&#8221;Eurofolkfestival&#8221; di Malaga, la &#8220;spedizione cinese&#8221; della <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Notte della Taranta</span>, e così via)<span id="more-377"></span>.</p>
<p>Tanto di cappello a <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Claudio &#8220;Cavallo&#8221; Giagnotti</span>, leader del gruppo, che persegue con coerenza un progetto musicale iniziato dal rapporto vitale con la tradizione, ma capace di mettersi continuamente in discussione, a partire dal confronto con le più stimolanti esperienze europee di &#8220;etnocontaminazioni&#8221;. E capace anche, particolare di grande importanza, di un efficace approccio &#8220;imprenditoriale&#8221; al fare musica, così raro nelle analoghe esperienze salentine.</p>
<p>Nel tour australiano, durante i concerti si esibiranno anche due danzatrici salentine, <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Maristella Mastella</span> e <span style="color: #ff0000; font-weight: bold;">Silvia De Ronzo</span>, animatrici di <span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Taranta Power Bologna</span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">, scuola di danza e centro di produzione culturale tra i più attivi della penisola sui temi della musica e delle danze popolari del Sud (programma delle prossime iniziative sul sito <a href="http://www.myspace.com/tarantapowerbologna">www.myspace.com/tarantapowerbologna</a>, anche in questo caso da mettere in evidenza le significative incursioni estere, da Parigi al Maghreb).<br />
</span></span></p>
</div>
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		<title>Musiche tradizionali di Puglia a Cagliari</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 16:41:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Sacco]]></category>
		<category><![CDATA[Carpino]]></category>
		<category><![CDATA[Malicanti]]></category>
		<category><![CDATA[pizzica]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[taranta]]></category>
		<category><![CDATA[Uccio Aloisi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Mercoledì 31 ottobre, Cagliari, Auditorium Comunale Piazza Dettori Presentazione dei libri: Andrea Sacco suona e canta. Storie di un suonatore e cantatore di Carpino di Enrico Noviello, Edizioni Aramirè, Lecce 2005 Andrea Sacco, contadino di Carpino (FG), cantore e suonatore di talento assoluto, scomparso di recente a 95 anni, ha lasciato tracce molto influenti nella musica popolare italiana. Decine sono le... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/10/30/musiche-tradizionali-di-puglia-a-cagliari/">Read more &#187;</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size: small;">Mercoledì 31 ottobre, <strong>Cagliari</strong>, Auditorium Comunale Piazza Dettori <span id="more-400"></span></span></p>
<p>Presentazione dei libri:</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000; font-size: medium;"><em>Andrea Sacco suona e canta. Storie di un suonatore e cantatore di Carpino<br />
</em></span></strong><span style="font-size: small;">di <strong>Enrico Noviello</strong>, Edizioni Aramirè, Lecce 2005<br />
<strong>Andrea Sacco</strong>, contadino di Carpino (FG), cantore e suonatore di talento assoluto, scomparso di recente a 95 anni, ha lasciato tracce molto influenti nella musica popolare italiana. Decine sono le versioni della sua montanara più famosa, <em>Accomë j’eia fa’ p’ama ’sta donnë</em>, conosciuta impropriamente come <strong>Tarantella del Gargano</strong>. Il libro, oltre che presentare un ritratto del musicista, esamina il sistema di valori e esperienze umane che hanno segnato la vita di Andrea Sacco, e fa emergere lo spaccato di un mondo orale e contadino che sta scomparendo e dal quale tutti noi in qualche misura proveniamo. </span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000; font-size: medium;">Uccio Aloisi. I Colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare<br />
</span></strong><span style="font-size: small;">A cura di <strong>Roberto Raheli</strong>, <strong>Vincenzo Santoro</strong>, <strong>Sergio Torsello</strong>, Edizioni Aramirè 2004<br />
Il libro contiene la “biografia narrata” del 79-enne <strong>Uccio Aloisi</strong>, il più importante cantore vivente del Salento, meravigliosa voce “popolare”, grande virtuoso del tamburello e essenziale punto di collegamento fra la “tradizione orale” e il movimento musicale salentino di oggi. Uccio racconta la sua vita di contadino povero del Salento, la fatica nei campi e nelle cave di argilla, le lotte per il miglioramento delle proprie condizioni di vita, e il suo grande amore, la musica. L&#8217;intervista è presente integralmente sui cd allegati al libro (oltre due ore di audio), trascritta in dialetto e tradotta liberamente in italiano. </span></p>
<p>a seguire, concerto dei<br />
<strong><span style="color: #ff0000; font-size: medium;">Malicanti<br />
</span></strong><em><span style="font-size: small;">pizziche e tarantelle di Puglia</span></em></p>
<p align="justify"><span style="font-size: small;">Il gruppo esegue repertori tradizionali del mondo contadino della Puglia, appresi direttamente dagli anziani cantori. Il repertorio è composto da tarantelle, canti “alla stisa”, canti d&#8217;amore, stornelli, canti di lavoro, e dalla pizzica-tarantata, la musica che nella cultura contadina veniva usata nella cura magica degli effetti del morso della mitica &#8220;taranta&#8221; e che oggi è diventata il simbolo del rinascimento musicale salentino.<br />
</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><em>Evento inserito nella campagna </em></span><em><span style="color: #000000;"><strong>Ottobre Piovono Libri<br />
</strong>promossa dall’Istituto per il libro &#8211; Dipartimento per i beni librari e gli istituti culturali<br />
Ministero per i beni e le attività culturali</span>  </em></span><a href="http://www.ilpianetalibro.it/"><span style="color: #0066b3;">www.ilpianetalibro.it</span></a></span></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><span style="color: #000000; font-size: small;">info: <span style="color: #0066b3;"><a href="mailto:mm.tere@tiscali.it">mm.tere@tiscali.it</a></span>; 347.3648308</span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F30%2Fmusiche-tradizionali-di-puglia-a-cagliari%2F&amp;linkname=Musiche%20tradizionali%20di%20Puglia%20a%20Cagliari" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F30%2Fmusiche-tradizionali-di-puglia-a-cagliari%2F&amp;linkname=Musiche%20tradizionali%20di%20Puglia%20a%20Cagliari" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F30%2Fmusiche-tradizionali-di-puglia-a-cagliari%2F&amp;linkname=Musiche%20tradizionali%20di%20Puglia%20a%20Cagliari" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F30%2Fmusiche-tradizionali-di-puglia-a-cagliari%2F&amp;linkname=Musiche%20tradizionali%20di%20Puglia%20a%20Cagliari" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F30%2Fmusiche-tradizionali-di-puglia-a-cagliari%2F&amp;linkname=Musiche%20tradizionali%20di%20Puglia%20a%20Cagliari" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F30%2Fmusiche-tradizionali-di-puglia-a-cagliari%2F&amp;title=Musiche%20tradizionali%20di%20Puglia%20a%20Cagliari" id="wpa2a_16">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/10/30/musiche-tradizionali-di-puglia-a-cagliari/">Musiche tradizionali di Puglia a Cagliari</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>finalmente una casa per i tesori musicali di Puglia&#8230;</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2007/10/03/finalmente-una-casa-per-i-tesori-musicali-di-puglia/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 12:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio sonoro della Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[archivio musica tradizionale]]></category>
		<category><![CDATA[Cantori Carpino]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[squilibri editore]]></category>
		<category><![CDATA[tarantismo]]></category>
		<category><![CDATA[Uccio Aloisi]]></category>
		<category><![CDATA[UNeSCO]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Archivio delle musiche tradizionali di Puglia presentazione del progetto Bari, Biblioteca Nazionale, 13 ottobre 2007, ore 19 Negli ultimi anni in Puglia si è sviluppato un vero e proprio “movimento” di recupero e “riproposta” della musica tradizionale, con il coinvolgimento ormai di migliaia di persone che ritornano agli strumenti e ai ritmi della tradizione, spesso ripartendo dal contatto con gli... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/10/03/finalmente-una-casa-per-i-tesori-musicali-di-puglia/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/10/03/finalmente-una-casa-per-i-tesori-musicali-di-puglia/">finalmente una casa per i tesori musicali di Puglia&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="EC_MsoTitle"><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;"><strong><span style="color: #ff0000; font-family: Arial; font-size: large;">Archivio delle musiche tradizionali di Puglia</span></strong></span></p>
<p class="EC_MsoTitle"><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;">presentazione del progetto</span></p>
<p class="EC_MsoTitle"><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;">Bari, Biblioteca Nazionale, 13 ottobre 2007, ore 19</span></p>
<p class="EC_MsoBodyText" style="text-align: justify;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/10/arch_rinaldi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1232" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2007/10/arch_rinaldi-300x186.jpg" alt="arch_rinaldi" width="300" height="186" /></a></p>
<p class="EC_MsoBodyText" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: Garamond;">Negli ultimi anni in Puglia si è sviluppato un vero e proprio “movimento” di recupero e “riproposta” della musica tradizionale, con il coinvolgimento ormai di migliaia di persone che ritornano agli strumenti e ai ritmi della tradizione, spesso ripartendo dal contatto con gli anziani “cantori” rimasti in vita. </span></p>
<p class="EC_MsoBodyText" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: Garamond;">Tra operatori e appassionati da tempo si è sviluppato un articolato dibattito sugli interventi di tutela e valorizzazione dei patrimoni musicali e coreutici tradizionali, nella convinzione che le istituzioni pubbliche dovrebbero impegnarsi in una rigorosa politica di tutela di questi “beni culturali immateriali”, gli stessi richiamati dalla “Convenzione UNESCO sul patrimonio intangibile”, appena ratificata dal Parlamento Italiano.<span id="more-410"></span></span></p>
<p class="EC_MsoBodyText" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: Garamond;">Per rispondere a queste esigenze l’associazione Altrosud, d’intesa con il Ministero dei Beni Culturali- Dipartimento Beni Librari e la Regione Puglia, ha elaborato un progetto per la costituzione, presso la Biblioteca Nazionale di Bari, di un <i><strong><span style="color: #ff0000;">Archivio delle musiche di tradizione della Puglia</span></strong></i>, dove raccogliere e custodire l’insieme delle testimonianze su questi plurisecolari giacimenti culturali.</span></p>
<p class="EC_MsoBodyText" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Garamond;"><span style="font-size: medium;">Concepito come un <i>work in progress</i>, il progetto prevede, nella fase iniziale, la realizzazione fisica dell’Archivio, in cui saranno fruibili i più disparati materiali –a stampa, audio, fotografici, video, acquisiti da fondi privati e pubblici, la costituzione di una biblioteca tematica, con sezioni specifiche dedicate al movimento di “riproposta” e al fenomeno del “tarantismo”, e un data-base, cuore pulsante dell’intero archivio, in cui saranno progressivamente riversati i materiali che si andranno ad acquisire, catalogare e conservare secondo i più rigorosi criteri scientifici e con le più innovative procedure tecnologiche. </span></span><span style="font-family: Garamond;"><span style="font-size: medium;">L’Archivio sarà strutturato secondo modalità di avanzata accessibilità, a partire dal sito internet che consentirà di conoscere in tempo reale i diversi stadi di avanzamento del progetto.</span></span></p>
<p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: Garamond;"><strong>Per l’importanza obiettiva dell’iniziativa, si invitano tutti gli operatori del settore, studiosi, musicisti ed appassionati a partecipare all’incontro che sarà chiuso da un concerto di Uccio Aloisi e dei Cantori di Carpino.</strong></span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: Garamond;"><strong>Programma</strong></span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: left;" align="left"><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;"><strong>Bari, Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpi”</strong></span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: left;" align="left"><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;">(Cittadella della Cultura), via Pietro Oreste 45</span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: left;" align="left"><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;">13 ottobre 2007, ore 19</span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;">Saluti delle autorità</span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;"><strong>Danielle Gattegno Mazzonis</strong>, Sottosegretario di Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali</span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;"><strong>Silvia Godelli</strong>, Assessore alle Attività Culturali, Regione Puglia</span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;"><span style="font-weight: bold;">Domenico Lomelo</span>, Assessore alla Cultura, Regione Puglia<br />
</span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;"> </span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;">a seguire, interventi di</span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: Garamond;"><strong>Luciano Scala</strong></span><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;">, Direttore Generale Beni Librari Mibac</span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: Garamond;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;">, coordinatore del progetto</span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: Garamond;"><strong>Domenico Ferraro</strong></span><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;">, presidente associazione Altrosud</span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: Garamond;"><strong>Maurizio Agamennone</strong></span><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;">, etnomusicologo Università di Firenze</span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: Garamond;"><strong>Nicola Scaldaferri</strong>, </span><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;">etnomusicologo Università di Milano, responsabile LEAV</span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: Garamond;"><strong>Gianni Amati</strong></span><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;">, ricercatore e musicista</span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: Garamond;"><strong>Giovanni Rinaldi</strong></span><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;">, direttore “Casa Di Vittorio”, Cerignola</span></p>
<p class="EC_MsoTitle" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: Garamond;"><strong>Mario Gennari</strong></span><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;">, Folk Bulletin</span></p>
<p class="EC_MsoTitle"><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-family: Garamond;">A seguire, concerto dei</span></p>
<p class="EC_MsoTitle"><span style="font-size: 12pt; font-family: Garamond;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Cantori di Carpino</strong> e di <strong>Uccio Aloisi Gruppu</strong></span></span></span></p>
<p class="EC_MsoNormal" style="margin-right: -0.35pt; text-align: justify;"><span style="font-family: Garamond;"><span style="font-size: medium;">Info: </span><a href="http://www.squilibri.it/" target="_blank"><span style="color: #0068cf; font-size: medium;">www.squilibri.it</span></a><span style="font-size: medium;">, </span><span style="color: #0068cf; font-size: medium;"><a>www.vincenzosantoro.it</a></span><span style="font-size: medium;">, </span><a href="mailto:info@squilibri.it"><span style="color: #0068cf; font-size: medium;">info@squilibri.it</span></a><span style="font-size: medium;">, 06.44340148</span></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F03%2Ffinalmente-una-casa-per-i-tesori-musicali-di-puglia%2F&amp;linkname=finalmente%20una%20casa%20per%20i%20tesori%20musicali%20di%20Puglia%E2%80%A6" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F03%2Ffinalmente-una-casa-per-i-tesori-musicali-di-puglia%2F&amp;linkname=finalmente%20una%20casa%20per%20i%20tesori%20musicali%20di%20Puglia%E2%80%A6" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F03%2Ffinalmente-una-casa-per-i-tesori-musicali-di-puglia%2F&amp;linkname=finalmente%20una%20casa%20per%20i%20tesori%20musicali%20di%20Puglia%E2%80%A6" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F03%2Ffinalmente-una-casa-per-i-tesori-musicali-di-puglia%2F&amp;linkname=finalmente%20una%20casa%20per%20i%20tesori%20musicali%20di%20Puglia%E2%80%A6" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F03%2Ffinalmente-una-casa-per-i-tesori-musicali-di-puglia%2F&amp;linkname=finalmente%20una%20casa%20per%20i%20tesori%20musicali%20di%20Puglia%E2%80%A6" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2007%2F10%2F03%2Ffinalmente-una-casa-per-i-tesori-musicali-di-puglia%2F&amp;title=finalmente%20una%20casa%20per%20i%20tesori%20musicali%20di%20Puglia%E2%80%A6" id="wpa2a_18">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2007/10/03/finalmente-una-casa-per-i-tesori-musicali-di-puglia/">finalmente una casa per i tesori musicali di Puglia&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
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		<title>I COLORI DELLA TERRA</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2004 13:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Portelli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Aramirè]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Raheli]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Torsello]]></category>
		<category><![CDATA[Uccio Aloisi]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I COLORI DELLA TERRA &#160; Canti e racconti di un musicista popolare (Libro+2cd audio) a cura di Roberto Raheli, Vincenzo Santoro e Sergio Torsello con un&#8217;introduzione di Alessandro Portelli Edizioni Aramirè 2004 Il libro contiene la &#8220;biografia narrata&#8221; del 74-enne Uccio Aloisi, il più importante cantore vivente del Salento, meravigliosa voce autenticamente &#8220;popolare&#8221;, grande viruoso del tamburello e essenziale punto... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2004/03/01/i-colori-della-terra/">Read more &#187;</a></p>
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<div id="articolo">
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<h3>I COLORI DELLA TERRA</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Canti e racconti di un musicista popolare</p>
<p>(Libro+2cd audio)</p>
<p>a cura di Roberto Raheli, Vincenzo Santoro e Sergio Torsello</p>
<p>con un&#8217;introduzione di Alessandro Portelli</p>
<p>Edizioni Aramirè 2004</p>
<p>Il libro contiene la &#8220;biografia narrata&#8221; del 74-enne Uccio Aloisi, il più<br />
importante cantore vivente del Salento, meravigliosa voce autenticamente<br />
&#8220;popolare&#8221;, grande viruoso del tamburello e essenziale punto di collegamento<br />
fra la &#8220;tradizione orale&#8221; e il movimento musicale salentino di oggi.</p>
<p>Uccio racconta la sua vita di contadino povero del Salento, la fatica dei<br />
campi e delle cave, le lotte per il mlglioramento delle proprie condizioni<br />
di vita, e il suo grande amore, la musica.</p>
<p>L&#8217;intervista è presente integralmente sui cd (oltre due ore di audio),<br />
trascritta in dialetto e tradotta liberamente in italiano.</p>
<h4>Recensioni</h4>
<ul>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2005/08/12/il-ri-morso-della-taranta-2/">Il ri-morso della Taranta</a><br />
di Chiara Zilli<br />
da Tgcom.it, 12/08/2005</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2004/07/01/morsi-dalla-taranta/">Morsi dalla taranta</a><br />
di Jasmina Trifoni<br />
da Meridiani Puglia, n. 130, 01/07/2004</li>
<li><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2004/04/02/si-dice-che-gli-eschimesi-hanno-trenta-nomi-per-nominare-la-neve/">Si dice che gli eschimesi hanno trenta nomi per nominare la neve</a><br />
di Cristhian Scorrano<br />
da Astrolicamus (www.pedorrapop.splinder.com), 02/04/2004</li>
</ul>
</div>
</div>
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