<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Vincenzo Santoro &#187; Salento</title>
	<atom:link href="https://www.vincenzosantoro.it/tag/salento/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.vincenzosantoro.it</link>
	<description>Musiche e culture popolari dal Salento al Mediterraneo: approfondimenti, pubblicazioni e iniziative</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Oct 2026 05:52:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Il culto popolare di san Paolo “dei serpenti” in alcune evidenze iconografiche salentine</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2026/04/19/il-culto-popolare-di-san-paolo-dei-serpenti-in-alcune-evidenze-iconografiche-salentine/</link>
		<comments>https://www.vincenzosantoro.it/2026/04/19/il-culto-popolare-di-san-paolo-dei-serpenti-in-alcune-evidenze-iconografiche-salentine/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 08:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[San Paolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzosantoro.it/?p=4840</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Vincenzo Santoro in Salento imprevisto e misterioso, a cura di Mario Cazzato, Edizioni del Grifo &#8211; ArtWork cultura 2025 Il tarantismo salentino, come ampiamente noto, è l’esito del “sincretismo” fra un sistema rituale rimasto, nel corso di una lunga fase, sostanzialmente autonomo dal cristianesimo – che prevedeva il ricorso a musica e danza per curare gli effetti del morso... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2026/04/19/il-culto-popolare-di-san-paolo-dei-serpenti-in-alcune-evidenze-iconografiche-salentine/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2026/04/19/il-culto-popolare-di-san-paolo-dei-serpenti-in-alcune-evidenze-iconografiche-salentine/">Il culto popolare di san Paolo “dei serpenti” in alcune evidenze iconografiche salentine</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>di Vincenzo Santoro</p>
<p>in <span style="color: #993300;"><em>Salento imprevisto e misterioso</em></span>, a cura di <span style="color: #ff0000;">Mario Cazzato</span>, Edizioni del Grifo &#8211; ArtWork cultura 2025</p>
<p>Il tarantismo salentino, come ampiamente noto, è l’esito del “sincretismo” fra un sistema rituale rimasto, nel corso di una lunga fase, sostanzialmente autonomo dal cristianesimo – che prevedeva il ricorso a musica e danza per curare gli effetti del morso della mitica <em>taranta</em> &#8211; e un peculiare culto “popolare” riferito a san Paolo, che trova la genesi in un passo degli <em>Atti degli apostoli</em> (28, 1-6) in cui si riferisce che l’apostolo, naufragato a Malta, subì il morso di una vipera, il cui veleno però, miracolosamente, non fece effetto, proclamando la potenza del santo e il suo “dominio” sui serpenti e altri esseri simili, fra cui gli scorpioni e i ragni.</p>
<p>Come testimoniato dall’illustre studioso <span style="color: #ff0000;">Ernesto de Martino</span> nella celebre opera <em>La terra del rimorso</em> (1961) – frutto anche di una accurata ricerca sul campo, che lo portò ad osservare il rituale ancora in funzione – i tarantati salentini, a partire dalla fine del ’700, oltre ad esperire la terapia coreutico-musicale nei paesi di provenienza, convenivano ogni 28 e 29 giugno – giorni della festa del santo – nella cappella di <strong>Galatina</strong>, appellandosi al loro “protettore” e chiedendo la grazia di essere liberati dagli effetti del morso velenoso. Una volta entrati nella piccola cappella, in quello spazio angusto, senza l’ausilio “ordinatore” della musica, erano esposti all’insorgenza simultanea delle rispettive crisi, secondo modalità nel corso del tempo sempre più dissimili e scomposte. La prassi rituale, in assenza di specifici impedimenti, si concludeva con l’accesso al pozzo contiguo per berne l’acqua ritenuta miracolosa ma che produceva, come si legge nelle molteplici descrizioni trasmesse, soprattutto violente crisi di vomito, con tutte le sgradevoli conseguenze del caso.</p>
<p><a href="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2024/07/cfe82740-ca98-407f-b401-06dbc3fe50cb.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4598" src="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2024/07/cfe82740-ca98-407f-b401-06dbc3fe50cb-200x300.jpg" alt="cfe82740-ca98-407f-b401-06dbc3fe50cb" width="200" height="300" /></a>L’episodio di Malta, mito di fondazione del patronato paolino, ha generato a sua volta (come ricostruisco nel saggio contenuto nel recente <span style="color: #993300;"><em><a href="https://www.vincenzosantoro.it/2024/07/10/tarantelle-santi-e-guaritori-forme-e-figure-di-un-culto-popolare/">Tarantelle, santi e guaritori. Forme e figure di un culto popolare</a></em></span>, Itinerarti 2024) un complesso insieme di credenze, in particolare in ambito popolare, che ascrivono a san Paolo e ad alcuni suoi seguaci il “dominio” di serpenti e altri animali velenosi (scorpioni, ragni eccetera), nonché una serie rilevante di testimonianze iconografiche che differiscono dall’immagine canonica che mostra Saulo sulla via per Damasco al momento della conversione, folgorato e atterrito dal messaggio divino, oppure dotato degli attributi del libro e della spada: in alcuni casi e in contesti circoscritti infatti l’Apostolo è rappresentato in associazione agli “animali di san Paolo”, in particolare serpenti, ma anche scorpioni, ragni e non solo, in una sorta di singolare “bestiario <em>de venenis</em>”.</p>
<p>Questa singolare linea iconografica, diffusa un po’ in tutto il Sud dell’Italia, trova numerose attestazioni nel Salento meridionale, terra dove le pratiche magico-religiose collegate al culto di san Paolo sono ampiamente documentate.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3785" src="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2021/02/tel-s-paol-177x300.jpg" alt="tel-s-paol" width="177" height="300" />A cominciare proprio da <strong>Galatina</strong>, centro in cui i due filoni di tradizioni popolari a cui si è finora accennato trovano una enigmatica convergenza, in particolare nella sintesi iconografica offerta dalla pala d’altare della cappella, un tempo meta del dolente pellegrinaggio dei tarantati provenienti da tutta la provincia per chiedere la concessione della “grazia” risanatrice da parte del santo. Questo cruciale riferimento simbolico, realizzato dal pittore ruffanese <span style="color: #ff0000;">Saverio Lillo</span> nel 1795, raffigura infatti un monumentale ritratto di san Paolo con alle spalle l’episodio della vipera di Malta. Si tratta di una sorta di ex voto per una guarigione dal morso del ragno e ad essere stato protetto in questo caso è un uomo (significativa smentita del senso comune che riferisce il tarantismo in maniera quasi esclusiva al genere femminile), rappresentato in basso a sinistra della tela, sorretto da donne che probabilmente avevano un qualche ruolo nella gestione del processo di cura. Nell’angolo opposto, il trittico degli animali su cui il santo esercitava il suo “potere” – il serpente, lo scorpione e il ragno – che ricorre in altri contesti simili.</p>
<p>Tale specifica iconografia paolina “de venenis” ritorna in diverse altre evidenze nella provincia di Lecce, anche precedenti alla tela galatinese. Fra le più significative quelle nel <strong>Capo di Leuca</strong>.</p>
<p><a href="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/04/73261601_10158410953590349_7316930953657784566_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4841" src="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/04/73261601_10158410953590349_7316930953657784566_n-186x300.jpg" alt="73261601_10158410953590349_7316930953657784566_n" width="186" height="300" /></a>Nella chiesetta rurale di Santa Maria di Vereto a <strong>Patù</strong> (Le), ad esempio, all’interno del perimetro dell’antica città messapica e romana di <em>Veretum</em>, è stato di recente rinvenuto e restaurato un dipinto murario di fattura vernacolare ma stupefacente per contenuti, risalente probabilmente alla fine del XVI secolo. Intorno all’immagine di San Paolo con la consueta spada (a cui sono avvinghiati dei serpenti) si distinguono vari rettili (due intrecciati a caduceo), uno scorpione, forse un rospo e anche un ragnetto.</p>
<p>Sempre nel Capo di Leuca, a pochi chilometri da Vereto, nella chiesa di Santa Marina dalla bella facciata barocca bipartita, posta ai margini del piccolo centro di <strong>Ruggiano</strong> (frazione di Salve), in anni non lontani è riemersa un’immagine del santo, qui in coppia con san Pietro, attorniato da serpentelli, che anche in questo caso si attorcigliano intorno alla spada.</p>
<p><a href="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/04/336680661_3472307439683020_2846809993871907999_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4842" src="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/04/336680661_3472307439683020_2846809993871907999_n-226x300.jpg" alt="336680661_3472307439683020_2846809993871907999_n" width="226" height="300" /></a>Restando ancora in questo lembo estremo della terra salentina, poco fuori dall’abitato di <strong>Gagliano del Capo</strong>, su un’altra delle direttrici per il santuario mariano <em>de finibus terrae</em>, si trova la chiesa di san Francesco da Paola con l’annesso convento. Nell’edificio sacro è collocata una statua in pietra locale di buona fattura, della seconda metà del XVII secolo, che ritrae san Paolo sempre con il solito serpente avvinghiato intorno alla spada. Nella stessa località sono emerse ulteriori tracce di pratiche magico religiose dirette alla protezione contro i serpenti e il loro veleno.</p>
<p>Ad arricchire ulteriormente lo scenario, alcuni anni fa, durante lo svuotamento delle tombe situate nei sotterranei della chiesa matrice, è stata ritrovata una rara medaglietta devozionale, chedovrebbe risalire ai sec. XVII-XVIII, con l’immagine di san Domenico di <strong>Cocullo</strong> che, nelle lontane montagne degli Abruzzi, svolgeva per la cultura popolare funzioni di “signore dei serpenti”, in parte analoghe a quelle del “collega” Paolo.</p>
<p><a href="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/04/152170290_10159040092695349_7993419699385158713_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4843" src="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/04/152170290_10159040092695349_7993419699385158713_n-238x300.jpg" alt="152170290_10159040092695349_7993419699385158713_n" width="238" height="300" /></a>Non lontano dai centri del Capo di Leuca finora considerati, a <strong>Ruffano</strong>, nella Chiesa Madre, è presente una tela settecentesca che ritrae san Paolo con dei serpenti che spuntano da sotto la spada, in una postura simile a quella che si ritrova in una piccola scultura all’aperto nel centro antico di <strong>Scorrano</strong>, mentre a <strong>Novoli</strong>, nella chiesa del Buon Consiglio in via Pendino, è conservata una tela dipinta nel 1835 dal pittore leccese <span style="color: #ff0000;">Alessandro Calabrese</span> (1804-1873) con la figura sacra, in questo caso senza spada, con ai piedi un serpentello che lo osserva e una tela con un ragno.</p>
<p>Emblematico è ancora il dipinto situato nella grotta bizantina di san Paolo a <strong>Giurdignano</strong>, nei dintorni di Otranto, dove accanto alla tipica immagine dell’apostolo è raffigurata una ragnatela con il suo ragno (si tratta forse di una interpolazione recente, che non rappresenta necessariamente, come ripetuto in molte pubblicazioni turistiche di vario genere, un legame con il tarantismo, ma piuttosto con la credenza magico religiosa di cui stiamo trattando, molto più antica e ramificata).</p>
<p><a href="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/04/san-paolo-soleto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4845" src="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/04/san-paolo-soleto-267x300.jpg" alt="san paolo soleto" width="267" height="300" /></a>Per concludere una rassegna che potrebbe continuare e meriterebbe una puntuale raccolta, in area grecanica, a <strong>Soleto</strong>, in particolare in via Sogliano, si trova un’edicola con il dipinto del santo, in cui sullo sfondo si distinguono la celebre guglia “di Raimondello”, il libro, la spada, il serpente ed il pozzo; in via Regina Elena invece, molto rovinato, un dipinto murario di san Paolo col serpente; infine, nella chiesa Matrice, sull’altare del SS. Crocefisso, fa bella mostra di sé una tela, probabilmente del 1778, raffigurante il santo e sullo sfondo l’episodio di Malta. Sempre nella Grecìa Salentina, a <strong>Martignano</strong>, sull’altare maggiore della chiesa di Santa Maria dei Martiri, è presente una statua settecentesca del santo con un serpente avvinghiato intorno alla grande spada. Analoga iconografia si ritrova nella figura del santo in cartapesta, a cui secondo la <a href="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/04/san-paolo-Acaya.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4844" src="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/04/san-paolo-Acaya-188x300.jpg" alt="san paolo Acaya" width="188" height="300" /></a>memoria locale in passato si rivolgevano anche i tarantati della zona, collocata nella piccola cappella a lui dedicata poco al di fuori del suggestivo borgo di <strong>Acaya</strong>.</p>
<p>Nel Salento fuori dalla attuale provincia di Lecce se ne trovano pochissimi esempi: uno dei più significativi è attestato nel brindisino meridionale, a <strong>San Pietro Vernotico</strong> – località in cui è documentato un pozzo la cui acqua “miracolosa” in passato attirava i tarantati – dove nella chiesa di San Pietro Aposto è presente una tela settecentesca raffigurante il santo con la spada attorno a cui fa bella mostra di sé un bel serpentello.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F04%2F19%2Fil-culto-popolare-di-san-paolo-dei-serpenti-in-alcune-evidenze-iconografiche-salentine%2F&amp;linkname=Il%20culto%20popolare%20di%20san%20Paolo%20%E2%80%9Cdei%20serpenti%E2%80%9D%20in%20alcune%20evidenze%20iconografiche%20salentine" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F04%2F19%2Fil-culto-popolare-di-san-paolo-dei-serpenti-in-alcune-evidenze-iconografiche-salentine%2F&amp;linkname=Il%20culto%20popolare%20di%20san%20Paolo%20%E2%80%9Cdei%20serpenti%E2%80%9D%20in%20alcune%20evidenze%20iconografiche%20salentine" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F04%2F19%2Fil-culto-popolare-di-san-paolo-dei-serpenti-in-alcune-evidenze-iconografiche-salentine%2F&amp;linkname=Il%20culto%20popolare%20di%20san%20Paolo%20%E2%80%9Cdei%20serpenti%E2%80%9D%20in%20alcune%20evidenze%20iconografiche%20salentine" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F04%2F19%2Fil-culto-popolare-di-san-paolo-dei-serpenti-in-alcune-evidenze-iconografiche-salentine%2F&amp;linkname=Il%20culto%20popolare%20di%20san%20Paolo%20%E2%80%9Cdei%20serpenti%E2%80%9D%20in%20alcune%20evidenze%20iconografiche%20salentine" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F04%2F19%2Fil-culto-popolare-di-san-paolo-dei-serpenti-in-alcune-evidenze-iconografiche-salentine%2F&amp;linkname=Il%20culto%20popolare%20di%20san%20Paolo%20%E2%80%9Cdei%20serpenti%E2%80%9D%20in%20alcune%20evidenze%20iconografiche%20salentine" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F04%2F19%2Fil-culto-popolare-di-san-paolo-dei-serpenti-in-alcune-evidenze-iconografiche-salentine%2F&amp;title=Il%20culto%20popolare%20di%20san%20Paolo%20%E2%80%9Cdei%20serpenti%E2%80%9D%20in%20alcune%20evidenze%20iconografiche%20salentine" id="wpa2a_2">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2026/04/19/il-culto-popolare-di-san-paolo-dei-serpenti-in-alcune-evidenze-iconografiche-salentine/">Il culto popolare di san Paolo “dei serpenti” in alcune evidenze iconografiche salentine</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.vincenzosantoro.it/2026/04/19/il-culto-popolare-di-san-paolo-dei-serpenti-in-alcune-evidenze-iconografiche-salentine/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’Archivio Sonoro Pugliese, 4mila documenti di storia orale. Un patrimonio a rischio oblio</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2026/02/08/larchivio-sonoro-pugliese-4mila-documenti-di-storia-orale-un-patrimonio-a-rischio-oblio/</link>
		<comments>https://www.vincenzosantoro.it/2026/02/08/larchivio-sonoro-pugliese-4mila-documenti-di-storia-orale-un-patrimonio-a-rischio-oblio/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 20:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[archivio sonoro della Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Gargano]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzosantoro.it/?p=4797</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; di Vincenzo Santoro, L’Edicola, 13 novembre 2025 Al serrato dibattito che ha accompagnato, fin dagli esordi, il “movimento” pugliese di rivalutazione delle musiche di tradizione, attiene un tema carsico che periodicamente riemerge. Si tratta dell’istanza, incessantemente sostenuta dagli operatori più avvertiti, volta a promuovere – oltre alle politiche di “valorizzazione” incentrate prevalentemente su iniziative di carattere spettacolare – interventi... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2026/02/08/larchivio-sonoro-pugliese-4mila-documenti-di-storia-orale-un-patrimonio-a-rischio-oblio/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2026/02/08/larchivio-sonoro-pugliese-4mila-documenti-di-storia-orale-un-patrimonio-a-rischio-oblio/">L’Archivio Sonoro Pugliese, 4mila documenti di storia orale. Un patrimonio a rischio oblio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/02/San-Vito-dei-Normanni-2004.-Antonio-Zurlo-e-Sante-Arpino-canto-sullorganetto-Fondo-Amati-Bagorda-foto-F.-Calderaro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4798" src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/02/San-Vito-dei-Normanni-2004.-Antonio-Zurlo-e-Sante-Arpino-canto-sullorganetto-Fondo-Amati-Bagorda-foto-F.-Calderaro-300x199.jpg" alt="San Vito dei Normanni, 2004. Antonio Zurlo e Sante Arpino, canto sull'organetto (Fondo Amati-Bagorda, foto F. Calderaro)" width="300" height="199" /></a>di <span style="color: #ff0000;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span>, L’Edicola, 13 novembre 2025</p>
<p>Al serrato dibattito che ha accompagnato, fin dagli esordi, il “movimento” pugliese di rivalutazione delle musiche di tradizione, attiene un tema carsico che periodicamente riemerge. Si tratta dell’istanza, incessantemente sostenuta dagli operatori più avvertiti, volta a promuovere – oltre alle politiche di “valorizzazione” incentrate prevalentemente su iniziative di carattere spettacolare – interventi di salvaguardia della “memoria musicale”, in particolare attraverso la realizzazione di archivi e biblioteche specializzati in cui potere conservare e fruire la (fortunatamente) vasta documentazione sulle tradizioni musicali regionali, compresa l’ampia e articolata produzione di studi e ricerche dedicata al fenomeno storico del tarantismo.</p>
<p>Nonostante le tante proposte avanzate negli anni, di concreto in questa direzione è venuto fuori poco e nulla, anche perché le istituzioni locali si sono concentrate soprattutto sul sostegno a piccoli e grandi eventi, che come è noto hanno dato alla nostra regione una notorietà nazionale e internazionale.</p>
<p>Unica eccezione, esito congiunto di una forte “spinta dal basso”, dell’intraprendenza di alcuni operatori culturali, contestualmente alla disponibilità delle istituzioni “depositarie” e di taluni ricercatori, è quella dell’Archivio Sonoro Pugliese. Avviato nel 2007 a cura dell’Associazione Altrosud, è stato concepito come piattaforma digitale che consente di consultare i documenti raccolti, disponibili online in forma parziale (per ragioni legate ai diritti dei soggetti proprietari) e integralmente presso postazioni dedicate collocate all’interno della Biblioteca Nazionale di Bari, realizzata con il sostegno dell’allora MiBACT e la collaborazione della Regione Puglia.</p>
<p>Nel corso di diversi anni di lavoro sono stati resi disponibili quasi 4.000 documenti, in gran parte canti, ma anche interviste, fotografie e video, introdotti da schede di contestualizzazione redatte da esperti: un patrimonio di straordinario valore, esteso all’intero territorio regionale, dal foggiano al Salento, con una preziosa pluralità di espressioni, documentate attraverso ricerche condotte dagli anni Cinquanta fino a periodi più recenti (<a href="http://www.archiviosonoro.org/puglia">www.archiviosonoro.org/puglia</a>).</p>
<p>Nonostante l’importanza del lavoro svolto, non è stato purtroppo possibile assicurare la continuità nella fruizione in loco e ad oggi le postazioni presso la Biblioteca Nazionale non risultano più attive. Rimane dunque il sito che, nonostante l’accessibilità limitata dei materiali (proprio in questi giorni, tuttavia, l’associazione che ne cura la gestione ha annunciato che, d’intesa con i proprietari, una parte significativa dei materiali sarà presto resa integralmente accessibile anche online), rappresenta con tutta evidenza una straordinaria risorsa, che meriterebbe di essere adeguatamente diffusa e implementata.</p>
<p>Inoltre negli anni sono state presentate alle istituzioni competenti diverse proposte per la creazione di una bibliomediateca pubblica che potesse accogliere stabilmente l’Archivio Sonoro, dotata di personale qualificato per la sua gestione, valorizzazione e ampliamento attraverso l’acquisizione di nuovi fondi documentali, sia pubblici che privati, e con più punti di accesso al pubblico (ad esempio nella rete delle biblioteche di pubblica lettura). Tuttavia, tutte queste sollecitazioni – nonostante annunci e intenti dichiarati – non hanno mai trovato concreta realizzazione.</p>
<p>Negli ultimi tempi il tema degli archivi sonori e documentari è tornato oggetto di discussione, e sono stati anche avviati – con ulteriori finanziamenti pubblici – alcuni progetti che, per quanto parziali, si muovono nella direzione attesa. Tuttavia, sorprendentemente, queste meritorie iniziative sembrano ignorare l’esistenza dell’Archivio Sonoro Pugliese, addirittura anche quando intervengono sugli stessi contesti e materiali documentali. Con il risultato che, invece di impiegare fondi pubblici per progredire e favorire la messa in rete delle diverse realtà esistenti, si rischia di destinarli alla duplicazione di interventi e contenuti già disponibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F02%2F08%2Flarchivio-sonoro-pugliese-4mila-documenti-di-storia-orale-un-patrimonio-a-rischio-oblio%2F&amp;linkname=L%E2%80%99Archivio%20Sonoro%20Pugliese%2C%204mila%20documenti%20di%20storia%20orale.%20Un%20patrimonio%20a%20rischio%20oblio" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F02%2F08%2Flarchivio-sonoro-pugliese-4mila-documenti-di-storia-orale-un-patrimonio-a-rischio-oblio%2F&amp;linkname=L%E2%80%99Archivio%20Sonoro%20Pugliese%2C%204mila%20documenti%20di%20storia%20orale.%20Un%20patrimonio%20a%20rischio%20oblio" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F02%2F08%2Flarchivio-sonoro-pugliese-4mila-documenti-di-storia-orale-un-patrimonio-a-rischio-oblio%2F&amp;linkname=L%E2%80%99Archivio%20Sonoro%20Pugliese%2C%204mila%20documenti%20di%20storia%20orale.%20Un%20patrimonio%20a%20rischio%20oblio" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F02%2F08%2Flarchivio-sonoro-pugliese-4mila-documenti-di-storia-orale-un-patrimonio-a-rischio-oblio%2F&amp;linkname=L%E2%80%99Archivio%20Sonoro%20Pugliese%2C%204mila%20documenti%20di%20storia%20orale.%20Un%20patrimonio%20a%20rischio%20oblio" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F02%2F08%2Flarchivio-sonoro-pugliese-4mila-documenti-di-storia-orale-un-patrimonio-a-rischio-oblio%2F&amp;linkname=L%E2%80%99Archivio%20Sonoro%20Pugliese%2C%204mila%20documenti%20di%20storia%20orale.%20Un%20patrimonio%20a%20rischio%20oblio" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F02%2F08%2Flarchivio-sonoro-pugliese-4mila-documenti-di-storia-orale-un-patrimonio-a-rischio-oblio%2F&amp;title=L%E2%80%99Archivio%20Sonoro%20Pugliese%2C%204mila%20documenti%20di%20storia%20orale.%20Un%20patrimonio%20a%20rischio%20oblio" id="wpa2a_4">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2026/02/08/larchivio-sonoro-pugliese-4mila-documenti-di-storia-orale-un-patrimonio-a-rischio-oblio/">L’Archivio Sonoro Pugliese, 4mila documenti di storia orale. Un patrimonio a rischio oblio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.vincenzosantoro.it/2026/02/08/larchivio-sonoro-pugliese-4mila-documenti-di-storia-orale-un-patrimonio-a-rischio-oblio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Salento di Annabella Rossi. La ricerca visiva sul Tarantismo e oltre</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2026/01/30/il-salento-di-annabella-rossi-la-ricerca-visiva-sul-tarantismo-e-oltre/</link>
		<comments>https://www.vincenzosantoro.it/2026/01/30/il-salento-di-annabella-rossi-la-ricerca-visiva-sul-tarantismo-e-oltre/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 15:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Annabella Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[tarantismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzosantoro.it/?p=4791</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il Salento di Annabella Rossi. La ricerca visiva sul Tarantismo e oltre a cura di Stefania Baldinotti e Vincenzo Santoro, con prefazioni di Leandro Ventura, Andrea Villani e Luigi De Luca e interventi di Stefania Baldinotti, Massimo Cutrupi, Omerita Ranalli e Vincenzo Santoro, Quaderni dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale – Ministero della Cultura, n. 06, Effigi Edizioni, Arcidosso (Gr) 2024... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2026/01/30/il-salento-di-annabella-rossi-la-ricerca-visiva-sul-tarantismo-e-oltre/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2026/01/30/il-salento-di-annabella-rossi-la-ricerca-visiva-sul-tarantismo-e-oltre/">Il Salento di Annabella Rossi. La ricerca visiva sul Tarantismo e oltre</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/01/il-salento-di-annabella-rossi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4792" src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2026/01/il-salento-di-annabella-rossi-300x280.jpg" alt="il-salento-di-annabella-rossi" width="300" height="280" /></a>Il Salento di Annabella Rossi. La ricerca visiva sul Tarantismo e oltre</strong></span></p>
<p>a cura di Stefania Baldinotti e Vincenzo Santoro, con prefazioni di Leandro Ventura, Andrea Villani e Luigi De Luca e interventi di Stefania Baldinotti, Massimo Cutrupi, Omerita Ranalli e Vincenzo Santoro, Quaderni dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale – Ministero della Cultura, n. 06, Effigi Edizioni, Arcidosso (Gr) 2024</p>
<p>Nella ricorrenza del quarantesimo anniversario della scomparsa di Annabella Rossi l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, in collaborazione con il Museo delle Civiltà e il Polo Biblio-Museale di Lecce, propone con questo volume una valorizzazione del lavoro dell’antropologa che ci ha consegnato un ineguagliato fondo archivistico composto di documenti sonori, fotografici e cinematografici realizzati e raccolti nel corso della sua attività di ricerca.</p>
<p>Le immagini pubblicate in questo volume della collana “Visioni d’archivio” ci restituiscono materiali raffinati e appassionanti, testimonianza di come, pioneristicamente, l’uso della macchina fotografica e della ripresa video e sonora siano stati un elemento integrale e caratterizzante del mestiere dell’antropologo e dell’indagine sul campo nelle esplorazioni etno-antropologiche in Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale.<br />
In questo volume, che esce in parallelo all’allestimento di una mostra presso la Biblioteca Bernardini di Lecce, viene restituita al pubblico una parte di questi materiali, non solo con l’intento di rivedere il passato di una terra profondamente mutata, ma come esito delle pratiche di indagine di Annabella Rossi e della sua riflessione sul ruolo e la funzione della ricerca antropologica nello studio delle culture meridionali italiane, proponendone anche un’esperienza radicata nelle sensibilità e nelle istanze della contemporaneità.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F01%2F30%2Fil-salento-di-annabella-rossi-la-ricerca-visiva-sul-tarantismo-e-oltre%2F&amp;linkname=Il%20Salento%20di%20Annabella%20Rossi.%20La%20ricerca%20visiva%20sul%20Tarantismo%20e%20oltre" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F01%2F30%2Fil-salento-di-annabella-rossi-la-ricerca-visiva-sul-tarantismo-e-oltre%2F&amp;linkname=Il%20Salento%20di%20Annabella%20Rossi.%20La%20ricerca%20visiva%20sul%20Tarantismo%20e%20oltre" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F01%2F30%2Fil-salento-di-annabella-rossi-la-ricerca-visiva-sul-tarantismo-e-oltre%2F&amp;linkname=Il%20Salento%20di%20Annabella%20Rossi.%20La%20ricerca%20visiva%20sul%20Tarantismo%20e%20oltre" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F01%2F30%2Fil-salento-di-annabella-rossi-la-ricerca-visiva-sul-tarantismo-e-oltre%2F&amp;linkname=Il%20Salento%20di%20Annabella%20Rossi.%20La%20ricerca%20visiva%20sul%20Tarantismo%20e%20oltre" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F01%2F30%2Fil-salento-di-annabella-rossi-la-ricerca-visiva-sul-tarantismo-e-oltre%2F&amp;linkname=Il%20Salento%20di%20Annabella%20Rossi.%20La%20ricerca%20visiva%20sul%20Tarantismo%20e%20oltre" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2026%2F01%2F30%2Fil-salento-di-annabella-rossi-la-ricerca-visiva-sul-tarantismo-e-oltre%2F&amp;title=Il%20Salento%20di%20Annabella%20Rossi.%20La%20ricerca%20visiva%20sul%20Tarantismo%20e%20oltre" id="wpa2a_6">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2026/01/30/il-salento-di-annabella-rossi-la-ricerca-visiva-sul-tarantismo-e-oltre/">Il Salento di Annabella Rossi. La ricerca visiva sul Tarantismo e oltre</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.vincenzosantoro.it/2026/01/30/il-salento-di-annabella-rossi-la-ricerca-visiva-sul-tarantismo-e-oltre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il battito della pizzica: storie, riti e rinascite (sulla radio nazionale della Svizzera italiana)</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2025/11/28/il-battito-della-pizzica-storie-riti-e-rinascite-sulla-radio-nazionale-della-svizzera-italiana/</link>
		<comments>https://www.vincenzosantoro.it/2025/11/28/il-battito-della-pizzica-storie-riti-e-rinascite-sulla-radio-nazionale-della-svizzera-italiana/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 07:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Il ritorno della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[pizzica]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[taranta]]></category>
		<category><![CDATA[tarantismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzosantoro.it/?p=4777</guid>
		<description><![CDATA[<p>La Radio Svizzera Italiana ha dedicato in ottobre tre puntate speciali della trasmissione Grand Bazaar al Salento e alle sue musiche e danze, con particolare riferimento alla pizzica, che negli ultimi decenni ha conosciuto una sorprendente rinascita, conquistando piazze, festival e palcoscenici internazionali. In tre puntate speciali, Christian Gilardi accoglierà come ospite Vincenzo Santoro, scrittore, ricercatore e profondo conoscitore delle culture... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2025/11/28/il-battito-della-pizzica-storie-riti-e-rinascite-sulla-radio-nazionale-della-svizzera-italiana/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2025/11/28/il-battito-della-pizzica-storie-riti-e-rinascite-sulla-radio-nazionale-della-svizzera-italiana/">Il battito della pizzica: storie, riti e rinascite (sulla radio nazionale della Svizzera italiana)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2025/11/494811058_10162665883680349_8064849294490739046_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4782" src="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2025/11/494811058_10162665883680349_8064849294490739046_n-300x270.jpg" alt="494811058_10162665883680349_8064849294490739046_n" width="300" height="270" /></a>La Radio Svizzera Italiana ha dedicato in ottobre tre puntate speciali della trasmissione <span style="color: #ff0000;"><strong>Grand Bazaar</strong></span> al Salento e alle sue musiche e danze, con particolare riferimento alla pizzica, che negli ultimi decenni ha conosciuto una sorprendente rinascita, conquistando piazze, festival e palcoscenici internazionali.</p>
<p>In tre puntate speciali, <strong><span style="color: #993300;">Christian Gilardi</span></strong> accoglierà come ospite <span style="color: #993300;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span>, scrittore, ricercatore e profondo conoscitore delle culture popolari del Sud Italia. Insieme ripercorreranno le origini di questo rito musicale legato al tarantismo, le sue trasformazioni nel tempo e il ruolo che la pizzica ha oggi come simbolo di identità e patrimonio condiviso.</p>
<p>Tra racconti, musiche e testimonianze, Grand Bazaar offrirà un affresco vivo e appassionante di una tradizione che continua a far danzare e a emozionare.</p>
<p>Ascolta la puntata del 9.10.2025: <a href="https://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/grand-bazaar/Il-battito-della-pizzica-storie-riti-e-rinascite--3111416.html">https://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/grand-bazaar/Il-battito-della-pizzica-storie-riti-e-rinascite&#8211;3111416.html</a></p>
<p>Ascolta la puntata del 16.10.2025: <a href="https://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/grand-bazaar/Pizzica-Dalla-tradizione-salentina-al-mondo--3120215.html">https://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/grand-bazaar/Pizzica-Dalla-tradizione-salentina-al-mondo&#8211;3120215.html</a></p>
<p>Ascolta la puntata del 23.10.2026: <a href="https://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/grand-bazaar/La-danza-del-Sud-la-pizzica-raccontata-da-Vincenzo-Santoro--3136022.html">https://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/grand-bazaar/La-danza-del-Sud-la-pizzica-raccontata-da-Vincenzo-Santoro&#8211;3136022.html</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2025%2F11%2F28%2Fil-battito-della-pizzica-storie-riti-e-rinascite-sulla-radio-nazionale-della-svizzera-italiana%2F&amp;linkname=Il%20battito%20della%20pizzica%3A%20storie%2C%20riti%20e%20rinascite%20%28sulla%20radio%20nazionale%20della%20Svizzera%20italiana%29" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2025%2F11%2F28%2Fil-battito-della-pizzica-storie-riti-e-rinascite-sulla-radio-nazionale-della-svizzera-italiana%2F&amp;linkname=Il%20battito%20della%20pizzica%3A%20storie%2C%20riti%20e%20rinascite%20%28sulla%20radio%20nazionale%20della%20Svizzera%20italiana%29" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2025%2F11%2F28%2Fil-battito-della-pizzica-storie-riti-e-rinascite-sulla-radio-nazionale-della-svizzera-italiana%2F&amp;linkname=Il%20battito%20della%20pizzica%3A%20storie%2C%20riti%20e%20rinascite%20%28sulla%20radio%20nazionale%20della%20Svizzera%20italiana%29" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2025%2F11%2F28%2Fil-battito-della-pizzica-storie-riti-e-rinascite-sulla-radio-nazionale-della-svizzera-italiana%2F&amp;linkname=Il%20battito%20della%20pizzica%3A%20storie%2C%20riti%20e%20rinascite%20%28sulla%20radio%20nazionale%20della%20Svizzera%20italiana%29" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2025%2F11%2F28%2Fil-battito-della-pizzica-storie-riti-e-rinascite-sulla-radio-nazionale-della-svizzera-italiana%2F&amp;linkname=Il%20battito%20della%20pizzica%3A%20storie%2C%20riti%20e%20rinascite%20%28sulla%20radio%20nazionale%20della%20Svizzera%20italiana%29" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2025%2F11%2F28%2Fil-battito-della-pizzica-storie-riti-e-rinascite-sulla-radio-nazionale-della-svizzera-italiana%2F&amp;title=Il%20battito%20della%20pizzica%3A%20storie%2C%20riti%20e%20rinascite%20%28sulla%20radio%20nazionale%20della%20Svizzera%20italiana%29" id="wpa2a_8">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2025/11/28/il-battito-della-pizzica-storie-riti-e-rinascite-sulla-radio-nazionale-della-svizzera-italiana/">Il battito della pizzica: storie, riti e rinascite (sulla radio nazionale della Svizzera italiana)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.vincenzosantoro.it/2025/11/28/il-battito-della-pizzica-storie-riti-e-rinascite-sulla-radio-nazionale-della-svizzera-italiana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;La tarantella di Hölderlin&#8221; di Klaus Voswinckel</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2024/05/26/la-tarantella-di-holderlin-di-klaus-voswinckel/</link>
		<comments>https://www.vincenzosantoro.it/2024/05/26/la-tarantella-di-holderlin-di-klaus-voswinckel/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 May 2024 04:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[pizzica]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Tarantella]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzosantoro.it/?p=4557</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il 23 maggio scorso, proprio nel giorno del suo 80-mo compleanno, Klaus Voswinckel ci ha lasciati. Per ricordarlo, pubblico qui l&#8217;introduzione che avevo scritto per l&#8217;edizione italiana del suo romanzo Tarantella oder Hölderlin tanzt, uscita per Itinerarti un anno fa, in cui ho cercato sinteticamente di ricostruire la storia del suo rapporto con il Salento, terra in cui con la moglie Ulrike risiedeva... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2024/05/26/la-tarantella-di-holderlin-di-klaus-voswinckel/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2024/05/26/la-tarantella-di-holderlin-di-klaus-voswinckel/">&#8220;La tarantella di Hölderlin&#8221; di Klaus Voswinckel</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2024/05/Tarantella-copertina-edizione-italiana-1302x2048.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4558" src="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2024/05/Tarantella-copertina-edizione-italiana-1302x2048-189x300.jpg" alt="Tarantella-copertina-edizione-italiana-1302x2048" width="189" height="300" /></a></p>
<p><em>Il 23 maggio scorso, proprio nel giorno del suo 80-mo compleanno, <strong><span style="color: #800000;">Klaus Voswinckel</span> </strong>ci ha lasciati. Per ricordarlo, pubblico qui l&#8217;introduzione che avevo scritto per l&#8217;edizione italiana del suo romanzo </em><span style="color: #ff0000;">Tarantella oder Hölderlin tanzt</span><em>, uscita per Itinerarti un anno fa, in cui ho cercato sinteticamente di ricostruire la storia del suo rapporto con il Salento, terra in cui con la moglie <span style="color: #800000;">Ulrike</span> risiedeva per lunghi periodi dell&#8217;anno e a cui ha dedicato diversi libri e documentari.</em></p>
<p><span style="color: #800000;">Klaus Voswinckel</span>, poliedrico intellettuale tedesco – filosofo, regista, produttore di film e documentari, scrittore di romanzi e saggi – si lega al Salento a partire dagli anni Settanta, quando inizia con la moglie Ulrike a trascorrere lunghi periodi nella casa di Torre Mozza, lungo la marina di Ugento. L’attrazione nei confronti di una terra liminare e ancora decisamente estranea a circuiti turistici e modaioli, visitata abitualmente o perfino eletta a proprio domicilio, è stata allora nutrita e condivisa da un significativo numero di artisti di varia provenienza, tra cui <span style="color: #800000;">Helen Ashbee</span> e <span style="color: #800000;">Arno Mandello</span>, che nel 1969/70 acquistano la Masseria Bufalaria, in agro di Ugento, dove organizzeranno partecipate feste, frequentate anche da musicisti popolari locali. Di <span style="color: #800000;">Helen Ashbee</span>, scultrice, amica di <span style="color: #800000;">Alberto Giacometti</span>, Klaus Voswinckel scriverà in <span style="color: #ff0000;"><em>Helen</em>: <em>Mediterrane Botschaften</em></span> (1999). Altra coppia di artisti e intellettuali decisivi nell’esperienza salentina di Klaus e Ulrike sono lo scultore e pittore <span style="color: #993300;">Norman Mommens</span> e la moglie <span style="color: #993300;">Patience Gray</span>, tra le altre cose autrice di <span style="color: #ff0000;"><em>Honey from a weed</em></span>, ricettario di cibo e culture anticipatore delle più contemporanee tendenze intorno agli stessi temi. Folgorati dal fascino “antico” del Capo di Leuca, dove giungono proprio con Helen e Arno, nel 1970 rilevano la vecchia masseria Spigolizzi, in agro di Salve (non molto lontano dalla Bufalaria) in cui vivranno fino alla fine dei loro giorni, lui nel 2000, lei cinque anni dopo. Una minuziosa ricostruzione di una storia appassionante di vita e radicamento sta in <span style="color: #993300;">Adam Federman</span>, <em><span style="color: #ff0000;">Fasting and Feasting. The Life of Visionary Food Writer Patience Gray</span></em> (Chelsea Green Publishing 2017), recensito sul “New York Times” nel settembre 2018 insieme a una foto della coppia alla masseria Spigolizzi. A Mommens e Gray, a testimonianza della prossimità che li univa, Voswinckel ha dedicato il documentario <span style="color: #ff0000;"><em>Sonne, mond</em></span>, uscito nel 1983.</p>
<p>L’interesse per la locale cultura popolare e contadina attraversa tutti gli altri lavori di Voswinckel a cominciare da <span style="color: #ff0000;"><em>Landpartie</em></span> (<span style="color: #ff0000;">Scampagnata</span>), realizzato per la televisione tedesca nel 1977, che mette a confronto i modi di festeggiare il lunedì in Albis di una famiglia nobile, impegnata in una ricca festa in un palazzo di Sternatìa, mentre quella contadina trascorre la giornata in un contesto rurale, nei pressi di Casarano, dominato dalla musica e dal ballo della pizzica pizzica, in cui l’autore manifesta una precoce attenzione per espressioni culturali allora scarsamente indagate e una particolare sensibilità nel restituirle.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>La banda</em></span> (1987) racconta invece la storia di Grazia Donateo, prima donna a dirigere la banda musicale di Surbo, rendendo omaggio alla sentita tradizione bandistica regionale. Si tratta di un documentario di profonda suggestione e commozione, in particolare di fronte alla strepitosa lunga scena conclusiva che racconta la ‘sfida’ fra la banda di Surbo e quella di Sava per la festa patronale di Castrignano del Capo.</p>
<p>Lo sguardo sul passato che ritorna informa anche la scrittura di Voswinckel, come nel caso di <span style="color: #ff0000;"><em>Tarantella oder Hölderlin tanzt</em></span> (2016), qui riproposto nella traduzione in italiano con il titolo <span style="color: #ff0000;"><em>La tarantella di Hölderlin</em></span>. Ambientata nell’estremo Sud della Puglia ma con frequenti rimandi alla Cappadocia, la storia racconta con accenti onirici e stranianti la breve permanenza estiva di un regista tedesco, giunto fino lì per la preparazione di un film. Il protagonista si muove tra paesi interni e masserie, feste e interpreti del mondo musicale salentino, descritti con molto realismo, con una attenzione particolare al fenomeno del tarantismo, che come per tanti illustri predecessori continua ad esercitare sul regista un ascendente irresistibile, portandolo a rintracciarne le sopravvivenze nel Salento contemporaneo: emblematica è la visita a Galatina e alla cappella di San Paolo, dove un tempo convergevano i tarantolati e le tarantolate da tutta la provincia per implorare, dopo avere esperito la “terapia” a base di musiche e balli nei loro luoghi di origine, la liberazione dal veleno e la grazia catartica. A fargli compagnia continue e inattese apparizioni di spiriti tormentati e illuminati come <span style="color: #993300;">Friedrich Hölderlin</span>, <span style="color: #993300;">Samuel Beckett</span>, <span style="color: #993300;">Paul Celan</span>, <span style="color: #993300;">Novalis</span> in un intreccio di influenze che ben rappresenta la sensibilità di un intellettuale del Nord Europa conquistato da questo Sud di “santi, poeti e serpenti”, dalle sue musiche irresistibili, dai suoi abitanti e paesaggi abbacinanti.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F05%2F26%2Fla-tarantella-di-holderlin-di-klaus-voswinckel%2F&amp;linkname=%E2%80%9CLa%20tarantella%20di%20H%C3%B6lderlin%E2%80%9D%20di%20Klaus%20Voswinckel" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F05%2F26%2Fla-tarantella-di-holderlin-di-klaus-voswinckel%2F&amp;linkname=%E2%80%9CLa%20tarantella%20di%20H%C3%B6lderlin%E2%80%9D%20di%20Klaus%20Voswinckel" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F05%2F26%2Fla-tarantella-di-holderlin-di-klaus-voswinckel%2F&amp;linkname=%E2%80%9CLa%20tarantella%20di%20H%C3%B6lderlin%E2%80%9D%20di%20Klaus%20Voswinckel" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F05%2F26%2Fla-tarantella-di-holderlin-di-klaus-voswinckel%2F&amp;linkname=%E2%80%9CLa%20tarantella%20di%20H%C3%B6lderlin%E2%80%9D%20di%20Klaus%20Voswinckel" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F05%2F26%2Fla-tarantella-di-holderlin-di-klaus-voswinckel%2F&amp;linkname=%E2%80%9CLa%20tarantella%20di%20H%C3%B6lderlin%E2%80%9D%20di%20Klaus%20Voswinckel" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F05%2F26%2Fla-tarantella-di-holderlin-di-klaus-voswinckel%2F&amp;title=%E2%80%9CLa%20tarantella%20di%20H%C3%B6lderlin%E2%80%9D%20di%20Klaus%20Voswinckel" id="wpa2a_10">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2024/05/26/la-tarantella-di-holderlin-di-klaus-voswinckel/">&#8220;La tarantella di Hölderlin&#8221; di Klaus Voswinckel</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.vincenzosantoro.it/2024/05/26/la-tarantella-di-holderlin-di-klaus-voswinckel/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Salento, genius loci, spirito pubblico e retorica</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2024/04/09/salento-genius-loci-spirito-pubblico-e-retorica/</link>
		<comments>https://www.vincenzosantoro.it/2024/04/09/salento-genius-loci-spirito-pubblico-e-retorica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 07:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[pizzica]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzosantoro.it/?p=4530</guid>
		<description><![CDATA[<p>Marc Tibaldi intervista Vincenzo Santoro per Cupertinum Doc, rivista della Cantina Cupertinum, aprile 2024 Salentino, precisamente di Alessano, Vincenzo Santoro, si è laureato prima in Informatica e poi in Comunicazione per l’impresa e il no profit, dal 2004 lavora presso l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, dove attualmente è responsabile del Dipartimento Cultura, Turismo e Agricoltura. In rappresentanza dei Comuni italiani,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2024/04/09/salento-genius-loci-spirito-pubblico-e-retorica/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2024/04/09/salento-genius-loci-spirito-pubblico-e-retorica/">Salento, genius loci, spirito pubblico e retorica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2024/04/Cupertinum-intervista.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4531" src="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2024/04/Cupertinum-intervista-287x300.jpg" alt="Cupertinum intervista" width="287" height="300" /></a>Marc Tibaldi</strong></span> intervista <strong><span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span></strong> per <em>Cupertinum Doc</em>, rivista della<a href="https://www.cupertinum.it/"> Cantina Cupertinum</a>, aprile 2024</p>
<p>Salentino, precisamente di Alessano, <span style="color: #ff0000;">Vincenzo Santoro</span>, si è laureato prima in Informatica e poi in Comunicazione per l’impresa e il no profit, dal 2004 lavora presso l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, dove attualmente è responsabile del Dipartimento Cultura, Turismo e Agricoltura. In rappresentanza dei Comuni italiani, è anche membro del Comitato nazionale per la tutela delle minoranze linguistiche storiche e della Commissione per il Sistema Museale Nazionale del Ministero della cultura. Ha scritto molti saggi sulle musiche e tradizioni popolari delle classi subalterne, l’elenco completo si può trovare sul suo sito <a href="http://www.vincenzosantoro.it">www.vincenzosantoro.it</a>. Tra i suoi libri (pubblicati con Squilibri, Manni, Itinerarti e altri editori), ricordiamo: <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2001/06/01/manifesto-di-pace/"><em>Don Tonino Bello. Manifesto di Pace</em></a>; <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2002/07/18/2118/"><em>Il ritmo meridiano. La pizzica e le identità danzanti del Salento</em></a>; <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2002/01/02/tabacco-e-tabacchine-nella-memoria-storica/"><em>Tabacco e tabacchine nella memoria storica. Una ricerca di storia orale a Tricase e nel Salento</em></a>; <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2004/03/01/i-colori-della-terra/"><em>Uccio Aloisi. I colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare</em></a> (con Roberto Raheli e Sergio Torsello); <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2009/07/21/il-ritorno-della-taranta-2/"><em>Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</em></a>; <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2014/10/29/memorie-della-terra-racconti-e-canti-di-lavoro-e-di-lotta-del-salento-il-cdlibro/"><em>Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento</em></a>; <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2017/06/07/odino-nelle-terre-del-rimorso/"><em>Odino nelle terre del rimorso. Eugenio Barba e l’Odin Teatret in Salento e Sardegna (1973-1975)</em></a>;<a href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/06/11/il-tarantismo-mediterraneo-una-cartografia-culturale/"><em> Il tarantismo mediterraneo. Una cartografia culturale</em></a>. Tra le sue attività di promozione culturale, ricordiamo: Ritmi meridiani, Suoni e visioni, Pizzicata Festival, Pisa Folk Festival, FolkBooks.</p>
<p><em>Hai dedicato molti studi al tarantismo e ne conosci bene il fenomeno di valorizzazione in chiave turistica. Pregi e, se ci sono, difetti di questo fenomeno e possibili evoluzioni…</em></p>
<p>Ci troviamo davanti ad un fenomeno di lunga durata. Ho molto studiato e scritto sui temi inerenti e ho fatto parte di quel movimento composito che – durante gli anni ’90 ma sulla scorta di esperienze precedenti – ha contribuito a valorizzare questo patrimonio. Nel Salento è stato messo in atto un esperimento di promozione dei beni immateriali che è nato dal basso, che non è stato progettato a tavolino, che non parte da un progetto istituzionale calato dall’alto. Un percorso che sembra decisamente essere riuscito in termini di ricadute territoriali. Prima degli anni ’90 quasi nessuno sapeva cos’era il Salento mentre ora è diventato un brand. È un’esperienza abbastanza unica di valorizzazione di una cultura e del suo territorio, con ricadute in termini economici, di flussi turistici e di attenzione a elementi culturali più ampi. Non è solo cresciuto il turismo interessato alla musica, ma anche quello legato al mare, alle bellezze paesaggistiche, all’arte, all’enogastronomia. Altro risvolto interessante è che molte esperienze artistiche nate da questo movimento abbiano acquisito visibilità internazionale. Ci sono ormai diversi musicisti legati alla musica di tradizione che hanno una proiezione nazionale e internazionale. Un successo a 360 gradi, che raggiunge il picco nell’affluenza estiva, in particolare in occasione degli eventi di spettacolo legati, con le dovute distinzioni, a questo movimento.</p>
<p>Ma esistono indubbiamente aspetti problematici, pensiamo per esempio a come sia avvenuto il travaso dalla tradizione alla contemporaneità, cosa resta realmente di questa tradizione nella percezione diffusa. Nella riproposizione contemporanea vengono conservati esclusivamente alcuni tratti, una parte dei repertori musicali e la danza, ma essendo cambiata la situazione socioeconomica e produttiva nessuno – se non va a studiarsi i libri capaci di raccontarlo – sa la differenza tra un tipo di musica e un’altra. Soltanto per fare un esempio, i canti a più voci che accompagnavano il lavoro della campagna o altre occasioni comunitarie, e che rappresentavano il modello musicale più diffuso &#8211; perché la gente era sempre al lavoro e i momenti di festa rarissimi, erano senza l’accompagnamento di strumenti musicali, perché le mani servivano per lavorare. Invece un certo tipo di musica costitutiva dei repertori tradizionali viene ora accantonata e privilegiata quella legata al ballo perché più fruibile durante i concerti. L’altro tema critico è quello che potremmo chiamare della sostenibilità: dei grandi numeri, del pesante afflusso turistico attratto della spettacolarizzazione degli elementi patrimoniali, dell’eccesso di pressione antropica sul territorio, sulle spiagge e altri temi correlati, come quello del consumo del suolo. Non vorrei parlare di cultura della sofferenza perché troppo afflittivo, ma senz’altro la matrice socioculturale di riferimento non rimanda a una cultura festaiola, e consumistica, ma resta legata e contrastiva rispetto a un mondo che era vilipeso, sfruttato, bistrattato. Ora in questa grande orda spettacolarizzante cosa rimane di una simile e profonda traccia culturale? Sono questioni che ci si continua a porre in maniera critica e autocritica, ragionamenti interessanti sia per capire i limiti e le contraddizioni di questo modello di valorizzazione, valutando cosa abbiano effettivamente fatto le istituzioni per limitare certi eccessi, sia per affermare la necessità di restituire una dimensione storico-antropologica più filologica, attraverso un lavoro culturale diffuso e centri di documentazione, musei, biblioteche, archivi e altre iniziative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Secondo te chi – tra i tanti attori che hanno costruito il movimento informale di valorizzazione del Salento e della sua cultura – è stato forse più dimenticato o non è adeguatamente conosciuto?</em></p>
<p>Domanda interessante. È stato purtroppo un movimento colpito da scomparse premature e alcune persone sono rimaste nell’ombra. Sicuramente <span style="color: #ff0000;">Uccio Aloisi</span> è stato un grande personaggio, il grande eroe della musica popolare salentina. Un anziano analfabeta che ha conosciuto una sua seconda giovinezza con il movimento degli anni ’90 e che per osmosi culturale ha insegnato tanto a tutti. Poi ricorderei <span style="color: #ff0000;">Sergio Torsello</span>, scomparso nel 2015, che ha avuto un ruolo centrale nel lavoro culturale e nella direzione della Notte della Taranta. Quando è venuto a mancare sono stati in molti a prendere l’impegno di ricordarlo, ma finora non mi pare sia stato fatto molto. Poi altre personalità, scomparse prima di Torsello, vorrei ricordare <span style="color: #ff0000;">Giorgio Di Lecce</span>, fondatore di Arakne mediterranea, importante intellettuale oggi quasi dimenticato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Molti dimenticano che questa tradizione faceva parte della cultura delle classi subalterne, quasi sempre vilipesa allora. Oggi invece si dimenticano le condizioni sociali dove questi fenomeni vanno collocati e se ne dà invece spesso una lettura folcloristica, se non addirittura new-age…</em></p>
<p>Ma non è sempre stato così: all’inizio del movimento di cui si diceva la lettura sociologica e culturale era chiara, con collaborazioni e contatti con lo storico <span style="color: #ff0000;">Alessandro Portelli</span>, il circolo Gianni Bosio, l’Istituto Ernesto de Martino allora coordinato da<span style="color: #ff0000;"> Ivan Della Mea</span>, una serie di realtà che hanno sempre lavorato con attenzione verso le culture popolari, le lotte sociali, la memoria del lavoro, le culture materiali. Nel momento in cui la promozione deve diventare anche <em>mainstream</em>, con il coinvolgimento di personaggi televisivi che sono ossimorici rispetto a certi valori, è tristemente chiaro che alcuni connotati si perdano. Per fare una battuta, quando si passa – come è successo qualche anno fa durante la Notta della Taranta, da<span style="color: #ff0000;"> Ernesto de Martino</span> a <span style="color: #ff0000;">Stefano De Martino</span> (allora compagno di <span style="color: #ff0000;">Belen Rodriguez</span>, invitata in qualità di “soubrette”) qualcosa non sta funzionando e un certo tipo di lettura del proprio passato è dimenticata. Per fortuna ci sono ancora gruppi – come il <span style="color: #ff0000;">Canzoniere Grecanico Salentino</span>, <span style="color: #ff0000;">Officina Zoè</span>, <span style="color: #ff0000;">Antonio Castrignanò</span>, <span style="color: #ff0000;">Dario Muci</span> ed <span style="color: #ff0000;">Enza Pagliara</span> e altri – che durante il loro spettacolo riescono a riferirsi ad una profondità storica senza cadute nella superficialità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Musicisti, architetti, filosofi, designer… Come si può spiegare l’alta densità di genialità e di eccellenze che nasce in Salento?</em></p>
<p>Per leggere quello che succede oggi forse bisogna andare un po’ indietro, magari all’Accademia salentina di Lucugnano di <span style="color: #ff0000;">Girolamo Comi</span>, a cui partecipavano anche <span style="color: #ff0000;">Maria Corti</span>, <span style="color: #ff0000;">Oreste Macrì</span>, <span style="color: #ff0000;">Michele Pierri</span>, <span style="color: #ff0000;">Vincenzo Ciardo</span>, <span style="color: #ff0000;">Ferruccio Ferrazzi</span>, <span style="color: #ff0000;">Mario Mart</span>i, intellettuali che avevano contatti nel resto d’Italia e in Europa. Negli ultimi tre decenni è cresciuto un orgoglio territoriale che si è gradualmente alimentato fino a produrre queste eccellenze. Ci sono le genialità autoctone e quelle importate, il Salento attrae molti notevoli personaggi, pensiamo a <span style="color: #ff0000;">Helen Mirren</span>. Evidentemente c’è un genius loci, una stregoneria di questa terra che attrae, è un discorso che scivola nell’irrazionale (oltre che in una certa retorica che sinceramente non amo) ma che trova riscontro in quello che dicevi nella domanda, che è innegabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Conosci bene la Puglia e il Salento? Secondo te quali sono i difetti di questa terra?</em></p>
<p>Credo che lo spirito pubblico salentino non sia all’altezza della “retorica salentina”, neanche lontanamente. Questo ritengo sia l’aspetto più da rimarcare. Siamo accoglienti, siamo intraprendenti, ma penso che il carattere su cui si dovrebbe lavorare sia proprio lo scarso senso di responsabilità sociale collettiva. L’amore dichiarato per la propria terra si scontra per esempio con quello che possiamo vedere girando le campagne ricoperte di rifiuti, che non sono certo un bel biglietto da visita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ti sei occupato molto del rapporto tra cultura e sostenibilità. Pensi che ci sia una sufficiente attenzione ai problemi dell’agricoltura e dell’ambiente da parte dei politici?</em></p>
<p>Non è facile dare un giudizio univoco, in Italia abbiamo esperienze molto diverse. C’è tanta retorica, il termine sostenibilità lo troviamo dovunque, ma quando poi si tratta di fare delle scelte che incidono su interessi specifici, diventano tutti molto più timidi. Non sempre le politiche concrete vanno in questa direzione anche se c’è una sensibilità crescente da parte dei cittadini a costruire contesti in cui certi valori ambientali e territoriali siano preservati, e questo genera delle pratiche interessanti e rilevanti. Il problema Xylella è una ferita che ha fatto danni enormi al paesaggio salentino, che sarà molto difficile rimarginare. Bisogna dire che ci sono anche tante esperienze diffuse e pionieristiche di lavoro sulle produzioni tipiche, sul paesaggio, di reimpianto degli ulivi e di riconsiderazione in merito all’agricoltura di qualità. Noto una reazione positiva negli ultimi anni, è cresciuta una sensibilità a riguardo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Conosci il progetto del Vigneto sul Castello di Copertino?</em></p>
<p>Ne ho sentito parlare ma non lo conosco bene. Mi sembra una realizzazione significativa per vari aspetti. Potrebbe essere un progetto interessato dall’Art Bonus, la misura agevolativa introdotta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura. In particolare, il donatore di una erogazione liberale, elargita per interventi a favore della cultura e dello spettacolo, può godere di un regime fiscale agevolato nella misura di un credito di imposta pari al 65%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Il tempo è una bottiglia di vino vuota”, vuoi commentare questa frase del musicista Willem Breuker?</em></p>
<p>Credo che il tema sia quello della finitezza della nostra esperienza umana e quindi la bottiglia di vino vuota voglia dire che le cose belle finiscono. Ovviamente se la metafora è incentrata sul vino significa assegnargli una forte potenza simbolica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Uno degli auguri più belli durante i brindisi è &#8220;Che i calici cantino!&#8221;. Si dice così solo per la sonorità dei calici o c&#8217;è qualche altro motivo?</em></p>
<p>La pratica del brindisi tradizionalmente era abbinata al canto. Cantano i calici e cantano gli uomini che brindano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il vino è il canto della terra, ha scritto Mario Soldati.</em></p>
<p>Una formula e un’esperienza di grande intensità. Forse perché il vino è l’espressione più poetica dei prodotti che può darci la terra</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F04%2F09%2Fsalento-genius-loci-spirito-pubblico-e-retorica%2F&amp;linkname=Salento%2C%20genius%20loci%2C%20spirito%20pubblico%20e%20retorica" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F04%2F09%2Fsalento-genius-loci-spirito-pubblico-e-retorica%2F&amp;linkname=Salento%2C%20genius%20loci%2C%20spirito%20pubblico%20e%20retorica" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F04%2F09%2Fsalento-genius-loci-spirito-pubblico-e-retorica%2F&amp;linkname=Salento%2C%20genius%20loci%2C%20spirito%20pubblico%20e%20retorica" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F04%2F09%2Fsalento-genius-loci-spirito-pubblico-e-retorica%2F&amp;linkname=Salento%2C%20genius%20loci%2C%20spirito%20pubblico%20e%20retorica" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F04%2F09%2Fsalento-genius-loci-spirito-pubblico-e-retorica%2F&amp;linkname=Salento%2C%20genius%20loci%2C%20spirito%20pubblico%20e%20retorica" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2024%2F04%2F09%2Fsalento-genius-loci-spirito-pubblico-e-retorica%2F&amp;title=Salento%2C%20genius%20loci%2C%20spirito%20pubblico%20e%20retorica" id="wpa2a_12">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2024/04/09/salento-genius-loci-spirito-pubblico-e-retorica/">Salento, genius loci, spirito pubblico e retorica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.vincenzosantoro.it/2024/04/09/salento-genius-loci-spirito-pubblico-e-retorica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La &#8220;pizzica&#8221; (e noi) sul The Guardian</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2023/08/16/la-pizzica-e-noi-sul-the-guardian/</link>
		<comments>https://www.vincenzosantoro.it/2023/08/16/la-pizzica-e-noi-sul-the-guardian/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2023 07:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Salento e le sue musiche]]></category>
		<category><![CDATA[pizzica]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[tarantismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzosantoro.it/?p=4426</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il 15 agosto 2023 il prestigioso giornale inglese The Guardian ha pubblicato un interessante approfondimento sullo stato attuale del &#8220;movimento della pizzica&#8221; con un articolo dal titolo Pizzica: the centuries-old Italian folk music still whipping up a frenzy, a firma di Andrea Valentino. Nel pezzo, oltre alle voci di Antonio Castrignanò, Alessia Tondo e Nadia Inserra, sono presenti anche delle nostre considerazioni.... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2023/08/16/la-pizzica-e-noi-sul-the-guardian/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2023/08/16/la-pizzica-e-noi-sul-the-guardian/">La &#8220;pizzica&#8221; (e noi) sul The Guardian</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2023/08/Screenshot-2023-08-16-alle-09.15.57.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4427" src="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2023/08/Screenshot-2023-08-16-alle-09.15.57-300x196.png" alt="Screenshot 2023-08-16 alle 09.15.57" width="300" height="196" /></a>Il 15 agosto 2023 il prestigioso giornale inglese <span style="color: #993300;"><strong>The Guardian</strong></span> ha pubblicato un interessante approfondimento sullo stato attuale del &#8220;movimento della pizzica&#8221; con un articolo dal titolo<br />
<span style="color: #ff0000;"><strong><em>Pizzica: the centuries-old Italian folk music still whipping up a frenzy</em></strong></span>, a firma di Andrea Valentino.</p>
<p>Nel pezzo, oltre alle voci di Antonio Castrignanò, Alessia Tondo e Nadia Inserra, sono presenti anche delle nostre considerazioni.</p>
<p>Si può leggere <a href="https://www.theguardian.com/music/2023/aug/15/pizzica-soundtrack-of-italys-salento-region?fbclid=IwAR3uZWTqcAv_gYXcjrG_abh8n-4P-qb2a6RPBhE1sevqX7z0e79Rf-cdxdc">qui </a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2023%2F08%2F16%2Fla-pizzica-e-noi-sul-the-guardian%2F&amp;linkname=La%20%E2%80%9Cpizzica%E2%80%9D%20%28e%20noi%29%20sul%20The%20Guardian" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2023%2F08%2F16%2Fla-pizzica-e-noi-sul-the-guardian%2F&amp;linkname=La%20%E2%80%9Cpizzica%E2%80%9D%20%28e%20noi%29%20sul%20The%20Guardian" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2023%2F08%2F16%2Fla-pizzica-e-noi-sul-the-guardian%2F&amp;linkname=La%20%E2%80%9Cpizzica%E2%80%9D%20%28e%20noi%29%20sul%20The%20Guardian" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2023%2F08%2F16%2Fla-pizzica-e-noi-sul-the-guardian%2F&amp;linkname=La%20%E2%80%9Cpizzica%E2%80%9D%20%28e%20noi%29%20sul%20The%20Guardian" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2023%2F08%2F16%2Fla-pizzica-e-noi-sul-the-guardian%2F&amp;linkname=La%20%E2%80%9Cpizzica%E2%80%9D%20%28e%20noi%29%20sul%20The%20Guardian" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2023%2F08%2F16%2Fla-pizzica-e-noi-sul-the-guardian%2F&amp;title=La%20%E2%80%9Cpizzica%E2%80%9D%20%28e%20noi%29%20sul%20The%20Guardian" id="wpa2a_14">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2023/08/16/la-pizzica-e-noi-sul-the-guardian/">La &#8220;pizzica&#8221; (e noi) sul The Guardian</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.vincenzosantoro.it/2023/08/16/la-pizzica-e-noi-sul-the-guardian/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Santa Taranta &#8211; tradizione in transizione</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2022/11/26/santa-taranta-tradizione-in-transizione/</link>
		<comments>https://www.vincenzosantoro.it/2022/11/26/santa-taranta-tradizione-in-transizione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2022 08:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[audio, video, foto...]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Notte della Taranta]]></category>
		<category><![CDATA[pizzica]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzosantoro.it/?p=4309</guid>
		<description><![CDATA[<p>Pubblico qui questo interessante documentario, Santa Taranta &#8211; tradizione in transizione di Manuel De Pandis e Claudia Giannotta (2019), di cui sinceramente mi era in precedenza sfuggita la pubblicazione su youtube. Fra i tanti prodotti del genere realizzati negli ultimi anni, si distingue per proporre un tentativo di ricostruzione della genesi del &#8220;movimento della pizzica&#8221;, attraverso la testimonianza di musicisti,... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2022/11/26/santa-taranta-tradizione-in-transizione/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2022/11/26/santa-taranta-tradizione-in-transizione/">Santa Taranta &#8211; tradizione in transizione</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/11/Schermata-2022-11-26-alle-09.51.00.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4312" src="http://www.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/11/Schermata-2022-11-26-alle-09.51.00-300x127.jpeg" alt="Schermata 2022-11-26 alle 09.51.00" width="300" height="127" /></a>Pubblico qui questo interessante documentario, <strong><em>Santa Taranta &#8211; tradizione in transizione</em></strong> di Manuel De Pandis e Claudia Giannotta (2019), di cui sinceramente mi era in precedenza sfuggita la pubblicazione su youtube. Fra i tanti prodotti del genere realizzati negli ultimi anni, si distingue per proporre un tentativo di ricostruzione della genesi del &#8220;movimento della pizzica&#8221;, attraverso la testimonianza di musicisti, studiosi e operatori culturali, fra cui Eugenio Imbriani, Roberto Raheli, Nandu Popu, Marco Leopizzi, il sottoscritto (anche se nei titoli di coda si sono dimenticati di me) e i compianti Cici Cafaro, Daniele Durante ed Piero Fumarola. Particolarmente interessanti alcuni frammenti di video storici (eccezionali quelli tratti dall&#8217;archivio privato di Fumarola).<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/9Bug_EktRpQ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Per chi volesse approfondire, mi permetto di suggerire (oltre alle numerose riflessioni che si possono trovare <a href="http://www.vincenzosantoro.it/il-salento-e-le-sue-musiche/">qui</a>, <a href="http://www.vincenzosantoro.it/riflessioni-sulla-notte-della-taranta/">qui</a> e <a href="http://www.vincenzosantoro.it/i-miei-articoli-sulla-notte-della-taranta/">qui</a> ) i miei saggi <a href="http://www.vincenzosantoro.it/2009/07/21/il-ritorno-della-taranta-2/"><em>Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</em></a> (Squilibri 2009) e <a href="http://www.vincenzosantoro.it/2019/04/18/rito-e-passione-conversazioni-intorno-alla-musica-popolare-salentina/"><em>Rito e passione. Conversazioni intorno alla musica popolare salentina</em></a> (Itinerarti 2019), entrambi forniti di ampie bibliografie.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2022%2F11%2F26%2Fsanta-taranta-tradizione-in-transizione%2F&amp;linkname=Santa%20Taranta%20%E2%80%93%20tradizione%20in%20transizione" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2022%2F11%2F26%2Fsanta-taranta-tradizione-in-transizione%2F&amp;linkname=Santa%20Taranta%20%E2%80%93%20tradizione%20in%20transizione" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2022%2F11%2F26%2Fsanta-taranta-tradizione-in-transizione%2F&amp;linkname=Santa%20Taranta%20%E2%80%93%20tradizione%20in%20transizione" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2022%2F11%2F26%2Fsanta-taranta-tradizione-in-transizione%2F&amp;linkname=Santa%20Taranta%20%E2%80%93%20tradizione%20in%20transizione" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2022%2F11%2F26%2Fsanta-taranta-tradizione-in-transizione%2F&amp;linkname=Santa%20Taranta%20%E2%80%93%20tradizione%20in%20transizione" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2022%2F11%2F26%2Fsanta-taranta-tradizione-in-transizione%2F&amp;title=Santa%20Taranta%20%E2%80%93%20tradizione%20in%20transizione" id="wpa2a_16">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2022/11/26/santa-taranta-tradizione-in-transizione/">Santa Taranta &#8211; tradizione in transizione</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.vincenzosantoro.it/2022/11/26/santa-taranta-tradizione-in-transizione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I canti di Lazzaro nel Salento</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2022/04/08/i-canti-di-lazzaro-nel-salento/</link>
		<comments>https://www.vincenzosantoro.it/2022/04/08/i-canti-di-lazzaro-nel-salento/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 12:52:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
		<category><![CDATA[santu lazzaru]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.vincenzosantoro.it/?p=4150</guid>
		<description><![CDATA[<p>I canti di Lazzaro nel Salento Vincenzo Santoro Ripropongo qui, con leggerissime modifiche, un articolo originariamente pubblicato in Il rito musicale del Lazzaro nelle comunità arbëreshe di Sicilia, a cura di Girolamo Garofalo e Giuseppe Giordano, con CD + DVD, Edizioni Museo Pasqualino, Palermo 2021, pp. 231-230. Il volume, risultato del lavoro collettivo di diversi studiosi, è dedicato al rito del “Lazzaro” in cinque centri siciliani... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2022/04/08/i-canti-di-lazzaro-nel-salento/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2022/04/08/i-canti-di-lazzaro-nel-salento/">I canti di Lazzaro nel Salento</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><em><span style="color: #993300;"><strong>I canti di Lazzaro nel Salento</strong></span></em></h1>
<p>Vincenzo Santoro</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-4152" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/I-Passiuna-tu-ChristuĢ-01-300x190.jpg" alt="I Passiuna tu ChristuĢ - 01" width="378" height="239" /></p>
<p><em>Ripropongo qui, con leggerissime modifiche, un articolo originariamente pubblicato in </em><strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2021/03/28/il-rito-musicale-del-lazzaro-nelle-comunita-arbereshe-di-sicilia-con-un-mio-articolo-sul-salento/">Il rito musicale del Lazzaro nelle comunità arbëreshe di Sicilia</a></span>, </strong><em>a cura di Girolamo Garofalo e Giuseppe Giordano, con CD + DVD, Edizioni Museo Pasqualino, Palermo 2021, pp. 231-230. Il volume, risultato del lavoro collettivo di diversi studiosi, è dedicato al rito del “Lazzaro” in cinque centri siciliani siculo-albanesi. Per un raffronto sul piano etnografico e musicale, oltre al testo che segue, include anche un contributo di Nicola Scaldaferri sulla sua diffusione in Calabria</em><em>.</em></p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>La tradizione di canti in diverse misure e modalità riferibili al “Canto della Resurrezione di Lazzaro” (la <em>“kalimera”</em> di Lazzaro secondo la denominazione in uso presso le comunità <em>arbëreshe</em> di Calabria)<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> trova nel Salento, territorio di forte persistenza della cultura grecanica, due particolari declinazioni: una relativa ai paesi ancora ellenofoni e l’altra riferibile a paesi, comunque geograficamente e culturalmente prossimi ai primi, in cui si usano, invece,  varietà locali di dialetto romanzo.</p>
<p>Come sottolinea Sergio Torsello, si tratta di canti rituali legati ai cicli calendariali che coinvolgevano «ampi strati del mondo contadino, in una sorta di “liturgia subalterna”, una rappresentazione del Vangelo dei poveri nella quale ampio spazio era dato non solo al testo cantato (quasi sempre anonimo e ispirato a passi del Vangelo e talvolta dei Vangeli apocrifi) ma anche una forte componente mimica e gestuale»<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>.</p>
<p><em><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/cOPERTINA_-510x757.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4151" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/cOPERTINA_-510x757-202x300.jpg" alt="cOPERTINA_-510x757" width="202" height="300" /></a>Lu Santu Lazzaru</em>, è un canto <em>di questua</em> in dialetto salentino romanzo, che veniva eseguito nel periodo precedente alla Pasqua, e in particolare il sabato prima della Domenica delle Palme, giorno in cui, secondo il calendario liturgico bizantino viene rievocato il miracolo della resurrezione di Lazzaro. Quest’uso è ancora presente nei paesi di una vasta area della parte ionica e dell’entroterra della provincia di Lecce, a nord e a sud di Gallipoli.</p>
<p>Nei giorni deputati, gruppi di musicisti andavano in giro per borghi e masserie, cantando “a domicilio” la vicenda della resurrezione di Lazzaro, con l’accompagnamento di piccoli gruppi strumentali variamente assortiti (generalmente: chitarre, organetti o fisarmoniche e tamburelli). A ogni famiglia coinvolta veniva così annunciato il miracoloso evento, rendendo l’incontro un’occasione di condivisione e di festa. Al temine, i musicisti chiedevano una semplice “ricompensa”, che poteva consistere in uova o in alimenti di origine agricola.</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/bonaseraaquistacasa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4170" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/bonaseraaquistacasa-300x268.jpg" alt="bonaseraaquistacasa" width="300" height="268" /></a>Le varianti testuali di questi canti sono sostanzialmente riconducibili a due versioni piuttosto simili. Anche dal punto di vista musicale le diverse intonazioni locali presentano una duplice tipologia: una in tonalità minore e l’altra in maggiore. Di entrambe le varianti musicali esistono interessanti registrazioni “storiche”. Della versione in maggiore, che era caratterizzata da esecuzioni vocali virtuosistiche e fiorite, possiamo citare quella, ripresa nel 1978, che apre il CD <em>Bonasera a quista casa. Pizziche, stornelli, canti salentini</em> (Edizioni Aramirè 1999), eseguita dagli straordinari cantatori Uccio Bandello, Uccio Aloisi e Leonardo Vergaro (gli “Ucci”). Una assai suggestiva versione in minore, registrata da Alan Lomax e Diego Carpitella nel 1954, è stata recentemente pubblicata da Maurizio Agamennone (2017)<a href="#_ftn3" name="_ftnref3"><span style="text-decoration: line-through;"><span style="text-decoration: line-through;">[3]</span></span></a>.</p>
<p>Ecco alcune strofe della versione degli Ucci<strong>:</strong></p>
<blockquote><p><strong>Lu Santu Lazzaru</strong></p>
<p>Bonasera ma a quista casa</p>
<p>ma tutti quanti ma l’abitanti.</p>
<p>Venne Cristu ma cu li santi</p>
<p>ni decia aiutu e salvazione.</p>
<p>Osci osci se fa missione</p>
<p>ca mo’ ci Lazzaru è surscitatu.</p>
<p>Lazzarenu tu essi fore</p>
<p>ma ci de Cristu tu sei chiamatu.</p>
<p>Ce scunfortu ma ce dulore</p>
<p>ma ci ippe Marta e Maddalena.</p>
<p>E per nu votu de sou fratellu</p>
<p>l’ippe a soffrire ma tanta pena.</p>
<p>Cu soe lacrime l’ippe bagnare</p>
<p>coi soi capelli l’ippe ‘sciuttare.</p>
<p>Mo’ sciamu a casa ma de Simone</p>
<p>ca a dhai sciu Cristu per fare la cena.</p>
<p>Dhai cumparve la Maddalena</p>
<p>culli soi ‘nguenti e li soi preziosi.</p>
<p>Trenta denari cangiara Cristu</p>
<p>cu sacerdoti cu farisei.</p>
<p>Alla sciuta purtara Cristu</p>
<p>alla turnata cu pene e guai.</p>
<p>Non è osci e puru crai</p>
<p>cu te la cantu la tua Passione.</p></blockquote>
<p>[<strong>San Lazzaro</strong> // Buonasera a questa casa/ a tutti quanti gli abitanti. // Viene Cristo con i Santi / per darci aiuto e salvezza. // Oggi si fa missione / oggi che Lazzaro è resuscitato. // Lazzaro esci fuori / ora che da Cristo sei chiamato. // Che sconforto e che dolore / ebbero Marta e Maddalena. // Per una promessa fatta a suo fratello / ebbe a soffrire tante pene. // Con le lacrime i piedi bagnava / con i suoi capelli li asciugava. // Andiamo a casa di Simone / lì andò Cristo per fare la cena. // Lì comparve la Maddalena / con i suoi unguenti e i suoi preziosi. // Per trenta denari scambiarono Cristo / con sacerdoti e farisei. // All’andata portarono Cristo / al ritorno pene e guai. // Non basta oggi né domani / per raccontare la tua Passione.]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una descrizione vivace e ricca di divertenti aneddoti delle serate del <em>Santu Lazzaru</em> è offerta da Uccio Aloisi, grande “eroe” della musica popolare salentina, in alcuni brani di una lunga intervista del 2003:</p>
<blockquote><p>Come ci organizzavamo per andare a fare <em>Lu Santu Lazzaru</em>? Stavano in mezzo alla piazza e decidevano così, senza una ragione, magari io dormivo già – ero al primo sonno – e venivano a chiamarmi, bussavano alla porta e o bussavano o la sfondavano.</p>
<p>Si faceva di sera, potevi partire verso le dieci e magari tornavi alla una, le due, le tre del mattino. Tu stavi dormendo e venivano: “Alzati! Dobbiamo andare a cantare <em>Lu Santu Lazzaru</em>”.</p>
<p>“E come mi alzo? Che se mo’ mi sono coricato?”</p>
<p>“Alzati!”</p>
<p>O ti alzavi o ti buttavano giù dal letto, ti dovevi alzare per forza… e così andavamo a cantare <em>Lu Santu Lazzaru</em>.<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a></p></blockquote>
<p>La tradizione del <em>Santu Lazzaru</em> continua in parte ad essere praticata anche oggi, magari in modalità meno informali e senza svolgere la questua, elemento che in qualche maniera costituiva un tratto caratterizzante, e per certi aspetti anche fondamentale, del rito.</p>
<p>L’altro canto tradizionale del periodo pasquale è detto in grico la <em>Passiuna tù tu Christù</em><a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>.</p>
<p>La <em>Passiuna</em><em> </em>è una delle tradizioni più affascinanti della <em>Grecìa salentina</em>. Anche in questo caso si tratta di una rappresentazione cantata – in lingua grica – di alcuni episodi della Passione di Cristo, che, analogamente a versioni delle aree italo-albanesi, comincia proprio con l’espressione augurale («calimera», «buongiorno»):</p>
<blockquote><p>Ce calimèra na sas ipòvo</p>
<p>na sas cuntescio ce at ppassiùna</p>
<p>ja possa pàtesce ce o Cristòmma</p>
<p>ce ikuseteta me devoziuna.</p></blockquote>
<p>[Io vi do il buongiorno / per raccontarvi la passione / per quanto ha sofferto il Cristo / ascoltate con devozione.]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fino a non molti anni fa, nella settimana precedente la Domenica delle Palme, e in particolare il sabato, gruppi di contadini, con un grosso ramo d’ulivo (la <em>palma</em>) adornato di nastri colorati, immaginette sacre e arance (nella tradizione simbolo di fecondità), andavano cantando per i paesi e per le masserie questa narrazione popolare della Passione di Cristo. Di tanto in tanto, il gruppo dei cantori e degli appassionati si fermava a un crocicchio e lì, mentre un anziano teneva il ramo d’ulivo in piedi, due esecutori si alternavano nel canto, supportati dalla fisarmonica o dall’organetto, assai spesso sottolineando con ampi gesti la tensione narrativa del canto. Alla fine, raccolte le offerte (in genere, come per il <em>Santu Lazzaru</em>, uova, formaggio o prodotti agricoli), il gruppo si rimetteva in cammino, verso un altro luogo dove si ripeteva la “sacra rappresentazione”.</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/I-Passiuna-tu-ChristuĢ-04.jpg"><img class="alignleft  wp-image-4153" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/I-Passiuna-tu-ChristuĢ-04-300x176.jpg" alt="I Passiuna tu ChristuĢ - 04" width="395" height="232" /></a></p>
<p>Queste importanti espressioni della cultura popolare, intorno agli anni Sessanta del secolo scorso, sono state progressivamente abbandonate fino ad apparire irrimediabilmente condannate all’oblio. Recentemente però (in qualche misura anche nel quadro del più complessivo fenomeno di “recupero” delle tradizioni musicali folkloriche salentine: in primo luogo, per il grande pubblico, soprattutto la “pizzica” e la “taranta”) l’impegno di qualche appassionato<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a> ha fortunatamente permesso di rivitalizzare questa tradizione<a href="#_ftn7" name="_ftnref7">[7]</a>. Anche la <em>Passione</em> grica è dunque tornata ad essere praticata, sebbene con modalità differenti dal passato (a esempio spesso viene eseguita come un piccolo spettacolo musicale, con palco e amplificazione, oppure in chiesa). A Zollino, a esempio, a partire dal 1981, l’associazione Bottega del Teatro opera per conservare e tramandare la Passione, riproponendola sul sagrato della Chiesa Madre la Domenica delle Palme e la mattina del Sabato Santo, subito dopo la processione<a href="#_ftn8" name="_ftnref8">[8]</a>.</p>
<p>In questo modo negli ultimi anni anche alcuni giovani stanno riscoprendo l’antico canto, seguendo gli insegnamenti degli esecutori anziani, alcuni dei quali ancora in attività, come il vispo ultraottantenne Antimino Pellegrino, che così si rivolge ai suoi “allievi”, in una sorta di passaggio di testimone:</p>
<blockquote><p>Da bambino portavo la palma, e con i fratelli miei, insieme ad Antonio Maniglio e a Nino Giannone cantavamo la Passione, e io li accompagnavo durante il canto. Così, sentendola oggi, sentendola domani, l’ho imparata. E da allora sino a oggi ho sempre cantato la Passione. Ho detto ai ragazzi che la fanno ora che quando la cantano devono conoscerne il significato, devono sapere che stanno cantando, perché la Passione si canta col cuore<a href="#_ftn9" name="_ftnref9">[9]</a>.</p></blockquote>
<p>Un’ulteriore iniziativa che in tale prospettiva merita particolare segnalazione è il festival <em>Canti di Passione</em> organizzato &#8211; a partire dal 2004, con qualche interruzione &#8211; dall&#8217;Istituto &#8220;Diego Carpitella&#8221; e dalla Fondazione “La Notte della Taranta”, in cui oltre a diversi gruppi salentini – che a volte hanno proposto versioni musicalmente più o meno “innovative”, secondo la moda del momento – si sono aggiunti gruppi provenienti da altre aree d’Italia e di Paesi esteri dove resistono analoghe tradizioni etnomusicali.</p>
<p>Una bellissima versione, nella variante di Martano, della <em>Passione</em> “integrale” – per quanto possa esserlo un testo tramandato oralmente, dove l’azione dei cantori inserisce continue aggiunte e variazioni – risalente agli anni Settanta, la si può ascoltare nel cd <em>I Passiuna tu Christù</em>, pubblicato dalle Edizioni Aramirè di Lecce<a href="#_ftn10" name="_ftnref10">[10]</a>.</p>
<p><img class="  wp-image-4154 aligncenter" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/thumbnail_Spartito-I-passiuna-tu-cristù-300-dpi-300x145.jpg" alt="thumbnail_Spartito I passiuna tu cristù 300 dpi" width="447" height="216" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella sua introduzione, Roberto Raheli sottolinea che in questo canto</p>
<blockquote><p>è possibile cogliere un respiro profondo, nella maestosità del dispiegarsi del racconto, una forza nella crudezza dei particolari. Il processo a Cristo, la condanna, il trasporto della croce, la crocifissione stessa, la pena della Madonna alla ricerca del figlio, la pena dell’agonia, i due ladroni, la morte, sono narrati in modo tanto vivido da essere assolutamente angoscianti, non solo, ma umanizzano a tal punto le figure divine del Cristo e della Madonna, da farle apparire decisamente umane e quindi veramente vicine.</p></blockquote>
<p>La <em>Passione</em> in genere era eseguita da uomini. È attestata, tuttavia, anche una rara testimonianza, registrata da Giovanna Marini a Sternatia nel 1972, in cui a cantare è una donna, Mariuccia Chiriacò<a href="#_ftn11" name="_ftnref11">[11]</a>.</p>
<p>Ecco le prime strofe di una delle versioni del canto raccolta a Zollino:</p>
<blockquote><p><strong>I Passiuna tu Christù</strong></p>
<p>Ce calimèra na sas ipòvo</p>
<p>na sas cuntescio ce at ppassiùna</p>
<p>ja possa pàtesce ce o Cristòmma</p>
<p>ce ikuseteta me devoziuna.</p>
<p>Ambièsce lèonta o Padretèrno</p>
<p>na mas sarvesci ce scichì-mma</p>
<p>ce na mi ppame ci ston infèrno</p>
<p>ti ammeretèamo oli icìvi.</p>
<p>Ce Patriàrki en antardèane</p>
<p>paracalònta ce to Tteòmma</p>
<p>ce na shi nama sa libere scio</p>
<p>asce ‘tto ttopo to scotinòvo.</p>
<p>Ison nan àngelo ma de cantu</p>
<p>pu mas salùtesce Ave Maria</p>
<p>prama ìsane tu Spirtu Ssantu</p>
<p>pu ìs ancarrnetti c’es ti ccilìa.</p>
<p>I Maddònna stin oraziùna</p>
<p>pu icuntèmpleche ci tto petàciti</p>
<p>ce cini ìche cie furtùna</p>
<p>is ti ccilìati na ncarnettivi.</p>
<p>Ce arte arcizo poi na sas pòvo</p>
<p>ma passos sena ma na pensèsci</p>
<p>ja possa pàtesce ce o Christòmma</p>
<p>ma tin scichèdda na mas sarvesci.</p></blockquote>
<p>[<strong>La Passione di Cristo</strong>. Io vi do il buongiorno / per raccontarvi la passione / per quanto ha sofferto il Cristo / ascoltate con devozione. // Mandò dicendo il Padre Eterno / di salvare l’anima / altrimenti andiamo all&#8217;inferno / dovremmo andare tutti lì. // Non tardino i Patriarchi / pregando Iddio / che abbia a liberarci / da quel luogo oscuro. // Era un Angelo di canto / che ha salutato Maria / era opera dello Spirito Santo / che si incarnò nel suo ventre. // La Madonna con la Preghiera / contemplava il suo bambino / ebbe la bella sorte / che s&#8217;incarnasse nel suo ventre. // Ora incomincio a narrarvi / e ognuno ben pensi / quanto ha sofferto / per salvare la nostra anima. ]</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="291"></td>
<td width="290"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Oltre a vari contributi presenti in questo volume, rimando all’articolo di Eleuterio F. Fortino,<em> <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2010/03/26/il-canto-della-kalimera-di-lazzaro-nel-sabato-prima-della-domenica-delle-palme/">Il sabato precedente la Domenica delle Palme nella tradizione degli Albanesi bizantini in Italia</a></em>, pubblicato sull’Osservatore Romano del 26 marzo 2010.</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Dalla <em>Introduzione</em> di Torsello al libretto di un cd che propone una antologia di registrazioni storiche di questi repertori: <em>Canti di Passione. Ce custi o gaddho na cantalisi</em>, libro con cd audio, a cura di Luigi Chiriatti, Gianni De Santis, Sergio Torsello, Edizioni Kurumuny 2007.</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Cfr. Maurizio Agamennone, <em>Musica e tradizione orale nel Salento. Le registrazioni di Alan Lomax e Diego Carpitella (agosto 1954)</em>, libro con 3 cd, edizioni Squilibri 2017, brano 19 del secondo cd.</p>
<p><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> Uccio Aloisi, <em>I Colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare</em>, libro con due cd, a cura di Roberto Raheli, Vincenzo Santoro e Sergio Torsello, edizioni Aramirè 2004, p. 120. L’intervista è resa in un dialetto arcaico e a tratti oscuro, qui si riporta il brano tradotto in un italiano quanto più possibile vicino all’originale.</p>
<p><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> Come è noto, esiste un’area del Salento dove si conserva un’antica lingua, il “grico”, retaggio dei lunghi rapporti che questa terra ha intrattenuto con l’altra sponda dell’Adriatico. La “Grecìa Salentina” ha vissuto nel dopoguerra un processo di deperimento della sua identità culturale, e anche l’antico idioma è stato progressivamente abbandonato, sostituito dall’italiano o dal dialetto romanzo del luogo. Negli ultimi anni, invece, questo territorio ha vissuto un ritorno di forte interesse per le proprie tradizioni e la propria lingua che, adeguatamente valorizzate, hanno costituito anche un fattore importante di attrazione turistica.</p>
<p><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a>  Un racconto della vicenda della “rimessa in funzione” della <em>Passione</em> di Zollino, in cui ebbe un ruolo fondamentale l’attivista culturale Giovanni Pellegrino, è testimoniata nel documentario <em>I Passiuna tu Kristù &#8211; di Zollino &#8211; Canto tradizionale della Grecìa Salentina</em>, prodotto dalla Bottega del Teatro di Zollino nel 2005, da un’idea di Diana Costa e Veronica Vernaleone, regia di Enea Garrapa, coordinamento e sceneggiatura di Diana Costa. Con i cantori Antimo Pellegrino, Tommaso Lifonso, Michelangelo Castellano e Donato Tundo, con le testimonianze di Luigino Costa e Giovanni Pellegrino. Il documento è disponibile online a questo indirizzo: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=D7CP6g0itvI">https://www.youtube.com/watch?v=D7CP6g0itvI</a>. In rete è anche disponibile una straordinaria videoregistrazione integrale di una <em>Passione</em> “riproposta” a Zollino il 12 aprile 1987: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=zB8PAfVnScU">https://www.youtube.com/watch?v=zB8PAfVnScU</a><em>.</em></p>
<p><a href="#_ftnref7" name="_ftn7">[7]</a> Per un approfondimento della questione segnalo il mio <em>Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</em>, edizioni Squilibri 2009.</p>
<p><a href="#_ftnref8" name="_ftn8">[8]</a>  Nel 2002 è stata anche effettuata dagli animatori della Bottega del Teatro la registrazione “integrale” della <em>Passione</em> di Zollino, con le voci degli anziani cantori Antimino Pellegrino e Tommaso Lifonzo (scomparso nel 2007). Il testo risulta pubblicato in appendice al saggio di Diana Costa,<em> I Passiuna tu Christù &#8211; Rito e teatro di una cantica popolare della Grecìa Salentina</em>, in “Antropologia e Teatro”, N. 2/2011, a cui si rimanda per approfondimenti.</p>
<p><a href="#_ftnref9" name="_ftn9">[9]</a>  Dal bel documentario <em>I Passiuna tu Christù</em>, di Fabrizio Lecce e Tommaso Faggiano, Meditfilm 2011<strong>.</strong></p>
<p><a href="#_ftnref10" name="_ftn10">[10]</a>  Si tratta di 73 strofe, corrispondenti a 22,35 minuti di registrazione. Cantano Salvatore Russo e Pantaleo Stomeo e suona la fisarmonica Raffaele De Sanctis. Il cd fu pubblicato nel 2000.</p>
<p><a href="#_ftnref11" name="_ftn11">[11]</a>  Cfr. <em>Il Salento di Giovanna Marini</em>, cd doppio, a cura di Roberto Raheli e Vincenzo Santoro, edizioni Aramirè 2004, brano 25 del primo cd. Altri esempi interessanti di registrazioni storiche, oltre a quelle già segnalate, si trovano in: <em>Canto d’amore. Voci, suoni, ritmi della Grecìa salentina</em>, a cura di Luigi Chiriatti e Roberto Raheli, edizioni Aramirè 2000, traccia 2 (<em>I Passiuna tu Christù</em>, registrata a Soleto nel 1977-78); Brizio Montinaro, <em>Musiche e canti popolari del Salento</em>, cd doppio, edizioni Aramirè 2002, nel primo cd, traccia 2 (<em>A’ Lazzaro &#8211; I Passiuna tu Christù</em>, registrata a Zollino nel 1970) e traccia 4 (<em>Lu santu Lazzaru</em>, registrata nel luglio 1977 ad Aradeo); Giuseppe Migali, <em>Zimba. Voci, suoni ritmi di Aradeo</em>, edizioni Kurumuny 2004, traccia 9 (<em>Santu Lazzaru</em>) e 23 (<em>Lazzareno</em>), entrambe registrate ad Aradeo nella metà degli anni ‘70; Uccio Bondello, <em>La voce della tradizione</em>, edizioni Kurumuny 2010, traccia 16 (<em>Santu Lazzaru</em>, registrata a Cutrofiano nel 1977-78); Uccio Aloisi, <em>Il canto della terra</em>, edizioni Kurumuny 2011, traccia 4 (<em>Santu Lazzaru</em>, registrata a Cutrofiano nel 1977); <em>Corimondo. La Strina – Suoni e canti di Corigliano d’Otranto</em>, edizioni Kurumuny 2012, traccia 16 (<em>Lazzareno</em>, registrata a Corigliano d’Otranto nel 1977-78). Infine, alcune importanti registrazioni di Passione realizzate a partire dall’inizio degli anni ’80 dal ricercatore amatoriale Salvatore Panizza a Corigliano d’Otranto sono disponibili presso l’Archivio Sonoro Pugliese di Bari (<a href="http://www.archiviosonoro.org/archivio-sonoro/archivio-sonoro-puglia/fondo-panizza/i-canti-della-passione.html">http://www.archiviosonoro.org/archivio-sonoro/archivio-sonoro-puglia/fondo-panizza/i-canti-della-passione.html</a> )</p>
<p>Didascalie delle immagini:</p>
<p>Fig. 1. Zollino (Lecce), Domenica delle Palme del 2010. Il cantore Antimino Pellegrino durante la rappresentazione della <i>Passiuna tu Christù</i> (foto di Tommaso Faggiano)</p>
<p>Fig. 2. Zollino (Lecce), Domenica delle Palme del 2010. Il gruppo dei Cantori di Zollino durante la rappresentazione della <i>Passiuna tu Christù</i> (foto di Fabrizio Lecce).</p>
<p>Fig. 3. La copertina del cd il CD <em>Bonasera a quista casa. Pizziche, stornelli, canti salentini</em> (Edizioni Aramirè 1999)</p>
<p>Fig. 4. <i>La Passione di Cristo</i>. Trascrizione musicale di Alessandro Girasoli nel libretto del CD <i>I Passiuna tu Christú. Canti di questua pasquale della Grecìa salentina</i>, Edizioni Aramirè, Lecce, 2000, pp. 72-73.</p>
<p><a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/Lazzaro_stampa_22_novembre_corretto-1_page-0005-510x703.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4161" src="http://lnx.vincenzosantoro.it/wp-content/uploads/2022/04/Lazzaro_stampa_22_novembre_corretto-1_page-0005-510x703-218x300.jpg" alt="Lazzaro_stampa_22_novembre_corretto-1_page-0005-510x703" width="218" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Maggiori informazioni sul libro (anche per l&#8217;acquisto) si posso trovare cliccando <a href="https://www.edizionimuseopasqualino.it/product/il-rito-musicale-del-lazzaro-nelle-comunita-arbereshe-di-sicilia/?fbclid=IwAR21iNMCTPiYvOJf1-GaqsRaiGIqJeZPXijO0QpHv46DlkQa2BKk0XrmpIs">qui</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ps (marzo 2023): Un aggiornamento di un certo interesse sulla questione è contenuto nel saggio di Giuseppe Sanfratello, &#8220;<em>Il canto di Lazzaro nella penisola balcanica: alcune tradizioni musicali a confronto</em>&#8221; in &#8220;Studi sull&#8217;Oriente Cristiano&#8221;, 26- 2 2022, che fornisce una ricostruzione vivida e puntuale della diffusione di questi canti &#8211; fra tradizioni &#8220;vive&#8221; e &#8220;ricostruzioni&#8221; &#8211; in vari luoghi dei Balcani fino alla Grecia e a Corfù (ma che misteriosamente nelle comparazioni si limita agli esempi italo-albanesi e non considera per nulla quello che avviene a poche miglia di mare, nella Penisola Salentina, peraltro in parte con l&#8217;uso di una lingua affine al greco).</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2022%2F04%2F08%2Fi-canti-di-lazzaro-nel-salento%2F&amp;linkname=I%20canti%20di%20Lazzaro%20nel%20Salento" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2022%2F04%2F08%2Fi-canti-di-lazzaro-nel-salento%2F&amp;linkname=I%20canti%20di%20Lazzaro%20nel%20Salento" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2022%2F04%2F08%2Fi-canti-di-lazzaro-nel-salento%2F&amp;linkname=I%20canti%20di%20Lazzaro%20nel%20Salento" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2022%2F04%2F08%2Fi-canti-di-lazzaro-nel-salento%2F&amp;linkname=I%20canti%20di%20Lazzaro%20nel%20Salento" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2022%2F04%2F08%2Fi-canti-di-lazzaro-nel-salento%2F&amp;linkname=I%20canti%20di%20Lazzaro%20nel%20Salento" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2022%2F04%2F08%2Fi-canti-di-lazzaro-nel-salento%2F&amp;title=I%20canti%20di%20Lazzaro%20nel%20Salento" id="wpa2a_18">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2022/04/08/i-canti-di-lazzaro-nel-salento/">I canti di Lazzaro nel Salento</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.vincenzosantoro.it/2022/04/08/i-canti-di-lazzaro-nel-salento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nel film &#8220;Il Tramontana (1964)&#8221; un Salento luminoso e decadente, prima della grande trasformazione</title>
		<link>https://www.vincenzosantoro.it/2021/12/29/nel-film-il-tramontana-1964-un-salento-luminoso-e-decadente-prima-della-grande-trasformazione/</link>
		<comments>https://www.vincenzosantoro.it/2021/12/29/nel-film-il-tramontana-1964-un-salento-luminoso-e-decadente-prima-della-grande-trasformazione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Dec 2021 07:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Santoro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Brizio Montinaro]]></category>
		<category><![CDATA[Rina Durante]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.vincenzosantoro.it/?p=4085</guid>
		<description><![CDATA[<p>Da qualche tempo su youtube è disponibile l&#8217;edizione integrale di questo film del 1964, che dovrebbe essere addirittura il primo girato in provincia di Lecce. Diretto dal pioniere Adriano Barbano e tratto da un racconto di Rina Durante (che firma la sceneggiatura insieme al regista), presenta la storia di un adolescente di origini contadine che viene praticamente abbandonato in un... <a href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/12/29/nel-film-il-tramontana-1964-un-salento-luminoso-e-decadente-prima-della-grande-trasformazione/">Read more &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/12/29/nel-film-il-tramontana-1964-un-salento-luminoso-e-decadente-prima-della-grande-trasformazione/">Nel film &#8220;Il Tramontana (1964)&#8221; un Salento luminoso e decadente, prima della grande trasformazione</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/aHn67HGkmyw" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<div class="" data-block="true" data-editor="9m0j" data-offset-key="bscf4-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="bscf4-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="bscf4-0-0"><span data-offset-key="bscf4-0-0"><span data-text="true">Da qualche tempo su youtube è disponibile l&#8217;edizione integrale di questo film del 1964, che dovrebbe essere addirittura il primo girato in provincia di Lecce. Diretto dal pioniere <span style="color: #ff0000;"><strong>Adriano Barbano</strong></span> e tratto da un racconto di <span style="color: #ff0000;"><strong>Rina Durante</strong></span> (che firma la sceneggiatura insieme al regista), presenta la storia di un adolescente di origini contadine che viene praticamente abbandonato in un convento dai genitori che stanno per emigrare in Svizzera.</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="bscf4-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="9m0j" data-offset-key="79jmg-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0"><span data-offset-key="79jmg-0-0"><span data-text="true">Il film colpisce, più che per la vicenda narrata o per la qualità della recitazione (fra gli attori troviamo <span style="color: #ff0000;"><strong>Brizio Montinaro</strong></span>), per la rappresentazione sociale e visiva di un Salento contadino luminoso e decadente, prima della grande trasformazione che &#8211; in pochi anni &#8211; ne avrebbe modificato sostanzialmente i caratteri, qui però già in qualche modo annunciata, in particolare nelle scene ambientate in uno stabilimento industriale (che mi pare sia la Colacem di Galatina-Soleto), come anche, su un piano diverso, da quella con le turiste francesi in costume da bagno che sconvolgono i giovani apprendisti frati. Interessante anche il (forse troppo timido) inserimento di alcuni temi cari alla Durante, come una scena di lamentazione funebre e l&#8217;accenno di un canto in grico.</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0">Il film è girato in vari luoghi del Salento leccese, fra cui l&#8217;abbazia di San Nicola di Casole, che allora &#8211; prima del recente restauro &#8211; era un magnifico rudere semiabbandonato (con gli antichi affreschi scrostati che molto suggestionano i giovani protagonisti).</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0">Molti elementi accomunano questo lungometraggio a un bellissimo documentario dell&#8217;anno prima, <span style="color: #993300;"><em>Le rondinelle del Salento (Puglia Magica)</em></span>, di <strong><span style="color: #ff0000;">Corrado Sofia</span></strong> (1963), ambientato negli stessi luoghi e sempre con la partecipazione di Rina Durante e Brizio Montinaro &#8211; qui credo a suoi esordi -dove gli aspetti &#8220;demo-etno-antropologici&#8221; e paesaggistici sono ancora più rimarcati.</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0">Inoltre, guardando questo abbacinante Salento in bianco e nero (ma purtroppo le immagini non sono di grande qualità), non si può sfuggire al paragone con il mitico documentario <span style="color: #800000;"><em>La taranta</em></span> di <strong><span style="color: #ff0000;">Gianfranco Mingozzi</span></strong>, uscito solo due anni prima, che però, per l&#8217;argomento trattato, per precise scelte stilistiche e per il cupo (anche se prestigioso) commento di <strong><span style="color: #ff0000;">Salvatore Quasimodo</span></strong> rimanda un&#8217;immagine della &#8220;terra fra due mari&#8221; molto più inquietante e oscura.</div>
</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0"><span style="color: #800000;"><strong>Il tramontana</strong></span>.</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0">Regia di Adriano Barbano. Sceneggiatura di Adriano Barbano e Rina Durante</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0">Con: <span data-offset-key="42a7u-0-0"><span data-text="true">Flavio</span></span><span data-offset-key="42a7u-1-0"><span data-text="true"> D&#8217;Autilia, Giuseppe Mantovano, Aladino Ingrosso, Brizio Montinaro, Tucci Cavallo, Vittorio De Giorgi, Fanny Irone, Marta Jacone, Antonio Mocavero, Anita Todesco</span></span></div>
<div class="" data-block="true" data-editor="9m0j" data-offset-key="79jmg-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0">Per approfondimenti si possono consultare i seguenti link:</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0">qui una scheda biografica su Rina Durante: <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2005/08/10/rina-durante-militante-culturale/">http://lnx.vincenzosantoro.it/2005/08/10/rina-durante-militante-culturale/</a></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0">qui una ampia intervista biografica a Brizio Montinaro: <a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2006/07/15/la-ricerca-del-salento-perduto/">http://lnx.vincenzosantoro.it/2006/07/15/la-ricerca-del-salento-perduto/</a></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="79jmg-0-0">qui il documentario <em>Le rondinelle del Salento (Puglia Magica)</em>, di Corrado Sofia (1963):<a href="http://lnx.vincenzosantoro.it/2014/01/25/le-rondinelle-del-salento-puglia-magica-1963/"> http://lnx.vincenzosantoro.it/2014/01/25/le-rondinelle-del-salento-puglia-magica-1963/</a></div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F12%2F29%2Fnel-film-il-tramontana-1964-un-salento-luminoso-e-decadente-prima-della-grande-trasformazione%2F&amp;linkname=Nel%20film%20%E2%80%9CIl%20Tramontana%20%281964%29%E2%80%9D%20un%20Salento%20luminoso%20e%20decadente%2C%20prima%20della%20grande%20trasformazione" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F12%2F29%2Fnel-film-il-tramontana-1964-un-salento-luminoso-e-decadente-prima-della-grande-trasformazione%2F&amp;linkname=Nel%20film%20%E2%80%9CIl%20Tramontana%20%281964%29%E2%80%9D%20un%20Salento%20luminoso%20e%20decadente%2C%20prima%20della%20grande%20trasformazione" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F12%2F29%2Fnel-film-il-tramontana-1964-un-salento-luminoso-e-decadente-prima-della-grande-trasformazione%2F&amp;linkname=Nel%20film%20%E2%80%9CIl%20Tramontana%20%281964%29%E2%80%9D%20un%20Salento%20luminoso%20e%20decadente%2C%20prima%20della%20grande%20trasformazione" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google_plus.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="http://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F12%2F29%2Fnel-film-il-tramontana-1964-un-salento-luminoso-e-decadente-prima-della-grande-trasformazione%2F&amp;linkname=Nel%20film%20%E2%80%9CIl%20Tramontana%20%281964%29%E2%80%9D%20un%20Salento%20luminoso%20e%20decadente%2C%20prima%20della%20grande%20trasformazione" title="WhatsApp" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/whatsapp.png" width="16" height="16" alt="WhatsApp"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F12%2F29%2Fnel-film-il-tramontana-1964-un-salento-luminoso-e-decadente-prima-della-grande-trasformazione%2F&amp;linkname=Nel%20film%20%E2%80%9CIl%20Tramontana%20%281964%29%E2%80%9D%20un%20Salento%20luminoso%20e%20decadente%2C%20prima%20della%20grande%20trasformazione" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="https://www.vincenzosantoro.it/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="https://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.vincenzosantoro.it%2F2021%2F12%2F29%2Fnel-film-il-tramontana-1964-un-salento-luminoso-e-decadente-prima-della-grande-trasformazione%2F&amp;title=Nel%20film%20%E2%80%9CIl%20Tramontana%20%281964%29%E2%80%9D%20un%20Salento%20luminoso%20e%20decadente%2C%20prima%20della%20grande%20trasformazione" id="wpa2a_20">Condividi</a></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it/2021/12/29/nel-film-il-tramontana-1964-un-salento-luminoso-e-decadente-prima-della-grande-trasformazione/">Nel film &#8220;Il Tramontana (1964)&#8221; un Salento luminoso e decadente, prima della grande trasformazione</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.vincenzosantoro.it">Vincenzo Santoro</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.vincenzosantoro.it/2021/12/29/nel-film-il-tramontana-1964-un-salento-luminoso-e-decadente-prima-della-grande-trasformazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
