San Paolo ‘dei serpenti’. L’effigie di Vereto e l’enigmatica storia di un culto popolare

732655444_991305560558750_8696218970434872773_nVenerdì 26 giugno 2026, davanti alla Chiesa della Madonna di Vereto, ho tenuto una conferenza dal titolo “San Paolo ‘dei serpenti’. L’effigie di Vereto e l’enigmatica storia di un culto popolare”.
La edificio custodisce uno splendido dipinto murale, risalente alle fine del XVI secolo, restaurato nel 2018 grazie a una vasta mobilitazione di popolo.
Raffigura San Paolo in una posa solenne, con due serpenti attorcigliati attorno alla spada e un piccolo bestiario di animali velenosi ai suoi piedi: un serpente, un ragno, uno scorpione e un rospo con la bocca aperta.
Quest’opera è considerata una delle rappresentazioni più antiche e originali dell’iconografia “popolare” paolina nel Salento, come sottolineava già nel 2010 Sergio Torsello.
Partendo da questa immagine straordinaria, ho cercato di ripercorrere la storia e le varie e complesse diramazioni del “mitologema” popolare paolino, riportando anche le altre numerose evidenze iconografiche che si riscontrano nella parte meridionale del Salento, fino a quella più importante ed emblematica: la pala di altare della Cappella di San Paolo a Galatina, dove, nella seconda metà del 1700, tale culto popolare ne incontrò un altro altrettanto suggestivo: il tarantismo.
La conferenza è stata registrata dal benemerito Michele Bonfrate, che ringrazio sentitamente, per cui è disponibile anche per chi non c’era.

 

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