Salentini e arberesh

Comunanza di culture e tradizioni tra salentini e arberesh

Vincenzo Santoro, in qualità di responsabile Ufficio cultura, Sport e Politiche giovanili Anci, partecipa e sostiene un innovativo progetto nel Comune di Civita, paese arberesh in provincia di Cosenza, che sorge ai piedi del Parco del Pollino. Pochi sanno che a sole tre ore di macchina da qui esiste un vero e proprio territorio dal fascino selvaggio e antico, dove sono miscelate e sopravvivono con straordinaria fierezza delle proprie origini la bellezza del paesaggio degna delle copertine e delle mostre di ogni fotografo che anche per sbaglio passi da quelle parti e forti sopravvivenza delle tradizioni locali. Civita è questo: una signora vestita di nero che attacca i peperoni alla finestra per farli essiccare allo splendido sole calabrese; è una piazza piena di macchine e di giovani che degustano la cucina tradizionale; è un martedì di Pasqua dove si lasciano i jeans rotti e gli scooter ed i computer e ci si veste con gli abiti tipici della tradizione arberesh E ad osservare e vivere quella festa, proprio nella ricorrenza delle vallje di Civita, erano presenti salentini doc come il Sindaco di Zollino, Francesco Pellegrino, i cantori della tradizione locale salentina che hanno intonato e intrattenuto il pubblico civitese con “Passiuna tu Cristu”, e Vincenzo Santoro, che in uno scambio veloce di battute mi disse sorridendo: “Oggi il mio lavoro qui è solo quello di reggere il leggio!”

La festa arberesh è sempre tripudio di colori, di ori. Ed è sempre Santoro a spiegarmi che esiste una forte comunanza in alcune tradizioni tramandate oralmente e che accomuna i salentini e il popolo arberesh, probabilmente esiste una stessa matrice di cultura medievale mediterranea. Esempio ne è il canto, “Lu Santu Lazzaru”, che si intona e nella lingua arberesh che nel dialetto salentino. La comunza e l’apertura per queste due culture saranno maggiormente sottolineate da un festival della musica dialettale salentina che animerà l’estate civitese. Due tradizioni forti che si incontrano, scambiano i propri tamburelli, ballano i loro ritmi, uniscono i loro suoni e la danza diventa unica. Santoro conosce Civita come minoranza etnica perché proprio per lavoro si occupa delle minoranze linguistiche soggette a tutela in merito alla legge 482 del ’99, per cui forte interesse nella salvaguardia di tutto il bagaglio culturale che viene trasmesso ormai da secoli oralmente e che adesso diventa salvaguardia del paesaggio fisico. Venerdì 4 Maggio sarà presentato nel paesino arberesh il progetto pilota: “I luoghi della memoria e della identità territoriale – L’ecomuseo del paesaggio della Valle del Raganello – Partecipare al patrimonio”. Santoro è orgoglioso di presenziare questo incontro poiché la realtà degli ecomusei è prettamente nordica ancora, per cui questo progetto potrebbe rappresentare un volano per le altre realtà nostre dove vi è necessità di preservare in toto il paesaggio culturale nel suo valore civile, storico e paesaggistico.

info sul convegno

FacebookTwitterGoogle+WhatsAppGoogle GmailCondividi

Lascia una risposta