A Ghilarza la prima bottega di organetti in Sardegna

di Vincenzo Santoro

da Anci Rivista, febbraio 2011

diatonicoL’organetto “diatonico” appartiene alla famiglia degli strumenti musicali detti “aerofoni”, nei quali il flusso d’aria è generato da un mantice che attiva delle ance in metallo. Ogni tasto premuto emette due suoni a seconda della direzione del mantice.

Questo strumento nasce nella prima metà dell’800, da sperimentazioni condotte in Germania, in Austria e in Inghilterra. In Italia la produzione a livello industriale comincia nel 1863, a Castelfidardo, nelle Marche, ad opera del costruttore Paolo Soprani.

Da quel momento l’organetto ha una vastissima diffusione in Italia, dove diventa lo strumento elettivo di molti repertori tradizionali, soprattutto di quelli per il ballo. In particolare, l’organetto, a partire dagli anni Settanta dell’800, si diffonde rapidamente in Sardegna, diventando un protagonista assoluto della musica dell’Isola. Anche in questo caso, il maggiore impiego si ha nelle esecuzioni dei balli tradizionali (soprattutto il modello a “otto bassi”).

In Sardegna l’arrivo dell’organetto ha un effetto rivoluzionario, perché gradualmente, e in maniera sempre più personale e raffinata, i suonatori locali creano delle suonate che, dovendo accompagnare i balli praticati diffusamente in tutta l’Isola, che come è noto hanno una forte specificità, si differenziano sostanzialmente dai repertori “continentali”. E forti peculiarità si hanno anche nelle modalità esecutive, nella posizione assunta dal corpo del suonatore, nei movimenti delle dita e della mano destra e in quelli della mano sinistra, specialmente nell’uso del mantice (fatto di rapidi movimenti – talvolta quasi impercettibili – di apertura e di chiusura).

Questa diffusione e penetrazione dello strumento però, a differenza di altre aree, non ha prodotto l’avvio di botteghe locali di costruzione, per cui i suonatori locali hanno continuato a rivolgersi a produttori di altre regioni (soprattutto dell’area marchigiana).

La prima bottega di costruzione in Sardegna si è insediata da qualche anno a Ghilarza, centro dell’Oristanese ricco di tradizioni, noto per essere stata la residenza di Antonio Gramsci negli anni della giovinezza (la residenza della famiglia dell’uomo politico è stata trasformata in una interessante Casa-Museo), ad opera di un artigiano abruzzese, Domenico Ciantra.

Ciantra proviene da Penne, in provincia di Pescara. Suo nonno gestiva una importante bottega di costruzione di organetti in paese, attività che poi fu portata avanti dal figlio (zio di Domenico). Alla morte dello zio, Domenico, che intanto aveva sposato una ghilarzese e si era trasferito in Sardegna, nella casa della famiglia della moglie, decide di riprendere l’attività di famiglia, e fonda una bottega in paese.

Ciantra costruisce gli organetti con grande cura, realizzando personalmente tutte le parti degli strumenti (eccetto le ance), che riescono ad adattarsi alle particolari modalità esecutive richieste dai repertori locali. Per queste ragioni, è riuscito a farsi apprezzare anche dai numerosi (e molto esigenti) suonatori e appassionati dell’Isola.

 

 

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