Torrepaduli apre il dibattito sulle «ronde», balli rituali di San Rocco

WhatsApp Image 2026-01-10 at 15.18.19Torrepaduli apre il dibattito sulle «ronde», balli rituali di San Rocco

Studiosi e appassionati riuniti alla chiesa dedicata al veneratissimo santo taumaturgo per discutere del futuro della danza-scherma Un fragile patrimonio documentario che meriterebbe un luogo di conservazione e di fruizione a disposizione di pubblico e cittadini

Vincenzo Santoro, L’Edicola, 11 gennaio 2026

 

Si è tenuto ieri il convegno «Dove il cerchio continua. Per una tutela e salvaguardia della ronda di San Rocco», svoltosi presso il Santuario di San Rocco a Torrepaduli, che ha visto l’intervento di diversi studiosi e appassionati: Giovanni Pellegrino, Massimiliano Morabito, Serena Pellegrino, Gioele Nuzzo, Davide Monaco Vincenzo Gagliani, Lorenzo Zito. L’evento si è posto l’obiettivo di preservare le «ronde di San Rocco», manifestazione coreutico-musicale che si svolge durante la notte tra il 15 ed il 16 agosto nel piccolo centro dell’estremo Salento meridionale davanti al santuario dedicato al veneratissimo santo taumaturgo: si tratta di una
delle feste popolari estive più imponenti del Sud d’Italia, durante la quale gruppi di pellegrini, curiosi, musicisti e ballerini si dispongono in cerchi – le «ronde» – e, sul ritmo serrato della pizzica pizzica, inscenano la «scherma», sorta di duello rusticano, praticata in passato solo da uomini, in cui le dita della mano destra simulano la forma dei coltelli.

Segreti tramandati
La «danza scherma» di Torrepaduli è un rito di grande fascino e suggestione, che oggi attira migliaia di turisti e appassionati (cosa che crea non pochi problemi di gestione), ma in fondo ancora non sufficientemente studiato. Delle sue origini sappiamo poco, ed è anche verosimile che si sia attestato nel centro salentino non più di alcuni decenni fa. I «segreti» della danza, che comprendono il codice coreutico e – soprattutto in passato – un vero e proprio linguaggio cifrato, sono custoditi gelosamente da alcune famiglie provenienti da paesi vicini, che se li sono tramandati di padre in figlio. Con modalità esecutive varie, usanze simili erano (e a volte lo sono ancora) praticate anche nell’area dell’Alto Salento e nella Bassa Murgia, sul Gargano e in altri luoghi del Sud d’Italia.

Memoria sonora
Le prime straordinarie registrazioni del paesaggio sonoro della festa – che però non è chiaro se comprendessero l’a c co m p agnamento della scherma – sono state realizzate dall’etnomusicologo Diego Carpitella nel 1960, e sono integralmente fruibili in
rete nella sezione pugliese dell’Archivio del Folklore Musicale Italiano delle Teche Rai. Nel suo libro del 1975 Kunsertu. La musica popolare in Italia il musicista e regista Luigi Cinque offrì una vivida descrizione delle emozionanti ronde notturne. In seguito, verso la fine degli anni ’70,
questo aspetto della festa entrò in una crisi che sembrava irreversibile, con i livelli di specializzazione musicale e coreutica che calavano sensibilmente e sempre meno suonatori e
danzatori che si ritrovano davanti al santuario.

La rinascita
Il rilancio venne grazie a una seminale operazione di «salvataggio della tradizione», il cui protagonista è stato Giovanni Pellegrino, geniale e poliedrica figura di operatore culturale di base, che con un gruppo di appassionati del luogo organizzò nell’estate del1982 Ritorno a San Rocco, iniziativa il cui obiettivo era proprio quello di tutelare le «specificità» della festa e di rivitalizzarla, a partire dal far ritornare in uso il tamburello tradizionale. Un momento molto significativo fu la «Festa del tamburello», un grande evento popolare organizzato a Cutrofiano insieme all’amministrazione comunale. Tutto poi infine confluì nella «partecipazione attiva» alla festa notturna di san Rocco a Torrepaduli. Cominciò così un percorso di recupero, rafforzamento e rilegittimazione della festa, che negli anni a venire diventerà il grande evento danzante «spontaneo» dell’estate salentina.

Il ritrovamento recente
All’iniziativa collaborò anche Diego Carpitella, che aveva più volte in passato rivolto la sua attenzione scientifica alla festa, e che per l’occasione, insieme al suo giovane collaboratore
Ambrogio Sparagna, produsse la prima compiuta ripresa video delle ronde notturne. Questo importantissimo documento, di cui si erano perse le tracce, è stato recentemente recuperato nell’ambito di un progetto dell’Istituto Centrale per i Beni Audiovisivi del MiC coordinato dall’etnomusicologa Grazia Tuzi, a cui ha collaborato anche il ricercatore e musicista
pugliese Massimiliano Morabito, e può essere visualizzato all ’ indirizzo
pon.viaggionellevocidelsud.it. Sempre sulla stessa pagina web, sono state rese fruibili quelle che dovrebbero essere le prime fotografie delle ronde (fra cui quella che pubblichiamo), scattate, su mandato di Carpitella, dal montatore e regista Roberto Perpignani nel 1972. Altre documentazioni importanti furono realizzate in quegli anni, fra gli altri, dall’etnocoreo –
logo Giuseppe M. Gala, dal regista Nico Cirasola e dal ricercatore Roberto Lorenzetti. Tutti questi materiali, insieme ad altre rilevazioni (come quelle condotte da Annabella Rossi, Brizio Montinaro, Luigi Chiriatti, Annabella Miscuglio, Fernando Bevilacqua, Oronzo Marmone, Giorgio
Di Lecce e Cristina Ria) compongono un dispositivo documentario estremamente significativo, che meriterebbe un luogo pubblico di conservazione e di fruizione, a disposizione degli studiosi, degli appassionati e dei turisti: un progetto di cui si parla da molti anni che purtroppo ancora non si è riusciti a realizzare.

 

foto di Roberto Perpignani del 1972

 

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